Autore: Franco Spellani

  • Ci fanno onore

    Ci fanno onore

    Galleria delle Famiglie e degli Uomini Illustri

    Primo tentativo di elenco dei concittadini, che nei vari tempi e in vari modi si sono distinti onorando se stessi e la Patria.

    (in elaborazione) vedi anche:

    Antiche famiglie e Stemmi

    Cittadini di Trevi e Castel Ritaldi
    1200-1325

    Ospiti illustri

    Cognome e nomedefinizioneepocanote
    Emiliano (sant’)Vescovo e martire†304Patrono di Trevi
    Ventura (beato)Eremita di Pissignano†1310Sepolto in S. Francesco
    Valenti, ErminioCardinale1563 – 1618
    Lucarini, Virginio Protonotario ApostolicoFondatore dell’omonimo collegio
    Origo, CurzioCardinale1661 -1737
    Valenti, LudovicoCardinale1695 – 1753Benemerito in Patria per aver promosso lavori di bonifica
    Natalucci, Durastantestorico1687 – 1772Autore di Historia … di Trevi
    Prosperi, Maria Luisa Angelica (Gertrude) (beata)Monaca benedettina1739 – 1847
    Natalucci, TiberioMusicista1803 – 1868
    Bonilli, Pietro (beato)Parroco1841 -1935fondatore delle Suore della Sacra Famiglia
    Fantosati, Antonino (sant’)Vescovo missionario francescano e martire in Cina1842 -1900
    Francesconi, FrancescoFilosofo, politico, scrittore.1823 -1892
    Riccardi, Placido (beato)Abate benedettino di Farfa1844 -1915
    Dominici LeonardoMedico1879 – 1955
    Zappelli, Carlosoldato e docente1893 -1965
    Benedetti Valentini, FabianoMedico1895 – 1981
    Barbini, FrancescoRistoratore albergatore1905 – 1981
    Zappelli, M. Maria FrancescaMissionaria1908 -1946
    Casciola, LucianoMedico1948 – 2021

    Ritorna alla

    Z00

  • Luciano Casciola

    Luciano Casciola

    Chirurgo

    Direttore Dipartimento di Chirurgia A.S.L. 3 della Regione Umbria.
    Direttore di Struttura Complessa presso l’Unità Organica
    di Chirurgia Generale, Mininvasiva e Robotica del Presidio Ospedaliero di Spoleto

    Nato a Trevi il 24 febbraio 1948, rimane legato a questa terra nonostante il lavoro lo porti a viaggiare sempre più frequentemente e la conosce nei minimi particolari grazie alla passione per il cavallo, in sella al quale non è insolito incontrarlo nei giorni di festa per i borghi e le amene campagne trevane.

    Dopo la maturità scientifica, si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Perugia il 7 marzo 1974.

    Negli ultimi anni 80 inizia il suo interesse per l’endoscopia digestiva, che si maturerà nella pratica della chirurgia laparoscopica.

    Diviene Primario ULSS Spoleto il 1 marzo 1991. In quegli stessi anni frequenta a Lione il Servizio di Chirurgia diretto dal prof. Philippe Mouret e da allora ha tenuto ripetuti corsi in Italia e all’estero di chirurgia laparoscopica. Dall’8 giugno 2000 diviene Dirigente Medico dì Struttura Complessa presso l’;Unità Organica di Chirurgia Generale, Vascolare e Mininvasiva del Presidio Ospedaliero di Spoleto, in seno al Dipartimento Aziendale ASL 3 dell’Umbria di Area Chirurgica, di cui diviene il responsabile dal 1 giugno 1999. Seguendo la chirurgia mininvasiva nella sua continua evoluzione, nel 2002 inizia la sua attività di chirurgia robotica, di cui ne segna alcune delle tappe evolutive fondamentali: chirurgia del colon-retto, chirurgia gastroesofagea ed epato-bilio-pancreatica. I suoi progressi nel settore vengono notali o livello nazionale ed internazionale, portandolo ad essere membro del MIRA (Mrnimally Invasive Robotic Association), socio fondatore del Club Italo-Argentino di Chirurgia e della CRSA (Clinical Robotic Surgery Association) recentemente istituita a Chicago.

    è depositario assieme alla sua validissima equipe di una casistica di chirurgia laparoscopica-robotica in assoluto tra le migliori in Europa. è stato Docente di Chirurgia Mininvasiva e laparoscopica presso la Scuola di Chirurgia Generale dell’Università di Siena. Già membro del direttivo dell’ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani), è docente alla Scuola ACOI di Chirurgia Laparoscopica con sede prima a Milano e successivamente a Modena e autore di numerosi articoli in riviste nazionali ed internazionali. è docente e figura di riferimento per la Scuola di perfezionamento in chirurgia mininvasiva e laparoscopica della SIC (Società Italiana di Chirurgia). Durante i 35 anni di servizio ha eseguito oltre 20000 interventi chirurgici, sempre più attuali rispetto alle nuove metodiche ed alla tecnologia, mai trascurando l’aspetto umano della sua professione e la comunicativa con il paziente che ha sempre beneficiato delle sue attenzioni

    Il dott. Casciola è deceduto 16/12/2021

    TREVI PREMIA 2010

    Ritorna alla

    10x

  • Epigrafe Ludovico Valenti

    Epigrafe a Ludovico Valenti

    Trevi, Facciata del Palazzo Comunale.

    Trevi, epigrafe di LudovicoValenti -1759

    LVDOVICO

    ALEXANDRI DE VALENTIBVS

    EX COMIT. RIVI SICCI F.

    A CLEMENTE XIII P.M.

    EPISCOPUS ARIMINENSIS

    ET S.R.E. CARDINALIS

    VII KAL OCTOBR. MDCCLIX

    FUERIT RENUNCIATUS

    S.P.Q.T.M.P.

    Potrebbe essere così interpretata

    1

    e così tradotta

    Ludovico
    Alexandri de Valentibus ex Comit(ibus) Rivi Sicci f(ilius) a Clememnte XIII P.M. Episcopus Ariminensis
    et S(anctae) R(romanae) E(cclesiae) Cardinalis
    VII Kal(endae) Octobr(is) MDCCLIX
    fuerit renunciatus S(enatus) P(opulus)Q(ue) T(rebianus) M(emoriam) P(osuere)

    A Ludovico
    figlio di Alessandro Valenti
    dei Conti di Rivo Secco
    da Clemente XIII Pontefice Masssimo
    proclamato
    Vescovo di Rimini
    e Cardinale di Santa Romana Chiesa
    il 25 settembre 1759
    Il Senato e il Popolo di Trevi, posero (questa) memoria

    Vedi: Ritratto nel museo di Borghi (Forlì-Cesena)

    É interessante il giudizio su Ludovico Valenti di un nostro concittadino di fine ‘800

    2

    .

    Coadiutore allo zio Ferdinando nella di lui avvocatura fu dato da Benedetto XIII il nepote Ludovico Valenti. Questi di poi percorse successivamente nella Curia Romana vari offici, come di prelato domestico, Promotore della Fede, consultore del santo officio, finché da Pio VI, il 15 aprile 1766 fu promosso al cardinalato. Fu eziandio vescovo di Rimini. Nel conclave di Venezia, in cui l’elezione del nuovo pontefice ebbe a fluttuare fra le opposte correnti eccitate dalle diverse fazioni, Egli per qualche giorno papeggiò; ma poi non hunc elegit Dominus, ma il Cardinal Chiaramonti da Cesena, che si chiamò Pio VII. Credo che il Cardinal Ludovico conte Valenti abbia ben meritato dalla sua patria per più titoli, che quivi non saprei specificare, meno uno, quello di aver fondato la Congregazione Consorziale delle acque per bonifico della pianura, e coll’aver dato origine agli orti che diconsi Canepine, forse dal genere di coltura che in principio vi prevalse, orti che poteronsi formare dopo l’escavazione dell’Alveolo. Fu benemerito, ma dove si vede un segno della riconoscenza cittadina? Altro che le lapidi, colle quali in breve tempo è stata impiastrata la facciata del palazzo Municipale!

    Ritorna alla pagina EPIGRAFI MODERNE Famiglia Valenti

    032

    Note

    1)

    C. Zenobi

    ,

    Storia di Trevi dal 1746 al 1945

    , Todi, 1987, p. 43. L’interpretazione di Zenobi non coincide perfettamente con questa, ma il senso è inalterato

    2)

    Don Eugenio Venturini

    La parrocchia di S. Croce

    , Ms., (1906). Archivio di S. Emiliano, p. 43-44.

