Autore: Franco Spellani

  • Proverbi Umbri di O. Grifoni

    Proverbi Umbri raccolti da Oreste Grifoni

    Indice

    Proverbi Umbri di Oreste Grifoni da Trevi

    Prof. Oreste Grifoni

    Proverbi Umbri

    L’Appennino, Foligno, 1943

    Notizie sull’Autore
    PREFAZIONE Pag. V
    1 Massime generali » 1
    2 Vita pratica – Esperienza » 6
    3 Donna – Amore – Bellezza » 12
    4 Matrimonio – Famiglia – Educazione della prole » 20
    5 Casa – Costumanze – Convenienza – Obblighi » 29
    6 Economia e interessi domestici » 32
    7 Prudenza a-Accortezza -Consigli -Ammaestramenti » 37
    8 Virtù – Vizi – Mali abiti » 45
    9 Leggi – Comandi – Obbedienza » 48
    10 Parola – Silenzio – Derisione » 49
    11 Lavoro Occupazione – Ricompense » 51
    12 Miserie della vita – Cose lamentevoli » 54
    13 Ricchi – Poveri – Avari » 59
    14 Opportunismo – Egoismo » 60
    15 Denari – Averi – Sete di ricchezza – Debiti » 62
    16 Filosofia nella vita – Indifferenza – Disprezzo » 67
    17 Segni fisici caratteristici – Nature varie – Atavismo » 67
    18 Giovinezza – Vecchiaia – Età » 70
    19 Fortuna e il suo contrario -Destino » 73
    20 Amici – Parenti » 75
    21 Superstizioni » 77
    22 Incomodi dell’età – Malattie – Rimedi » 79
    23 Vita – Salute – Principi igienici e dietetici » 81
    24 Sostanze alimentari » 84
    25 Gola – Stomaco pieno e vuoto » 87
    26 Cause di morte – Morte – Buona e cattiva fine » 89
    27 Attività – Ozio – Pigrizia » 99
    28 Dio – Santi – Festività – Cose di religione » 94
    29 Potenza – Giustizia e provvidenza di Dio » 98
    30 Carità – Misericordia » 101
    31 Punizione della colpa- Roba malamente acquistata » 102
    32 Chiesa – Ecclesiastici – Roba di stola » 104
    33 « Lu Diavulu » » 109
    34 Cose dell’anima – Vie di salvezza – Oltretomba » 110
    35 Segni di croce » 112
    36 Cause ed effetti – Deduzioni » 112
    37 Gratitudine – Ingratitudine – Corrispondenza di affetti » 116
    38 Dolore – Allegrezza – Gusti – Soddisfazioni varie » 117
    39 Feste – Spassi – Scherzi » 118
    40 Ingiurie -Offese – Vendette » 118
    41 Guerra – Risse – Soldati – Politica » 119
    42 Ingegno e il suo contrario – Sapere e ignoranza – Persone sciocche » 122
    43 Popoli – Città – Paesi » 124
    44 Paesi e genti umbre » 125
    45 Contadini – Montanari – Mezzadri » 134
    46 Mesi – Stagioni – Giorni di osservazione » 135
    47 Osservazioni meteorologiche e zoologiche » 139
    48 Lavori e strumenti agricoli » 144
    49 Alberi Piante – Frutti Legname » 145
    50 Animali – Caccia – Passaggio di volatili » 147
    51 Acqua – Fuoco – Pioggia » 152
    52 Giuoco del lotto e delle carte – Prestiti al giuoco » 153
    53 Sentenze » 155
    54 Vari » 157
    55 Frasi che accompagnano le estrazioni della tombola » 165

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    205

  • Pietrarossa – Il santuario abbandonato al degrado

    Dal Corriere dell’Umbria 9/9/2008, pag. 15 _______________________________________

    Trevi

    Le infiltrazioni d’acqua stanno pian piano logorando la struttura e i dipinti interni

