Autore: Franco Spellani

  • La Banda musiacale

    La Banda Cittadina

    Pagina in elaborazione

    La Banda Musicale “quando più e quando meno, è sempre stata viva in Trevi.1

    Nel tempo più volte si sono costituite formazioni con denominazioni diverse: Concerto, Accademia Bandistica, Banda filarmonica, Fanfara, Dopolavoro bandistico …

    Alla fine degli anni ’40, alcuni elementi “storici” della vecchia banda disciolta durante la guerra si assunsero l’onere di formare un complesso bandistico nella frazione di Bovara, trascinando numerosi elementi locali. La “scuola” si impiantò nei locali della parrocchia e dopo alcuni mesi la banda si esibì in pubblico, dapprima per una festa a Bovara, poi nel capoluogo e successivamente in varie località.

    Durante il trasferimento a S. Lorenzo a bordo di un camion, l’automezzo si ribaltò causando molti feriti e la morte del più giovane suonatore, Piero Politi, a cui successivamente fu intitolata la banda. Ma ben presto anche questa formazione si sciolse.

    Negli anni ci furono vari tentativi di ricostituire la banda cittadina. Nel 2012 sembrò che alcuni volonterosi stessero per raggiungere lo scopo, ma poi non se ne fece più nulla.

    Finalmente, nel 2019, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e della Scuola si riuscì a mettere insieme una nuova formazione che, con la collaborazione di elementi esterni, debuttò ufficialmente per la festa del Patrono, la sera del 27 gennaio 2020.


    Santuario della Madonna delle Lacrime -Anno 1894 – Foto Floriani, Perugia

    Piazza Garibaldi – Ingresso Villa dei Boemi – primi ‘900 -Foto: ignoto

    Piazza Garibaldi -Scuole Elementari Anno: 1925 ca. –Foto: Nazzareno Scaringi – Trevi

    Piazza Garibaldi -Scuole Elementari -“Dopolavoro Bandistico, 27 Novembre 1932. XIFoto Nazzareno Scaringi – Trevi

    Fine anni ’30. Piazza Garibaldi – Foto sconosciuto – (Archivio A.Zappelli)

    Fine anni ’40. Foto sconosciuto – Archivio D Pietrantonio

    4/11/1950.- Trevi, Via Lucarini. La Banda “Piero Politi” di Bovara -Foto sconosciuto – Archivio D Pietrantonio

    Bovara – 1950 ca. (Sullo sfondo le scuole in costruzione)

    Banda cittadina in servizio per la festa di S. Rita in Piaggia -metà anni ’50 (foto V.Giuliani)

    Ritorna alla Ritorna alla pagina ASSOCIAZIONI 899

    Note

    1) Zenobi, Carlo: Storia di Trevi, 1746-1946, Arquata , foligno 1987, pag144

  • Ex Allievi Salesiani – Convegno annuale 1951

    Ex Allievi Salesiani del Collegio Lucarini Archivio fotografico

    Trevi: Collegio Lucarini

    Convegno degli ex allievi

    Fine anni ’50

    In alto, in piedi sul gradino: Fabiano Favetta, Luigi (Gigino) Brunelli, Augusto Bartolini, X, a dx del monumento: Carlo Zenobi, Sante Massaccesi, salesiano, don Fioretti.

    In piedi sulla strada: Mario Loretoni, X , Luigi Petessi, X , Don Berardi, Dante Zappelli, Sor Germano, Achille Cruciani, salesiano, Natalino (Lillino) Gaudenzi, Vincenzo Giuliani
    In ginocchio: X, Gino Fioretti, X, Giuseppe Gamberale (?)

    Altra posa dello stesso gruppo (incompleto)

    In piedi sulla strada: X , Luigi Petessi, X , Don Berardi, Dante Zappelli, Sor Germano, Achille Cruciani, salesiano, Natalino (Lillino) Gaudenzi, Vincenzo Giuliani
    In ginocchio: X, Gino Fioretti, X, Giuseppe Gamberale (?).

    NOTA: L’identifcazione dei personaggi è avvenuta dopo 60 anni! Chi fosse in grado di individuare i nomi mancanti o rettificare o chiedere eventuali cancellazioni dei soggetti ritratti ci contatti con l’e-mail

    Da Giorgio Bartolini, 2017

    Foto Luigi Brunelli (?)

