Una delle poche non orientate, forse per cambio di assetto in rimaneggiamenti successivi. Completamente circondata dall’abitato di Borgo Trevi in forte espansione, anticamente era l’unica costruzione al margine della strada Flaminia. In tempi remoti le si affiancò un ospedale per il ricovero e l’assistenza dei viandanti
Grossi blocchi di pietra riutilizzati negli angoli rivelano chiaramente la loro provenienza di spoglio di monumenti romani.
Chieasa di S. Egidio vista nord-ovest
Foto Di Pietrantonio
Durante lavori di consolidamento e di isolamento nel 1971, lungo la parete est a monte, vennero alla luce sarcofagi in cotto, ora nella Raccolta d’Arte di S. Francesco (inedito 1999).Nella foto a Sx, il secondo da Sx è Italo Battistini, di Trevi, all’epoca funzionario della Soprintendenza di Perugia.
ore 18.15 – S. Rosario e S. Messa con omelia di P. Giulio Mancini
ore 21.30 – Spettacolo dialettale “Martina la zitella”
Sabato 15
ore 18.15 – S. Rosario e S. Messacon omelia di P. Giulio Mancini
ore 16.30 – Partita di calcio femminile ore 21.00 – Varietà, Gara di briscola
Domenica 16
ore 8.30 – S. Messa ore 11.00 – S. Messa Solenne accompagnata dal Coro Parrocchiale ore 18.00 – Solenne Processione con l’immagine del SS. Crocefisso, da Bovara a Lapigge e ritorno La Banda musicale di Spello accompagnerà la Processione e al termine suonerà piacevoli brani del proprio repertorio
ore 21.00 – Porchetta ore 21.30 – Spettacolo musicale “Cimarelli’s Band” FUOCHI D’ARTIFICIO al termine della serata In caso di pioggia le attività programmate avranno luogo al coperto
Antichissima famiglia, attestata in Trevi già dal 1432, probabilmente originaria da Siena, ove
esisteva altra famiglia di tal cognome
.1
Numerosi suoi membri hanno dato lustro a Trevi in moltissimi campi.
In S. Emiliano, in S. Francesco e nella casa di Trevi esistono numerosi stemmi.
Muzio Petroni agiografo e storico locale, fu un personaggio di spicco che visse nell’ultima parte del XVI secolo. Sposato con Angela Palmucci, dopo la di lei morte si fece sacerdote. Morì nel 1615. È ricordato da un’epigrafe erratica a Villa Fabbri (dal 2007 al Museo) e due epigrafi in S. Emiliano
Stemma della famiglia Petroni- Trevi, Archivio Comunale
,Stemmi delle famiglie patrizie,
1787
–
(foto 1996)
.2
Tommaso Petroni – †1462 (di Antonio), “scrittore apostolico” al tempo di Pio II (1458-1464). E’ sepolto nel chiostro dell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore (Siena) sotto la bella lastra qui riprodotta .3
L’epigrafe ai piedi della figura del defunto così recita:
IN HOC TVMVLO CORPVS IACET
DNI TOME DE PETRONIBVS DE TR
EVIO SCRIPTORIS APLICE ANO DI 1462
Monte Oliveto (SI), tomba di Tommaso Petroni (foto 1/7/06)
Note 1) Natalucci, D, 1985, Historia … di Trevi. Todi , c. 1167 e segg. 2) -Tutti gli stemmi del volume sono ora riprodotti anche in: L’archivio comunale preunitario … di Trevi, (Quaderni della Soprintendenza archivistica per l’Umbria n° 19), Perugia, 2005, p. 335.
Importante scoperta nel sito di Pietrarossa dopo la campagna di scavi iniziata nei primi giorni di luglio
Riaffiorano 50 metri quadrati di mosaici romani di Jacopo Barbarita
TREVI- La campagna di scavo al sito archeologico di Pietrarossa ha riportato alla luce circa 50 metri quadrati di mosaici romani. Motivi marini colorati, di straordinaria bellezza, databili all’incirca al II secolo d.C., secondo la prima analisi degli archeologi, che fanno parte dell’insediamentodi epoca romana che sorgeva a valle dell’attuale insediamento, laddove doveva sorger un porto fluviale, 9in quanto ilfiume clitunno era ancora navigabile.
