Autore: Franco Spellani

  • Cattanei Lombardi – Fonti storiche

    I Cattanei Lombardi.1 di Trevi

    da una ricerca del Dott. Leonardo Dialti (1925 – 2007)

    1 – FONTI STORICHE

    I Cattanei Lombardi di Trevi – INDICE

    I Cattanei Lombardi e i Lombardi

    I Cattanei Lombardi a Trevi

    Esodo dei Cattanei Lombardi

    Documenti allegati Bibliografia

    La fonte storica basilare che ci ha rivelato l’esistenza dei Cattanei Lombardi di Trevi, sono tre Manoscritti, di cui in seguito parleremo tante volte: i più importanti sono le due pergamene dell’anno 1260, 25 Marzo, catalogati nel Reg. 48 (allegato 2) e Reg. 49 (allegato 1) dell’Archivio antico del Comune di Spoleto, e quello dell’anno 1254, 19 Giugno, Inventario fgl. 96, (allegato 3) dello stesso Archivio Antico del Comune di Spoleto ed oggi conservati presso l’Archivio di Stato di Spoleto. I lavori di tutti gli storici che successivamente li hanno ricordati partono dalla conoscenza di queste tre pergamene, senza la conservazione delle quali nulla conosceremmo dei nostri Cattanei Lombardi di Trevi.

    I Cattanei Lombardi di Trevi probabilmente vissero a lungo nella valle del Clitunno; la citazione storica successiva più antica e più facilmente accessibile è quella di Durastante Natalucci; la sua monumentale: “Historia Universale dello Stato temporale ed ecclesiastico di Trevi -1745”, solamente oggi è stata resa disponibile a tutti dalla attività di storico dell’Avv. Carlo Zenobi con la collaborazione di Franco Spellani. Il Natalucci, nella descrizione di alcune famiglie di Trevi, presenti nel 1745, indica anche quella della famiglia Lombardi, intorno alla quale scrive:

    “La Famiglia Lombardi della balia di S. Emiliano, di cui questo ne soggiunge il Campana:Nobiles Lombardi sunt Nobiles de Castri Ritaldorum et venerunt ex Volterra Aetruriae civitate hoc pacto: Anastasius Lombardus nobilis volterranus et heros Loctarii II Imperator petiit Trevium quando ipse Lotarius venit ad compescendum motus contra Innocentium coortus altero pontifice electo et ibi plantavit familiam de Lambardis et evasit nobilis et illustris famiglia, et, ultra alios viros magnificos, habuit cardinalem qui fuit vir officiosus et eruditus(2). (non dobbiamo in proposito dimenticare che Papa Onorio II nel 1127, aveva conquistato Trevi!). “E non solo da più secoli è stata nobile di cognome et arme, che scorgesi nella Chiesa di S. Emiliano e di S. Francesco, nella loro casa ed altrove; ma una volta ne fu ricca e potente e molto considerata dalla città di Spoleto, ravvisandosi che i suoi soggetti, nel 1258, cederno a Lei il Castello di Castel Ritaldi e l’altro contigui detto del Poggio. Del 1260 si pacificarono con essa venendo alle seguenti considerabili convenzioni”.

    E dal Natalucci viene trascritto il conosciuto manoscritto del 25 Marzo 1260 (allegato 1), di cui avremo più volte occasione di parlare, ma che per la verità riguarda i Cattanei Lombardi di Trevi e la città di Trevi e non quelli di Castelritaldi (di Anastasius Lombardus, per intenderci). È bene precisare che i cattanei lombardi di Castel Ritaldi sono invece compresi nel manoscritto del 1254, 19 Giugno, foglio 96 dell’Inventario, con i suoi allegati, il quale contiene elencati i nomi di detti cittadini che firmano la donazione del Castello di Castel Ritaldi e del Poggio, al Comune di Spoleto (allegato 3).

    Studiando l’elenco dei 37 nominativi di Castelritaldesi che firmano questa cessione, notiamo che solo due di essi, Bartholomeus d.ñi Manentis e Valterius Petrucci, si qualificano “lombardus de Castrolitaldi”, mentre tutti sarebbero dovuti apparire come Cattanei Lombardi od almeno Lombardi di Castel Ritaldi.

    Ma occorre fare due ulteriori precisazioni:

    1°) Non è possibile che gli 84 Cattanei Lombardi che figurano nei due manoscritti del 1260, riguardanti Trevi, siano tutti discendenti dell’Anastasius lombardus del 1137 da Castel Ritaldi: 84 cattanei sono 84 focolari e con i famigliari, almeno 300 persone! Anastasius non può in poco più di 100 anni avere già una tale discendenza diretta.

    2°) Nessuno dei Lombardi che figurano nel manoscritto del 1254, elencante cittadini di Castel Ritaldi, figura poi nei due manoscritti del 1260 (sei anni dopo).

    Nei manoscritti del 1260 è indicato chiaramente che: “d.ño Sivino d.ñi Philippi simi syndico et procuratori Capitan. Lombardorum et naturalium Capitan. Castri Trebi et ipsis capitan. Lambardis” e nella procura: «ab ipsis Capitaneis et lambardis, et a naturalibus filiis ipsorum»(3).

    La genealogia dei Cattanei Lombardi secondo il Campana dovrebbe essere quella riportata dal Natalucci, ma per questi citati motivi a me appare molto dubbia. La verità è che mancano ricordi storici precisi riguardanti la regione, relativamente al periodo dal VI al XIV secolo; dobbiamo riconoscere che anche Natalucci non disponeva nel 1730-1740 di molte memorie più di noi.

    Achille Sansi, nel XVIII secolo, con la sua attività di studioso delle memorie patrie spoletine, ha compiuto un’opera che è stata alla base di ogni studio di Spoleto e Trevi medievali, prima della volgarizzazione dell’opera del Natalucci.(4)(5)

    Più recentemente l’Avv. Carlo Zenobi ha compiuto un ulteriore studio raccogliendo tutte le conoscenze storiche su Trevi del dopo Natalucci, fino alla 2^ guerra mondiale; con altra pubblicazione ha raccolto anche tutte le memorie più antichefino al 1200 (vedi bibliografia).

    1) NATALUCCI, Durastante, Historia universale dello Stato temporale ed ecclesiastico di Trevi – 1745, a cura di Carlo Zenobi, con la collaborazione di Franco Spellani, Ed. dell’Arquata, Foligno, 1985, pagg. 773-776.