    Il santuario abbandonato al degrado

    _______________________________________ E c’è chi pensa a una petizione per sollecitare interventi

    Piccolo gioiello La chiesa di Santa Maria di Pietrarossa abbandonata dal terremoto

    TREVI – Le sollecitazioni si fanno via via sempre più pressanti e le proteste sempre più numerose da parte dei cittadini di Trevi. Motivo, lo stato di degrado e di abbandono in cui versa il santuario di Santa Maria di Pietrarossa. Una struttura dal grande valore archeologico, architettonico e pittorico esistente al suo interno. L’edificio infatti sarebbe seriamente danneggiato per infiltrazioni di acque sotterranee e per quelle piovane, provenienti dal tetto in rovina. Una situazione che starebbe seriamente compromettendo anche le opere pittoriche e gli affreschi che decorano le pareti interne ed esterne della chiesa.

    E così i pullman arrivano carichi di visitatori che però non possono ammirare il santuario perché off limits. E così con la delusione mista a sbigottimento dipinta sul viso, risalgono sul torpedone per riprendere la via di casa. Uno stato di degrado testimoniato anche dalle transenne che cadono a pezzi con il trascorrere degli anni. Segno inequivocabile di una situazione che dura ormai da oltre dieci anni. Dal terremoto del 1997.
    Certo alcuni interventi sono stati eseguiti, come la sistemazione del tetto e altri lavori. Ma non sarebbero stati sufficienti. Una situazione di abbandono che molti cittadini non sono disposti più a tollerare. Uno spettacolo desolante per un edificio sacro che vanta una storia di secoli e che era gettonatissimo dagli sposi, che qui desideravano celebrare il loro matrimonio. Da qui le proteste che hanno cominciato a fioccare numerose, e gli appelli che finora sono rimasti inascoltati. Tanto che alcuni cittadini hanno manifestato l’intenzione di avviare una petizione con la quale si invitano le autorità preposte ad approntare quanto prima i lavori per rendere fruibile la chiesa di Pietrarossa sia al culto religioso che ai tanti visitatori.
    Cenni storici farebbero risalire il santuario così come si presenta oggi, alla fine del XIII secolo, anche se i frammenti più antichi rimessi in opera fanno pensare a costruzioni precedenti. La maggiore attrattiva della chiesa è rappresentata dai numerosi affreschi, oltre novanta, che si distendono sulle sue pareti, non solo all’interno ma anche all’esterno, sotto i portici per l’esattezza. Le pareti della chiesa sono completamente decorate con dipinti della Madonna col Bambino e San Giacomo, Pietà Volto muliebre, Madonna col Bambino tra i santi Antonio Abate e Leonardo e altri affreschi ancora. Tutti di grande valore e prestigio sia storico che artistico. Documentata la presenza di San Francesco in occasione delle sue visite ai malati di lebbra, ospitati presso l’ospedale di San Tommaso e Lazzaro, i cui resti sono ancora visibili sulla strada Flaminia in prossimità del bivio per Santa Maria in Valle. Insomma un monumento sacro che i residenti invocano a gran voce che venga riaperto al culto, dopo gli opportuni interventi di risistemazione.

    Il terremoto ferì questo piccolo gioiello e da allora nessun intervento

    091

    STAMPA – RECENSIONI

    PIETRAROSSA – Notizie

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    *

    Nella cartografia del TCI, dell’ACI e nella segnaletica stradale è indicato

    S.M.di Pietrarossa

    , mentre nella tavoletta dell’I.G.M., che dovrebbe essere ufficiale, è adottata la grafia:

    Pietra Rossa

  • I reperti di Pietra Rossa al museo locale

    Dal Corriere dell’Umbria 2/9/2005 Trevi
    _______________________________________ La Soprintendenza archeologica conferma la valenza dei ritrovamenti di Pietrarossa.*

    Il guerriero longobardo finirà in museo

    I resti rinvenuti sarebbero il primo insediamento trevano*** _______________________________________

