Autore: Franco Spellani

  • S. Emiliano – Iconografia 1

    Sant’Emiliano Iconografia 1

    Trevi - Ex chiesa di S. Bartolomeo - S. Emiliano (Part. della Crocefissione) Trevi – Ex chiesa di S. Bartolomeo – S. Emiliano – Particolare della Crocefissione (1999) É l’ultima immagine del patrono conosciuta in ordine di tempo. Venne alla luce durante la ristrutturazione dell’ex chiesa e monastero di S. Bartolomeo nel centro storico negli anni ’90. L’affresco, raffigurante la Crocifissione, da cui è tratto questo particolare, potrebbe essere attribuito a Fabio Angelucci e datato intorno al 1570.
    Trevi -Chiesa di S. Maria di Pietrarossa - Altarino Trevi -Chiesa di S. Maria di Pietrarossa – Altarino (part.) – S. Emiliano (1985)Altarino attribuito a Mastro Rocco da Vicenza nella chiesa di S. Maria di Pietrarossa. La statuetta che raffigura S. Emiliano è stata trafugata e recuperata, sebbene non sia ritornata più in sede
    Trevi -Chiesa di S. Maria di Pietrarossa - Anta di armadio - S. Emiliano Trevi -Chiesa di S. Maria di Pietrarossa – Anta di armadio – S. Emiliano (1985)Nella sacrestia di S. Maria di Pietrarossa, fino a pochi anni addietro, esisteva un armadio dipinto con le figure di quattro santi. S. Emiliano è raffigurato con insoliti baffetti. Le pitture sono firmate: “Joa(nn)es Jacobi Tubiolus Urbinas Pingebat. Die XVII junii 16 . . “
    Trevi - Chiesa di S. Emiliano - Statua lignea Trevi – Chiesa di S. Emiliano – Statua ligneaStatua lignea che potrebbe risalire al XV secolo. Acquistata verso al metà del 17° secolo per essere portata nelle solenne processione dell’Illuminata. Sta nella navata destra della chiesa. Il suo piede è stato baciato da decine di migliaia di trevani. Nel 1751 venne fatta scolpire una nuova statua che viene custodita in un credenzone.
    Trevi - Chiesa di S. Francesco - S. Emiliano Trevi – Chiesa di S. Francesco – S. Emiliano -(Foto 1984 – Inedito 1998)E la più antica immagine affrescata di Sant’Emiliano, essendo riconducibile al 14° secolo (Nessi, Trevi e dintorni, Spello 1991, pag. 28). Si trova nella chiesa di S. Francesco, nella cappella Petroni o del Beato Ventura, alla destra dell’altare maggiore. É posta molto in alto e perciò di difficile osservazione. Necessita di ripulitura e di restauro.

    Questa deliziosa immaginetta è un particolare di un reliquiario del XII secolo ora al Victoria and Albert Museum di Londra!

    L’altezza della figura originale e di cm 9.

    Fu individuato dal prof. Toscano (Bruno Toscano, La Fortuna della pittura umbra e il silenzio sui primitivi, in Paragone, 1966, pag. 20) che pubblicò una fotografia monocromatica. La fotografia a lato è stata tratta da Spoletium, 1990.

    Non si sa dove fosse allocato in origine. La più antica memoria è di un catalogo della collezione Serafino Tordelli di Spoleto (1787- 1864) (Bianca Maria Fratellini, Collezionismo a Spoleto nel sec. XIX. La collezione Tordelli, in Spoletium nn.34-35, 1990, pagg.128 e seg.) collezione che fu dispersa nel 1868.

    Londra, Victoria and Albert Museum, Dittico reliquiario (part.) (da Spoletium, 1990)

    Londra, Victoria and Albert Museum,

    Dittico reliquiario

    (part.) (da Spoletium, 1990)

    Perugia,
    Galleria Nazionale dell’Umbria

    Polittico

    07X

    Meo di Guido da Siena, documentato 1319 -1334 Polittico di Montelabate,1315 ca.
    Proveniente dalla cheisa di Santa Maria di Valdiponte (abbazia di Montelabate) in comune di Civitella Benazzone. Tempera su tavola.
    Fanno ala alla Madonna con Bambino: a sinistra san Gregorio Magno e san Pietro;
    a destra, san Giovanni Evangelista e sant’Emiliano (Milian[us]), qui raffigurato con barba.