    2) CAMPANA, Fanusio, degli Uomini e Famiglie illustri d’Italia, nella biblioteca dei Filippini di Roma, al n° 23, lettera H, riportata in Natalucci, op. citata, bibliografia, foglio 1227, pag. 825. Il Capitaneo Anastasius Lombardus, cives volterraneus. Viene dichiarato “lombardus” ma porta un nome che potrebbe far sospettare una origine non Longobarda, né dell’Italia settentrionale, né toscana. Potrebbe essere di origine bizantina, detta comunemente anche greca. l’imperatore Lotario occupava evidentemente Volterra, già della Contessa Matilde, a dispetto degli Hohenstaufen che ne rivendicavano il possesso. Anastasius potrebbe essere volterrano, ma discendente da famiglie di comandanti bizantini che nel 1100 conservavano ancora punti di appoggio lungo le coste tirreniche. Perché quando l’Imperatore si accinge a rientrare in Germania (1134-35 circa),egli si reca a Castelritaldi, prossima alla regione chiamata Normannia? Ma è possibile anche che fosse Volterrano di nascita e considerato per questo lombardus. E perché non rimane a Volterra, o non segue l’Imperatore? A Castel Ritaldi sarà andato come pensionato, oppure inviatovi per un accordo fra il Papa e l’Imperatore? Trevi era sicuramente gastaldato ancora nel 1122. Nelle Carte del Monastero di Sassovivo, nell’anno 1141, si parla di “curte de trebi”. Oppure “Anastasius lombardus” aveva già legami di famiglia con i Cattanei Lombardi di Castel Ritaldi o di Trevi? Questa rimane la spiegazione più seducente: quando l’Imperatore rientra in Germania, egli raggiunge i suoi correligionari longobardi o lombardi che facevano gli agricoltori ed i castellani in alcune località della valle del Clitunno. Poteva anche provenire originariamente da Castel Ritaldi. Per inquadrare meglio le cose, riporto quanto è scritto nel Dizionario dei personaggi storici, AA.VV, editore Zanichelli, Bologna, 1961, pag.183, e riferentisi a LOTARIO II di Suplimburgo (1060-1137), Imperatore … fu a capo dell’opposizione sassone contro la Casa di Franconia, acerrimo avversario di Enrico V e di Federico di Waiblingen e di Hohenstaufen, duca di Svevia. Dopo la morte di Enrico V (1125), dal partito papale fu eletto Re di Germania nella Dieta di Magonza. Dopo aver sostenuto una lunga guerra contro gli avversari tedeschi, scese in Italia per cingervi la corona imperiale e risolvere il problema fra l’antipapa Clemente II, appoggiato da Ruggero II di Sicilia e Papa Innocenzo II, da cui ebbe in compenso la corona imperiale nella Basilica Lateranense (1133) e l’investitura dei beni Matildini. Tornato in Germania ottenne la sottomissione definitiva degli Svevi (1135) e poté tornare in Italia , dove rafforzò il dominio tedesco nell’Italia settentrionale e respinse Ruggero II il Normanno in Sicilia Nello stesso anno rientrerà poi in Germania, ove morirà. Per lo stesso personaggio vedi eventualmente anche Dizionario Universale del Medioevo,di Mattew E. Bunson.

    3) SANSI, Conte Achille, Documenti storici inediti in sussidio allo studio delle Memorie Umbre, Foligno, 1879, in edizione anastatica promossa dall’Accademia Spoletina nell’anno 1972, 2^ parte, pag. 312 e nota.

    4) SEVERI MINERVII, Spoletini civis, De rebus gestis Spoletinorum,atque antiquis monumentis Spoleti, è un manoscritto del 1600, che viene trascritto nel Sansi, A., Documenti storici inediti in sussidio allo studio delle memorie Umbre, Foligno, 1879,ed. anastatica 1972, a cura dell’Accademia Spoletina, pagg. 9-107. Non so se sia stato integralmente pubblicato dopo la trascrizione di Sansi. Sono comunque rare le citazioni riguardanti Trevi: a pag. 28 citazione del Duca Teopoldo (vedi nota di Sansi); a pag.34 problemi con Cammero e Ursano, e vengono citati: “et Lombardi nobiles treviates, qui tali cognomento dicebantur”; pag.46, fra le famiglie nobili di Spoleto ricorda solamente: “Ritaldi, a quibus Ritaldorum castrum dicitur”; a pag. 49, fra i castelli soggetti a Spoleto cita: “anno d.ni MCCLIII castrum Ritaldorum Spoletini habuerunt a Lambardis nobilibus de Trevio” (mentre, per la verità la ebbero dai Lombardi di Castel Ritaldi), a pag. 52 guerra fra Spoleto e Trevi con intervento di Perugia e Foligno a favore di Trevi.

    5) PARRUCCIO ZAMPOLINI, Frammenti degli Annali de Spuliti, dal 1305 al 1424, manoscritto, custodito all’Archivio di Stato di Spoleto, e trascritto anch’esso nel Sansi, Achille, documenti storici inediti in sussidio allo studio delle Memorie Umbre, Foligno, 1879, in edizione anastatica del 1972 a cura dell’Accademia Spoletina, pagg. 111-170. Fra le citazioni: pag. 111, pag.134 (1395) Trevani e Biordo Michelotti; pag. 168.: (1417) cita fra i “nobili di Castri litaldi – Johanni de ciccu de corrado de castiritalli, cum filiis parvulis”. Fra le numerose citazioni di cittadini, di Spoleto e di fuori, nessuna citazione di Trevani né di cattanei lombardi.

    Cittadini di Trevi e C.Ritaldi dal 1200 al 1325

    Ritorna alla Famiglia Lambardi

    072-5

    Note

    1) Nella epigrafia locale e in molti documenti è chiaramente adottata la grafia Lambardi, mentre in altri documenti si legge Lombardi. Posto che è già difficile distinguere in alcuni corsivi antichi la o dalla a, si consiglia al lettore non specializzato la massima prudenza nell’accomunare o separare le famiglie citate con le differenti grafie.
    Anche nell’italiano letterario si trovano le grafie Longobardi e Langobardi per indicare lo stesso popolo. (N.d.r.)

  • Cattanei Lombardi – Bibliografia

    I Cattanei Lombardi.1 di Trevi

    da una ricerca del Dott. Leonardo Dialti (1925 – 2007)

