Autore: Franco Spellani

  • Panorama da Nordest

    Trevi – Piazza Garibaldi

    La Storia

    Le Foto>>>

    Nei vari e complessi momenti della vicenda storica di Trevi, l’area di piazza Garibaldi ha sempre avuto un ruolo fondamentale quale principale elemento di raccordo tra l’agglomerato urbano, rigorosamente serrato dalle mura e lo spazio rurale circostante.

    Area pianeggiante di collegamento tra il cocuzzolo abitato e la montagna retrostante è l’elemento che differenzia la morfologia di Trevi da tutti gli altri numerosissimi centri abitati siti sulla sommità del colle, particolare che colpisce ogni visitatore che vi giunge per la prima volta. Ma questa piacevole caratteristica fu di nocumento all’importanza militare del sito nei tempi andati poiché, coll’avvento dell’artiglieria, risultava l’abitato facilmente offendibile dal monte retrostante.[1]

    Trevi - Veduta aerea - metà anni Venti del '900

    Nella seconda metà del XIX secolo la piazza, di molto ampliata e non più sistemata secondo i bei progetti all’epoca redatti, ospitò il bestiame, sempre più numeroso dei mercati settimanali, che rifornivano di vaccine e maiali il mercato di Roma e “duravano dal primo Giovedì[2] di ottobre all’ultimo dinnanzi alla Pasqua. Si dicevano e si dicono mercati, ma propriamente dovrebbero chiamarsi fiere, poiché, oltre le merci e queste nella minor proporzione, abbondano di ogni specie di bestiame agricolo; e poi, senza bestiami o in minor proporzioni, continuavano in tutti gli altri Giovedì fino all’altro Ottobre[3]. Ben a ragione quindi la vecchia denominazione di “Piazza del Lago”, in ricordo del piccolo specchio d’acqua definitivamente prosciugato, mutò in “piazza del Mercato”.

    Successivamente, per la mancata sincronizzazione con il mercato di Roma, raggiungibile ormai in 24 ore con l’avvento della ferrovia e non più dopo una settimana quando si trasferiva il bestiame a piedi, anche i mercati decaddero e rimasero soltanto nei giovedì di ottobre, oltre alle fiere – tuttora in programma anche se ormai scadute a livello di mercatini rionali, mentre anticamente duravano 10 giorni! – di S. Emiliano (29 gennaio), del primo lunedì di Marzo, e della Madonna delle Lacrime o Madonna della Neve (5 agosto).

    Per secoli però furono particolarmente importanti le fiere e i mercati di Trevi tanto che alla fine del ‘400 il Mugnoni rivendicava con puntiglioso orgoglio che alcune fiere di Trevi erano addirittura più frequentate di quelle di Foligno[4], specialmente dagli abitanti della montagna fino al ducato di Camerino, i quali chiamavano Trevi “porto secco” per la gran quantità di merci reperibili pur non essendoci il mare.[5]

    Piazza Garibaldi ebbe anche una naturale funzione di raccordo tra le strade principali e gli ingressi alla zona urbana, ma questo argomento verrà trattato a parte

    Nei primi del ‘900 furono definitivamente abbattute le mura e le porte (del Lago e Porta Pia) sul lato ovest della piazza. Superata da tempo la loro funzione militare, erano rimaste principalmente a salvaguardia della sicurezza degli abitanti da malintenzionati che avrebbero potuto agire con la protezione della notte, ma raggiunta ormai una certa tranquillità con l’illuminazione elettrica, le poderose mura e le munite porte servivano solo come barriera doganale. Ma evidentemente per questa funzione si trovarono altre soluzioni efficaci, sia per Trevi che per le altre citta, poiché nonostante l’eliminazione delle porte il “dazio” è rimasto fino al 1977.

    Con l’abbattimento delle mura, la piazza assume l’aspetto “aperto” che conosciamo e cioè non più un disimpegno a ridosso della mura, ma il naturale affaccio dell’abitato verso la campagna. Successivamente, completata l’edificazione del lato est e sud, piazza Garibaldi si va trasformando in spazio urbano che nonostante la vasta area soffre talvolta di problemi di circolazione.

    Oltre che per il mercato venne usata per parate militare e molte altre attività come documentato dalle foto degli ultimi 120 anni.

