Autore: Franco Spellani

  • Riaffiora necropoli longobarda

    Da LA NAZIONE del 26/8/2005

    Cultura e spettacoli in Umbria

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    Eccezionale scoperta archeologica a Pietrarossa.* di Trevi

    Riaffiorano i longobardi

    Torna alla luce un’importante necropoli con sedici tombe

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    FOLIGNO – I resti di un guerriero insieme al proprio corredo costituito da una lunga spada, un coltello contenuto in un fodero di cuoio posto all’altezza del torace e un cinturone ornato di borchie metalliche che cinge i suoi fianchi. Gli ultimi dubbi sono così cancellati: la necropoli affiorata di recente a Pietrarossa di Trevi durante i lavori di sbancamento del terreno, e che continua a portare alla luce altri reperti e tombe (16 finora le sepolture a fossa individuate, ma è presumibile la presenza di almeno altre dieci sepolture), è di chiara origine longobarda. «Il sito di Pietrarossa – spiega la dottoressa Laura Manca, della Soprintendenza Archeologica dell’Umbria-riveste un particolare interesse scientifico in quanto stabilisce una linea di continuità, finora sconosciuta in quest’area, tra l’epoca romana e quella medievale. I reperti consentono di datare la necropoli al VI-VII secolo dopo Cristo». Dopo i primi saggi di scavo effettuati dalla dottoressa Matelda Albanesi, nei quali erano emersi numerosi frammenti di ossa umane e reperti di varia natura, sono affiorate via via varie tombe a cappuccina di epoca romana. Ma nei giorni successivi dal terreno sono iniziati a spuntare ben altri reperti, un’autentica necropoli che, con i resti ben conservati degli inumati, del guerriero e del suo corredo, ha sciolto ogni dubbio circa l’origine longobarda. Tra i resti individuati anche quelli di due bambini e forse di una donna, nella sepoltura di quest’ultima è stato trovato un pettine che potrebbe confermare il sesso femminile. «Tombe – spiega la dottoressa Albanesi – che probabilmente appartengono ad un unico nucleo familiare». Proseguono gli scavi per «scoprire» quello che riservano le altre tombe individuate. «Intanto -avverte l’assessore alla cultura di Trevi, Valentino Brizi – provvederemo ad allargare la mappatura dell’area. Quanto emerso necessita di un’accurata valorizzazione nell’ambito di un progetto di musealizzazione insieme al vasto patrimonio archeologico di Trevi».

    Carlo Luccioni

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    STAMPA – RECENSIONI

    PIETRAROSSA – Notizie

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    Nella cartografia del TCI, dell’ACI e nella segnaletica stradale è indicato

    S.M.di Pietrarossa

    , mentre nella tavoletta dell’I.G.M., che dovrebbe essere ufficiale, è adottata la grafia:

    Pietra Rossa

  • Pietrarossa: reperti longobardi

    Da LA NAZIONE del 21/8/2005

    Foligno _______________________________________

    I recenti ritrovamenti potrebbero rilanciare l’intera area.

    Ipotesi longobarda per i nuovi reperti di Pietrarossa.*

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    Il Comune di Trevi è impegnato nella gestione della zona

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    FOLIGNO – L’area archeologi ca di Pietrarossa (foto) potrebbe nascondere un’importante necropoli di epoca longobarda. Con il trascorrere delle ore, in attesa del pronunciamento di esperti e tecnici della Soprintendenza dei Beni archeologici dell’Umbria sui reperti e sulle dieci tombe affiorate durante gli scavi per realizzare un capannone che il Comune di Trevi ha destinato a ospitare i mezzi della Protezione civile, l’ipotesi comincia a farsi largo e suscita grande curiosità e interesse nella comunità trevana. «E’ prematuro azzardare accattivanti e clamorose ipotesi quando non si conosce la vera identità di quanto è affiorato durante i lavori di scavo. Al momento però – precisa l’assessore alla cultura Valentino Brizi – posso ribadire che le tombe dovrebbero risalire al VI o al VII secolo d. C. Insomma, l’epoca delle tombe potrebbe risalire al periodo dei longobardi. Attendiamo il pronunciamento da parte degli esperti». Va subito detto che tombe del periodo longobardo sono affiorate a Nocera Umbra e Gualdo Tadino. Se dovesse trovare riscontro nella realtà, insomma, la recente scoperta nel sito archeologico di Pietrarossa potrebbe modificare sensibilmente gli scenari archeologici dell’area, che in passato ha riportato alla luce altri gioielli. Come quelli affiorati durante gli scavi per realizzare il sottopasso della linea ferroviaria Roma-Ancona. Reperti dei quali cercheremo di ritornare in possesso – avverte ancora Brizi – per essere sistemati nei musei locali e che potrebbero arricchire l’offerta turistica e il grande patrimonio archeologico che conserva la città di Trevi. Diversa, invece, la collocazione delle ossa umane affiorate, che per legge – precisa l’assessore – sono state sistemate in un unico ossario. Intanto cercheremo di realizzare una mappatura archeologica più precisa dell’intero sito per avere un’idea precisa della consistenza dell’area archeologica di Pietrarossa». Nel frattempo il ritrovamento delle dieci tombe è oggetto di un’interrogazione del capogruppo Udc Luigi Andreani con la quale chiede al sindaco di Trevi quali provvedimenti intenda mettere in atto per tutelare e conservare gli scheletri rinvenuti e per delimitare e ampliare la zona archeologica, visto che sistematicamente affiorano reperti. Andreani chiede inoltre di soprassedere alla costruzione del capannone.