    Bibliografia

    I Cattanei Lombardi di Trevi -INDICE

    Fonti storiche

    I Cattanei Lombardi e i Lombardi

    I Cattanei Lombardi a Trevi

    Esodo dei Cattanei Lombardi Documenti allegati

    AA. VV. Le Carte dell’Abbazia di S. Croce di Sassovivo – dall’anno 1023 al 1231 – in VII volumi a cura di Cencetti, G. -Petronio Nicolai Giovanna, V. De Donato, R. Capasso, A. Bartoli Langeli, A. De Luca; attualmente sono stati pubblicati VII volumi, a cura della Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari dell’Università di Roma, Olschki, Firenze,1973-1983.*
    ALIGHIERI, Francesco Antiquitates Valentinae (Trevi) – Roma, 1537.*
    ARCHIVIO DI STATO DI PERUGIA – Msc. 24 FEBB. 1295 – Perg. N° 11 del Fondo Corporazioni religiose soppresse. Riguarda questioni sorte fra l’Abate Ruggiere del Monastero di S. Pietro in Bovara e gli Eremiti del dipendente Monastero di S. Croce in Valle dell’Aquila.*
    ARCHIVIO DI STATO DI SPOLETO Msc. 25 MARZO 1260 – Reg. fogl, 49 – “Federazione di Spoleto con i Cattanei Lombardi di Trevi”.* Msc. 25 MARZO 1260 – Reg. fogl, 48 -“Federazione di Spoleto con i Cattanei Lombardi di Trevi”.* Msc. 9 MAGGIO 1274 . Memor. fogl. 66 – “Ratifica condono e pace defin. fra Trevi e Spoleto, dopo i fatti di Cammoro ed Orsano”.*
    BALDACCINI, Feliciano Il msc. 257 alla Biblioteca Comunale di Foligno : atti di Corrado Trinci – in Bollettino Storico della Città di Foligno, XI.1987,pagg. 39-54.*
    BARTOLI LANGELI, Attilio Documenti della guerra fra Perugia e Foligno del 1253-1254, in Boll. della Deputazione di Storia Patria per l’ Umbria, LXIX, 1972, pagg. 1-44.*
    BARTOLI LANGELI, Attilio Codice diplomatico del Comune di Perugia, Deputazione Storia Patria per l’Umbria,Perugia, 1983-1991.*
    BARTOLI, N. e LATTANZI, Bernardino Gli Stemmi delle Famiglie “nobili” e “civili” di Foligno, in Boll. St: della Città di Foligno, XVII(1993), pagg.119-145.*
    BARTOLINI, Clemente Carteggio fra Clemente BARTOLINI e Ariodante FABRETTI – 36 fotogrammi di detto Carteggio scritto fra il 1840 ed il 1843 e riguardante anche i Podestà del Comune di Trevi – manoscritto con scrittura spesso di difficile interpretazione. *
    BATTAGLIA, Salvatore Grande Dizionario della Lingua Italiana, Utet, Torino 1975.*
    BELLUCCI, A. I Palazzi della Comunità di Perugia nel sec. XIII, in Boll. Deput. St. Patria Umbra, v(1899), 793-797. ( a proposito di. Di Madonna Dialdana di Perugia).*
    BENAZZI, Giordana note sui dipinti di facciata e sulle facciate dipinte nel centro di Trevi, in Boll. St. della Città di Foligno, XI (1987), pagg.440-447.*
    BIANCHI-GIOVINI, Aurelio Storia dei Papi , Bettoni, Milano , 1866, 9 volumi.*
    BONOMI PONZI, Laura Appunti sulla viabilità dell’Umbria antica, in Boll. St. della Città di Foligno, IX (1985), pagg. 327-343.*
    BRAGAZZI, Giuseppe Compendio della Storia di Foligno – Foligno, 1888, in anastatica Forni, Bologna.*
    BROZZI, Mario Una Croce aurea Longobarda scoperta nel territorio di Foligno, in Boll. St. della Città di Foligno, XIV (1990), *
    BUNSON, Mattew E. Dizionario Universale del Medioevo,Newton & Compton,Roma,2002, pag. 426.*
    CAMMAROSANO, Paolo Storia dell’Italia Medievale dal VI al XI secolo – Laterza, Roma-Bari, 2001.*
    CAMPANA, Fanusio Degli Uomini e Famiglie Illustri d’Italia, nella biblioteca dei Filippini di Roma, al n° 23, lettera H (cit. Bibliogr. Natalucci op. citata).*
    CAMPELLO, Conte Bernardino Historia di Spoleto, Roma, 1672, (parzialmente in ed. anastatica)*
    CAPASSO, Riccardo Libro dei Censi del Sec. XIII dell’Abbazia di S. Croce di Sassovivo, Perugia, 1969.*
    CAPPELLI, Adriano Dizionario di abbreviature latine ed italiane – Hoepli, Milano, 1973.*
    CECI, Getulio Todi nel Medioevo (487-1303) Todi, 1897.*
    DOMINICI, Giovanni La Via Flaminia per Ancona e la “Nuceria” degli Umbri e dei Romani, in Boll. St. della Città di Foligno, XXXIX (1942), pag. 5-101.*
    DORIO, Durante Historia della famiglia Trinci – Montepulciano, 1946.*
    ERMINI, Giuseppe Una Contrada “Normandia” nell’Umbria dei sec. XIII e XIV, in Studi in Memoria di Roberto Michels, in Annali della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Perugia, XLI (1937), e in estr. Padova,1937.*
    ERMINI, Giuseppe Aspetti giuridici della Sovranità Pontificia in Umbria nel sec. XIII° , in Boll. St. Patria per l’Umbria, XXXV (1937), pagg.. 5-28.*
    FABRETTI, Ariodante Biografie dei Capitani Venturieri dell’Umbria, Montepulciano, 1842*
    FATTESCHI, G. Memorie dei duchi di Spoleto, Ancona, 1801.*
    FUMI, Luigi Codice diplomatico della Città di Orvieto, Firenze, 1884.*
    FUMI, Luigi I Registri del Ducato di Spoleto (Archivio Segreto Vaticano – Camera Apostolica) a cura di Luigi Fumi – in Boll. Della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, volumi III-VIII, 1897-1902. *
    FUMI, Luigi Goti, Greci e Longobardi a Todi, da Boll. St. Patria Umbria, V (1907), 1,p. 47-80.*
    GASPARINI LEPORACE, Tullia Cronologia dei Duchi di Spoleto, in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, XXXV,1938,pagg. 5-68.*
    GATTO, Ludovico Il Medioevo – Newton & Compton,Roma, 2001.*
    GATTO, Ludovico Le Grandi Invasioni – Il Giornale – Biblioteca Storica – Milano -2005, in 8° – pag. 170.*
    GATTO, Ludovico Il Medioevo giorno per giorno, Il Giornale,Biblioteca Storica, Milano, 2006
    GATTO, Ludovico La Grande Storia del Medioevo, tra la spada e la fede,Newton & Compton , Roma, 2006.*
    GREGOROVIUS, Ferdinando Storia della Città di Roma nel Medio Evo, Romagna Ed., Roma, 1912, 4 vol. in 4° picc.,*
    GUERRINI Giuseppe e SENSI Prof. Mario Tre Comuni rurali ed i loro statuti : Colle del Marchese, Castel S. Giovanni e Castelritaldi, – Editrice Umbra,Perugia, 1985.*
    JACOBILLI, Lodovico Cronica della Chiesa e Monastero di S. Croce di Sassovivo – Foligno, 1653.*
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    MATTHEW, Donald I Normanni in Italia, Laterza, Bari, 1997.*
    MESSINI, Angelo e BALDACCINI,F. Statuta Communis Fulginei – a cura di Angelo Mesini, Deputazione Storia Patria per l’Umbria, 2 volumi, Perugia, 1969.*
    MONALDESCHI, Monaldo Commentari historici della Città di Orvieto – Venezia, 1634, in ed. Anastatica, Forni, Bologna,1984.*
    NATALUCCI, Durastante Historia Universale dello stato temporale ed ecclesiastico di Trevi -1745- a cura di Carlo Zenobi, con la collaborazione di Franco Spellani – Edizioni dell’Arquata, Foligno, 1985.*
    NESSI, Silvestro Una breve cronaca spoletina inedita del Duecento ed il “Memoriale Comunis” – nel Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria,vol. LXXX, 1983, pag. 221-265.*
    NESSI, Silvestro Trevi e dintorni – Guida turistica di Trevi e dintorni.con foto di Bernardino Sperandio – seconda edizione, curata da Carlo Zenobi, ed. Comune di Trevi,1991 con bellissime illustrazioni.*
    PARDI, Giuseppe Serie dei supremi Magistrati e Reggitori di Orvieto dal principio delle libertà comunali al 1500. – in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, vol. I° , 1895,pag. 337-415.*
    PARDI, Giuseppe Il Catasto di Orvieto dell’anno 1292 – nel Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, vol.II° , 1896, pag. 225-320.*
    PARDI, Giuseppe dal Comune alla Signoria in Orvieto – in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, vl. XIII (1907), pag. 397-454.*
    PERI, Illuminato La questione delle Colonie “Lombarde” in Sicilia, in Bollettino Storico-Bibliografico Subalpino, Torino, LVII (1959), pag. 254-280.*
    PIRRI, Pietro I Nobili di Alviano – Feudatari delle Montagne di Spoleto -nel Bollettino della Regia Deputazione di Storia Patria per l’Umbria,Perugia, X(1911),pag.125-132.*
    PROSPERI VALENTI, M. Virginia Corrado Trinci – Ultimo Signore di Foligno – in Bollettino Storico della Città di Foligno, LV (1958), pag. 5-185.*
    PRO TREVI Guida di Trevi, edita da Pro-trevi e dal Comune, 1991, con bella piantina della Città viario, indirizzi e telefoni utili ed illustrazioni.*
    ROSMINI, Carlo De’ Dell’Istoria di Milano, Monini e Rivolta, Milano, 1823, 4 vol. in 4° *
    SANSI, Achille Storia del Comune di Spoleto dal sec. XII al XVI – Foligno, 1879, edizione anastatica – Volumnia, Perugia, 1972.*
    SANSI, Achille Documenti storici inediti in sussidio allo studio delle memorie umbre, Foligno, 1879, edizione anastatica Volumnia, Perugia, 1972.*
    SASSI, Romualdo Rami fabrianesi degli Attoni umbri, in Boll. St. Patria Umbra, XXXVIII (1941), pag. 131-159.*
    SCALVANTI, Oscar Lo Statuto di Todi del 1275, in Boll. Storia Patria Umbra, III (1897), 325-372.*
    SCALVANTI, Oscar Statuto della “Societas Germanorum et Gallorum” in Perugia nel sec: XV°, in Boll. St: Patria per l’Umbria, V (1899), 3,589-626.*
    SENSI, Luigi Fulginia – appunti di topografia Storica, in Boll. St. della città di Foligno, VIII (1984), 463-492.*
    SENSI, Mario Lettere patenti di Corrado ed Ugolino Trinci (1383-1384) – in Bollettino Storico della Città di Foligno, vol. VII,1983, pagg.7-56.*
    SENSI, Mario Foligno e Terrasanta (sec. XI-XVII) – in Bollettino Storico della Città di Foligno, XIV, 1990, pag. 7-78.*
    SENSI, Mario bibliografia di Lodovico Jacobilli (1598-1664) – nel Bollettino Storico della Città di Foligno, XX, 1996, pag. 17-32.*
    SEVERI MINERVII De rebus gestis atque antiquiis monumentis Spoleti – in Sansi, Achille – Documenti storici inediti in sussidio allo studio delle memorie Umbre, Foligno, 1879, pag. 1-107. Ed. Anastatica 1972.*
    T.C.I. Guida verde “Umbria” – T.C.I., 2004.*
    TOCCACELI, Monica Abbazie lungo le vie dei Romei. L’esempio di S. Pietro di Bovara di Trevi – In Boll. Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, vol. XXI,1997, pag.757-774.*
    TABARRINI, Mario A Castelritaldi , fra Storia, Arte e Poesia, Foligno, 1986.*
    TROYA, Carlo Storia d’Italia del Medioevo, Stamperia Reale, Napoli, 1844.*
    VALENTI, Tommaso Le memorie autografe del procuratore fiscale Benedetto Valenti da Trevi – in Bollettino Storia Patria per l’Umbria, XXVII, 1924, pagg. 299-305.*
    VALENTI, Conte Dott. Tommaso Curiosità Storiche Trevane – Campitelli – Foligno – 1922 – in 16° – 160 pagg.*
    VALENTI, Tommaso L’Epistolario di Mons. Monte Valenti -governatore di Perugia e dell’Umbria (1574-1575) – in Bollettino Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, vol.XXXII, pagg.1-210.*
    VOLPE, Gioacchino Il Medioevo – Vallecchi, Firenze, 1926.*
    ZAMPOLINI, Parruccio Annali de Spuliti del Parruccio – msc. – in Sansi, Achille, – Documenti storici inediti in sussidio allo studio delle memorie Umbre, Foligno, 1879, pag. 111-194, ed. anastatica 1972.*
    ZANICHELLI Dizionario dei personaggi storici, AA. VV., editore Zanichelli Bologna, 1965. pag. 183.*
    ZENOBI, Carlo Durastante Natalucci, storico di Trevi – nel Bollettino Storico della Città di Foligno, vl. V,1981, pagg. 213-214. Vedi Durastante Natalucci.*
    ZENOBI, Carlo Storia di Trevi dal 1746 al 1946 – Edizioni dell’Arquata, Foligno, 1987.*
    ZENOBI, Carlo Trevi Antica – dal neolitico al 1214, Trabalza Editore, Foligno, 1995.*

