Categoria: Da vedere

  • Epigrafi moderne

    Epigrafi moderne

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    L’interessante patrimonio epigrafico “moderno”, meno indispensabile dell’antico perché almeno teoricamente potrebbe essere affiancato da più espliciti documenti cartacei, merita di essere catalogato sia perché è comunque un documento originale, sia perché recenti disgraziate esperienze dimostrano che la colpevole noncuranza favorisce l’oblio e in breve la dispersione.

    Vai alla pagina:epigrafi classiche

    Tentativo di una prima classificazione

    Epigrafe anno Luogo Epigrafe anno Luogo
    Tommaso Petroni1462Monte Oliveto (SI)
    Pietro di Marco de VeriXVI secPicciche Virginio Lucarini1677Pal. Comunale
    Curzio Origo1718Pal. Comunale
    Famiglia CiteroniXVI sec.S. Francesco Ludovico Valenti1759Pal. Comunale
    …. LAM (dispersa)XVI sec.Via MarconiCarlo III e Pio VI1782?S. Tommaso
    Tiberio Natalucci1868Mad.d. Lacrime
    Alessandro Valenti1570 ca.S. GiovanniGiuseppe Giovanni Hais1891Villa Fabbri
    Romolo Valenti 11579Mad.d. LacrimeRicostruzione chiesa1893S.Emiliano
    Romolo Valenti 21579Conversano (BA)Francesco Francesconi1895Pal. Comunale
    Prim(adea Approvati)1480?Casa PaolelliCaduti in guerra1922Trevi e frazioni
    Tiburtina Valenti1570Casa CentamoriMons. Giuseppe Agostini1918S.Emiliano
    Monte Valenti1588Mad.d. LacrimeReliquiae S. Aemiliani1935S.Emiliano
    Muzio Petroni 1XVII sec.Villa FabbriSepulcrum lapideum1935S.Emiliano
    Muzio Petroni 2XVII sec.S. EmilianoBeato Placido Riccardi1955Via Riccardi
    Lombardi Muratori ..1612S.GiovanniMons. Francesco Peticchi1966S.Emiliano
    Erminio Valenti 11618Mad.d. Lacrimedon Diamante Santucci1973S.Emiliano
    Erminio Valenti 21618Mad.d. LacrimeSaeculo XX1988S.Francesco
    Erminio Valenti 31620P.zza Mazzini
    Filiberto Valenti1624Mad.d. Lacrime
    Filippo Valenti1648Mad.d. Lacrime

    302

    Note

  • Epigrafi

    Epigrafi

    Numerose iscrizioni, attestazioni inequivocabili delle vetuste origini della nostra città e testimonianze delle primitive civiltà attestatesi in questo territorio, sono conservate nella “Raccolta d’Arte di S. Francesco” o incluse, riutilizzate, in vari monumenti.
    Un primo tentativo di stilare un elenco delle epigrafi trevane fu effettuato nel secolo scorso dal concittadino Clemente Bartolini1. Successivamente, agli inizi del Novecento, nel monumentale Corpus Inscriptionum Latinarum (C.I.L.) ne furono elencate 25 sotto “Trebia” e altre 5 sotto municipia limitrofi2.
    Dal 1970 in qua altre iscrizioni sono state rinvenute, alcune già descritte ma non trovate dal Bormann nei suoi scrupolosi sopralluoghi, altre assolutamente inedite.Tra queste ultime assume un’importanza particolare la Stele di Bovara.

    Di seguito si riporta un primo elenco di epigrafi classiche.

    Le epigrafi dal basso Medio Evo in poi sono alla pagina Epigrafi moderne

    C.I.L. n°C.I.L. n°
    11Stele di Bovara21H. HELENVS5011
    12SOLI INVICTO477522C. LAFRENIO5012
    13 VILIVS493823O P F SER5013
    14ISVLEIVS499724 NOBILIS FLAVIAE5014
    15TRAIANI PARTHICI499825L. SPVRIO5015
    16VOLVSIAN499926TEDIAE T.F.5016
    17TURM – ALAVD500027GELLA BENEMER5017
    18ISSONIO500128NDIS NTA 5018
    19LONGVRIO500229IN FR P. XIII5019
    20CVSINIO FORTVNATO5003 30IN AG P. XIII5020
    21MACERIANO500431 STEFANVS5021
    22T. RVBRIVS500532L. SVCCONIO 5054
    23T. VARRVTIO500633T. AV… CRY…
    24VS SEPVLT500734IN AGR P. XVI
    25ENTI FIL QVINQ500835IOVI O.M.
    26 SVLPICIVS500936CASS[IA] [L]UCIA
    27GELLIAE MEGISTE501037MEDICVS CHIRVRGVS
    38 CLODIA

    Y99

    Note

    1) Clemente Bartolini

    ,

    Saggio dell’Epigrafia di Trevi

    Ms, 1840. Archivio Comunale.

