Categoria: Storia

  • d. Giuseppe Agostini -Bibliografia

    Mons. Giuseppe Agostini

    BIBLIOGRAFIA
    degli scritti a stampa del Priore Agostini.1

    1. Panegirico in onore della Natività di Maria. Nella Collegiata di Trevi, il giorno 8 Settembre 1878. Spoleto, Bassoni, 1878. In 16, di pagine 32.

    2. La teoria Manzoniana sul criterio della lingua, e i tratti principali dei «Promessi Sposi» dell’ edizione comparata, con una raccolta d’altri scrittori moderni. Trevi, Tipografia Nazarena, 1884. In 8, di pag. X-624.

    3. Parole dette sul feretro di Ulderico Guiducci di Foligno, alunno del collegio di Trevi. Trevi, Tipografia Nazarena, 1887. In 8, di pag. 8.

    4. Ricordo della predicazione del Padre Agostino da Montefeltro a Spoleto. 1891. Il Terz’ Ordine di S. Francesco. Canzone. Spoleto, Tipografia Bassoni. In 16, di pag. 8.

    5. Per la morte del conte Filippo Valenti. Epigrafi. Foligno, Tipografia S. Carlo, 1891. In 16, di pag. 8.

    6. Ricomposizione della Cappella di Mastro Rocco da Vicenza esistente in S. Emiliano a Trevi. Rapporto dei sopraintendenti al lavoro. Foligno, Stabilimento Gio. Tomassini, 1891. In 8, di pag. 18.

    7. Memorie del Professore Cavaliere Francesco Francesconi Politico, Filosofo, e Cittadino Benemerito. Foligno, Tip. S. Carlo, 1892. In 8. di pag. 44.

    8. In morte di Caterina Valentini in Spellani. Parole. 9 gennaio 1893. Foligno, Tip. S. Carlo, 1893. In 8, di pag. 16.

    9. In morte di Antonio Belli. Parole. Foligno, Tip. S. Carlo 1893. In 8, di pag. 12.

    10. In morte di Giacomo Fratini. Ottobre 1894. Discorso. Foligno, Tip. S. Carlo, 1894. In 16, di pag. 36.

    11. In memoria di Augusto Bartolini Tenente del R. Esercito, dopo 16 mesi dalla sua morte. Foligno, Tip. S. Carlo, 1895. In 8, di pag. 16.

    12. In morte di Angela Maria Dolcini Suora della S. Famiglia. Memorie. Trevi, Tip. Nazarena, 1896. In 16, di pag. 32.

    13. Nuova Novena in preparazione del S. Natale, ossia i misteri d’amore che accompagnarono la nascita di Gesù Cristo. Trevi, Tip. Economica, 1897. In 16, di pag. 88.

    14. In morte di Mons. Luigi Brunamonti Priore della Metropolitana di Spoleto, Vic. Gen. dell’Archidiocesi. Discorso, Trevi, Tip. Economica, 1898. In 8, di pag. 20.

    15. In morte di Mariettina Ubaldi nata Paglioni. Discorso. Trevi,Tip. Economica, 1902. In 4, di pag. 18.

    16. Alle buone mamme di Terni. Marzo 1905. Discorso. Terni, Officina tipografica «l’ Economica». In 8, di pag. 16.

    17. Per la morte della Nobil Donna Sofia Bartolini. Trevi, Tip. Economica, 1906. In 8, di pag. 16.

    18. In morte di Teresa Santacroce, Direttrice dell’ Asilo di Trevi. Trevi, Tipog. Economica. 1907.

    19. Nel trigesimo della morte di Erminia Bonaca. Parole. 6 agosto 1908. Foligno, Tip. S. Carlo, 1908. In 8, di pag. 16.

    20. Nuovo mese della Sacra Famiglia. Insegnamenti e Lezioni per leFamiglie Cristiane. Spoleto, Tip. Nazarena, 1912. In 16, di pag. 184.

    21. Ricordo del Mese di Novembre 1912. Preghiere di circostanza che si leggono nella Chiesa di S. Giovanni di Trevi, in suffragio delle Anime del Purgatorio. Trevi, Tip. Economica, 1912. In 16, di pag. 8.

    22. Per la morte del cav. Salvatore Zappelli. Nel giorno trigesimo. Parole. Foligno, 1916. Tip. S. Carlo. In 8, di pag. 4.

