Categoria: Da vedere

  • Chiesa Tonda

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    TREVI – Chiesa Tonda

    (Chiesa Tonda)

    La struttura attuale è una suggestiva realizzazione del XVI secolo con modifiche del XVIII.

    L’edificio è a pianta esagonale e quando non era circondato da case era tanto evidente che ha dato il nome alla località Chiesa Tonda.

    Della primitiva chiesa rimane soltanto il portale secondario, ricostruito nella parete nord, che rivela i caratteri dell’architettura romanica.

    Certamente non sono i caratteri pressoché scomparsi dell’architettura primitiva la parte più interessante di questo monumento bensì il titolo, esplicito riferimento a una strada importante che in questo punto scavalcava il Clitunno

    altra veduta

    Trevi, Italy. Lapigge, voc. Chiesatonda. Chiesa di S. Maria del Ponte.
    Trevi, Italy. Lapigge, voc. Chiesatonda. Chiesa di S. Maria del Ponte. Antica porta ricostruita.

    Nelle antiche scritture il ponte in questione veniva chiamato pons lapideus (= ponte di pietra ) evidentemente perché si differenziava dagli altri ponti in legno. E dall’anticha dizione è derivato il toponimo di LAPIGGE, talvolta corrotto in La Pigge e quindi Pigge.

    Era questo il ponte che permetteva all’antica strada, ancora perfettamente identificabile in tutta la sua estensione, che congiungeva la località Torre di Azzano all’abitato di Trevi.(inedito 1999)

    Il tratto da Torre di Azzano al Clitunno era già stato identificato dallo Scmeidt, attraverso la fotografia aerea, ma poi il geografo non aveva saputo individuare il proseguimento verso Trevi in quanto allora (1965) nessuno, eccetto gli Autori locali, sospettava che Trevi fosse Romana. Fu solo il Sensi (1975) che individuò caratteri romani e non medievali nelle primitiva cerchia delle mura dell’antico castello.

    Il plurimillenario tracciato stradale fu interrotto dalla costruzione dell’alveo artificiale del Marroggia, ma la gente ha sempre seguitato a percorrere l’antica via diritta guadando il torrente, quando possibile, nonostante la vicinanza del ponte, specialmente quello a valle.

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  • Chiesa S.Martino in Manciano

    A quota 585 m, al confine tra gli oliveti e il bosco, si trova la chiesetta intitolata a S. Martino, simile a tante altre nella sua struttura, con il campaniletto a vela sulla facciata e il portale archivoltato.

    La facciata asimmetrica denota un successivo ampliamento a sud

    Viene officiata annualmente per la festa del Santo titolare.

    Trevi, Italy. Manciano, voc. Elceto. Chiesa di S. Martino tra gli olivi.

    S.Martino al limite del bosco

    Trevi, Italy. Manciano, voc. Elceto. Chiesa di S. Martino, facciata.

    La facciata asimmetrica

    Incuriosisce il gradino della porta d’ingresso, di forma semicircolare, palesemente ricavato da una macina da molino.

    A questa quota infatti non ci sono mai stati molini, ma duecento metri dietro la chiesa c’è la cava abbandonata che ancora mostra due macine appena abbozzate.

    Trevi, Italy. Manciano, voc. Elceto. Antica cava di pietra per mole.

    La cava di macine abbandonata

    Fino agli anni Cinquanta ornava questa chiesetta sperduta una magnifica tavola dipinta a tempera della metà del Duecento. Fu bloccata fortunosamente mentre stava per lasciare il paese.Comunque non sta più né a Manciano né a Trevi: fa bella mostra di sé, perfettamente restaurata, al museo diocesano di Spoleto.

    Vi è raffigura la Madonna con Bambino e ai quattro angoli scene della passione di Cristo e della vita di S. Martino.

    Spoleto, Museo diocesano. Tavola dipinta, da S. Martino di Manciano (preview).

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  • Chiesa S. Martino – Affreschi

    Giovanni di Pietro
    (Lo Spagna)

    Chiesa di San Martino
    Affreschi 1

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    Lunetta sopra il portale di ingresso.
    Nel bordo inferiore reca la firma di Tiberio di Assisi.

