Categoria: Da sapere

  • Presepi per le strade 2017

    Presepi per le strade 2017

    18- Via della Rocca

    Natività nell’ Arte

    : presepe ispirato alla Natività di Giotto della Basilica inferiore di San Francesco in Assisi

    Foto: Livia Sperandio

    In questo piccolo locale è stata ricostruita la scena della Natività del transetto destro della Basilica inferiore di San Francesco in Assisi, opera di Giotto e della sua bottega; realizzato tra il 1308 1311, fa parte del ciclo delle Storie dell’infanzia di Cristo.

    L’affresco è l’unico al mondo con la rappresentazione del presepe con due bambinelli, a indicare la natura di Cristo: umana e divina. Il lato divino l’autore lo racconta con il blu lapislazzuli. Due nutrici stanno accanto al bambino: lo abbracciano, fasciano e sostengono.

    L’allestimento ispirato a quest’opera è stato realizzato dalla’Associazione Vo.La.Trevi con l’utilizzo di manichini, vestiti con gli abiti messi a disposizione dall’Ente Palio dei Terzieri .

    Ritorna alla Ritorna allapagian PRESEPI 2017

  • Presepi per le strade 2017

    Presepi per le strade 2017

    17- Vicolo Oscuro

    Natività nell’ Arte

    : presepe ispirato alla natività di Giovanni di Corraduccio – Assoc.Vo.La.

    Foto: Livia Speandio

    Il presepe si ispira alla Natività di Giovanni di Corraduccio che fa parte di un polittico, dipinto nella secondo decennio del ‘400, con Storie della Vita di Cristo, conservato nella vicina Raccolta d’arte di San Francesco.

    L’autore, probabilmente originario di Foligno, nella scena della Natività raffigura il Bambino, Maria e Giuseppe di fronte ad una capanna con mangiatoia, bue ed asino, sovrastati da un coro di angeli; completano la scena due pastori a destra e una donna con cesto a sinistra; sullo sfondo a sinistra la raffigurazione di una città; particolare originale, una sella deposta a terra a destra, che simboleggia il viaggio di Maria e Giuseppe.

    L’allestimento ispirato a quest’opera è stato realizzato dall’Associazione Vo.La.Trevi con l’utilizzo di manichini, vestiti con gli abiti messi a disposizione dall’Ente Palio dei Terzieri.

    Il fondale dipinto riproduce alcuni particolari dell’opera.

    182

    Ritorna alla Ritorna allapagian PRESEPI 2017

  • Presepi per le strade 2017

    Presepi per le strade 2017

    10- Via Dogali

    Natività nell’ Arte

    : presepe ispirato alla Adorazione dei Magi del Perugino della Chiesa delle Lacrime di Trevi

    Assoc. Vo.La.

    Foto: Livia Sperandio

    Presepe ispirato alla Adorazione dei Magi del Perugino, opera che si può ammirare nella locale

    Chiesa della Madfonna delle Lacrime

    , dipinta e firmata da Pietro Vannucci, detto Il Perugino, nel 1522; è una delle ultime opere del Maestro.

    La scena rappresenta un presepio diverso da quello di cui parla il Vangelo, sullo sfondo un’ideale campagna ispirata al paesaggio umbro tanto amato dal pittore. In lontananza un gregge di pecore al pascolo con il pastore; ai lati gruppi di uomini a cavallo venuti al seguito dei Re Magi. La capanna è architettonica; sotto vi sta seduta Maria con il Bambino ritto sul ginocchio di lei, volto a benedire uno dei Magi che gli offre il suo dono. A sinistra di Maria, S. Giuseppe. Oltre agli altri due Magi ci sono rappresentati altri personaggi del seguito; nella figura intera a destra qualcuno ha voluto riconoscere Raffaello da Urbino. È una scena di pace, animata e illuminata dalla figura della Vergine, tipo di bellezza umbra dall’espressione gentile e dolce.

    L’allestimento ispirato a quest’opera è stato realizzato dall’Associazione Vo.La.Trevi con l’utilizzo di manichini, vestiti con gli abiti messi a disposizione dall’Ente Palio dei Terzieri .

    Il fondale dipinto riproduce il paesaggio che fa da sfondo alla scena.

    182

    Ritorna alla Ritorna allapagian PRESEPI 2017

  • Presepi per le strade 2017

    Presepi per le strade 2017

    11- Via Dogali

    Natività nell’ Arte

    : presepe ispirato alla Adorazione dei Magi del Perugino della Chiesa delle Lacrime di Trevi

    Assoc. Vo.La.

    Foto: Livia Sperandio

    Ecco una Natività particolare che l’anno scorso ha inaugurato la serie

    la “ NOSTRA NATIVITÀ “ e che era collocato in piazza Garibaldi .

    Con questa realizzazione si vuole mostrare la Natività ambientata all’interno dei ruderi dell’

    abbazia di Santo Stefano in Manciano di Trevi

    , ricostruita in scala. Si vuole così valorizzare il territorio facendo conoscere al pubblico locale, specialmente delle giovani generazioni, e ai visitatori esterni, un monumento poco noto e visitato, anche per la sua collocazione in zona scomoda, ma carico di storia e insieme suggestivo .

    Abbiamo immaginato che sia .un dicembre dei primi del ‘900 a Manciano di Trevi. Maria e Giuseppe, due contadini, sono intenti a raccogliere legna nel bosco. Per Maria è giunto il momento del parto… Giuseppe è pronto ad accogliere il Bambino nella cripta della chiesa di Santo Stefano.