    Cittadini di Trevi e C.Ritaldi dal 1200 al 1325

    Ritorna alla Famiglia Lambardi

    075

    Note

    1) Nella epigrafia locale e in molti documenti è chiaramente adottata la grafia Lambardi, mentre in altri documenti si legge Lombardi. Posto che è già difficile distinguere in alcuni corsivi antichi la o dalla a, si consiglia al lettore non specializzato la massima prudenza nell’accomunare o separare le famiglie citate con le differenti grafie.
    Anche nell’italiano letterario si trovano le grafie Longobardi e Langobardi per indicare lo stesso popolo. (N.d.r.)

  • Cattanei Lombardi e Lombardi

    I Cattanei Lombardi.1 di Trevi

    da una ricerca del Dott. Leonardo Dialti (1925 – 2007)

    3- I Cattanei Lombardi a Trevi

    I Cattanei Lombardi di Trevi -INDICE

    Fonti storiche

    I Cattanei Lombardi e i Lombardi

    Esodo dei Cattanei Lombardi

    Documenti allegati Bibliografia

    Solo recentemente e casualmente, in occasione di una visita a Trevi, mi sono procurato una piccola ben fatta Guida di Trevi, del Prof. Silvestro Nessi e Sandro Ceccaroni, edita negli anni passati (1979), e successivamente ampliata, aggiornata e migliorata, a cura dell?Avv. Carlo Zenobi, ed edita dal Comune di Trevi nel 1991 (19), in una bella veste tipografica e molto bene illustrata.

    In questa guida, di 134 pagine, vi sono naturalmente anche valutazioni storiche ed affermazioni che desidero riportare su questi appunti.

    Gli autori della parte storica della Guida, affermano: ?Una classe di nobili, forse discendenti degli antichi longobardi invasori (?cattanei lombardi?), abbastanza agguerrita, detenne a lungo il potere; ma nel 1260, vedendo che questo correva pericolo, si confederarono con Spoleto, includendo nei patti una clausola che vietava agli spoletini di fare concordia e pace con gli uomini del popolo(?cum hominibus de populo castri Trevii sine voluntate ipsorum?), e che non venisse consentita una comunanza diversa da quella esistente (?non permittet fieri aliquam conmunantiam de novo hominibus de populo dicti castri?)?

    ?Per uscire da quella pericolosa morsa rappresentata da Spoleto e da Foligno, Trevi nel 1285, si alle?con Perugia nella guerra contro i Folignati. Nel 1305, Trevi era contro Montefalco, che gli contendeva l?uso esclusivo delle acque del Clitunno, in guerra armata, che il Parlamento indetto in quell?anno dal Rettore del Ducato non riusc?a comporre. Nel 1310, i ghibellini di Spoleto, avuto il sopravvento nella loro citt?entrarono in Trevi dove pure cacciarono i guelfi; ma tre giorni appresso, truppe di Perugia e di Foligno espulsero i ghibellini e rimisero in auge la parte avversa. Il Comune di Trevi, come si vede, riusc?a conquistare la sua autonomia con uno sforzo notevole?.

    19) NESSI, Silvestro e CECCARONI, Sandro, Guida di Trevi, editore il Comune di Trevi, 2? edizione aggiornata a cura dell?Avv. Carlo Zenobi nel 1991, pagine 133,16?, molto ben illustrata da Bernardino Sperandio.

