Il Piano di Sviluppo Rurale Regione Umbria 2000/2006 prevede una serie di progetti tra i quali quello relativo alla “Valorizzazione delle risorse genetiche della Regione Umbria” (sottoprogetto“La biodiversità vegetale in Umbria e la sua conservazione”), nell’ambito del quale è stato incluso il sedano nero di Trevi.
Il campo sperimentale
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Foto Castellini -2/8/2004
Il Dipartimento di Biologia vegetale e biotecnologie agroambientali (DBVBA) dell’ Università degli Studi di Perugia, il cui direttore, Prof. Mario Falcinelli, è il responsabile scientifico del progetto, ha intrapreso una ricerca volta a caratterizzare geneticamente il sedano nero di Trevi e ha predisposto un campo sperimentale, presso l’azienda dei F.lli Finauro, per la
caratterizzazione morfofisiologica del sedano nero di Trevi.
Coordinatore della ricerca è il Dr. Gildo Castellini, dottorando presso il DBVBA.
Da destra:
il prof. Mario Falcinelli, il Dr. Gildo Castellini e il tecnico Claudio Scappini al campo sperimentale –
Foto Torricelli, 11/8/2004
Il campo sperimentale è diviso in vari settori in ciascuno dei quali è coltivata una specifica cultivar di sedano nero. Intercalate alle varietà commerciali sono state poste a dimora piantine nate da semi tradizionalmente usati dagli agricoltori di Trevi.
Verranno esaminate le analogie e le differenze delle caratteristiche morfologiche organolettiche e genetiche delle varie qualità.
Il campo sperimentale si trova nella zona di colore verde più scuro al centro del rettangolo rosso.
Presidente della Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano
Valentino Brizi
Assessore al Turismo, alla Cultura e alla Promozione integrata del Comune di Trevi
Luigi Andreani,
Presidente Associazione Pro Trevi – Moderatore
Gildo Castellini
Dottore di ricerca
Alessandro Menghini
Prof. Ordinario di Biologia Farmaceutica – Università di Perugia
Franco Spellani
Seguirà un aperitivo con assaggio del sedano nero di Trevi
L’esigenza di pubblicare questo volume è particolarmente sentita per portare a conoscenza di tutti gli straordinari risultati di vari studi e ricerche patrocinati dall’Università di Perugia, condotti dal del Prof. Alessandro Menghini Ordinario di biologia farmaceutica nell’Università di Perugia e dal dott. Gildo Castellini, dottore di ricerca.
Il Prof Menghini e il suo staff hanno esaminato le caratteristiche chimiche che fanno del sedano nero di Trevi un prodotto unico. In particolare gli “oli essenziali” che ne determinano il sapore e l’aroma, differiscono dalle altre varietà di sedano, confermando le particolarità di questo prodotto, da tempo apprezzate dai buongustai.
Il Dott. Castellini, ha studiato nell’arco di più anni le caratteristiche morfologiche (dimensioni, forma e colore delle varie parti della pianta) e genetiche (DNA) del sedano nero di Trevi comparandole con le varietà commerciali.
In particolare è emerso che il Sedano Nero di Trevi, può essere classificato come prodotto assolutamente tipico, in quanto studi su aspetti diversi della “cultivar” sono giunti ad identiche conclusioni.
I risultati di questi studi sono già stati ampiamente illustrati dai ricercatori in due convegni, organizzati dalla Pro Trevi nell’ottobre del 2004 e del 2005. Ora finalmente si ha la possibilità di poter mettere questi risultati sotto gli occhi di tutti con la presentazione del volume che riassume tutti i vari aspetti della coltura del Sedano Nero.
Il prof. Mario Falcinelli, Direttore Dipartim.Biologia Vegetale e Biotecnologie Agroambientali e Zoootecniche dell’Università di Perugia e tutor del dottorato di ricerca del Castellini sul Sedano nero di Trevi, ha sintetizzato in tre punti le caratteristiche prioritarie di un prodotto tipico: l’originalità della “cultivar”, il territorio rigorosamente identificato e la tradizione della coltura.