“quello che sta emergendo grazie agli scavi guidati dalla professoressa Donatella Scortecci, dopo la campagna avviata cinque anni fa con fondi comunali – spiega il sindaco Bernardino Sperandio – è un complesso molto vasto, che presenta anche strutture murarie elevate. I mosaici rinvenuti potrebbero far parte di un luogo adibito alla scarico merci, legate alla navigazione fluviale, da qui i motivi marini delle decorazioni”.
Un’areaa che vede la presenza di un altro edificio interrato – continua il sindaco – probabilmente di un quadriportico, forse parte di una villa”. ” di certo c’è molto altro da scavare, almeno un’area pari a tre volte quella già indagata in questi anni, grazie anche ai contributi dell’art bonus, che abbiamo attivato per questo sito, che ha visto tra i maggiori donatori l’azienda Metelli di Foligno”, ha specificato. un sito che ha visto una continuità di popolazione nei secoli, “visto che poco lontano avevamo già trovato una necropoli longobarda, i cui reperti sono conservati al museo cittadino” ha specificato il sindaco.
L’area archeologica è ovviamente cantierata e non visitabile, ma l’obiettivo del sindaco è quello di “trovare ulteriori fondi per proseguire gliscavi, coprirli e dotarli di una struttura museale simile a quella di Spello. Anche perché il valore delpatrimonio che c’è in qurest’area è anche maggiore di quello spellano. Ci aspettiamo – conclude – un’attenzione del ministero per supportare e investire su queste scoperte.
Località del Comune di Trevi, a nordovest del capoluogo tra la “Flaminia” e il Clitunno
Il nome è legato alla chiesa intitolata alla Madonna con il nome di Santa Maria di Pietrarossa, anticamente Santa Maria di Pie’ di Trevi.
La pietra rossa è appunto un reperto murato in un pilastro di destra della navata centrale, recante un foro da cui probabilmente sgorgava acqua.
Il luogo ha molteplici motivi di interesse:
La sua ubicazione, al limite del “lacus Clitorius” di cui si ha memoria storica – successivamente regredito allo stato di palude e infine completamente bonificato – può aver favorito lo sviluppo di un porto naturale, o addirittura la sede di uno stanziamento preistorico.
Tutta la zona, da tempo immemorabile è ricca di reperti classici ubicati appena sotto il piano di campagna e frequentemente affioranti (vedi: Reperti archeologici)
Sede di antichissimi culti, trasformati poi dal cristianesimo, fu meta di pellegrinaggi e processioni. (Le processioni notturne delle donne di Trevi per S. Giovanni e S. Bartolomeo furono soppresse da Gregorio XIII, riprova della sopravvivenza di pratiche e credenze eterodosse.)
Stemmi della famiglia Valenti ( Stemmi delle famiglie patrizie, 1787 – Trevi, Archivio Comunale) (foto 1996).1
Famiglia Alfonso e Pio Valenti
Famiglia Giovan Battista Valenti
Famiglia Valenti di Riosecco
La più illustre famiglia di Trevi e una delle pochissime perpetuatesi fino ai giorni nostri.
É anche la più nota e importante
poiché negli ultimi otto secoli moltissimi suoi membri hanno avuto incarichi pubblici di rilievo in Trevi, nello Stato della Chiesa e altrove.
Tra i suoi membri si distinsero nei vari secoli:
Valente Valenti (XIV sec.) magistrato. Lunga iscrizione sulla sua
tomba in S. Francesco
Natimbene Valenti (XV sec.), riformò gli Statuti di Trevi e di Roma.
Benedetto Valenti (XV-XVI sec.). Collezionista di arte e oggetti antichi. Antiquitates Valentinae il primo catalogo d’arte a stampa, pubblicato proprio per illustrare la sua collezione.
Romolo Valenti, (XVI sec.) vescovo di Conversano. Partecipò attivamente al Concilio di Trento
.
Monumento sepolcrale
nella chiesa delle Lacrime.
