Categoria: Da vedere

  • Chiesa S. Emiliano – esterno

    trevi, Italy- Chiesa di s. Emiliano, Portale

    La trasformazione dell’antica chiesa fu iniziata nel 1465 e durò circa venti anni.

    L’elegante portale è di questo periodo. Sull’architrave sono riportati gli stemmi dei Petroni (antica famiglia trevana a cui apparteneva il decano dei canonici del tempo) e degli Eroli (vescovo di Spoleto). Ne manca uno al centro, forse lo stemma del Comune di Trevi.

    É sormontato da un timpano triangolare in cui è raffigurato in altorilievo S. Emiliano tra i leoni, miracolosamente ammansiti. Sembra che questo sia stato costruito per decorare un’edicola o altare nella Piazza e poi riutilizzato in questa collocazione. L’episodio dei leoni è ricordato anche nelle mensole di sostegno della trabeazione.

    Sullo stipite destro, ad altezza d’uomo, è visibile il resto di un’epigrafe classica. molto danneggiata. É riportata integralmente nel Corpus delle iscrizioni latine perché ne esisteva la trascrizione in un codice vaticano da prima del suo reimpiego.

    Il portale nel 2001 ha subìto un trattamento di sabbiatura che ne ha compromesso la decorazione fine.

    Degna di attenzione è una suggestiva statuetta, che rappresenta Sant’Emiliano orante, collocata in una nicchia nella parete est.

    Si può far risalire al XIII secolo. É di dimensioni insolite: troppo bassa per raffigurare il santo in piedi, troppo alta per raffigurarlo in ginocchio.

    É molto danneggiata dalle intemperie e forse dovrebbe essere meglio protetta, non essendo sufficiente allo scopo la misera tettoietta in pietra di Trani fattavi apporre qualche lustro fa.

    trevi, Italy- Chiesa di s. Emiliano, Statuetta

    L’elemento architettonico più antico ed interessante è costituito dalle tre elegantissime absidi e parte delle pareti originali che formano lo spigolo sudest, resti della chiesa del Mille

    Trevi, Italy. Chiesa di S. Emiliano, le absidi della chiesa romanica (foto del 1899).

    Le absidi in una foto del 1899

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  • Chiesa S. Emiliano – Interno

    Trevi, Italy. Chiesa di S. Emiliano, interno

    L’interno, arioso e luminoso, è a pianta centrale, a croce greca con sviluppo del braccio che corrisponde al presbiterio.
    Tra i bracci della croce si aprono quattro ambienti di raccordo coperti da cupolini.

    É in ottimo neoclassico in cui abbondano archi a tutto sesto e lesene corinzie.

    Ma tutta l’eleganza del disegno si manifesta nel rincorrersi degli archi verso la cupola.

    L’architetto Luca Carìmini, definito “neoquattrocentista“, è stato studiato soltanto recentemente dal gruppo del prof. Portoghesi, che ne ha rivalutato il ruolo nell’architettura della seconda metà del XIX secolo.

    Trevi, Italy. Chiesa di S. Emiliano, interno, la cupola.

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  • Chiesa S. Emiliano – Altare Trinità

    Trevi, Italy. Chiesa di S. Emiliano, Altare della Trinità. Olio su tela.

    Foto 1993

    É datato 1585. Nell’ultima ricostruzione della chiesa fu posizionato sul braccio destro della croce, ma originariamente era in fondo all’abside della chiesa quattrocentesca, ove ora è il passaggio per la sagrestia. La volta di questo locale infatti conserva ancora la primitiva decorazione con cartigli inneggianti alla Trinità.

    Si può ammirare un bel prospetto marmoreo con decorazioni policrome. Due porticine laterali, molto elaborate, fanno parte integrante della scenografia.

    Un discorso particolare merita la grande tela, attualmente al restauro.
    In seguito ad una attenta analisi critica, un noto studioso ha ipotizzato una pittura sottostante di ben più alto livello e l’ipotesi fu confermata confermata dal saggio successivo.1

    Nel 1997 la tela fu inviata al restauro ed è ritornata nel 2002 orrendamente mutilata. (vedi scheda)

    Foto2002

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    Note

    1) B Toscano, Relazione al Convegno sul Centenario della ricostruzione della Chiesa di S. Emiliano, Trevi, 30/10/93