    Trevi, Chiesa di S. Martino. Lunetta sopra portale di Tiberio d'Assisi

    All’interno, ai lati dei gradini del presbiterio, sono conservati questi due affreschi attribuiti al Mezastris.

    Sul volto della Madonna a destra sono evidenti distacchi di colore

    Nella cappella esterna, intitolata a S. Girolamo, la parete sinistra è occupata da un grande affresco, considerato il capolavoro dello Spagna (1512). Raffigura la Madonna Assunta in una mandorla di Serafini. Ai Piedi: S. Girolamo e il leone, S. Giovanni Battista. S. Francesco e S. Antonio da Padova

    Trevi, Convento di S. Martino - S. Maria Assunta di Giovanni Spagna

    Convento: Affreschi del refettorio e del chiostro

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    701

  • Convento di S. Martino – Affreschi

    Convento di San Martino
    Affreschi del refettorio e del chiostro

    Il refettorio e il chiostro sono ornati con numerose pitture di Ascensidonio Spacca, detto “Il Fantino”

    Questa Ultima cena, datata 1601 è “originalmente ambientata, secondo i costumi del tempo e vivacizzata da una marcata caratterizzazione dei personaggi1

    Trevi, Italy - Convento di S. Martino -Ultima cena di A.Spacca , 1601
    Trevi, Italy - Convento di S. Martino -Medaglioni del chiostro: S.Emiliano.

    Nel chiostro, oltre ad una lunetta che rappresenta le

    stimmate di S.Francesco

    , si trovano numerosi medaglioni che raffigurano altrettanti santi, particolarmente dell’ordine francescano.

    Quello riportato a fianco rappresenta Sant’Emiliano, patrono di Trevi

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    Note

    1

    )

    Nessi:

    Da Spoleto a Trevi lungo la via Flaminia

    , Spoleto, 1979

  • Chiesa S. Martino – Cappella S.Girolamo

    Giovanni di Pietro
    (Lo Spagna)

    Chiesa di San Martino
    Cappella di S. Girolamo

    Sul lato nord del piazzale antistante la chiesa si trova la Cappella di S. Girolamo. Fondata da Cesare Minerva nel 1512; chiusa al pubblico nel 1723 e ridotta ad uso interno del convento e poi addirittura come cimitero dei frati, fu riaperta dietro le pressioni dei trevani nel 1837. Sulla parete di fronte alla porta d’ingresso, S. Emiliano e la committente inginocchiata, affresco di Tiberio d’Assisi.

    Cappella di S Girolamo – interno

    (Foto 8/2/08)

    P10882

    Giovanni di Pietro detto Lo Spagna,

    Assunta in cielo fra i Santi Girolamo, Giovanni Battista, Francesco e Fra’Leone

    .

    Conserva nel suo modestissimo interno, sulla parete sinistra un grande magnifico affresco di Giovanni Spagna: al centro la Vergine Assunta in una mandorla iridata con teste di cherubini e tra due Angeli adoranti, in basso, inginocchiati, i Ss. Girolamo, Giovanni Battista, Francesco d’Assisi e Antonio da Padova; fa da sfondo un ameno paesaggio ripreso dal vero con la Valle Umbra e la città di Foligno; al centro la data MD. XII..1

    L’opera è da tutti stimata come una delle più belle del pittore: il Bragazzi parla di “capolavoro dello Spagna”, mentre il Cavalcaselle -pur riscontrandovi vari difetti- ne ammira la finitezza del disegno, la leggiadria dei serafini che fanno corona alla Vergine e la particolare bellezza dei santi, fra i più ispirati dipinti dall’artista. Guardabassi si limita a descriverla,sottolineando l’atmosfera limpidissima sul cui sfondo risalta una veduta di Foligno, mentre lo Gnoli nota come l’Assunta sia del tutto simile ad una S. Caterina, quasi contemporanea, conservata nella collezione di Lord Brownlow. La critica successiva, in particolare il Van Marle, considera questo affresco -che a quanto sappiamo fu riprodotto dal Ramboux in occasione dell’apertura. al pubblico della cappella, prima inclusa nella clausura (C. Bartolini, 1837)- opera di transizione che segna il passaggio dalla primitiva formazione peruginesca ad una nuova sensibilità raffaellesca. Le opere successive, infatti, mostreranno il pittore talmente vicino a Raffael lo, da indurre gli studiosi ad ipotizzare un nuovo e profondo contatto tra i due artisti -forse avvenuto a Roma- tale da costituire una svolta decisiva nel linguaggio artistico dello Spagna..2

