Autore: Franco Spellani

  • Premio Poesia 2011

    Comune di Trevi

    Assessorato alla Cultura

    Biblioteca Comunale

    Pro Trevi

    PREMIO POESIA

    “CORINNA ANGELUCCI ”

    Scadenza: 07 Ottobre 2011

    Con questo premio si vuole incentivare la creatività dei poeti esordienti nella consapevolezza che la poesia è una delle forme d’arte più dirette, capace di dar voce alle nostre più segrete emozioni rendendole condivisibili. Si vuole, inoltre, istituire uno spazio dove annualmente la parola poetica possa risuonare nella Comunità tutta.

    Il premio è istituito in onore di Corinna Angelucci, giovane poetessa trevana prematuramente scomparsa, che nei suoi testi seppe cogliere e fermare in una sintesi poetica gentile,attimi diversi di verità: dolore e umana disperazione, fremiti di civile indignazione, ma anche scoppi di irrefrenabile e appagata gioia di vivere. con la sua acuta e benevola ironia ha distillato la poesia che si annida nel quotidiano facendone medicina alla sua dolorosa condizione esistenziale.

    Le sue poesie sono state pubblicate nel 2010 dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trevi, in un volume intitolato:

    IMPRONTE”

    Regolamento del Premio

    Ritorna alla

    116

  • Presepi in S. Francesco 2007

    Presepi per le Strade 2007

    Rassegna di presepi nella chiesa di S. Francesco 5

    Pietro Betori

    Unità Pastorale Colli di Trevi

    Istituto Mons. Bonilli Presepe di sassi

    Ritorna alla 07Z


  • Proverbi Umbri di O. Grifoni

    Proverbi Umbri raccolti da Oreste Grifoni

    10 – PAROLA – SILENZIO – DERISIONE (pagg. 49-51)

    Nota: Tra parentesi acute < > è riportato il numero della pagina.

    <49>

    1.

    Lu silenzio è d’oru, la parola d’argentu.

    2.

    La parola tradisce lo pensà’.

    Imago animi sermo(SENECA)

    Lat.

    – Ex ore tuo te indico.

    3.

    Le parole se le porta lu ventu.

    Vogliono consistenza di fatti.

    4.

    Un bel parlà’ di bocca, moltu vale e pocu costa.

    Interessante, specialmente, per le famiglie, dove il linguaggio triviale e blasfemo dei genitori. è sovente di grave scandalo ai figli.

    5.

    Chi tace acconsente.

    Ma c’è chi soggiunge: chi non parla ‘n dice gniente.

    Franc.

    – Qui ne dit mot, consent.

    6.

    Non c’è bel dettatu, che non sia mal pijatu.

    7.

    – Le parole non son mal dette, se non son mal pijate.

    8.

    Le parole se pijano da le bocche che scappano.

    Si dà alle parole l’importanza che meritano le persone che le profferiscono.

    9.

    La lengua coce come ‘na fucina.

    10.

    Chi cià cianghe e lengua tutt’ ‘l munnu regna.

    Abruz.

    – Pede e Ilenghe va ‘n Sardegna.

    <50> Franc.

    – Qui langue a, à Rome va.

    11.

    Parola ditta e sassu tiratu ‘ns’artengono più.

    Lat.

    – Ut semel emissum est volat irreparabile verbum; – e

    – Nescit vox reverti –

    Voce dal sen fuggita
    più richiamar non vale;
    non si trattien lo strale,
    quando dall’arco uscì.
    METASTASIO: (Ipermestra)

    Franc.

    – Quand les mots sont dits, l’eau bênite est faite.

    12.

    ‘Na parola è poca, due so’ troppe.

    13.

    A bon intenditor poche parole.

    Franc.

    – A bon entendeur demi-mot!

    14.

    Quanno lu piccolo parla, lu grossu ha parlatu.

    15.

    Le chiacchiere non hanno mai finu: – e

    Le chiacchiere fo’ vini’ li pidocchi.

    Non portano a nessuna pratica risultanza.

    16.

