Trevi – Sala Conferenze di S. Francesco – 15 ottobre 2004 Dr. Gildo Castellini
Trevi, chiostro di S. Francesco
, alcuni agricoltori intervenuti alla presentazione: Livio Cascioli, Giacomo Finauro, Andrea Celesti, Dott.William Alessandretti direttore Coldiretti di Foligno, Dott. Luigi Andreani presidente Pro Trevi, Vincenzo Tabarrini, Angelo Mattioli.
Presidente della Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano
Valentino Brizi
Assessore al Turismo, alla Cultura e alla Promozione integrata del Comune di Trevi
Luigi Andreani,
Presidente Associazione Pro Trevi – Moderatore
Gildo Castellini
Dottore di ricerca
Alessandro Menghini
Prof. Ordinario di Biologia Farmaceutica – Università di Perugia
Franco Spellani
Seguirà un aperitivo con assaggio del sedano nero di Trevi
L’esigenza di pubblicare questo volume è particolarmente sentita per portare a conoscenza di tutti gli straordinari risultati di vari studi e ricerche patrocinati dall’Università di Perugia, condotti dal del Prof. Alessandro Menghini Ordinario di biologia farmaceutica nell’Università di Perugia e dal dott. Gildo Castellini, dottore di ricerca.
Il Prof Menghini e il suo staff hanno esaminato le caratteristiche chimiche che fanno del sedano nero di Trevi un prodotto unico. In particolare gli “oli essenziali” che ne determinano il sapore e l’aroma, differiscono dalle altre varietà di sedano, confermando le particolarità di questo prodotto, da tempo apprezzate dai buongustai.
Il Dott. Castellini, ha studiato nell’arco di più anni le caratteristiche morfologiche (dimensioni, forma e colore delle varie parti della pianta) e genetiche (DNA) del sedano nero di Trevi comparandole con le varietà commerciali.
In particolare è emerso che il Sedano Nero di Trevi, può essere classificato come prodotto assolutamente tipico, in quanto studi su aspetti diversi della “cultivar” sono giunti ad identiche conclusioni.
I risultati di questi studi sono già stati ampiamente illustrati dai ricercatori in due convegni, organizzati dalla Pro Trevi nell’ottobre del 2004 e del 2005. Ora finalmente si ha la possibilità di poter mettere questi risultati sotto gli occhi di tutti con la presentazione del volume che riassume tutti i vari aspetti della coltura del Sedano Nero.
Il prof. Mario Falcinelli, Direttore Dipartim.Biologia Vegetale e Biotecnologie Agroambientali e Zoootecniche dell’Università di Perugia e tutor del dottorato di ricerca del Castellini sul Sedano nero di Trevi, ha sintetizzato in tre punti le caratteristiche prioritarie di un prodotto tipico: l’originalità della “cultivar”, il territorio rigorosamente identificato e la tradizione della coltura.
Ora si è abbondantemente dimostrato che il Sedano Nero di Trevi si differenzia dalle altre varietà, è noto che il terreno di coltura è rigorosamente limitato, sotto Trevi, dalla Flaminia e dal Clitunno e documenti esposti in copia nella sede della Pro Trevi dimostrano che da almeno 120 anni questa varietà è particolarmente apprezzata. Altri documenti inseriti nel volume da Franco Spellani attestano la continuità della tradizione nell’ultimo secolo, fino alla istituzione, della Mostra Mercato, voluta e curata dalla Pro Trevi, giunta alla sua 44a edizione che quest’anno si celebrerà domenica 19 ottobre.
Il volume contiene anche le schede delle aziende agricole produttrici del Sedano Nero di Trevi, con le foto degli agricoltori che mostrano la propria immagine ai consumatori a garanzia del proprio prodotto.
Per dimostrare in concreto alcune delle caratteristiche di questa cultivar, al termine della presentazione verrà offerto un aperitivo con assaggio del Sedano Nero di Trevi
Il Piano di Sviluppo Rurale Regione Umbria 2000/2006 prevede una serie di progetti tra i quali quello relativo alla “Valorizzazione delle risorse genetiche della Regione Umbria” (sottoprogetto“La biodiversità vegetale in Umbria e la sua conservazione”), nell’ambito del quale è stato incluso il sedano nero di Trevi.