Ora si è abbondantemente dimostrato che il Sedano Nero di Trevi si differenzia dalle altre varietà, è noto che il terreno di coltura è rigorosamente limitato, sotto Trevi, dalla Flaminia e dal Clitunno e documenti esposti in copia nella sede della Pro Trevi dimostrano che da almeno 120 anni questa varietà è particolarmente apprezzata. Altri documenti inseriti nel volume da Franco Spellani attestano la continuità della tradizione nell’ultimo secolo, fino alla istituzione, della Mostra Mercato, voluta e curata dalla Pro Trevi, giunta alla sua 44a edizione che quest’anno si celebrerà domenica 19 ottobre.
Il volume contiene anche le schede delle aziende agricole produttrici del Sedano Nero di Trevi, con le foto degli agricoltori che mostrano la propria immagine ai consumatori a garanzia del proprio prodotto.
Per dimostrare in concreto alcune delle caratteristiche di questa cultivar, al termine della presentazione verrà offerto un aperitivo con assaggio del Sedano Nero di Trevi
Trevi – Sala Conferenze di S. Francesco – 15 ottobre 2004 Dr. Gildo Castellini
Trevi, chiostro di S. Francesco
, alcuni agricoltori intervenuti alla presentazione: Livio Cascioli, Giacomo Finauro, Andrea Celesti, Dott.William Alessandretti direttore Coldiretti di Foligno, Dott. Luigi Andreani presidente Pro Trevi, Vincenzo Tabarrini, Angelo Mattioli.
Ci sono tre varietà ortive coltivate per questa specie:
var.: dulce (Mill.) Pers., sedano da costa var.: rapaceum (Mill.) DC., sedano rapa var.: secalinum Alef., sedano da taglio
Tassonomia
Regno Divisione Classe e sottoclasse Ordine Famiglia Genere Specie
Vegetale
Angiospermae
Dicotyledones (Rosidae)
Araliales/Umbellales
Umbelliferae/Apiacee
Apium
graveolens L.
Infiorescenza
Una delle caratteristiche più salienti della famiglia è rappresentata dalle infiorescenze ad ombrella, semplice o composta; in quest’ultimo caso i raggi dell’ombrella non portano un singolo fiore ma ombrelle di II ordine dette ombrellette (umbellule).
Biologia della riproduzione
I fiori, proterandrici, sono impollinati generalmente da insetti con proboscide corta come i ditteri, o da coleotteri, attratti dalla vistosità delle ombrelle e dal nettare prodotto dallo stilopodio
Il frutto, diachenio, è costituito da 2 mericarpi, sostenuti da un carpoforo, e presentano una morfologia caratteristica per ogni specie, spesso utilizzata come carattere diagnostico.
1000 semi = 0,2/0,5 g
1g = 2000/5000 semi
Apium graveolens L., var. dulce (Mill.) Pers.
Durata del ciclo in produzione ortiva: annuale
in produzione da seme: biennale
Nel primo anno la pianta produce radici fascicolate e una rosetta di foglie pennato-composte con margine dentato-lobato e picciolo lungo, costoloso, verde o giallo molto chiaro nelle piante sottoposte
ad imbianchimento (blanching). Nel secondo anno viene prodotto l’asse fiorale (40/80 cm), ramificato, con foglie alterne più piccole di quelle del primo anno.