    Ritorna a: Mons.Giuseppe Agostini

    Chiesa S.Emiliano- VISITA GUIDATAI Parroci EPIGRAFI MODERNE

    05Y

    Note

    1)

    Elenco tratto da. AA.VV.,

    In memoria del sacerdote Don Giuseppe Agostini

    , s.d. – Manifesti, commemorazione, discorsi, articolo a stampa.

  • Famiglia D’Andrea

    Famiglia D’Andrea

    di Napoli

    Mons. Girolamo D’Andrera fu “delegato apostolico” a Spoleto, diocesi che comprende anche Trevi. Il 28 luglio del 1849, dopo l’avventura della Repubblica Romana, ripristina a Spoleto, e quindi anche a Trevi, il Governo Pontificio

    .1

    .

    Il D’Andrea fu aggregato al patriziato di Trevi con deliberazione del 29/12/1847.2

    Trevi, Archivio Comunale, Stemma D'Andrea

    Stemma di Mons. D’Andrea -Trevi, Archivio Comunale-

    Stemmi delle famiglie patrizie,

    1787(foto 1996)

    .3

    Ritorna alla Ritorna alla pagina STEMMI

    01Y-055

    Note

    1)

    Zenobi, Carlo, Storia di Trevi 1746-1946

    ,

    Todi, 1987, p. 180

    2)

    Idem, p. 67. Citato anche da:Agostini

    , don Giuseppe, Memorie del Prof. … Francesco Francesconi,

    Foligno, Tip. S. Carlo, 1892

    , pp. 19, 22

    3)

    – Tutti gli stemmi del volume sono ora riprodotti anche in:

    L’archivio comunale preunitario … di Trevi

    , (

    Quaderni della Soprintendenza archivistica per l’Umbria n? 19

    ), Perugia, 2005, p. 332

  • Chiesa S. Giovanni – Don Bosco

    Chiesa di San Giovanni Busto di Don Bosco

    Questo busto marmoreo fu donato al

    Collegio Lucarini

    , allora retto dai Salesiani di Don Bosco, dagli

    ex allievi

    e allievi nel 1934, anno della canonizzazione dell’illustre Maestro. La dedica recita:

    AL PADRE
    GLI EX ALLIEVI E ALLIEVI
    22 IV 1934 XII

    Il busto fu degnamente collocato nel chiostro del convento di S. Francesco, allora sede del collegio, in alto sulla parete est, sopra al porticato. Partiti i Salesiani nel 1963, l’edificio venne gestito direttamente dal Comune, che vi sistemò la nuova Scuola Media e successivamente, nel 1997, anche il museo.
    Ritenendo che il busto fosse in contrasto con il resto dell’edificio, fu rimosso dalla sua sede e messo al suolo, togliendo così la testimonianza di 70 anni di benemerita operosità dei salesiani a Trevi. Con la stessa leggerezza, si intitolò la Scuola Media, ora Istituto Comprensivo, a Tommaso Valenti invece che mantenere il nome di Lucarini, che aveva fondato e dotato il collegio.

    L’Unione ex Allievi di Trevi richiese ed ottenne il busto dal sindaco e finalmente, passato il terremoto e il post-terremoto, nell’ottobre del 2002, fu collocato nell’attuale sede, d’accodo con il parroco Don Angelo Nizzi, che intende trasferire in questa chiesa anche alte memorie salesiane locali.

    Trevi, Italy - Chiersa di S. Giovanni - Busto di Don Bosco

    Al di là del sentimento devozionale, don Bosco sta a ricordare l’opera dei Salesiani a Trevi. Questa famiglia religiosa impresse un notevole impulso al Collegio, divenuto sede di scuola media parificata che giunse ad accogliere circa 150 convittori, più gli “esterni”. La scuola media a Trevi permise a più generazioni di trevani di poter accedere ad un grado di istruzione superiore, in quanto, mancando fino agli anni ’50 collegamenti efficienti con Foligno e Spoleto, occorreva trasferirsi in città in tenera età e non tutti ne avevano la possibilità.

    Parallelamente molti ragazzi delle località più o meno vicine, in particolare da Spoleto, frequentarono la scuola media in questo Collegio, confermando l’altissimo prestigio a cui era assurta questa benemerita istituzione trevana.