Il campo sperimentale
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Foto Castellini -2/8/2004
Il Dipartimento di Biologia vegetale e biotecnologie agroambientali (DBVBA) dell’ Università degli Studi di Perugia, il cui direttore, Prof. Mario Falcinelli, è il responsabile scientifico del progetto, ha intrapreso una ricerca volta a caratterizzare geneticamente il sedano nero di Trevi e ha predisposto un campo sperimentale, presso l’azienda dei F.lli Finauro, per la
caratterizzazione morfofisiologica del sedano nero di Trevi.
Coordinatore della ricerca è il Dr. Gildo Castellini, dottorando presso il DBVBA.
Da destra:
il prof. Mario Falcinelli, il Dr. Gildo Castellini e il tecnico Claudio Scappini al campo sperimentale –
Foto Torricelli, 11/8/2004
Il campo sperimentale è diviso in vari settori in ciascuno dei quali è coltivata una specifica cultivar di sedano nero. Intercalate alle varietà commerciali sono state poste a dimora piantine nate da semi tradizionalmente usati dagli agricoltori di Trevi.
Verranno esaminate le analogie e le differenze delle caratteristiche morfologiche organolettiche e genetiche delle varie qualità.
Il campo sperimentale si trova nella zona di colore verde più scuro al centro del rettangolo rosso.
Sulla base delle conoscenze acquisite è possibile concludere che il
sedano nero di Trevi
è un prodotto tipico locale derivante da un lungo e continuo processo di conservazione e miglioramento condotto dagli agricoltori trevani. La ricerca sulle origini storiche, l’identificazione varietale e la valutazione del grado di similarità genetica con altre selezioni ed eventuali progenitori selvatici renderà possibile una più accurata caratterizzazione di tale germoplasma. Ciò favorirebbe l’iscrizione del sedano nero di Trevi nella istituenda sezione delle
“varietà da conservazione”
del
Registro Nazionale
(DL n. 212/2001) e nell’istituendo
Registro Regionale per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario
(LR n. 25/2001)
aprendo le porte della certificazione di qualità regolamentata
Definizioni dei marchi di qualità a norma di legge
La Denominazione d’Origine Protetta (DOP) identifica la denominazione di un prodotto la cui produzione, trasformazione ed elaborazione devono aver luogo in un’area geografica determinata e caratterizzata da una perizia riconosciuta e constatata (parmigiano reggiano, olio d’oliva Umbria)
Nel’Indicazione Geografica Protetta (IGP), il legame con il territorio è presente in almeno uno degli stadi della produzione, della trasformazione o dell’elaborazione del prodotto. Inoltre, il prodotto gode di una certa fama (prosciutto di Norcia e lenticchia di Castelluccio di Norcia)
Una Specialità Tradizionale Garantita (STG) non fa riferimento ad un’origine ma ha per oggetto quello di valorizzare una composizione tradizionale del prodotto o un metodo di produzione tradizionale (mozzarella)
Analisi del cariotipo delle varie accessioni locali di SNT e delle varietà commerciali messe a confronto
Citogenetica molecolare: mappatura genica mediante ibridazione in situ fluorescente (FISH) esempio di cariotipo del sedano (11 coppie di cromosomi omologhi)
Estrazione DNA
n. 6 accessioni locali SNT n. 4 varietà commerciali n. 2 specie affini (controllo)
Caratterizzazione molecolare del SNT (cultivar identification) attraverso l’analisi dei polimorfismi della lunghezza dei frammenti (di restrizione) amplificati : AFLP
Digestione-ligazione Pre-amplificazione e amplificazione selettive Analisi su gel di poliacrilammide
In termini generali le linee guida del progetto scientifico di ricerca relativo al sedano nero di Trevi possono riassumersi nel modo seguente:
• ricerca storica relativa alla coltivazione del sedano nero di Trevi;
• identificazione varietale mediante marcatori genetici a livello morfologico (direttrici UPOV, Union Internationale pour la Protection des Obtentions Végétales), citogenetico e molecolare;
• valutazione del grado di similarità genetica tra accessioni locali e commerciali;
• applicazione di strategie di conservazione della diversità biologica “on farm” ed “ex situ”;
• indagine sul territorio finalizzata all’individuazione di eventuali progenitori selvatici di Apium graveolens L. vat. dulce (Mill.) Pers.
