Categoria: Da sapere

  • Le feste

    Le Feste Tradizionali

    vedi anche MANIFESTAZIONI

    Tentativo di raccogliere le tradizioni locali civili e religiose

    dataluogoC= Civile R = religiosa
    Sant’Emiliano27 – 28 gennaioCentro StoricoC+R
    SS.mo CrocefissoMaggio (ogni 5 anni)BovaraR
    La Venuta sera del 9 dicembreTutte le frazioniR

    Feste, Cerimonie e Spettacoli d’altri tempi

    dataluogoC= Civile R = religiosa
    Teatro
    Veglioni e ballo
    Feste in piazza
    Gioco del CalcioAnni 30-50Piazza GaribaldiFoto
    Festa dell’UvaAnni ’30Centro storicoFotoC
    Rimpatriata degli emigrati3 /10/1948Centro storico
    Cerimonie ufficiali
    Visita S.A.R. Principe di PiemonteFoto

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  • La festa dell’Uva

    La Festa dell’Uva

    Come dopo ogni raccolto, anche la conclusione della vendemmia da sempre si festeggiava con canti e balli.

    Agli inizi degli anni ’30 del Novecento, per ridurre le importazioni come reazione alla crisi economica mondiale del 1929, il Regime dette grande impulso all’agricoltura adottando nuove cultivar e propagandandone il consumo. Parallelamente ad altri eventi, fu istituita la “Festa dell’Uva” adottata ovunque.

    Le foto testimoniano alcuni di questi eventi.

    Anno 1935

    Stampa a contatto mm 106 x 59. Trevi, ex Corso Umberto I, angolo Via Lucarini. A tergo “6/10/1935 – XIII” Foto V. Giulianii, archivio privato

    Da Sx : X, X, X, Maddalena Benedetti Valentini, X, Anna Zetti , Claudia Giuliani(?), X, Italia Falasca, X.

    L’identificazione personaggi quando non dovuta a conoscenza personale è stata dedotta da indicazione dei loro parenti e conoscenti.
    Chi è in grado di fornire ulteriori identificazioni o vuole richiederne la cancellazioni è pregato di segnalarlo con la email a piè di pagina.

    Anno 1937

    Foto: mm 131×78. Ex Piazza Vittorio Emanuele. -Autore

    V. Giuliani

    Da Sx. in piedi Feliciano Fioretti, Bice Zetti, Raffaella Vicarelli, Delia Falasca, fisarmonicista, X , Italia Falasca, ….

    A terra: Gigliola (Lola) Giovannini, Anna Zetti….

    Da Sx. in piedi X, Delia Falasca, Raffaella Vicarelli, Italia Falasca, Renato Mancia, X, X, Bice Zetti, ….

    A terra: X, Filippo … , Gigliola (Lola) Giovannini, Feliciano Fioretti, X, X,

    (identificati da Lola Giovannini, 2014)

  • Manifestazioni

    Manifestazioni

    Vedi anche LE FESTE

    27 gennaio: Processione notturna dell’

    Illuminata

    in onore del patrono

    Sant’Emiliano.

    Carnevale: Martedi grasso: Festa popolare in piazza.

    Agosto – TREVI IN PIAZZA – dal 1° al 24 agosto: Musica, Teatro, Folklore, Gastronomia.
    vedi: Dolce Piazza

    Ottobre

    : APPUNTAMENTI D’AUTUNNO

    6 dicembre – 7 gennaio: PRESEPI PER LE STRADE

  • TREVI Estate 2019

    Comune di Trevi Pro Trevi

    Estate a Trevi 2019

    luglio – agosto 2019

    Programma

    MOSTRE:

    MOSTRE
    “ISOLE” Mostra Fotografica Collettiva
    dal
    28 giugno al 22 settembre 2019 – Palazzo Lucarinia cura di Filippo Maggia, Daniele Ferrero e Teresa Serra.
    Orari di apertura: dal venerdì alla domenica 15,30 -18,30
    Visite fuori orario su appuntamento
    Info: info@palazzolucarini.it – 338.6772711

    Dal 4 al 14 Luglio – loc. Cannaiola Festa della Trebbiatura http://www.cannaiola.it

    Sabato 6 e Domenica 7 Luglio – Rifugio “Pozzo di Mezzanotte”, Monte Brunette Note al Crepuscolo -Festival di musica e sport nella natura info : www.notealcrepuscolo.it 3283489582 Sabato 13 Luglio, ore 18 – Chiesa di San Francesco Rassegna Organistica “Trevi 1509”, Concerto di Ilaria Centorrino a cura del Comune di Trevi ed Organi Pinchi ore 18.00 – Piazza Mazzini – Villa Fabbri
    Premiazione IV edizione “Trevi Fiorisce”, a cura del Comune di Trevi, ’Ass. Vo.La Trevi e Ass. Pro Trevi

    Dal 19 luglio al 28 Luglio – Loc.Cannaiola Antifestival XII “ Leave a Mark” – www.antifestival.it/ Venerdì 19 Luglio, ore 21 -Chiesa di San Francesco Convegno/Concerto “Musicisti a Trevi – Da Tiberio Natalucci a Giovanni Sgambati a cura dell’Associazione “Amici della Musica di Foligno”, I Cantori di Cannaiola – Coro polifonico Città di Trevi In collaborazione con Comune di Trevi Info: info@amicimusicafoligno.it – 0742 342183 Sabato 20 Luglio, ore 21 – Villa Fabri Concerto omaggio a Sgambati_1Ensemble Eusebius a cura dell’Associazione “Amici della Musica” con la partecipazione degli allievi del Corso di “Musica da Camera”

    del settore Alta Formazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia In collaborazione con Comune di Trevi Info: info@amicimusicafoligno.it – 0742 342183 Domenica 21 Luglio – ore 18 – Villa Fabri
    Premio Fulgineamente 2019 “Presentazione 6 candidati” a cura dell’Associazione “FulgineaMente”
    info: fulgineamente@gmail.com – 320 3029656 ore 21,30 – Chiesa di San Francesco Inaugurazione Main Festival Classicismo & Neobarocco OIR a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Lunedì 22 Luglio, ore 21,30 – Chiostro di San Francesco Luciano Pompilio, chitarra a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Giovedì 25 Luglio, ore 21,30 – Chiesa di San Francesco
    Ensemble Via Luce dir. P. Vizard a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis
    Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Sabato 27 Luglio, ore 21 – Villa Fabri

    Concerto omaggia a Sgambati_2
    Quartetto Echos a cura dell’Associazione “Amici della Musica” In collaborazione con Scuola di Musica di Fiesole e Comune di Trevi Info: info@amicimusicafoligno.it – 0742 342183 Domenica 28 Luglio, ore 21,30 – Chiesa di San Francesco Concerto OIR a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis
    Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Lunedì 29 Luglio, ore 21,30 – Piazza Garibaldi “The Dark Side of the Moon” – Pink Floyd Legend a cura del Comune di Trevi con Antifestival Info: cultura@comune.trevi.pg.it – 0742.332208 ore 21,30 – Chiostro di San Francesco

    ANNULLATO Trio Rundo, Simonacci, Dottore a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Martedì 30 Luglio, ore 21,30 – Ninfeo di Villa Fabri Proiezione del film “Zabriskie Point” di Michelangelo Antonioni a cura del Comune di Trevi con Antifestival
    Info: cultura@comune.trevi.pg.it – 0742.332208 Mercoledì 31 Luglio, ore 21,30 – Teatro Clitunno Le nozze di figaro a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Giovedì 1 Agosto, ore 21,30 – Chiesa di San Francesco Concerto Sinfonico OIR a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Venerdì 2 Agosto, ore 17 – Chiesa di San Francesco Concerto Sinfonico OIR a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 ore 21,30 – Chiostro di San Francesco Duo Testa-Crosta fl/pf a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Sabato 3 agosto, ore 20 – Piazza Mazzini Cena in Piazza a tema anni ‘70 a cura dell’Associazione Pro Trevi Info: protrevi@protrevi.com – 0742 781150
    Domenica 4 Agosto, ore 21,30 – Chiostro di San Francesco Conferenza Concerto su Gilda Ruta a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Lunedì 5 Agosto, ore 21,30 – Chiostro di San Francesco
    Pierluigi Camicia pf a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis
    Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945