  • Il Beato Ventura da Pissignano

    Il Beato Ventura da Pissignano

    giubil03.JPG (5965 byte)

    itinerario giubilare

    ( Da una commemorazione in S. Francesco il 28/6/1987)

    1 – INTRODUZIONE

    Questa magnifica chiesa dedicata a S. Francesco e l’attiguo ex convento sono legati intimamente alle più importanti vicende del nostro comune. Vogliamo qui ricordarne soltanto alcune.
    La prima memoria che se ne ha nei documenti risale al 26 giugno 1258 quando il papa Alessandro IV diede facoltà al guardiano del convento di assolvere i trevani dalla scomunica in cui erano incorsi nell’aiutare la ribelle Perugia.
    Dal 1832 l’ex convento ha ospitato il Collegio Lucarini, il benemerito istituto che fino alla recente istituzione della Scuola Media Unica ha permesso a molte generazioni di trevani di conseguire un’istruzione a livello di quella possibile soltanto nelle migliori città.
    Mi piace inoltre ricordare che al centro della chiesa c’è il sepolcro di Durastante Natalucci, il grande storico trevano che con intelletto di amore raccolse, per noi e per le generazioni future, tutte le notizie possibili su ogni angolo della patria, su ogni famiglia, su ogni abitante, su ogni fatto degno di memoria.

    Ma è nella storia religiosa che questa chiesa riveste un’importanza che travalica i confini del nostro comune.
    Proprio in questo punto predicò frate Francesco, e vi compì uno dei quattro miracoli che la letteratura francescana colloca a Trevi. Qui D. Ludovico Pieri, proprio davanti a quel nicchione affrescato in fondo alla parete, concepì per primo in Italia la devozione alla Sacra Famiglia, devozione che da Trevi si diffuse in tutto il mondo, principalmente per merito del suo discepolo D. Pietro Bonilli, che fondò la congregazione delle Suore con questo nome. E infine qui riposano da 677 anni i resti mortali del beato Ventura eremita che oggi siamo a commemorare.

    2- GLI EREMITI

    Chi erano gli eremiti?
    Anche se ci sono ancora persone che vivono completamente separate dal mondo e in assoluta solitudine per raggiungere la perfezione interiore, come a suo tempo fece il beato Ventura, noi oggi stentiamo ad avere un esatto concetto degli eremiti. Nella nostra cultura, basata sempre di più sulla comunicazione e su una sempre più coatta partecipazione sociale, l’idea di vivere da soli senza la possibilità di accedere ai beni e servizi che la società ci offre e dei quali ci costringe a servirci, ci sconcerta e ci atterrisce. Non solo ci appare insostenibile poter vivere senza tutta quella paccottiglia che la cosiddetta civiltà dei consumi giornalmente ci propina, ma terremmo ben poco in considerazione chi non leggesse mai un giornale, o peggio chi non vedesse mai la televisione, o chi non ascoltasse almeno la radio.
    Ma nel medioevo la situazione era ben diversa.
    Allo sfascio dell’impero romano l’isolamento era un rifugio e una sicurezza. Con le invasioni barbariche, le comunicazioni stradali, alle quali Roma aveva dedicato tante energie, rappresentavano un pericolo immediato e le città, già corrotte e insicure al declino dell’impero, divennero ancor più incorrotte e più insicure con la nuova classe dominante. Fu in questo contesto che ebbe la massima diffusione la vita anacoretica (= ritirata, appartata) ed eremitica (= solitaria, in solitudine) che già era stato il primo tipo di vita ascetica cristiana conosciuta.

    Le prime tracce di cristiani che abbandonarono il mondo in vista di una maggiore perfezione spirituale si hanno nel III secolo e con la persecuzione di Decio, ma nel corso di pochi decenni l’ascetismo cristiano crebbe e si sviluppò straordinariamente. Vi contribuirono il mondanizzarsi di molte chiese, con le conversioni in massa dopo Costantino. L’anacoretismo dapprima attenuato (riunioni per il culto, raggruppamento di `discepoli’ attorno a un `anziano’) cedette sempre più il posto a forme di vita ascetica associata, sebbene avesse, a tratti, delle riviviscenze notevoli. La tendenza alla vita ascetica, manifestatasi dapprima in Egitto, si propagò successivamente a tutto il mondo cristiano.”

    Tra i vari tipi di asceti si possono distinguere i RECLUSI, in grotte o celle, talvolta in un monastero, o – specie le donne – nel muro di una chiesa; “gli STAZIONARI, che per la loro penitenza stavano sempre in piedi; gli STILITI che dimoravano sopra una colonna e i cosiddetti PASTORI che conducevano vita nomade.”

    L’Occidente vide più tardi popolarsi di solitari le foreste e le caverne dei monti.”
    “In Italia alcuni orientali, tra cui il siro Isacco, si diedero a questo genere di vita” proprio nelle nostre zone, “nelle vicinanze di Spoleto”. Si ha notizia di asceti intorno a Norcia (Fiorenzo) e lo stesso S. Benedetto “aveva iniziato così la sua vita religiosa nello speco di Subiaco; ma costatati i pericoli a cui si esponevano molti segregati nell’eremo senza preparazione sufficiente, diede ai suoi discepoli la celebre Regola, che ai vantaggi di una vita cenobitica, cioè in comune, accoppia quelli di una relativa segregazione, in certi casi, perfino degli altri membri della comunità.”

    “Con l’andar del tempo infatti prevalse sempre di più la vita cenobitica”, ma “nei secoli 12° e 13° era ancora grande in Occidente il numero degli eremiti indipendenti che portavano un abito religioso arbitrario, dando luogo anche ad abusi che provocarono provvedimenti da parte dei papi.”

    3 – LA VITA

    Tra questi eremiti isolati va inquadrato il Beato Ventura, la cui vita viene così sinteticamente esposta dal Natalucci, il grande storico locale già ricordato.
    Il beato Ventura dal

    Castello di Piscignano, chiamato comunemente da Trevi, non solo perché detto castello fu per il passato della giurisdizione trevana, ma ancora perché, vivendo, il medesimo beato dimorò nella grotta di S. Marco – la quale anche presentemente nel distretto di Trevi – dove venne sovvenuto di elemosine e spendé il tempo nelle mortificazioni, orazioni e lagrime ed in ricibare il prossimo con le carità [che] gli si portavano; esortando ciascuno a far sempre del bene e a fuggire il male; specialmente nel dire: ‘SIA LODATO E BENEDETTO IDDIO’, non senza ristarne inteso miracolosamente anche da quei [che] li stavano assaj lontani, sparsi per tutta la valle spoletana, intonando tal detto dal luogo suo a fine rispondessero i popoli assuefatti ad udirlo: “SIA BENEDETTO IDDIO”. Donde, dotato di spirito profetico, predetta la santità della Beata Chiara di Montefalco allora vivente e i prodigj che poj gli si scoprirono nel cuore, per le molte altre virtù, avendo ornata la vita sua con più miracoli, la quale finì l’undici luglio dell’anno di N. S. 1310, si meritò il titolo di beato e di santo.

    Alla fine del XVI secolo, in occasione del rifacimento dell’altar maggiore, furono trovate le spoglie mortali del beato nell’arca di pietra che ora sta in fondo alla chiesa. Sembrerebbe che il ritrovamento sia stato casuale: forse i venerati resti, come molte altre reliquie nel medioevo, erano stati accuratamente nascosti per evitare che venissero trafugati e successivamente si era persa la memoria della loro ubicazione. Muzio Petroni (che per l’occasione ritrascrisse la vita) chiese ed ottenne di poter degnamente sistemare nella sua cappella di famiglia le ossa del Beato. La traslazione avvenne, come dice poeticamente il Natalucci, “il dì 26 dicembre 1593, che resesi placido come giorno di primavera“, “con solenne concorso de’ populi, specialmente del castello di Piscignano“.

    Trevi - Beato Ventura eremita

    Stampa tratta dal volume di Tolomeo Petrelli Lucarini del 1694.