    Sia nel Reliquiario come in questo splendido polittico è evidente il mome Milianus

    Ritorna alla Ritorna alla paginaSant’EMILIANO

    023

  • Festa patronale di S. Emiliano 2024

    PERINSIGNE COLLEGIATA DI S. EMILIANO IN TREVI

    FESTA DI SANT’ EMILIANO 2024

    Vescovo e martire

    PATRONO DELLA CITTÀ E DEL COMUNE DI TREVI

    MERCOLEDÌ 24 GENNAIO
    Ore 12.30 Solenne Esposizione della statua di S. Emiliano TRIDUO DI PREPARAZIONE – DUOMO S. EMILIANO A TREVI
    MERCOLEDÌ 24 GENNAIO Ore 18 S. MESSA GIOVEDÌ 25 GENNAIO
    Ore 18 S. MESSA VENERDÌ 26 GENNAIO
    Ore 17 Adorazione Eucaristica e confessioni sacramentali
    Ore 18 S. MESSA
    SABATO 27 GENNAIO
    Ore 18 VESPRI SOLENNI Ore 18.30 STORICA PROCESSIONE DELL’ILLUMINATA
    LA CITTADINANZA È INVITATA AD ADDOBBARE E ILLUMINARE IL PERCORSO
    – Al termine presso la “Casa della Gioventù ” momento di festa insieme –
    DOMENICA 28 GENNAIO
    Ore 11 S. MESSA PONTIFICALE Presiede: S. E. Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo dì Spoleto – Norcia
    Offerta dell’olio, per la lampada votiva al Santo Patrono da parte del Comune di Trevi. Servizio liturgico – musicale a cura dei cori delle Parrocchie nel Comune di Trevi
    Ore 18 S. MESSA
    Benedizione e distribuzione dei ramoscelli d’ulivo in onore di S. ——————————- Emiliano
    VENERDÌ 2 FEBBRAIO
    Ore 17 S. MESSA DELLA CANDELORA con la partecipazione dei ragazzi della catechesi
    La Statua rimarrà esposta fino a Domenica 4 febbraio alle ore 12,30

    I Parroci

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    S.EMILIANO

    APPUNTAMENTI

  • S. Emiliano – Iconografia

    Sant’Emiliano Iconografia

    Sono pochissime le immagini di S. Emiliano. Esse sono quasi tutte in Trevi.

    Elenco delle immagini

    In Trevi
    Chiesa di S. Emiliano
    Esterno, Statuetta facciata EstEdicola di S. Reparata, affresco
    Esterno, Timpano del portaleVia Marconi, pittura sopraporta
    Statua lignea del ‘400Chiesa del Crocifisso in Piaggia, Statua lignea
    Statua lignea del ‘700Chiesa di S. Croce in Piaggia, Tela
    Tela dell’altar maggiore
    Pannelli della cantoria dell’organoEx chiesa di S. Bartolomeo
    Affreschi dell’abside nordest Crocifissione, affresco
    Affreschi della controfacciata
    Cero pasqualeChiesa e convento di S. Martino
    Statuetta lignea del GonfaloneCappella di S. Girolamo, Affresco
    Chiostro, Affresco (Tondo)
    Chiesa di S. Francesco
    Cappella Petroni, affresco.
    Cantoria dell’organo, tempera su legno
    Nel territorio del Comune
    Chiesa di Pietrarossa, Statuetta
    Chiesa di Pietrarossa, Anta dell’armadio (asportata)
    Bovara, loc. Alvanischio, Edicola in casa Favetta
    Fuori Trevi
    Perugia, Ripa, Altare in ceramica
    Perugia, Galleria Naz. dell’Umbria -Polittico
    Londra, Victoria and Albert Museum, Dittico reliquiario
    Foto antiche
    La Statua (ca. 1930) N. Scaringi

    Ritorna alla Ritorna alla paginaSant’EMILIANO Le Immagini

    302

  • Olivo di Sant’Emiliano

    Età – Datazione

    Che l’Olivo di Sant’Emiliano sia molto vecchio, si vede.

    Che Sant’Emiliano sia stato legato a quell’olivo, si accetta per fede.

    Che l’età dell’olivo possa risalire all’età dei fatti narrati nella “Passio Sancti Miliani” ce lo può confermare la scienza.

    1 Dendrocronologia

    Il sistema universalmente riconosciuto per risalire all’età di un albero, cresciuto in una zona climatica in cui sia scandito il susseguirsi delle stagioni, consiste nel conteggio degli anelli di accrescimento. Il metodo, ormai consolidato da oltre un secolo di positive applicazioni, fu inizialmente usato in archeologia, poi esteso alla biologia con risultati straordinari.