    2)

    Eugenius Bormann

    Inscriptiones Aemiliae Etruriae Vmbriae Latinae

    Berlino, 1901. C.I.L. Vol. XI, 2ªparte, fascicolo 1°

  • Le strade e i nomi

    Le Vie

    Elenco delle vie del Centro Storico

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    Via o piazzaCoordinate della PiantaOrigine del nome
    Amici, Carlo (Via)D2Carlo Amici, grande benefattore a cui era intitolato l’Ospizio degli invalidi
    Angelo Custode (Via dell’)DE4Via extraurbana che da Porta del Cieco va verso Bovara.
    Porta il nome della chiesetta barbaramente distrutta.
    Arco (Via dell’)A3Nella Piaggia. Scavalcata da una arco tra due case.
    Campana (Via della)C2Da via Cavour a via delle Macerie tra costruzioni rinascimentali
    Cavour (Via)B2/C3Già Via dell’Asilo Infantile che ebbe la sede nell’ex Monastero di S. Bartolomeo
    Fu intitolata a Cavour alla fine del XIX secolo.
    Ciuffelli, Augusto (Viale)F2/1Viale alberato che da Piazza Garibaldi conduce a S. Martino e Foligno. Per i trevani è “la Passeggiata”. Fu intitolata al ministro che si adoperò per la fornitura dell’energia elettrica e per la costruzione della scuola in piazza Garibadi, abbattuta nel 2003.
    Costarella (Via della)C4Via extraurbana a sudest nella zona denominata “La Costa o Costarella di S. Costanzo“.
    Coste (Via)F2Strada carrozzabile che parte dall’angolo N-E di piazza Garibaldi e raggiunge l’omonima frazione.
    Coste San Paolo (Via)F3Antichissima e ripida strada per Coste e Pettino.
    Crocefisso (Via del)B3Dall’omonima chiesa in Piaggia
    Dogali (Via)C2/CD3Già Via della Rosa, scavalcata dall’Arco del Mostaccio. Rinominata come la località della strage delle truppe italiane (1887) in Africa Orientale, in ricordo del concittadino caduto Augusto Medici a cui fu intestata una lapide nella facciata del Palazzo Comunale, ora distrutta.
    Don Bosco (Largo)D1Lungo Via Lucarini, di fronte all’ingresso dell’ex convento di S. Francesco, poi Collegio Lucarini, retto dai Salesiani di Don Bosco dal 1894 al 1963.
    Fantosati, Antonino (Via)B2/3-D4Carrozzabile costruita nella 2^ metà dell’800, dalla porta della Strada Nuova fino alla fine di Via Lucarini. Intitolata al Fantosati, martire del 1900
    Fiscale (Vicolo del)B2Dalla “Strada Nuova” verso il nord della Piaggia, raggiunge la casa di Benedetto Valenti “procuratore fiscale” di più papi
    Fonderia (Via della)CD3Da Via Cavour (o dell’Asilo) a via Montebello. A metà della via si trovava l’antica fonderia di campane di Ezechiele Nessi
    Fonti (Via delle)E3-ED4All’esterno delle mura tra porta del Lago (piazza Garibaldi) e la porta del Cieco. Nei primi del ‘900, abbattute le mura prospicienti piazza Garibaldi e la porta del Lago, vi furono costruiti i lavatoi pubblici (le Fonti)
    Fornaro (Via del)D1Tra Largo D. Bosco e via S. Francesco, verso S.Reparata. Costeggia il vecchio forno della famiglia Giuliani.
    Garibaldi (Piazza)EF2/3Già piazza del Mercato e, ancor prima Piazza del Lago, in ricordo dello stagno qui esistente a difesa delle mura nel loro tratto più vulnerabile.
    Grotte (Via delle)EF3Da Via delle Fonti (Piazza Garibaldi)
    Labirinto (Via del)B3Nella Piaggia, a nord della chiesa del Crocefisso
    Lucarini (Via)DE1-E2/3Strada interna alle mura, dal lato ovest di Piazza Garibaldi fin oltre l’edicola di S. Reparata. Così denominata dopo che nell’ex convento di S. Francesco fu trasferito il Collegio Lucarini.
    Lungo (Vicolo)C2Da via Dogali e Via delle Macerie
    Macerie (Via delle)C2Tra costruzioni del’400, alcune delle quali dirute e trasformate in giardino
    Marconi (Via)D3/4Da Via Roma a Porta del Cieco.
    Mazzini (Piazza)D3Già Piazza di S.Emiliano, rinominata Piazza Vittorio Emanuele assunse il nuovo nome alla caduta della monarchia. Per i vecchi trevani è Piazza del Comune
    Monasteri (Via dei)A1/2Nella Piaggia, costeggia il monastero di S. Chiara e l’ex monastero di S. Croce, fino alla porta del Bruscito.
    Montebello (Via)D3/4Da porta del Cieco a via della Fonderia.
    Mura (Via delle)CD4Via interna delle Mura dall’attuale “porta della Strada Nuova” a via della Piaggia
    Natalucci, Tiberio (Via)D3Già Via dell’Archetto, intitolata poi al grande musicista dell’800, la cui casa vi si affaccia.
    Ombrosa (Via)D2Con andamento est-ovest a nord della chiesa di S. Emiliano. Tra case medievali
    Orticaro (Via dell’)C2Non ancora pavimentata fino agli ultimi anni ’70, chiaro riferimento all’abbondante vegetazione di ortiche
    Orti (Via degli)BC2Da via della Piaggia a via del Fiscale, tra alti muri che recingono gli orti.
    Oscuro (Vicolo)D2/3Da via Riccardi a via della Rocca
    Ospizio (Via dell’)D2Da piazza Mazzini a S. Francesco. Vi si affacciava l’antico “ospizio” e la sua chiesa.
    Piaggia (Via della)ABC3Da Porta del Cieco verso la “Piaggia”
    Piaggia Nuova (Via della)BC3-C4Dovrebbe intendersi Via Nuova della Piaggia
    Priorato (Via del)A2Nella Piaggia, costeggia l’ex convento di s. Croce, poi sede del priore parroco.
    Riccardi, beato Placido(Via)CD2-D3Già via di S. Emiliano. Intitolata all’illustre concittadino, abate benedettino, salito alla gloria degli altari.
    A Roma porta il suo nome il grande piazzale dietro l’abbazia di S. Paolo Fuori le Mura.
    Rocca (Piazza della)D2Piazzetta nel punto più alto dell’abitato a lato dei resti dell’antica rocca.
    Rocca (Via della)CD2da Via dei Setaioli, dietro alla chiesa di S. Emiliano e al lato di piazza della Rocca, fino a via Carlo Amici
    Roma (Via)E3Da Piazza Mazzini a Piazza Garibaldi, già corso Umberto II
    S.Fabiano (Via)A3/4Da porta s. Fabiano, laterante l’antica chiesa omonima.
    S.Filippo (Via)D2Da Piazza della Rocca a Via Riccardi, vicina alla chiesa omonima.
    S.Francesco (Via)CD1-D2Da piazza Mazzini a S. Reparata. Rinominata Via Cavour (come altre!) si è poi tornati al nome originale. Costeggia la chiesa di S. Francesco
    Salara (Via)D3Da Piazza Mazzini verso sud: ricordo dell’antica “salara”
    Salerno (Via)F1/2Via di recente istituzione, a nordest di piazza Garibaldi, tra le nuove abitazioni.
    Setaioli (Via dei)C2Da Via Dogali a Via della Rocca. Sicuramente sede delle abitazioni e delle botteghe dei fabbricanti di seta.
    Sette (Vicolo del)D3Da Piazza Mazzini, parallelo a via Riccardi. Questo nome gli deriva da un vicolo che lo taglia e in pianta ha la vaga forma di un “7” rovesciato.
    Secondo altri, vi abitavano 7 famiglie.
    Sotto il Monte (Via)E1/2Strada extra urbana che da Piazza Garibaldi scende ripida sotto le mura verso Foligno e si snoda alla base del colle di S. Martino “Il Monte”
    Teatro (Piazza del)E3Risultata dall’abbattimento di varie costruzioni per la costruzione del Teatro
    Torre (Piazza della)B2Nella Piaggia, delimitata da varie e pregevoli costruzioni dei Valenti, all’ombra della torre a difesa della porta di una “cittadella” all’interno dell’abitato.
    Zappelli, Salvatore (Via)E2/3Antica Via dei Fabbri, che proseguiva lungo le mura a sud-est