L’infiorescenza è un’ombrella composta di 15/20 ombrellette e contenente complessivamente un centinaio di fiori
Imbiamchimento: metodi pre-raccolta
Per imbiancare il sedano si ricorre alla legatura-rincalzatura con il terreno, alla copertura con carta (incartatura) o alla semplice legatura dei piccioli con fibre vegetali (giunco o “venco”, rafia) o sintetiche
Imbianchimento: metodi post-raccolta(non utilizzati per il sedano nero di Trevi)
Piante protette da tavolati disposti linearmente, duplice effetto imbianchimento e protezione termica (climi freddi
Imbianchimento del sedano in fosse protette attuato nei climi freddi e piovosi
La durata dell’imbianchimento è molto variabile e dipende da molti fattori (genetici e ambientali). Varia da 2 a 6 settimane e possono essere utilizzate sostanze, come miscele gassose di azoto ed etilene, che favoriscono tale trasformazione
I anno
II anno (formazione del fusto)
Origine mediterranea
Il sedano fu in origine utilizzato (spontaneo e coltivato) come una pianta officinale, da ornamento o al più come condimento, fin dal XVI sec. A.C. da Egiziani, Greci, Romani and Cinesi (II centro di origine?). Fu utilizzato per combattere i postumi di una sbornia ed era considerato un afrodisiaco (più tardi si è scoperto che contiene androsterone). I sedani selvatici avevano le coste vuote
La domesticazione avvenne in Italia
Il sedano da costa fu domesticato in Italia come un ortaggio tra la fine del XVI sec. e l’inizio del XVII sec. come risultato della selezione delle piante a costa piena e, contemporaneamente, furono domesticate anche le altre varietà (sedano rapa e da taglio). Dall’Italia passò rapidamente in Francia e più tardi in Inghilterra. La Cina potrebbe essere stata un altro centro di domesticazione)
Dati provvisori ISTAT – Superficie coltivata a sedano – Anno 2003
Piemonte
Ha 74
Lombardia
39
Liguria
4
Veneto
202
Trentino
18
Friuli
2
E.Romagna
132
Toscana
21
Marche
61
Abruzzo
110
Puglia
1936
Lazio
72
Campania
55
Calabria
1
Basilicata
270
Sicilia
147
Sardegna
566
Tot.
3710
Produzione totale: 96918,3 t
Produzione media : 26,12 t/Ha
I dati relativi alla regione Umbria sono in corso di rilevamento a partire dal 2004
Insieme di individui (popolazione) coltivati in una determinata zona, con caratteristiche specifiche selezionate nel corso del tempo in seguito alla pressione dell’ambiente e al lavoro degli agricoltori
Ecotipo:
Gruppo di individui (popolazione) entro una specie, geneticamente adattati a un determinato ambiente di solito geograficamente limitato (Lorenzetti et al., 1996)
L’azione dell’ambiente prevale su quella dell’uomo
IGM 1:25 000 FOGLIO 131 – I SO I 1000 m I
Zona di coltura del Sedano nero
Ubicazione Via dei Sedani
Lettera del 14 febbraio 1889
dalla Colonia Agricola e Collegio degli Artigianelli della Badia di S.Pietro in Perugia
Richiesta al Sindaco di Trevi di 200 grammi di semi di sedano.
Comune di Trevi -Archivio storico- Busta 302 TitoloXIV -Articoli diversi – Anno 1889
Le principali caratteristiche morfo-fisiologiche e organolettiche del sedano nero di Trevi sono:
• lunghezza della costa a sezione notevolmente concava;
• altezza della pianta e numero elevato di foglie;
• rusticità e maggior resa produttiva;
• maggior resistenza agli stress biotici ed abiotici;
• consistenza tenera delle coste, sapore caratteristico e profumo molto intenso, facilmente riconoscibile e distinguibile.
Tali pregi sono correlati all’intenerimento dei “fili”, fasci vascolari e tessuti meccanici, indotto dalle pratiche della doppia legatura e successiva incartatura che hanno appunto la funzione di imbiancare, addolcire ed intenerire i piccioli o “coste”, particolarmente apprezzati soprattutto per il consumo fresco
Foto R. Laurentini, 1923
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Esempi di coltivazione tradizionale:
1 – Piantine provenienti dal semenzaio pronte per il trapianto
2 -Immersione delle radici in solfato di rame per prevenire attacchi parassitari a seguito dello stress da trapianto.
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3 – Piantine trapiantate e già attecchite.
4 – Pacciamatura post trapianto con materiale organico
Foto Cristiano Maestrini, 1999
Rincalzatura per ottenere l’imbianchimento delle coste
In termini generali le linee guida del progetto scientifico di ricerca relativo al sedano nero di Trevi possono riassumersi nel modo seguente:
• ricerca storica relativa alla coltivazione del sedano nero di Trevi;
• identificazione varietale mediante marcatori genetici a livello morfologico (direttrici UPOV, Union Internationale pour la Protection des Obtentions Végétales), citogenetico e molecolare;
• valutazione del grado di similarità genetica tra accessioni locali e commerciali;
• applicazione di strategie di conservazione della diversità biologica “on farm” ed “ex situ”;
• indagine sul territorio finalizzata all’individuazione di eventuali progenitori selvatici di Apium graveolens L. vat. dulce (Mill.) Pers.
