Categoria: Da vedere

  • Perugino Manifestazioni 2004

    Il Perugino a Trevi: La storia la critica un aneddoto la bibliografia

    Perugino il divin pittore

    Facilitazioni di visita
    a Trevi e Montefalco LA CARD VALLE UMBRA

    Manifestazioni in onore di Pietro Vannucci detto Perugino
    Perugia – Umbria 28 febbraio – 5 settembre 2004

    Dopo la Mostra – Appunti di una operatrice vedi anche: Ancora due lacrimedi Corinna Angelucci

    Trevi, Chiesa della Madonna delle Lacrime, Adorazione dei Magi (part.)

    Mostra itinerante sulle orme di Pietro Vannucci (detto il Perugino), protagonista del Rinascimento.

    Questa mostra itinerante tenutasi in Umbria dal 28 Febbraio al 5 Settembre 2004 è stata una novità assoluta per la disposizione geografica che va oltre i confini delle sedi espositive permettendo al visitatore di “interagire con le opere nel loro contesto originario”. Chi ha avuto l’opportunità di viaggiare all’interno di questa mostra, oltre ad aver ri-percorcorso l’itinerario artistico e biografico de “il meglio maestro d’Italia…” ha potuto godere delle atmosfere affascinanti ed uniche del paesaggio umbro, e di lasciarsi coinvolgere emotivamente dalle mirabili architetture rinascimentali negli ambienti originari, dove il divin pittore ha lavorato, vissuto e probabilmente conosciuto i volti resi eterni e divini nelle sue opere.

    Pietro Vannucci, il Perugino è Umbria in generale, così come è anche po’ di Toscana e di Marche, un po’ di Emilia e di Lazio, un po’ di Veneto e Lombardia. E’ anche Verrocchio ed è anche Raffaello…” (del quale è stato maestro),…” così come è grandemente Piero della Francesca e più in grande, tutta intera quella dimensione storica e geografica che Norberto Bobbio ha una volta felicemente definito come l’Italia civile.” “Questa mostra offre la rara e un po’ magica opportunità di ammirare le opere del Perugino in un’unica ideale lettura, in un unico ideale percorso che muove da…Perugia per toccare altre caratteristiche località umbre”- Giuliano Urbani – ministro per i beni e le attività culturali.

    Come operatrice museale e guida all’interno della chiesa rinascimentale della “Madonna delle Lagrime”a Trevi, con il compito di illustrare artisticamente e storicamente al visitatore l’affresco dell’”Adorazione dei Magi” 1521-1522 penultima opera del maestro Pietro Vannucci, ho vissuto questa mostra in maniera molto intensa. Come “addetta ai lavori”, per poter fornire un’informazione completa ed esaustiva al visitatore, ho dovuto certamente documentarmi in maniera attenta, questo mi ha permesso di conoscere il Perugino in maniera globale, approfondendone i dettagli artistici e biografici. Attraverso aneddoti documentati della sua vita, sono riuscita a svelarne il carattere e ad apprezzarne le sfumature.

    Il fatto di lavorare all’interno della chiesa rinascimentale della “Madonna delle lagrime”mi ha fatto vivere in “un tempo senza tempo”: passeggiare lungo la pianta a croce latina dagli enormi spazi vuoti e dall’alto soffitto, mi ha regalato delle sensazioni piacevoli e dei momenti personali, molto particolari e suggestivi. Lo stare a contatto con l’affresco del Perugino (da poco restaurato con incredibile professionalità), passare dei momenti sola, all’interno della chiesa, seduta di fronte alla cappella affrescata dal Maestro, mi ha fatto sentire una privilegiata, ho percepito l’esclusività di questo dialogo profondo ed intimo tra di me e l’opera. Mi sono sentita investita dalle vibrazioni che emanava la luce contenuta nei colori e nei volti “ultraterreni” della sacra famiglia.

    Personalmente è stata un’esperienza gratificante e dando voce ai tantissimi turisti ed estimatori del Perugino che hanno visitato la chiesa nel periodo della mostra, posso dire che esperienze di questo tipo sono da riproporre, con l’augurio di poter utilizzare la stessa formula itinerante.