    TREVI – “Il sito archeologico di Pietrarossa riveste un particolare interesse scientifico, in quanto stabilisce una linea di continuità finora sconosciuta in quest’area, tra l’epoca romana e quella medievale. I reperti trovati (sedici sepolture a fossa con i resti ben conservati degli inumati) consentono di datare la necropoli al VI-VII secolo dopo Cristo” Questo il parere dei tecnici della Soprintendenza archeologica dell’Umbria al quale hanno fatto seguito sensibilità e collaborazione da parte dell’amministrazione comunale nel mettere a disposizione due archeologi, maestranze e risorse finanziarie necessarie ad approfondire le indagini. “Questo eccezionale ritrovamento, testimonia che Pietrarossa era un notevole insediamento abitativo, addirittura si ritiene sia il primo nucleo abitativo di Trevi, spiega il sindaco Giuliano Nalli; nel tempo sono stati numerosi i reperti rinvenuti di mura romane, ville con decorazioni, terme, epigrafi e capitelli. Questa volta sono riaffiorati anche resti umani, tra i quali due bambini e un guerriero con tanto di corredo ed equipaggiamento. La scoperta, avvenuta in seguito agli scavi per la realizzazione di una rimessa attrezzi destinata alla locale Protezione Civile, riveste notevole importanza ed è nostra intenzione – conclude Nalli – effettuare una mappatura dell’area al fine di valutare la presenza di eventuali altre tracce” Il ritrovamento andrà ad arricchire l’allestimento lapideo del Museo archeologico, tra cui spicca la stele di Bovara di epoca preromana. In sinergia con la Soprintendenza, che ne ha già avviato le procedure per la museizzazione, i reperti di Pietrarossa verranno custoditi dal Comune nel Museo archeologico che sarà inaugurato nel 2006, momento in cui probabilmente sarà possibile ammirare le tombe restaurate, le armi e le fini suppellettili dei guerrieri longobardi.

    Stefania Moccoli

    059

    ***Nota del trascrittore.

    Leggendo il sottotitolo sembrerebbe che il primo insediamento di Trevi si debba far risalire al VI-VII secolo d. C., notizia che disorienta il lettore meno avveduto.

    Siccome Trevi è nominata da autori latini e Plinio seniore (I sec.) ascrive i Trevani ad una tribù degli Umbri, è da presumere che quando arrivarono i Romani da queste parti (all’inizio del III sec. a.C.) Trevi c’era già da un pezzo.

    Forse si voleva dire che a Pietrarossa era ubicata l’antica Trevi, teoria sostenuta da alcuni autori, anche se le mura romane dell’insediamento sul colle proverebbero il contrario.
    Quindi “forse” Trevi era a Pietrarossa, ma i resti di guerrieri longobardi, quali sono quelli rinvenuti recentemente non sono certo le prime testimonianze di Trevi.

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    PIETRAROSSA – Notizie

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    Nella cartografia del TCI, dell’ACI e nella segnaletica stradale è indicato

    S.M.di Pietrarossa

    , mentre nella tavoletta dell’I.G.M., che dovrebbe essere ufficiale, è adottata la grafia:

    Pietra Rossa

  • Reperti romani a Pietrarossa

    Da Il Messaggero – 25/6/1980 ________________________________________________

    Cronaca di Foligno e Spoleto
    _______________________________________

    Pietrarossa..* Per i lavori in corso ___________________________________________________________________________

    Importanti reperti archeologici sono in pericolo?

    ____________________________________________

    058

    Un invito ad andare a «curiosare» su quello che sta succedendo in questi giorni a Pietrarossa di Trevi, è stato lanciato da Franco Spellani, un cittadino con la passione dell’archeologia.

    Il fatto è analogo

    a m

    o1ti altri che si sono succeduti con ritmo piuttosto frequente nel comprensorio folignate, dove la terra nasconde parecchie sorprese di interesse storico ed artistico, come recentemente dimostrato dai ritrovamenti nella piazza di Foligno.