    Ritorna alla

    065

  • Ex Allievi Salesiani – Convegno 2018

    Ex Allievi Salesiani del Collegio Lucarini Convegno annuale 10 giugno 2018

    Programma

    accoglienza degli ex allievi in PIAZZA MAZZINI (portico del Comune) ore 10 – Convegno presso il Circolo di Lettura g.c. (Piazza Mazzini)
    Ore 11,30 – S. Messa nella chiesa di S. Emiliano ore 12,30 – Saluto al monumento degli ex allievi caduti e foto di gruppo ore 13 – PRANZO presso il ristorante Il Terziere

    Alcuni ex allievi in Via Riccardi di fronte alla chiesa di S.Emiliano…
    Da sinistra: Sig.ra Tavani, Giambattista Thomas, Igino Tavani, Sig.ra Thomas, Luigi Donati, Guido Bartolini, Giuseppe Zeppadoro, Marcello Caponi,
    Giorgio Bartolini, Alberto Tosi, Piero Milei,FrancescoAntonini, Don Vittorio Albasini, Franco Spellani; mons. Oreste Baraffa.

    … e al monumento degli exAlllievi caduti

    Da sinistra: Franco Spellani, Luigi Donati, Piero Milei, Simona Philippa Spera, Marcello Caponi, Giuseppe Zeppadoro, Alberto Tosi, Don Vittorio Albasini,
    G. Battista Thomas, Guido Bartolini, Sig.ra Thomas, Giorgio Bartolini (parzialmente coperto) Francesco Bartolini, Alessandro Tabarrini, Sig.ra Tavani, Igino Tavani
    Era presente al convegno anche:
    Alfredo de Sanctis

    Sintesi della comunicazione di Don Vittorio Albasini : DON BOSCO AGLI EX ALLIEVI

    Pensieri di don Bosco agli Ex-Allievi il 24 giugno 1880, onomastico di don Bosco

    ANGELI – Ricordati che hai un Angelo per custode e amico.

    Invoca il tuo angelo nelle tentazioni. Lui ha più desiderio di aiutarti che tu di essere aiutato.

    Non ascoltare il demonio e non temerlo: esso trema e fogge al cospetto del tuo Angelo Custode.

    Se vi trovate in qualche pericolo di anima e di corpo, invocatelo. Io vi assicuro che l’Angelo Custode vi assisterà.

    Io godo assai nel sapere che voi vi regolate sempre bene, vivete da buoni cristiani e da cittadini onorati.

    Non dobbiamo meravigliarci di trovare degli ingrati. Anche tra i dodici apostoli ve ne fu uno, quantunque avesse ricevuto per tre anni l’educazione dal Maestro dei maestri.

    Il 13 luglio 1884. Convegno degli Ex-allievi a Valdocco. Tra essi tre giovani che don Bosco vide sonnecchiare davanti all’altare e che lui aveva invitato al catechismo nel lontano 8 dicembre 1841. Don Bosco parla con commozione al termine del convegno.

    “Vedo che molti di voi hanno già la testa calva, i capelli incanutiti e la fronte solcata di rughe. Non siete più quei ragazzi che io amavo tanto; ma sento che ora vi amo ancor più di una volta, perché con la vostra presenza mi assicurate che stanno saldi nel vostro cuore quei principi della nostra santa religione che io vi ho insegnato e che sono la guida della vostra vita.

    E poi vi amo ancora di più perché mi fate vedere che il vostro cuore è sempre per don Bosco.”

    FAMIGLIA – II più bel dono che possa fare Dio a una famiglia è un figlio sacerdote. Gesù prende il suo posto nella famiglia.

    CARITÀ – Dio ci ha messo al mondo per gli altri.

    COMUNIONE -Tutti hanno bisogno della Comunione: i buoni per mantenersi buoni, i cattivi per farsi buoni.

    Alcuni dicono che per fare la Comunione spesso bisogna essere santi. Non è vero. La Comunione è per chi vuole farsi santo. I rimedi si danno ai malati, il cibo si dà ai deboli.

    MIELE -Si pigliano più mosche con un cucchiaio di miele che con un barile di aceto.