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    [1] C. Piccolpasso, Le piante e li ritratti delle città e terre dell’Umbria sottoposte al governo di Perugia, ms. del 1579 (a cura di G. Cecchini, Roma 1963) [2] Già nel ‘400 il giovedì era giorno di mercato! P. Pirri, Annali di Ser Francesco Mugnoni da Trevi – dall’anno 1416 al 1503, Perugia, 1921, c. 41r. Vedi: http://www.protrevi.com/protrevi/annali/annali03.asp [3] Don Eugenio Venturini, La parrocchia di Santa Croce in Trevi. Memorie, ms. 1900-1902, c. 5, Vedi: http://www.protrevi.com/protrevi/SCroce03.asp, sub 1482. [4] P. Pirri, l.c., c.45v. http://www.protrevi.com/protrevi/annali/annali03.asp, sub 1484 [5] D. Natalucci, Historia … di Trevi, Todi, 1985, c.830

    143

  • Famiglia Petrelli

    Famiglia Petrelli

    Pagina in elaborazione

    Antica famiglia proveniente dalla Balìa di S. Luca, villa di Trevi, ora frazione del comune di Montefalco. Famiglia, che fu tenuta in molta considerazione in patria e fuori, e che ebbe tra i suoi membri molti illustri magistrati e dignitari ecclesiastici.1

    Riamane una bella casa in via della Piaggia, vicina alle case Valenti, con porte e finestre in pietra ornate negli spicchi con stemmi Petrelli e Valenti.

    Vari personaggi dettero lustro al casato:

    Crispolto

    Felicita

    Giuseppe

    Papirio

    Quintilio

    Sigismondo

    Tolomeo

    Tommaso Vespasiano

    Trevi, Casa Petrelli.

    stemma.

    .

    Foto 30508

    Ritorna alla Ritorna alla pagina STEMMI 08Y-102

    Note

    1

    )

    Tommaso Valenti

    ,

    La chiesa monumentale della Madonna delle Lagrime

    , Roma, Desclée, 1928, pag.273

  • Quartetto Perusia 8/02

    Pro Trevi TREVI IN PIAZZA Comune di Trevi

    Quartetto Perusia

    Jazz – Ragtime – Swing

    Trevi, Piazza Mazzini
    Martedì 20 agosto 2002 ore 21

    Saxofono soprano

    Saxofono contralto

    Saxofono tenore

    Saxofono baritono

    Andrea Ceccagnoli

    Leonardo Minelli

    Francesco Angeli

    Roberto Todini

    Il Quartetto Perusia nasce nel 1999 nella classe di Musica d’insieme del M° Andrea Franceschelli presso il Conservatorio “F. Morlacchi”, dal talento di quattro sassofonisti giovani ma brillanti.

    Svolgono un’intensa attività concertistica grazie all’assidua ricerca e studio di repertorio atto a valorizzare il suono del sax in ogni genere musicale; non solo jazz e musica leggera, ma grande professionalità anche nell’esecuzione di musica classica.

    Suonano per importanti Enti musicali in tutta Italia ed ottengono largo consenso della critica; recentemente sono stati invitati a partecipare allo Young Musicians Festival, un importante festival che ha luogo ad Halifax in Inghilterra.

    Ritorna alla pagina EVENTI Ritorna alla pagina Trevi in Piazza 2002

    802

  • Perugino Manifestazioni 2004

    Il Perugino a Trevi: La storia la critica un aneddoto la bibliografia

    Perugino il divin pittore

    Facilitazioni di visita
    a Trevi e Montefalco LA CARD VALLE UMBRA

    Manifestazioni in onore di Pietro Vannucci detto Perugino
    Perugia – Umbria 28 febbraio – 5 settembre 2004

    Dopo la Mostra – Appunti di una operatrice vedi anche: Ancora due lacrimedi Corinna Angelucci

    Trevi, Chiesa della Madonna delle Lacrime, Adorazione dei Magi (part.)

    Mostra itinerante sulle orme di Pietro Vannucci (detto il Perugino), protagonista del Rinascimento.

    Questa mostra itinerante tenutasi in Umbria dal 28 Febbraio al 5 Settembre 2004 è stata una novità assoluta per la disposizione geografica che va oltre i confini delle sedi espositive permettendo al visitatore di “interagire con le opere nel loro contesto originario”. Chi ha avuto l’opportunità di viaggiare all’interno di questa mostra, oltre ad aver ri-percorcorso l’itinerario artistico e biografico de “il meglio maestro d’Italia…” ha potuto godere delle atmosfere affascinanti ed uniche del paesaggio umbro, e di lasciarsi coinvolgere emotivamente dalle mirabili architetture rinascimentali negli ambienti originari, dove il divin pittore ha lavorato, vissuto e probabilmente conosciuto i volti resi eterni e divini nelle sue opere.

