Autore: Franco Spellani

  • Accademia musicale Teatro Clitunno

    Accademia Musicale Teatro Clitunno

    Corsi di musica Rock, Jazz e Classica
    nei locali della Scuola Media “T. Valenti”

    Pianoforte – Sintetizzatori -Fisarmonica

    Basso elettrico – Contrabbasso jazz

    Chitarra elettrica, jazz, multietnica, classica

    Batteria percussioni latine, classiche

    Sassofono – Clarinetto – Violino

    Tromba – Trombone

    Programmazione Sequencer

    Hard Disk Recording

    Musica d’insieme

    Informazioni ed iscrizioni:

    Franco Belli 339.1241892 Nicola Nanni 339.7639700

    Ritorna alla pagina Enti-Associazioni 061

  • Ventennale del Museo

    Opere e prospettive

    nel ventennale del Museo di Trevi

    1996 OTTOBRE 2016

    Trevi – Chiesa di S. Francesco

    MARTEDI’ 18 OTTOBRE

    ore 16,15 – Saluti del Sindaco

    ore 16,30 – Presentazione in anteprima del restauro delle lunette del portico Margherita Romano, Giovanni Bianconi, Paolo Virilli

    ore 17,30 – Presentazione della nuova illuminazione della Chiesa di San Francesco Giovanni Bianconi, Mariano Giorgetti – Guzzini

    Ore 18 – Presentazione delle opere mobili restaurate Carlo Roberto Petrini

    Ore 18,30 – Presentazione del nuovo ordinamento del Museo “Raccolta d’Arte di San Francesco” Bernardino Sperandio

    MERCOLEDI’ 19 OTTOBRE 2016

    Ore 16,30 – Le nuove tecnologie di comunicazione nel museo Massimo Zallocco – Società Inera s.r.l.

    Ore 17 – Il baratto olio-carta genealogica Famiglia Valenti Mario Squadroni, Fabrizio Dionigi, Famiglia Valenti

    ore 17 – Conferenza Opere e prospettive nel ventennale del Museo di Trevi 1996-2016 Antonella Pinna, Marica Mercalli, Baldissera Di Mauro

    Conclusioni: Fernanda Cecchini Assessore Regionale ai Beni e alle attività culturali

    Informazioni:

    Raccolta d’arte di San Francesco tel/fax 0742 381628

    Ufficio Cultura Trevi Tel. 0742.332222

    www.sistemamuseo.it

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  • Riccardo Murelli – pittore

    Riccardo Murelli

    Ha esposto a Trevi nella collettiva F 30×20 DEDALO Spazio Arte in Viale Ciuffelli, 12

    “L’astratto vuole il sacrificio della realtà, ma ciò può essere effettivamente realizzabile?
    Uno spazio reale non può anche essere considerato astratto?

    E quello astratto non può anche essere considerato reale?

    L’esigenza di astrarre cosa vuole raggiungere?

    La cellula sta all’astrazione come il corpo umano sta alla realtà, così nei termini del mega e del micro, la realtà si dilata e si comprime riuscendo ad essere virtualmente simile alla forma della nostra spiritualità*.

    Questo ammetterebbe che qualsiasi forma reale avesse un suo corrispettivo nella forma psichica e viceversa.

    Lo spazio intuito quale elemento che comunica all’essere uno stato di sospensione dalla realtà circostante è un luogo dove le geometrie si sovrappongono per celare e quindi stimolare le percezioni interiori del_ curioso _nelle sue più improbabili estrazioni e provenienze”.

    Materiale(!?) Lavoro sul materiale con i materiali forse per un bisogno di non materiale… o per filtrare “l’immateriale”… che mi è capitato di vedere in alcuni materiali ai quali mi sono avvicinato o che mi sono passati vicino, materimente parlando.

    Focalizzo la mia ricerca non tanto nel sincretismo ma in una limpidezza concettuale di apparente pulizia ed essenzialità con uno studio in costante evoluzione che aderisca al mio essere.

    miracolo-mistero-autorità-rivoluzione-ragione-prigione-redenzione

    Riccardo Murelli è nato a Roma nel 1975,
    Vive a Todi.

    *( moto dell’anima e del corpo e quindi medium creativo)

    (R.M.)

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    Z03-104


  • Le mura

    La cinta muraria di Trevi è pressoché intatta.

    Si individua chiaramente il primitivo castello (il castrum fortificato in epoca romana) dagli ampliamenti medievali, sia per l’andamento che per il materiale da costruzione.