    Infatti l’accrescimento annuale dell’albero dipende dalle più o meno favorevoli condizioni stagionali e pertanto alberi di una stessa zona presentano analoghe successioni dello spessore degli anelli.

    Se questa teoria fosse applicabile al nostro caso, saarebbe estremamente facile esaminare i due alberi, di Trevi e di Giano, non solo dal conteggio degli anelli, ma addirittura cmparare la successione dei differenti spessori, giacendo gli alberi nella stessa vallata.

    Purtroppo, il sistema non è applicabile nel nostro caso per il fatto che l’olivo in questione non ha più il nucleo centrale del tronco, il cuore dell’alburno e pertanto la tecnica può essere applicata soltanto agli strati esterni, cioè agli anni più recenti, per i quali abbiamo una buona conoscenza storica

    2 Dimensioni del tronco

    Un’indicazione abbastanza attendibile, anche se approssimativa, dell’età dell’albero può essere fornita dal diametro del tronco.

    Mentre la successione degli anelli dà un’indicazione esatta della successione delle stagioni, la dimensione assoluta degli anelli e quidi il diametro totale del tronco, dipende anche dalla specifica cultivar, dalla composizione chimico-fisica del terreno e addirittura dai sistemi di coltivazione, anche se questi ultimi non dovrebbero essere influenti per periodi talmente ampi come quelli in esame.

    3 Analisi al Radiocarbonio

    La tecnica, tra le ultime e più sofisticate messe in atto, è perfettamente applicabile per organismi databili entro il periodo temporale in discussione. La difficoltà consiste nella scelta dei campioni da esaminare poiché, mancando completamente la parte centrale e più antica dell’albero, aggredita dai parassiti e asportata con la tecnica della “slupatura”, occorre prelevare il materiale da analizzare esclusivamente dall’apparato radicale ove possono ancora trovarsi porzioni di legno più antico, obiettivamente di difficile accesso, ma è l’unica opzione possibile, sebbene non possa escludere che in altra parte delle radici possa trovarsi del materiale ancora più antico.

    Recentemente alcuni ricercatori, ai più alti livelli nei propri settori, hanno condotto ricerche sistematiche nella datazione dei più longevi olivi dell’Italia centrale arrivando a conclusioni sorprendenti per l’olivo in questione potendolo datare a 1830 +/-260 anni prima dell’estrazione del campione (1995 ?), da collocarsi cioè tra il 96 a.C. e il 425 d.C.

    Questa età è straordinariamente interessante perché finora si riteneva che l’età massima degli olivi – a questa latitudine – non potesse superare i 1500 anni.

    Infine quest’albero ha caratteristiche tanto straordinarie da stupire gli stessi autori della ricerca, i quali hanno preso in esame anche vari altri olivi, a Macciano di Giano (anch’esso ultramillenario) a Bazzano di Spoleto, a San Tommaso di Spoleto e a Cesi, ritenendo questi ultimi due affini al Nostro da far ipotizzare una varietà primordiale.

    1

    4 Testimonianze storiche

    Purtroppo, a distanza di quasi due millenni, è estremamente improbabile trovare testimonianze che possano identificare con precisione l’albero di cui si parla.

    Per l’Olivo di S.Emiliano, la testimonianza di un documento antichissimo, quale la “Passio sancti Miliani martiris” ci dà un’indicazione inequivocabile sulla presenza dell’olivo nel territorio, ma non può essere dirimente sull’esistenza di quell’albero particolare.

    Tutti gli autori successivi si rifanno alla Passio, ma fino alla seconda metà del’700 nessuno ci dice che l’olivo ancora esisteva all’epoca dello scritto o che sta a Bovara.

    La Passio narra che l’esecuzione del Santo avvenne “in loco qui dicitur CARPIANI”.

    La località Carpiano (passio), o Carciano, (toponimo attualmente di uso corrente) o, come è descritta in mappa, Corciano, sta 700 m più a sud dell’olivo, e precisamente al confine – contestato – tra Bovara e Pigge. In località Corciano è sita la Villa Alessandrini Petrucci che, su una delle pareti verso la strada, ha in bella vista la lapide appostavi in occasione del passaggio del corteo che riportò a Trevi le reliquie del Santo nel 1935. Il proprietario dell’epoca, Guido Alessandrini Petrucci, era un personaggio molto in vista a Trevi (forse proprio per questa sua notorietà fu assassinato in un’azione partigiana nel 1944). Possedendo la grande casa proprio in località Corciano, si ritenne in dovere di partecipare attivamente ai festeggiamenti, ritenendo che nei pressi della sua casa si fosse consumato l’ultimo atto del martirio.