    Pietro Vannucci, il Perugino è Umbria in generale, così come è anche po’ di Toscana e di Marche, un po’ di Emilia e di Lazio, un po’ di Veneto e Lombardia. E’ anche Verrocchio ed è anche Raffaello…” (del quale è stato maestro),…” così come è grandemente Piero della Francesca e più in grande, tutta intera quella dimensione storica e geografica che Norberto Bobbio ha una volta felicemente definito come l’Italia civile.” “Questa mostra offre la rara e un po’ magica opportunità di ammirare le opere del Perugino in un’unica ideale lettura, in un unico ideale percorso che muove da…Perugia per toccare altre caratteristiche località umbre”- Giuliano Urbani – ministro per i beni e le attività culturali.

    Come operatrice museale e guida all’interno della chiesa rinascimentale della “Madonna delle Lagrime”a Trevi, con il compito di illustrare artisticamente e storicamente al visitatore l’affresco dell’”Adorazione dei Magi” 1521-1522 penultima opera del maestro Pietro Vannucci, ho vissuto questa mostra in maniera molto intensa. Come “addetta ai lavori”, per poter fornire un’informazione completa ed esaustiva al visitatore, ho dovuto certamente documentarmi in maniera attenta, questo mi ha permesso di conoscere il Perugino in maniera globale, approfondendone i dettagli artistici e biografici. Attraverso aneddoti documentati della sua vita, sono riuscita a svelarne il carattere e ad apprezzarne le sfumature.

    Il fatto di lavorare all’interno della chiesa rinascimentale della “Madonna delle lagrime”mi ha fatto vivere in “un tempo senza tempo”: passeggiare lungo la pianta a croce latina dagli enormi spazi vuoti e dall’alto soffitto, mi ha regalato delle sensazioni piacevoli e dei momenti personali, molto particolari e suggestivi. Lo stare a contatto con l’affresco del Perugino (da poco restaurato con incredibile professionalità), passare dei momenti sola, all’interno della chiesa, seduta di fronte alla cappella affrescata dal Maestro, mi ha fatto sentire una privilegiata, ho percepito l’esclusività di questo dialogo profondo ed intimo tra di me e l’opera. Mi sono sentita investita dalle vibrazioni che emanava la luce contenuta nei colori e nei volti “ultraterreni” della sacra famiglia.

    Personalmente è stata un’esperienza gratificante e dando voce ai tantissimi turisti ed estimatori del Perugino che hanno visitato la chiesa nel periodo della mostra, posso dire che esperienze di questo tipo sono da riproporre, con l’augurio di poter utilizzare la stessa formula itinerante.

    Ancora due lacrimedi Corinna Angelucci

    Collegamento al sito ufficiale www.perugino.it Ritorna alla pagina EVENTI Ritorna alla pagina

    204

  • Perugino 2004 Card

    Il Perugino a Trevi:
    La cappella dei Magi

    La storia la critica un aneddoto la bibliografia

    Perugino il divin pittore

    Manifestazioni in onore di Pietro Vannucci detto Perugino
    Perugia – Umbria 28 febbraio – 5 settembre 2004

    Il Perugino a Trevi La cappella del Presepio o dell’adorazione dei Magi che si trova nella monumentale chiesa della Madonna delle Lagrime

    La storia della pittura di Trevi e la critica, da uno studio di T. Valenti, (1928)

    Collegamento al sito ufficiale www.perugino.it

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    204

  • Abbazia di Bovara – Lapide Carlo Zappelli

    Opere distrutte Abbazia di S. Pietro in Bovara Lapide Carlo Zappelli

    oggetto distrutto - Medaglia Argento V.M. - preside

    Lapide commemorativa del luogo di nascita di Carlo Zappelli.

    Fu apposta, con una solenne cerimonia, vicino alle lapidi commemorative dei Caduti, nella parete nord dell’abbazia, sul piazzale della chiesa di Bovara

    Fu asportata nel corso dei lavori post terremoto del ’97

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    135

  • Opere distrutte – Chiesa dell'Angelo Custode

    Opere distrutte Chiesa dell’Angelo Custode

    Piccola chiesa all’angolo nordest del recinto del monastero della Madonna delle Lacrime, all’incrocio della carrozzabile che sale a Trevi con l’antichissima strada Trevi-Bovara-Lapigge.

    Il Natalucci riferisce che è citata in un documento del 1618..1

    Era un punto di riferimento sul territorio, tanto che ha dato il nome alla strada che scende da Trevi ed era un punto di sosta per i viandanti prima di affrontare il tratto di strada in forte salita.

    Fu abbattuta intorno al 1970, ma non se ne capisce bene il motivo.