    *

    FRAZIONI E LOCALITA

    Note

    1)

    2)

    3)

  • itinerario turistico

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    Come nacque questa guida

    1 – Ex porta del Lago 2 – Teatro Clitunno 3 – Disegno monocromo 4 – Chiesa di S. Giovanni 5 – Affresco dei Ss. Protettori 6 – Piazza Mazzini 7 – Torre 8 – Palazzo Comunale 9 – Ex Ospizio 10 – Porta del Morto 11 – Palazzo Valenti 12 – Chiesa di S. Francesco 13 – Torrione Circolare 14 – Convento di S. Francesco 15 – Santa Reparata 16 – Antica porta 17 – Palazzo Manenti 18 – Palazzo Urighi 19 – Palazzo Prepositura Valenti 20 – Palazzo Parriani 21 – Ex chiesa S. Filippo Neri 22 – Palazzo Approvati 23 – Resti della Rocca 24 – Palazzo Petroni

    25 – Casa Riccardi 26 – Palazzo Lucarini 27 – Chiesa di S. Emiliano 28 – Palazzo Urighi 29 – Palazzo Manenti

    30 – Botteghe medievali 31 – Palazzo Salvi (casa Parrocchiale) 32 – Casa del ‘400 33 – Palazzo Ciccaglia 34 – Campanile

    35 – Ex Monastero S. Bartolomeo 36 – Ex Chiesetta di S. Pio 37 – Portico del Mostaccio 38 – Palazzo Natalucci 39 – Ex Ospedale di S. Giovanni