    A Pietrarossa, dunque, si sta costruendo un sottopassaggio ferroviario per eliminare il passaggio a livello e, come informa lo Spellani, le due enormi scavatrici potrebbero arrecare seri danni ad eventuali reperti archeologici che dovessero venire alla luce.

    Si sta lavorando, infatti, proprio al limite dell’area considerata di interesse archeologico, ma tale limite sarebbe assolutamente convenzionale, perché non stabilito a seguito di sondaggi e rilievi; pertanto l’area archeologica potrebbe essere ben più estesa.

    Che questa considerazione non sia frutto della fantasia sarebbe dimostrato dai manufatti in muratura che si trovano sotto il livello del suolo, ben visibili

    In verità, storia e legenda concordano nel dire che in questa zona ci fu anticamente qualcosa di notevole, forse un tempio pagano dedicato a Giunone o forse la stessa Trebia, la Trevi romana.

    E, soprattutto, romani sarebbero i reperti venuti alla luce (gli enormi monoliti che si trovano sotto la magnifica chiesa e la strada che corre sul fondo del canale artificiale Alveolo) nonché quelli da scoprire (come i «bagni» di cui parla il cronista trevano del ‘400 Francesco Mugnoni).

    «In ogni tempo – dice a questo proposito Franco Spellani – chiunque abbia scavato a Pietrarossa ha trovato qualcosa di interessante. I tre quarti dei reperti che sono conservati nel palazzo comunale di Trevi provengono da questa zona; qui furono trovati un secolo fa quando si lavorava alla costruzione della ferrovia e allora non si scavò così in profondità come si sta facendo adesso».

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    Nella cartografia del TCI, dell’ACI e nella segnaletica stradale è indicato

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    , mentre nella tavoletta dell’I.G.M., che dovrebbe essere ufficiale, è adottata la grafia:

    Pietra Rossa

  • Riaffiora necropoli

    Da LA NAZIONE del 20/8/2005

    Foligno-Spoleto

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    LA SCOPERTA Spuntano nuovi tesori nella zona di Pietrarossa.* di Trevi
    dove sono in corso i lavori per la realizzazione di un capannone

    Dal terreno riaffiorano i resti di una necropoli

    Per il momento sono venute alla luce una decina di tombe

    058

    TRE VI – Nessuno si sbilancia ma le tombe e i reperti che continuano ad affiorare dagli scavi nella zona archeologica di Pietrarossa, potrebbero rivelare un’autentica necropoli. Gli scavi fin qui effettuati dagli esperti e dai tecnici della Soprintendenza dei Beni archeologici dell’Umbria (all’indomani della scoperta di ossa umane affiorate durante i lavori di scavo per la realizzazione di un capannone destinato ad ospitare i mezzi della locale Protezione civile) hanno portato alla luce una decina di tombe. forse di epoca romana o longobar

    da, che:

    da una prima sommaria identificazione potrebbero risalire al VI o VII secolo d.C. Sulla scoperta il Comune di Trevi e la Soprintendenza mantengono uno stretto riserbo, tanto che l’assessore alla cultura Valentino Brizi, nel confermare il ritrovamento di una decina di tombe, si è limitato a dire che: «si tratta di reperti che devono essere accuratamente esaminati e salvaguardati sul cui reale valore sono in corso i necessari accertamenti». Un riserbo fin troppo stretto, quello degli addetti ai lavori e delle istituzioni, anche perché l’area, notoria mente di interesse archeologico, potrebbe diventare un’occasione di promozione per il territorio. Tanto più che, come si diceva, non è un mistero che l’area archeologica di Pietrarossa possa ancora svelare vestigia: é conosciuta e figura in tutte le guide turistiche, regionali e nazionali. Un’area che, in passato, ha portato alla luce, altri «gioielli», in particolare nel 1980 quando, in occasione della realiz

    zazione del sottopasso ferroviario della Roma-Ancona, affiorarono diverse casse di reperti. Sicuramente se anche quei reperti fossero sistemati nei musei locali potrebbero arricchire l’offerta turistica e il grande patrimonio archeologico che conserva la città di Trevi. Un ritrovamento, quelle delle dieci tombe, oggetto di una interpellanza che il consigliere comunale dell’Udc Luigi Andreani presenterà al sindaco di Trevi, per chiedere l’allargamento dell’area archeologica di Pietrarossa.