    4 – NOTIZIE E FONTI

    Il Natalucci, come suo costume, riporta puntigliosamente per ogni frase tutte le fonti da cui ha attinto la notizia, dandoci così modo di poter ragionevolmente discernere le notizie inoppugnabili da quelle un po’ fantasiose. Infatti anticamente le vite dei santi, specialmente se scritte a notevole distanza di tempo dalla morte, venivano semplicemente “inventate”. Anche se questo quasi ci scandalizza, dobbiamo considerare che le biografie dei santi venivano composte non per fornire un saggio di una storia documentata, ma soltanto al fine di edificare i fedeli con la narrazione delle gesta del protagonista. E per dare più forza e persuasione al racconto venivano propalate delle semplici favole, sia pure al solo scopo di far emergere con più forza una verità conclamata e non certo per imbrogliare i destinatari del messaggio.
    Questo metodo fu applicato addirittura a Gesù Cristo, quando nei Vangeli appunto detti “apocrifi” si raccontavano delle pie leggende per esaltarne alcuni aspetti della vita e della personalità scarsamente comprensibili per i più dalla difficile interpretazione di molti passi dei Vangeli autentici.
    Ebbene, la vita del beato Ventura fu scritta dal concittadino Muzio Petroni nel 1593, quasi tre secoli dopo la morte, ma si rifà ad un’altra biografia, allora esistente presso il convento di S. Francesco, della quale purtroppo non se ne conosce la data anche se, a detta dello stesso Petroni, doveva essere antichissima.
    Si ha notizia anche di un altro manoscritto della vita del beato, manoscritto trovato “quasi affatto consunto” insieme alle spoglie mortali quando fu aperto il primitivo sepolcro, forse una copia di quello che cita il Petroni e che pertanto sarebbe stato scritto immediatamente dopo la morte del Beato.
    Esistono inoltre altre fonti e diversi altri documenti che danno alla figura del Beato Ventura un valore storico ben differente da quello che se ne può ricavare dalle “vite” scritte soltanto per edificazione dei fedeli.
    Oltre ad essere citato da vari autori come lo Jacobilli nelle “Vite dei Santi dell’Umbria”, e nel “Leggendario Francescano” del P. Antonio da Venezia, documenti relativi al beato Ventura si trovano nel nostro archivio comunale, essendo nominato più volte nelle varie riformanze e nello Statuto. Nell’archivio notarile esiste invece il minuzioso rogito della traslazione del corpo, redatto dal notaio ser Antonio Lelii il 26 dicembre 1593.

    Ma il documento più probante della santità del beato Ventura citato dagli atti del processo di canonizzazione della Beata Chiara di Montefalco. Tra le più antiche testimonianze che si cominciarono a raccogliere pochissimi giorni dopo la morte di Chiara, avvenuta nel 1308, viene citato Santo Ventura da Trevi che ne aveva proclamato la santità in vita e aveva profetizzato dei miracoli che lei avrebbe operato dopo la morte.
    La notizia riferita anche dall’agostiniano P. Giovanni Matteo Giberti nel suo “Specchio di santità e miracoli nella vita e morte della B. Chiara da Montefalco” edito nel 1693, riportando le parole del beato Ventura “Una religiosa che si chiama Chiara supera l’altre in santità e di molto merito appresso Dio” e ancora: “Morta che sarà, si sentiranno molte novità e si scopriranno molti miracoli”.
    Vorremmo inoltre far notare che, nonostante il Nostro sia praticamente del tutto sconosciuto ai più, è stato ricordato da moltissimi autori, oltre a quelli succitati, fino ai giorni nostri. Citiamo tra gli altri Tolomeo Petrelli Lucarini che ne ripubblicò la vita del Petroni nel 1694, il Bragazzi, nel secolo scorso e poi Tommaso Valenti, Salvatore Marino Mazara, D. Aurelio Bonaca e negli ultimi anni, Silvestro Nessi e D. Giovanni Bertassi, preside dell’attigua Scuola Media.
    Possiamo ora così riepilogare le notizie da assumere con ragionevole certezza.
    L’eremita Ventura si ritirò in una grotta che ancora ai tempi del Natalucci – dopo la perdita del castello di Pissignano – era sita nel territorio di Trevi. Di conseguenza sarebbe da escludere che fosse una grotta vicino al convento francescano ma sembra più verosimile che sia quella riscoperta recentemente sul versante sud del colle, prospiciente il fosso da sempre detto di S. Marco, che dalle Fontane di Lapigge scende verso le Fonti del Clitunno. Ora che è stata liberata dal terriccio e dalla vegetazione si può vedere una grotticella, resto della cripta di una vecchia chiesa di cui rimane anche un muro laterale o di sostegno. Questa ubicazione ben corrisponde anche alla descrizione che ne fa il Petroni: “se n’andò in un eremo abbandonato e sequestrato dall’umano commercio, nel qual luogo, quasi venisse offerta dal suo Signore, trovò edificata una cameretta con un oratorio in honore del Beato Marco Evangelista“.

    Durante la sua vita il beato Ventura, pur essendo in un luogo appartato, non fu “fuori dal mondo”, ma con il mondo comunicava più volte al giorno con la giaculatoria che proclamava con voce tonante e le risposte che ne riceveva. Questo particolare, riportato nella biografia del Petroni che lo riprende dalla “vita” precedente da considerarsi coeva, può ragionevolmente essere accettato come fortemente attendibile, anche perché, a quanto ci risulta, una caratteristica del genere non stata mai attribuita a nessun altro personaggio oltre che al Beato Ventura. Il fatto, riportato dal Natalucci come miracoloso, che la voce venisse udita dai lavoratori dei campi e delle vigne non appare poi così strano poiché dobbiamo ritenere che a quei tempi i territori in collina fossero abitati e regolarmente coltivati e non sembra inverosimile che, in assenza di tanti rumori che oggi ci bombardano, una voce robusta potesse giungere dal sasso che sovrasta la grotta fino al fondovalle.

    Dagli atti inoppugnabili del processo di canonizzazione di S. Chiara di Montefalco emerge che, oltre al carisma della preveggenza profetica, l’eremita Ventura aveva contatti con la gente e si interessava delle cose che accadevano nel mondo. Ed è da ritenere verosimile che i pellegrini che si recavano fino alla grotta per visitarlo andassero a chiedergli consigli e conforto.

    La fama della sua santità non fu inventata a posteriori ma fu unanimemente riconosciuta essendo egli ancora vivente, tanto che, il giorno seguente la sua morte, le salma fu traslata nella chiesa di S. Francesco e fu deposto sotto l’altar maggiore.

    Numerosi documenti di vari archivi citati dal Natalucci, confermano che la chiesa di S. Francesco, allora di recente costruzione, fu per molto tempo intitolata al Beato Ventura o a San Ventura, e con l’attributo di Santo indicato anche negli atti del processo di S. Chiara. Ciò nonostante non risulta che si sia mai celebrato un processo di canonizzazione del Beato Ventura.

    In tempi tanto poveri fu ritenuto degno di sepoltura marmorea e fu riutilizzato l’imponente sarcofago che si può verosimilmente supporre essere appartenuto ad un notabile longobardo.

    Per vari secoli fu oggetto di culto, risultando dai libri di spese e perciò inoppugnabili, che si celebrava regolarmente la sua festa.

    Oltre che dalla celebrazione della festa, si può rilevare che il culto sia stato ininterrotto attraverso i secoli da altre inoppugnabili testimonianze, come l’affresco del 1414 nella cappella Petroni, la tela nell’altare di S. Francesco del 1598, la biografia del Petroni del 1592, la riedizione che ne fa il Lucarini nel 1694 e l’Historia del Natalucci dei primi del ‘700.