    Per quanto riguarda i Cattanei Lombardi di Trevi, dobbiamo il loro ricordo esclusivamente ai conosciuti manoscritti del 1260 (e del 1254 per quanto riguarda Castelritaldi), ed alla religiosit?con cui soprattutto Spoleto ha conservato questi manoscritti, (o comunque loro copie originali), a documentazione e giustificazione di ogni suo allargamento territoriale (20).

    In tutti questi manoscritti non sono nominati altri cattanei lombardi, all?infuori di quelli di Trevi e solamente due sono citati come ?lombardi? di Castelritaldi. Eppure sono decine i manoscritti spoletini che attestano le ?sommissioni? di cittadine, castra, castelli, territori, ecc.; questo conferma che con altri castellani dell?Umbria vi era una certa e mantenuta differenza di origine: i Capitanei Lombardorum, sono solamente gli amministratori della cittadina e del castrum Trebii.

    Auguriamoci che nel futuro codice diplomatico spoletino possano trovarsi altri manoscritti e cartule da cui desumere ricordi storici riguardanti tutti gli altri paesi del Ducato.

    20) E? importante osservare con quanta religiosit?Spoleto ha saputo conservare questa documentazione di manoscritti riguardante la documentazione storica che certificava come tante piccole localit?vicine, ed anche comuni pi?grossi come ad esempio Trevi, avessero chiesto di poter confluire politicamente nel Comune di Spoleto, con manoscritti notarili che venivano gelosamente conservati. Non v?era altra possibilit?di ricordare a tutti i posteri quanto era stato pacificamente stabilito localmente fra le varie popolazioni. La donazione di Costantino guidava?!

    Trevi, antico Castrum Romano, ? stato quindi successivamente ampliato e vissuto dai Cattanei Lombardi e dai Trevani dell?epoca. E? pacifico che Trevi, come viene ricordato nella conosciute Carte del Monastero della Chiesa di Sassovivo, negli anni 1085, 1103 e 1122 era sicuramente un gastaldato (21), ma i duchi lasciavano a tutti i paesi il diritto di governarsi con una certa indipendenza, avviandoli nel tempo ai consoli ed ai podest?

    Carlo Magno, una volta neutralizzato il Re longobardo Desiderio, ed avere acquisito il titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero e di Rex Longobardorum, impose alcune importanti sostituzioni dei governanti locali, ma in pratica lasci?pressoch?integro il sistema di governo locale minore longobardo.

    Trascorsi poi altri quattrocento anni, alla met?del XIII? secolo, per le variate condizioni di vita locale, la maggioranza di tanti piccoli Comuni della Valle, non riuscendo pi?a provvedere singolarmente al governo ed alla difesa, ha sentito la necessit?di una riunificazione difensiva allargata con i pi?potenti vicini, unendosi, come nel nostro caso, politicamente e difensivamente con quella cittadina che rappresentava l?antico ducato di Spoleto, e che era la pi?grande e pi?forte dell?Umbria inferiore.

    Trevi ha convissuto con i Cattanei Lombardi, Longobardi o Italiani Longobardizzati, o Lombardi che fossero, coltivando la terra e difendendosi solo contro i nemici esterni dal 600 al 1260, ben amalgamati con gli autoctoni. La buona commensalit?si ?nel tempo mantenuta per oltre 600 anni, lottando insieme solo contro gli invasori esterni e i delinquenti di ogni tempo; non c?era tempo da poter dedicare alla litigiosit?interna, ma occorreva difendere ogni cosa dagli aggressori esterni. Chi deve continuamente pensare a difendersi, come attestano castelli e mura, ha meno tempo per poter litigare! Poi la storia locale cambia: fino al 1260 avevano governato l?Impero e la Chiesa, che garantivano tanti diritti e difesa. Le macchine da guerra, le balestre, l?aumento della popolazione italiana e gli eserciti professionali in affitto renderanno indifendibili i territori che si appoggiavano al castelletto di campagna o alle citt?fortificate minori.

    Di rilievo storico il reperto del 1667: in occasione di lavori in piazza del mercato, fu trovato il cadavere di un guerriero con fibbie auree e croce aurea al petto, reperto di sepoltura certamente longobarda.

    21) AA.VV. – Le Carte dell?Abbazia e del Monastero di S. Croce di Sassovivo, dall?anno 1023 al 1231, opera monumentale in 7 volumi finora pubblicati, editore Olschki di Firenze dal 1973 al 1983. Vedi anche bibliografia. Non deve meravigliare la definizione di gastaldato negli anni 1085. 1103 e 1122. Carlo Magno, nel 776, per annientare la memoria dei longobardi, aveva diviso i dipendenti dell?Impero in conti, centenari e vicari, al posto di duchi, sculdasci e gastaldi. Il nome di conte rimase, ma le denominazioni di sculdascio e gastaldo mantennero un tale predominio su quelle di centenario e di vicario, perch?Pipino, Re d?Italia, le ritorn?ad uso legale, vivente ancora Carlo Magno (ci?nel Capitolario anno 806, c. ed altri). Questa notizia in Leo, Enrico, Storia degli Stati Italiani, vedi bibliografia. I? vol., pag. 87.

    La storia dal 500 al 1100 ?quella condensata da Carlo Zenobi (22). Nell?830 i Saraceni distruggono Foligno,Spoleto, Bevagna, Tadino, Assisi e Trevi.

    L?elezione di Lotario di Suplimburgo (1060-1137) ad imperatore era stata voluta nel 1125 da Onorio II?, che aveva scomunicato il suo avversario Corrado di Hohenstaufen nel 1128. Alle dipendenze dirette di Lotario II?, trattenutosi a lungo a Volterra, era ?Anastasius lombardus nobilis volterranus ed heros Loctarii II Imperator?, che noi gi?conosciamo, e che scelse come residenza Castel Ritaldi nel 1134.

    Nel 1214 ci fu la distruzione di Trevi da parte egli Spoletini,(con la connivenza del duca Teopoldo), e la successiva ricostruzione. Interessante a questo proposito rilevare che dove c?erano i Duchi, esisteva gi?una libert?politica comunale per determinate decisioni.

    22) ZENOBI, Carlo, Trevi antica dal neolitico al 1214, editore Trabalza, Spoleto, 1995, pag. 196-200.

    ?Sul principio del Febbraio 1221?.Onorio (Papa Onorio III?), pot? tranquillamente confessare che, con l?aiuto dell?Imperatore (Federico II?), ei dominava in pace sopra Spoleto, su gran parte della Contea di Matilde e sovra tutto il Patrimonium, dal ponte sul Liri fino a Radicofani. Frattanto la ribelle Marca di Ancona era concessa in feudo a Azzo d?Este, e questo feudatario, in nome della Chiesa, veramente la riduceva a soggezione? Citazione in Gregorovius, Storia di Roma (23).

    Invece nel 1228 Federico II? invade e danneggia Trevi perch?? guelfa.

    Nel 1235 Federico II?, ?a Foligno, che lo accoglie in festa. Poi nel 1236 Perugini, Orvietani e Spoletini riprendono il potere e riportano Foligno alla Chiesa. Nell?autunno del 1239 ritorna Enzo e ristabilisce il potere ai Ghibellini in Foligno, preparando il ritorno del padre Federico II?. La dominazione imperiale continuer? fino al 1254. Nel 1248 Federico appoggia i Folignati contro Nocera. Infine del 1249-1250 Federico II? si fermer?a Montefalco. Morir? poi improvvisamente nel 1250 nel Castello di Fiorentino in Capitanata, mentre si trasferiva nelle Puglie.