    Ancora due lacrimedi Corinna Angelucci

    Collegamento al sito ufficiale www.perugino.it Ritorna alla pagina EVENTI Ritorna alla pagina

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  • Pio VI

    Pio VI

    Giannangelo Braschi di Cesena

    1775 -1799

    Lo stemma di Pio VI si trova in molti documenti dell’epoca conservati in Trevi.
    Quello riportato a fianco orna la copertina del bel codice dipinto “Stemmi delle famiglie patrizie, 1787″, che fu compilato proprio per dimostrare che la “Terra” di Trevi era meritevole del titolo di “Città” anche per il gran numero di famiglie illustri che in essa dimoravano.

    Il 28 settembre 1784, con la bolla Apostolicae Sedis Pio VI reintegra in perpetuo Trevi al titolo e agli onori di Città.

    Ne 1782, l’11 giugno, il Papa aveva sostato nell’antichissimo ospedale di S. Tommaso in occasione del ritorno del suo viaggio a Vienna, alla corte dell’imperatore Giuseppe II.

    Trevi, Archivio comunale - Stemma di Pio VI

    Ritorna alla Ritorna alla pagina STEMMI

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  • Le porte

    Nel corso dei secoli, lungo la

    cerchia murata

    , furono in uso diverse porte.

    Nella primitiva cerchia romana se ne possono individuare tre. Una, in via del Fiscale, non più in uso da tempo immemorabile, è perfettamente intatta, una è stata modificata nella ricostruzione del 13° secolo (arco del Mostaccio) e della terza si trovano tracce alla fine di via dell’Orticaro verso via S. Francesco. La quarta, se mai esisteva, dovrebbe essere stata inglobata nelle costruzioni a nord di fronte alla chiesa di S. Francesco.

    Trevi, Italy. La porta Nuova. Panorama degli oliveti a sudest.

    La

    Porta Nova

    dall’interno

    All’inizio del secolo con la demolizione delle mura prospettanti su Piazza Garibaldi furono abbattute anche la

    Porta Pia

    , ottocentesca, e la Porta del Lago.

    Attualmente ne rimangono sei, cioè: la Porta del Cieco, la porta della Strada Nuova (1857), la porta Nova, la Porta di S. Fabiano, la Porta del Bruscito e la Porta dei Cancelli.

    Trevi, Italy. Porta del Cieco.

    Porta del Cieco

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  • Processione notturna dell’Illuminata

    Foto della processione 2011 di Giovanni Bocchieri (https://sites.google.com/site/giobofiles001/home/la-processione-dell-illuminata-a-trevi-pg-_immagini) rimosso

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    Processione dell’Illuminata
    o di Sant’Emiliano

    .1

    2008 Segnalata da Folklore.it

    2005 -Segnalata da:

    LinkLavoro.it

    (pagina rimossa)

    TELEVIDEO – pag. 805

    (pagine rimosse)

    dal 27/12/04 al 15/01/05

    Programma 2015

    Altre notizie: le origini la storia, il percorso, usanze e tradizione.

    Trevi, Italy. Processione di S. Emiliano, uscita della statua.

    È sicuramente la manifestazione “in tempo reale” più antica dell’Umbria, potendosi far risalire all’alto medioevo o addirittura al tardo-antico.

    La sera del 27 gennaio, da sempre, alle 18,30 la statua del santo patrono viene portata processionalmente per le vie della città, preceduta dai labari, dai “cerei” e dal gonfalone, secondo un ordine di sfilata che si ripete da secoli, pur adattandosi ogni anno ad esigenze contingenti.

    I “cerei” o “ceri” sono apparati, portati da una o più persone a seconda della grandezza, con i simboli o i prodotti delle associazioni e delle imprese commerciali, artigiane e industriali (anticamente delle arti e delle corporazioni).

    Il percorso della processione ricalca il tracciato interno della seconda cerchia di mura castellane e pertanto è sempre lo stesso almeno dal 1264, anno in cui si effettuarono altri ampliamenti.