    SALUTE – Dopo la grazia di Dio la salute è il primo tesoro. La salute è un gran dono del Signore.

    SISTEMA EDUCATIVO di DON BOSCO

    Questo sistema si appoggia tutto sopra la ragione, la religione e l’amorevolezza; perciò esclude ogni castigo violento e cerca di tenere lontani gli stessi leggeri castighi.

    VIRTÙ’ – Se non si fanno veri sforzi si diminuisce sempre di virtù.

    VISITA al SS. SACRAMENTO – Si vada ai piedi del Tabernacolo soltanto a dire un Pater, Ave e Gloria, quando non si potesse di più. Basta questo per renderci forti contro le tentazioni.

    VITA – La nostra vita è nelle mani del Signore, che è un buon padre: egli sa fino a quando ce la deve conservare.

    Considera ogni giorno come l’ultimo della vita,

    In questa vita abbiamo le spine e nell’altra le rose.

    VIZIO – L’ozio e la disoccupazione portano con sé tutti i vizi.

    Se il giovane è goloso, amante del vino, dormiglione, a poco a poco avrà tutti i vizi.

    MEGLIO – Il Meglio è nemico del bene.

    EDUCAZIONE – Ricordatevi che l’Educazione è cosa di cuore.

    ROSE e SPINE – Per cogliere le rose, si sa, s’incontrano le spine; ma con le spine vi è sempre la rosa.

    MARIA – Le madri terrene non abbandonano mai i loro figli. Così Maria, che tanto ama i suoi figli in vita, con quale tenerezza, con quale bontà non correrà a proteggerli, negli ultimi istanti, quando maggiore ne è il bisogno.

    Vi raccomando di dire ogni sera, prima di coricarvi, tre volte la seguente preghiera: “Cara Madre, Vergine Maria, fate che io salvi l’anima mia “

    ESPERIENZA – L’esperienza è una grande maestra.

    LOTTO – Ecco i numeri del Lotto: il 5, il 10, il 14.- Ecco la spiegazione: il numero 5 sono i cinque precetti generali della Chiesa; il numero 10 sono i 10 comandamenti; il numero 14 sono le 14 opere di misericordia. Giocateli e vi guadagnerete un tesoro infinito.

    Il Collegio

    Ex Allievi Salesiani

    Personaggi

    Monumento ai Caduti

    I convegni

    Le foto

    Ritorna alla

  • Proverbi Umbri di O. Grifoni

    Proverbi Umbri raccolti da Oreste Grifoni

    11 – LAVORO – OCCUPAZIONI VARIE – RICOMPENSE (pagg. 51-54)

    Nota:Tra parentesi acute < > è riportato il numero della pagina.