    La parte più antica è quella che ancora delimita l’abitato verso ovest, ma resti molto consistenti si possono osservare in via del Fiscale, via Fantosati e nell’ultimo tratto di via S. Francesco. Per il resto è stata inglobata nelle costruzioni successive e nei fondi di alcune case si possono chiaramente individuarne i resti: a monte di via S. Francesco, in via della Fonderia e nel complesso dell’ex monastero di S.Bartolomeo.

    Trevi, Italy. Mura romane in via del Fiscale.

    Scorcio della cinta romana

    È una possente opera romana, da ascrivere al I secolo a.C. Il circuito, alla sommità del colle, di andamento pressoché circolare, o meglio poligonale con un numero di lati che probabilmente va da 16 a 18. È una cortina compatta senza feritoie e senza torri, di altezza variabile a seconda della natura del terreno e di spessore alla base di circa due metri.

    Trevi, Italy. La porta Nuova.

    La Porta Nova

    Il materiale impiegato, calcare massiccio locale e malta di calce ottenuta cuocendo la stessa pietra, sotto l’azione delle acque meteoriche si è talmente amalgamato che in alcuni punti non si riesce più a distinguere dove finisce la pietra e inizia la malta.

    Vi si possono individuare tre porte.

    La piazza, l’attuale piazza Mazzini, era al di fuori della cinta muraria, cosa abbastanza frequente in castelli molto antichi.
    Il primo ampliamento medievale si sviluppò verso est comprendendo appunto l’area della piazza fino alla zona pianeggiante dell’attuale piazza Garibaldi ove, proprio per difesa delle mura giacenti nel sito meno impervio, fu scavato un fossato (il Lago).

    Intorno alla metà del ‘200 due successivi ampliamenti verso la valle (a sudovest) impressero all’abitato di Trevi la forma che tuttora conserva.

    Le ferite inferte alla cinta muraria risalgono tutte a quest’ultimo secolo. Il tratto più consistente, quello che prospettava sulla piazza del Mercato (ora piazza Garibaldi) fu abbattuto intorno al 1910, mentre risale agli anni ’70 la breccia a sud per permettere l’accesso veicolare della Piaggia. Un’altra piccola breccia si formò negli stessi anni in corrispondenza dell’antica porta di S. Fabiano, in disuso da tempo immemorabile, crollata per incuria e poi depredata.

    Ma questa complessa opera monumentale, alla cui costruzione e mantenimento cure attentissime furono prodigate dai trevani attraverso i secoli, necessita ora di un piano organico di manutenzione ordinaria e straordinaria, altrimenti per le normali ingiurie del tempo e per la deplorevole distrazione degli uomini, è destinata a deperire rapidamente in pochissimi decenni.

    Trevi, Italy. Torrione della Neve.

    Resti del possente torrione triangolare, detto “della Neve”

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  • Stemma di Montesanto

    Montesanto

    É attualmente una frazione del comune di Sellano.

    Lo stemma qui riportato è disegnato, come quello di Trevi e di Sellano, sul soffitto dell’aula dell’ex Pretura, al primo piano nell’antico palazzo del Governatore che si affaccia su Piazza Mazzini.

    La Pretura a Trevi (con giurisdizione sulle comunità di Trevi, Sellano e Montesanto ) fu soppressa nel 1891, ma nel 1911 fu concessa a Trevi una “sezione”.1, che per uno o due giorni al mese ha funzionato fino agli anni ’60.

    Trevi, palazzo dell'ex Pretura - Stemma di Montesanto

    Stemma di Montesanto

    Trevi, Sala dell’ex Pretura

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    055

    Note

    1)

    Zenobi, Carlo

    :

    Storia di Trevi 1746-1946

    , Foligno, 1987, pagg.252, 318

  • Muntain Bike – GustaTrevi 2014

    GustaTrevi -MTB

    Raduno amatoriale

    Domenica 12 ottobre 2014

    Lunghezza 25 Km dislivello 950m

    Partenza ore 9,30

    Apertura iscrizioni, ore 8,30 presso Bar Chalet

    informaziioni: 339.5775580

    Pacco gadget 10E per i primi 120 iscritti + pranzo – 5€ pacco gadget

    Servizio docce per tutti presso la palestra comunale

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    149

  • Motoraduno Ducati 2004

    Motoraduno Nazionale Ducati

    Ducati Club Perugia – Circolo Incontro Bovara

    29- 30 maggio 2004

    Programma della manifestazione

    Sabato 29 Maggio

    ore 15 Ritrovo – Iscrizioni – Consegna gadget -Apertura stands
    ore 17,45 Visione delle prove della gara campionato Superbike di Oschersleben (Germania);
    ore 20 Cena
    ore 22 Spettacolo con concerti dal vivo e DJ David