    Ritorna alla pagina MONUMENTI Ritorna alla pagina CHIESE Ritorna alla pagina Chiesa di S. Giovanni

    203

  • TREVI, Italy – Church of S. Arcangelo (Bonaca)

    Italiano.gif (234 byte)

    From: Father Aurelio Bonaca, Religione e beneficenza in Trevi (Umbria), notizie storiche, Trevi, 1935.

    Halfway up the mountain that rises sharply from the hamlet of Pigge, stands the church of S. Arcangelo. It is very old, attested in briefs of Alexander III (1177), Celestine III (1193), Innocent III (1198) and Honorius III (1217) in favor of the abbey of S. Pietro in Bovara. In those briefs, the church of S. Arcangelo is listed among those that belonged to the abbey; it is older than those dates, though.

    It was a modest little church for the use of the few inhabitants scattered throughout the area; it may originally have been the home of one of the many hermits that lived in our mountains, all the way to those above Pissignano. Among those hermits I am happy to record Blessed Ventura, born in Pissignano in 1250, who died in July 1310, whose body was conveyed with great honor and buried in the church of S. Francesco, where it is still venerated.

    At some uncertain time the church of S. Arcangelo fu ingrandita e vi fu aggiunta la parte verso monte, al di là dell’arco che si trova verso la metà della chiesa.

    Quando nel 1421 Corrado Trinci invase e distrusse l’abbazia e ne discacciò i monaci, le chiese dipendenti da Bovara rimasero abbandonate e, come ho detto altrove, in parte furono occupate dal Vescovo di Spoleto; tra queste vi fu anche la chiesa di S. Arcangelo, che fu data in custodia a un priore e a due canonici rurali. I due canonicati esistevano ancora nel 1745, when Durastante Natalucci was completing his Storia di Trevi (D. Natalucci, Historia … di Trevi, p53) Essi venivano conferiti dalla Dataria Apostolica e i beneficiati non avevano l’obbligo della residenza.

    Nel 1544 era unita, per la cura d’anime, alle chiese di S. Maria, poco lontana, e a quella di S. Giovanni di Pigge. Siccome però queste tre chiese erano in cattivo stato, la cura d’anime nel 1572 fu trasportata nella chiesa di S. Bernardino e rimase ufficiata soltanto la chiesa di S. Arcangelo; tutto questo avvenne per decisione della Balìa di Pigge, che fece obbligo al parroco di andarvi a celebrar messa. Ma la Congregazione del Concilio nel 1686 e nel 1695 sentenziò che la chiesa di S. Arcangelo era la sola e vera parrocchiale, e non quella di S. Bernardino, che era jus patronatus del popolo.

    Ciò non impedì che la chiesa di S. Arcangelo restasse abbandonata, tanto che nel 1675 era senza porta ed invasa da erbe, da rovi e da piante diverse, e serviva da rifugio ai pastori durante i temporali. [Il completo abbandono in cui giaceva la chiesa nel 1675 sembra contrastare con i fatti narrati in seguito; proprio in quei tempi, a 30 anni dall’apparizione e in pieno fervore di opere – strade, suppellettili, campanile, fontane – la chiesa avrebbe dovuto essere ben curata.]

    Secondo una pia narrazione, nel 1645 una pastorella, che aveva smarrito un sacco, vi si andò a nascondere per timore di ricevere delle percosse dalla mamma. La pastorella si mise a pregare la Madonna, e la Madonna le apparve, le parlò, la consolò. Da quel giorno, sparsasi la notizia, fu un grande accorrere di persone, e molti furono i miracoli fatti allora dalla Vergine (Jacobilli, Cronica del monastero di Sassovivo, Foligno, Alterij, 1653, p230) e le offerte portate dai fedeli. Il concorso era continuo, ma si verificava specialmente nelle feste di Pentecoste per il fatto che speciali indulgenze si potevano lucrare in quei giorni. Il Comune nel 1647 fece ingrandire ed aggiustare la strada per accedervi, tanto grande era l’affluire delle persone.