    1. – Chi laóra Iddio l’adora; chi non laóra va in malora.
    2. – Lu laóro de la notte se scopre lu jornu. I difetti di un lavoro fatto di notte appariscono chiari alla luce del giorno.
    3. – Lu laóro se chiama caccianoia.
    4 La soma lu cavallu doma. In senso figurato : il lavoro è un freno ai capricci dell’uomo.
    5. Chi non torce bene lu panno (bagnato) non l’asciuga drent’un annu.
    6. – Le faccenne de campagna in un giornu se ne ‘mparano centu.
    7. – A gniunu (ognuno) l’arte sia, lu lupo a le pecore.
    Tosc. – Chi vuol far l’altrui mestiere, fa la zuppa nel paniere.
    8. – Chi fa l’arte de lu padre ha la benedizione di Dio.
    9. – Chi para le pecore sia [sue] n’è pecoraro.
    10. – Impara l’arte e mittila là, quanno te serve la vai a pijia’.
    11. – Chi ha l’arte, ha parte.
    <52> Franc. – Qui a métier, a rente.
    12. – Chi sa più d’ u n’ arte, ‘nse more mai de fame.
    13. – Chi ‘nsa l’arte, serri la bottega.
    14. A chi lâora lu tempo passa prestu. Nullus agenti dies longus est. (SENECA : Epist. 112, 4)
    15. La ciôetta su la finestra, chi lâora co’ la canestra. La giovane oziosa sta in finestra, quella labo-riosa attende alle sue faccende.
    16. Fa’ e guastà’ (a furia di fare e guastare) si addiventa mâstri; – e – Co’ lo sbaja’ se ‘mpara.
    17. Li pitturi e li sculturi tuttu dì contano l’ore. Per mancanza di lavoro hanno molte ore di ozio.
    18. Medicu vecchiu e chirurgo (o barbiere) giovene.
    Lat. – Sit medicus senex, tonsor juvenis.
    Franc. – Jeune barbier, vieux medecin.
    19. Lu medicu e un boja pacatu. Fa morire, impunemente, molta gente che avrebbe diritto alla vita.
    20. L’oste non scredita lu vinu sia. Nessuno scredita i generi che tiene in vendita.
    21. Mulinari e fornari ‘nse moru’ mai de fame.
    22. Mercante d’oliu, mercante d’oru: mercante de vinu, mercante poverinu.
    23. Lu mulinaru de bianca farina, co’ l’occhiu guarda e la manu rampina (da rapio)..
    <53>
    24. Trista quella bocca ch’aspetta lu filo de la conocchia.
    Tosc. – Trista quella bocca che mangia con la conocchia.
    25. Quaranta mulinari, quaranta fornari, quarant’osti so’ centoventi ladri justi justi.
    Tosc. – Quaranta mugnai, quaranta beccai, quaranta sartori fanno cento e venti ladri.
    Spagn. – Cien sartrer y cien molineros y cien tejedores son trecientos ladrones.
    26. ‘Gni fatica spetta ‘l su meritu; – e – Lâuru fattu quatrini aspetta; – e – A uffa ‘n canta l’orbu.
    Franc. – Tout travail merite salaire.
    27. Prima se mête e pû se paca. Il lavoro deve precedere la ricompensa.
    28. Chi paca prima, paca du’ ‘orte (volte); – e – Chi paca prima è mal servitu.
    29. Chi vôle lu laôro malfattu, lu paghi anzifattu.
    30. Chi pija prima, pija du’ ‘orte.
    31. Chi fatica ‘na camicia; chi ‘n fatica due e tre; – e – Chi fatica magna e chi ‘n fatica magna e bêe.
    Tosc. – Chi fila porta una camicia e chi non fila ne porta due.
    Abruz. – Chi fatì’ magne, e chi non fatì’ magne e veve.
    32. Lu pane de lu sudore ha bon sapore.
    33. – Pochi tozzi e meno paternostri. Pochi sono i tozzi che si danno al povero e meno sono i paternostri che questi reciterà in ricompensa.
    <54> In genere quanto più si attenua un beneficio che si concede e tanto meno sarà l’entità della ricompensa che verrà data.

    205

  • Festa patronale di S. Emiliano 2020

    PERINSIGNE COLLEGIATA DI S. EMILIANO IN TREVI

    FESTA DI SANT’ EMILIANO 2021

    Vescovo e martire

    PATRONO DELLA CITTÀ E DEL COMUNE DI TREVI

    TRIDUO DI PREPARAZIONE – DUOMO S. EMILIANO A TREVI
    La statua di S. Emiliano sarà esposta da lunedì 25 gennaio a saabto 30 gennaio

    LUNEDÌ 25 GENNAIO
    Ore 17,30 S. ROSARIO
    Ore 18 S. MESSA MARTEDÌ 26 GENNAIO Ore 17,30 S. ROSARIO
    Ore 18 S. MESSA

    MERCOLEDÌ 27 GENNAIO
    Ore 17 Adorazione Eucaristica e Confessioni sacramentali.
    Ore 18 VESPRI SOLENNI

    LA CITTADINANZA È INVITATA AD ILLUMINARE LE FINESTRE COME DA TRADIZIONE
    GIOVEDÌ 28 GENNAIO
    Ore 11 S. MESSA PONTIFICALE Presiede: S. E. Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo dì Spoleto – Norcia
    Offerta dell’olio, per la lampada votiva al Santo Patrono da parte del Comune di Trevi.
    Servizio liturgico – musicale a cura dei cori delle Parrocchie nel Comune di TreviOre 15 presso la “Casa della Gioventù” giochi per banbini e ragazzi Ore 18 S. MESSA

    Vai alle pagine SANT’EMILIANO La storia e il culto La processione dell’Illuminata La festa Ritorna alla Ritorna alla pagina EVENTI Ritorna alla pagina APPUNTAMENTI

  • Famiglia Carrara

    Famiglia Carrara (Carrara -Rodiani -Della Porta)

    Nel 1760 la famiglia Carrara già risultava proprietaria di la Villa Fabbri, come riportato in una nota per le spese del miglioramento dell’acquedotto comunale.1.