    La nostra è una terra non oscura dell’Umbria che ha intensamente vissuto tutti i periodi della storia d’Italia dei quali ci parlano le numerose vestigia sparse un po’ ovunque nel territorio. Una terra sempre in linea con i tempi e talvolta, in alcuni campi, persino all’avanguardia, grazie all’opera dei suoi abitanti che da sempre hanno lottato e lottano per una vita più giusta ed un habitat a misura d’uomo. Fu pagus umbro (Plinio il Vecchio parla dei Trebiates come degli originari abitatori di questa terra) sorto forse nel 450 a.C.. Conquistata dai Romani, nel 284 a.C., fu municipio retto da quattuorviri. In latino fu chiamata TREBIA o LUCANA TREBIENSIS. Circa l’origine del suo nome gli studiosi hanno avanzato una serie innumerevole d’ipotesi delle quali, per brevità, citiamo soltanto le principali. Una, la più semplicistica, sostiene che il nome sia derivato dal sorgere in prossimità di un incrocio di strade: TRIVIUM. Altra, molto più romantica, dal fatto che gli antichi abitatori erano dediti al culto di Diana, dea della caccia e altrimenti chiamata anche Diana Trivia. La più accreditata e sicuramente la più giusta, è quella che fa derivare il nome dall’Umbro «trebeit» (habitat o agglomerato urbano). La città, sia in epoca umbra che romana sorgeva quasi sicuramente giù in pianura, in località Pietrarossa: ricchi ritrovamenti archeologici ne sono la più sicura testimonianza. Qui sulla sommità del colle, v’era il tempio dedicato a Diana Trivia. Trebiae, in epoca romana, ebbe una grande rilevanza posta com’era sul diverticolo spoletino della Flaminia, a confine con la zona sacra al dio Clitunno ed attraversata dall’omonimo fiume, allora navigabile, attraverso il quale si poteva giungere sino a Roma. Tiberio vi volle un altro teatro a sue spese. Caligola visitò più volte questi luoghi. Il cristianesimo vi fu introdotto sul finire del secondo secolo da Feliciano, vescovo di Foligno, che innalzò un tempio dedicato alla Trinità sulle rovine di quello di Diana. Fu sede vescovile sino al 1059 quando, dall’imperatore Enrico III, la diocesi fu soppressa ed unita a quella di Spoleto. Il primo vescovo fu l’armeno Emiliano, martirizzato nel 303 sotto Diocleziano. Da allora i trevani lo elessero loro principale patrono ed onorano la sua festa il 28 gennaio facendola precedere, la sera della vigilia, dalla processione dell’«Illuminata», la più antica manifestazione della nostra regione. Dal IV secolo e principalmente nel V, a causa del decadere della potenza romana, degli immensi disastri causati dai terremoti (questi, che in alcuni periodi ebbero la durata di sei mesi, oltre che la distruzione della città provocarono la dispersione della maggior parte delle acque del Clitunno) e delle ormai cicliche invasioni barbariche, i trevani abbandonarono l’antico sito per stabilirsi definitivamente su questo colle ove più facile poteva essere la difesa ed in minor misura si subiva l’impeto dei terremoti. La circondarono di poderose mura a tre ordini di scarpata e senza feritoie. Patì le invasioni barbariche e con l’occupazione longobarda fece parte del Ducato di Spoleto. Sul finire del XII secolo si eresse a libero comune e da allora fu sempre guelfo. Ebbe un vastissimo territorio che da Sellano, Cammoro, Orzano e Pettino si estendeva sino ai Monti Martani comprendendo Fabbri, San Luca, La Fratta, Castelritaldi e Pissignano.

    Fu costretto a vivere tra due potenze più forti: Spoleto e Foligno. Nel 1214 Diepoldo, duca di Spoleto, la fece distruggere sin dalle fondamenta. Per ovviare a tali inconvenienti i politici trevani svilupparono una politica estera che li portò spesso ad allearsi con Perugia che già in quell’epoca iniziava a contendere a Spoleto il titolo di «Caput Umbriæ». Papa Bonifacio IX, per premiare la secolare fedeltà di Trevi alla Chiesa, il 27 Dicembre 1389 le riconobbe il libero governo che di fatto già esercitava da lungo tempo. Subì poi, seppur per brevi periodi, il vicariato dei Trinci, le occupazioni di Nicolò e Francesco Piccinino, di Biordo Michelotti, degli Sforza di Milano e dei Maurizi. Papa Niccolò V nel 1454 le confermò gli antichi privilegi. Iniziò così un lungo periodo relativamente calmo durante il quale Trevi si dedicò, oltre che a migliorare le sue istituzioni, a dotarsi dei mezzi necessari per affrontare quello che noi oggi chiamiamo il problema sociale. Pur se si hanno documenti che attestano l’esistenza di ospedali, ospizi e lebbrosari già nel XII secolo, lo sviluppo maggiore in questo campo si ha proprio a partire dal 1400, grazie alla predicazione e alle opere dei francescani. In questo secolo nascono a Trevi un Monte di Pietà, vari Monti Frumentari, un forno pubblico e varie confraternite che s’impegneranno enormemente nella Pubblica Beneficenza. Vengono ampliati e restaurati l’Ospedale e i Mulini comunali e, soprattutto, anche il Comune inizia, tra i primi, a praticare la Beneficenza Legale. Anche la città, con la costruzione di nuovi palazzi, assume l’aspetto attuale. Nel 1470, Trevi ebbe la quarta tipografia in Italia e la prima società tipografica del mondo. Non fu un caso che la prima opera stampata fosse francescana. Nel 1784, Papa Pio VI riconobbe i meriti di Trevi reintegrandola nell’onore e nel titolo di città. Pochi anni dopo vi fu l’occupazione francese. Caduto l’astro napoleonico, i francesi se ne andarono carichi di un notevole bottino di opere d’arte, che in buona parte poi fece ritorno, ma lasciarono qui le loro idee che creeranno molti problemi e saranno motivo di aspre lotte che si protrarranno per molto tempo ancora dopo l’unificazione nazionale. Fu annessa al Piemonte in seguito al plebiscito del 4/11/1860. Il 21 Aprile 1928, natale di Roma, fu una data storica: veniva, infatti, inaugurato il nuovo acquedotto che portava l’acqua a Trevi per pompaggio da alcune sorgenti del Clitunno. Quando i nostri antenati si stabilirono qui per paura dei barbari e dei terremoti, cominciarono ad essere assillati dal problema dell’approvvigionamento idrico per risolvere il quale spesero molte idee e risorse. Ora, che il problema dell’acqua non l’avrebbe più assillata, sembrò iniziare per Trevi un’era nuova foriera di grandi miglioramenti. Iniziava, viceversa, appena pochi anni dopo a manifestarsi, leggera, invisibile ma costante, una nuova calamità che, quasi come un’invasione barbarica, s’abbatteva sull’Italia e che è tutt’ora in atto: il problema dei centri storici. Siamo certi, però, che coloro che verranno dopo di noi potranno dire che Trevi ha superato anche questa avversità.