  • Chiesa S. Emiliano – Il Redentore

    Trevi, Italy. Chiesa di S. Emiliano, monumento al Redenteore. Travertino di Cesare Aureli.Nella cappella in fondo alla pseudonavata destra, è situata questa bella statua in travertino dello scultore Cesare Aureli, copia di quella eseguita per le Logge di Raffaello in Vaticano. É l’ultima delle sue opere donate a Trevi dopo il busto di S. Francesco nel convento di S. Martino e il bozzetto Galileo e Milton ora nella Raccolta d’Arte di S. Francesco.Fu eseguita immediatamente dopo la prima guerra mondiale e l’Autore disse di aver messo nella mano destra, che tiene lo scettro, un ramoscello di olivo quale auspicio di pacificazione degli animi esacerbati dal conflitto e dagli eventi postbellici. Come dimostra la foto del bozzetto conservato nella casa parrocchiale, si pensò di porre la statua in cima al campanile, che all’epoca attendeva di essere terminato. Fortunatamente poi si optò per l’attuale sistemazione. L’epigrafe del piedistallo fu dettata dal pontefice Benedetto XV e anch’essa inneggia alla pace. Trevi, Italy. Chiesa di S. Emiliano. Bozzetto del campanile.

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  • S. Emiliano – La statua

    Sant’Emiliano
    La statua

    Trevi - Chiesa di S. Emiliano - Esposizione della statua.  24 gennaio 2002 -(Foto 601.33)

    Trevi – Chiesa di S. Emiliano – Esposizione della statua.

    24/1/2002.

    Fu scolpita nel 1753 da Pietro Epifani in Foligno, in legno di tiglio. Rappresenta il santo vescovo in trono, in atto di benedire. Pesa 350 Kg. È conservata in un apposito credenzone in noce nella chiesa di S. Emiliano in Trevi

    La Statua viene esposta alla venerazione dei fedeli il giorno 24 gennaio, alle ore 12,30, secondo un cerimoniale che si ripete da secoli.

    La sera del 27 gennaio, dopo i vespri solenni delle ore 18 e quindi verso le ore 18,35 – 18,40 esce dalla chiesa, portata da dodici uomini, per la solenne processione attraverso le vie del centro storico.
    La processione, documentata fin dai primi anni del decorso millennio si svolge da tempo immemorabile. Poiché segue il percorso interno delle mura del secondo ampliamento, si deve presumere che il tragitto sia invariato almeno dal 1264, anno in cui la cerchia muraria fu di nuovo ampliata.

    L’evento è riportato in testi a livello nazionale ed è regolarmente segnalato dal Touring Club.

    Oltre l’innegabile pregio artistico la statua di sant’Emiliano ha una straordinaria valenza devozionale e simbolica.
    Nel linguaggio popolare la statua “è” sant’Emiliano e questo principalmente per l’accezione plurisecolare di quando a Trevi non esisteva la più piccola reliquia del Santo; infatti i sacri resti furono riscoperti nel duomo di Spoleto nella seconda metà del Seicento.

    Sosta della statua in piazza Mazzini 27/1/1990-468.12

    Per tutti i motivi suddetti, la statua non può essere costantemente riposta in un apposito luogo a temperatura e umidità costanti, ma una volta l’anno deve essere comunque portata all’aperto per la più antica e straordinaria delle processioni. Questo almeno finché esisterà la devozione e la tradizione per Sant’Emiliano. Cioè finché esisterà Trevi.

    Certamente le sollecitazioni della traslazione lungo strade con forti pendenze influenzano negativamente la conservazione di un simile manufatto e pertanto occorreranno presto adeguati interventi per riparare l’incipiente degrado della statua, degrado che senza sollecite attenzioni potrebbe rapidamente portare a situazioni più difficilmente e meno efficacemente riparabili.

    Trevi –Processione dell’Illuminata -Sosta della statua in piazza Mazzini – 27/1/1990

    Trevi - Statua di S. Emiliano (foto Scaringi)

    La statua di S. Emiliano

    Da una cartolina “doppia” con la seguente didascalia: Trevi (Umbria) – Collegiata di S. Emiliano- Statua di S. Emiliano V.M. – Postergale della Sedia – Pietro Epifani Sec. XV [Il secolo è errato perché la statua è del 1753]

    Foto di N. Scaringi -anni ’30

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    902

  • S.Emiliano -I parroci

    I parroci
    di S. Emiliano

    pagina in elaborazione

    Data nascita e morteParroco dalal
    Don Giuseppe Agostini 1855 -191818901918
    Don Francesco Peticchi1887 – 195619191955
    Don Diamante Santucci1908 – 197319551973
    Don Tommaso Chianella1933 – 200719731996
    Don Pietro Pantalla1939 – 200219962002
    Don Angelo Nizzi2002

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    05Y

  • Chiesa S. Giovanni

    Chiesa di San Giovanni -1

    Al centro di via Roma, che unisce Piazza Garibaldi e Piazza Mazzini, prospetta la semplice facciata della chiesa di S. Giovanni.