    In occasione della traslazione delle reliquie, un colto sacerdote locale, D. Aurelio Bonaca, fece stampare una sintesi adattata della “passio” (reperibile in rete alla pagina http://www.protrevi.com/protrevi/SEmilMartirio.pdf )

    e si sentì in dovere di gratificare la partecipazione entusiastica del Petrucci pubblicando la fotografia della sua casa (fig.3)

    Nell’opuscolo del Bonaca è pubblicata la fotografia dell’olivo (opera del fotografo ufficiale di Trevi Nazzareno Scaringi): la foto più antica finora conosciuta, sebbene riprodotta tipograficamente e pertanto priva dei particolari più minuti ( Fig.2)

    Il Bonaca addirittura forza un po’ la descrizione della Passio facendo coincidere l’ubicazione dell’ulivo a tre miglia da Trevi. L’autore, secondo una sua teoria ancora in discussione, ritiene che la Trevi antica, il castrum romano, sia sempre stata sul colle ove giace tuttora, mentre altri autori la collocano in località Pietrarossa. E “circa tre miglia” indica invece la distanza dell’olivo (Località Carpiano – Corciano) da Pietrarossa. In ogni caso però “un terzo di miglio” di distanza dal fiume Clitunno, potrebbe andar bene sia per il moderno toponimo Corciano, sia per la zona dove esiste l’olivo in questione.

    Lo stesso Bonaca, pur pubblicando la fotografia dell’olivo, non asserisce però che quello sia l’olivo del martirio, anche se una tradizione immemorabile, consacrata anche nel nome, lo ritiene tale.

    Il Mannocchi (1875) per primo colloca la località Carpiano nella zona di Bovara e il Bonaca, compendiando tutte le considerazioni degli autori precedenti, nel collocare il luogo del martirio nella zona di Bovara, ne dà anche una spiegazione teologica. Nell’antichità classica era considerato sacro il territorio bagnato dal primo tratto del Clitunno, a sua volta sacro, tanto che vi esistevano tempi e sacelli ( vedi anche http://www.protrevi.com/protrevi/memfra03.asp ) e perciò era il luogo preferenziale per sacrificare un irriducibile infedele.

    L’autenticità e l’età della Passio è molto controversa, nonostante l’incrollabile fede di Carlo Zenobi, che per primo (1996) ne ha pubblicato il testo e la versione italiana.

    Una moderna tendenza alla dissacrazione poi, si vanta di contestare anche l’esistenza di S. Emiliano.

    Ma un recente episodio depone a favore dell’autenticità del racconto.

    Di santi con il nome Emiliano se ne trovano una mezza dozzina nell’Italia e in Provenza. Ma il santo di Trevi si Chiama MILIANO: con tale nome viene citato nella Passio e con tale nome viene indicato fino a tutto il secolo XV.

    Solo nel Rinascimento, un’intellighenzia snob lo trasforma in Emiliano, dal latino Æmilianus e la modifica non può che ingenerare ulteriore confusione.

    Quando nel 2003 si celebrò il 17° centenario della morte del martire, su invito dell’arcivescovo di Spoleto, venne a Trevi una delegazione della Chiesa apostolica armena (Ortodssi) , allorché si fece timidamente presente che il nome vero del nostro santo era in realtà Miliano ci si sentì rispondere candidamente che “MILIAN è un nome armeno”..

    Il racconto della provenienza di Emiliano dall’Armenia è stato tramandato per secoli più come una favola che come fatto storico, anche perché fino a qualche decennio addietro, per la quasi totalità della gente, l’Armenia era un “luogo della mente”, un riferimento biblico e non una precisa area geografica, come ben conosciamo oggi!

    Pertanto lo stesso nome Miliano testimonia l’inequivocabile origine armena del Santo.

    Non è quindi tanto azzardato pensare che la “Passio” abbia più attinenza ai luoghi e alla storia di quanto non le si attribuisca.

    Oltre qualsiasi considerazione deducibile dalla storia e dalla fisica, è suggestivo credere che, dopo l’abbandono dell’uso dell’olio nell’alimentazione del Medioevo, la grande attenzione dei trevani verso questa coltura e la conseguente grande rinomanza dell’olio di Trevi siano derivati anche da questa pianta che suscita ammirazione per il suo aspetto monumentale e che da sempre è legata alla memoria di S. Emiliano, identificantesi con la stessa Trevi.