    In 1656 the Comune of Trevi prese l’iniziativa di una grande processione votiva per ottenere dalla Vergine che la nostra regione fosse liberata dalla peste, che allora infieriva di tanto in tanto. L’appello del Capoluogo fu accolto dalle frazioni di Trevi e anche da alcuni comuni vicini, e tutti fecero voto di andare ogni anno in processione a visitare the Madonna di S.Arcangelo, al fine di ottenere per sempre la liberazione di tanto terribile flagello.

    In 1646 the City Council of Trevi had appointed four deputies to receive, with the Vicario Foraneo, donations to restore the church, but the Balìa di Pigge fece valere i propri diritti e perciò ogni cura e ogni incarico rimasero a speciali santesi e al parroco, sotto la sorveglianza del vescovo di Spoleto.

    I restauri cominciarono subito, la chiesa fu abbellita e arricchita, fu costruita la sagrestia, che fu provvista di un bel credenzone [purtroppo trafugato intorno al 1980 !], fu elevato il campanile, nel quale furono collocate tre campane, una delle quali era stata donata dal Comune nel 1647; nel 1692 e nel 1702 furono costruite, per comodo dei fedeli, le due fontane ancora esistenti poco lontano dalla chiesa [attualmente se ne vede una, e secca!].

    In breve tempo la chiesa fu dotata di beni, mercé le offerte dei fedeli, e vi furono eletti cappellani, eletti dal Vescovo, i quali si alternavano nell’ufficiatura della chiesa.

    Trevi, loc. S. Arcangelo. Antica fontana

    Photo:1999

    Back to the Church of S. Arcangelo

    101

  • TREVI, Italy – History

    Italiano.gif (234 byte)

    The origins of Trevi are lost in time. It was classified as an Umbrian town by Latin authors, but paleolithic ruins in the area testify an earlier prehistoric civilisation. Its importance grew in particular under Roman rule when the old Flaminia Way was restored; it developed in the valley where, in the locality of Pietrarossa, remains and ruins of the original “civitas” with its monumental buildings are to be found. On the hilltop the original fortified town developed with its massive and robust 1st century walls, parts of which are still intact and visible today.

    In ancient times its territories covered vast areas of the surrounding hills and valleys, with. fertile land around the river Clitunno and communications secured by the Flaminia; it was also a diocese till the end of the 11th C.

    Under the Longobards it was a Stewardship and then eventually a free commune (beginning 13thC). Allied with Perugia against Spoleto, it only became autonomous in 1389 after various fights with neighbouring communes. Subsequent dominions followed, the most disastrous being the Trinci’s of Foligno till 1438. It returned under Perugia and Church control and then followed the fortunes of the Papal States till the Unification of Italy.

    Trevi was most prosperous in the early Middle Ages and during the Renaissance Period. Trade boomed (it was called the “dry Port” and the arts expanded. In 1469 one of the very first Monti di Pietà (pawnshops) was opened and in 1470 a printing press was set up by the earliest press association on record. (The press was the fourth in the whole of Italy )

    In 1784 it was granted city status by Pius VI.

    (Translated by Sheila Rylands 1998)

  • Epigrafe umbra antica

    Stele di Bovara – Epigrafe umbra

    Questo straordinario documento, scoperto solo recentemente, viene ad arricchire la conoscenza degli antichi Umbri. Se è vero infatti che le

    Tavole Eugubine

    rappresentano di gran lunga il testo più esteso di questa antica popolazione, è pur vero che altre iscrizioni sono limitatissime come numero e come lunghezza di testi e pertanto anche due sole righe possono essere importanti per fare ulteriore luce sugli albori della nostra civiltà.

    L’epigrafe riveste poi un carattere assolutamente eccezionale per la conoscenza delle origini di Trevi, in quanto testimonia tangibilmente l’esistenza in questo territorio di una cultura precedente alla dominazione romana, come peraltro già attestato da Plinio il Vecchio, “Trebiani Umbrorum antiquissima gens”.

    La pietra fu scoperta intorno al 1950 durante i lavori agricoli ai margini della strada che dalla chiesa di Bovara conduce alla Flaminia in località Faustana. Il sito fornisce numerosi resti di materiale di impasto grossolano, molto frammentati poiché certamente riemersi in seguito ad arature profonde o lavori agricoli di scasso e successivamente disseminati in tutta l’area.

    Trevi, Italy. Stele di Bovara

    Stele di Bovara.