    Carlo Luccioni

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    STAMPA – RECENSIONI

    PIETRAROSSA – Notizie

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    Nella cartografia del TCI, dell’ACI e nella segnaletica stradale è indicato

    S.M.di Pietrarossa

    , mentre nella tavoletta dell’I.G.M., che dovrebbe essere ufficiale, è adottata la grafia:

    Pietra Rossa

  • Presepi per le strade 2015-1

    Presepi per le Strade 2016

    Rassegna dei presepi per le strade – Natale 1216

    Presepe in Piazza Garibaldi

    Grande presepe allestito in piazza Garibladi dal gruppo VO.LA. per conto dell’Associazione Pro Trevi.I prsepio è ambientato nei ruderi dell’antica abbazia di S.Stefano in Manciano di Trevi. La fedele ricostruzione dei ruderi è in scala.

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  • Presepi per le strade 2016-9

    Presepi per le Strade 2016

    Rassegna dei presepi per le strade – Natale 1216

    Presepe in Via Riccardi

    Grande presepe storico allestito Via Riccardi, dal gruppo VO.LA. per conto dell’Associazione Pro Trevi.

    Allestito nei sotterranei di Palazzo Lucarini, dove correva un antico viclo inglobato nel palazzo alla fine del’400, ora perfettamente restauato.nei pressi della chiesa di S. Emiliano.

    Ispirato all’ Adorazione dei Magi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, allestito in un’antica via del ‘400, coperta da Palazzo Lucarini, recentemente restaurata.

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  • La porta della Strada Nuova

    Viene chiamata anche la “Porta Nuova” ma è più corretto “Porta della Strada Nuova” per distinguerla da quella immediatamente più a valle, aperta nel 1654, che tuttora chiamasi “Porta Nova

    È la porta di più recente costruzione essendo stata aperta nel 1857 a seguito della necessità di costruire una strada più comoda per l’accesso a Trevi: la “Strada Nuova”

    Fu costruita su disegno dell’ing. Domenico Giannelli.1 di Terni.

    Poco dopo il 1950 furono “rifilate” le spalle della porta per guadagnare qualche centimetro onde permettere il più agevole passaggio di grossi autocarri moderni.

    Nella fotografia a lato si vede il primo autobus in servizio tra Trevi e la stazione ferroviaria, mentre era in sosta per far salire i viaggiatori.

    Sullo sfondo a destra si intravede il monumentale palazzo Natalini – Gizi. Sembra che la sistemazione della facciata sia dovuta allo stesso Giannelli o comunque sia stata ispirata dalla porta da esso costruita.

    Trevi, Italy - La porta della Strada Nuova

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    Note 1) Zenobi, Carlo, Storia di Trevi 1746-1946, Foligno, 1987, pp. 183, 184.
    All’ingegnere Domenico Giannelli, è intitolato un viale di Terni, a perenne ricordo della sua opera di sistemazione dei giardini pubblici di quella città. Tra le altre opere del Giannelli sono da ricordare la passeggiata delle mura di Collescipoli con la piantagione di gelsi ormai pregiatissimi e la sistemazione del Teatro Sociale di Amelia.

  • La porta di S. Fabiano

    É così detta perché vicina all’antichissima chiesa omonima, di cui purtroppo rimangono solo labili tracce.

    Prima della sua costruzione veniva utilizzata una porta meno imponente, ancora più vicino alla chiesa e ora disgraziatamente distrutta. Antica porta di S. Fabiano

    É la porta più a valle di tutta la cerchia muraria.