    2011/06

    -2023/04

    Ritorna alla Ritorna alla pagina APPUNTAMENTI ritorna alla pagina Olivo di Sant’EMILIANO

    Note

    ) Guido Bongi (CNR Perugia), Ligi Campatola (Uni Napoli), Giorgio Pannelli (Istit.Olivicoltua Spoleto), Luciana Baldoni (CNR Perugia).

    Eredità e valore degli Olivi Antichi,”EVO”

    , in “

    Le origini dell’olivicoltura in Toscana

    ”. San Quirico d’Orcia (SI): 2010. pagg 279 e segg.

    Lo studio portato a termine nel 2005 fu patrocinato dall’Accademia dell’olio e dalla Comunità Montana di Spoleto.

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  • Presepi per le strade 2019

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    15

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    20 – 21 – Via Orticaro

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    23-24-25 – Via dei Setaioli

    26 – Via Cavour

    I numeri evidenziati in colore indicano i presepi allestiti dall’Associazione Vo.La.

    Fuori pianta

    40 – Via De Gasperi – Strada “Panoramica” circonvallazione a monte – 200 m

    41 – Chiesa della Madonna delle Lacrime – Strada Provinciale – 400 m

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  • Presepi per le strade 2019

    Presepi per le strade 2023

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    A Trevi da oltre 30 anni si allestiscono spontaneamente presepi di diverse dimensioni in vetrine, cantine, ingressi o finestre, tutti comunque visibili dalla strada.

    L’iniziativa, nata timidamente in ambito parrocchiale, ha avuto subito numerose adesioni, tanto che attualmente, nel periodo natalizio, si possono ammirare decine di presepi “aperti” lungo i suggestivi vicoli del centro storico e della Piaggia.

    Il principio ispiratore di tale manifestazione è stata una rilettura più ampia dello spirito del Natale, che riporta ai veri motivi per cui Francesco d’Assisi realizzò per la prima volta la sacra rappresentazione: il presepio rivolto all’esterno vuole essere un segno di gioioso annuncio ai passanti e di sincero e più profondo augurio.

    Per poter esporre più presepi, specialmente quelli realizzati dalle varie classi delle scuole e da coloro che non hanno un affaccio sulla strada, fin dal 2007, una trentina di presepi vengono esposti nella suggestiva chiesa di S. Francesco.

    Nel programma dei “Presepi per le strade” l’Associazione VO.LA.TREVI ha allestito anche quest’anno dei presepi che hanno per tema la “

    NATIVITÀ NELL’ARTE ispirati a opere pittoriche e i presepi NEL TERRITORIO che propongono aspetti paesaggistici e presenze storico-artistiche specifiche del territorio, poco noti, ma altamente significativi per la storia
    La tecnica usata è varia, dall’utilizzo di materiale povero e di recupero del Presepe storico , ai manichini, a figure modellate a mano, alle sagome dipinte negli allestimenti più recenti: Chiesa Tonda e del Crocifisso. I fondali dipinti e le strutture architettoniche sono opera di volontari, mentre per la Natività del lavatoio ci si è avvalsi del lavoro di alcuni studenti e docenti dell’IIS “Sansi Leonardi Volta” di Spoleto.”
    “I costumi dei manichini sono stati messi a disposizione dai Terzieri del Castello e di Matiggia”

    (VOLATrevi)

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    9 – Via Dogali (Arco del Mostaccio)

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    Trevi - Clitunno, stampa
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    Trevi, City on a Hill

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  • Ricette a base di sedano

    Sedano nero di Trevi come gustarlo – 1

    Il sedano nero di Trevi

    Video Slow food

    Storia e tradizione

    Notizie storiche La sagra

    Mostra mercato Ricette

    Ne hanno parlato

    Relazione Castellini Trevi e Perugia, 2005

    Caratterizzazione Genetica Trevi, 15/10/2004

    Prodotto tipico Trevi, 15/10/2005

    Delegazione Università svedese – 2008

    Presentazione a La prova del Cuoco 2008 Al Salone del Gusto – Torino 2008

    Ne hanno scritto

    F. Francolini – Bacteriosi del sedano, 1928

    Gildo Castellini –Umbria Agricoltura 12/2003

    Nunzio Primavera in Campagna Amica

    AA.VV., Il Sedano Nero di Trevi – Un prodotto umbro di eccellenza -17/10/2008

    Il sedano è usato nella dieta mediterranea come condimento per aromatizzare le vivande.
    Solo a Trevi il sedano assurge all’onore di ingrediente di base per la preparazione delle più svariate ricette.

    98X-16X

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