Seme
M. citogenetici
M. molecolari
Direttivi UPOV
Apici radicali piante e radichette FISH Ibridazione in situ fluorescente (mappatura fisica dei geni)
Foglie piante giovani
DNA fingerprinting (AFLP)
Caratterizzazione genetica
Analisi del terreno sede del Campo Sperimentale
(Prof. Rolando Calandra DSAPV dell’Università di Perugia)
Scheletro 8 g/kg (assente)
Struttura PSA (poliedrica sub-angolare)
Sabbia 2,2 %
Limo 43,16 %
Argilla 54,64 % (argille espandibili di tipo montmorillonitico)
Classe AL argilloso-limoso
CaCO3 29.16 % (molto ricco)
pH 8.03 (alcalina)
C organico 1,14 %
S organica 1,96 % (mediamente dotato)
Cap. di Campo 29,48 %
P. di appass.to 16,70 %
A.W.C. 12,78 % (terreno umido ma non asfittico)
Salinità 1.6 mS/cm (media)
Campo sperimentale
a blocco randomizzato
10 accessioni (6+4)
4 repliche
40 parcelle
16pp/parcella
640 pp
ACCESSIONI (collezioni individual di semi) DEL CAMPO SPERIMENTALE
Analisi del cariotipo delle varie accessioni locali di SNT e delle varietà commerciali messe a confronto
Citogenetica molecolare: mappatura genica mediante ibridazione in situ fluorescente (FISH) esempio di cariotipo del sedano (11 coppie di cromosomi omologhi)
Estrazione DNA
n. 6 accessioni locali SNT n. 4 varietà commerciali n. 2 specie affini (controllo)
Caratterizzazione molecolare del SNT (cultivar identification) attraverso l’analisi dei polimorfismi della lunghezza dei frammenti (di restrizione) amplificati : AFLP
Digestione-ligazione Pre-amplificazione e amplificazione selettive Analisi su gel di poliacrilammide
Sulla base delle conoscenze acquisite è possibile concludere che il
sedano nero di Trevi
è un prodotto tipico locale derivante da un lungo e continuo processo di conservazione e miglioramento condotto dagli agricoltori trevani. La ricerca sulle origini storiche, l’identificazione varietale e la valutazione del grado di similarità genetica con altre selezioni ed eventuali progenitori selvatici renderà possibile una più accurata caratterizzazione di tale germoplasma. Ciò favorirebbe l’iscrizione del sedano nero di Trevi nella istituenda sezione delle
“varietà da conservazione”
del
Registro Nazionale
(DL n. 212/2001) e nell’istituendo
Registro Regionale per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario
(LR n. 25/2001)
aprendo le porte della certificazione di qualità regolamentata
Definizioni dei marchi di qualità a norma di legge
La Denominazione d’Origine Protetta (DOP) identifica la denominazione di un prodotto la cui produzione, trasformazione ed elaborazione devono aver luogo in un’area geografica determinata e caratterizzata da una perizia riconosciuta e constatata (parmigiano reggiano, olio d’oliva Umbria)
Nel’Indicazione Geografica Protetta (IGP), il legame con il territorio è presente in almeno uno degli stadi della produzione, della trasformazione o dell’elaborazione del prodotto. Inoltre, il prodotto gode di una certa fama (prosciutto di Norcia e lenticchia di Castelluccio di Norcia)
Una Specialità Tradizionale Garantita (STG) non fa riferimento ad un’origine ma ha per oggetto quello di valorizzare una composizione tradizionale del prodotto o un metodo di produzione tradizionale (mozzarella)
Si ha memoria, confermata da testimonianze fotografiche, che nei primi anni fu consultato un tecnico agrario per cercare di debellare un’infestazione dei sedani.
Certamente molte altre volte gli agricoltori locali sono ricorsi a tecnici consulenti per problemi contingenti, ma soltanto recentemente sono stati avviati studi sistematici.
Recentemente il Dipartimento di Biologia Vegetale e Biotecnologie Agroambientali dell’Università di Perugia ha affrontato uno studio sistematico sulle caratteristiche morfologiche e genetiche
Si riportano di seguito gli studi e gli articoli che trattano del sedano nero di Trevi