    Si disse per offrire una maggiore visuale alle auto che venivano da Bovara e si immettevano nella “Strada Nuova”, ma all’epoca era già in progetto la “panoramica” da Pigge a Matigge, a monte di Trevi, tanto che l’antica strada Trevi-Bovara in quel tratto è ormai abbandonata e percorribile solo con auto “fuori strada”.

    Trevi, Chiesetta dell' Angelo Custode (1967)

    Ne conserva il nome la strada che scende da Porta del Cieco

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    071

    Note

    1) Natalucci, Durastante, Historia… di Trevi, 1745 – Todi, 1985, c. 225

  • Antica porta di S. Fabiano

    distrutta

    L’antica porta, abbandonata da secoli, perché in posizione alquanto incomoda, ridotta ormai sopra ad un dirupo, fu sostituita, a pochi metri di distanza, da una nuova imponente porta con relative fortificazioni.

    Da tempo immemorabile tamponata con muratura a secco, a sua volta crollata, rimase per lungo tempo nella situazione mostrata dalla foto, con evidenti disconnessioni premonitrici del crollo.

    Appena dopo il crollo sparirono tutte le pietre.

    Trevi, Italy - Antica porta di S. Fabiano, distrutta

    Resti dell’antica porta (foto1975)

    Trevi, Italy - Resti della facciata della chiesa di S. Fabiano e antica porta

    La porta era sopravvissuta per quasi un secolo alla depredazione della chiesa.

    Con estrema leggerezza, come era allora di moda, si distrusse la chiesa al solo scopo di recuperare il pietrame per ricostruire la chiesa di S. Croce.

    Il portale, bellissimo, fu smontato e ora serve da ingresso alla sagrestia di S. Croce.

    Opere e oggetti PERDUTI

    065

  • Abbazia di Bovara – Blocchi erratici in discarica provvisoria

    Opere asportate Abbazia di S. Pietro in Bovara Blocchi erratici

    Rinvenuti occasionalmente a ridosso del lato sud del recinto dell’abbazia di Bovara, nel sito di una cava di inerti attivata per la costruzione del raddoppio ferroviario nei primi anni ’80.

    Non si sa se siano stati trovati in loco o vi siano stati portati come materiale di risulta di altro scavo in quanto, terminata l’estrazione, la cava suddetta venne per qualche tempo utilizzata come discarica.

    Trevi, Italy - Abbazia di S. Pietro in Bovara - Blocchi erratici

    La foto ritrae l’avv. Carlo Zenobi che, venuto a conoscenza del ritrovamento, volle osservare la forma dei reperti.

    Le pietre avevano suscitato qualche interesse in quanto erano state rivoltate, ma qualcuno non si era fatto scrupolo di buttarci addosso immondizia varia.

    Qualche giorno dopo la ripresa di questa foto i blocchi erano di nuovo scomparsi.

    (inedito 2005)

    Ritorna alla Ritorna alla pagina indice Opere e oggetti perduti

    055

  • Abbazia di Bovara – Scultura asportata

    Opere asportate Abbazia di S. Pietro in Bovara Scultura medievale

    Questa cariatide, probabilmente proveniente dalla chiesa di S. Pietro era custodita nei locali dell’adiacente abbazia. Forse sosteneva l’arco del portale originale prima del rifacimento del 1896.

    Le dimensioni sono: altezza cm 48,5, larghezza cm 24 – 24, 5 e profondità cm 14. Lo sbalzo massimo della figura e di cm 4,5.

    Era stata murata sotto il portico del magnifico chiostro, con un altro frammento coevo e ambedue furono rimossi per essere meglio conservati in una sala, poiché il vecchio proprietario ne temeva il furto.

    Successivamente furono trasportati nella casa di Roma, sembra con il permesso delle competenti Autorità.

    Sta di fatto che questo disgraziato territorio stato spogliato di due oggetti che sono andati pressoché a scomparire in palazzo romano, dove forse è già stata dimenticata la loro origine.

    Rimangono soltanto due foto. Questa fu pubblicata in un “Itinerario1 da cui fu estratta la Guida di Trevi2 e non è stata più ripresa nella seconda edizione della stessa.

    Bovara, Abbazia di S. Pietro - Caariatide asportata

    Cariatide (

    foto anni ’70)

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    024-135

    Note

    1)

    Silvestro Nessi, Sandro Ceccaroni

    ,

    Itinerari Spoletini –

    Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia,

    XXVII Settimana di Studi sull’Alto Medioevo, Spoleto, 1979.

    2)

    Silvestro Nessi

    Trevi e dintorni – Guida turistica,

    Spoleto 1979.