    Mercoledì 7 Agosto, dalle ore 19 alle 21 – Palazzo Lucarini
    Gesamtkunstwerk

    performance di Sándor Vály

    https://www.facebook.com/events/527394681334833/

    Venerdì 9 Agosto, ore 21,30 – Chiostro di San Francesco Martirio di San Terenziano, Oratorio inedito di A. Caldara a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Sabato 10 agosto, ore 20 – Località Ponze Cena Sotto le Stelle
    a cura dell’Associazione Pro Trevi Info: protrevi@protrevi.com – 0742 781150 Martedì 13 agosto, ore 21 – Villa Fabri Maurizio Di Fulvio Trio “Classical Italian Songs and Latin – Jazz” a cura di IGF International Guitar Festival Info: cirocarbone.guitar@gmail.com – 3392447885 Mercoledì 14 agosto, ore 21 – Villa Fabri Duo Tavolaro “Noche en Buenos Aires” a cura di IGF International Guitar Festival Info: cirocarbone.guitar@gmail.com – 3392447885 Venerdì 16 agosto, ore21 – Piazza Mazzini Spettacolo teatrale “Nemici come prima” Compagnia teatrale “Arca”
    a cura di Comune di Trevi Info: info@compagniateatralearca.it – 3296034662
    Sabato 17 agosto, ore 21 – Villa Fabri Roberto Fabbri & Figlie “Stile Italiano” a cura di IGF International Guitar Festival Info: cirocarbone.guitar@gmail.com – 3392447885 Domenica 18 agosto, ore 21 – Villa Fabri Francesco Taranto e Salvatore Seminara “La chitarra attraverso i secoli” a cura di IGF International Guitar Festival Info: cirocarbone.guitar@gmail.com – 3392447885 Lunedì 19 Agosto, ore 21,30 – Chiostro di San Francesco Classico & Neobarocco – Fiorenzo Pascalucci pf a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Martedì 20 Agosto, ore 21,30 – Chiostro di San Francesco Sospetto, Tradimento & Gelosia – Ensemble Festa Rustica a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis
    Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Mercoledì 21 Agosto – Teatro Clitunno Spettacolo Teatrale “La macchina della felicità” di e con Flavio Insinna In doppia replica ore 17 e ore 21.15 a cura di Comune di Trevi e Fontemaggiore Info: cultura@comune.trevi.pg.it – 0742.332208 Info e Prenotazioni: info@fontemaggiore.it – 075.5289555 – 075.5286651 Venerdì 23 Agosto, ore 21,30 – Chiostro di San Francesco Chi ha paura della musica contemporanea?

    Barbara Vignutelli, soprano – Monica Paolini, chitarra a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Sabato 24 Agosto, ore 21 – Piazza Mazzini Dolce Piazza a cura dell’Associazione Pro Trevi Info: protrevi@protrevi.com – 0742 781150 ore 21,30 – Chiostro di San Francesco
    One Man Band Francesco Buzzurro, Chitarra a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Sabato 24 e Domenica 25 agosto – Villa Fabri Mostra Internazionale di Liuteria a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis
    Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945

    Domenica 25 agosto, ore 21 – Teatro Clitunno Britten Folk Songs Mark Milhofer, tenore – Marco Scolastra, Pinoforte a cura dell’Associazione “Amici della Musica”
    In collaborazione con Comune di Trevi Info: info@amicimusicafoligno.it – 0742 342183 Lunedì 26 Agosto, ore 21,30 – Chiostro di San Francesco

    Mario Castelnuovo-Tedesco & Mario Gangi

    duo chitarristico Pace – Poli Cappelli a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis
    Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Martedì 27 Agosto, ore 21,30 – Chiostro di San Francesco
    Virtuoso Guitar

    Goran Krivocapic, chitarrat a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis
    Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Mercoledì 28 Agosto, ore 22,30 – Ninfeo di Villa Fabri Notte della chitarraa cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Giovedì 29 Agosto, ore 21,30 – Chiostro di San Francesco Quartetto archi EOS a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Venerdì 30 Agosto, dalle ore 19 – Centro storico LA CITTA’ CHE SUONASonorizzazioni nei più bei luoghi del Borgo

    a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Sabato 31 Agosto, ore 21,30 – Chiesa di San Francesco Concerti Corali dal Gregoriano ai Canti Medioevali
    a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Lunedì 2 settembre, ore 18 – Villa Fabri Concerti finali di Pianoforte a cura del Festival Federico Cesi Musica Urbis Info: info@fabricaharmonica.com – 3939145351 / 3938385945 Venerdì 6 e sabato 7 settembre – Ninfeo di Villa Fabri
    Musica per l’orizzonte – World Music a cura di Comune di trevi
    Info: cultura@comune.trevi.pg.it – 0742.332208 Sabato 7 settembre, ore 18 – Teatro Clitunno Concerto di apertura Sagra Musicale Umbra a cura di Perugia Musica Classica in collaborazione con Musica con le Ali Associazione Culturale info: info@perugiamusicaclassica.com – 075.572 22 71 Domenica 15 settembre, ore 08,30 – partenza Villa Fabri Ecocamminata non competitiva 31 km Ore 9 – partenza Villa Fabri Trekking “Le Chiese Romaniche” a cura di Trevitrekking
    info e regolamento: www.trevitrekking.it – 3897982968 Sabato 21 e Domenica 22 settembre Trevi Benessere a cura del Comune di Trevi Info: www.trevibenessere.it Settembre Data e Luogo da definire Spettacolo di Paolo Rossi MOSTRE: “ISOLE” Mostra Fotografica Collettiva
    dal
    28 giugno al 22 settembre 2019 – Palazzo Lucarini a cura di Filippo Maggia, Daniele Ferrero e Teresa Serra. Promossa da Comune di Trevi e Palazzo Lucarini Contemporary Orari di apertura: dal venerdì alla domenica 15,30 -18,30
    Visite fuori orario su appuntamento Info: info@palazzolucarini.it – 3386772711

    Informazioni: Ufficio Turistico Comunale 0742.332269 www.comune.trevi.pg.it

    Associazione Pro Trevi – Piazza Mazzini, 5 Tel e fax 0742.781150

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    087

  • Inaugurazione dell’Ufficio Agrario (1915)

    Trevi – Inaugurazione dell’Ufficio Agrario

    Discorsi ufficiali: Testo

    Pietro Finato, Francesco Francolini, Tommaso Valenti

    ____________________________

    Trevi -Inaugurazione Ufficio Agrario, 1915

    Inaugurazione Uff. Agrario – Copertina

    Cattedra Ambulante d’Agricolatura -SPOLETO

    La Inaugurazione
    dell’Ufficio Agrario di Corrispondenza
    in Trevi

    21 Febbraio 1915

    Spoleto, Prem. Tip. dell’Umbria – 1915

    L’opuscolo consta di un sesterno (24 pagine), con copertina grigia, cucito con punto metallico in costa. Dimensioni: mm 190 x 241, rifilato. La giustezza è di mm 134 x 192. Le pagine 6, 20 e 24 sono bianche.
    Interessanti le citazioni dei “rinomati sedani” (p.15) e del “classico Vin Santo di Trevi“(p.17). Inoltre si identifica nel dott. Pietro Finato il personaggio ritratto in un campo di sedani nella foto Laurentini, già indicato da Cesare Bartolomei nel 1985, ma di cui finora non si era trovato riscontro. Criteri di trascrizione: Le parole interrotte a fine pagina sono state interamente trascritte nella pagina ove iniziano.
    Le parole errate per evidenti refusi o in disuso, sono trascritte in colore bruno. I numeri di pagina sono trascritti in testa tra parentesi acute <N°>

    Inaugurazione Uff. Agrario – pag. 1

    <1>

    Il discorso del conte dott. Valenti, sindaco di Trevi.

    Egregi signori ed amici.

    Sono lieto di porgere il saluto della città di Trevi ai cortesi ospiti che vollero venire oggi tra noi, accettando il nostro modesto invito. Mi dispiace però, di non vedere qui l’on. senatore Sinibaldi, che attendevamo. Per lui sarebbe stato — e lo è ugualmente — il primo mio saluto; a lui che, agli ardui studi giuridici, accoppia, con acuta competenza, con passione vivissima, la scienza dei campi acquistandosi benemerenze invidiabili tra gli agricoltori. Ne è prova eloquente — tra l’altro — l’Oleificio cooperativo di Spoleto, che io sognai — e sogno ancora — per Trevi, ma che egli, più fortunato e più incoraggiato di me, seppe attuare nella sua città, dando raro esempio di tenace volere, di pratica e feconda attività. Alla Cattedra ambulante d’agricoltura — ma tra le prime dell’Umbria — dedicò con entusiasmo l’opera sua e l’egregio Prof, Francolini, che sono lieto di vedere tra noi, ebbe nel senatore Sinibaldi il più valido appoggio, il più efficace incoraggiamento nella sua opera di propaganda agricola. Ed agli altri benemeriti cittadini di Spoleto, che dedicano le loro cure alla provvida istituzione e che ci onorano della loro presenza, esprimo il nostro devoto gradimento per essere intervenuto a questa riunione, alla quale accresce importanza e decoro, l’illustre dott. Bertinelli, veterinario provinciale per l’Umbria, che benevolmente accolse il nostro modesto invito, dando nuova

    <2>
    prova dell’interesse che prende sempre per quanto riguarda la scienza zootecnica, la sua missione tra noi.