    5 – SANTI LOCALI

    Abbiamo visto come il nostro Beato sia stato sicuramente un uomo eccezionale, ma un uomo che, anche se lontano nel tempo, possiamo considerarlo per certi aspetti molto vicino a noi. Un uomo che calpestò questa nostra terra, che si affacciò a contemplare questa nostra valle e i magnifici monti azzurri che si vedono all’orizzonte. Un uomo che in una parola “visse” qui, amando Dio e il prossimo con passione, sopportando le avversità con coraggio, perseverando con forza nella difficile ricerca del Bene.
    Un’anima eletta, certamente, ma in fondo una delle tante che hanno lasciato una traccia della loro fama di santità in questo prediletto angolo di mondo. Perché ognuno di questi colli, ogni vicino villaggio ha ospitato nei secoli delle anime eccelse la cui fama stata tramandata fino a noi.
    Soltanto la nostra enorme distrazione ci ha fatto dimenticare tanti valorosi campioni della fede che pure furono oggetto di venerazione e di culto da parte dei nostri padri.
    Ora vogliamo qui, sia pur rapidamente, ricordarli, per atto di doveroso omaggio e, perché no, anche per un legittimo senso di orgoglio nel sentirci eredi di tanto retaggio.
    Accanto al già noto S. Emiliano, dobbiamo certamente annoverare i suoi tre compagni citati dalla “Passio” e cioè Dionisio, Ilariano ed Ernippo. Ma qualche autore narra che in quel periodo ci fu a Trevi una grande schiera martiri, forse addirittura mille.
    Una tradizione antichissima narra che S. Costanzo, vescovo e protettore di Perugia, fu martirizzato a Trevi, nel luogo tuttora denominato la Costarella, anzi, la Costarella di S. Costanzo.
    E sono trevani i santi Vincenzo e Benigno martiri, precisamente di Bovara, ove, proprio in questi giorni sono solennemente festeggiati.
    Secondo atendibili autori, S. Concordio, altro antichissimo martire, fu sepolto vicino alle fonti del Clitunno.
    Il Beato Ciaccaro o Zaccaro, da Castel S. Giovanni, quando questo castello, come Pissignano, faceva parte del Territorio di Trevi, citato in un breve di Clemente VI, da Avignone.
    Il Beato Tomasso dei minori, che ebbe tanta fama di santità ed è citato nelle cronache francescane come il Beato Tomasso da Trevi, fondatore della congregazione dei Clareni.
    Ma ci sono ancora i Venerabili Fra Bernardino dalle Coste e Fra Gregorio, ambedue cappuccini e ancora Fra Mario dell’Amatrice e Fra Onofrio della Fiamenga, francescani, che vissero molto tempo a Trevi e che malgrado la francescana povertà, furono ritenuti degni di una sepoltura marmorea, nella seconda cappella a destra nella chiesa di S. Martino.
    Inoltre, tra quelli cronologicamente più vicini a noi, possiamo annoverare la Serva di Dio Donna Maria Luisa Prosperi, benedettina, il beato Antonino Fantosati, vescovo francescano missionario, il beato Placido Riccardi, unico trevano al quale intitolata una grande piazza di Roma, il servo di Dio D. Pietro Bonilli – che prossimamente, a Dio piacendo, salirà alla gloria degli altari – e infine la magnifica figura del già ricordato don Ludovico Pieri, che di don Pietro e di don Placido fu padre spirituale.
    Giova qui ricordare che quelli della nostra generazione – i meno giovani – hanno ricordato ben due beatificazioni di trevani (Fantosati e Riccardi) . . . e se riusciremo a sopravvivere fino alla prossima primavera, con quella di Bonilli saranno tre!
    [Rispetto alla data di stesura di questa relazione, passati ormai sedici anni, ci sono importanti aggiornamenti di cui tener conto: don Pietro Bonilli fu beatificato il 24/4/1988, Antonino Fantosati fu proclamato “santo” il 1 ottobre del 2000 ed è ormai allo stadio finale il processo di canonizzazione di Donna Maria Luisa Prosperi (2003)].

    Ebbene, tutti costoro insieme ad un’altra moltitudine di anime elette, che nel corso dei secoli hanno vissuto su questa nostra terra come noi e di cui nel tempo si è perso memoria, non possono restare indifferenti alle nostre ansie, alle nostre gioie, alle nostre speranze.
    Credo fermamente che se fossimo un po’ meno distratti dal fragore del mondo e riuscissimo a raccoglierci con fede e umiltà sentiremmo certamente aleggiare qui vicino a noi lo spirito glorioso del beato Ventura e di tanti altri nostri campioni della fede. E se riuscissimo solo per un attimo ad abbandonarci con fiducia alla loro guida e alla loro intercessione, certamente potremmo percepire quel grande mistero che la Chiesa chiama “Comunione dei Santi”.

    Notizie tratte da:

    Muzio Petroni, Vita del Beato Ventura eremita (Ristampa di Tolomeo Petrelli Lucarini), Foligno, 1694.
    Tolomeo Petrelli Lucarini, Sincerissima relazione. . . del Beato Ventura Eremita, Foligno, 1694.
    Durastante Natalucci, Historia . . . di Trevi, Todi, 1985.
    Giuseppe Bragazzi, La rosa dell’Umbria, Foligno, 1864.
    Salvatore Marino Mazara, La chiesa di S. Francesco a Trevi, Alba, 1924.
    Aurelio Bonaca, Le memorie francescane di Trevi, Firenze, 1926.

    Aurelio Bonaca,

    Religione e beneficenza in Trevi

    , Tevi, 1935

    Alberto Pincherle, Anacoreti, in E. I. , s. v.
    Pietro Pisani, Eremiti, idem.
    Ansano Fabbi, Antichità umbre, Assisi, 1971.
    Ansano Fabbi, Presenza cristiana a Spoleto e a Norcia, in Atti 1°Convegno di Studi Storici Ecclesiastici, Spoleto, 1977.
    Silvestro Nessi, Trevi e dintorni, Spoleto, 1979.
    Giovanni Bertassi, Trittico, Trevi, 1984.

    Lo studio a tutt’oggi più completo, con la pubblicazione di documenti di archivio inediti, è stato condotto dal Nessi: Silvestro Nessi, Il Beato Ventura da Trevi, in San Francesco Patrono d’Italia, n. 8, 1988, pag. 46 e segg.

    00Xc

    Ritorna alla pagina Giubileo

  • Estatea Trevi 2022

    Comune di Trevi

    Estate a Trevi

    Luglio 2022

    1 luglio ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Il Ritratto del Duca” A cura di Cinema Esperia e Comune di Trevi

    2 luglio dalle ore 8 – alle ore 24 Rifugio Pozzo di Mezzanotte – Monte Brunette Trevi “Note al Crepuscolo” Festival di musica e sport nella natura Visita il sito www.notealcrepuscolo.it

    ore 11 – 18 Palazzo Lucarini Contemporary Inaugurazione mostra personale di Marco Brandizzi “Ascoltavo una musica rivoluzionaria” inaugurazione, seconda mostra della serie “Boys don’t cry”, I scream di Filippo Moroni

    ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Lightyear – La vera storia di Buzz” A cura di Cinema Esperia e Comune di Trevi

    3 luglio dalle ore 8 – alle 24 Rifugio Pozzo di Mezzanotte – Monte Brunette Trevi “Note al Crepuscolo” Festival di musica e sport nella natura Visita il sito www.notealcrepuscolo.it

    4 luglio ore 15 Chiesa di San Francesco Giovani talenti 2 – Dimitri Malignan, pianoforte Jean-Philippe Rameau: Gavotte et ses doubles (dalla Suite in la minore) Dmitri Dmitriyevich Shostakovich: Preludio e fuga in re maggiore, op. 87 n.5 F.J. Haydn: Sonata in la bemolle maggiore, Hob. XVI:46 Dmitri Dmitriyevich Shostakovich: Preludio e fuga in mi minore, op. 87 n.4 Johann Sebastian Bach: Partita n.6 in mi minore, BWV830 A cura dell’Associazione Trasimeno Music Festival ore 20:30 Chiesa di San Francesco Winterreise con Ian Bostridge Ian Bostridge, tenore – Angela Hewitt, pianoforte Franz Schubert: Winterreise – 24 Lieder per voce e pianoforte, D 911 -Associazione Trasimeno Music Festival

    7 luglio ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Ennio” – Cinema Esperia e Comune di Trevi

    8 luglio ore 21 – Ninfeo di Villa Fabri Musica con vista – Quartetto Eos – “Le dimore del quartetto” – Associazione Amici della Musica in collaborazione con Le Dimore del Quartetto ed il Comune di Trevi

    9 luglio ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “C’era una volta il crimine” – Cinema Esperia e Comune di Trevi

    10 luglio ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Madres paralelas” – Cinema Esperia e Comune di Trevi

    12 luglio ore 21.30 – Chiostro di San Francesco “Prodigi” – Tradizionale e Popolare Di Febo Angelo organetto diatonico, Sestetto Chitarre, Samuel Albertini Chit – Festival Federico Cesi

    13 luglio ore 21.30 – Chiostro di San Francesco “Prodigi”: Capolavori pianistici Musiche di Mozart, Debussy, Chopin Greta Dari pianoforte – Festival Federico Cesi

    15 luglio ore 18.30 – Chiostro di San Francesco Il dramma della gelosia -Le conseguenze dell’amore. Mise en èspace delle Trachinie di Sofocle Conclude la Serata Delizie al Museo-Degustazione dei prodotti trevani A cura di Menti Associate ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Licorice pizza” – Cinema Esperia e Comune di Trevi

    16 luglio ore 11.30 – Chiesa di San Francesco Concerti Finali del Musicampus – Festival Federico Cesi ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Nostalgia” A cura di Cinema Esperia e Comune di Trevi ore 21.30 – Chiesa di San Francesco Pinocchio Comencini 50° & altre Storie Musiche di Carpi, Piazzolla, Tiesenn Orchestra e Coro Giovanile del Festival

    17 luglio ore 11 – Chiesa di San Francesco Concerto finale Musicampus – Festival Federico Cesi

    ore 21.15 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Il lupo e il leone” A cura di Cinema Esperia e Comune di Trevi

    20 luglio ore 21.30 – Villa Fabri Proiezione “Trevi Fiorisce” A cura dell’Associazione Vo.La. Trevi

    21 luglio ore 21.30 – Chiostro di San Francesco Evergreen dal grammofono al grande schermo – Palm Court String Quartet – Festival Federico Cesi