    Da tempo immemorabile si chiama l’Illuminata poiché, in un mondo rischiarato da deboli fiammelle, l’illuminazione straordinaria del percorso e di tutta la città era l’aspetto più appariscente della manifestazione.

    Con l’avvento della luce elettrica all’inizio del secolo, essendo le strade e le piazze già di norma illuminate più di quanto non sia mai stato, si ritenne necessario illuminare a giorno ogni angolo del percorso.

    Dopo continui aumenti potenza impegnata, dal 1997 si è limitato l’impiego dell’illuminazione elettrica per riproporre l’antica suggestione delle fiaccole.

    La manifestazione è di grande richiamo e giungono studiosi anche dall’estero (vedi in proposito la relazione di Tony Anderson di Melbourne)

    Trevi, Italy. Processione di S. Emiliano, lungo via Dogali.

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    al 1998 al 2001, essendo inagibile la chiesa di S. Emiliano a causa del sisma, la processione è partita e rientrata nella chiesa di S. Francesco.

    Nel 1999, a causa del maltempo, la processione è stata effettuata alle 12 del giorno successivo, con percorso ridotto.

    A memoria d’uomo è la terza volta che la processione si fa nel giorno successivo per il maltempo.

    Nel 2000 non potendo transitare la statua per via Cavour ingombra di ponteggi per le riparazioni degli edifici danneggiati dal sisma, la processione ha seguito un percorso più lungo (via Fantosati – via dell’Angelo Custode – Via delle Fonti). Il percorso più lungo è stato seguito anche nel 2001 per il perdurare dei lavori della ricostruzione e nel 2002, quando tolti ormai i ponteggi per la ricostruzione, via dell’Asilo (o via Cavour) non era transitabile per il tentativo di restauro della deperitissima Annunciazi

    one sopra l’ingresso dell’antichissima chiesa di S. Bartolomeo, poi Asilo Infantile e poi abitazioni.Nel 2014 per minacciate avverse condizioni atmosferiche, la processione non ha avuto luogo né la sera della vigilia, né il giorno della festa. Nessuno ricorda un precedente analogo.

    Trevi, Processione di S. Emiliano
    Trevi, Processione di S. Emiliano

    Altre notizie sulla processione e sulla festa in un articolo di Tommaso Valenti del 1898. Ordine della Processione

    Ritorna alla paginaSANT’EMILIANO

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    Note

    1) T.C.I., Grande Atlante Turistico dell’Italia più bella, Vol. II, Touring Editore, Milano 2002, p.7

  • La porta di S. Fabiano

    É così detta perché vicina all’antichissima chiesa omonima, di cui purtroppo rimangono solo labili tracce.

    Prima della sua costruzione veniva utilizzata una porta meno imponente, ancora più vicino alla chiesa e ora disgraziatamente distrutta. Antica porta di S. Fabiano

    É la porta più a valle di tutta la cerchia muraria.

    Da essa si dipartivano due strade importanti verso ovest e sudovest.
    La prima, collegava Trevi ai castelli di Cannaiola (una volta Castelnuovo), Fabbri, San Luca, tutti di pertinenza di Trevi e proseguiva per Montefalco, Giano, Todi e la valle del Tevere. L’altra raggiungeva a Faustana il percorso naturale preistorico verso i valichi a sudovest e serviva a raggiungere i castelli trevani di S. Lorenzo, Picciche, Fratta e S. Giovanni. Incrociava inoltre la consolare Flaminia verso la direzione più frequentata: Spoleto, Terni, Roma.

    Trevi, Italy. La porta di S. Fabiano.

    Attraverso questa porta quindi passavano tutti i lavoratori agricoli che andavano a coltivare le terre del piano, ma era anche la porta che per prima si presentava a chi si avvicinava a Trevi da valle con intenzioni poco pacifiche. Per questo motivo è ben munita con opere militari, che tuttora le conferiscono un aspetto molto suggestivo

    Trevi, Italy. La porta di S. Fabiano, particolare.