    ***

    Più di una volta in questi ultimi anni i cittadini di Trevi e gli amici cortesi, che gentilmente s’interessano delle cose nostre, furono chiamati ad assistere a festeggiamenti che, se non avevano l’imponenza della grandiosità solenne, avevano però la caratteristica di segnare, altrettanti passi avanzati sul cammino della civiltà.

    La luce elettrica dapprima, il telefono poi ed in seguito la posa della prima pietra dei fabbricati scolastici, l’inaugurazione del servizio automobilistico dalla città alla stazione ferroviaria, diedero a noi tutti l’invidiata soddisfazione dì sentirci incamminati sulla buona via del civile progresso. Ma erano quelli — e sembrano tanto lontani! — gli anni belli della pace universale, serena e feconda; e le modeste nostre solennità si svolgevano lietamente nella concordia tranquilla degli animi, inondate dallo splendido nostro sole, al cospetto delle campagne Umbre ricche di messi, verdeggianti di prati.

    Anche oggi — signori e concittadini — vi abbiamo chiamati ad assistere a questa che — se non è una festa rallegrata da squillanti fanfare — è, tuttavia, una nuova manifestazione di progrediente civiltà. È ad una cerimonia, dirò solenne come un rito nella sua semplicità, quella cui oggi assistete.

    La pace del mondo — della quale si apprezzano i benefici incalcolabili solo quando si è perduta — è turbata da una invadente furia sanguinaria; il nostro sole si nasconde tra nubi insistentemente minacciose; le nostre campagne intristiscono sotto l’acqua nefasta!

    E noi tutti sentiamo ancora il brivido di spavento che provammo, quando sapemmo devastate dalla convulsione del suolo contrade a noi vicine.

    Ma in alto i cuori! In mezzo a tanto inferocire di uomini, a tanto imperversare di elementi, sola, tranquilla e serena, la scienza dei campi, che

    <3> non muore, ci allieta della sua luce, che splende su noi, come un’iride di pace.

    Era, infatti, troppo vasto il compito assegnato al direttore attivissimo della Cattedra ambulante di agricoltura di Spoleto. Perché più utile, più feconda di pratici risultati fosse l’opera sua, era necessario un valido aiuto, affinché, in ugual misura, le campagne tutte del nostro circondario avessero a godere dei benefici di una scienza predicata con amore, praticata con illuminata solerzia.

    E questo, con volere concorde, dell’amministrazione della Cattedra insieme al Comune nostro, e con l’aiuto sempre provvidenziale del rappresentante politico di questo collegio, S, E. il Ministro Ciuffelli, fu facilmente ottenuto. Il Ministro d’Agricoltura, Industria e Commercio concesse un largo sussidio, al quale si aggiunsero quelli della Provincia e del Comune. È stato così che si è ottenuta l’istituzione in Trevi di un Ufficio di corrispondenza della Cattedra ambulante d’agricoltura di Spoleto: ufficio che, col vostro desiderato intervento — signori ed amici — oggi inauguriamo, e che da oggi comincerà la sua opera di propaganda e d’istruzione agraria.

    Né la scelta del soggetto poteva essere migliore perché, a reggere l’Ufficio nuovo, fu prescelto tra molti, l’egregio dott. Finato, che ho l’onore ambito di presentarvi.

    Egli è Veneto: ciò vuoi dire che è agricoltore di razza poiché l’agricoltura veneta è maestra all’Italia tutta e le Cattedre ambulanti di quella regione hanno dimostrato coi fatti di quanta utilità possano riuscire queste istituzioni, se affidate a menti esperte, se incoraggiate dai proprietarii, ascoltate dai contadini.

    E voglio sperare che altrettanto accadrà tra noi. Né si trovi chi prenda sul serio la sciocca insinuazione che l’agricoltura trevana è — da anni — di molto progredita senza l’aiuto di professori. Fatua affermazione questa, poiché, se è mancata la reale presenza di un insegnante teorico sui nostri campi, è certo, d’altra parte, che i migliori agricoltori trevani non hanno fatto altro che applicare coraggiosamente quanto avevano appreso e dai libri

    <4>e dai periodici agricoli e dalla viva voce e dall’esempio di altri agricoltori di loro più progrediti. Che per quanto grande possa essere la soddisfazione di chi vede migliorate le sue terre e le altrui, non potrà, certamente, aver la pretesa di aver fatto delle scoperte per il primo, né in fatto di lavorazioni del suolo, né di macchine, né di concimi, né di rotazioni agrarie. Donde la necessità dell’insegnamento teorico, accompagnato — e sempre — dalla forza dell’esempio pratico.

    Ed a voi concittadini — che in così gran numero siete qui intervenuti — a Voi specialmente raccomando di seguire con interesse i consigli della Cattedra. L’opera vostra sarà più utile, quanto più illuminata dalla parola ammonitrice, della scienza. E le soddisfazioni ed i successi non vi mancheranno. E voi — contadini intelligenti — sarete sempre più innamorati della vostra nobilissima professione.

    A voi infatti è riserbata la fortuna di essere doppiamente utili alla Patria: ense et aratro. Con la spada e con l’aratro; voi valorosi soldati di fronte al nemico; agricoltori solerti sui campi!

    Di ciò avemmo prova nella recente guerra di Libia nella quale tanto onore fecero al nostro Comune quei valorosi che, tornati in Patria, ebbero da tutti noi le accoglienze entusiastiche che meritavano.

    Per rendere maggiormente utile l’opera della Cattedra, sarà unita ad essa una sezione di Zootecnia che mirerà al miglioramento del nostro bestiame, docile istrumento del lavoro, sorgente vigilata di ben meritato lucro. Ed a questo insegnamento sarà destinato un ottimo specialista dal quale è lecito sperare valido ed intelligente aiuto nel campo zootecnico, per la sua particolare preparazione scientifica e pratica.

    Facciamo, dunque, augurii fervidissimi per l’avvenire, sempre più prospero, dell’agricoltura trevana.

    Rammentiamo sempre noi agricoltori — proprietari e contadini — che migliorare la coltura dei campi non è solo un materiale interesse nostro, ma una grave responsabilità verso la Nazione tutta, un dovere sociale verso i i nostri simili.

    Come i pagani ornavano il capo della Dea Cerere cingiamo anche noi di biondissime spìche la turrita corona simbolica che adorna il capo dell’Italia nostra e vedremo, ancora una volta, la Patria amatissima, maestra ed esempio dì vera civiltà nel mondo!

    <6> [bianca]

    <7>

    Il discorso del prof. Francolini, Direttore della Cattedra:

    Signori!

    Alle parole cortesi del Sindaco conte Valenti, che per troppa bontà volle elogiarmi fuor di misura, sono assai riconoscente.

    E della lusinghiera presentazione rendo grazie, così come grazie debbo agli intervenuti che mi vollero dar modo di trovarmi con così eletta schiera di agricoltori a tracciare per sommi capi, dinanzi alla benevola attenzione che invoco, il programma, per la nuova Istituzione: l’Ufficio di corrispondenza della Cattedra Ambulante di Agricoltura.

    Mi sì conceda una premessa; io andrò contro le consuetudini, non terrò un discorso, che mal si convengono agli agricoltori vane parole per quanto adorne e forbite, senza un contenuto eminentemente positivo. Compio anzitutto il dovere graditissimo di ringraziare le autorevoli persone che vollero onorare di loro presenza questa modesta inaugurazione, il che è augurio dì fortunoso avvenire per la novella istituzione, valido incoraggiamento per chi dovrà intraprendere il faticoso ed aspro cammino per raggiungere la meta prefissa.

    L «Ufficio di Corrispondenza» sorge in Trevi per opera costante ed assidua della Cattedra ambulante di agricoltura, alla quale sono preposti uomini che onorano altamente l’Umbria nostra e dei quali la nostra istituzione può andarne fiera ed orgogliosa.

    L’onorevole Sinibaldi, il dott. Arcangeli, l’ing. Favi e l’avv. Ubaldi sintetizzano in un’armoniosa unità quanto di eletto abbiano l’intelligenza, l’onestà ed il lavoro intimamente combinati e diretti al nobile fine della prosperità e della grandezza del paese.

    E vada di cuore un riverente saluto ed un fervido ringraziamento a sua eccellenza l’on. Ciuffelli, il quale, auspice l’avv. Ubaldi, raccolse i voti della Cattedra e con l’amore che porta e tutto ciò che riguarda il suo

    <8> paese natio, riescì in breve tempo a superare tutte le non lievi difficoltà che si frapponevano al conseguimento del nostro intento.

    Non è mestieri dimostrare come oggi l’agricoltura abbia immensamente perfezionalo i vari sistemi di coltivazione e mutato radicalmente il. suo indirizzo economico.

    Il progresso è penetrato in tutti i suoi molteplici rami ed una guida, un aiuto si rende necessario per chi deve trarre da essa ogni mezzo di sussistenza.

    Una volta l’agricoltura consisteva nel lavorare la terra, più o meno superficialmente, con istrumenti poco perfetti, nel concimarla con scarsi mezzi, sfruttandola poscia con larghissima coltivazione di cereali.

