Sebbene ignorata dagli itinerari ufficiali, Trevi può vantare delle tradizioni tanto gloriose che hanno influito nella storia religiosa ben oltre i ristretti limiti territoriali. Si elencano di seguito alcune delle numerose varianti che sarebbero da proporre agli Itinerari della Santità individuati nell’Umbria Mistica in occasione del Grande Giubileo.
Parroco, fondatore delle Suore della Sacra Famiglia. Dopo il sisma del 1997, resasi inagibile la chiesa di S. Filippo in Spoleto, il venerato corpo fu traslato nella parrocchiale di Cannaiola, Chiesa Giubilare
Stemma della famiglia Giraferro sulla pila dell’acqua santa in S. Francesco
P30262
Masso Giraferro
, Capitano ed esperto nell’arte militare, fu deputato, con Evangelista Urighi, alla difesa di Trevi in vista della guerra per l’usurpazione delle paludi disseccate (1553). Successivamente,
datosi alle ribalderie
, fu
esterminato
dal Legato della provincia (1554?)
1
Aquilante Giraferro, offrì la pila dell’acqua santa alla chiesa di S. Francesco, poiché il suo nome è scolpito alla base e sul catino campeggia lo stemma sopra riportato.
Dal Giornale dell’Umbria 30/7/2007 Foligno -17 _______________________________________
TREVI
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Concorso “Giovani Note”
Vincono i Costa Volpara
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TREVI – Per la seconda volta consecutiva ad aggiudicarsi il primo premio del concorso musicale “Giovani Note” sono i Costa Volpara, talentuosa band di Viterbo, che avrà così la possibilità di incidere trenta cd presso lo studio di registrazione “Strani Rumori” di Bovara.
Si conclude sulle note della suadente voce di Grazia di Michele la due giorni di musica per giovani emergenti in una location di in dubbio fascino, quale è Piazza Mazzini, dove oltre cinquanta ragazzi si sono esibiti, hanno cantato, si sono emozionati e dati battaglia in una competizione canora di tutto rispetto.
A Trevi, con Giovani Note l’onore di chiudere la programmazione di Isole, cartellone di prestigiosi eventi promosso dalla Provincia di Perugia.
Secondi classificati gli Inassenza, gruppo musicale di Trevi che si è aggiudicato un buono acquisto di 400 euro in un negozio di strumenti musicali, la stessa band che venerdì sera ha ricevuto il premio Avis per il miglior testo dedicato ad Umberto Ranocchiari, musicista scomparso prematuramente l’anno scorso poco dopo essersi esibito a Giovani Note.
La manifestazione, promossa dall’assessorato alle politiche sociali e giovanili del comune di Trevi con il sostegno della Regione dell’Umbria e della Provincia di Perugia è stata curata con la collaborazione dell’Avis, dell’Informagiovani e delle Unità educative di strada, col supporto organizzativo della Pro Trevi e del gruppo comunale di protezione civile.
Terzi classificati i Riff, band di Foligno che ha ricevuto un buono acquisto di 200 euro. Soddisfazione espressa dall’assessore Stefania Moccoli per il crescente apprezzamento con cui viene accolta l’iniziativa che deve il suo successo alla capacità dell’amministrazione comunale di interpretare, attraverso la musica, l’universo giovanile in modo positivo, come risorsa e non come problema, alla promozione della creatività, al cambiamento culturale nell’approccio istituzionale al mondo giovanile.
I. Apoteosi delle Arti della Mistica – Olio spatolato su tavola
II. Libertino Mistico – Gessati su tavola in preparazione murale
III. La strage degli innocenti – Olio spatolato e gessati su tavola (Ciclo: Storia del Salvatore del Mondo – Gesù Cristo Re dei Re)
IV. Paesaggio trascendente dell’anima di Federico II di Svevia – olio spatolato su antico legno (Ciclo: Storia dell’Imperatore immortale Federico II)
V. Mistero dell’Immacolata Concezione – Olio spatolato su compensato (Ciclo: Storia del Salvatore del Mondo – Gesù Cristo Re dei Re)
VI. Cristo esaminato dagli scribi – olio spatolato su tavola (Ciclo: Storia del Salvatore del Mondo – Gesù Cristo Re dei Re)