    Il Conte Innocenzo Carrara sposa Maria Bartolini di Trevi, come da iscrizione nella tomba, nella chiesa di S. Martino, della figlia Laurina, nata e morta a Trevi (1798 – 1822)

    Giuseppe della Porta Rodiani ( 1773 -1841) cardinale.

    Laura della Porta Rodiani Carrara (1827 – 1899), figlia del Conte Filippo, Patrizio Romano, sposa nel 1852 il duca Giuseppe Caffarelli di Ancona [http://www.sardimpex.com/Files%204/CAFFARELLI.htm -non èpiù attivo 07/4 ]

    Conte Pietro Della Porta (1876) figura tra i “palchettisti” per la costruzione del teatro di Trevi.3

    Trevi, Chiesa di s. Martino Stemma Carrara - Bartolini

    Trevi, Chiesa di s. Martino S

    temma Carrara – Bartolini

    (608.13-12/6/02)

    Trevi -Archivio comunale - Stemma Carrara Rodiani

    Stemmi delle famiglie patrizie,

    1787 – Trevi, Archivio Comunale (foto 1996)

    .2

    Più propriamente questo stemma dovrebbe essere attribuito alle famiglie CARRARA – DELLA PORTA.

    Lo stemma a destra è del cardinale Giuseppe DELLA PORTA RODIANI

    da Araldica Vaticana

    Trevi, Villa Fabbri - Stemma Carrara

    Stemma Carrara

    – Villa Fabbri, Facciata sud

    (foto 7/99)

    553a29

    Trevi, Villa Fabbri - Stemma Della Porta

    Stemma Della Porta

    553a28

    Trevi

    , Villa Fabbri,

    Stemmi Carrara e Venturini

    (foto C.R.Petrini 1999)

    Trevi, Trevi, Villa Fabbr -Stemma Carrara e Rodiani (?)

    Trevi, Villa Fabbri, S

    temma Carrara e Rodiani

    Trevi, Trevi,Villa Fabbri - Stemma Carrara e Dela Porta

    temmi Carrara e Della Porta.

    Ritorna alla Ritorna alla pagina STEMMI 02Y-05X

    Note

    1)

    Zenobi, Carlo

    .

    Storia di Trevi 1746-1946

    , Todi, 1987, p.44

    2)

    – Tutti gli stemmi del volume sono ora riprodotti anche in:

    L’archivio comunale preunitario … di Trevi

    , (

    Quaderni della Soprintendenza archivistica per l’Umbria n° 19

    ), Perugia, 2005, p. 331.

    3)

    , Todi, 1987, p.230

  • Autori – Giovanni Battista Lalli

    Poeti locali

    Giovanni Battista Lalli.1

    da Poesie Nuove … dedicate all’Eminentissimo, e Reverendissimo Sig. Cardinal Borghese
    pag. 73

    A Monsignor CONTILORO, dando conto del suo arrivo al governo, e del bel sito, e pregi di Trevi