    La terra producendo quasi da sé si avvicinava pian piano verso l’esaurimento e perdeva continuamente del suo valore.

    Oggi, invece, l’agricoltore deve essere un vero industriale; egli deve considerare la terra come una macchina, alquanto complicata se volete, destinata a trasformare la materia prima (sementa, concimi, ecc.) nei vari prodotti che vengono richiesti sul mercato.

    Non è assolutamente possibile si regga coi vecchi concetti, ferri vecchi del suo mestiere.

    Fino a tempo non molto lontano da noi, i commerci, l’industria e l’agricoltura erano ristretti nelle nostre contrade e la bella chiostra dei monti, che circondano l’incantevole valle spoletina, ci isolavano in una beata tranquillità. Le cose andavano bene; la produzione del suolo, benché meschina, bastava ad esuberanza ai pochi bisogni delle popolazioni e le industrie locali fiorivano perché non vi era concorrenza. La vita era semplice, i bisogni limitatissimi, le tasse lievi, la mano d’opera a buon mercato e nulla turbava il pacifico andamento delle cose. 11 podere era allora la sorgente di tutto ciò che era necessario alla domestica vita; da esso il proprietario e l’agricoltore ritraevano le derrate di prima necessità: grano, vino, olio, carne per il nutrimento; canapa, lana, lino per gli indumenti; legna per il riscaldamento; frutta, formaggio, ortaglie, miele, ecc.

    <9>

    Quando la civiltà moderna con la ferrovia che forò la barriera dei monti che ci tenevano ancora isolati, irruppe nel nostro territorio, scompaginò repentinamente l’ordinamento delle cose descritto; distrasse le preziose riserve dei boschi secolari; la concorrenza dei mercati forestieri ridusse disastrosa l’industria fiorente dell’artigianato; il rinvilio di alcune derrate, e l’aumento progressivo della mano d’opera diedero un colpo mortale all’agricoltura che non seppe o non volle trasformarsi.

    Infatti molti non rifletterono, ad esempio, che i vestiti fatti con la lana delle proprie pecore o la biancheria tessuta con il lino o con la canapa coltivata nei loro fondi venivano a costare il doppio di quello che agevolmente si sarebbero potuti pagare a Torino, Milano e Venezia; non se ne accorsero e seguitarono a coltivare nei loro fondi tutto ciò che con le nuove e mutate condizioni economiche dei mercati non era più tornaconto coltivare. Schiavi delle consuetudini più forti della loro volontà, non seppero adattarsi al nuovo ambiente, creato dagli eventi e vissero nel dubbio e nell’oscurità fino al giorno in cui, all’improvviso, sopravvenne il disastro che li fece scomparire, senza rendere conto a sé stessi del perché di tanta rovina. Solo gli agricoltori intelligenti, gli agricoltori industriali, che compresero i tempi nuovi, sopravvissero alla rovina, non solo, ma prosperarono ed arricchirono.

    Le classi agricole destate quasi d’improvviso dalla accennata corrente di progresso, turbate anche da questo impeto, nelle loro abitudini di acquiescenza passiva, hanno accondisceso ad apprendere e si adattano volentieri ad ascoltare la parola dell’insegnamento agricolo che si vale di ogni mezzo, di ogni forma persuasiva per demolire le vecchie forme errate e dogmatiche di coltura adattate ai tempi ed all’economia d’allora, per penetrare nei luoghi ancora incolti, per incitare e guidare alla vasta opera di riforma e di miglioramento economico-agricolo che l’ora attuale impone.

    A tale scopo, noi vedemmo sorgere tra le diverse Istituzioni, le Cattedre ambulanti di agricoltura e notammo ancora dome dovunque esse corrisposero alle speranze che si erano concepite. Ora io mi auguro che la Cattedra ambulante di Spoleto, la quale, in soli quattro anni di vita, ha potuto portare un valido contributo all’incremento

    <10> della agricoltura regionale, possa anche nel territorio trevano rendersi veramente utile ed efficace.

    Ed il mio augurio è tanto più fervido inquantoché avrò degno collaboratore, e per l’Ufficio di corrispondenza di questa illustre città, il dott. Pietro Finato, scelto per i suoi distinti meriti tra quella eletta schiera dei ferventi apostoli dell’agricoltura a cui la Patria nostra deve pur tanto, e che rinverdisce sempre con nuove e più salde energie e più chiare intelligenze, sempre animata da quella vivissima fede che irradiò dalla mente e dal cuore del venerato nostro maestro Antonio Bizzozzero.

    Ma la fortuna di una Cattedra di agricoltura oltre che dal titolare, dipende in buona parte dal buon volere, dalle simpatie di tutti gli agricoltori ed ancor più da coloro che per coltura, per censo, per posizione sociale, per passione, si trovano ad essere primi; e quelli appunto che guidano con l’esempio i più piccoli, i più ribelli ad ogni sorta di mutamenti.

    Nutro dunque assoluta fiducia che le simpatie, l’appoggio morale degli agricoltori trevani non dovrà mancarci.

    Qui dove aleggia tutt’ora vivissima la memoria cara di Oreste Zappelli, che fu l’apostolo ed il precursore della nuova agricoltura paesana; dove ferve operoso ed intelligente il lavoro dì un Salvatore Zappelli e di un Carlo Petrucci, degni continuatori del luminoso cammino iniziato dal compianto estinto; dove nell’arte dei campi maestri i Bonaca, il Francesconi, i Valenti spingono la loro feconda attività nei territori limitrofi, apportatori ovunque di benessere e di ricchezza, la Cattedra ambulante deve trovare il suo ambiente naturale e propizio.

    Ed è bene pure si sappia che il nostro Ufficio è chiamato ad educare più il piccolo che il grande proprietario, il quale perché colto, è favorevolissimo ad ogni ordine di progresso agrario, non si creda che si venga col presuntuoso intento di dettare alto da una Cattedra senza degnarci di voler prima molto ma molto apprendere.

    Per i grandi proprietari evoluti il cattedratico più che maestro è un amico, una guida che rammenta ogni nuovo indirizzo, ogni scoperta della scienza agraria e con gli amici lo discute, lo ragiona, lo esperimenta a line di poter consigliare o sconsigliare a tempo e luogo.

    <11>

    La Cattedra sarà poi per i piccoli agricoltori la vera e disinteressata consigliere ed amica: tutti gli agricoltori potranno ricorrere ad essa per informazioni, consigli; per sperimentare nuove sementi, nuovi attrezzi, nuovi concimi; per apprendere il modo di lottare contro le malattie delle piante, per educazione e guida ai sani principii della cooperazione. Poco distante da noi è l’epoca nella quale l’agricoltura paesana, scosso il secolare torpore, cominciò a ridestarsi a vita novella.

    Il pensiero rivolto per un istante a 15 anni or sono, ci dà la visione esatta del progresso effettuato, dei cammino percorso nell’arte dei campi con un’antitesi stupenda.

    Benché ancor giovane allora ricordo i primi aratri Sack, i primi erpici, i primi coltivatori introdotti nel nostro territorio; ricordo ancora, con intimo compiacimento, le aspre e faticose lotte sostenute contro il misoneismo degli agricoltori che non volevano adattarsi all’uso dei concimi chimici ed all’impiego delle leguminose foraggere.

    Domenico Arcangeli, qui presente, che all’agricoltura spoletina consacrò tanta parte del suo eletto ingegno, della sua giovanile energia, è testimonio vero di quanto m quei (empi si fece; lui auspice, lui mente direttiva ed organizzatrice, per dare la spinta iniziale, l’impulso primitivo al movimento agricolo razionale moderno che d’allora in poi mai s’arrestò.

    Non è detto però che il rapido progresso agricolo, accentuatosi in toni più o meno intensi ovunque, abbia raggiunto l’apogeo del suo sviluppo. Siamo ancora ben lungi dall’ottenere dai nostri fondi (salvo lodevoli e rare eccezioni) la produzione annua costante di 25 quintali di frumento per ettaro, come già è stata raggiunta nelle Romagne e nell’Emilia in condizioni di terreno e di clima certamente non migliori delle nostre. E siamo ben lontani ancora dall’allevare un grosso capo di bestiame bovino per ettaro, indice sicuro di un’agricoltura altamente produttiva e remunerativa.

    Molta strada c’è da percorrere ed il faticoso cammino lo compiremo assieme, agricoltori trevani; noi lavoreremo per uno stesso scopo, per uno stesso ideale: il benessere della vostra agricoltura, del vostro paese!

    Ecco la proposta mia e del collega Finato; ecco il nostro intendimento.

    <12>

    Ed ora alla sostanza del discorso, al programma tecnico:

    A) — Conferenze — Corsi pratici — Sopraluoghi.