    L’iscrizione fu notata dagli operai, ma risultando assolutamente indecifrabile non venne tenuta in considerazione

    1

    . La pietra fu riutilizzata per coprire un canaletto di scolo nella casa colonica dell’allora “Amministrazione Martinez” proprietaria del monastero e dei terreni che furono degli Olivetani dell’Abbazia di Bovara, proprio davanti alla chiesa di S. Pietro. Finalmente nel 1982, nel corso di lavori in seguito al passaggio di proprietà degli immobili, la pietra fu rovesciata mostrando così l’iscrizione che questa volta non passò sotto silenzio. Ne dettero notizia, sia pure con qualche inesattezza, due quotidiani nella cronaca locale pubblicando anche la foto sottostante

    2, ripresa il giorno del rinvenimento.

    Così la descrive Carlo Zenobi

    3

    ;

    «Il cippo, sbozzato alquanto grossolanamente nella parte inferiore destinata ad essere interrata, è meglio trattato in quella superiore, che presenta tuttavia notevoli irregolarità anche nella superficie iscritta. La scrittura è ad andamento destrorso; le lettere sono alte circa 7 cm e si stendono su due righe ben condotte. Si è interessato a questo reperto il prof. Luigi Sensi, al cui importante studio ci riportiamo

    4

    .

    Tra le lettere l’insigne epigrafista nota la E con due tratti verticali; la A con un taglio obliquo; la G e la R di forme arcaizzanti. La punteggiatura è di forma circolare».

    Trevi, Italy. Stele di Bovara, particolare

    _ _ _ ATIETE . EN
    _ LAGA . DEDRE

    Ritiene il Sensi che il testo pervenuto sia parte di un più ampio documento. Osserva che

    «quanto conservato nella riga 1 potrebbe restituire

    Atiete

    o

    Attete

    ben noto nella documentazione umbra per essere il nome del collegio sacerdotale dei

    fratres Atierie

    delle

    Tabulae Iguvinae,

    mentre il termine

    en,

    in sé concluso dal momento che insiste nella parte terminale antica del margine della stele, potrebbe restituire la preposizione latina

    in

    Alla riga 2 è possibile ricollegare dedre ad una forma verbale dal latino arcaico equivalente a

    dederunt.

    -laga

    sempre alla riga 2, potrebbe trovare confronti con

    slagid

    attestato nel cippo di

    Abella

    , un documento osco stilato da rappresentanti della comunità di Nola e di Altabella per regolare i diritti che le due comunità vantavano nell’area di un santuario di Ercole»

    «Sempre nel rispetto della letture e delle ipotesi fatte dal prof. Sensi (al quale rinnoviamo l’espressione della nostra riconoscenza), vorremmo osservare che il cippo, nella sua rozza interezza e di notevole spessore rispetto alla massa in unica scaglia, e con il campo epigrafico ben piazzato, ci porterebbe ad escludere una frattura che abbia asportato la parte superiore dell’epigrafe, mentre lo spigolo sinistro, che appare molto consumato, fa pensare ad uno sfregamento tanto prolungato da aver eliso anche alcune lettere.

    …ma pur ipotizzando l’interezza del testo, resterebbe sempre l’incertezza del contenuto. Il mistero però nulla toglie alla suggestiva testimonianza della civiltà della quale fruiva il territorio dei Trebiates già nel IV – III sec. a.C., ed alla preziosità del reperto anche per la estrema rarità di epigrafi dell’epoca.
    La stele, donata a Trevi dalla famiglia Leuzzi, è entrata a far parte del lapidario».
    5

    Y99 Ritorna alla pagina Storia

    Note

    1)

    Comunicazione orale di Gerardo Bea nel 1980

    2)

    Il Messaggero, 3/9/82 e 17/9/82 – La Nazione, 6/9/82.

    3) C. Zenobi, Trevi Antica, Foligno 1995, pagg. 42, 43.

    4)

    L. Sensi, in

    Convegno Internazionale di epigrafia in memoria di Attilio Degrassi nel centenario della sua nascita

    , Roma 23-28 maggio 1988.

    5) C. Zenobi, Op.cit., pag. 43.

  • Epigrafe Francesco Francesconi

    Epigrafe di Francesco Francesconi (1823-1892)

    Trevi, Facciata del Palazzo Comunale.