Fausto Valenti, (XVI) protomedico in Roma.Costruì la bella
Villa Faustana
e l
‘altare della Trinità
in S. Emiliano
Erminio Valenti, cardinale
Alessandro Valenti
, primo Conte di Rivosecco
Ludovico Valenti
, nominato cardinale nel 1759, vescovo di Rimini dal 1759 al 1763 (Vedi:
Ritratto nel museo di Borghi
)
Tommaso Valemti, a cui è intitolata la scuola in Trevi, autorevole studioso di storia locale.
IN AUTO Al Km 143 della Strada Statale Flaminia, Roma-Fano. Uscita dall’A1 a Val di Chiana (90 Km) per Perugia, Foligno, Trevi oppure uscita a Orte (80 Km) per Terni, Spoleto, Trevi.
Trevi – Panorama da nordovest (foto Francesco Mulas 26/4/02)
IN TRENO Stazione di Trevi sulla linea Orte Falconara.(Uff.Informaz. FS Foligno, Tel. 0742/350730) ORARI TRENITALIA
Il territorio del comune di Trevi comprende una parte pianeggiante (quota inferiore 210 m) caratterizzata da fertilissimi seminativi, solcati da numerosi corsi d’acqua tra cui il celeberrimo
Clitunno
, una fascia collinare completamente coperta di olivi e infine la zona più in alto coperta di boschi e prati sommitali.
L’abitato di Trevi è letteralmente circondato dal verde. Dalle mura che recingono il centro storico ci si affaccia direttamente sugli oliveti.
La PASSEGGIATA è un magnifico viale alberato lungo 800 metri, pianeggiante, con suggestiva visione panoramica della valle sottostante.
Strade carrozzabili sterrate portano in 10 minuti ad oltre 1000 m di quota, da cui si possono facilmente raggiungere le vette del monte Brunette a m 1425 e del monte Serano a m 1429.
Tra gli innumerevoli percorsi più o meno impegnativi l’Associazione Pro Trevi suggerisce TREVI: quattro passi tra storia e natura, una guida esaustiva che attraverso 14 itinerari in collina e montagna descrive minuziosamente il paesaggio, il terreno, la flora, la fauna e la storia.Altrettanto esauriente, Trevi de planu (2001) illustra il paesaggio, gli insediamenti, le emergenze storico-artistiche e naturalistiche, i personaggi e le tradizioni dell’amenissima vallata nostra.
Di particolare interesse naturalistico e ambientale è il fiume Clitunno. E’ il più importante corso d’acqua, di portata regolare, che solca la valle e certamente ha influito sulla storia e sull’economia del comune. Ha ispirato in ogni tempo importanti autori, nel campo delle arti figurative e della letteratura.
La cappella, situata al piano inferiore rispetto all’ingresso, nell’ala ovest aggiunta dopo l’acquisizione di Boemi, rappresenta una interessante “isola” artistica in Umbria.
L’autore “B. Cila” di Praga si è firmato nell’unghia destra della seconda campata dlla volta, mentre per un caso fortuito si conosce anche il nome di un altro pittore, della stessa scuola, autore delle decorazioni sulle pareti esterne della villa: l’abate benedettino Pantaleo Major
Quest’ultimo è citato negli atti del processo di canonizzazione della Serva di Dio Donna Maria Luisa Prosperi, quando, per la ricognizione del corpo, il benemerito sacerdote trevano Don Aurelio Bonaca chiama a testimoniare questo benedettino che stava dipingendo la villa del Collegio Boemo. Correva l’anno 1914 che coincide con la data dipinta nella parete sud della villa.
Trevi – Villa Fabbri o dei Boemi –
La cappella.
La cappella, particolare.
Sempre il Bonaca ci dice che il pittore era un seguace della scuola del Beuron.
Questo movimento artistico si era sviluppato nella seconda metà del XIX secolo nell’omonima abbazia nella regione di Hoenzollern, in Svevia e aveva come caratteristica principale quello di inscrivere nei volti una stella a sei punte. Fu fondato da Peter Lenz che vestì l’abito benedettino con il nome di Don Desiderio1.
A quanto ci risulta, in Italia esisteva un esempio di quest’arte solo nel santuario di S. Benedetto a Montecassino e quindi la decorazione di questa cappella rimane un esempio rarissimo.