    La Cattedra non farà largo uso di conferenze, inquantoché la ormai vecchia esperienza ci insegna che le conferenze non costituiscono un mezzo troppo efficace di propaganda; curerà invece la propaganda spicciola, più efficace e persuasiva, mantenendo, per quanto è possibile, il maggiore contatto con gli agricoltori, ragionando con essi in aperta campagna, discutendo caso per caso, facendo anche tesoro delle obbiezioni fatteci e confutandole con argomenti convincenti, persuasivi, con fatti, con esempi, con prove.

    A tale scopo il reggente l’Ufficio di corrispondenza si troverà, a completa disposizione degli agricoltori trcvani, nei giorni di giovedì e domenica di ogni settimana presso il locale all’uopo destinato.

    Cercheremo anche di organizzare per i giovani agricoltori corsi domenicali d’istruzione agraria in determinati periodi dell’anno e per determinate pratiche agricole: potatura di viti e di olivi, innesti, prove dì attrezzi e macchine agricole, ecc.

    Sarà nostra cura di rendere più profìcua l’opera della Cattedra mediante continui sopraluoghi nei fondi dei proprietarii, che ne faranno richiesta, onde dettare norme razionali di agricoltura, suggerire trasformazioni di aziende, sistemazioni di terreni, impianti di esperienze.

    Man mano che l’istituzione si farà conoscere ed apprezzare dalle classi agricole del luogo, l’opera di consulenza agraria sarà di non lieve ausilio e contribuirà in modo efficace allo sviluppo agricolo locale.

    Gli agricoltori sono invitati ad approfittare con ampia libertà del nostro Ufficio e della nostra opera personale; tanto più ci reputeremo fortunati quanto maggiori saranno i tratti di fiducia che riporranno in noi gli agricoltori col domandarci consiglio!

    <13>

    Verranno impiantati numerosi campi dimostrativi allo scopo di diffondere l’uso di alcuni concimi minerali ancor poco in uso nella località.
    Anche in queste zone la concimazione chimica delle piante erbacee ed arboree viene eseguita ancora con criteri spesse volle empirici od irrazionali. Il solo perfosfato minerale, detto concime per antonomasia, è universalmente adottato in abbondanza; mentre le Scorie Thomas, la Cianamide ed il Nitrato di Calcio poco conosciuti, potrebbero il più delle volte sostituire vantaggiosamente il perfosfato minerale, il nitrato di soda e il solfato ammonico.

    Come pure cureremo lo studio della concimazione chimica dell’olivo onde risolvere un problema che assume nel trevano una capitale importanza.

    Si troverà anche il modo di diffondere l’uso delle concimazioni potassiche per rimediare al continuo e lento esaurimento di questa sostanza a cui va soggetto il terreno specialmente in seguito al largo impiego degli altri concimi minerali.

    B) — Avvicendamenti — Colture di rinnovo.

    Da quando vennero introdotte nel nostro territorio le colture leguminose foraggere, queste in breve tempo presero uno sviluppo tale da sostituire quasi completamente tutte le altre colture secondarie compresa quella dei granturco che costituiva l’unica coltura di rinnovo. Per i primi anni questo nuovo indirizzo agronomico, considerato come periodo di transazione, poteva andare; gli sfrati profondi del terreno non erano ancora sfati sfruttati e contenevano perciò abbondanti riserve di elementi nutritizi; quindi il succedersi con frequenza del trifoglio, della lupinella e della medica non produceva in apparenza alcun danno. Ora, però, cominciasi a notare una sensibile diminuzione di prodotto da parte specialmente del trifoglio che ci fa presagire danni maggiori in tempi non lontani.

    S’impone assolutamente un razionale avvicendamento che regoli la distribuzione delle varie colture nei nostri poderi; e come conseguenza logica la diffusione di colture di rinnovo sarchiate ad alto valore produttivo.

    <14>

    La Cattedra crede opportuno consigliare la diffusione della coltivazione della barbabietola da zucchero date le speciali condizioni del territorio di Trevi e la vicinanza della fabbrica di zucchero di Foligno.

    Cure assidue saranno rivolte per il miglioramento della granicoltura studiando e diffondendo nuove varietà di frumento adatte alle diverse località e suggerendo eziandio l’applicazione di sistemi colturali intensivi allo scopo di poter conseguire dalla generalità il massimo prodotto, il quale già è stato raggiunto dai bravi agricoltori che abbiamo avuto l’onore di rammentare poc’anzi.

    Ne ci stancheremo di combattere strenuamente il maggior nemico della granicoltura del piano: l’olmo, che, sparso troppo fittamente ed irregolarmente nei nostri campi a sostegno della vite, contende, con le sue avide ed invadenti radici, il nutrimento al grano; lo soffoca con la sua ombra letale ed impedisce al bifolco di tracciare il profondo solco, rigeneratore della fertilità.

    C) — Orticoltura ed irrigazione.

    II fertilissimo piano, bagnato dalle acque del Clitunno e solcato da innumerevoli scaturigini di limpidissime vene, si presta, in modo veramente eccezionale, alla coltura degli ortaggi. Il problema della orticoltura è senza dubbio il più grave ed interessante problema che incombe sulla economia agraria del territorio trevano.

    Esempio luminoso è dato dalla limitatissima industria della coltura del sedano il cui prodotto, per quanto ricercato ed apprezzato in quasi tutti i mercati dell’Italia centrale, non ha saputo elevarsi al disopra di una semplice e magra speculazione privata di piccoli agricoltori. Solo la forma cooperativa può in simili casi risolvere siffatto problema economico-agrario. In questi ultimi anni le colture ortensi hanno avuto in Italia un considerevole incremento sia per l’aumentato consumo degli ortaggi nei centri

    <15> popolosi all’interno, sia per un più attivo commercio di esportazione in seguito a più larghe vedute delle Aziende commerciali. Molte colture ortensi, che per il passato erano ristrette tanto da provvedere al modesto consumo di singole famiglie o ad un limitato commercio che raramente fuorusciva oltre i confini del comune sono divenute un fattore non trascurabile d’incremento all’economia nazionale e Irradiando i prodotti anche a grandi distanze.

    La vicina Foligno offre un esempio chiaro di quanto possa farsi in questa importantissima branca dell’attività agricola; basta considerare che in alcune zone irrigue i fìtti dei terreni raggiungono prezzi veramente eccezionali, oltre le 400 lire per Ettaro!

    Il territorio di Trevi che ha una vasta estensione idonea alla coltura ortiva, oltre i 300 Ettari, non produce (secondo quanto si rileva dalle cifre ufficiali della Statistica agraria del Regno) che 1300 quintali di ortaggi, oltre 350 quintali di pomodoro e 20 quintali circa di piselli freschi.

    La Cattedra cercherà, con tutti i suoi mezzi e con tutta la sua attività, di promuovere lo sviluppo dell’orticoltura. Studierà i mezzi più idonei alla organizzazione della vendita collettiva dei rinomati sedani, e farà del tutto per diffondere anche le colture ortive in pieno campo ed intercalari come quella del pomodoro e del cavolo fiore.

    L’orticoltura razionale, esercitala in una zona in cui le condizioni di terreno di clima e di mercato sono oltre ogni dire favorevoli, potrebbe trasformare radicalmente le condizioni economiche della nostra vallala, creando una popolazione fittissima che trarrebbe dal terreno su cui lavora lauti guadagni, generando una fìtta rete d’interessi che si risolverebbe in tonfa ricchezza per tutti.

    Solo chi è vissuto per lunghi anni in una regione eminentemente orticola qual’è la Liguria, può apprezzare tutto l’immenso valore di questa industria. I bravi ortolani della valle del Centa, del Sansobbia e del Letimbro sanno creare e diffondere tanta ricchezza quanta forse non ne creano gli imponenti stabilimenti siderurgici della vicina Savona, stabilimenti viventi artificiosamente sul protezionismo che lo Stato accorda all’industria ferriera.

    <16>

    La ricchezza creata dall’orticoltura e dalia frutticultura in quella regione è tale da non aver confronti; il prezzo dei terreni chinottati ad esempio arriva perfino a 150.000, dico centocinquantamila lire per Ettaro.

    Ecco a cosa può giungere l’industria frutticola ed orticola sapientemente sfruttate.

    E l’Italia nostra non dimentichi che il suo avvenire agricolo sta in questi rami dell’agricoltura.

    Diceva Gobden, l’iniziatore della riforma economica inglese, a Massimo d’Azelio, che gli parlava di progetti industriali, di fabbriche, di macchine, additandogli il sole: «Ecco la vostra macchina a vapore, così l’avessimo noi; ogni paese deve produrre quello che ottiene a minor costo; agricoltura per l’Italia, agricoltura!»

    D) — Olivicoltura — Viticoltura — Frutticoltura.

    Gli olivi, che costituiscono uno dei più importanti redditi del territorio, non ricevono ad onor del vero le assidue cure di cui sono prodighi per antica tradizione gli olivicoltori della vicina Spoleto.