Seme
M. citogenetici
M. molecolari
Direttivi UPOV
Apici radicali piante e radichette FISH Ibridazione in situ fluorescente (mappatura fisica dei geni)
Foglie piante giovani
DNA fingerprinting (AFLP)
Caratterizzazione genetica
Analisi del terreno sede del Campo Sperimentale
(Prof. Rolando Calandra DSAPV dell’Università di Perugia)
Scheletro 8 g/kg (assente)
Struttura PSA (poliedrica sub-angolare)
Sabbia 2,2 %
Limo 43,16 %
Argilla 54,64 % (argille espandibili di tipo montmorillonitico)
Classe AL argilloso-limoso
CaCO3 29.16 % (molto ricco)
pH 8.03 (alcalina)
C organico 1,14 %
S organica 1,96 % (mediamente dotato)
Cap. di Campo 29,48 %
P. di appass.to 16,70 %
A.W.C. 12,78 % (terreno umido ma non asfittico)
Salinità 1.6 mS/cm (media)
Campo sperimentale
a blocco randomizzato
10 accessioni (6+4)
4 repliche
40 parcelle
16pp/parcella
640 pp
ACCESSIONI (collezioni individual di semi) DEL CAMPO SPERIMENTALE
Insieme di individui (popolazione) coltivati in una determinata zona, con caratteristiche specifiche selezionate nel corso del tempo in seguito alla pressione dell’ambiente e al lavoro degli agricoltori
Ecotipo:
Gruppo di individui (popolazione) entro una specie, geneticamente adattati a un determinato ambiente di solito geograficamente limitato (Lorenzetti et al., 1996)
L’azione dell’ambiente prevale su quella dell’uomo
IGM 1:25 000 FOGLIO 131 – I SO I 1000 m I
Zona di coltura del Sedano nero
Ubicazione Via dei Sedani
Lettera del 14 febbraio 1889
dalla Colonia Agricola e Collegio degli Artigianelli della Badia di S.Pietro in Perugia
Richiesta al Sindaco di Trevi di 200 grammi di semi di sedano.
Comune di Trevi -Archivio storico- Busta 302 TitoloXIV -Articoli diversi – Anno 1889
Le principali caratteristiche morfo-fisiologiche e organolettiche del sedano nero di Trevi sono:
• lunghezza della costa a sezione notevolmente concava;
• altezza della pianta e numero elevato di foglie;
• rusticità e maggior resa produttiva;
• maggior resistenza agli stress biotici ed abiotici;
• consistenza tenera delle coste, sapore caratteristico e profumo molto intenso, facilmente riconoscibile e distinguibile.
Tali pregi sono correlati all’intenerimento dei “fili”, fasci vascolari e tessuti meccanici, indotto dalle pratiche della doppia legatura e successiva incartatura che hanno appunto la funzione di imbiancare, addolcire ed intenerire i piccioli o “coste”, particolarmente apprezzati soprattutto per il consumo fresco
Foto R. Laurentini, 1923
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Esempi di coltivazione tradizionale:
1 – Piantine provenienti dal semenzaio pronte per il trapianto
2 -Immersione delle radici in solfato di rame per prevenire attacchi parassitari a seguito dello stress da trapianto.
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3 – Piantine trapiantate e già attecchite.
4 – Pacciamatura post trapianto con materiale organico
Foto Cristiano Maestrini, 1999
Rincalzatura per ottenere l’imbianchimento delle coste
Già negli anni Trenta si premiavano gli espositori dei migliori sedani sulla piazza di Trevi.