    Giovanni Di Pietro “Lo Spagna”, Assunzione della Vergine,(part.) S. Girolamo(Foto 8/2/08) P10894
    Giovanni Di Pietro “Lo Spagna”, Assunzione della Vergine,(part.) Panorama della città di Foligno(Foto 8/2/08) P10891

    Tiberio di Assisi, S. Emiliano (Foto 8/2/08) P10881

    Accanto all’affresco dello Spagna è dipinto un S. Emiliano con una piccola figura di monaca inginocchiata. La pittura è stata sempre ricordata come opera di Tiberio, forse eseguita in concomitanza con la lunetta del portale.

    Lo stato di conservazione è discreto..2

    Convento: Affreschi del refettorio e del chiostro

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    083

    Note

    1) Nessi, Silvestro. 1991, Trevi, guida turistica, Spello, 1991, pag.91

    2)PITTURA IN UMBRIA AL TEMPO DI RAFFAELLO 1480 – 1540 V° CENTENARIO DELLA NASCITA DI RAFFAELLO

  • Pittura del XIII sec. (da Manciano)

    Tavola del XIII secolo già nella chiesa di S. Martino in Manciano

    Trevi, chiesa di S. Martino uin Manciano - Tavola del XIII secolo (ASPORTATA)

    Una delle più significative opere emigrate da Trevi verso più importanti musei.

    La ricchissima dotazione delle piccole chiese, oggi difficile anche da immaginare, è ormai ridottissima, per incuria degli uomini, per oltraggio del tempo, per furti o per accaparramenti di altre istituzioni.

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  • Chiesa S.Nicolò

    In posizione felicemente panoramica sebbene a quota modesta, è estremamente suggestiva per l’elegante architettura, per l’accurata tessitura muraria, per gli interessanti affreschi che contiene e, non ultimo, perché conserva un’antica pergamena con la data della consacrazione: 1195.

    Restaurata nel 1928-29, necessita ormai di un ulteriore intervento di riparazione per la copertura.

    Infiltrazioni di umidità dal catino absidale hanno compromesso il sottostante affresco del primo Cinquecento.

    Trevi, Italy. Matigge, Chiesa di S. Nicolò, interno.

    Interno

    Trevi, Italy. Matigge, Chiesa di S. Nicolò, finestra della facciata.

    Bifora della facciata

    Il motivo degli archetti della bifora si ritrova nelle absidi dell’antica

    chiesa di S. Emiliano

    La Madonna con Bambino è stata datata dal Nessi e attribuita ad un pittore finora conosciuto soltanto per gli affreschi in S.Chiara da Montefalco e pertanto chiamato Primo Maestro di S. Chiara.

    Trevi, Italy. Matigge, Chiesa di S. Nicolò, Affresco del Primo Maestro di S. Chiara.

    Affresco della prima metà del Trecento

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    Matigge

    97-05Z

  • Chiesa S.Paolo di Coste

    Trevi, Coste. Chiesa di S. Paolo

    Piccola chiesa che identifica il vocabolo di poche abitazioni sulla montagna ad est di Trevi, chiamato appunto Coste di San Paolo o Coste San Paolo, ultimo villaggio, con una splendida visione su Trevi e la valle sottostante, sulla strada che si inerpica fino al valico (quota m 1291) per Pettino (m 1074)

    È in pietra a vista, a filaretto, orientata, coperta con volta a botte con campaniletto a vela sulla facciata.