    Portatevi al punto n 1 all’inizio di via Roma verso piazza Garibaldi (dove potrete parcheggiare la vostra auto) e seguite le orme disegnate sulla strada.

  • Itinerario turistico (39)

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    Qui risiedeva l’antico ospedale retto dalla confraternita della Misericordia, che nelle “riformanze” del 1393 è detto “ospedale novo”! I resti delle pitture che vedete ne sono una testimonianza. Nel 1817 la confraternita ottenne di poter trasferire l’ospedale nel convento dei Domenicani, non più ritornati a Trevi dopo la soppressione napoleonica. In questo stabile venne successivamente ospitata la caserma dei carabinieri con le annesse carceri (notare le robuste inferriate alle finestre) al tempo in cui Pio IX era arcivescovo di Spoleto.

    Fine dell’itinerario

    Avete così terminato il breve giro turistico che, nelle nostre intenzioni, avrebbe dovuto darvi una prima idea di questa nostra amata cittadina. Per chi avesse un po’ più tempo raccomandiamo una visita alla Piaggia — con suggestivi scorci delle mura — e alle magnifiche chiese delle Lagrime, San Martino, Pietrarossa e Bovara.

    (Alberto Barbini 1989-2008)

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  • Itinerario turistico (4)

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    Sia la facciata che l’interno rivelano un radicale intervento neoclassico a cui forse non fu estranea la presenza in Trevi, nel 1832, del Valadier.

    Una storia hanno anche i ferri che esternamente vedete ai lati della porta d’ingresso. Fino a tempi non proprio remoti su di essi sedevano, al mattino, i disoccupati nella fiduciosa attesa di una offerta di lavoro.

    Il pomeriggio, a sinistra, si sedevano le linguacce e, a destra, i cornuti: questo sostenevano le donne che di qua erano costrette a passare.

    Ad essi ambivano attaccarsi, per ottenere l’immunità, i condannati a morte che per questa via dovevano passare per recarsi al luogo dell’esecuzione. (Alberto Barbini 1989-2008)

    Altre notizie

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  • Itinerario turistico

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    1 – Ex porta del Lago 2 – Teatro Clitunno 3 – Disegno monocromo 4 – Chiesa di S. Giovanni 5 – Affresco dei Ss. Protettori 6 – Piazza Mazzini 7 – Torre 8 – Palazzo Comunale 9 – Ex Ospizio 10 – Porta del Morto 11 – Palazzo Valenti 12 – Chiesa di S. Francesco 13 – Torrione Circolare 14 – Convento di S. Francesco 15 – Santa Reparata 16 – Antica porta 17 – Palazzo Manenti 18 – Palazzo Urighi 19 – Palazzo Prepositura Valenti 20 – Palazzo Parriani 21 – Ex chiesa S. Filippo Neri 22 – Palazzo Approvati 23 – Resti della Rocca 24 – Palazzo Petroni

    25 – Casa Riccardi 26 – Palazzo Lucarini 27 – Chiesa di S. Emiliano 28 – Palazzo Urighi 29 – Palazzo Manenti

    30 – Botteghe medievali 31 – Palazzo Salvi (casa Parrocchiale) 32 – Casa del ‘400 33 – Palazzo Cicccaglia 34 – Campanile

    35 – Ex Monastero S. Bartolomeo 36 – Ex Chiesetta di S. Pio 37 – Portico del Mostaccio 38 – Palazzo Natalucci 39 – Ex Ospedale di S. Giovanni

    Informations about our History

    Our land is a not unknown part of Umbria, which has lived intensely every period of the Italian history, as testified by the many vestiges scattered almost everywhere across the territory. It is a land that has always moved with the times and sometimes, in certain fields, even groundbreaking, thanks to its people who have always fought for a better life and a pleasant habitat. In the roman period it was a pagus (rural district)umbro (Plinio il Vecchio talks about the Trebiates calling them the original inhabitants of this land), probably built in 450 a.C. Conquered by the Romans in 284 a.C., it became a municipality governed by four quattruoviri. Its latin name was Trebia, or Lucana Trebiensis.