    Domenica 30 Maggio

    ore 8 – 9 Iscrizioni – Consegna gadget
    ore 9,15 Benedizione delle moto
    ore 10 Giro turistico: Trevi – Valnerina – Spello, Stazione servizio IP: sosta aperitivo
    ore 13,30 Circolo Incontro Bovara. Pranzo
    ore 14 e 15,30 Visione gara 1 e gara 2 Superbike a Oschersleben (Germania)
    ore 16 Spettacolo con la Madrina della manifestazione Mascia Ferri (Grande Fratello) e DJ – premiazioni

    Premi a: Moto più Originale – Monster più Originale – Iscritto più distante – Miss Motoraduno – Gruppo più numeroso

    Informazioni: Ducati club Perugia tel. 3387440523 Michele – Circolo Incontro Bovara Tel. Fax 0742/780431

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    504

  • Esposizioni e mostre oggi

    Esposizioni e Mostre oggi

    VEDI anche : MUSEI

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  • Mostra Franko B.- Trevi 2016

    Palazzo Lucarini Contemporary – Vedi: Sito ufficiale

    24 settembre 2016 alle ore 19.00

    Death and Romance in the XXI Century

    la prima mostra personale di Franko B in uno spazio istituzionale italiano dal 2010, a cura di Maurizio Coccia.

    Fino al 27 novembre 2016. Dal venerdì alla domenica dalle ore 15:30 alle 18:30. Ingresso gratuito.

    Sarà esposta la produzione più recente e appositamente realizzata per l’occasione: grandi sculture metalliche e statuaria (apparentemente) classica; teli ricamati e neon. Vi troveranno spazio tutti i temi cari all’artista: l’amore, il rispetto per la diversità, l’onestà, il disprezzo per le convezioni borghesi, l’insofferenza per l’ipocrisia del clero e della classe politica, antagonismo e pragmatismo, passione e lucidità. Insomma, tutte le contraddizioni dell’arte e del genere umano. La sintesi compatta e potente di un percorso pluridecennale e coerente.

    Death and Romance in the XXI Century è un articolato progetto che ha preso il via il 29 agosto 2016 con il workshop “Death and Romance. A Journey Through the Personal, the Political and the Poetic.

    A Workshop with Franko B”, un laboratorio internazionale sulla performance che ha messo in contatto la radicale esperienza performativa di Franko B con l’habitat trevano.

    I partecipanti al workshop

    Öykü Aras
    Sophie Barnett
    Petr Davydchenko
    Francesca Fiordelmonte
    Matthew Harrison-Lor
    Sarah Hiulius
    Håkan Stergos Machlis
    Silvia Mantellini Faieta
    Christina Novakov-Ritchey
    Dew Kim
    Claudia Palazzo
    Colette Patterson
    Aarin Purple
    Gianluca Quaglia
    Emanuela Zedda

    dopo una settimana di training estremamente duro, di grande concentrazione ed energia fisica ed emotiva, hanno presentato i risultati il 3 settembre 2016 davanti ad un pubblico gremito ed affascinato.

    Franko B è nato a Milano e si è trasferito a Londra nel 1979. Ha studiato belle arti al Camberwell College of Arts nel 1986-87, al Chelsea College of Art nel 1987-90 e alla Byam Shaw School of Art nel 1990-91.

    Nel 1990 ha iniziato a lavorare in campo artistico utilizzando il video, la fotografia, le performance, la pittura e la scultura mescolando vari media.

    Ha realizzato delle performance al Tate Modern, all’ICA, alla South London Gallery, a Beaconsfield, a Città del Messico, Milano, Amsterdam, Copenhagen, Madrid e Vienna. Le più recenti performance sono state eseguite dall’artista al London’s Great Eastern Hotel e al Tate Liverpool.

    I suoi lavori, disegni, installazioni e sculture, sono presenti in molte collezioni pubbliche e private, tra cui la Tate Permanent Collection, il V&A Museum, la collezione permanente della città di Milano. Ha tenuto lecture alla St Martins School of Art, DasArt, New York University and the Courtauld Institute of Art, e al Royal College of Art a Londra.

    E’ stato oggetto di due monografie Franko B (Black Dog Publishing 1998) e Oh Lover Boy (2001).