    Restaurata nel 1970, come recita una targa all’interno, per volere di D. Bernardo Giacometti, originario da Coste, all’epoca parroco di Bovara.

    Trevi, Coste. Chiesa di S. Paolo, facciata

    Le abbondanti stuccature in cemento danno all’edificio un innaturale tono grigio un po’ triste. É urgente un intervento per riparare il tetto e ripristinare l’aspetto generale, alquanto suggestivo.

    Trevi, Coste. Chiesa di S. Paolo, finestra e campanile

    All’interno rimane una sola pittura, sulla parete destra, del primo Cinquecento ma largamente restaurata.

    Raffigura la Madonna in trono con Bambino tra S. Francesco e S. Sebastiano, con una lunga iscrizione in due righe ormai pressoché perduta. Sicuramente almeno un’altra immagine con il santo titolare doveva decorare la chiesa, forse sulla parete dell’altare, che insisteva contro terra e quindi la più danneggiata dall’umidità.

    Trevi, Italy. Chiesa di S.Paolo di Coste. Madonna con Bambino tra S.Francesco e S. Sebastiano.

    Nelle antiche scritture veniva denominata anche S. Paolo di Tergnole.1 o di Atergnole.2, anticamente chiesa curata che serviva 20-30 famiglie.3, officiata in alternativa a S. Maria di Pelano o S. Maria Vecchia.

    Trevi, Italy. Chiesa di S.Paolo di Coste. Altare

    Tutte le foto sono inedite © f.s.2006

    Nei restauri del 1970 fu scoperto, all’interno dell’altare di pietrame, l’altare qui a destra, ora spostato in altra parte della chiesa. Attualmente è in uso l’altare della foto a sinistra, con una mensa in travertino sopra una elegante colonnina classica di cui si ignora la provenienza.

    Trevi, Italy. Chiesa di S.Paolo di Coste. Altare laterale

    06X

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    Note

    1) Sella, Pietro, 1952, Rationes Decimarum Italiae – Umbria, Città del Vaticano, nn. 6746 e 6921

    Natalucci, Durastante, Historia … di Trevi, Todi, 1985, c.588.

    2) ibidem, cc. 912, 1167

    3) ibidem, c. 912

  • Chiesa S.Pietro a Pettine – Epigrafi

    Trevi, Italy. Chiesa di S. Pietro a Pettine. Epigrafe classicaQuesta bella epigrafe, già pubblicata dal C.I.L.1, da tempo inglobata nell’altare in pietrame era ormai ritenuta perduta. Nella monumentale raccolta, stilata tra il 19° e ol 20° secolo era stata riportata sulla fede di una trascrizione precedente..2 Ritrovata nel corso del recente restauro, si può ora vedere infissa nel pavimento del presbiterio nella posizione in cui è stata rinvenuta. L’ultima riga non è visibile perché annegata nella malta. (inedito 2000) Riportata alla luce completamente durante il restauro del 2012.

    Con la luce radente è facilmente leggibile il testo, perfettamente conforme alla precedente trascrizione, che informava il viandante della presenza della tomba del PITTORE SULPICIO, Liberto di Lucio, alla distanza di 15 piedi, di fronte, nel campo.

    SVLPICIVS

    L. L. EROS

    PICTOR

    Nel XV P FRONT

    (IN AGR P XV)

    Sul lato nord una porta, con uno strano architrave a mezzaluna, è stata anticamente tamponata con materiali di recupero.

    Il 4 Novembre 1998 , Bill Thayer di Chicago, in visita a Trevi, ha individuato un frammento di epigrafe in un blocchetto di marmo riutilizzato nella muratura e ne ha dato subito notizia nel suo sito monumentale.

    La parete nord era ricoperta di edera da tempo immemorabile e il frammento è rimasto nascosto fino all’ultimo intervento

    Trevi, Italia . Chiesa di S. Pietro a Pettine . Di Porta Nord, tamponata

    architrave della porta della parete nord, a forma di una falce di luna

    Nel restauro del 2012 la porta è stata riaperta e il frammento di epigrafe si è potuto ricongiungere con altri permettendone la ricomposizione e la sorprendente lettura

    Altra epigrafe, rinvenuta in questa chiesa, databile al 514 d.C. si trova nel museo comunale.