    L’olivicoltura trevana trae dal suo peccato d’origine la serie interminabile dei suoi malanni. La fittezza delle piante impedisce una razionale potatura ed obbliga gli olivi ad assumere forme tutt’altro che idonee alla abbondante fruttificazione; la deficienza di aria e di luce facilita l’invasione di parassiti vegetali ed animali che ne decimano il raccolto ed ostacola nello stesso tempo il normale allegamento dei frutti.

    Sarà cura della Cattedra suggerire i rimedi più opportuni per combattere i mali accennati; promuoverà esperimenti di concimazione, di potatura, di innesti; studierà i mezzi più adatti a migliorare la produzione dei vasti olivi secolari che ornano questi aprichi colli.

    Nel campo della viticoltura e della enologia avrete nel dott. Finato uno specialista della materia. Egli già allievo distinto della scuola di viticoltura

    <17> di Conegliano, ed insegnante in quella enologica di Avellino», porta con sé largo corredo di cognizioni e di scienza da far presagire le migliori sorti della viticoltura e della enologia locale. Ed auguriamo che il classico Vin Santo di Trevi, mediante l’opera dell’egregio collega, sappia sempre più migliorare i suoi pregi ed affermarsi ovunque il sacro culto di Bacco abbia degni ed intelligenti sacerdoti.

    E) — Zootecnia.

    Il problema zootecnico, conseguenza immediata dello sviluppo delle colture foraggere, attende ancora e speriamolo in tempo non lontano la sua risoluzione. Se mollo si è fatto per quanto riguarda l’aumento del bestiame mantenuto nelle colonie, poco o nulla si è progredito nel razionale allevamento. Siamo ancora tributari Perugino e della Chiana per i nostri migliori tipi bovini da lavoro e da riproduzione, e spesso avviene che comperiamo adulti gli stessi animali che avevamo venduto giovanissimi.

    Ormai è necessario riconoscere anche da noi il bisogno di allevare il vitello non come semplice valore animale, ma come valore zootecnico; le colonie nostre non debbono ritrarre il loro utile bestiame da una più o meno fortunata compra – vendita, ma dalla produzione di soggetti da destinarsi al lavoro e per riproduttori. Con una parola bisogna essere più allevatori e meno mercanti.

    Gli allevatori trevani potranno a questo riguardo valersi dell’opera illuminata e sapiente del nuovo Assistente zootecnico che tra breve tempo assumerà il servizio presso la nostra Cattedra.

    *** F) — Cooperazione.

    È a tutti noto come in questo ramo della moderna attività, una Cattedra ambulante deve spendere le maggiori e le migliori sue energie. Strettamente

    <18> attaccati a questo principio, noi cureremo la costituzione di un “Consorzio agrario Cooperativo„ come abbiamo già fatto negli altri maggiori centri, se gli agricoltori trevani risponderanno volonterosi e fiduciosi al nostro appello; e sarà nostro dovere precipuo assicurare alla nuova istituzione vita attiva e feconda.

    Il Consorzio agrario integrerà l’opera della Cattedra ambulante e sarà fonie dì propaganda utilissima.

    Vedremo inoltre se sarà il caso di pensare alla costituzione di Società mutue di assicurazione, di Oleifici e Sansifici cooperativi.

    Avevo promesso di essere breve, mi piace di mantenere la promessa.

    D’altra parte non potrei scendere in particolari sopra un programma che oggi viene tracciato a grandi linee, ma che può essere destinato a modificazioni di dettaglio.

    Ciò che si vuole dalla Cattedra è il maggior contributo possibile ad un razionale e continuo progresso nell’arte dei campi. Volta per volta, in seguito, di fronte ad ogni nuova e concreta questione, con quella maggior competenza che verrà data dal tempo e dalla maggior conoscenza dei luoghi e dell’indole dell’agricoltura, sarà nostro dovere e nostra cura di agire opportunamente modificando ed aggiungendo al programma d’oggi per sommi capi delineato.

    Nel terminare il mio dire disadorno tengo a far notare sopratutto che nelle trasformazioni profonde non si opera dall’oggi al domani ma si agisce per gradi. Non si attenda quindi un risultato immediato o palese, non si azzardi un giudizio intempestivo. Occorre per coteste istituzioni tempo ed aiuto perché come dice il Cossa «Scienza ed arte e pratica s’intendono reciprocamente, ed è erroneo il credere che l’una possa sostituire le altre. La scienza spiega, l’arte dirige, la pratica eseguisce. Col trascurare l’una o l’altra si cade nell’utopia o nell’empirismo».

    <19>

    Signori! la nostra nobile arte nutrice dei popoli deve essere considerata fonie prima di ricchezza italiana. L’Italia, l’alma frugum, come la disse Virgilio, stimò tanto l’agricoltura che da campo trasse campare sinonimo di vivere. Qui gli Etruschi, i Siculi, i Greci, i Romani, i Prischi, i Benedettini; qui Comuni, Repubbliche fondarono ed alimentarono forza e libertà con l’agricoltura onde Teodoro Mommsen a ragione scrisse: «l’agricoltura per le nazioni greco – italiane come per le altre tutte fu il germe ed il nocciolo della vita pubblica e privata.»

    Signori, in queste terre incantevoli bagnate dal sacro Clitunno, immortalate dai poeti di tutti i tempi, in questi alti colli opulenti ove l’olivo agita al vento la sua flessuosa ed argentea chioma, dovunque a profusione sono sparsi sorrisi di natura che affascinano, che attraggono alla vita dei campi, che sono promessa di conforto a chi si adopera nelle cure agresti.

    Lasciate che io colga uno di questi sorrisi auspice l’avvenire della istituzione nuova, sicché in tempo non lontano possa riconoscersi ed affermarsi l’operato della Cattedra che seppe lasciare, col suo modesto ma indefesso lavoro, un’orma duratura di benessere nelle nostre belle campagne.

    Ecco o Signori, la nostra più alta aspirazione.

    <20> [bianca]

    <21>

    Il discorso del dott. Finato, reggente l’Ufficio di corrispondenza:

    Della lusinghiera presentazione dei signori: conte dott. Valenti e prof. Francolini rendo grazie, cosi come sentiti ringraziamenti debbo alle autorevoli persone che vollero intervenire all’inaugurazione; a tutti Coloro che hanno riposto in me quella fiducia di cui vado altero e della quale saprò rendermi degno col mio lavoro; a così eletta parte di agricoltori trevani che col loro intervento mi sono d’incoraggiamento a ben fare il cui ricordo mi darà costanza e fede nell’opera mia di propaganda.

    Perché, o signori, la soddisfazione di sapere la propria opera ben accetta è d’incitamento ad un proficuo lavoro!

    Ed io mi auguro che l’Ufficio di corrispondenza in Trevi risponda perfettamente agli scopi per cui è stato costituito, mentre dal canto mio dedicherò la maggior parte dell’attività disponibile e non sarà poca, sprigionante com’è da forze nuove e da una volontà ferrea di esplicare completamente la delicata missione assegnatami, a diffondere per le campagne della zona, in special modo a me affidata, quell’insegnamento che è frutto di molteplici ed esaurienti esperienze.

    Dico mi auguro, perché non da me solo, per quanto possano valere le buone qualità individuali possedute da chi è a capo di qualsiasi istituzione, non da me solo, ripeto, ne dipendono le sorti.

    Se così fosse avrei quasi la certezza di riuscire perché mi lusingo di possedere, se non forze intellettuali bastevoli, quella costanza di carattere che vi può in parte sopperire.

    Ma la fecondità della branca, oltreché dalle radici del ceppo materno, che si sa sviluppare in un terreno propizio, perché ha già dato prove luminose della sua fertilità, e ciò va lode all’insuperabile direttore della Cattedra ambulante d’agricoltura del Circondario, valga questo di garanzia agli agricoltori che il buon indirizzo dell’Ufficio non mancherà,

    <22>

    dipende anche da quel forte nucleo di pionieri trevani che da molti anni lavora alla redenzione dell’agricoltura paesana trascinando seco molti degli agricoltori riottosi.

    Se l’appoggio di costoro mancasse le norme d’una saggia agricoltura durerebbero troppo fatica ad imporsi e tarderebbero. a portare quel sentito miglioramento nelle pratiche agricole, quelle migliorie tecnico – economiche, quella propaganda di fede nella cooperazione rurale che da un Ufficio agricolo s’attendono.

    Il buon successo adunque è dovuto alle iniziative del reggente e al suo lavoro, ma ancor più forse all’attività e al fervore di questo gruppo di eletti agricoltori che sono direi automaticamente chiamati ad integrarlo.

    A questi validi sostegni di propaganda, ai veri amici del benessere agrario, vada adunque il mio saluto cordiale!

    Ma in queste terre così ricche di tradizioni agricole, qui dove da secoli l’olivicoltura e l’oleificio, la viticoltura e l’enologia, hanno assunto ad una così grande importanza qui io, ultimo venuto, dovrò pur fare larga messe delle cognizioni che voi, facendo tesoro di una diuturna pratica, avete acquisito.

