Categoria: Storia

  • Chiesa S. Emiliano – Altare Trinità

    Trevi, Italy. Chiesa di S. Emiliano, Altare della Trinità. Olio su tela.

    Foto 1993

    É datato 1585. Nell’ultima ricostruzione della chiesa fu posizionato sul braccio destro della croce, ma originariamente era in fondo all’abside della chiesa quattrocentesca, ove ora è il passaggio per la sagrestia. La volta di questo locale infatti conserva ancora la primitiva decorazione con cartigli inneggianti alla Trinità.

    Si può ammirare un bel prospetto marmoreo con decorazioni policrome. Due porticine laterali, molto elaborate, fanno parte integrante della scenografia.

    Un discorso particolare merita la grande tela, attualmente al restauro.
    In seguito ad una attenta analisi critica, un noto studioso ha ipotizzato una pittura sottostante di ben più alto livello e l’ipotesi fu confermata confermata dal saggio successivo.1

    Nel 1997 la tela fu inviata al restauro ed è ritornata nel 2002 orrendamente mutilata. (vedi scheda)

    Foto2002

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    Note

    1) B Toscano, Relazione al Convegno sul Centenario della ricostruzione della Chiesa di S. Emiliano, Trevi, 30/10/93

  • S. Emiliano a Ripa di Perugia

    Sant’Emiliano Il culto a Ripa di Perugia

    Esistono vari santi con questo nome venerati in varie città d’Italia e d’Europa, ma l’unico che si identifica con il patrono di Trevi è venerato a Ripa, antico castello ora frazione del comune di Perugia.

    Il castello si divideva in due rioni, uno con il nome di S. Antonio e uno con il nome di S.Emiliano.

    Antiche memorie testimoniano di una chiesa nella campagna intitolata a S. Emiliano.

    Ogni anno si celebra la festa del Santo.

    Ripa di Perugia - Distribuzione del pane per la festa di S. Emiliano

    Ripa –

    Distribuzione del pane il giorno della festa

    (2000)

    Ripa (PG) - Chiesa parrocchiale - Altare di S. Emiliano (2000) Ripa – Chiesa parrocchiale – Altare di S. Emiliano (2000)

    Di solito una delegazione di Trevi partecipa alla festa di Ripa e una delegazione di Ripa partecipa alla processione di Trevi

    Non molti anni fa, per ricordare l’antico culto, un altare dedicato a S. Emiliano è stato eretto nella chiesa parrocchiale.

    Su pannelli in ceramica è raffigurato il Santo tra i leoni del circo.

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    103

  • S.Emiliano -I parroci

    I parroci
    di S. Emiliano

    pagina in elaborazione

    Data nascita e morteParroco dalal
    Don Giuseppe Agostini 1855 -191818901918
    Don Francesco Peticchi1887 – 195619191955
    Don Diamante Santucci1908 – 197319551973
    Don Tommaso Chianella1933 – 200719731996
    Don Pietro Pantalla1939 – 200219962002
    Don Angelo Nizzi2002

    Chiesa S.Emiliano- VISITA GUIDATA Ritorna alla pagina EPIGRAFI MODERNE

    05Y

  • Stemma dei Senzasono di Norcia

    Famiglia Senzasono
    di Norcia

    Stemma della famiglia Senzasono di Norcia.

    Gli autori locali non ci danno notizie di questa famiglia

    L’attribuzione si deve alla cortesia del dott. Ferrante Mancini Lucidi (comunicazione del 13/8/2008)

    Trevi, Museo, Stemma non identificato

    Trevi, Raccolta d’Arte di S. Francesco –

    Stemma in pietra

    di provenienza ignota.

    Foto30/04/04 –

    674-23

    Stemma Senzasono da:

    Fabio Iambrenghi in

    Una mostra un restauro

    , Norcia 2002, pag 103

    Norcia, Cattedrale, Cappella della Madonna della Misericordia.

    Stemma di Giacinto Senzasono 1640-41

    Foto 2/9/2008

    P20847c

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    088-9

  • Chiesa di S. Giovanni – Monumento funebre di Alessandro Valenti

    Chiesa di S. Giovanni
    Monumento funebre ed epigrafi di Alessandro Valenti

    Nella chiesa di S. Giovanni “della Piazza”, ai due lati, prima dei gradini del presbiterio

    Trevi, Chiesa di S. Giovanni, Monumento Funebre di Alessandro Valenti

    IMAGO

    ALEXANDRI VALENTIS SFORTIE F. QVI

    VIVENS LOCA PIA AVXIT NEMINI NO-

    CENS SUOS ET ALIOS RE ET CONSILIO

    IVVIT TAMDEM DECEDENS PROFVIT

    COMPLURIBUS

    Può essere così tradotta:

    Immagine di Alessandro figlio di Sforza Valenti, il quale in vita accrebbe molti luoghi pii, a nessuno nuocendo, favorì altri con i beni e con il consiglio e anche morendo fu di aiuto a molti

    Il ritratto fu eseguito quando il personaggio era ancora in vita

    1

    .