    Dal 22 luglio al 31 luglio – Cannaiola Antifestival A Cura dell’Associazione Antifestival

    22 luglio ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Lo chiamavano trinità” – Cinema Esperia e Comune di Trevi

    ore 21.30 – Chiostro di San Francesco W.A.Mozart: Integrale dei Quartetti con Flauto Quartetto da Camera dell’OIR – Festival Federico Cesi

    23 luglio ore 18 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani Recital Lirico – Festival Federico Cesi

    ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “E’ stata la mano di Dio” – Cinema Esperia e Comune di Trevi

    ore 21.30 – Chiostro di San Francesco CONTEMPORANEA – Simeon Ten Holt: Il Canto Ostinato Actuál Ensemble featuring Giuseppe Silvi – Festival Federico Cesi

    24 luglio dalle ore 17 alle ore 19 – Chiostro di San Francesco Tabu – Visita guidata La Donna nei Secoli_Le Opere raccontano. Danza Una bambola in scena. Una donna si racconta A cura di Menti Associate ore 21.30 – Chiostro di San Francesco Follia Barocca: Telemann, Bach, Corelli, Vivaldi Giuseppe Nova fl Maurizio Fornero clav – Festival Federico Cesi

    25 luglio ore 18 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Contemporary Piano Recital – Festival Federico Cesi

    27 luglio ore 18 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Piano Recital – Festival Federico Cesi

    ore 21.30 – Chiostro di San Francesco “Prodigi”: Brando Maria Medici vl, Shin Inchul pf – Festival Federico Cesi

    28 luglio ore 18 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Musica da camera – Festival Federico Cesi

    ore 21.30 – Chiostro di San Francesco Omaggio a Renata Tebaldi – Festival Federico Cesi

    29 luglio ore 18 – Chiesa di San Francesco CONTEMPORANEA – Rebounds contemporary Ensemble – Festival Federico Cesi

    30 luglio ore 11.30 – Sala Salomone Villa Fabri CONTEMPORANEA – Composizione al femminile – Festival Federico Cesi

    ore 16 – Sala Salomone Villa Fabri CONTEMPORANEA – Donne Compositrici: Tavola Rotonda in collaborazione con AMAT Lab – Festival Federico Cesi

    ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Luigi Proietti detto Gigi” – Cinema Esperia e Comune di Trevi

    ore 21.30 – Chiesa di San Francesco CONTEMPORANEA – Sinfonica al Femminile Musiche di Mozart, Hsu Chia-yu , Sara Maeng, Marquez, Chaminade, Greta Dari pf, Orchestra Internazionale di Roma dir Antonio Pantaneschi – Festival Federico Cesi

    31 luglio ore 18 – Chiesa di San Francesco FH Giovani: Clarinetto Recital – Festival Federico Cesi ore 21.15 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Spencer” – Cinema Esperia e Comune di Trevi

    Ritorna alla pagina APPUNTAMENTI

  • Estate a Trevi Agosto 2022

    Comune di Trevi

    Estate a Trevi

    Agosto 2022

    1 agosto 2022 ore 18.00 – Sala Salomone di Villa Fabri FH Giovani: Violin Recital Festival Federico Cesi

    2 agosto 2022 ore 21.30 – Chiostro di San Francesco The Gipsy and the Bird – Ensemble L’Araba Fenice Angelica Girardi Soprano, Francesco Girardi Flauto, Pierluigi Camicia Pianoforte Festival Federico Cesi

    3 agosto 2022 ore 21.30 – Chiostro di San Francesco “Nicola Matteis: da Napoli a Londra attraverso l’Europa” Ensemble Barocco “Le Musiche da Camera” (Vl, Voce, Tiorba, Cembalo, Vlc) Festival Federico Cesi

    5 agosto 2022 ore 18.00 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Piano Recital A cura di Festival Federico Cesi ore 21.30 – Chiostro di San Francesco Povero Cor t’Inganni: Soler, Sor, Giuliani, Tosti, Annalisa Pellegrini sopr Stefano Palamidessi chit A cura di Festival Federico Cesi ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Alcarras” A cura di Cinema Esperia e Comune di Trevi

    6 agosto 2022 ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Top Gun: Maverick” A cura di Cinema Esperia e Comune di Trevi ore 21.30 – Chiostro di San Francesco “Tangos!” musiche di Piazzolla, Villoldo, Gardel. – Duo Maclè, pianoforte a quattro mani: Sabrina Dente e Annamaria Garibaldi. Festival Federico Cesi

    7 agosto 2022 ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri Cinema con Vista “Lunana” A cura di Cinema Esperia e Comune di Trevi

    8 agosto 2022 ore 18.00 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Double Bass A cura di Festival Federico Cesi ore 21.30 – Ninfeo di Villa Fabri 150° Aleksandr Skrjabin: Il suono luce, la magica sinestesia dei suoni e dei colori Spettacolo multimediale – Alessandro Bistarelli pianoforte Festival Federico Cesi

    9 agosto 2022 ore 21.30 – Chiostro di San Francesco Gran Galà Lirico: i più famosi duetti d’opera Festival Federico Cesi 10 agosto 2022 ore 18.00 – Chiostro di San Francesco La Città che Suona – city walking Festival Federico Cesi ore 21.30 – Chiostro di San Francesco “Souvenir d’un lieu cher” – Musiche di Caikovskij, Sibelius, Dvorak Duo di Perugia: Patrizio Scarponi vl, Giuseppe Pelli pf Ingresso a pagamento con degustazione A cura di Festival Federico Cesi ore 20.00 – Ponze Cena Sotto le stelle A cura della Pro Trevi

    12 agosto 2022 ore 12.00 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Strings Recital Ingresso Libero Festival Federico Cesi

    13 agosto 2022 ore 18.00 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Piano Recital Ingresso Libero Festival Federico Cesi

    19 agosto 2022 Ninfeo di Villa Fabri Delitto al Castello di Aldo Cirri Compagnia Teatrale “I Clitunnali”

    21 agosto 2022 ore 12.00 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Piano Recital Festival Federico Cesi ore 18.00 – Chiesa di San Francesco FH Giovani: Wind Concert A cura di Festival Federico Cesi

    22 agosto 2022 ore 18.00 – Chiesa di San Francesco FH Giovani: Violino Recital Festival Federico Cesi ore 21.30 – Teatro Clitunno “Dido and Aeneas” di Henry Purcell. CivicAntiqua Ensemble Gabriele Benigni vl concertatore, Annalisa Pellegrini vocalità, Andrea Brugnera regia A cura di Festival Federico Cesi

    23 agosto 2022 ore 18.00 – Chiesa di San Francesco FH Giovani: Early Music Festival Federico Cesi

    24 agosto 2022 ore 18.00 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Canto e Pianoforte Festival Federico Cesi ore 21.30 – Chiostro di San Francesco I grandi solisti: Carlo Marchione, chitarra. Musiche di Bach, Sor, Ponce, Vassiliev, Zea A cura di Festival Federico Cesi

    25 agosto 2022 ore 18.00 – Chiesa di San Francesco FH Giovani: Galà Lirico Festival Federico Cesi

    26 agosto 2022 ore 12.00 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Piano Recital Festival Federico Cesi ore 21.30 – Chiostro di San Francesco Brasiliana: Omaggio a Luiz Bonfà. Gioia Persichetti voce & Duo Corde Brasiliane Festival Federico Cesi ore 19.00 – Ninfeo di Villa Fabri Giovanni Truppi “Tutto l’universo Tour” Suoni Controvento in collaborazione con il Comune di Trevi

    27 agosto 2022 ore 09.00 – Partenza da Piazza Garibaldi PIERGIORGIO PULIXI – PER COLPA MIA Percorso ad anello: Trevi – Santa Maria in Valle – Coste San Paolo – Sant’Arcangelo – Trevi. Distanza 15km – 400 mt dislivello positivo e 400 mt dislivello negativo. Difficoltà: Media A cura di Suoni Controvento in collaborazione con Comune di Trevi e In&OutdoorUmbria ore 12.00 – Chiesa di San Francesco FH Giovani: Piano Recital A cura di Festival Federico Cesi ore 15.00 – Villa Fabri Mostra Internazionale di Liuteria A cura di Festival Federico Cesi ore 16.00 – Ritrovo Piazzetta del Teatro Delitto nel Borgo – “Oscuri segreti” A cura di Suoni Controvento in collaborazione con Associazione Roompicapo ore 17.00 – sala Salomone Villa Fabri Presentazione del nuovo Cd di chitarra A cura di Festival Federico Cesi ore 21.30 – Chiostro di San Francesco “Beethoven for Two” – SoloDuo: Matteo Mela & Lorenzo Micheli chitarre A cura di Festival Federico Cesi 28 agosto 2022 ore 10.00 – Villa Fabri Mostra Internazionale di Liuteria A cura di Festival Federico Cesi Ore 16.00 – Chiesa di San Francesco Presentazione del disco “The agitated calm of insubstantial space. La quiete agitata dello spazio immateriale” di Sàndor Vàly e Attila Kalòczkai A cura di Menti Associate in collaborazione con Palazzo Lucarini ore 17.00 – Sala Salomone Villa Fabri Premio “Mario D’Agosto” – Concerto finale e Premiazione A cura di Festival Federico Cesi ore 21.30 – Chiostro di San Francesco “El sombrero de tres picos” – Musiche di de Falla, Boccherini, Brouwer, Piazzolla Opera Nova Guitar Quartet Festival Federico Cesi

