L’atrio del piano inferiore si affaccia sul giardino e la magnifica valle.
La lapide fu in parte abrasa in tempi remoti1, probabilmente all’atto del passaggio della propriet?alla famiglia Venturini, il cui stemma tuttora la sovrasta. La parte inferiore, come si vede chiaramente anche dalla grafia, fu aggiunta in tempi più recenti, dopo l’acquisizione del Collegio Boemo e l’ampliamento con l’aggiunta della cappella e i due piani ad essa sovrastanti.
La sala occupa la parte centrale del lato est della villa
Nella volta sono raffigurate scene della vita di santi eremiti: S. Paolo, Sant’Antonio, S. Macario, S. Onofrio, S. Girolamo.
Vista della volta
Agli spigoli fanno da contorno a stemmi gentilizi di prelati, puttini e figure allegoriche: Fedeltà, Affabilità, Continenza, Verginità, Vigilanza, Carità, Povertà, Parsimonia e Ricchezza.
Entrando nella villa dal lato nord, da Piazza Garibaldi, si accede direttamente al piano nobile, (primo piano verso valle). L’ingresso prende luce dalla vetrata sopra-porta ed altre due vetrate semicircolari. In origine l’atrio si apriva verso l’esterno con tre arcate, chiuse successivamente.
Al centro della volta ?rappresentata la Gloria,con la scritta: INVIDIAM CALCO ET FORTVNAM SUPERO (schiaccio l’invidia e sono superiore alla sorte).
Negli spicchi belle figure allegoriche delle quattro stagioni con i propri segni zodiacali racchiusi in tondi
Nelle lunette si possono ammirare delicate figure di paesaggi e graziosi giochi di bambini.
La facciata nord, meno imponente del retro in quanto il piano inferiore è interrato, è tuttavia quella che si vede entrando da Piazza Garibaldi e quindi la più elegante e più curata.
Facciata nord
La decorazione dell’esterno fu eseguita nel 1914 dal benedettino Pantaleo Mayor, che decorò anche la
cappella al piano inferiore
Sulla facciata sono raffigurate sei città della Boemia i cui nomi – in latino -figurano nei riquadri inferiori. Ritenendoli di difficile interpretazione, riportiamo di seguito la corrispondente denominazione moderna1 e un cenno sulle città
LITOMERICIVM
Litomérice
Città della Boemia alla destra dell’Elba alla confluenza con il fiume Ohre. Sorta intorno ad un castello degli Slavi Litomerici, passò al Ducato di Boemia. Dopo l’occupazione da parte degli Hussiti nel 1421, i tedeschi furono allontanati per ritornarvi solo alla fine del 18°, secolo.
Chiesa di Ognissanti del 13° secolo – Cattedrale e vescovado del 17° secolo.
BRVNA
Brno
Alla confluenza dei fiumi Svitava e Svratka, principale centro commerciale e culturale della Moravia e capoluogo della provincia di Jihomoravski.
OLOMVCIVM
Olomouc
Sul fiume Morava, fondata nel 1050, si alternò con Brno come capitale della Moravia fino al 1640. Università dal 1581.
Cattedrale di S. Venceslao del 12° secolo – Chiesa di S. Maurizio del 13° – 15° sec. con famoso orologio astronomico.
PRAGA
Praha
Capitale annoverata tra le più belle città del mondo, con 2000 edifici antichi dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Formatasi attorno ad un antico castello del 9° secolo è stata più volte ampliata nel Medioevo e nel Rinascimento. Fortificazioni del 17° e 18° secolo.
REGINA ERADECIVM
Hradec Králové
Tra le più antiche città reali della Boemia costruita su un antico insediamento del 1225, ricostruita come una fortezza nel 1766-1789. Conserva una chiesa gotica in cotto, la rinascimentale Torre Bianca (1574-1589) e antichi portici ai due lati della piazza. Ha subìto notevoli danni nella seconda guerra mondiale.