    Trevi, Chiesa di S. Giovanni, Epigrafe di Alessandro Valenti

    Trevi, Chiesa di S. Giovanni,

    Epigrafe di Alessandro Valenti

    1570 ca.

    (foto 2/2003)

    ALEXANDRO VALENTI S

    TI

    FAVSTINI ABBATI, SS

    JACOBI ET

    PHILIPPI A MONTE CASTELLO TVDERIS SS STEPHANI A PICCI-

    CHIS, ANGELI DE ARSICCIALIBVS, ET A CASTRO FABBRI SPOLE-TINAE DIOECIS DILIGENTISSIMO RECTORI, N

    O

    NVLLOR

    V

    ETI-

    AM SIMPLICI

    BENEFICIORVM MERITO BENEFICIATO AC CEN-

    TVM DVCATORVM S PETRI DE VRBE CANONICATV PENSIONA-

    NATO S. PAVLI MILITI, ET IN MEDIOLANESI DOMINATV PER

    PAVLVM III PONT: GENERALI COLLECTORI DEPVTATAO, NEC

    NON MARII SFORTIAE APVD REGEM PHILIPPVM QVADRIENNI-

    VM CVRAM GERENTI, AC PAVLI JORDANI FLORENTIAE QVIN-

    QVENNIVM CVM ANTEA PAVLVS DE CAESIS, ET GVIDVS ASCANIVS

    SFORTIA CAR” IN CONSILIIS CAPIVNDIS MAXIMA FIDE EVM

    IAMDIVHABVERINT, COSMIQ DVCIS VOCE VOCATO, VT

    EIVS PRVDENTI CONSILIO CAR. FILIVS NON TANTVM FAMILI

    A

    COM

    E

    SALESQ SIBI PARARET, VERVM SE IPSVM COMITTERET

    ET TANDEM OCII CAVSA RIVISICCI VILLA EIVS PECUNIA EM-

    PTA PER IVLIVM III SIBI, POSTERISQ IN COMITAYVM PER IP-

    SVM ERECTA SOCIETATISQ MISERICORDIAE RECTORI,

    AC EX ANIMO ILLA HAEREDE INSTITVTA, NON

    SINE OMNIVM TREBIATVM LACRY-

    MIS IPSI CONFRATRES BENEME-

    RENTI POSVERE

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    Note

    )

    Natalucci, Durastante

    ,1985,

    Historia Universale … di Trevi, 1745

    , Todi, c.1019.

  • Monastero di S. Lucia

    Monastero di S. Lucia

    giubil03.JPG (5965 byte)

    itinerario giubilare

    ( Da un dattiloscritto di Don Sossio Fioretti, 1979)

    Il Monastero di S. Lucia, come risulta dai documenti dell’Archivio, fu fondato nell’anno 1344 da Nardulo Accorsucci, nobile trevano, il quale donò ad esso tutti i suoi beni.

    Il nome “S.Lucia” deriva dal fatto che Lucia era la moglie del fondatore, la quale vi si ritirò insieme alle figlie. Sembra che fosse preferita la regola di S. Benedetto a causa di una figlia dell’Accorsucci chiamata Scolastica, nome della santa sorella di S.Benedetto.

    Numerose giovani accorsero ben presto al Monastero, prima come semplici oblate, “poi come monache secondo la regola di S. Benedetto”. Passarono nel Monastero, nel corso dei secoli, come confessori e predicatori i più illustri personaggi del tempo, come per esempio S. Leonardo a Porto Maurizio.

    Importante l’opera di un certo P. Giovanni Battista Cancellotti della Compagnia di Gesù, insigne predicatore, il quale avendo raccolta un’immagine della Madonna del Bell’Amore, di carta, abbandonata sul lido di Livorno, la donò al Monastero. Anche ora è molto venerata, posta nel coro delle Monache a destra del Cancello.

    Il Coro è fattura della prima metà del secolo scorso, voluto da Donna M. Luisa Prosperi, anche se essa non ne vide il completamento. Nella Chiesa di stile barocco c’è un bel quadro raffigurante il martirio di S. Lucia; è anche firmato, ma la firma è illeggibile. Nel retro del parlatorio principale c’è un bellissimo affresco del ‘300, di autore ignoto, staccato da una parete del Monastero e rappresentante una Natività.

    Durante l’invasione napoleonica il Monastero fu soppresso e le monache disperse. Nel 1815 le superstiti poterono rientrare e riprendere la vita monastica insieme ad un gruppo del vicino Monastero di S. Croce. Ma la vita monastica fu riportata a regolare osservanza dalla Serva di Dio M. Luisa Prosperi. Oggi ospita 24 monache provenienti dalla zona di Trevi, dall’Abruzzo, dalle Puglie, dedite alla preghiera e al lavoro secondo lo spirito di S. Benedetto.