    Chiamata in origine S. Giovanni della Piazza (de platea), anticamente era di proprietà del Comune che la unì alla chiesa delle Lagrime, gestita dai Canonici Laternaensi i quali la cedettero nel 1570 alla confraternita della Misericordia. Questa antichissima confraternita gestiva dal 1375 l’annesso ospedale, che vi ebbe sede dal 1291 all’epoca napoleonica, quando fu trasferito nell’ex convento di S. Domenico ( i locali del vecchio ospedale, nel secolo scorso, furono trasformati in carceri).

    «Sia la facciata che l’interno rivelano un intervento radicale ottocentesco, di tipo neoclassico, fino ad ora non documentato, a cui forse non fu estranea la presenza a Trevi del Valadier nel 1832» (Nessi).

    Chiesa di S. Giovanni- Interno 57822-S.Gio2000 (foto 11/2000)

    trevi, Italy - Chiesa di S. Giovanni, Interno

    L’interno, ad unica navata coperta da una cupola, è molto arioso. Il presbiterio, diviso dall’aula da quattro gradini e arco trionfale, ospita un bell’altare coperto da baldacchino in pietra e ornato da una tela, con vaghe reminiscenze caravaggesche (Nessi), che rappresenta la decollazione di S. Giovanni.

    Rimangono solo due altari laterali con due pregevoli statue lignee raffiguranti il Crocefisso e il Risorto.

    Recentemente vi fanno bella mostra sei opere (gli Evangelisti, la Processione di S. Rita e l’Alba del giudizio universale del pittore locale, di origine tedesca, Bernhard Gillessen)

    Monumento funebre e lunga iscrizione commemorativa di Alessandro Valenti

    Nell’ottobre 2002 vi fu collocato il busto marmoreo di Don Bosco a cura della Unione ex allievi di Trevi.

    Trevi, Italy - Chiesa di s. Giovanni - Lastra tombale

    Lastra tombale della corporazione degli scultori (lombardi), muratori e scalpellini. 1612

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    699

  • Chiesa di S. Giovanni – Monumento funebre di Alessandro Valenti

    Chiesa di S. Giovanni
    Monumento funebre ed epigrafi di Alessandro Valenti

    Nella chiesa di S. Giovanni “della Piazza”, ai due lati, prima dei gradini del presbiterio

    Trevi, Chiesa di S. Giovanni, Monumento Funebre di Alessandro Valenti

    IMAGO

    ALEXANDRI VALENTIS SFORTIE F. QVI

    VIVENS LOCA PIA AVXIT NEMINI NO-

    CENS SUOS ET ALIOS RE ET CONSILIO

    IVVIT TAMDEM DECEDENS PROFVIT

    COMPLURIBUS

    Può essere così tradotta:

    Immagine di Alessandro figlio di Sforza Valenti, il quale in vita accrebbe molti luoghi pii, a nessuno nuocendo, favorì altri con i beni e con il consiglio e anche morendo fu di aiuto a molti

    Il ritratto fu eseguito quando il personaggio era ancora in vita

    1

    .

    Trevi, Chiesa di S. Giovanni, Epigrafe di Alessandro Valenti

    Trevi, Chiesa di S. Giovanni,

    Epigrafe di Alessandro Valenti

    1570 ca.

    (foto 2/2003)

    ALEXANDRO VALENTI S

    TI

    FAVSTINI ABBATI, SS

    JACOBI ET

    PHILIPPI A MONTE CASTELLO TVDERIS SS STEPHANI A PICCI-

    CHIS, ANGELI DE ARSICCIALIBVS, ET A CASTRO FABBRI SPOLE-TINAE DIOECIS DILIGENTISSIMO RECTORI, N

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    BENEFICIORVM MERITO BENEFICIATO AC CEN-

    TVM DVCATORVM S PETRI DE VRBE CANONICATV PENSIONA-

    NATO S. PAVLI MILITI, ET IN MEDIOLANESI DOMINATV PER

    PAVLVM III PONT: GENERALI COLLECTORI DEPVTATAO, NEC

    NON MARII SFORTIAE APVD REGEM PHILIPPVM QVADRIENNI-

    VM CVRAM GERENTI, AC PAVLI JORDANI FLORENTIAE QVIN-

    QVENNIVM CVM ANTEA PAVLVS DE CAESIS, ET GVIDVS ASCANIVS

    SFORTIA CAR” IN CONSILIIS CAPIVNDIS MAXIMA FIDE EVM

    IAMDIVHABVERINT, COSMIQ DVCIS VOCE VOCATO, VT

    EIVS PRVDENTI CONSILIO CAR. FILIVS NON TANTVM FAMILI

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    SALESQ SIBI PARARET, VERVM SE IPSVM COMITTERET

    ET TANDEM OCII CAVSA RIVISICCI VILLA EIVS PECUNIA EM-

    PTA PER IVLIVM III SIBI, POSTERISQ IN COMITAYVM PER IP-

    SVM ERECTA SOCIETATISQ MISERICORDIAE RECTORI,

    AC EX ANIMO ILLA HAEREDE INSTITVTA, NON

    SINE OMNIVM TREBIATVM LACRY-

    MIS IPSI CONFRATRES BENEME-

    RENTI POSVERE

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    Note

    )

    Natalucci, Durastante

    ,1985,

    Historia Universale … di Trevi, 1745

    , Todi, c.1019.