    23) GREGOROVIUS, Ferdinando, Storia della Citt?di Roma, ed. Romagna, Roma, 1912, 4 volumi in 4? piccolo, rifer, vol. II, cap. IX, pag.730..

    Qualche prestazione militare esterna era certamente fornita dai Cattanei Lombardi , evidentemente nei limiti legali accettati e concessi dall?epoca: in Fumi Achille, codice diplomatico del comune di Orvieto, (24), ho trovato riportato un manoscritto, che ?una ricevuta, numerata CXCVIII, datata 21 Giugno 1231, in cui sono nominati alcuni cittadini trevani che vengono pagati per le loro prestazioni militari a favore del Comune di Orvieto😕 occasione servitii quod fecerunt comunitati, et quia venerunt in servitium Civitatis et Comunis W. cum equis et armis?(allegato n? 5 ).

    Vengono elencati come cittadini trevani: Guglielmo ?Gualterii?, Pietro Ranaldo, Gilio ?Todini?, Martino ?Johannis?, e Giovanni ?Leopardi?.

    Fra questi vi ? Martino Johannis, Cattaneo Lombardo di Trevi, che ?elencato (trent?anni dopo) anche nei msc. LIII del 25 Marzo 1260, Reg. 49e 48 dell?archivio antico Comune di Spoleto, di cui abbiamo parlato pi? volte.

    In questi elenchi, il cavaliere in oggetto ?presentato come C. d.no Martino d.ni Johannis. La doppia anteposizione di dominus, indica senza ombra di dubbio che si trattava di persona molto in vista anche fra i Cattanei Lombardi suddetti, e di famiglia molto nota e forse anche facoltosa.

    Nel 1230 non era iniziata l?epoca dei soldati di ventura. La semplicit?con cui viene stesa la ricevuta in oggetto, costituente il manoscritto, indica come cosa normale che cavalieri, soldati in genere, ben preparati, (con dotazione di armi, cavalcature e aiutante accompagnatore, come era d?obbligo ai cavalieri dell?epoca), facessero prestazioni militari a pagamento in difesa della gente che militarmente non era preparata. Questo indica che i Cattanei Lombardi di Trevi, indubbiamente anche castellani degli antichi castra Trebii, si dedicavano inoltre a fornire quella che si chiama oggi assistenza militare alle cittadine vicine, anche molto importanti, come ad esempio Orvieto.

    24) FUMI, Conte Achille, Codice Diplomatico del Comune di Orvieto, Firenze,1884.

    Esiste poi un altro interessante manoscritto riguardante Trevi ed i suoi cittadini. E? quello riportato sempre da Achille Sansi,(25)A.. Si tratta del msc. LXIII , 1274, 22 Maggio titolato ?I Trevani danno mandato ad Alberico, di Benvenuto, di rimettere e condonare agli spoletini le offese che avevano loro recate pe? fatti di Camero ed Orzano, e a compromettere le differenze in alcuni Arbitri?, conservato come Memoriale fogl. 62 dell?antico Archivio del Comune di Spoleto (allegato 4/1). La nota a fondo pagina, precisa che a questo msc. segue il Memoriale fogl. 66 (allegato n? 4/2), nel quale viene anche data quietanza relativa ai 72 prigionieri trevani che erano stati catturati dagli Spoletini durante i combattimenti per Cammero ed Orzano. I 76 personaggi nominati sono cittadini trevani che chiedono di intavolare rapporti col Comune di Spoleto, per una pacificazione generale fra le due cittadine, contemplante anche la restituzione dei 72 prigionieri trevani, che non sono ivi elencati.

    Come ho gi? scritto, fra questi 76 cittadini trevani riportati nel msc. Memoriale 66 dell?archivio antico del Comune di Spoleto (anno 1274), vi ?un solo Cattaneo lombardo che figura negli altri msc. conosciuti, Reg. fogl. 49 e 48, datati 1260, 25 Marzo; questo Cattaneo Lombardo era allora indicato ?dom.no Sivino dom.ni philippi simi syndico et procuratori Capitan. Lombardorum et naturalium Capitan. Castri Trebii et ipsis capitan. Lambardis et naturalibus? mentre ora, trascorsi quattordici anni, nella nota del Memoriale fogl. 66, ?pi?semplicemente indicato d.no Sevino dom.ni phylippi?, e non viene indicato neppure come cattaneo o lombardo.Ma in ogni caso ?pacifico che dopo quattordici anni dalla firma del primo msc., il rappresentante dei Cattanei Lombardi di Trevi, anche se non viene pi?indicato come vice sindaco, ?pur sempre un personaggio in vista e considerato, cui poter affidare un incarico importante come questo. E? legittimo pensare che nel 1274, dopo 14 anni, i Cattanei Lombardi si fossero in parte gi?allontanati da Trevi, e pertanto anche l?azione militare dei trevani contro Cammero ed Orsano del 1274, sia stata ideata e condotta dalle nuove autorit?di Trevi, conclusasi infelicemente con molti morti e 72 prigionieri.

    Ma non conosco neppure documenti storici che permettano di confermare questa conclusione, o viceversa, che fossero i Cattanei Lombardi di Trevi i responsabili della rivolta per Cammero ed Orsano e delle sue conseguenze. In ogni caso dopo i manoscritti del 1260 non vengono pi?ricordati i Cattanei lombardi di Trevi.

    Ma ritorniamo alla fine del XI? secolo. Il Castellano minore non poteva pi? contrastare gli avversari, per le mutate condizioni legate al venir meno dell?Impero e dei Duchi di Spoleto, per l?aumento della popolazione e la maggiore libert?di tutti, per la progressiva affermazione del potere temporale della Chiesa, per il perfezionarsi dei mezzi di assedio. Il progresso civile e l?affermazione delle libert?comunali mutano le condizioni che nel passato avevano costretto anche le campagne a difendersi ed a riorganizzare tanti castelli. Ora si verifica la progressiva cessione di castelli e castellanie, a unit?pi?grandi e consistenti, i Comuni maggiori; tutti comprendono di non poter pi?esistere da soli e pertanto occorre appoggiarsi ad unit?pi?grosse e pi?facilmente difendibili. Bisogna anche constatare che i Duchi non avversavano la formazione dei Comuni, perch?i problemi che erano diversi dai propri, e indirettamente favorivano il mantenimento dell?ordine. Purtroppo l?epoca sar?poi travagliata anche dalla guerra civile fra Guelfi e Ghibellini, da bande armate e dal transito dei primi condottieri anche stranieri, da armamenti pi?pesanti che non permetteranno pi?la difesa e la resistenza della torre, del castelluccio isolato e delle cittadine isolate.

    25) SANSI, Achille, Documenti storici ecc, opera citata, pagg. 332-334.

    Leo descrive estesamente i problemi, che, sorti nel XII? secolo, portarono alla confluenza di molti abitanti dei minori centri urbani nei comuni pi? popolosi e pi?importanti, ed all?esodo, da questi centri minori, dei capitanei, dei piccoli conti e delle famiglie di parte della piccola nobilt?che ivi abitava (26).