    Dopo l’espettative, e lunghe, e grevi,
    Vostra mercè, Mosignor Contiloro,
    Son giunto pur, in carne, e in ossa a Trevi. E pur ridotto al fin questo lavoro,
    Soscritta la patente BARBERINO,
    Con quella man, ch’io riverente adoro.
    Con quella man, ch’in vero hà del divino,
    In conceder gratie, hora che siede
    Al Santo Papa Urban così vicino.
    Fra un pelago di cure non mai stanco,
    (Crepi l’invidia) ei supera il valore
    Di due figli immortai d’Ostilio, e d’Arco.
    E converrà, ch’il Mondo un dì l’ardore,
    Mentre havrà bianco e venerando il crine,
    Come hor l’ammira di sua età nel fiore. A le prerogative pellegrine
    Torno di Trevi, che non son concesse
    Ad altre terra in questo human confine.
    Il Fondator di Trevi un sito elesse
    Il più bello, il più ricco, il più giocando,
    Che in questo Clima d’ogni intorno havesse.
    Che dico questo Clima? In tutto il Mondo
    Non potria trovarsi il più bel Cielo,
    E di Celesti grazie il più fecondo.
    Qui soverchio non è caldo, né gelo;
    L’aria è sempre salubre, e temperata,
    Né può la nebbia qui nuocerci un pelo.
    S’altrove infuria la stagione armata
    D’horrido ghiaccio, e con furor spaventa
    La sottoposta à lei fiacca brigata;
    Qui non è mai, che rigor troppo senta;
    E fra queste delitie, e casti amori,
    Vive la gente ogn’hor lȉeta a contenta.
    Questa da vari, e nobili Scrittori
    Città si noma, Emiliano il Santo
    Connumerato vien tra’ suoi Pastori.
    V’è la sua Chiesa, e di bellezze ha il vanto,
    Con Priore, e Canonici à l’Altare,
    Di ricco, adorno, di pretioso ammanto. Lontano poi, San Fabiano appare,
    Del titol pure di Priore adorno,
    Con paramenta sontuose e rare.
    V’è il ricco Monastero, ove soggiorno
    Fanno i Monaci illustri Olivetani,
    Cinto d’alte muraglie intorno intorno.
    Quivi l’Abbate con le sacre mani
    Sostiene il Pastorale, e il crin circonda
    Di mitra, intento a’ sacrosanti arcani. La Chiesa v’è magnifica, e gioconda
    De’ Canonici pij Lateranensi,
    Che d’ampie gratie in ogni tempo abbonda.
    E qui, con quel decor, che più conviensi,
    Ha il proprio Avello il Cardinal Valenti,
    Che Trevi ornò di benefitij immensi.
    Vi sono poscia al divin culto intenti
    Luoghi infiniti d’ogni sesso, e a gara
    Lodano Iddio con infocati accenti.
    Han qui d’olio e di vino una fiumara,
    Che à poco à poco si converte in oro,
    E doppioni ne cavano a migliara. Copia non v’è d’infruttuoso alloro,
    Ma pien d’Olivi, e à Cerer grato, e à Bacco,
    Un palmo di terren frutta un tesoro.
    Nessuno à Trevi mai di borsa è fiacco,
    E à la vendemmia grassa, & a la messe,
    Titti di matti scudi empiono il sacco.
    Venere quivi il proprio seggio elesse,
    Ma Vener casta. E al dilicato aspetto
    Di belle Donne il proprio volto impresse.
    Qui Giove e Marte han posto il proprio oggetto
    Ne gli huomini, valenti in toga, e in armi,
    E tutto il ricco è qui, tutto il perfetto,
    V’è una gran Torre, v’è di fini marmi
    Una bella fontana, una piazzotta,
    Che in ogni tempo più abbondevol parmi.
    E quivi ogni otto dì corrono in frotta
    Le genti forastiere à un bel mercato,
    E robba in quantità ci vien condotta. Quindici Ville ha Trievi avventurato,
    E con suoi forti, e ben munite mura
    Cinque Castelli in nobil sito, e grato.
    Io mai non finirei per aventura,
    Se volessi contar ciò, che ha di bello
    Questo sito per arte, e per natura.
    Ma taccio per non rompermi il cervello,
    E mi rivolgo à Voi, Monsignor mio,
    Su le vostre ali alzandomi bel bello.
    Voi d’erudition sembraste un Rio,
    Quando il gran BARBERIN Bibliotecario
    Vi diè sua vece, e il valor vostro aprio. De la Camera poscia Commissario,
    Mostraste co’l valore anco la fede,
    Che convien nel maneggiar l’Erario.
    Quindi il Padron, di gran giuditio herede,
    Segretario vi fè de la Consulta,
    Dove hor n’andate innanzi di buon piede;
    Ed io mi fermo; e pregovi, post multa,
    Che del Padrone à la beneficenza
    Mi raccordiate, s’alcun mai m’insulta,
    Scudo mi siate appresso SUA EMINENZA.

    08Y

    Autori locali

    Note

    1) Giovanni Battista Lalli di Norcia, 1572-1637 è un poeta italiano consciuto soprattutto per lo stile giocoso delle sue composizioni. Dottore in diritto, ebbe incarichi di governo in varie città dell’Italia centrale, fra cui Trevi e proprio nell’occasione dell’insediamento nella nostra città compose i versi qui riportati.