    E’ professore di scultura all’Accademia di Belle Arti di Macerata dal 2009 e Visiting Lecturer al Royal College of Art di Londra. www.franko-b.com

    All’interno della mostra, poi, Franko B svilupperà un progetto collaterale, Forms and Object: una mostra collettiva, da lui personalmente curata, dedicata ad alcuni artisti di varia provenienza.

    Eterogenea nei linguaggi e nelle scelte formali, la mostra è più lo specchio del gradimento estetico dell’artista che un progetto curatoriale “a tema”.

    Un modo insolito di vedere come l’immaginario creativo di un artista – le sue ossessioni, il suo repertorio formale – possa essere diverso dal suo “gusto”.

    Gli artisti invitati sono:

    Andrea Abbatangelo
    James Bullimore
    Marco Cingolani
    Sebastiano Dammone Sessa
    Giuseppe Lana
    Andrea Marcaccio
    Marco Paganini
    Thomas Qualmann
    Annalisa Riva.

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  • Dicono di noi – Giovanni Mosca

    Dal CORRIERE DELLA SERA del 14/8/1963 ________________________________________________

    Alla ricerca di villeggiature tranquille

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    FELICI SENZA SFORZI

    A Trevi, in Umbria, ci si diverte con nulla, come in una recita. Il gioco degli

    specchi e le automobili appese a un gancio. Un veliero passa tra i vigneti.

    Qui è proibito l’ingresso al Ferragosto. Altra strada aperta alle automobili non c’è se non quella che correndo a spirale intorno al colle porta allo spiazzo sul sommo, l’unico tratto piano di Trevi, nell’Umbria. Il colle è ripido, le case, viste da lontano, sembrano sovrapposte l’una all’altra, le viuzze una salita continua, anzi più gradinate che viuzze, strettissime, di mattoni rossi, ogni tanto un piccolo slargo per riprender fiato, ci si siede su un gradino morbido dell’erba che cresce fra mattone e mattone, ogni porta ha una cornice d’edera, tranne quelle delle case gentilizie con un bell’arco di pietra serena sul quale è scolpito lo stemma.

    Le prime case sono al livello della via Flaminia, non lontano dalle Fonti del Clitunno, l’ultima, il municipio, dalla facciata costellata di tante lapidi quanti furono gli uomini illustri che vi si trattennero anche solo cinque minuti, è lassù, a cinquecento metri. Qui villeggiano non soltanto i forestieri (romani, fiorentini, perugini) ma si assiste, tutte le estati, a una migrazione interna. Gli abitanti “bassi” prendono in affitto le case in alto, i proprietari delle quali scendono a respirare il caldo dell’asfalto della via Flaminia rinunciando alla vista che si gode dalle loro finestre: tutta la pianura spoletina, un mare di verde, con toni, la mattina e verso il tramonto, di celeste, da sembrare un mare davvero, e c’è chi dalla terrazza del municipio vede talvolta vele e navi, e grida, e tutti corrono, ma regolarmente la nave è sparita.

    Città felice. I rumori e gli odori del traffico non giungono che alla prime case. Dai cinquanta metri in su silenzio assoluto. Neppure lo scalpiccio dei passi, essendo, come s’è detto, i gradini delle viuzze ricoperti d’erba o di muschio. Ammesso e non concesso che nell’interno di Trevi dell’Umbria, potessero circolare automobili, i parcheggi dovrebbero essere perpendicolari, perché non c’è un metro che sia piano. Per parcheggi perpendicolari intendo muri muniti di ganci sui quali appendere automobili dalla parte del muso, e il muso delle automobili che circolassero per Trevi nell’Umbria dovrebbe perciò essere provvisto di un anello.

    Vecchi canti

    La piazzetta del municipio – a parte i gridi, ogni tanto, di chi crede vedere piroscafi all’orizzonte della pianura spoletina – è la piazzetta più tranquilla del mondo. Poche rondini e silenziose. Un caffè dove ci si siede senz’obbligo di ordinare niente, un “circolo di lettura” i cui soci passano la giornata a prendere il fresco fuori, senza scambiare una parola, evidentemente rimuginando le lontane letture degli anni di scuola. Il municipio con quello che col cannocchiale guarda le navi, una casa alla balaustra della cui terrazza stanno affacciate due ragazze immobili, forse finte, e tutte le finestre intorno hanno le persiane chiuse. Gente che passa la giornata a guardare tra le stagge. Le viuzze popolate verso mezzogiorno di villeggianti che essendo scesi la mattina nella pianura con la speranza di vedere da vicino un veliero o una motonave, tornano su col bastone da alpinista. Si sente il loro respiro. Dalle case coperte dall’edera e con piccoli orti dai quali sporge un melograno o un girasole, voci di donne o di bambini. Pochi i canti. Quei pochi, motivi vecchissimi. “Son fili d’oro i tuoi capelli biondi”.