VII. Maria Santissima, Gesù Bambino e Santi Protettori in una cripta – olio spatolato su tavola
VIII. Eremita – olio spatolato su iuta
IX. Sentinella del Castello – olio spatolato su sacco tirato su tavola.
X. San Benedetto da Norcia in cattedra – olio magro e cerati su compensato
XI. Pellegrino – gessati su carta
XII. L’Annunziatore – olio e cerati su cartone
XIII. L’oasi della Purificazione – olio su faesite
XIV. Il bagno della purificazione nel fiume Lete – olio su tela (Ciclo: Illustrazione universale della Divina Commedia, composto di 1000 illustrazioni originali)
XV. Purgatorio – olio su tela (Ciclo: Illustrazione universale della Divina Commedia, composto di 1000 illustrazioni originali)
Palio dei Terzieri di Trevi – Quadricromie dei palii dipinti da B. Gillessen e bozzetti di sette palii e disegni originali sul tema del Medioevo
Realtà e Mistica – Autoritratto – 1973 – olio spatolato e dipinto su tavola
I. Apoteosi delle Arti e della Giustizia – 2002 – Olio spatolato su tavola – Formato verticale
II. Autoritratto con Angelo Custode – 1974 – olio monocromo su tela (Opera inglobata nel contesto della mostra quale testimonianza significazionale archetipica degli antecedenti creativi del Gillessen).
III. Mistico – 1996 – Disegno in tecnica mista su carta cerata- Formato verticale.
IV. L’ultima cena dei Templari – 2002 – olio spatolato su tela formato orizzontale.
V. La Divina Commedia –Inferno, canto XXXI – 2000 – Olio spatolato su lavagna- formato orizzontale.
VI. Homo tecnologicus – 1999 – Pictoscultura polimaterica – formato verticale.
VII. Homo atlanticus – 1974 – Pictoscultura polimaterica – formato verticale (Opera inglobata nel contesto analogico delle altre opere in modo diretto-parallelo con: Homo volens-volans ).
IX. Teatro degli archetipi – 1984 – Disegno a penna su carta – formato ottagonale-orizzontale.
X. Incubo sfingesco – 1997 – tecnica mista su tela tirata su stoffa – formato orizzontale.
XI. Milite ignoto – 2000 – tecnica mista su tavola – formato orizzontale.
XII. La strage degli innocenti –1988. – Disegno: tecnica mista su pagina di giornale- formato verticale.
XIII. Totila – 1998 – Pictoscultura polimaterica – formato verticale.
XIV. Homo volens volans –1983 – Pictoscultura polimaterica – formato verticale.
XV. Natura dell’anima – Anima della natura – 1982 – Disegno in tecnica mista. Tela tirata su cartone – formato verticale.
XVI. Autoritratto con cane – 1995 – Olio su carta stagnola tirata su stoffa – formato orizzontale.
XVII. Studio paesaggistico clitunnale – 2002 – Disegno in tecnica mista su carta – formato orizzontale..
XVIII. Ritratto del padre – 1993 – olio su faesite – formato verticale.
XIX. Maria Santissima e Gesù infante con i Santi protettori di Montefalco e Trevi – 2002 olio spatolato su tela tirata su tavola – formato orizzontale.
XX. Storia della Natività di Cristo Re – La Sacra Famiglia in Betlemme – 2002 – Olio spatolato su tavola.
XXI. L’Annunciazione – 2000 – olio spatolato su tavola.
XXII. Estasi del Veggente – 1999 – Tecnica mista su stoffa tirata su tela.
XXIII. Rivelazione – 1983 – Gessi e tempere diluite su tela tirata su cartone – Formato verticale.
XXIV. Omaggio a Paul Klee – 1983 – Gessi e tempere diluite su stoffa tirata su cartone.
XXV. Omaggio a S. Benedetto da Norcia patrono d’Europa – 1978 – Gessi e olio magro su compensato – Formato verticale.
XXVI. Trevi all’alba del nuovo Millennio (Seelenlandschaft) – 2000 – Quadricromia a tiratura limitata da dipinto – Formato orizzontale..
XXVII. La corsa dei carri al Palio dei Terzieri di Trevi – 1995 – Prima prova in quadricromia dal dipinto – Formato orizzontale.