    Sfogliando le pagine del Sansi (27), nella parte riguardante documenti del sec. XII?, vi ?un lungo elenco di manoscritti che attestano sottomissioni avvenute, nel tempo, molto prima di quella di Castel Ritaldi, ed ?doveroso riportarle perch?documentano il mutare delle umane cose verso la nuova entit?delle Repubbliche comunali:

    1178 il Castello di Morice dei signori Arcuri

    1180 la Rocca di Bazzano

    1180 Coccorone, cio?l?attuale Montefalco

    1190 Castello di Battiferro e le fortezze del Monastero di Ferentillo

    1201 Norcia

    1212 Castel del Lago

    1213 Castello di Clarignano. Nello stesso anno il Duca di Spoleto Teopoldo promette ai Consoli di Spoleto, la sottomissione di Trevi nel caso che gli stessi riescano a distruggere le fortezze del territorio di Trevi.

    1213 Fossato di Vico.

    1217 Castello e Rocca di Ferentillo e del Vallo di Nera

    1221 Cerreto

    1228 Collem sive castrum Bufani

    1229 Arrone

    1238 Rocca Acciarini

    1239 Castel Zizzoli, Castello di Cammero,Porcaria, Tre Fratte del Vescovo, Gozo e Transarico

    1241 conferma delle federazioni da parte di Federico II? al Comune di Spoleto

    1247 conferma delle federazioni anche da parte del Cardinale legato Capocci

    1254 Castel Ritaldi

    1258 Castelli di Mevale, Giove e Belvedere degli Alviano

    Nessuna meraviglia, quindi, se nel 1260, come risulta dai msc. n? 48 e 49 del 1260, 25 Marzo, anche i Cattanei Lombardi di Trevi chiederanno la ?Federazione con Spoleto? (allegato 1).

    Speriamo che fra gli antichi documenti del Comune di Spoleto ve ne siano altri non ancora volgarizzati e che in tanti altri manoscritti e cartule d’epoca si possa trovare qualche altro documento storico. Auguriamoci che (come gi?avvenuto per Perugia, che negli ultimi anni a cura della Deputazione per la Storia Patria per l?Umbria, ha pubblicato la bella opera del Prof. Bartoli Langeli, Codice Diplomatico del Comune di Perugia ? vedi bibliografia), venga realizzato presto un Codice diplomatico del Comune di Spoleto, arricchito da un altrettanto meraviglioso indice dei nomi, che porti molte importanti notizie storiche della regione. E? una cosa indispensabile, anche perch?la consultazione diretta degli antichi documenti ?divenuta sempre pi? difficile agli studiosi non professionisti. Anche se, in proposito, lo studio di Silvestro Nessi sul ?Memoriale Comunis?, in Boll. St. Patria Umbra, vol. XXX (1983), non mi sembra apra la possibilit? a ulteriori scoperte.

    26) LEO, Enrico, Storia degli Stati Italiani, Soc. Edit. Fiorentina, Firenze, 1842, I?vol., pagg. 272-278.

    27) SANSI, Achille, opera citata, Documenti ecc., pagg. 197-375.

    Cittadini di Trevi e C.Ritaldi dal 1200 al 1325

    Ritorna alla Famiglia Lambardi

    075

    Note

    1) Nella epigrafia locale e in molti documenti ?chiaramente adottata la grafia Lambardi, mentre in altri documenti si legge Lombardi. Posto che ?gi?difficile distinguere in alcuni corsivi antichi la o dalla a, si consiglia al lettore non specializzato la massima prudenza nell’accomunare o separare le famiglie citate con le differenti grafie.
    Anche nell’italiano letterario si trovano le grafie Longobardi e Langobardi per indicare lo stesso popolo. (N.d.r.)

  • Cattanei Lombardi

    I Cattanei Lombardi.1 di Trevi

    da una ricerca del Dott. Leonardo Dialti (1925 – 2007)

    INDICE

    Fonti storiche

    I Cattanei Lombardi e i Lombardi

    I Cattanei Lombardi a Trevi

    Esodo dei Cattanei Lombardi

    Documenti allegati Bibliografia

    I Cattanei Lombardi.1 Fonti storiche I Cattanei Lombardi e i Lombardi I Cattanei Lombardi a Trevi Esodo dei Cattanei Lombardi
    Allegati
    1. 1260, 25 Marzo, Reg. 49: Federazione di Trevi con Spoleto: trascrizione e traduzione – elenco dei Cattanei Lombardi di Trevi
    2. 1260, 25 Marzo, Reg. 48: Federazione di Trevi con Spoleto, trascrizione – elenco dei Cattanei Lombardi di Trevi – confronto fra i due elenchi
    3. 1254, 19 Giugno, Inventario fgl.96: Convenzione di Spoleto con Castelritaldi, trascrizione elenco dei cittadini sottoscriventi.
    4. 1274, 22 Maggio, Memoriale fgl.62, “per i fatti di Cammero ed Orsano”, trascrizione.
    5. da Fumi, A.,Codice diplom. Orvieto: quietanza a cittadini trevani
    6. Bibliografia

    Cittadini di Trevi e C.Ritaldi dal 1200 al 1325

    Ritorna alla Famiglia Lambardi

    072-5

    Note

    1) Nella epigrafia locale e in molti documenti è chiaramente adottata la grafia Lambardi, mentre in altri documenti si legge Lombardi. Posto che è già difficile distinguere in alcuni corsivi antichi la o dalla a, si consiglia al lettore non specializzato la massima prudenza nell’accomunare o separare le famiglie citate con le differenti grafie.
    Anche nell’italiano letterario si trovano le grafie Longobardi e Langobardi per indicare lo stesso popolo. (N.d.r.)

  • Frazione di Manciano

    Visualizzazione ingrandita della mappa

    Frazione montana del Comune di Trevi, a nord del capoluogo, al confine con il comune di Foligno.

    L’antichità dell’insediamento è attestata dal toponimo “prediale” e da numerosi frammenti di manufatti antichi sparsi un po’ ovunque.
    (v. resti di antica cisterna)

    Caratteristici della zona sono i boschi di castagni, purtroppo molto ridotti rispetto ai tempi passati per l’abbandono di questa coltura.

    Insigni monumenti medievali sono i ruderi della chiesa e abbazia di S. Stefano e la chiesetta di S. Martino

    ritorna alla pagina Frazioni e località

    06Y

  • Teatro – storia e tradizioni

    Il teatro Storia e tradizione

    Il Teatro Clitunno

    La Filodrammatica e i gruppi

    Le memorie di un filodrammatico

    di Augusto Bartolini

    Premio Città di Trevi

    Vedi anche Gli spettacoli rappresentati fino al 1950 >>>

    La tradizione teatrale a Trevi si perde nella notte dei tempi. Già in epoca romana si ha notizia di un teatro o forse addirittura due.

    Lo storico Svetonio, nella Vita di Tiberio narra che alcuni cittadini trevani ricorsero all’imperatore per dirimere una controversia per la destinazione di una somma avuta in eredità. I ricorrenti la volevano impiegare per costruire una strada, mentre era stata lasciata per fabbricare un nuovo teatro. L’imperatore acconsentì, ma il senato si oppose e pertanto si decise che venisse rispettata la volontà del testatore.1 L’autore non ci dice se poi il nuovo teatro venne realmente costruito (anche se all’epoca non doveva essere tanto facile contraddire una decisione di Roma, potrebbero essere intervenute altre circostanze ad impedirne la costruzione), ma se si parlava di un nuovo teatro, sicuramente ne esisteva già uno vecchio.