    Scholars have formulated many hypotheses about the origin of its name; to be brief, we will mention just few of them. The most simplistic one maintains that the name derives from the fact that the village was near a crossroads: Trivium. Another one, much more romantic, wants the name connected with the local cult of the hunter goddess Diana, called also Diana Trivia. The most correct is probably the one that maintains that the name derives from the ancient umbra word for village: “trebeit”.

    The village, during the umbro and the roman period, was situated in the plain, in Pietrarossa: many archaeological findings are the strongest evidences of it. On the top of the hill rose the temple dedicated to Diana Trivia. During the roman period Trebiae was very important, being on the by-way for Spoleto, near the holy land consecrated to the God Clitunno and crossed by the homonym river, navigable at that time, through which it was possible to reach Rome. Tiberio built there another theatre at his expenses; Caligola visited the place many times. Christianity was introduced at the end of the second century by Feliciano, bishop of Foligno, who built a temple dedicate to the holy Trinity upon the ruins of the temple of Diana. Trebiae remained a diocese until 1059, year in which it was unified with the Spoleto diocese by the emperor Enrico III.

    The first bishop was the Armenian Emiliano, martyred in 303 during the time of Diocleziano. Since then the Trevani chosed him as patron and honoured his festivity (28 January) with the procession of the “Illuminata”, that takes place during the eve and is the most ancient festivity event of our region.

    Since the IV and especially during the V century, due to the decay of the roman power, to the tremendous disasters caused by the earthquakes (in some periods they lasted even six months, causing the destruction of the village and the dispersion of the most part of the Clitunno’s water) and to the cyclical Barbarian Invasions, the Trevani left the old site to settle down definitively on the top of the hill, where it was easier to defend themselves and where the earthquakes were less potent. They encircled the new village with a strong scarp wall, without slits. It suffered the barbarian invasions and became part of the Ducato of Spoleto, under the Longobard rule. At the end of the XII century it became a free municipality and it has always been Guelph since then.

    Trevi had a very large territory: from Sellano, Cammoro, Orzano and Pettino to the Monti Martani, including Fabbri, San Luca, La Fratta, Castelritaldi and Pissignano. It was doomed to live between two stronger powers: Spoleto and Foligno. In 1214 Diepoldo, duke of Spoleto, completely destroyed the city. In order to remedy, the trevani politicians developed a foreign policy that often brought the city in alliance with Perugia, which in that period fought with Spoleto for the title of “Caput Umbriae”.

    Pope Bonifacio IX, to reward the long loyalty of Trevi to the church, conceded to the village the status of a free government.

    It suffered then, for brief periods, the vicariate of the Trinci family, the occupations of Nicolò and Francesco Piccinino, Biordo Michelotti, of the Sforza family and the Maurizi. Pope Nicolò V confirmed the old privileges in 1454. A long period of calm started then, during which Trevi worked to improve its political institutions and social situation. Even if we have documents that testify the existence of hospitals and almshouses even in the XII century, the greatest development in the field took place during the XV century, thanks to the preaching and the work of the Franciscan order. In this century we have the birth of a Monte di Pietà, many Monti Frumentari , a public oven and many charity brotherhoods. Hospitals and municipal mills were restored and the public administration started to practice the legal charity. The city, due to the construction of many palaces, took its today’s aspect. In 1470 Trevi had the fourth typography in Italy and the first typographic society in the world. Not accidentally the first work to be printed was a Franciscan one.

    In 1784, Pope Pio IV rewarded Trevi with the status of “city”. Few years later there was the French invasion. After the fall of Napoleon the French soldiers went away with a rich plunder of works of art (many of them have came back), but leaving behind them their ideas, source of many problems even after the national unity. It was annexed to Piemonte after the 4/11/1860 plebiscite.

    The 21/04/1928 was a memorable date: the inauguration of the aqueduct leading the water from the Clitunno founts to Trevi. Since the time of the migration of the Trevani to the hill-top the water problem had been a very serious one. When the aqueduct solved the problem a new and better era seemed to start for Trevi. But some years later a new problem appeared in Italy, almost a new barbarian invasion, still worrying: the problem of the historical city centres.

    Go to point 1, at the beginning of via Roma, toward Piazza Garibaldi (where you can park your car) and follow the footsteps painted on the street. The numbers indicating the stops correspond to the following ones.