    Oggi vi è la ragione scientifica che illumina, della quale erano all’oscuro gli antichi, ma intanto essi pure facevano dell’apprezzabile agricoltura e risulta, che molto spesso, praticavano giudiziosamente.

    Questo voglio dire perché chiamato in una zona eminentemente oleicola. ad educare l’operaio agricolo più che il grande e medio proprietario, come giustamente accennava il prof. Francolini, il quale, nella maggior parte dei casi, per la sua coltura è favorevole a qualsiasi progresso agrario e solo si tratta di dirigerlo verso quelle ulteriori perfezioni, risultato delle ultime esperienze pratiche, non sì creda ch’io venga col presuntuoso intento di dettar leggi, senza degnarmi prima di molto e molto apprendere.

    Più che sotto la veste del maestro dovete quindi considerarmi un

    <23> amico, una guida sagace che rammenta, alle persone con le quali è in cordiali rapporti, ogni nuovo indirizzo, ogni attuabile scoperta nelle scienze agrarie e con queste discute, ragiona, esperimenta a fine di consigliare e sconsigliare a tempo ed a luogo quella o questa applicazione, per estendere, nelle identiche condizioni, uniformità d’indirizzo e quindi ottenere il maggior contributo possibile ad un ragionevole e continuato progresso nell’arte «che ha per oggetto — fo mie le parole dell’egregio capo del comune con le quali v’invitava a questa cerimonia — la più nobile delle scienze, la più grande delle industrie, l’agricoltura, dalla quale attende forza e ricchezza l’Italia nostra!»

    Opera di propaganda deve essere quella del cattedratico ambulante ma sempre tale da mantenersi fedele ai principi che ne attuarono la istituzione, cercando di farsi centro d’azione e d’iniziativa per il progresso tecnico ed economico dell’agricoltura della regione ispirandosi ai concetti che L. Luzzatti esponeva nel fissare i compiti dell’insegnamento agrario: «La cattedra ambulante d’agricoltura dà il sapere tecnico pratico agli agricoltori, illumina sperimentalmente provando sul luogo e andando alla ricerca degli agricoltori per convertirli alle buone pratiche agrarie ».

    Parmi con questo di aver fatto intendere quale, in tesi generale, possa essere la mia linea di condotta e mi lusingo di avere la completa approvazione.

    Signori! Dall’alto di questo luminoso colle incantevole per panorami insuperabili, per mitezza di cielo e fecondità di suolo, in questa atmosfera di luce dolce e di colori quanto mai armoniosi in cui la tinta glauca perenne dell’albero sacro a Minerva, simbolo di saggezza, d’abbondanza e di pace, si confonde a quello della vite «che pampinea ride fra i bruni sassi» e si rivive della memoria dell’immortale cantore del Clitunno e si rievocano le glorie dell’epoca più gloriosa della storia nostra così come i Romani traevano al Sacro Fonte gli auspici delle future vittorie cosi noi raccogliamo i voti e le speranze per un radioso avvenire della nostra agricoltura

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  • l’orologio della torre

    L’orologio della torre

    Abbiamo notizie dell’orologio sulla torre civica già dal XV secolo.

    Ma sicuramente non aveva il quadrante per “la mostra delle ore” bensì comandava la campana che “toccava” le ore.

    Fino all’ultimo dopoguerra funzionava regolarmente ed era affidato al “regolatore dell’orologio“, che aveva l’incombenza di tirar su i pesi e suonare la scuola., il mezzogiono e l’Ave Maria.

    Dopo decenni di immobilità fu sostituito da una macchina elettrica, per interesssamento della Pro Trevi, ma dopo qualche anno è ritornato all’immobilità

    Rimesso in funzione nel 2013, “batte” le ore diurne.

    Trevi, Italy - La Piazza e la Torre. ca. 1920

    La piazza e la torre

    in una foto del 1920 ca.

    Trevi, Italy - Torre Comunale, Orologio del Gelsomini

    La foto ritrae la macchina ancora in situ (ottobre 2003) al secondo piano della torre. Nel gennaio del 2004 è stata trasportata nei magazzini del Museo.

    Il particolare a destra reca il n° 27 e la “firma” di Massimo Gelsomini.

    Trevi, Italy - Torre Comunale, Orologio del Gelsomini, targhetta

    I Gelsomini, Domenico, Girolamo e Massimo erano una famiglia trevana di meccanici orologiai del XIX secolo che abitavano la casa Approvati in via S. Filippo.

    Massimo Gelsomini è noto e apprezzato anche fuori della cerchia locale, come attesta il certificato qui riprodotto, esposto nei locali della Pro Trevi.

    E’ trascritto di seguito.

    Trevi, Italy - Attestato al Gelsomini del Comune di Rieti e Padre Secchi

    Comune di Rieti

    Il Sindaco certifica che il Sig. Massimo Gelsomini ha costrutta per incarico di questo Municipio, una macchina d’orologio da torre con la massima precisione ed esattezza e secondo gli ultimi trovati meccanici da riuscire di piena soddisfazione del pubblico.

    Rilasciata a richiesta del medesimo

    Rieti, li 2 Settembre 1874

    Il Sindaco– firmato: O Vicentini Ass.re

    Approvazione

    del di contro Certificato, fatta dal celebre uomo Europeo, Padre Angelo Secchi, Direttore dell’Osservatorio del Collegio Romano.

    Avendo avuto il piacere di vedere la sopra indicata macchina, ben volentieri sottoscrivo al voto precedente, avendovi trovati realmente introdotti tutti i più recenti perfezionamenti di costruzione

    Firmato P. Angelo Secchi
    Direttore dell’Osservatorio del Col: R.°

    __________

    Municipio di Rieti

    Vista vera la firma del R. P. Angelo Secchi

    Rieti, 30 Settembre 1874

    Il Sindaco– firmato: G. Petrini

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  • Proverbi Umbri di O. Grifoni

    Proverbi Umbri raccolti da Oreste Grifoni

    26 – CAUSE DI MORTE – MORTE – BUONA E CATTIVA FINE (pagg. 89-92)

    Nota: Tra parentesi acute < > è riportato il numero della pagina.

    <89>

    1. – La troppa fatica ammazza l’omu.
    2. – Li dispiaceri ammazzano l’omu.
    3. – Se more de consolazione, no’ de dolore.
    Franc. – On meurt bien de joie.
    4. – Male de pettu, male de catalettu.
    5. – Partorì: partì’ da: quistu munno e annà’ nell’antru.
    6. – L’aria de fissura manna l’omu in zippurdura (sepoltura).
    7. – Omu a caval!u e zippurdura aperta.
    8. – Chi va de notte, va alla morte.
    Tosc. – Chi va di notte ha delle botte.
    9. – Lu patì’ sta vicinu a lu muri’.
    10. – Quannu la morte arria, è sempre tardi.
    11. – Chi more esce d’affanni; – e – La morte guarisce d’ogni male.
    12. – De quarche male bisogna muri’.
    13. – Finchè c’è vita, c’è spiranza.
    14. – Chi more va ‘alla fossa, chi resta se consola; – e – Tristu chi. more, chi resta se consola.
    15. – Morte non venga a guai co’ la pala. Non mori et pati. (S. TERESA)
    <90>
    16. – La vita e la morte stò’ nelle mani di Dio.
    17. – La morte chi arricca e chi spianta. Eredità per alcuni e per altri debiti.
    Tosc. – La morte altri acconcia, altri disconcia.
    18. – Quistu munnu è un passaggiu.
    19. – La morte vôle la scusa.
    20. – Se la vecchia non murìa, campâa cent’anni.
    21. – Chi è in grazia de Dio n’ ha pôra de la morte.
    22. – Duru è lu murì, ma lu campà è peggiu.
    23. – Chi vita non ha, murì non pô.
    24. – Chi è bonu campa pocu. Quem dî diligunt, adulescens moritur. (PLAUTO: Bacch., IV – 7, 18)
    25. – Fin’a la morte ‘gni minchione ci arrìa.
    26. – Se môre ‘na vorda sola; – e – La pelle sta a nummiru unu.
    27. – Tuttu se rimedia, forchè la morte.
    Franc. – On trouve remède à tout fors à la mort.
    28. – Quann’è ‘rriata se ceca anche lu medicu.
    29. – La morte ‘n ha pôra de lu medicu.
    Lat. – Contra vim mortis nullum est medicamen in hortis.
    30. – ‘Na vorda pirunu (per ciascuno) tocca a tutti.
    31. – Li pianti non fò artornà li morti dall’ antru munnu.
    Lat. – Nullus homo lacrymis unquam revocatur ah umbris.
    <91>
    32. Sémo nati e ce tocca murì. È una vera legge della natura.
    33. – Oggi sémo vii, dimane sêmo morti.
    34. – Diu ha segnatu ‘l giornu e il momentu.
    35. – Lu dente picculu caccia quillu grossu. Ai vecchi succedono i piccoli.
    36. – In quistu munnu non sêmo gnente.
    37. – Oggi in pittura, dimane in zippurdura. Verum tamen in imagine pertransit homo. (Salmo 38).
    38. – Bisogna avè’ pura de li vii, no’ de li morti.
    39. – Quannu sta vene lu corpu, l’anima no’ scappa.
    40. – Môrono più agnelli che pecore; – e
    41. – Ce sô più pelle d’agnillitti che de pecore vecchie.
    42. – Chi prima inossa (mette le ossa) prima infossa (va nella fossa). É in contraddizione col precedente.
    43. – Morte desiderata e vita lunga.
    44. – Altr’ è parlà’ de morte e altr’ è murine.
    45. – La morte guarda me, e acchiappa te.
    Abruzz. – Tante vote casche prime lu pére cèreve che la pere fatte.
    46. – La roba va e vêne, chi se môre non rinvêne.
    47. – Chi vive speranno, môre c…nno.
    48. – Chi ammazza, resta ammazzatu; – e – Chi de spada fêre, de spada pêre.
    Lat. – Qui gladio ferit, gladio perit. (S. MATTEO)
    <92>
    49. – Chi mal vive, mal more. Mors peccatorum pessima. (Salmo 33)
    Lat. Male vivit, qui nesciat mori bene.(SYRUS)
    50. L’arbiru do’ che penne casca. In senso traslato: l’uomo finisce con quelle miserie spirituali che maggiormente gli stanno più a cuore. In peccato vostro moriemini.(S. GIOVANNI: c. XXI, 3)
    51. Come se vive se môre.
    Tosc. – La morte è l’eco della vita.
    Franc. – Comme l’on vit, l’on meurt.
    Spagn. – Come se vive se muere.
    52. – Beatu quillu corpu de sabato mortu e de domenica arpostu.
    53. – ‘Na breve maladia e ‘na santa morte.
    54. – Se sa do’ se nasce, ‘nse sa do’ se môre.
    55. – Mori, che po’ arturni! Senso ironico. Chi muore, non torna più.