    Trevi, Epigrafe Francesco Francesconi

    AL CITTADINO BENEMERITO

    PROF. CAV. FRANCESCO FRANCESCONI

    CHE AMOR DI PATRIA E LA SCIENZA UNIRONO

    COL VINCOLO DELL’AMICIZIA E DELL’AZIONE

    PER LA PROPAGANDA DEL NUOVO PENSIERO FILOSOFICO

    E PER LA RISCOSSA DEL 48

    A ROSMINI GIOBERTI TOMASSEO E MAMIANI

    TREVI 3 ANNI DOPO LA SUA MORTE

    É in marmo. Eretta nel 1895, è sistemata sotto la finestra del primo piano, sulla sinistra di chi guarda la facciata.

    Notizie su Francesco Francesconi

    Segnalata anche da “Chi era costui?”

    504 Ritorna alla pagina EPIGRAFI MODERNE

  • Ex Allievi Salesiani – Convegno 2008

    Ex Allievi Salesiani del Collegio Lucarini Convegno annuale 4 maggio 2008

    “Giubileo” degli ex allievi che hanno conseguito la licenza media nel 1958

    Antonini Claudio di C.Ritaldi

    Barbini Massimo di Trevi

    Bianchi Antonio di Trevi

    Bonicerri Ferruccio di Spoleto

    Bonilli Piero di Castel Ritaldi

    Cardinali Sante di Trevi

    Collaretti Luciano di Spoleto

    Cortesi Mario di Trevi

    Donati Luigi di Trevi

    Gervasi Giuseppe di

    Gualdo Cattaneo

    Giovannini Vincenzo di Trevi

    Grandoni Settimio di C.Ritaldi

    Liberati Giuseppe di Trevi

    Luconi Dino di Castel Ritaldi

    Martini Giovanni di Trevi

    Matteoni Vincenzo di Roma

    Mattioli Fortunato di Montefalco

    Mazzatosta Ilario di Fiuminata

    †Meloni Franco di Trevi

    Mucci Fernando di Spoleto

    Natalini Giovanni di Trevi

    †Nicoletti Ezio di Perugia

    Pezzotti Francesco Giorigio

    di Monterotondo

    Porciatti Giuseppe di Trevi

    Preziotti Gaetano di Cannara

    Rinalducci Sandro di

    Rutili Pietro di Castel Ritaldi

    Scorsolini Franco di Nettuno

    Tabarrini Dario di Trevi

    Tinivelli Mario di Trevi

    Tomassoni Sabatino di Spoleto

    Il convegno del 2008 è caratterizzato dallo scoprimento della lapide che ricorda i fasti dell’edificio e la gloriosa storia dell’Istituzione del Collegio Lucarini e della presenza dei salesiani a Trevi

    PROGRAMMA del CONVEGNO

    Ore9,30accoglienza degli ex allievi davanti all’ingresso sul retro dell’ex Collegio.
    10Convegno presso l’ex teatrino dei Salesiani g. c.
    11S. Messa in S. EMILIANO
    12 Scoprimento della lapide
    13PRANZO presso il ristorante Maggiolini

    In seconda fila: Giovanni Ferraro, Gino Fioretti, Giuseppe Gamberale, Sante Giuliani, Angelo Giuliani, Alfiero D’Agata, David Tulli

    In Terza fila: Dante Menghini, Sig.ra Corradini, Sergio Corradini , X Marcello Caponi ,Pietro Betori, Rosato Cesarini, Vincenzo Righetti, Giuseppe Zeppadoro.

    Più indietro: Alberto Barbini, Alfredo De Sanctis

    Foto 8/5/08 P20342

    Sala Conferenze (Ex Teatrino)

    Claudio Cristallini, Don Nazzareno Centioni, Francesco Antonini, Franco Spellani foto 4/5/08 P20344

    Il Vice-Sindaco Paolo Pallucchi e il Presidente Francesco Antonini

    Foto 8/5/08 P20345


    Annamaria scopre la lapide

    Foto C.R. Petrini 4/5/2008

    Foto C.R. Petrini 4/5/2008

    Don Centioni pronuncia parole di commemorazione e di preghiera prima della benedizione.