    Particolare

    La porta di S. Fabiano, nell’estate del 1998, con le protezioni dopo la destabilizzazione creatasi con il terremoto.

    Trevi, Italy. La porta di S. Fabiano.

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  • La porta della Strada Nuova

    Viene chiamata anche la “Porta Nuova” ma è più corretto “Porta della Strada Nuova” per distinguerla da quella immediatamente più a valle, aperta nel 1654, che tuttora chiamasi “Porta Nova

    È la porta di più recente costruzione essendo stata aperta nel 1857 a seguito della necessità di costruire una strada più comoda per l’accesso a Trevi: la “Strada Nuova”

    Fu costruita su disegno dell’ing. Domenico Giannelli.1 di Terni.

    Poco dopo il 1950 furono “rifilate” le spalle della porta per guadagnare qualche centimetro onde permettere il più agevole passaggio di grossi autocarri moderni.

    Nella fotografia a lato si vede il primo autobus in servizio tra Trevi e la stazione ferroviaria, mentre era in sosta per far salire i viaggiatori.

    Sullo sfondo a destra si intravede il monumentale palazzo Natalini – Gizi. Sembra che la sistemazione della facciata sia dovuta allo stesso Giannelli o comunque sia stata ispirata dalla porta da esso costruita.

    Trevi, Italy - La porta della Strada Nuova

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    Note 1) Zenobi, Carlo, Storia di Trevi 1746-1946, Foligno, 1987, pp. 183, 184.
    All’ingegnere Domenico Giannelli, è intitolato un viale di Terni, a perenne ricordo della sua opera di sistemazione dei giardini pubblici di quella città. Tra le altre opere del Giannelli sono da ricordare la passeggiata delle mura di Collescipoli con la piantagione di gelsi ormai pregiatissimi e la sistemazione del Teatro Sociale di Amelia.

  • Raccolta d’arte

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    È stata aperta recentemente (ottobre 1996) nell’ala sud-ovest dell’ex Convento di S. Francesco, dal quale prende il nome.
    La riuscita ristrutturazione dei locali è stata curata dall’arch. Giuseppe Bettini che ha saputo convertire gli spazi esistenti in funzionali sale espositive. Curatore scientifico del Museo è il prof. Bruno Toscano.

    Particolare attenzione meritano le strutture architettoniche e le decorazioni pittoriche del Chiostro e della Chiesa di S. Francesco che sono parte integrante, eccezionale “contenitore” e piacevole complemento delle opere in esposizione.

    La raccolta comprende pitture e sculture, reperti archeologici, disegni e cimeli che qui si vanno ordinando, provenienti dalla ex pinacoteca comunale e dall’archivio storico.

    Visita guidata

    Si consiglia di iniziare il percorso di visita dalla

    sala dei “Fondi oro” al secondo piano.

    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Sala dei Fondi oro.
    Croce d’altare, tempera su tavola, di maestro umbro, affine al Maestro di Cesi, databile intorno al 1310, molto deperita. Adorazione dei Magi, di pittore fiammingo della fine del XV secolo, proveniente dal convento di S. Domenico. Personaggi di aspetto senile
    Trittico con scene della vita di Cristo. Opera del primo Quattrocento attribuita a Giovanni di Corraduccio.
    Proviene dalla chiesa di S. Croce in Piaggia. Reca i nomi dei committenti: Cicco Urighi e Jacobuccio di Mattia.
    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Giovanni di Corraduccio, Trittico (preview).
    Polittico, affine al Trittico, databile intorno al 1430, originariamente nelle cheisa di S. Francesco.
    Manca la parte centrale e pertanto l’opera era a cinque pannelli.
    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Polittico (preview).
    Croce portatile con la Madonna e S. Giovanni su una faccia e S. Francesco d’Assisi e S. Ludovico da Tolosa sull’altra.
    Deposizione, di pittore tosco-romano del 1520-30. Proviene dalla chiesa della Madonna delle Lagrime.Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Deposizione (preview).

    Al

    primo piano

    si possono ammirare le seguenti opere:

    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Sala dello Spagna.