    Da essa si dipartivano due strade importanti verso ovest e sudovest.
    La prima, collegava Trevi ai castelli di Cannaiola (una volta Castelnuovo), Fabbri, San Luca, tutti di pertinenza di Trevi e proseguiva per Montefalco, Giano, Todi e la valle del Tevere. L’altra raggiungeva a Faustana il percorso naturale preistorico verso i valichi a sudovest e serviva a raggiungere i castelli trevani di S. Lorenzo, Picciche, Fratta e S. Giovanni. Incrociava inoltre la consolare Flaminia verso la direzione più frequentata: Spoleto, Terni, Roma.

    Trevi, Italy. La porta di S. Fabiano.

    Attraverso questa porta quindi passavano tutti i lavoratori agricoli che andavano a coltivare le terre del piano, ma era anche la porta che per prima si presentava a chi si avvicinava a Trevi da valle con intenzioni poco pacifiche. Per questo motivo è ben munita con opere militari, che tuttora le conferiscono un aspetto molto suggestivo

    Trevi, Italy. La porta di S. Fabiano, particolare.

    Particolare

    La porta di S. Fabiano, nell’estate del 1998, con le protezioni dopo la destabilizzazione creatasi con il terremoto.

    Trevi, Italy. La porta di S. Fabiano.

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  • Paolo Radi (2004)

    Paolo Radi

    Ha esposto a Trevi nella collettiva TRE VISIBILITA’ DEDALO Spazio Arte in Viale Ciuffelli, 12

    Nato nel 1966 a Roma, dove vive e lavora attualmente, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1988. Esordisce nel 1992, in occasione della rassegna Giovani artisti IV al Palazzo delle Esposizioni a Roma. Nel 2002 è invitato a realizzare un proprio lavoro presso la Fondazione Sculpture Space di Utica (New York). Nello stesso anno è vincitore del “Premio Giovani/Scultura” dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma. Nel 2003 è invitato alla XIV Quadriennale “Anteprima Napoli”, Palazzo Reale, Napoli.

    Born in Rome in 1966, where he currently lives and works, he graduated at the Fine Arts Academy of Rome in 1988. His first exhibition is in 1992, in occasion of the event Giovani artisti IV at the Palazzo delle Esposizioni in Rome. In 2002 he is invited to realise a work at the Sculpture Foundation of Utica (New York). During the same year he wins the prize “Premio Giovani/Scultura” of the National Academy of San Luca in Rome. In 2003 he is invited to participate in the XIV Quadriennale “Anteprima Napoli”, Palazzo Reale, Naples.

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  • Raccolta d’arte Crocifissione1

    RACCOLTA d’ARTE di S. FRANCESCO

    Crocifissione

    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Crocifissione, affresco staccato.

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  • Raccolta d’arte

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    È stata aperta recentemente (ottobre 1996) nell’ala sud-ovest dell’ex Convento di S. Francesco, dal quale prende il nome.
    La riuscita ristrutturazione dei locali è stata curata dall’arch. Giuseppe Bettini che ha saputo convertire gli spazi esistenti in funzionali sale espositive. Curatore scientifico del Museo è il prof. Bruno Toscano.

    Particolare attenzione meritano le strutture architettoniche e le decorazioni pittoriche del Chiostro e della Chiesa di S. Francesco che sono parte integrante, eccezionale “contenitore” e piacevole complemento delle opere in esposizione.

    La raccolta comprende pitture e sculture, reperti archeologici, disegni e cimeli che qui si vanno ordinando, provenienti dalla ex pinacoteca comunale e dall’archivio storico.

    Visita guidata

    Si consiglia di iniziare il percorso di visita dalla

    sala dei “Fondi oro” al secondo piano.

    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Sala dei Fondi oro.
    Croce d’altare, tempera su tavola, di maestro umbro, affine al Maestro di Cesi, databile intorno al 1310, molto deperita. Adorazione dei Magi, di pittore fiammingo della fine del XV secolo, proveniente dal convento di S. Domenico. Personaggi di aspetto senile
    Trittico con scene della vita di Cristo. Opera del primo Quattrocento attribuita a Giovanni di Corraduccio.
    Proviene dalla chiesa di S. Croce in Piaggia. Reca i nomi dei committenti: Cicco Urighi e Jacobuccio di Mattia.
    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Giovanni di Corraduccio, Trittico (preview).
    Polittico, affine al Trittico, databile intorno al 1430, originariamente nelle cheisa di S. Francesco.
    Manca la parte centrale e pertanto l’opera era a cinque pannelli.
    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Polittico (preview).
    Croce portatile con la Madonna e S. Giovanni su una faccia e S. Francesco d’Assisi e S. Ludovico da Tolosa sull’altra.
    Deposizione, di pittore tosco-romano del 1520-30. Proviene dalla chiesa della Madonna delle Lagrime.Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Deposizione (preview).