    Il testo della lapide

    Il Vice Sindaco Paolo Pallucchi (a sinistra) e don Nazzareno Centioni – Foto C.R. Petrini 4/5/2008

    Foto C.R. Petrini 4/5/2008

    Baldacci, Tabarrini, Betori, Spellani, X, Mazzatosta e Signora,Tulli, Mugnoz,Righetti, Armellin, X, Cristallini, Antonini, Cesarini, Fioretti, Ferraro, ecc.

    Foto C.R. Petrini 4/5/2008

    Da destra: Zeppadoro, Mernicacci e Andreani consiglieri comunali, Giuliani S., De Sanctis, D’Agata, Don Angelo Nizi parroco, Ferraro, Fioretti, Antonini.

    Resoconto
    della Stampa

    Dal Corriere dell’Umbria

    Martedì 6 maggio 2008

    Valle Umbra Sud – pag. 16

    Trevi Scoperta la lapide all’ex convento

    Emblema di fede e cultura

    TREVI – (An.

    Ma. Picc.)Molto partecipato l’evento di domenica mattina in occasione della scoperta della lapide posta nell’ex convento di San Francesco, successivamente diventato istituto salesiano e che ora ospita il complesso museale di Sin Francesco. Sono stati proprio gli ex allievi dell’istituto trevano che si sono riuniti per questa cerimonia. “L’iscrizione vuole fissare sul marmo la gloriosa storia dell’edificio, tangibile testimonianza di arte – ha spiegato ai presenti Franco Spellani studioso e storico locale – di fede e di cultura”.

    Nel suo intervento Spellani ha anche ripercorso le varie tappe che hanno segnato la storia dell’edificio. L’Istituto dal 1893 fu retto dai salesiani di don Bosco che in breve portarono l’istituto a tal fama da richiamare allievi anche da regioni lontane. Istituto frequentato da allievi diventati poi personalità del mondo politico, dell’arte e del mondo accademico.

    Il Collegio fu chiuso nel 1963, quando fu istituita la scuola media unica, ma gli ex allievi, consuetudine questa da sempre rispettata, si ritrovano ogni anno a Trevi per celebrare il loro convegno. E domenica mattina è stata scoperta la lapide con tanto di benedizione, alla presenza, tra gli altri, del vice-sindaco Paolo Pallucchi in rappresentanza dell’amministrazione che ha condiviso questo percorso, dei consiglieri comunali Luigi Andreani e Mirko Menicacci, dei vigili urbani con il gonfalone del Comune di Trevi

    Il Collegio

    Ex Allievi Salesiani

    Personaggi

    Monumento ai Caduti

    I convegni

    Le foto

    085 Ritorna alla

  • Ex Allievi Salesiani – Convegno 2013

    Ex Allievi Salesiani del Collegio Lucarini Convegno annuale 28 aprile 1913

    Trevi, 28/4/2013

  • Ex Allievi Salesiani – Convegno 2015

    Ex Allievi Salesiani del Collegio Lucarini Convegno annuale 1 maggio 2016

    Programma

    accoglienza degli ex allievi in PIAZZA MAZZINI (portico del Comune) ore 10 – S. Messa in S. GIOVANNI ore 11,30 – Convegno presso il Circolo di Lettura g.c. (Piazza Mazzini) ore 12,30 – Saluto al monumento degli ex allievi caduti e foto di gruppo ore 13 – PRANZO presso il ristorante Maggiolini

    Trevi - Ex allievi di Don Bosco -Convegno 2016

    Alcuni ex allievi di fronte al monumento agli ex allievi caduti
    Da sinistra: Giuseppe Zeppadoro, Angelo Giuliani, Alfredo De Sanctis, Marcello Caponi,
    Francesco Bartolini,Giorgio Bartolini, Luigi Donati, Don Stefano Pastorino, Franco Spellani

    … e in attesa del pranzo

    Trevi- Convegnodegli ex Allievi di Don Bosco 1916

    Da sinistra:

    Marcello Caponi, Mario settimi, Francesco Antonini, Franco Spellani,
    Luigi Donati, Francesco Bartoilini, Mons. Oreste Baraffa, Giorgio Bartolini, Giuseppe Zeppadoro
    Sono stati presenti al convegno anche: Paolo Alessio Pagliochini, Ferdinando Novelli

    Il Collegio

    Ex Allievi Salesiani

    Personaggi

    Monumento ai Caduti

    I convegni

    Le foto

    Ritorna alla