    Nella parte bassa di Trevi l’aria è calda e ferma. Via via che si sale si muove e si rinfresca, sino al municipio sul cui tetto un gallo e una banderuola girano a velocità pazzesca. Non c’è casa che non abbia un gallo o una banderuola. È un girare continuo, con un ronzio al quale piano piano si fa l’abitudine. Usano mettere una lamina di metallo accanto alla ruota dentata dell’asta della banderuola o del gallo, come i ragazzi che per ottenere dalla bicicletta un rumor di motorino, applicano ai raggi della ruota posteriore una linguetta di cartone. Gli abitanti delle case basse, dove non c’è vento, fanno girare i galli o le banderuole per mezzo di piccoli apparecchi elettrici.

    Così, durante l’estate, ci si diverte a Trevi nell’Umbria, famosa, d’altra parte, per il suo gioco di specchi, i quali, poi, non sono specchi, ma semplicemente vetri di finestre, i quali, colpiti dal sole, lampeggiano, ma non tutti insieme. Ora se n’accende uno, ora un altro, come tanti piccoli fari. Un monte ch’è un continuo scintillare, e da tutta la pianura spoletina si può assistere a questo splendido gioco, il quale, tramontato il sole, si rinnova con al luce delle lampade che s’accendono ad una ad una. Il comune ha grandi progetti, ma occorre denaro, molto denaro. Vorrebbe far girare il colle su un grande perno d’acciaio e tungsteno, così che il gioco delle luci del sole e delle lampade risultasse a Foligno, a Spoleto, a Spello, alle Fonti del Clitunno e in tutte le altre località della pianura più vario e più ricco.

    Quasi una recita

    La sera ci si raduna nella piazzetta in alto. Chi siede al caffè, chi passeggia, chi parla di quanto è accaduto durante la giornata, chi rimugina le lontane letture del tempo di scuola. Ma chi siede al caffè non beve nulla, chi passeggia non fa rumore, chi parla si limita ad aprire la bocca senza emettere suoni come una recita. La fanno da anni e anni. C’è chi viene a villeggiare a Trevi dal 1910. Il cameriere passa di tavolo in tavolo portando vassoi con bottiglie e bicchieri vuoti. Tutti fingono di bere o guardano il cielo attraverso il bicchiere dicendo ch’è rosso o che è verde secondo che fingano di bere lampone o mente.

    Dalla piazzetta partono, in discesa, stradette piene di botteghe dove si compra per gioco. Entri, per esempio, dal macellaio, acquisti un chilo di carne, paghi e te ne vai. Poco dopo ricevi a casa la visita del garzone del macellaio che ti riporta il denaro e tu gli restituisci l chilo di carne.

    A Trevi nell’Umbria si villeggia così, col ronzio dei galli e delle banderuole, il gioco delle botteghe, il cielo verde visto attraverso un bicchiere senza menta.

    Pensate agli sforzi che in tutti gli altri posti di villeggiatura si è costretti a fare per divertirsi. Bisogna mangiare montagne di roba, mandare giù bevande con grossi pezzi di ghiaccio, spendere somme enormi, correre in motoscafo, volare in automobile, ballare, saltare, cantare guardare la televisione, ficcarsi dentro le funivie oscillando sulle punte dei ghiacciai, mentre qui, per due mesi, si può rimanere digiuni senza danno per la salute immaginando fagiani e uccelli lira e vedendo il cielo di tanti colori quante sono le bevande che si può fingere di avere nel bicchiere.

    Quando poi – verso, dicono, il 1970 – ci sarà il perno attorno al quale il colle girerà con un sommesso suono, sembra, di carillon, allora la felicità sarà perfetta.

    E ogni tanto il grido di chi, dal municipio, vede un veliero, allora tutti smettono la recita, corrono, affollano la terrazza, guardano da tutte le parti, e se anche non vedono niente poco importa. Un giorno o l’altro il veliero passerà.

    M

    osca

    *

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    *Giovanni Mosca (Roma, 14/7/1908 – Milano, 26/10/1983) giornalista, scrittore e disegnatore satirico.