Ha esposto a Trevi nella collettiva F 30×20DEDALO Spazio Arte in Viale Ciuffelli, 12
È nato a Pissignano di Campello sul Clitunno. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Ha soggiornato e lavorato a Vallarius, Roma, Città del Messico e Los Angeles. Sue opere appaiono in collezioni private e pubbliche. Ha partecipato a molte mostre: da quella della Ceramica Vallarius del ’52, alla Quadriennale Roma nel ’60, al Museo Antropologico di Città del Messico con una serie di disegni sulla civiltà Maya, all’Open Mind Le-Witt Collection presso il Wadworth Atheneum di Hartford (Connecticut), oltre ad altre importanti rassegne.
IL RUOLO DELLE ACQUE NELLA VALLE SPOLETANA E NELLA VALNERINA
Presentazione del volume Molini e Molitura. in valle umbra e nella Valnerina
dell’arch. Patrizia Trivisonno
Programma
MODERATORE: Aw. Filippo De Marchis, coordinatore del Comitato per i rapporti con l’associazionismo.
Relazione introduttiva del Prof. Bruno Mattioli, responsabile didattico-scientifico del Laboratorio di Scienza della Terra del Comune di Spoleto.
Illustrazione della “Collana della Memoria” della Prof. Liana Di Marco. docente di Storia dell’Arte al Liceo Classico “Pontano Sansi” di Spoleto.
Presentazione del volume da parte del Prof. Augusto Ciuffetti, docente della Facoltà di Economia all’Università Politecnica delle Marche.
Intervento dell’autrice del volume Architetto Patrizia Trivisonno.
Per i soci Amici di Spoleto ed i loro familiari che volessero partecipare a Trevi alla presentazione sarà a disposizione un pullrnann con partenza da Spoleto, piazza della Vittoria, alle ore 16.00 e ritorno alla fine della cerimonia.
I posti andranno prenotati telefonando alla segreteria dell’Associazione e saranno assegnati secondo l’ordine di presentazione sino ad esaurimento.
Via dei Giardini 2, S. Maria in Valle di Trevi Tel. 0742.780246 – 0742.67529 – 334.9363709
Mostre personali
1971 – Foligno, Sala Quintana 1972 – Foligno, Galleria Quadrifoglio 1972 – Terni, Galleria S. Francesco 1973 – Spoleto, Festival dei Due Mondi 1974 – Foligno, Galleria Quadrifoglio 1975 – Spoleto, Festival dei Due Mond 1975 – Assisi, Galleria Comunale 1975 – Firenze, Galleria Michelangelo 1976 – S. felice Circeo, Galleria “I Templari”
Hanno scritto di lui
U. Asò, poeta e critico d’arte F. Gori, giornalista R. Brindisi, pittore C. Giannotta, scrittore C. Caselli, giornalista A. Gatto, poeta N. Leporati, critico M. Mazzeo, critico V. Palazzo, giornalista D. Purificato, pittore V. Coletti, giornalista R. Marchi giornalista G. Zavarella, giornalista C. Bianchi, giornalista V. Lolli, giornalista
Via dei Giardini 2, S. Maria in Valle di Trevi Tel. 0742.780246 – 0742.67529 – 334.9363709
Nato a Nocera Umbra nel 1952, vive e opera a Trevi, in Via dei Giardini, 2 a S. Maria in Valle. Tel. 0742.780246 – 0742.67529 – 347.0344576
Ha sempre coltivato il suo interesse per la pittura frequentando anche i corsi di Storia dell’Arte del prof. Scarpellini, all’Università di Perugia negli anni ’70 Dal ’71 al 76 ha avuto un trascorso intenso di mostre: la più importante a Firenze nella Galleria Michelangelo, nel 1975 con consensi e incontri con gli artisti Umberto Ajò, Alfonso Gatto, Domenico Purificato.