    29 agosto 2022 ore 18.00 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Guitar Recital Festival Federico Cesi

    ore 22.00 – Villa Fabri Guitar Night – Maratona musicale Festival Federico Cesi

    30 agosto 2022 ore 21.30 – Chiesa di San Francesco Il Grande Rinascimento Musicale – Stefano Pellini, organo Festival Federico Cesi

    31 agosto 2022 ore 12.00 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Piano Recital Festival Federico Cesi

    ore 21.30 – Chiesa di San Francesco Duo Pianistico Dibattista-Liso Festival Federico Cesi

    SETTEMBRE 1 settembre 2022 ore 17.30 e ore 21.30 – Teatro Clitunno Giacomo Puccini: La Boheme – Regia di Matteo Peirone A cura di Festival Federico Cesi

    2 settembre 2022 ore 12.15 – Sala Salomone Villa Fabri La Vocalità di Lorenzo Perosi Conferenza-seminario. Raimundo Pereira Martinez, relatore A cura di Festival Federico Cesi ore 18.00 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Piano Recital A cura di Festival Federico Cesi

    3 settembre 2022 ore 21.15 – Chiesa di San Francesco Concerto d’organo nell’ambito del progetto Musica Ricercata A cura di Opificio Sonoro

    4 settembre 2022 ore 12.00 – Sala Salomone Villa Fabri FH Giovani: Piano Recital A cura di Festival Federico Cesi ore 17.00 – Chiesa di San Francesco 150° Lorenzo Perosi – Opere Corali – Umbria Cantat, Coro Città di Firenze, Musiche di Mozart e Perosi A cura di Festival Federico Cesi

    9 e 10 settembre 2022 – Chiesa di San Francesco Giornate di studio per i 500 anni dall’adorazione dei Magi del perugino a Trevi A cura di Menti Associate

    9 e 10 settembre 2022 – Teatro Clitunno Musica per l’orizzonte – Jazz-World Music Festival A cura del Comune di Trevi 11 settembre 2022 ore 09.15 – Villa Fabri GustaTrevi Mountain Bike A cura dell’Associazione GustaTrevi MTB in collaborazione con il Comune di Trevi e Associazione Pro Trevi

    16 settembre 2022 ore 21.00 – Complesso Museale di San Francesco “Concerto Italiano”. Duo Carbone – Lazzeri A cura di International Guitar Festival

    17 settembre 2022 dalle ore 09.00 alle ore 20.00 – Villa Fabri e Piazza Garibaldi Trevi Benessere ore 15.00 – Complesso Museale di San Francesco Incontro con gli alunni dell’ICT Valenti Trevi A cura di International Guitar Festival ore 21.00 – Chiesa di San Francesco Roberto Fabbri A cura di International Guitar Festival 18 settembre 2022 dalle ore 09.00 alle ore 20.00 – Villa Fabri e Piazza Garibaldi Trevi Benessere ore 21.00 – Complesso Museale di San Francesco “Duo Ruggieri del Plato” A cura di International Guitar Festival

    22 settembre 2022 ore 21.00 – Complesso Museale di San Francesco “Noche Flamenca” A cura di International Guitar Festival 25 settembre 2022 dalle ore 09.00 alle 11.00 – Ninfeo di Villa Fabri La Francescana Cicloturistica A cura de La Francescana

    27 settembre 2022 ore 21.00 – Complesso Museale di San Francesco “La magia delle sei corde”. Diego Campagna A cura di International Guitar Festival

    28 settembre 2022 ore 15.00 – Complesso Museale di San Francesco Incontro con gli alunni dell’ICT Valenti Trevi A cura di International Guitar Festival ore 18.30 – Complesso Museale di San Francesco “La chitarra attraverso i secoli”. Francesco Taranto A cura di International Guitar Festival

    29 settembre 2022 ORE 19.00 – Complesso di Villa Fabri 6° Edizione “Giornate dell’energia e dell’economia circolare di Trevi” A cura di World Energy Council 30 settembre 2022 ore 10.00 – Complesso di Villa Fabri 6° Edizione “Giornate dell’energia e dell’economia circolare di Trevi” A cura di World Energy Council dalle ore 19.00 alle ore 24.00 – Centro Storico Convivium A cura dell’ Ente Palio dei Terzieri

    ________________________________________ OTTOBRE

    1 ottobre 2022

    ore 10.00 – Chiesa di San Francesco 6° Edizione “Giornate dell’energia e dell’economia circolare di Trevi” A cura di World Energy Council dalle ore 20.00 alle ore 24.00 – Centro Storico Corteo Storico e Allegorie A cura dell’ Ente Palio dei Terzieri

    2 ottobre 2022 dalle ore 14.00 alle ore 19.00 – Centro Storico Corteo Storico e Palio dei Terzieri A cura dell’ Ente Palio dei Terzieri ore 20.00 – Centro Storico Apertura Taverne A cura dell’ Ente Palio dei Terzieri

    8 ottobre 2022 dalle ore 14.30 alle ore 17.00 – centro Storico Palio dei Bambini A cura dell’ Ente Palio dei Terzieri dalle ore 20.00 alle ore 23.00 – Piazza Mazzini Sfida dei Suoni dei Terzieri A cura dell’ Ente Palio dei Terzieri

    15 ottobre 2022 dalle ore 15.00 alle ore 20.00 – Piazza Mazzini Sagra del Sedano e della Salsiccia A cura dell’Associazione Pro Trevi ed Ente alio dei Terzieri dalle ore 20.00 alle ore 24.00 – Centro Storico Scene di Vita Medievale A cura dell’ Ente Palio dei Terzieri

    16 ottobre 2022 dalle ore 09.00 alle ore 20.00 – Piazza Mazzini Sagra del Sedano e della Salsiccia A cura dell’Associazione Pro Trevi ed Ente Palio dei Terzieri dalle ore 09.00 alle ore 22.00 – Centro Storico Mercati Artigianali A cura dell’Ente Palio dei Terzieri dalle ore 17.00 alle ore 21.00 – Centro Storico Scene di Vita Medievale A cura dell’ Ente Palio dei Terzieri

    23 ottobre 2022 dalle dalle ore 09.00 alle ore 20.00 – Piazza Mazzini Castagnata ed Antichi Sapori A cura dell’Associazione Pro Trevi ed Ente Palio dei Terzieri ore 10.00 – Centro Storico Esibizione Arceri A cura dell’ Ente Palio dei Terzieri

    29 ottobre 2022 dalle ore 09.00 alle ore 20.00 – Trevi Festivol A cura del Comune di Trevi

    30 ottobre 2022 dalle ore 09.00 alle ore 20.00 – Trevi Festivol A cura del Comune di Trevi Ore 16.30 – Teatro Clitunno Trevi Premia A cura del Comune di Trevi

    1 novembre 2022 – Trevi Olio Trekking Fascia Olivata A cura dell’Associazione Pro Trevi

    2 luglio 2022 / 11 settembre 2022 Palazzo Lucarini Contemporari

    Titolo: Marco Brandizzi. Ascoltavo una musica rivoluzionaria Genere: arte contemporanea. Mostra personale Artista: Marco Brandizzi A cura di: Maurizio Coccia e Mara Predicatori Inaugurazione: 2 luglio, dalle 11:00 alle 18:00 Date: 03-07>11-09- 2022 – dal venerdì alla domenica, 15:30-18:30. Sede: Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”, Trevi (PG), Italy Segreteria e logistica: Associazione Culturale “Palazzo Lucarini Contemporary” (Presidente Giovanni Curti) Ente patrocinatore: Comune di Trevi (Sindaco Bernardino Sperandio) Con il sostegno di: Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno

    2 luglio 2022 / 11 settembre 2022 Palazzo Lucarini Contemporari I SCREAM di FILIPPO MORONI prima mostra della serie “Boys don’t cry” progetto collaterale di “Palazzo Lucarini Contemporary” in collaborazione con Accademia di Belle Arti P. Vannucci di Perugia a cura di Maurizio Coccia e Mario Consiglio Cappella di Palazzo Lucarini