    La minchionella sta su la porta, chi la fa se la riporta; – e

    Chi va pe’ canzonà’ rimane canzonatu; – e

    La fai rasa (la minchionella) e l’arpiji corma.

    Lat.

    – Contumeliani si dices, audies. (PLAUTO: Pseud.)

    Franc.

    – Souvent les railleurs sont raillés.

    17.

    <51>

    Tutti li canzonati magnano lo pane.

    C’è la Provvidenza anche per loro.

    18.

    Chi se rallegra de li mali antrui, de tre malanni je ne toccano dui.

    Qui ruina alterius laetatur non erit impunitus. (SALOMONE: Proverbi)

    205

  • Presepi in S. Francesco 2007

    Presepi per le Strade 2007

    Rassegna di presepi nella chiesa di S. Francesco 4

    Luisa Meloni

    Giuseppina Gaudenzi

    Ritorna alla 07Z


  • Proverbi Umbri di O. Grifoni

    Proverbi Umbri raccolti da Oreste Grifoni

    18 – GIOVINEZZA – VECCHIAIA – ETÀ (pag. 70-72)

    Nota: Tra parentesi acute < > è riportato il numero della pagina.

    <70>

    1. Giovinezza nulla saviezza.
    Franc. – Jeunesse n’a pas sagesse.
    2. La guvinezza è come ‘na montagna: beatu chi la passa e no la sbaja.
    Lat. – Omnis Homo in juventa committit errorem. Il duca di LA ROCHEFOUCAULD: «La gioventù somiglia ad un’ebbrezza ; è la febbre della ragione».
    3. – Chi ‘n fa le pazzie in giovintù le fa in vecchiaia.
    4. – Gioventù groliosa, vecchiaia penosa.
    5. Immecchianno, impazzenno. Il duca di LA ROCHEFOUCAULD: «Invecchiando si diventa più pazzi e più saggi».
    6. – Chi da giovene ‘nse misura, se tira reto (dietro) la mala vintura.
    7. – Chi n’ascolta in giuvintù, piagne in vecchiaia.
    Rom. – Chi vive de capriccio s’arritrova nell’impiccio.
    8. – Le braùre de la gioventù le paca la vecchiaia.
    9. Desse lu bôe a lu vitellu: vieni ‘nnanzi che prôerai. La gioventù ha bisogno di esperienza per vivere bene.
    10. Quanno ‘nse pò più, ce dêmo al bon Gisù. Est aetas senectutis immaculata.(SALOMONE: Ecclesiaste)
    <71>
    11. Mai giovene fu bruttu; mai vecchiu fu bellu.
    12. Gattu vecchiu vole sorce tenerellu. Per i vecchi occorrono cibi convenienti alla loro età.
    Abruz. – A gatte viecche lu surgetelle.
    13. – Chi sta in giuvintù sempre spenne. Chi sta nella vecchiaia sempre piagne.
    14. – Li vecchi stô bene finchè non cadu’ malati.
    15. – Se lu vecchiu se cura, più de cent’anni dura.
    Spagn. – EI viejo que se cura cien anos dura.
    16. Lu vecchiu che magnò le perecotte, a mentanotte non putìa cacane. Sta ad indicare come alle persone, molto inoltrate negli anni, anche i cibi più delicati rendono difficili le funzioni dello stomaco.
    17. A vent’anni l’ome è bellu, a trent’anni mette ‘l cervellu, a quaranta fa la roba, a cinquanta fa la gobba, a sessanta pija ‘l bastone, a settanta che minchione!
    18. – L’omu è bambinu du’ orde (volte).
    19. – Parla e dice la sacra scrittura: fatica, vecchiu, da la pelle dura.
    20. Meju ‘na quercia a spaccà’ che ‘na vecchia a campà’ (mantenere). Le vecchie sono talora molto longeve.
    21. Chi vecchiu ‘nse crêe a la salita se ricrêe.
    <72> Tosc. Chi è vecchio e d’esserlo non crede, al saltar della fossa ei se n’avvede.
    22. – La vecchiaia è brutta e amara.
    23. – Se lu giovene more, lu vecchiu non campa.
    24. Chi pija moje e chi maritu, e solo armane ‘l vecchiu arruzzinitu. I vecchi hanno spesso la cattiva sorte di essere abbandonati o messi in un canto dai loro figli.
    25. Tre C ammazzano li vecchi: cacarella, catarru, cascata.
    Abruz. Tre cose fô la morte de li viecchi : cadute, catarro e cacarella.
    26. L’omu ‘mmecchia ma lu core è sempre giovene. Olà fanciulle tenere, sedetevi al mio fianco, è ver che il crine ho bianco, ma vecchio non ho il cor. (G. PARINI: Il Passatempo)
    27. Se non pij li vecchi coi confetti, spettete da issi li dispetti.
    28. Quanno semo vecchi, non ce guarda più nisciunu. È l’abbandono straziante del mondo, tanto più sensibile quanto più l’animo nostro è disadorno di quelle qualità morali e intellettuali che possono avere qualche attrattiva almeno spirituale.
    29. È meju commatte’ (combattere) co l’anni, che co’ li malanni.
    30. – Gli anni passano pe’ tutti.
    31. – Anni e bicchieri de vinu ‘nse misuru’ mai a cuntu.