  • TREVI, Italy – Step by step (4)

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    4 – CHURCH OF S. GIOVANNI

    Both the façade and the interior reveal a radical neoclassical reworking; the presence in Trevi in 1832 of the famous architect Giuseppe Valadier may well have had something to do with it.

    Even the iron railings you see here on either side of the door have their story. Until not so very long ago, in the morning, the unemployed used to sit on them, waiting and hoping for an offer of work. In the afternoon, though, gossips sat on the left, and cuckolds on the right: or so at least female passers-by used to claim.

    When those condemned to die were led along this street to the place of their execution, they would try to hang on to these same railings in order to obtain sanctuary and immunity.

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    Alberto Barbini 1989-2008 – Translated by Bill Thayer ©2010

  • Itinerario turistico

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    (edizione 2008)

    1 – Ex porta del Lago 2 – Teatro Clitunno 3 – Disegno monocromo 4 – Chiesa di S. Giovanni 5 – Affresco dei Ss. Protettori 6 – Piazza Mazzini 7 – Torre 8 – Palazzo Comunale 9 – Ex Ospizio 10 – Porta del Morto 11 – Palazzo Valenti 12 – Chiesa di S. Francesco 13 – Torrione Circolare 14 – Convento di S. Francesco 15 – Santa Reparata 16 – Antica porta 17 – Palazzo Manenti 18 – Palazzo Urighi 19 – Palazzo Prepositura Valenti 20 – Palazzo Parriani 21 – Ex chiesa S. Filippo Neri 22 – Palazzo Approvati 23 – Resti della Rocca 24 – Palazzo Petroni

    25 – Casa Riccardi 26 – Palazzo Lucarini 27 – Chiesa di S. Emiliano 28 – Palazzo Urighi 29 – Palazzo Manenti

    30 – Botteghe medievali 31 – Palazzo Salvi (casa Parrocchiale) 32 – Casa del ‘400 33 – Palazzo Cicccaglia 34 – Campanile

    35 – Ex Monastero S. Bartolomeo 36 – Ex Chiesetta di S. Pio 37 – Portico del Mostaccio 38 – Palazzo Natalucci 39 – Ex Ospedale di S. Giovanni

    Ons gebied, niet onbekend in Umbri? heeft intens alle periodes van de Italiaanse geschiedenis, waarvan de verschillende sporen een beetje verspreid over het ganse gebied voorkomen, gekend.

    Een land steeds in overeenstemming met zijn tijd en zoveel keer , op enkele gebieden, voorvechter dank zij het werk van zijn bewoners, die steeds hebben gevochten en vechten voor een waardiger leven en levensomstandigheden op maat van de mens.

    Het werd ?Pagus Umbro? (Plinius de Oudere sprak over de Trebiates als de oorspronkelijke inwoners van dit gebied) genoemd, ontstond vermoedelijk rond 450 VC. Veroverd door de Romeinen in 284 VC werd het een gemeente geleid door Viermannen. In het Latijn werd het TREBIA of LUCANA TREBIENSIS genoemd .Rond het ontstaan van de naam hebben geleerden een reeks van onnoemelijke voorstellen geformuleerd, waarvan we om kort te zijn de belangrijkste zullen aanhalen.

    E?, de meest eenvoudige, stelt dat de naam afgeleid is van de nabij ligging aan een kruispunt TRIVIUM. Andere, meer romantische stelt dat de antieke bewoners de cultus van Diana, godin van jacht en ook wel anders genoemd Diana Trivia. De meest geloofwaardige en voorzeker de meest juiste is deze die de naam afleidt van de naam in het Umbrisch ?trebeit?, (een habitat of een agglomeraat). De stad, zowel in de Umbrische als Romeinse periode, bevond zich bijna zeker in de vlakte, nabij de gemeente Pietrarossa: de rijke archeologische vondsten zijn er het zekerste bewijs van. Hier bevond zich op de heuvel de tempel van Diana Trevia. Trebia.had, in de Romeinse periode, een belangrijke positie, omdat het op de vertakking van de Flaminia lag, aan de grens met de heilige zone van de god Clitunno en doorkruist door de stroom met dezelfde naam, op dat moment bevaarbaar zodat hierdoor Rome kon bereikt worden. Tiberius wilde hier een ander theater op zijn kosten. Caligula bezocht deze plek meerdere malen. Het Christianisme werd hier op het einde van de tweede eeuw door Felicianus, bisschop van Foligno, die een tempel toegewijd aan de Drievuldigheid boven op de ru?es van deze van Diana liet optrekken, ingevoerd. Het bleef bisschopszetel tot 1059, wanneer Frederik III het bisdom opschortte en verbond met dit van Spoleto. De eerste bisschop ervan was de Armeni? Emiliano, die in 303 als martelaar stierf onder het bestuur van Diocletianus. Van dan kozen de Trevani hem als patroonheilige en vierden zijn feest op 28 januari, de avond voordien voorafgegaan door een processie van de ?Illuminata?, de oudste manifestatie van ons gebied.