    Carlo Luccioni

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    Nella cartografia del TCI, dell’ACI e nella segnaletica stradale è indicato

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    , mentre nella tavoletta dell’I.G.M., che dovrebbe essere ufficiale, è adottata la grafia:

    Pietra Rossa

  • Reperti archeologici e resti umani

    Dal Giornale dell’Umbria 6/8/2005
    Foligno _______________________________________

    Trevi – Spellani ha inviato una lettera. Stop ai lavori per il magazzino comunale.
    Nalli: “abbiamo chiamato la Soprintendenza”

    Ossa e vasi dal sottosuolo

    Durante i lavori affiorati alcuni reperti: comunicazione in Municipio

    TREVI – A Pietrarossa.* al centro dello sterro che doveva ospitare il magazzino dell’autorimessa del Comune, ecco affiorare dei resti di manufatti e ossa umane, ed è stop ai lavori. Franco Spellani dell’associazione Pro Trevi ha infatti inviato ieri mattina una lettera al Comune di Trevi e al sindaco e per conoscenza al comandante della polizia municipale, al capo del servizio demografico del Comune di Trevi e al comandante dei carabinieri, rendendo noto tali ritrovamenti che sono proprio al centro dell’enorme sterro a lato sud della strada Bivio Flaminia e sottopasso ferroviario. Non è la prima volta che accade un fatto simile, come ha spiegato Spellani. “Ho un’intera documentazione: di tali frammenti, anche in passato, ne sono stati trovati diversi, ma molto spesso – commenta amaramente Spellani – chi effettuava i lavori ha finto di non vederli.

    Ora è necessario che tale ritrovamento venga attentamente valutato: è troppo palese la

    Trevi, necropoli di Pietrarossa - Lo sterro che ha rivelato la necropoli

    Sopra il particolare dei resti dei manufatti e le ossa

    umane. Sotto lo sterro

    058

    scoperta”. Cocci e ossa, come testimonia la documentazione fotografica che Spellani ha raccolto, che hanno fatto bloccare immediatamente i lavori. “Subito – commenta il sindaco di Trevi Giuliano Nalli – l’architetto del Comune ha effettuato il sopralluogo, ed ha avvertito la Soprintendenza ai beni archeologici che dovrà quindi valutare tali resti. Siamo pronti a trasferire il magazzino altrove se si rendesse necessario”.

    Insomma il Comune di Trevi, come ha fatto precedentemente quello di Spello, è pronto a trasferire altrove il magazzino ed effettuare una campagna di scavi qualora la Soprintendenza, analizzati i resti ed il terreno, desse tali indicazioni.

    Francesca Petruccioli

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    Pietra Rossa

  • Reperti romani a Pietrarossa

    Da La Nazione – 26/7/1980 ________________________________________________

    Cronaca di Spoleto
    _______________________________________

    La zona archeologica è off-limits ___________________________________________________________________________

    Altri reperti romani a Pietrarossa.* di Trevi

    ____________________________________________

    Tra non molto i muraglioni di calcestruzzo del costruendo passaggio ferroviario, ci scrive un nostro assiduo lettore Carlo Roberto Petrini, noto studioso di cose antiche della sua Trevi, faranno ricadere il silenzio sulla

    Pietrarossa romana.