XXVIII. Palio dei Terzieri di Trevi – 1995 Quadricromia in tiratura limitata dal dipinto.
XXIX. Veglia al Palio dei Terzieri di Trevi – 1996 Quadricromia in tiratura limitata dal dipinto.
XXX. Sant’Emiliano patrono sopra Trevi – 12000. Quadricromia in tiratura limitata dal dipinto.
XXXI. Atteone vegliardo – Palio trevano – 2001
XXXII. Gran castellano della Stella di Betlemme – 1999. Pictoscultura polimaterica – Formato verticale
XXXIII. Maschera di guerra di Federico II Imperatore – 2003 Opera in elaborazione – Multimaterico – Formato verticale
XXXIV. La porta dell’iniziazione – 2003 – Opera in elaborazione – Olio su antico legno – Formato orizzontale.
Gran castellano della Stella di Betlemme
XXXV. I falchi dell’imperatore, 1 – Disegno a olio magro su cartoncino – Formato verticale.
XXXVI. I falchi dell’imperatore, 2 – Disegno a olio magro su cartoncino – Formato orizzontale.
XXXVII B.G. Disegno Supremo – Acquerello su carta da lettera – Formato verticale
Comune di Trevi Provincia di Perugia Comune di Trevi
Verso il 150° dell’Unità d’Italia
VIVA VIVA GARIBALDI
Sbato 6 marzo 2010- ore 21
Teatro Clitunno
Ore 21
Saluto del Sindaco Giuliano NALLI
Intervengono
Stefania MOCCOLI, Assessore Istruzione Comune di Trevi
Giuliano GRANOCCHIA, Assessore Istruzione Provincia di Perugia
Conclude
Fabrizio BRACCO, Presidente Consiglio regionale dell’Umbria
ore 21,30
Esibizione musicale a cura della: Corale del.Torrino DLF Foligno
Testo teatrale e regia
Luciano Falcinelli
Direzione musicale
Francesco Corrias
Arrangiamenti musicali
Luca Marzetti
Ideazione, ricerca musicale e Iconografica
Graziella Piermatti
Organizzazione e coordinamento
Giovanna Maria Sotgiu
Presenta
Giovanna Grieco
Programma musicale
Inni e canti del Risorgimento Italiano
La morte di Anita
Testo: Massimo Dursi / Musica: Sergio Liberovici
O Venezia
L’anonimo autore narra le vicende della Repubblica Veneta del 1848-49
Inno di Garibaldi
Scritto da Luigi Mercatini sul finire del 1858. La musica è di Alessio Oliviero, capo musica nel II Reggimento Brigata Savoia. Assunse grande popolarità con l’impresa dei Mille.
Or che innalzato è l’albero
Uno dei più conosciuti canti giacobini italiani. Nato, negli ultimi anni della rivoluzione francese, ebbe poi grande diffusione durante i moti liberali del 1848.
La bella Gigogin
È la canzone più popolare del Risorgimento Italiano. Si dice che fu suonata per la prima volta al Teatro Carcano di Milano. Il popolo capì subito il messaggio e la banda dovette ripeterla 8 volte
Camicia Rossa
Scritta originariamente da Rocco Traversa oscuro segretario comunale, pubblicata in fogli volanti, si modificò passando di bocca in bocca. La musica è del Maestro Luigi Pantaleoni.
Quel uselin del bosch
Uno dei più famosi canti popolari italiani. In origine di contenuto amoroso, conobbe un adattamento patriottico/garibaldino nel secondo 800.
Inno popolare del 1848
Versi: Goffredo Mameli / Musica: Giuseppe Verdi
La bandiera tricolore
Canto quarantottesco per eccellenza, ritratto e manifesto per una generazione, fu cantato per tutto il Risorgimento ed entrò poi nel repertorio degli Alpini.
La presa di Roma
Gustosa tarantella nella quale il popolo celebra la fine lungamente attesa del potere temporale dei papi.
Va pensiero
Dal Nabucco di Giuseppe Verdi. È il più famoso inno del Risorgimento italiano proposto spesso per essere scelto come inno nazionale.
L‘appuntamento delle celebrazioni per i centocinquant‘anni dall’Unità d’Italia costituiscono una sfida anche per l’oggi. Esso non deve essere assunto solo come momento freddo e scontato, per quanto pomposo, di celebrazione istituzionale. La questione dell‘Unità ci pone ancora interrogativi insoluti della storia d‘Italia che attendono risposte alte nei termini di una riforma intellettuale e morale della società italiana.