  • Galleria di immagini

    Galleria di immagini

    Numerose immagini da cartoline d’epoca in:

    http://www.flickr.com/photos/llrrap/sets/72157623610806377/

    La morfologia dell’abitato di Trevi è veramente particolare. Il viaggiatore che percorre la Falminia ne rimane colpito. Un tempo soltanto i pittori potevano permettersi di catturare questa visione con la loro arte. Ora, con la diffusione della fotografia, che ha raggiunto una perfezione tecnica assoluta associata ad una estrema facilità d’uso, ognuno può riprendere l’affascinante immagine di Trevi.

    Questa raccolta vuole riproporre le immagini più significative elencate, per quanto possibile, secondo l’ordine cronologico

    Trevi, Stampa del 1575 (Piccolpasso)

    Cipriano Piccolpasso, 1575

    Stampa inglese del 1832.

    J.D.Harding

    Trevi, Acquarello, 1918

    Acquarello, 1918?

    Trevi, Panorama, da Selezione del Readers Digest Nell’agosto del 1954 Selezione del Reader’s Digest pubblicò questa copertina. La foto è di J.D. Barnell – Selezione Il testo relativo, di Dino Bonardi, a pagg. 2 e 3 di copertina, recita: “Subito vivo è il fascino di Trevi….
    Trevi, Panorama, Calendario CAMPARICalendario CAMPARI, Agosto 1964. Foto probabilmente dell’estate 1963. Autore ignoto
    Virginia Ryan Acquaforte, 1997
    Salita verso trevi da SudTrevi – Panorama da Sud
    Trevi - Scorcio ideale - disegno a penna di Michela Giusti, 2014Trevi, Scorcio ideale, disegno a penna di Michela Giusti, 2014

    Trevi, Pastello di

    Carl Timner

    1

    06-105

  • Tommaso Valenti


    Valenti, Tommaso. 1928, La chiesa monumentale della Madonna delle Lagrime a Trevi, Roma: Desclée, pp.

    Ryan, Virginia. 2000, Where the cypress rises, Melbourne, pp. 309

    BCognome, Iniziale nome. Anno. Titolo pubblicazione. Luogo di pubblicazione, Editore.

    CCognome, Iniziale nome. Anno. Titolo pubblicazione. Luogo di pubblicazione, Editore.


    Aggiornato il: 14-01-21 .
    RIF.AUTORE. AnnoTITOLOargom.Citato danote
    Cavallucci, Francesco. 2006Viaggio in Umbria percorsi e mete del Sacro, Marsciano, Ed.La Rocca,Boll.DSPU,CIV, 2007,.388
    S. Nessi, Pagg. 108. 2^ edizione ristampata dal Comune, 1991
    Nessi, Silvestro. 1979 Trevi e dintorni,Spoleto, 1979.
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  • Borgo Trevi, La chiesa della S.Famiglia

    Frazioni e località: Borgo Chiesa della S. Famiglia

    Pagina in elaborazione

    Con l’aumento della popolazione, divenuta inadeguata l’antichissima chiesa di Sant’Egidio, nacque l’esigenza i una nuova chiesa.

    Il progetto a fianco, della fine degli anni ’30 del Novecento, fu redatto, per volontà dell’allora parroco di S. Croce don Aurelio Bonaca.

    Se ne ricavò anche una cartolina.1 , con la seguente didiscalia: Borgo di Trevi. Progetto del Prof. Ing. Comm. Giuseppe Guerra Baldelli per la nuova Chiesa del S. Cuore e per il Giradino di Infanzia (inedito 2006)

    Borgo Trevi, Progetto di una nuova chiesa, 1939

    Ma si dovranno attendere altri trenta anni prima di veder prendere forma la chiesa attuale.

    Borgo Trevi, Chiesa parrocchiale
    Borgo Trevi, Chiesa parrocchiale

    Frazioni e località 064

    Note

    1)

    L’esemplare da cui è tratto il disegno fu spedito da Trevi il 21/4/1943, con gli auguri di Pasqua dallo stesso don Aurelio Bonaca al Prof. Giovanni Bizzozzero Canelli di Cannara.