    E’ senza dubbio Pietrarossa la località nella quale Plinio il Giovane pone il «balneum» di cui l’imperatore Augusto fece dono agli abitanti di Spello, i quali lo gestivano pubblicamente e vi davano anche l’alloggio. E’ qui dove sorgevano quelle ville che seguivano l’amenità del fiume che attrassero l’attenzione dello storico latino.

    Ne sono testimoni i profili di molteplici costruzioni, in una delle quali, un’aula che si dilunga per circa 13 metri ed è contornata da una rete di ampie fognature dalla base e la copertura in cotto e le pareti in opera incerta.

    Non è stato possibile esplorare le pavimentazioni dell’aula per non contravvenire alle norme che regolano le ricerche archeologiche, anche se la tentazione di porre mano alla zappa e alla pala di alcuni cittadini è stata fortissima. Questi non pochi appassionati si sono dovuti limitare a ricercare tra il terriccio portato a rifiuto. Sono stati così rinvenuti numerosissimi frammenti di coccio di piccole dimensioni, nessuno, tranne uno, recante il sigillo del vasaio.

    I cocci sono di varia fattura ed è presente vasellame di pregio. Recentemente si è autoevidenziato, per la naturale caduta della residua cortina di terreno che l’occultava, un tratto di muro a filaretto di notevoli dimensioni. intramezzato da un’enigmatica fascia di intonaco. E’ molto vicino al tratto di muraglione di calcestruzzo di recente gettata e chi lo vuole ammirare si affretti. A quale costruzione apparteneva questo ben saldo muro? Cosa si cela dietro di esso?

    In questi giorni ha poi suscitato vivo interesse il rinvenimento [di numerosi frammenti di intonaco dipinto] (ne abbiamo dato una breve notizia sul nostro giornale) che, quantunque giacenti nello strato alluvionale da circa 15 secoli, conservano sontuosa la bellezza delle tinte e della loro stesura.

    Sono gli intonaci delle ville delle quali parla lo storico romano.Forse si tratta di quelle tinte a base di cera in grande uso, per costruzioni signorili, presso i romani; tinte che sfidano i secoli:Pompei ne è la più chiara dimostrazione.

    Alcuni frammenti di questi intonaci sono stati portati nella sede comunale a disposizione degli

    studiosi. Sono andati a far compagnia alle molteplici steli e cip pi romani già da tempo restituiti dal terreno di Pietrarossa.

    Abbandonata la speranza di una sistematica esplorazione, pur meritata dalla località, ci si domanda però se anche il grande lastrone di pietra venuto, in parte, alla luce durante i lavori, verrà anch’esso fagocitato dall’inclemente gettata di calcestruzzo.

    Frammenti di intonaco dipinto rinvenuti tra il terriccio di risulta del sottopassaggio riportato nell’area occupata attualmente dalo stabilimento “Bazzica”.

    (Inedito 2005)

    058

    05Y

    Si tratta di un masso dello spessore di circa 70 centimetri, frontalmente di metri 1,70 e di profondità non ancora conosciuta.Giace perfettamente in piano sul livello di campagna in atto ai tempi di Roma. Non si tratta quindi di uno dei tanti monoliti già rinvenuti nella zona, molti dei quali, nel secolo XIII, utilizzati nella costruzione della chiesa Santa Maria di Pietrarossa, oggi in miserevole pasto alla dilagante umidità che la sta divorando insieme al suo centinaio di affreschi dei secoli XIV e XV.

    Si tratta probabilmente della base di un importante monumento.