Le forti contraddizioni economiche e sociali che ancora persistono tra le diverse aree geografiche del Paese ci chiamano oggi a respingere con forza ogni tentativo di mettere in discussione la coesione nazionale e a mettere in campo le politiche che servono a valorizzare sì le differenze culturali come ricchezze indiscutibili ma anche a colmare i divari storici tra Nord e Sud. L’Unità nazionale è, dunque, più che un fatto storico incontrovertibile con una sua data simbolica e i suoi protagonisti, un processo che ancora deve compiersi e che continua a trovare resistenze nella modernità
Il ruolo che ancora una volta possono svolgere in questo contesto i Comuni è fondamentale ed è fondamentale l’apporto che le Regioni dell‘Italia di mezzo possono assicurare a cerniera e a garanzia dell‘Unità del nostro Paese. Un apporto, anche questo, non solo ovviamente geografico, ma che ponga ancora una volta la meta della riforma sociale e chiami su questo fine una nuova partecipazione popolare e democratica per un‘Unità di fatto e per la coesione di un popolo-nazione al cospetto di un‘Europa e dell’intera Comunità internazionale, sempre più interdipendenti nella globalizzazione.
La stessa partecipazione popolare e democratica che in parte mancò nei processi di unificazione del Paese deve oggi essere assunta come sfida per la riforma della politica e della società. La sua mancanza relativa segnò negativamente i processi di unificazione del nostro Paese e pesantemente la stessa storia successiva d‘Italia. Oggi siamo chiamati a celebrare i centocinquant’anni dall’Unità con la consapevolezza e il compito di dare seguito a quel destino e di colmare le sue più antiche e le sue più moderne contraddizioni.
Giuliano Granocchia Assessore Istruzione Provincia di Perugia
I processi, inevitabilmente conflittuali, che hanno portato alla costruzione dello Stato unitario e, molto più tardi, attraverso la Resistenza, alla nascita della Repubblica, hanno prodotto un sentimento nazionale e contribuito alla formazione di una coscienza e di una cultura democratica, caratterizzata da valori di libertà, giustizia ed eguaglianza, ed hanno legittimato le nostre Istituzioni. Non importa qui ricordare gli appassionati dibattiti sui tradimenti e le deviazioni rispetto agli obiettivi che erano all‘origine di quei processi, la delusione dei protagonisti, le revisioni critiche e il lavoro di scandaglio di tanti studiosi che hanno cercato di approfondire l‘uno o l‘altro aspetto; ciò che preme sottolineare è come il Risorgimento, al pari della Resistenza, siano “i miti fondativi“ della nostra storia nazionale. Certo, i mutamenti di fine secolo ‘900, hanno inciso profondamente sui costumi, sulle gerarchie di valori, sulla cultura, hanno prodotto cambiamenti nella percezione del tempo (e dello spazio) e hanno favorito, da una parte, la diffusione di una tendenza a dimenticare o trascurare il passato, e, dall’altra, nella crisi della repubblica, un orientamento a modificarne il senso. Così, però, il Paese corre il rischio di smarrirsi e di dividersi, mentre sempre più inquietanti si fanno gli interrogativi sul suo futuro.
Per questo cre=o non soltanto utile, ma necessario, approfittare della ricorrenza del centocinquantesimo anniversario dell‘unità italiana per tornare ad attingere alla nostra storia e a praticare nuove forme di divulgazione per avvicinare i cittadini al loro passato. C’è, infatti, necessità di una bussola per orientarci, per cercare di capire ciò che è successo e ciò che sta succedendo, e per agire da protagonisti nella complessa realtà contemporanea. E per costruire questa bussola dobbiamo analizzare a fondo le dinamiche della società italiana e inter-rogarci criticamente sui primi passi dell‘Italia unita, sui processi che hanno portato all‘unità e sulle ragioni che più tardi hanno portato alla Repubblica democratica. Con essa possiamo cercare di affrontare adeguatamente i due problemi, che tra i tanti, ritengo più urgenti: la formazione di una robusta cultura civica, fondata su un forte senso di appartenenza e su un complesso di valori condivisi,che possa promuovere comportamenti e relazioni saldamente democratici, e la riappropriazione di una idea di democrazia più ricca e complessa, fondata sulla partecipazione e il protagonismo dei cittadini.
Prof. Fabrizio Bracco Presidente Consiglio regionale dell’Umbria