Nel 1948 l’Associazione dei Trevani residenti a Roma organizzò una rimpatriata di tutti i trevani emigrati e tra i vari festeggiamenti (Corsa all’anello con l’Inquintana, Carri allegorici) furono esposti e premiati i migliori sedani, come da eloquenti foto ufficiali dello studio Carmine di Foligno.
Nel 1965 l’Associazione Pro Trevi istituì la Mostra Mercato del Sedano Nero di Trevi e la Sagra del Sedano e della Salsiccia, riprendendo la tradizione in voga tra le due guerre, quando in occasione dei Mercati di Ottobre i proprietari terrieri venivano ospitati a Casa Petrucci, prospiciente la Piazza del Mercato, per pranzare con le prime salsicce dell’anno. In mancanza di capaci ed efficienti celle frigorifere infatti, i maiali venivano macellati soltanto nella stagione fredda e pertanto i primi insaccati venivano confezionati in ottobre in occasione dei mercati del giovedì. Tale usanza si è protratta fino alla fine degli anni Cinquanta.
Il Sedano Nero di Trevi – Lo stato della ricerca Relazione dott. Gildo Castellini – gennaio 2005
Successivamente pubblicata, in: AA.VV., La biodiversità vegetale in Umbria e la sua conservazione, Edizioni 3A-PTA Pantalla, Perugia 2005, pagg. 57-58 Volume presentato nell’Aula Magna dell’Università di Agraria il 24 giugno 2005
SEDANO NERO DI TREVI Apium graveolens L. var. dulce (Mill.) Pers
A Trevi, in una porzione pianeggiante di valle compresa tra la romana Flaminia e il famoso Clitunno, si coltiva il sedano nero di Trevi, un prodotto di qualità, ricco di storia e tradizioni che, in condizioni opportune, potrebbe aspirare a ricevere un marchio di riconoscimento.
L’aggettivo “nero” deriva dalla caratteristica fisiologica ancestrale di mantenere le coste verdi fino a maturazione (varietà “non autoimbiancante”) se non sottoposte ad “imbianchimento”, pratica agronomica realizzabile mediante molteplici tecniche alternative di eziolamento; la maggior parte delle attuali varietà commerciali sono invece del tipo “autoimbiancante”. Il sedano nero di Trevi viene coltivato con tecniche tradizionali a basso impatto ambientale e ad alto impiego di mano d’opera su terreni molto fertili, particolarmente vocati alla coltivazione di specie orticole.
Foto: Dott. Oriana Porfiri, Ottobre 2004
La storia del sedano nero di Trevi è in gran parte nota. Documenti probatori, risalenti alla fine del XIX secolo, attestano inequivocabilmente l’esistenza della coltivazione locale di tale ortaggio, l’importanza commerciale e la notevole qualità del prodotto. Dopo la seconda guerra mondiale, con l’arrivo delle varietà commerciali autoimbiancanti, la coltura autoctona entra in crisi e, per iniziativa della Pro Trevi, nel 1965, allo scopo di rilanciare la produzione, venne istituita la mostra mercato del sedano nero di Trevi, sagra paesana che si celebra ogni anno la terza domenica di ottobre. Attualmente la coltivazione di questo ortaggio è praticata perlopiù da pochi vecchi agricoltori su una superficie modesta, tuttavia non mancano esempi di giovani imprenditori intraprendenti e molto motivati, decisi a conservare e tramandare la coltura del sedano nero e le tradizioni culturali ad essa indissolubilmente legate.