    Al

    primo piano

    si possono ammirare le seguenti opere:

    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Sala dello Spagna.

    Cena di Emmaus, di pittore umbro marchigiano della fine del XVI secolo proveniente dal convento dei Cappuccini.

    Madonna con Bambino, S. Maria Maddalena e S. Caterina tela del primo quarto del sec. XVII, attribuita ad un pittore umbro-marchigiano.

    Personaggi in preghiera, parte inferiore di una pala di altare commissionata da Muzio Petroni per la Compagnia del Rosario nella chiesa di Sant’Emiliano. L’autore è forse Ascensidonio Spacca, detto il Fantino e risale agli inizi del ‘600.

    Assunzione della Vergine e Santi, tela firmata da Tommaso Maurizi e datata 1602

    Al centro della parete di fondo: Incoronazione della Vergine e Santi, magnifica pala d’altare di Giovanni di Pietro detto lo Spagna. Nella predella sono raffigurati S. Martino che divide il mantello con un povero e le Stimmate di S. Francesco. La tavoletta centrale, mancante dal secolo scorso, è stata segnalata da Federico Zeri nel 1969 nel museo di Tuxon, in Arizona. L’opera in origine era collocata sopra l’altar maggiore della chiesa di S. Martino.

    Ai lati dell’Incoronazione, sono collocate due tele, sempre dello Spagna, raffiguranti S. Cecilia e S. Caterina. Provengono dalla chiesa della Madonna delle Lagrime, ove ornavano la cappella di S. Alfonso, la seconda a sinistra entrando.

    Assunzione della Vergine e Santi

    di Vincenzo Turchi detto l’Orbetto. Grande, bellissima tela, restaurata di recente, “quadro senza tempo”. Dipinta a Roma e portata a Trevi intorno al 1640.

    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Vincenzo Turchi l'Orbetto, Assunzione (preview).

    Miracolo di S. Vincenzo Ferrer, probabilmente dipinto nel 1729 in occasione dell’erezione del nuovo altare intitolato al Santo nella chiesa di S. Domenico.La tela è attribuita ad un pittore della “cerchia dei Nasini”.

    Incredulità di S. Tommaso, del primo decennio del sec XVII, di un pittore romano. Proveniente dalla ex chiesa dei santi Tommaso e Lazzaro, sulla Flaminia.

    S. Francesco di Paola, anch’essa di un pittore romano della seconda metà del sec.XVIII. Originariamente forse nella chiesa dei Cappuccini.

    Uscendo sul loggiato che si affacia sul Chiostro, si può accedere alla Chiesa di S. Francesco.

    Nelle sale al piano terra sono raccolti vari oggetti che andranno a formare il Museo della Città e del Territorio in via di sistemazione.

    Giano Bifronte, testa in marmo del II sec.

    S. Francesco d’Assisi, piccola scultura di scuola toscana, del XVI secolo, proveniente dalla chiesa della Madonna delle Lagrime.

    Pluteale in travertino, del IX secolo.

    Disegni del Palazzo Comunale e del progetto del Gioco del pallone.

    Bolla papale con cui Pio VI, nel 1784, reintegra Trevi al titolo di Città.

    Dieci Tavolette votive, del primo Cinquecento, dipinte con tecniche diverse, provenienti dalla chiesa della Madonna delle Lagrime.

    La parete nord della sala d’ingresso è occupata da un grande affresco del secondo quarto del XIV secolo, staccato nei primi anni Cinquanta da un muro dell’ex chiesa del monastero di S. Croce. Rappresenta la

    Crocifissione, Madonna in trono con Bambino e Annunciazione.

    MUSEI

  • Luigi Quintili – pittore

    Luigi Quintili

    Ha esposto a Trevi nella collettiva F 30×20 DEDALO Spazio Arte in Viale Ciuffelli, 12

    Nasce a Roma nel 1946. La sua ricerca pittorica è legata alla figurazione. Pittore e scenografo, partecipa alla realizzazione di vari films, tra i quali “Sacco & Vanzetti”. Di questo periodo sono una serie di opere in cui la figura umana è al centro dei suoi interessi. In seguito l’interesse per la grafica, in particolare acquaforte e maniera nera, quindi l’abbandono della figurazione a favore di una pittura più materica. Ha partecipato a rassegne artistiche in più paesi.

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