BOEMO BVDVICIVM
Ceské Budéjovice
Nella Boemia meridionale a sud di Praga, sul fiume Moldava, capoluogo della provincia di Jihocesky
Conserva mura ed edifici antichi
La lapide sopra la porta
di ingresso ricorda il passaggio di proprietà dal conte Della Porta al Pontificio Collegio Boemo
HANC VILLAM QVAE ANTEA FVERAT GENTIS DELLA PORTA CARRARA IOSEPHVS IOANNES HAIS EPISC. REGINAE GRADECENSIS AERE SUO COMPARATAM COLLEGIO BOHEMORVM VRBANO ATTRIBVIT AN. MDCCCXCI.
Questa villa che prima era stata proprietà della famiglia Della Porta Carrara, Giuseppe Giovanni Hais, Vescovo di Dvur Kralové acquistata con denaro proprio al Collegio dei Boemi di Roma donò nell’anno 1891
É indicata con nomi diversi, a seconda delle famiglie che l’hanno posseduta attraverso quattro secoli.Costruita da Gerolamo Fabri alla fine del Cinquecento, passò poi ai Venturini e quindi agli Onofri e Roncalli di Foligno, ai Carrara o Carrara- Rodiani di Terni, ai conti della Porta di Roma.
Facciata nord
Nel 1891 fu acquistata dal vescovo Mons. Hais per il Collegio Boemo e negli anni Trenta passò al Collegio Etiopicoche la detenne fino agli anni Ottanta. Essendo quindi frequentata ultimamente da insegnanti e studenti etiopi, e pertanto di pelle scura, viene chiamata anche villa dei Moretti.
Le sale con volte dipinte, ottimamente conservate, il parco e la posizione splendidamente panoramica, con vista sulla valle sottostante fino a Spoleto, ne fanno uno dei luoghi più attraenti di Trevi.
Villa dei Boemi da una cartolina dei primi del ‘900
“La nostra Natività” – Ricostruzione di un lavatoio a Borgo Trevi sul fiume Clitunno
L’originale progetto La nostra Natività ha l’obiettivo di far conoscere aspetti paesaggistici e presenze storico-artistiche specifiche del territorio, poco noti, ma altamente significativi per la storia locale; infatti si tratta della rappresentazione di una Natività in un’ambientazione locale e in una collocazione temporale non tradizionale, con riferimento anche a fatti della realtà attuale. Dopo aver rappresentato nei due anni passati il paesaggio di montagna e quello collinare di Trevi, si porta all’attenzione di residenti e turisti uno scorcio di paesaggio di pianura del territorio trevano, con l’area agricola delle Canapine, ben nota anche per la produzione della tipicità del “sedano nero”. L’ambientazione in un lavatoio posto a Borgo Trevi sul fiume Clitunno nasce dal fatto che i lavatoi sono una tipologia di bene storico-culturale ampiamente presente nel territorio, generalmente in stato di abbandono e poco noto. La scelta di un lavatoio lungo il fiume tra i tanti edifici simili presenti in gran numero nell’area abitata del comune di Trevi è suggerita dall’ importanza storica del Clitunno e dal valore simbolico del corso d’acqua che divide ma anche unisce, per di più in un punto in cui il ponte e la strada sovrastante stanno a suggerire visivamente la continuità tra l’area agricola della pianura e il centro storico. L’auspicio è che la riscoperta e la rivalutazione dei lavatoi producano un loro adeguato restauro. Per questo progetto l’Associazione Vo.La.Trevi si è avvalsa dell’attivazione dei laboratori dell’Istituto “IIS Sansi Leonardi Volta” di Spoleto sezione Scenografia del Liceo Artistico, nella forma dell’Alternanza Scuola-Lavoro, e della collaborazione della classe 5a C-tempo pieno Scuola Primaria del plesso di Trevi centro dell’Istituto Comprensivo “Valenti” di Trevi.