    Cena di Emmaus, di pittore umbro marchigiano della fine del XVI secolo proveniente dal convento dei Cappuccini.

    Madonna con Bambino, S. Maria Maddalena e S. Caterina tela del primo quarto del sec. XVII, attribuita ad un pittore umbro-marchigiano.

    Personaggi in preghiera, parte inferiore di una pala di altare commissionata da Muzio Petroni per la Compagnia del Rosario nella chiesa di Sant’Emiliano. L’autore è forse Ascensidonio Spacca, detto il Fantino e risale agli inizi del ‘600.

    Assunzione della Vergine e Santi, tela firmata da Tommaso Maurizi e datata 1602

    Al centro della parete di fondo: Incoronazione della Vergine e Santi, magnifica pala d’altare di Giovanni di Pietro detto lo Spagna. Nella predella sono raffigurati S. Martino che divide il mantello con un povero e le Stimmate di S. Francesco. La tavoletta centrale, mancante dal secolo scorso, è stata segnalata da Federico Zeri nel 1969 nel museo di Tuxon, in Arizona. L’opera in origine era collocata sopra l’altar maggiore della chiesa di S. Martino.

    Ai lati dell’Incoronazione, sono collocate due tele, sempre dello Spagna, raffiguranti S. Cecilia e S. Caterina. Provengono dalla chiesa della Madonna delle Lagrime, ove ornavano la cappella di S. Alfonso, la seconda a sinistra entrando.

    Assunzione della Vergine e Santi

    di Vincenzo Turchi detto l’Orbetto. Grande, bellissima tela, restaurata di recente, “quadro senza tempo”. Dipinta a Roma e portata a Trevi intorno al 1640.

    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Vincenzo Turchi l'Orbetto, Assunzione (preview).

    Miracolo di S. Vincenzo Ferrer, probabilmente dipinto nel 1729 in occasione dell’erezione del nuovo altare intitolato al Santo nella chiesa di S. Domenico.La tela è attribuita ad un pittore della “cerchia dei Nasini”.

    Incredulità di S. Tommaso, del primo decennio del sec XVII, di un pittore romano. Proveniente dalla ex chiesa dei santi Tommaso e Lazzaro, sulla Flaminia.

    S. Francesco di Paola, anch’essa di un pittore romano della seconda metà del sec.XVIII. Originariamente forse nella chiesa dei Cappuccini.

    Uscendo sul loggiato che si affacia sul Chiostro, si può accedere alla Chiesa di S. Francesco.

    Nelle sale al piano terra sono raccolti vari oggetti che andranno a formare il Museo della Città e del Territorio in via di sistemazione.

    Giano Bifronte, testa in marmo del II sec.

    S. Francesco d’Assisi, piccola scultura di scuola toscana, del XVI secolo, proveniente dalla chiesa della Madonna delle Lagrime.

    Pluteale in travertino, del IX secolo.

    Disegni del Palazzo Comunale e del progetto del Gioco del pallone.

    Bolla papale con cui Pio VI, nel 1784, reintegra Trevi al titolo di Città.

    Dieci Tavolette votive, del primo Cinquecento, dipinte con tecniche diverse, provenienti dalla chiesa della Madonna delle Lagrime.

    La parete nord della sala d’ingresso è occupata da un grande affresco del secondo quarto del XIV secolo, staccato nei primi anni Cinquanta da un muro dell’ex chiesa del monastero di S. Croce. Rappresenta la

    Crocifissione, Madonna in trono con Bambino e Annunciazione.

    MUSEI

  • Raccolta d’arte Crocifissione1

    RACCOLTA d’ARTE di S. FRANCESCO

    Crocifissione

    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Crocifissione, affresco staccato.

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  • Raccolta d’arte polittico1

    RACCOLTA d’ARTE di S. FRANCESCO

    Polittico

    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Polittico.

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  • Raccolta d’arte Trittico1

    RACCOLTA d’ARTE di S. FRANCESCO

    Trittico

    Trevi, Italy. Raccolta d'Arte di S. Francesco. Giovanni di Corraduccio, Trittico.

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