Nel 1992 ha dipinto tre pale d’altare per la chiesa della Sacra Famiglia in Borgo Trevi: una grande Ultima Cena, Annunciazione e Sacra Famiglia.
Bibliografia: Arte Italiana Contemporanea, La Ginestra, Firenze Gli anni ’60 e ’70 dell’Arte ItalianaPittori e pittura contemporanea,Il Quadrato
Ha sede nei suggestivi spazi dell’ex convento di S, Francesco, dove si trovano la Chiesa omonima e la Raccolta d’Arte.
Il Museo, il primo a carattere pubblico in Italia e in Europa, dedicato all’olio e all’olivo, si articola in quattro sezioni: Botanica Conosciamo l’olio e l’olivo L’olivo simbolo di pace Storia dell’Olivo.
L’esposizione offre con efficace mezzi di comunicazione diverse opportunità di lettura al visitatore:
Le notizie sull’olivo nella storia, nella botanica e nell’agronomia, sono fornite da pannelli con dati del Centro Nazionale delle Ricerche; Le vignette di Ro Marcenaro sono destinate al pubblico dei piccoli. Meccanismi interattivi informano sulle tecniche molitorie e documentari filmati presentano la realizzazione artigianale dei fiscoli ( o buscoli, dischi filtranti in fibra di cocco), le fasi di coltivazione ad alta densità e l’intervento di rimozione delle pareti malate della pianta, tecnica detta slupatura.
Sofisticati meccanismi consentono al visitatore di assaggiare ed imparare a distinguere i diversi tipi di olio, mentre un angolo è destinato ad operazioni chimiche finalizzate a stabilirne l’acidità. Poi, per chi volesse arricchire la propria tavola con nuovi e gustosi piatti, può stampare direttamente le ricette archiviate in un computer, compilate dallo chef Angelo Paracucchi, ricette di preparazioni culinarie con uso di olive e olio di oliva.
Nel Museo trova spazio anche un’ importante collezione privata di reperti archeologici – messi a disposizione da Jean Pierre e Fiorella Cottier – legati alla simbologia dell’olivo e all’uso dell’olio: spicca una preziosa raccolta di lucerne, alcune delle quali dell’VIII secolo a.C, di produzione fenicia.Non meno interessanti sono la raccolta degli unguentari e la decorazione di oggetti antichi con motivi ispirati dall’olivo
Un grande torchio a tre viti, costruito tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 ed una macina in pietra tradizionale,concludono l’itinerario di visita
Ha esposto a Trevi nella collettivaF 30×20DEDALO Spazio Arte in Viale Ciuffelli, 12
“L’astratto vuole il sacrificio della realtà, ma ciò può essere effettivamente realizzabile? Uno spazio reale non può anche essere considerato astratto?
E quello astratto non può anche essere considerato reale?
L’esigenza di astrarre cosa vuole raggiungere?
La cellula sta all’astrazione come il corpo umano sta alla realtà, così nei termini del mega e del micro, la realtà si dilata e si comprime riuscendo ad essere virtualmente simile alla forma della nostra spiritualità*.
Questo ammetterebbe che qualsiasi forma reale avesse un suo corrispettivo nella forma psichica e viceversa.
Lo spazio intuito quale elemento che comunica all’essere uno stato di sospensione dalla realtà circostante è un luogo dove le geometrie si sovrappongono per celare e quindi stimolare le percezioni interiori del_ curioso _nelle sue più improbabili estrazioni e provenienze”.
Materiale(!?) Lavoro sul materiale con i materiali forse per un bisogno di non materiale… o per filtrare “l’immateriale”… che mi è capitato di vedere in alcuni materiali ai quali mi sono avvicinato o che mi sono passati vicino, materimente parlando.
Focalizzo la mia ricerca non tanto nel sincretismo ma in una limpidezza concettuale di apparente pulizia ed essenzialità con uno studio in costante evoluzione che aderisca al mio essere.