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  • Riaffiora necropoli

    Da LA NAZIONE del 13/8/2005

    Foligno-Spoleto

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    TREVI – Accurato sopralluogo dei tecnici

    Reperti affiorati a Pietrarossa.* – Verifica della soprintendenza

    058

    TREVI – Tombe alla cappuccina di epoca romana? L’interrogativo intorno ai resti di manufatti e ai frammenti di ossa umane affiorate di recente a Pietrarossa di Trevi sarà chiarito dagli esperti e dai tecnici della Soprintendenza dei Beni archeologici dell’Umbria. I resti sono affiorati durante i lavori di scavo per la realizzazione di un capannone destinato ad ospitare i mezzi della locale Protezione civile. «Difficile ipotizzare l’entità e l’eventuale valore scientifico di tali reperti – spiega Giuliano Nalli, sindaco di Trevi, che ieri mattina con i tecnici comunali ha partecipato al sopralluogo effettuato dalla Soprintendenza – ma dalle prime indicazioni potrebbe trattarsi di resti di manufatti forse dello stesso genere di quelli riaffiorati in passato. Aspettiamo il pronunciamento dei tecnici, in ogni caso si tratta di ritrovamenti che devono essere accuratamente esaminati e salvaguardati». Un’area di grande interesse archeologico, quella dove è affiorato il materiale ora all’esame, a ridosso della tratta ferroviaria Roma-Ancona e della caratteristica chiesa di Pietrarossa.

    Carlo Luccioni

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  • Scoperta necropoli longobarda a Pietrarossa

    Il Messaggero 26/08/2005
    Foligno-Spoleto _______________________________________

    Affiorano dieci tombe a Pietrarossa.* Scoperta una necropoli longobarda

    ____________________________________________

    Finora era ritenuta zona archeologica romana per antonomasia

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    Pietrarossa di Trevi era ritenuta per antonomasia zona archeologica romana. E’ venuta invece alla luce una necropoli longobarda: ci sono i resti di un guerriero e di una fanciulla. Per Trevi si apre una nuova pagina di storia, affascinante e tutta da studiare. Dieci tombe sono affiorate durante i lavori di scavo perla realizzazione di un capannone per ospitare i mezzi della Protezione civile. Il periodo della città dei morti potrebbe (condizionale d’obbligo) risalire al VI o al VII secolo dopo Cristo. Tombe del periodo longobardo sono state ritrovate più di cento anni fa a Nocera: guerrieri con armi, bardature di cavalli guarnite in oro ed argento e vasellame metallico, sepolture femminili riccamente abbigliate con gioielli, fibule, croci e fili d’oro degli abiti. E anche a Gualdo Tadino.

    Un po’ di storia. Nel 568 i Longobardi in Italia occupano tutta l’Umbria ed eleggono Spoleto a guida del Ducato: nel 571 Faroaldo fonda il “Ducato di Spoleto” e Trevi. che fa parte del Ducato spoletino, ha diverse testimonianze. Come le mura di forma circolare, riferite alla fase castrense longobarda del settimo secolo. «La recente scoperta – dice l’assessore alla cultura del Comune di Trevi, Valentino Brizi – va ad arricchire la conoscenza antica del territorio trevano. Dopo gli ultimi ritrovamenti, ci stiamo attivando per realizzare di una mappatura archeologica esatta dell’intero sito per avere un’idea precisa della consistenza dell’area archeologica di Pietrarossa. Il materiale ritrovato ci auguriamo possa essere esposto e valorizzato nel museo archeologico di prossima apertura».

    CARLO ROBERTO PETRINI

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  • Pietrarossa: scoperta necropoli

    Il Messaggero 17/08/2005
    Foligno-Spoleto _______________________________________

    A Pietrarossa.* si scopre una necropoli

    058

    A Pietrarossa una nuova scoperta archeologica: riaffiora una necropoli romana databile tra il quarto e il settimo secolo d.C. Il museo archeologico, di prossima apertura, testimonia la presenza di innumerevoli resti venuti alla luce proprio a Pietrarossa. Alcuni giorni fa durante i lavori di scavo, autorizzati dalla Soprintendenza Archeologica, è tornata alla luce una necropoli romana della quale si parlava già in uno studio di diversi anni fa. Le dieci tombe ritrovate confermano l’esistenza di una città dei morti ricca di suppellettili funerarie

    C. R. PETRINI

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    S.M.di Pietrarossa

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    Pietra Rossa