    Vanaf de 4de en vooral de 5de eeuw, te wijten aan het verval van de Romeinse macht,veroorzaakte immense rampen, vooral door aardbevingen, (die in sommige periodes soms tot 6 maanden duurden, en naast de vernielingen aan de stad ook de verspreiding van het meeste water van de Clitunno veroorzaakten) en de regelmatige invallen van de barbaren, verlieten de Trevani de antieke site van de stad om zich definitief te vestigen op deze heuvel, waarop gemakkelijker de verdediging te organiseren was en de invloed van de aardbevingen in mindere mate ondergaan werden.

    Zij omringden ze met machtige muren en drie reeksen van taluds en zonder schietgaten. Het onderging de invallen der barbaren en met de bezetting der Longobarden maakten het deel uit van het Hertogdom Spoleto. Op het einde van de 12de eeuw verhief het zich tot vrije Comune en van dan af was het steeds Welfisch (Paaps). Er was een zeer groot gebied dat zich uitstrekte van Salano, Cammoro, Orzano en Pettino tot aan de Berg Martani ook Fabbri, San Luca, La Fratta, Castelritaldi en Pissignao omvattend.

    Het werd gedwongen te leven tussen twee sterke machten: Spoleto en Foligno.

    In 1214 liet Diepoldo, de hertog van Spoleto het vernietigen tot op de fundamenten Ten einde dergelijke ongemakken te voorkomen ontwikkelden de Trevaanse een buitenlandse politiek die hen later zou brengen tot een verdrag met Perugia, die reeds vanaf deze momenten aan Spoleto de titel van ?Hoofd van Umbri?begon te betwisten. Ten einde de eeuwenlange trouw van Trevi aan de Kerk te belonen, erkende Paus Bonifacius IX op 27 december 1389 het vrije bestuur, dat er reeds sinds lange tijd was

    Het onderging, zij het voor kortere periodes, de overheersing van de Trinci, de bezetting van Nicolo en Francesco Piccinino, van Biordo Michelotti, van de Sforza uit Milaan en van de Maurizi.

    Paus Niccolo V bevestigde in 1454 de oude privilegies. Op die wijze begon een langere periode van rust tijdens dewelke Trevi zich wijdde, anders dan aan de verbetering van zijn instellingen, aan het zich verschaffen van de noodzakelijke middelen om zich te richten naar hetgeen wij heden ?sociale problemen? zouden noemen. Er zijn documenten die het bestaan van hospitalen, gasthuizen en leprozenhuizen bevestigen reeds in de 12de eeuw. De verdere ontwikkeling op dit gebied speelde zich af vanaf 1400 vooral dank zij de prediking en de werking van de Franciscanen.

    Tijdens deze eeuw ontstonden in Trevi een Monte di Piet? verschillende Monte Frumentari, een openbare oven en verschillende broederschappen die zich vooral met het openbaar welzijn bezighielden. Het hospitaal en de gemeentemolen werden vergroot en gerestaureerd en de Comune begon als ?n van de eersten de Wettelijke Liefdadigheid toe te passen. Ook kreeg de stad met de bouw van nieuwe Palazzi haar huidig uiterlijk. In 1470 zou Trevi de vierde drukkerij en de eerste drukkerijvereniging ter wereld hebben. Het is normaal dat het eerste gedrukte werk Franciscaans was. In 1784 erkend Paus Pius VI de verdiensten van Trevi door hen in eer te herstellen en de titel van stad toe te kennen. Een weinig later was er de Franse Overheersing. Bij de val van het Napoleontische rijk zijn de Fransen vertrokken met een belangrijke hoeveelheid aan kunstwerken, die nadien wel voor een belangrijk deel werden teruggegeven, maar toch belangrijke problemen cre?rden en die het voorwerp werden van bitsige strijd ook nog na de nationale eenheid. Het werd ingelijfd bij Pi?ont na het plebisciet van 4-11-1860. 21 april 1928, geboortedag van de stad Rome (21 april 753 VC), was een historische datum: eindelijk werd de nieuwe aquaduct, die het water opgepompt uit enkel bronnen van de Clitunno naar Trevi bracht, ingehuldigd.

    Wanneer onze voorouders zich hier vestigden uit vrees voor de barbaren en de aardbevingen, werden zij ook gekweld door het probleem van de watervoorziening. Om hieraan een oplossing te geven kwamen en ontstonden verschillende idee?. Heden, wanneer het waterprobleem geen probleem meer is, schijnt er in Trevi een nieuwe tijd, voorloper van grote verbeteringen te beginnen.

    Er ontstond integendeel, nauwelijks enkele jaren later, een nieuwe lichte, onzichtbaar maar constante ramp, die bijna als een barbaarse invasie, zich op Itali?stortte en nog altijd actief is: het probleem van de historische centra. Wij zijn nochtans zeker dat zij met hen,die na ons kwamen, kunnen zeggen dat Trevi ook deze tegenspoed heeft overwonnen.

    Portatevi al punto n. 1 all’inizio di via Roma verso piazza Garibaldi (dove potrete parcheggiare la vostra auto) e seguite le orme disegnate sulla strada.

    (Alberto Barbini 1989-2008 –

    Vertaling en Bewerking: Ludo De Graef Antwerpen 2009

    )

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