    9 luglio 2022 / 25 settembre 2022 Complesso Museale di San Francesco Narrazioni Fiorite “I Trittici di Giovanni Di Corraduccio per Trevi”

    Ritorna alla pagina APPUNTAMENTI

  • itinerario turistico

    Inglese.gif (311 byte)

    Come nacque questa guida

    1 – Ex porta del Lago 2 – Teatro Clitunno 3 – Disegno monocromo 4 – Chiesa di S. Giovanni 5 – Affresco dei Ss. Protettori 6 – Piazza Mazzini 7 – Torre 8 – Palazzo Comunale 9 – Ex Ospizio 10 – Porta del Morto 11 – Palazzo Valenti 12 – Chiesa di S. Francesco 13 – Torrione Circolare 14 – Convento di S. Francesco 15 – Santa Reparata 16 – Antica porta 17 – Palazzo Manenti 18 – Palazzo Urighi 19 – Palazzo Prepositura Valenti 20 – Palazzo Parriani 21 – Ex chiesa S. Filippo Neri 22 – Palazzo Approvati 23 – Resti della Rocca 24 – Palazzo Petroni

    25 – Casa Riccardi 26 – Palazzo Lucarini 27 – Chiesa di S. Emiliano 28 – Palazzo Urighi 29 – Palazzo Manenti

    30 – Botteghe medievali 31 – Palazzo Salvi (casa Parrocchiale) 32 – Casa del ‘400 33 – Palazzo Ciccaglia 34 – Campanile

    35 – Ex Monastero S. Bartolomeo 36 – Ex Chiesetta di S. Pio 37 – Portico del Mostaccio 38 – Palazzo Natalucci 39 – Ex Ospedale di S. Giovanni

    La nostra è una terra non oscura dell’Umbria che ha intensamente vissuto tutti i periodi della storia d’Italia dei quali ci parlano le numerose vestigia sparse un po’ ovunque nel territorio. Una terra sempre in linea con i tempi e talvolta, in alcuni campi, persino all’avanguardia, grazie all’opera dei suoi abitanti che da sempre hanno lottato e lottano per una vita più giusta ed un habitat a misura d’uomo. Fu pagus umbro (Plinio il Vecchio parla dei Trebiates come degli originari abitatori di questa terra) sorto forse nel 450 a.C.. Conquistata dai Romani, nel 284 a.C., fu municipio retto da quattuorviri. In latino fu chiamata TREBIA o LUCANA TREBIENSIS. Circa l’origine del suo nome gli studiosi hanno avanzato una serie innumerevole d’ipotesi delle quali, per brevità, citiamo soltanto le principali. Una, la più semplicistica, sostiene che il nome sia derivato dal sorgere in prossimità di un incrocio di strade: TRIVIUM. Altra, molto più romantica, dal fatto che gli antichi abitatori erano dediti al culto di Diana, dea della caccia e altrimenti chiamata anche Diana Trivia. La più accreditata e sicuramente la più giusta, è quella che fa derivare il nome dall’Umbro «trebeit» (habitat o agglomerato urbano). La città, sia in epoca umbra che romana sorgeva quasi sicuramente giù in pianura, in località Pietrarossa: ricchi ritrovamenti archeologici ne sono la più sicura testimonianza. Qui sulla sommità del colle, v’era il tempio dedicato a Diana Trivia. Trebiae, in epoca romana, ebbe una grande rilevanza posta com’era sul diverticolo spoletino della Flaminia, a confine con la zona sacra al dio Clitunno ed attraversata dall’omonimo fiume, allora navigabile, attraverso il quale si poteva giungere sino a Roma. Tiberio vi volle un altro teatro a sue spese. Caligola visitò più volte questi luoghi. Il cristianesimo vi fu introdotto sul finire del secondo secolo da Feliciano, vescovo di Foligno, che innalzò un tempio dedicato alla Trinità sulle rovine di quello di Diana. Fu sede vescovile sino al 1059 quando, dall’imperatore Enrico III, la diocesi fu soppressa ed unita a quella di Spoleto. Il primo vescovo fu l’armeno Emiliano, martirizzato nel 303 sotto Diocleziano. Da allora i trevani lo elessero loro principale patrono ed onorano la sua festa il 28 gennaio facendola precedere, la sera della vigilia, dalla processione dell’«Illuminata», la più antica manifestazione della nostra regione. Dal IV secolo e principalmente nel V, a causa del decadere della potenza romana, degli immensi disastri causati dai terremoti (questi, che in alcuni periodi ebbero la durata di sei mesi, oltre che la distruzione della città provocarono la dispersione della maggior parte delle acque del Clitunno) e delle ormai cicliche invasioni barbariche, i trevani abbandonarono l’antico sito per stabilirsi definitivamente su questo colle ove più facile poteva essere la difesa ed in minor misura si subiva l’impeto dei terremoti. La circondarono di poderose mura a tre ordini di scarpata e senza feritoie. Patì le invasioni barbariche e con l’occupazione longobarda fece parte del Ducato di Spoleto. Sul finire del XII secolo si eresse a libero comune e da allora fu sempre guelfo. Ebbe un vastissimo territorio che da Sellano, Cammoro, Orzano e Pettino si estendeva sino ai Monti Martani comprendendo Fabbri, San Luca, La Fratta, Castelritaldi e Pissignano.

    Fu costretto a vivere tra due potenze più forti: Spoleto e Foligno. Nel 1214 Diepoldo, duca di Spoleto, la fece distruggere sin dalle fondamenta. Per ovviare a tali inconvenienti i politici trevani svilupparono una politica estera che li portò spesso ad allearsi con Perugia che già in quell’epoca iniziava a contendere a Spoleto il titolo di «Caput Umbriæ». Papa Bonifacio IX, per premiare la secolare fedeltà di Trevi alla Chiesa, il 27 Dicembre 1389 le riconobbe il libero governo che di fatto già esercitava da lungo tempo. Subì poi, seppur per brevi periodi, il vicariato dei Trinci, le occupazioni di Nicolò e Francesco Piccinino, di Biordo Michelotti, degli Sforza di Milano e dei Maurizi. Papa Niccolò V nel 1454 le confermò gli antichi privilegi. Iniziò così un lungo periodo relativamente calmo durante il quale Trevi si dedicò, oltre che a migliorare le sue istituzioni, a dotarsi dei mezzi necessari per affrontare quello che noi oggi chiamiamo il problema sociale. Pur se si hanno documenti che attestano l’esistenza di ospedali, ospizi e lebbrosari già nel XII secolo, lo sviluppo maggiore in questo campo si ha proprio a partire dal 1400, grazie alla predicazione e alle opere dei francescani. In questo secolo nascono a Trevi un Monte di Pietà, vari Monti Frumentari, un forno pubblico e varie confraternite che s’impegneranno enormemente nella Pubblica Beneficenza. Vengono ampliati e restaurati l’Ospedale e i Mulini comunali e, soprattutto, anche il Comune inizia, tra i primi, a praticare la Beneficenza Legale. Anche la città, con la costruzione di nuovi palazzi, assume l’aspetto attuale. Nel 1470, Trevi ebbe la quarta tipografia in Italia e la prima società tipografica del mondo. Non fu un caso che la prima opera stampata fosse francescana. Nel 1784, Papa Pio VI riconobbe i meriti di Trevi reintegrandola nell’onore e nel titolo di città. Pochi anni dopo vi fu l’occupazione francese. Caduto l’astro napoleonico, i francesi se ne andarono carichi di un notevole bottino di opere d’arte, che in buona parte poi fece ritorno, ma lasciarono qui le loro idee che creeranno molti problemi e saranno motivo di aspre lotte che si protrarranno per molto tempo ancora dopo l’unificazione nazionale. Fu annessa al Piemonte in seguito al plebiscito del 4/11/1860. Il 21 Aprile 1928, natale di Roma, fu una data storica: veniva, infatti, inaugurato il nuovo acquedotto che portava l’acqua a Trevi per pompaggio da alcune sorgenti del Clitunno. Quando i nostri antenati si stabilirono qui per paura dei barbari e dei terremoti, cominciarono ad essere assillati dal problema dell’approvvigionamento idrico per risolvere il quale spesero molte idee e risorse. Ora, che il problema dell’acqua non l’avrebbe più assillata, sembrò iniziare per Trevi un’era nuova foriera di grandi miglioramenti. Iniziava, viceversa, appena pochi anni dopo a manifestarsi, leggera, invisibile ma costante, una nuova calamità che, quasi come un’invasione barbarica, s’abbatteva sull’Italia e che è tutt’ora in atto: il problema dei centri storici. Siamo certi, però, che coloro che verranno dopo di noi potranno dire che Trevi ha superato anche questa avversità.