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  • Festa per i trevani di Roma

    Trevi – Feste, Cerimonie e Spettacoli d’altri tempi

    Festeggiamenti in onore dei trevani residenti fuori Trevi
    3 ottobre 1948

    Chi c’era

    Pergamena Ricordo disegnata da Temistocle Pattofatto

    Associazione fra i Trevani residenti a Roma

    Nel ricordo della loro città

    gemma della mistica Umbria

    i Trevani residenti in Roma,

    rivivendo tra i propri concittadini

    indimenticabili ore affidano al sindaco

    e alla Amministrazione Comunale

    questo atto di omaggio e di ringraziamento.

    Roma, 3 ottobre 1948. Il Presidente P(ancrazio) Zappelli

    Particolare della pergamena

    Al centro, immediatamente sotto il testo

    : D(on) Zappelli Oreste, David Marianucci, Nanni Luigi

    Colonna a sinistra

    : Simone Prosperi, Filippo Arredi, Monte Giamboni, Teresa Giamboni, Pattofatto Elisa, Liliana De Carolis, Cedroni Alfonso, Mattei Manlio, Scaringi Antonio, Teodoro Riccardi, Teodrica Riccardi, Proietti Giuseppe, Giulio Perziani, Giuseppe Baiocco, Dante Falchetti, Fantauzzi (?) Umberto, Falchetti Antonio, Filippo Mattonelli, Solvi Giulio, Muzzi Cleto, Proietti Ottavio

    in verticale

    : Pattofatto Temistocle

    Colonna centrale

    :

    Riccardi …., Zappelli Oliviero, Massaccesi Ponziano, Baiocco Sebastiano, Gaudenzi …., De Angelis Giuseppe, Maria Maiucchi, ….. .…, Valenti Bernardino, Battistini Italo, Silvestro Marianucci, Bianchetti Bianca, ….. Arturo, Maiucchi Fausto, ….. .…, Barbini Domenico, Brizi Domenico, Cesqui Virgilio, Belli Mario, Corradini Athos(?)

    Colonna di destra

    P(ancrazio) Zappelli [il Presidente], Bianconi Italo, Bianconi Vanda, Giancarlo Bianconi, Magrani(?) Assunta, Baiocco Caterina, Maiucchi Emilia(?), Maiucchi Gilda, Maiucchi Mario, Maiucchi Clara, Maiucchi Alberto, Maiucchi Valerio, Maiucchi ….., Maiucchi Flaminio, Maiucchi M. Eugenia, Maiucchi Alfredo, Riccardi Riccardo, Centurini(?) Paolo, Angelo Bonilli.

    Aggiunti a destra

    Antonio Belli, Lambrcco ….., Goliardo Mancia

    Il sindaco: Gino Paglioni

    Le foto>>>

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  • Festa Crocefisso 2010 – Bovara

    FESTA DEL SS. CROCEFISSO

    8 – 16 Maggio 2010

    BOVARA DI TREVI

    giornoProgramma religioso Programma civile
    Sabato 8 ore 21.00 – Esposizione SS. Crocefisso Riflessione di P. Giulio Mancini predicatore del triduo
    Domenica 9 ore 8.30 – S. Messa ore 11.00 – S. Messa ore 21.30 – Spettacolo dialettale “Cenerentola”
    Lunedi 10 ore 16.00 – Esposizione SS. Sacramento e Adorazione Eucaristica ore 18.15 – S. Rosario e S. Messa ore 21.00 – Esibizione Gruppi Rock
    Martedi 11 ore 16.00 – Esposizione SS. Sacramento e Adorazione Eucaristica ore 18.15 – S. Rosario e S. Messa ore 21.00 – Giochi popolari Canti popolari
    Mercoledi 12 ore 16.00 – Esposizione SS. Sacramento e Adorazione Eucaristica ore 18.15 – S. Rosario e S. Messa ore 21.00 – Karaoke, Gara di briscola
    Giovedi 13 ore 18.15 – S. Rosario e S. Messacon omelia di P. Giulio Mancini ore 21.00 – Spettacolo all’aperto Compagnia Butterfly
    Venerdi 14 ore 18.15 – S. Rosario e S. Messa con omelia di P. Giulio Mancini ore 21.30 – Spettacolo dialettale “Martina la zitella”
    Sabato 15 ore 18.15 – S. Rosario e S. Messacon omelia di P. Giulio Mancini ore 16.30 – Partita di calcio femminile ore 21.00 – Varietà, Gara di briscola
    Domenica 16 ore 8.30 – S. Messa ore 11.00 – S. Messa Solenne accompagnata dal Coro Parrocchiale ore 18.00 – Solenne Processione con l’immagine del SS. Crocefisso, da Bovara a Lapigge e ritorno La Banda musicale di Spello accompagnerà la Processione e al termine suonerà piacevoli brani del proprio repertorio ore 21.00 – Porchetta
    ore 21.30 –
    Spettacolo musicale “Cimarelli’s Band” FUOCHI D’ARTIFICIO
    al termine della serata In caso di pioggia le attività programmate
    avranno luogo al coperto

    Tutte le sere presso la “Casa della Gioventù”

    sarà aperta la Birreria e la Pesca di Beneficenza

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    Foto della PROCESSIONE

  • Dicono di noi

    …dicono di noi

    recenti commenti dalla stampa

    Da: Touring Club Italiano

    Da Spoleto a Foligno

    ….Ora gli abeti e i pini, mentre ci passi davanti, stanno affiancati in silenzio e i raggi di sole si poggiano a chiazze sulla bruna tessitura dei boschi sulle colline e su monte Serano. Si susseguono i piccoli negozi che vendono manufatti in ceramica, una di quelle attività che hanno segnato da sempre la vita lunghissima e imperitura di questa consolare.

    Poi Trevi, in alto sulla destra, che sta sotto una luce aerea. Gli oliveti sui ciglioni, i muretti a pietra e i frantoi. I boschi di castagno e i pascoli.

    Più si va avanti e più ci si accorge che c’è una Flaminia della mente, 1’antica consolare che oggi emerge solo in alcuni tratti, la strada che ha avuto la capacita di sopravvivere a tutto, persino ai barbari che hanno distrutto ogni altra cosa. Con le pietre dei ponti tra 1’erba ancora illuminate dal sole.

    C’è poi la Flaminia veloce, la strada statale, dove corrono anche i Tir e i Suv. E infine, c’è questa vecchia Flaminia, questa lingua di strada relegata a provinciale, che corre neglispazi appartati dell’Umbria. Da qui la strada si divincola tra una serie di rotatorie e impone a tutte le vetture un girare meditabondo. Siamo a poco più di duecento metri di altitudine. Locande, cipressi e abeti. Un trattore, con le ruote gigantesche, sta parcheggiato vicino a un’utilitaria.

    Sulla destra con 1’occhio si riesce appena a vedere la Torre di Matigge.

    Federico Pace, 2012, La Via Flaminia da Terni a Fano, in T.C.I. Strade d’Italia, 1 Nord-Centro, Milano

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