    Le monache vivono fiduciose che questo glorioso monastero possa continuare la sua storia con rinnovato vigore, come testimonianza luminosa di consacrazione totale.

    Z99

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  • Convento di S. Martino – Affreschi

    Convento di San Martino
    Affreschi del refettorio e del chiostro

    Il refettorio e il chiostro sono ornati con numerose pitture di Ascensidonio Spacca, detto “Il Fantino”

    Questa Ultima cena, datata 1601 è “originalmente ambientata, secondo i costumi del tempo e vivacizzata da una marcata caratterizzazione dei personaggi1

    Trevi, Italy - Convento di S. Martino -Ultima cena di A.Spacca , 1601
    Trevi, Italy - Convento di S. Martino -Medaglioni del chiostro: S.Emiliano.

    Nel chiostro, oltre ad una lunetta che rappresenta le

    stimmate di S.Francesco

    , si trovano numerosi medaglioni che raffigurano altrettanti santi, particolarmente dell’ordine francescano.

    Quello riportato a fianco rappresenta Sant’Emiliano, patrono di Trevi

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    Note

    1

    )

    Nessi:

    Da Spoleto a Trevi lungo la via Flaminia

    , Spoleto, 1979

  • Antichi statuti

    Documenti di archivio

    Gli statuti

    L’Archivio storico del Comune di Trevi, anticamente Archivio delle Tre Chiavi, conserva i documenti più antichi.

    Nel recente prezioso inventario stilato della Soprintendenza Archivistica per l’Umbria, lo statuto più antico o

    “Statuto vetustiore

    è così descritto:

    Registro- 73 –

    Statuta, ordinamenta, provisiones et leges municipales communis et populi Terre Trevii

    Sec XV

    Registro composto da cinque libri suddivisi in 309 rubriche (cc. 6-64) e da riformanze (cc. 66-81); 1432, lug. 20 – 1496, giu. 26

    Pergamenaceo. Latino. mm 415 x 275, cc. 1-81. Coperta in cartone ricoperto di pergamena; legatura in canapa e cuoio.

    Aa.ss.: 2058; A; 70 (1841). Indice iniziale (cc. 1-4).

    Apri in formato pdf: Statuto del 1432 o “Statuto vetustiore

    _______________

    Copia del 1822 dello Statuto vetustiore

    così descritto a pag. 182 del recente inventario:

    STATUTI [sec. XVIII] -1823

    regg. 3

    Statuta, vetustissima communitatis et Populi terrae Trevi”

    (dal frontespizio)

    1822

    Copia dell’antico statuto di Trevi del 1431; a c. 4 prefazione

    del “

    Santissimi Domini cubicularius”

    Antonio Santelli; a c. 7

    stemma miniato della città; cc. 8-12 rubrica dei libri.

    mm 445 x 320; cc. 1-152 Coperta di carone ricoperto in pelle e decorazioni

    in oro, al centro del piatto anteriore stemma della città; legatura in canapa

    deteriorata; latino.

    Apri in formato pdf: Copia del 1822 dello “Statuto vetustiore (LR, 67 MB)

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    136

  • Montefalco – Stemmi 1

    Stemmi di famiglie di Montefalco -1

    rilevati da copia fotostatica di Raccolta di Armi gentilizie di diverse Famiglie di Montefalco disegnati da Francesco degli Abati nel 1795

    pag. 2

    AVVISO

    Le Armi di quelle Famiglie, i di cui nomi son segnati sotto condue linee ══ sono forastiere , e messe a capriccio da chi ha fatto la presente raccolta

    Quelle contrasegnate con la + sono Famiglie estinte

    Francesco degli Abbati raccolse, e disegnò 1795

    pag. 3

    1 Egidi

    Famiglia estinta prima del 1795

    2 Barzi

    3 Calvi

    4 Moriconi Famiglia estinta prima del 1795

    pag. 4

    5 Mattioli Famiglia estinta prima del 1795

    6 Caufridi Famiglia estinta prima del 1795

    7 Beni

    8 Ciccoli Famiglia estinta prima del 1795

    pag. 5

    9 Benenati

    10 Veronici Famiglia forestiera estinta prima del 1795

    11 Piperoni Famiglia estinta prima del 1795

    12 De Cuppis Famiglia estinta prima del 1795

    pag. 6

    13 Tartari Famiglia estinta prima del 1795

    14 Gentili

    15 Fredoni

    16 Passari

    pag. 7

    17 – Imperelli Famiglia estinta prima del 1795

    (Abbozzo a matita)

    18 – Ugulati Famiglia estinta prima del 1795

    19 – Tentoni Famiglia estinta prima del 1795

    20 – Agatoni Famiglia estinta prima del 1795

    093