    305

  • Presepi in S. Francesco 2007

    Presepi per le Strade 2007

    Rassegna di presepi nella chiesa di S. Francesco 3

    Giorgio Ninassi Presepe di Funghi

    Giorgio Ninassi L’immenso della Natività

    Giorgio Ninassi Presepe a Vernazza

    Ritorna alla 07Z


  • Proverbi Umbri di O. Grifoni

    Proverbi Umbri raccolti da Oreste Grifoni

    16 – FILOSOFIA NELLA VITA – INDIFFERENZA – DISPREZZO (pag. 67)

    1. – Chi se la pija more.
    2. – Morto un papa se ne fa n’antru.
    Franc. – Le pape mort, on en fait un autre.
    3. – Scrupuli e malinconia, lontanu da casa mia.
    4. – Pecora nera e pecora bianca, chi more, more e chi campa, campa.
    5. – Chi vò’ vive senza pene, piji ‘l munno come vène.
    6. – Chi se la pijò campò un mese; chi ‘nse la pijò, chissà quantu campò!
    7. – Magnamo e bêemo e ognuno a casa sia (sua).
    8. – Un maioccu de pane e dieci de birba.
    9. – Tira là trentotto mija, gran minchion chi se la pija.
    10. – Pe’ debiti ‘nse ‘mpicca, ‘n galera ‘nce se va, chi avanza aspettarà.

    305

  • Presepi in S. Francesco 2007

    Presepi per le Strade 2007

    Rassegna di presepi nella chiesa di S. Francesco 2

    Pro Trevi

    Giorgio Ninassi

    Alle Pendici del Monte Rosa: Villaggio Walser

    Giorgio Ninassi: Presepi nell’uliveto

    Ritorna alla 07Z


  • Presepi per le strade 2010

    Presepi per le Strade 2013

    Strade e piazze di Trevi (Rassegna parziale)

    Pagina in elaborazione

    Trevi - Presepi per le strade 2013

    Trevi – Presepi per le strade 2013 – Presepe storico in piazza Garibaldi

    Trevi - Presepi per le strade 2013

    Presepe nel parco di Villa Fabbri

    Trevi - Presepi per le strade 2013

    Presepe nel cortiletto del Campanile di S. Emiliano

    Ritorna alla

    13Z



  • Presepi 07

    Premio VOLONTARIO DELL’ANNO Sezione scuola “Dare una mano colora la vita”

    Venerdì 18 dicembre 2009 – ore 10

    Teatro Clitunno

    Con la partecipazione di S. E. Mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto Norcia

    Rassegna PRESEPI PER LE STRADE

    e a San Francesco

    Vie del Centro Storico

    dal 18 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010

    Complesso Museale di S. Francesco

    Ritorna alla Ritorna alla pagina MANIFESTAZIONI 07Z