  • Chiesa S.Leonardo

    .

    Sorge in magnifica posizione sull’estrema propaggine del Colle di S. Eleuterio (Colle Basso).

    Ridotta a rudere, si possono ancora osservare solo le mura perimetrali.

    “É stata rimaneggiata nel XVI sec. con diverso orientamento dell’altare”

    .1

    13/9

    Nell’immediato dopoguerra il nuovo proprietario tentò una cervellotica ricostruzione, poi abbandonata.

    Le fu addossata, con estrema noncuranza, la cabina di trasformazione dell’allora Azienda Elettrica Comunale

    13/9Scarsissime sono le notizie storiche di questa chiesa.

    É citata in un “breve” di Alessandro III, del 1177, come dipendente dal monastero di S. Pietro di Bovara.2 e nei libri delle “decime” (1334).3

    Trevi, Italy. Bovara, ruderi della chiesa di S. Leonardo.

    98-13

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    Note:

    1) Sperandio, Bernardino, Chiese romaniche in Umbria, Peugia, 2001, pag.131.

    2) Natalucci, Durastante, Historia dello stato temporale ed ecclesiastico … di Trevi, (1745), Todi 1985, c.528. “… non molto grande e con un solo altare, anticamente dominio del enunciato monastero ed ora ritenuta in semplice titolo dal successore del sig. abbate Masciolini a collazione della Dataria”

    3) Sella, Pietro, Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV, Umbria, Città del Vaticano 1952, pag. 454, n°6741

  • Monastero di S. Lucia

    Monastero di S. Lucia

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    itinerario giubilare

    ( Da un dattiloscritto di Don Sossio Fioretti, 1979)

    Il Monastero di S. Lucia, come risulta dai documenti dell’Archivio, fu fondato nell’anno 1344 da Nardulo Accorsucci, nobile trevano, il quale donò ad esso tutti i suoi beni.

    Il nome “S.Lucia” deriva dal fatto che Lucia era la moglie del fondatore, la quale vi si ritirò insieme alle figlie. Sembra che fosse preferita la regola di S. Benedetto a causa di una figlia dell’Accorsucci chiamata Scolastica, nome della santa sorella di S.Benedetto.

    Numerose giovani accorsero ben presto al Monastero, prima come semplici oblate, “poi come monache secondo la regola di S. Benedetto”. Passarono nel Monastero, nel corso dei secoli, come confessori e predicatori i più illustri personaggi del tempo, come per esempio S. Leonardo a Porto Maurizio.

    Importante l’opera di un certo P. Giovanni Battista Cancellotti della Compagnia di Gesù, insigne predicatore, il quale avendo raccolta un’immagine della Madonna del Bell’Amore, di carta, abbandonata sul lido di Livorno, la donò al Monastero. Anche ora è molto venerata, posta nel coro delle Monache a destra del Cancello.

    Il Coro è fattura della prima metà del secolo scorso, voluto da Donna M. Luisa Prosperi, anche se essa non ne vide il completamento. Nella Chiesa di stile barocco c’è un bel quadro raffigurante il martirio di S. Lucia; è anche firmato, ma la firma è illeggibile. Nel retro del parlatorio principale c’è un bellissimo affresco del ‘300, di autore ignoto, staccato da una parete del Monastero e rappresentante una Natività.

    Durante l’invasione napoleonica il Monastero fu soppresso e le monache disperse. Nel 1815 le superstiti poterono rientrare e riprendere la vita monastica insieme ad un gruppo del vicino Monastero di S. Croce. Ma la vita monastica fu riportata a regolare osservanza dalla Serva di Dio M. Luisa Prosperi. Oggi ospita 24 monache provenienti dalla zona di Trevi, dall’Abruzzo, dalle Puglie, dedite alla preghiera e al lavoro secondo lo spirito di S. Benedetto.

    Le monache vivono fiduciose che questo glorioso monastero possa continuare la sua storia con rinnovato vigore, come testimonianza luminosa di consacrazione totale.

    Z99

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