    Un documento epigrafico esistente nel Museo di S. Francesco conferma inequivocabilmente l’esistenza del teatro romano. Si tratta di un cippo in travertino che doveva fungere da base alla statua di Lucio Succonio. L’iscrizione, oltre a ragguagliarci sulle varie magistrature e gli incarichi ricoperti dal personaggio, attesta che il monumento fu eretto con il denaro raccolto da “scabillari anziani (veteres a scaena) della quarta decuria”. Gli scabillari erano suonatori di “scabillum” (letteralmente: sgabello) strumento a percussione che si applicava al piede. Se c’erano ben quaranta suonatori anziani di un solo tipo di strumento, il teatro non doveva essere nemmeno tanto piccolo.

    La letteratura locale ricca di opere teatrali, per lo più a soggetto religioso, dalla metà del ‘600 a tutto il ‘700

    2

    . E a quell’epoca risale una diatriba tra il Comune e la famiglia Valenti che gestiva un teatro all’interno del palazzo comunale e vantava dei diritti sullo stesso

    3

    Il Bartolini 4 dà notizia di teatrini tenuti da Religiosi al Collegio Lucarini, all’orfanotrofio di S. Bartolomeo, al convento di S. Martino e di un “Teatro Clitunno” in uso nel 1830, del quale non si conosce neppure l’ubicazione.

    La costruzione di un nuovo teatro a Trevi dette nuovo impulso alla locale filodrammatica che addirittura si costituì in società. L’attività teatrale coinvolgeva numerosissimi cittadini che, anche non prendendo parte attiva alla recita, collaboravano in vario modo offrendo mobili e suppellettili per le scene.

    Nel 1912 arrivarono a Trevi due attori di fama internazionale, Luigi Biagi e Giovannina Aliprandi, che fu maestra di Eleonora Duse. La Filodrammatica con simili maestri fece un notevole salto di qualità e prese il nome di Luigi Biagi quando, purtroppo dopo appena un anno, l’attore morì.

    Oltre che sede naturale per rappresentazioni teatrali ( prosa e lirica), questo luogo è stato, fin dalla costruzione il centro di aggregazione sociale per ogni tipo di manifestazione culturale o ricreativa. Sono memorabili

    i veglioni degli anni Trenta e Cinquanta

    , animati dalle più note orchestre e vedettes nazionali. Nel 1965 e 1966 ospitò i maggiori artisti italiani in occasione del

    Con alterne vicende la Filodrammatica resistette fino al 1954 (ormai la Televisione aveva iniziato regolari trasmissioni!) sostenuta dalla passione e dalla straordinaria cultura del compianto

    Augusto Bartolini

    , il cui nome è legato al monumento dello scibile nazionale avendo collaborato all’Enciclopedia Italiana per le voci del

    Teatro Americano

    .

    Nell’immediato dopoguerra sorse una seconda filodrammatica, organizzata e diretta da

    Mario e Ugo Bonaca

    , denominata

    I Periferici,

    poiché operava con attori prevalentemente abitanti nelle frazioni, certamente non meno bravi dei colleghi di città.

    Furono anni esaltanti e tumultuosi di simpatica emulazione, ma anche di collaborazione tra le due compagini che misero in scena alcuni lavori scambiandosi qualche attore.

    I Periferici

    ebbero vita breve per impegni fuori Trevi dei fratelli Bonaca, che ne furono ideatori, animatori e sostenitori.

    Nel 1945 e1946 si registrano applaudite

    “riviste” studentesche

    messe in scena dai giovani locali.

    Oltre alle innumerevoli benemerenze che le le filodrammatiche ebbero nella promozione umana e culturale degli attori e della cittadinanza, ci piace ricordare che Mario Bonaca riuscì a coinvolgere l’architetto futurista e scenotecnico cinematografico

    Virgilio Marchi

    il quale, oltre alle memorabili scenografie di varie opere teatrali legò il suo nome a Trevi con la stesura di progetti per la costruzione della scuola elementare di

    Bovara

    e l’ampliamento dell’Ospedale

    (inedito ’98)

    Trevi, Italy. Teatro Clitunno, Carnet di ballo

    Teatro a Trevi: storia e tradizione


    Note

    1)

    Svetonio,

    Vite dei Cesari – Tiberio, 31.

    [31] Quaedam adversvs sententiam suam decerni ne questus quidem est. Negante eo destinatos magistratus abesse oportere, ut praesentes honori adquiescerent, praetor designatus liberam legationem impetrauit. Iterum censente, ut Trebianis legatam in opus noui theatri pecuniam ad munitionem uiae transferre concederetur, optinere non potuit quin rata uoluntas legatoris esset.

    http://www.dracones.ro/?operatie=subiect&locatie=izvoare_latine&fisier=Suetonius_Caius_Tranquillus_-_Vita_Tiberi

    2)

    Natalucci,D. Historia… di Trevi, c. 1217, 1218, 1220, 1221, 1223, 1229

    3)

    Sperandio, B. Cronaca della costruzione del teatro Clitunno di Trevi in: Il restauro del teatro Clitunno di Trevi, Regione Umbria, s.d.-(1993?)-, pag. 17.

    4)

    Bartolini,A. Memorie di un filodrammatico, Assisi, 1971, pagg.10, 11.

  • Teatro – Veglione 1936

    Il teatro Storia e tradizione Il Veglione del 1936

    In alto, nel palco del sindaco, sopra la porta: Il secondo da dx è il dott.Filippo Dominici. Nel palco immediatamente a dx: Salvatore Falasca (Guardia comunale) e Signora
    In platea, seconda fila dal fondo, a Sx: Salvatore Zappelli, due uomini cin i baffi e davanti a loro Vincenzo (Cencino) Maggiolini.
    Fila ancora più avanti, da Sx: Antonio Falchetti che tiene sotto braccio Italia Falasca, Bettina Zenobi, uomo, donna, Delia Falasca,
    più avanti Pietro Giuliani (con camicione), Bice Zetti
    Da Dx, appoggiati alla parete: il secondo, di bassa statura: Alfredo Spellani (Paccaccia)
    In prima fila da Dx: il secndo uomo, con i baffi: Nello Bonaca e signora Angelina, altra donna, Pozzi (Agente commerciale dei Bonaca a Roma) e sgnora.
    (Foto: 18×24 di Anonimo, per g.c I.F.- La data 1936 è in contrasto con la presenza del sindaco Dominici nel palco comunale, poiché nel 1935 era subentrato il Commisario Balducci)

    Ritorna alla paginaTeatro: storia e tradizione

  • TREVI in Piazza 2009 – filmato sagra 1967

    Trevi in Piazza 2009

    Giovedì 20 agosto, ore 21 in Piazza Mazzini Proiezione del filmato storico

    Trevi e la Sagra del sedano e della salsiccia -1967

    Trevi in Piazza 2009

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    097

    Note:

    1)Notizia recente (2017): Non si sa più dove siano le caricature che furono esposte al museo! Per ora quello che ne rimane sono le capie in possesso dei soggetti ritratti e le riproduzioni in queso website.

  • Autori locali – Vera Cardinali

    Poeti locali

    Vera Cardinali

    Notte di Natale sul Clitunno(1)

    Ce qualcosa di magico questa notte sul fiume,

    la Grotta risplende di una grande luce.

    Maria si è fermata.

    È nato Gesù

    Bisbigliano gli alberi,

    mentre l’acqua scorre.

    Il vento lo culla,

    gli uomini accorrono.

    Il cuore ti parla, le lacrime scendono.

    Tutto il creato, in questa Notte si fonde

    in un bellissimo messaggio d’amore.

    E tu Gesù sopra quella paglia, mi dici:

    Io amo anche te.

    Autori locali Clitunno in Fiore

    Note:

    1) Cartolina edita dall’Associazione Amici del Clitunno. Natale 2003