Presso il Dipartimento di Biologia Vegetale e Biotecnologie Agroambientali dell’Università degli Studi di Perugia, su questa varietà, è in corso uno studio, iniziato nel 2003, relativo al progetto “Valorizzazione delle risorse genetiche della Regione Umbria”(sottoprogetto “La biodiversità vegetale in Umbria e la sua conservazione”), la cui attività di ricerca può riassumersi nei punti seguenti:
studio dell’origine, domesticazione e biologia di Apium graveolens L.
ricerca storiografica relativa alla coltivazione del sedano nero di Trevi; caratterizzazione varietale mediante marcatori genetici a livello morfologico (direttrici UPOV, Union Internationale pour la Protection des Obtentions Végétales), citogenetico (FISH, Fluorescence In Situ Hybridization) e molecolare (AFLP, Amplified Fragment Lenght Polymorphism) e relativa analisi statistica;
valutazione del grado di similarità genetica tra accessioni locali e commerciali;
salvaguardia della biodiversità ed applicazione di strategie di conservazione del germoplasma on farm ed ex situ;
indagine sul territorio finalizzata all’individuazione di eventuali progenitori selvatici di A. graveolens L.
Per la caratterizzazione morfofisiologica del sedano nero di Trevi è stato realizzato, nella zona d’origine, presso l’azienda agricola dei F.lli Finauro, un campo sperimentale a blocchi randomizzati in cui sono state messe a confronto accessioni di germoplasma locale e commerciale.
Foto Castellini, 2004
Sulla base delle conoscenze acquisite è possibile concludere che il sedano nero di Trevi è un prodotto locale con elementi di tipicità e tradizione derivanti da un lungo e continuo processo di conservazione e miglioramento condotto dagli agricoltori trevani. La ricerca sulle origini storiche, la caratterizzazione varietale e la valutazione del grado di similarità genetica con altre selezioni coltivate, progenitori selvatici o altre specie affini rende possibile una più accurata descrizione dei caratteri relativi a tale germoplasma. Lo studio e la ricerca condotti non hanno esaurito tutti gli aspetti legati alla coltivazione, all’importanza alimentare ed alla filiera del prodotto. Tuttavia le conoscenze acquisite consentono di includere il sedano nero di Trevi tra i prodotti di qualità umbri che derivano dalle produzioni locali più rappresentative in termini di tipicità, identità territoriale e tradizioni rurali, destinati a conseguire il riconoscimento da parte della UE.
tali requisiti, infine, sono validi per iscrivere la varietà locale sedano nero di Trevi nell’istituendo Registro Regionale per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario (LR n. 25/2001).
Allo scopo di divulgare tale ricerca sono state prodotte pubblicazioni su riviste di settore ed articoli vari su quotidiani locali e nazionali e sono stati realizzati incontri pubblici, seminari didattici e, nelle relative sezioni di conferenze nazionali, poster sul tema: “Caratterizazione genetica del sedano nero di Trevi”. Un’ampia documentazione (testi e foto) relativa alla ricerca condotta sul sedano nero di Trevi è disponibile in rete sul sito www.protrevi.com (link su www.agr.unipg.it/biodiversitaumbria).
Se i risultati di questa ricerca verranno confermati da ulteriori riscontri, il sedano nero di Trevi potrà essere incluso nella tipologia proposta da Falcinelli in questa pubblicazione..(1)
“Tipologia 1. É la più completa, poiché la tipicità è dovuta sia al genotipo, sia all’ambiente, sia alla tradizione. In Umbria sono ascrivibili a questa tipologia tre prodotti locali: la lenticchia di Castelluccio di Norcia, il farro di Monteleone di Spoleto e la fagiolina del lago Trrasimeno.”
Falcinelli M.,
Introduzione,. in:
AA.VV.,
La biodiversità vegetale in Umbria e la sua conservazione
Si ha memoria, confermata da testimonianze fotografiche, che nei primi anni fu consultato un tecnico agrario per cercare di debellare un’infestazione dei sedani.
Certamente molte altre volte gli agricoltori locali sono ricorsi a tecnici consulenti per problemi contingenti, ma soltanto recentemente sono stati avviati studi sistematici.
Recentemente il Dipartimento di Biologia Vegetale e Biotecnologie Agroambientali dell’Università di Perugia ha affrontato uno studio sistematico sulle caratteristiche morfologiche e genetiche
Si riportano di seguito gli studi e gli articoli che trattano del sedano nero di Trevi