    Chiese romaniche Chiesa di S. Pietro a Pettine EPIGRAFI

    001-065

    Note

    1)Corpus Inscriptionum Latinarum, vol. XI, 2 1, n.5009; C.Zenobi, Trevi Antica , Foligno, 1995 p.99

    2) Codice Vaticano n° 6040 “Sabiniense

  • Ex chiesa e ospedale di S. Tommaso

    L’edificio sovrasta la strada statale Flaminia che in seguito all’ampliamento del 1961 ha invaso parte del terreno ad esso pertinente. A causa della massiccia industrializzazione della zona, numerosi capannoni, compresi quelli delle serre ormai inutilizzati, praticamente soffocano l’edificio che fino all’ultimo quarto di secolo sembrava molto più imponente in quanto era l’unico esistente in una vasta area esclusivamente adibita a colture agricole.
    Il complesso si può considerare come formato da tre corpi, uno al centro, uno verso nord e l’altro verso sud, costruiti in epoche diverse e più volte rimaneggiati.

    Trevi, Italy. Ex lebbrosario e chiesa di S. Tommaso
    Trevi, Italy. Ex chiesa di S. Tommaso - Epigrafe

    Il più antico è il piano terreno del corpo centrale in cui si ravvisa la facciata della chiesa romanica dedicata a S. Tommaso. E’ una bella costruzione in pietra lavorata, di classico stile romanico, risalente probabilmente al XII secolo. Come tutte le numerose chiesette di quell’epoca nella nostra zona, è rigorosamente orientata con la facciata verso ovest. E’ sormontato da una costruzione più moderna, probabilmente della seconda metà del XIX secolo, quando il complesso passò alla Congregazione di Carità e venne ristrutturato come casa colonica. Alla stessa epoca si può attribuire la costruzione o modifica del corpo sud (verso Parrano). La parte a monte verso nord è invece una costruzione molto antica, di poco posteriore alla chiesa, sicuramente era l’antico lebbrosario. La parte verso valle fu successivamente aggiunta e mostra la caratteristica scala esterna delle case rurali della zona.

    La lapide recita così:

    SISTE VIATOR AC DISCE NOVUM LOCI DECUS
    HIC UBI ANNO MDCCXXXIV MENSE MARTIO
    MORATUS EST CAROLUS III REX HISPANIARUM
    CUM AD UTRIUSQUE SICILIAE REGNI POSSESSIONEM
    CAPESSENDAM PROGREDERETUR
    PIUS VI PONT.MAX.
    CUM VINDOBONA ROMAM REDIRET
    PARUMPER CONSEDIT
    A.D. III IDUS IUN. ANNI MDCCLXXXII
    UT COLLEGII CANONICORUM
    ET DECURIONUM TREBIATIUM
    OBSEQUIA EXCIPERET
    PHILIPPUS VALENTIUS
    ABBAS ECCLESIAE S. THOMAE
    MONUMENTUM PONI IUSSIT.

    che potrebbe tradursi:

    Fermati viandante e riconosci la nuova magnificenza del luogo.
    Qui dove nel mese di marzo del 1734
    dimorò Carlo III re di Spagna,
    mentre si recava a prendere possesso
    del regno delle Due Sicilie, Pio VI pontefice massimo,
    quando ritornava a Roma da Vienna,
    sostò brevemente l’11 giugno 1782,
    per accogliere l’omaggio
    dei collegio dei canonici e degli amministratori trevani.
    Filippo Valenti, abate della Chiesa di S. Tommaso,
    fece apporre la lapide.

    A integrazione delle notizie riportate nell’epigrafe, Tiberio Natalucci annota nelle sue memorie che nel 1814 “il 21 maggio PioVII viene ricevuto nella chiesa di S. Tommaso di Trevi, e nell’annesso casino trattato, con la corte, di lauto rinfresco.1

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    001-071

    Note

    1)Zenobi, Carlo; Storia di Trevi 1746-1946, Foligno, 1987, p. 130