    Portatevi al punto n 1 all’inizio di via Roma verso piazza Garibaldi (dove potrete parcheggiare la vostra auto) e seguite le orme disegnate sulla strada.

  • Itinerario turistico (39)

    Inglese.gif (311 byte)

    Qui risiedeva l’antico ospedale retto dalla confraternita della Misericordia, che nelle “riformanze” del 1393 è detto “ospedale novo”! I resti delle pitture che vedete ne sono una testimonianza. Nel 1817 la confraternita ottenne di poter trasferire l’ospedale nel convento dei Domenicani, non più ritornati a Trevi dopo la soppressione napoleonica. In questo stabile venne successivamente ospitata la caserma dei carabinieri con le annesse carceri (notare le robuste inferriate alle finestre) al tempo in cui Pio IX era arcivescovo di Spoleto.

    Fine dell’itinerario

    Avete così terminato il breve giro turistico che, nelle nostre intenzioni, avrebbe dovuto darvi una prima idea di questa nostra amata cittadina. Per chi avesse un po’ più tempo raccomandiamo una visita alla Piaggia — con suggestivi scorci delle mura — e alle magnifiche chiese delle Lagrime, San Martino, Pietrarossa e Bovara.

    (Alberto Barbini 1989-2008)

    Vai al punto precedente Ritorna alla pagina Breve itinerario

  • Itinerario turistico (4)

    Inglese.gif (311 byte)

    Sia la facciata che l’interno rivelano un radicale intervento neoclassico a cui forse non fu estranea la presenza in Trevi, nel 1832, del Valadier.

    Una storia hanno anche i ferri che esternamente vedete ai lati della porta d’ingresso. Fino a tempi non proprio remoti su di essi sedevano, al mattino, i disoccupati nella fiduciosa attesa di una offerta di lavoro.

    Il pomeriggio, a sinistra, si sedevano le linguacce e, a destra, i cornuti: questo sostenevano le donne che di qua erano costrette a passare.

    Ad essi ambivano attaccarsi, per ottenere l’immunità, i condannati a morte che per questa via dovevano passare per recarsi al luogo dell’esecuzione. (Alberto Barbini 1989-2008)

    Altre notizie

    Vai al punto precedente Ritorna alla pagina Breve itinerario Vai al punto successivo

  • Itinerario turistico

    Italiano.gif (234 byte)

    1 – Ex porta del Lago 2 – Teatro Clitunno 3 – Disegno monocromo 4 – Chiesa di S. Giovanni 5 – Affresco dei Ss. Protettori 6 – Piazza Mazzini 7 – Torre 8 – Palazzo Comunale 9 – Ex Ospizio 10 – Porta del Morto 11 – Palazzo Valenti 12 – Chiesa di S. Francesco 13 – Torrione Circolare 14 – Convento di S. Francesco 15 – Santa Reparata 16 – Antica porta 17 – Palazzo Manenti 18 – Palazzo Urighi 19 – Palazzo Prepositura Valenti 20 – Palazzo Parriani 21 – Ex chiesa S. Filippo Neri 22 – Palazzo Approvati 23 – Resti della Rocca 24 – Palazzo Petroni

    25 – Casa Riccardi 26 – Palazzo Lucarini 27 – Chiesa di S. Emiliano 28 – Palazzo Urighi 29 – Palazzo Manenti

    30 – Botteghe medievali 31 – Palazzo Salvi (casa Parrocchiale) 32 – Casa del ‘400 33 – Palazzo Cicccaglia 34 – Campanile

    35 – Ex Monastero S. Bartolomeo 36 – Ex Chiesetta di S. Pio 37 – Portico del Mostaccio 38 – Palazzo Natalucci 39 – Ex Ospedale di S. Giovanni

    Informations about our History

    Our land is a not unknown part of Umbria, which has lived intensely every period of the Italian history, as testified by the many vestiges scattered almost everywhere across the territory. It is a land that has always moved with the times and sometimes, in certain fields, even groundbreaking, thanks to its people who have always fought for a better life and a pleasant habitat. In the roman period it was a pagus (rural district)umbro (Plinio il Vecchio talks about the Trebiates calling them the original inhabitants of this land), probably built in 450 a.C. Conquered by the Romans in 284 a.C., it became a municipality governed by four quattruoviri. Its latin name was Trebia, or Lucana Trebiensis.

    Scholars have formulated many hypotheses about the origin of its name; to be brief, we will mention just few of them. The most simplistic one maintains that the name derives from the fact that the village was near a crossroads: Trivium. Another one, much more romantic, wants the name connected with the local cult of the hunter goddess Diana, called also Diana Trivia. The most correct is probably the one that maintains that the name derives from the ancient umbra word for village: “trebeit”.

    The village, during the umbro and the roman period, was situated in the plain, in Pietrarossa: many archaeological findings are the strongest evidences of it. On the top of the hill rose the temple dedicated to Diana Trivia. During the roman period Trebiae was very important, being on the by-way for Spoleto, near the holy land consecrated to the God Clitunno and crossed by the homonym river, navigable at that time, through which it was possible to reach Rome. Tiberio built there another theatre at his expenses; Caligola visited the place many times. Christianity was introduced at the end of the second century by Feliciano, bishop of Foligno, who built a temple dedicate to the holy Trinity upon the ruins of the temple of Diana. Trebiae remained a diocese until 1059, year in which it was unified with the Spoleto diocese by the emperor Enrico III.

    The first bishop was the Armenian Emiliano, martyred in 303 during the time of Diocleziano. Since then the Trevani chosed him as patron and honoured his festivity (28 January) with the procession of the “Illuminata”, that takes place during the eve and is the most ancient festivity event of our region.

    Since the IV and especially during the V century, due to the decay of the roman power, to the tremendous disasters caused by the earthquakes (in some periods they lasted even six months, causing the destruction of the village and the dispersion of the most part of the Clitunno’s water) and to the cyclical Barbarian Invasions, the Trevani left the old site to settle down definitively on the top of the hill, where it was easier to defend themselves and where the earthquakes were less potent. They encircled the new village with a strong scarp wall, without slits. It suffered the barbarian invasions and became part of the Ducato of Spoleto, under the Longobard rule. At the end of the XII century it became a free municipality and it has always been Guelph since then.

    Trevi had a very large territory: from Sellano, Cammoro, Orzano and Pettino to the Monti Martani, including Fabbri, San Luca, La Fratta, Castelritaldi and Pissignano. It was doomed to live between two stronger powers: Spoleto and Foligno. In 1214 Diepoldo, duke of Spoleto, completely destroyed the city. In order to remedy, the trevani politicians developed a foreign policy that often brought the city in alliance with Perugia, which in that period fought with Spoleto for the title of “Caput Umbriae”.

    Pope Bonifacio IX, to reward the long loyalty of Trevi to the church, conceded to the village the status of a free government.

    It suffered then, for brief periods, the vicariate of the Trinci family, the occupations of Nicolò and Francesco Piccinino, Biordo Michelotti, of the Sforza family and the Maurizi. Pope Nicolò V confirmed the old privileges in 1454. A long period of calm started then, during which Trevi worked to improve its political institutions and social situation. Even if we have documents that testify the existence of hospitals and almshouses even in the XII century, the greatest development in the field took place during the XV century, thanks to the preaching and the work of the Franciscan order. In this century we have the birth of a Monte di Pietà, many Monti Frumentari , a public oven and many charity brotherhoods. Hospitals and municipal mills were restored and the public administration started to practice the legal charity. The city, due to the construction of many palaces, took its today’s aspect. In 1470 Trevi had the fourth typography in Italy and the first typographic society in the world. Not accidentally the first work to be printed was a Franciscan one.

    In 1784, Pope Pio IV rewarded Trevi with the status of “city”. Few years later there was the French invasion. After the fall of Napoleon the French soldiers went away with a rich plunder of works of art (many of them have came back), but leaving behind them their ideas, source of many problems even after the national unity. It was annexed to Piemonte after the 4/11/1860 plebiscite.

    The 21/04/1928 was a memorable date: the inauguration of the aqueduct leading the water from the Clitunno founts to Trevi. Since the time of the migration of the Trevani to the hill-top the water problem had been a very serious one. When the aqueduct solved the problem a new and better era seemed to start for Trevi. But some years later a new problem appeared in Italy, almost a new barbarian invasion, still worrying: the problem of the historical city centres.

    Go to point 1, at the beginning of via Roma, toward Piazza Garibaldi (where you can park your car) and follow the footsteps painted on the street. The numbers indicating the stops correspond to the following ones.