    182

    Ritorna alla Ritorna allapagian PRESEPI 2017

  • Presepi per le strade 2017

    Presepi per le strade 2017

    1- Piazza Garibaldi

    La “Nostra Natività” ambientata di fronte alla Chiesa di San Martino, temporalmente collocata ai nostri giorni

    La Pro Trevi e l’ Associazione Vo.La.Trevi con questa NATIVITÀ, ambientata nei pressi del Convento di San Martino di Trevi, vogliono ricordare e celebrare quello che i Frati hanno rappresentato per tutti i trevani.

    Con rammarico si constata che la permanenza dei frati francescani al Convento di San Martino di Trevi, durata oltre 600 anni, da quest’anno rimarrà solo un ricordo.

    Foto: Livia Sperandio

    “È volato via” un Ordine, quello dei Frati Minori, che è stato capace di confortare malati, anziani e di creare un centro di aggregazione per tanti giovani.

    Interpretando il desiderio di tanti cittadini, si vuole esprimere riconoscenza ai Frati che in questi anni si sono succeduti e hanno lavorato per il bene della comunità

    e si auspica ardentemente che in futuro il Convento possa ritornare ad essere, anche se in forma diversa, un luogo di accoglienza e di aggregazione.

    Riferendosi proprio alla funzione che ha avuto il Convento per così lungo tempo, in questa Natività, attraverso le figure di Maria e Giuseppe, si rappresentano i diseredati, i bisognosi, i profughi, i terremotati. San Francesco, fondatore dell’Ordine e artefice del primo presepe di Greccio, è figura centrale e di collegamento tra il Convento e la Natività.

    1802

    Ritorna alla Ritorna allapagian PRESEPI 2017

  • Proverbi Umbri di O. Grifoni

    Proverbi Umbri raccolti da Oreste Grifoni

    Prof. Oreste Grifoni, Proverbi Umbri, L’Appennino, Foligno, 1943

    Questo raro libretto, come dice lo stesso autore, è il risultato di oltre 20 anni di ricerca. Dal linguaggio vivo della nostra gente sono stati raccolti centinaia di proverbi e modi di dire. Di molti sono riportate le versioni di altre regioni italiane nonché di vari Paesi europei. Sono frequenti anche riferimenti a testi classici latini e biblici.

    L’Autore avrebbe voluto citare il testo dialettale come scaturito dalla viva voce dell’interlocutore, ma purtroppo non è riuscito che a renderci una trascrizione temperata e approssimativa, per una concomitanza di fattori. Non esiste infatti un “dialetto umbro” ma più vernacoli e neppure tanto simili tra loro: con una divisione molto grossolana si può assegnare il sudest della regione all’area dell’influsso longobardo, mentre il linguaggio del nordovest è più vicino al toscano (latino e addirittura etrusco!). E soltanto di alcuni proverbi è citata l’area di provenienza.

    Più approfonditi studi linguistici successivi a questo testo (con il sussidio determinante del del registratore, che al tempo del Grifoni era di là da venire!) hanno permesso di rendere i vari fonemi con specifici segni grafici, mentre il nostro Autore adopera soltanto l’accento circonflesso sulle vocali e non sempre a proposito. Ma seppure con queste limitazioni, a quanto ci risulta, è la raccolta più completa per il suo tempo.
    Don Oreste Grifoni, di famiglia trevana, ebbe fama di erudito letterato. Sotto lo pseudonimo di Passero solitario scriveva di “cose letterarie” nel giornaletto locale La Torre negli anni tra Ottocento e Novecento. Sembra che per aver assunto posizioni troppo innovative in merito alla dottrina della Chiesa, sia stato prima sospeso “a divinis” e poi reintegrato, ma allontanato dalla sua parrocchia di S. Maria in Valle e trasferito a Spello.
    Nel 1927 aveva pubblicato, per i tipi della Porziuncola di Assisi, Poesie e canti religiosi dell’Umbria.
    Il volumetto sui Proverbi Umbri, già di proprietà di Paolo Marianucci (ex maresciallo dell’Arma, legionario di Ronchi con D’Annunzio) è stato gentilmente messo a disposizione da Diana Marianucci Cerquiglini.

    205

  • Proverbi Umbri di O. Grifoni

    Proverbi Umbri raccolti da Oreste Grifoni

    1 – MASSIME GENERALI

    Nota: Tra parentesi acute < > è riportato il numero della pagina.

    1. – ‘Gni proverbiu dice vero.
    Lat. – Omne proverbium est probatum verbum
    2. Pe’ ‘gni proverbiu c’e vulutu ‘n seculu.
    Ven. – I proverbi li fava i veci.
    3. – La carne umana ‘n è mai troppa.
    La popolazione, anche nel più alto grado di densità, non è mai troppa. Essa mantiene e assicura la vita delle famiglie e delle nazioni; dà braccia all’agricoltura, all’industrie e ai commerci ecc.; è di valido presidio ai confini sacri della patria. Nessuna legislazione meglio di quella fascista, che ha combattuto il celibato civile e ha creato opportune provvidenze per le madri e i fanciulli (Maternità e Infanzia ha compreso e valorizzato questo proverbio tanto speciale nella forma, quanto veritiero nella sostanza.
    4. Niciunu e nicissariu in quistu munnu.
    5. Vale più l’onore che tutte le ricchezze de lu munnu
    Franc. – Mieux vaut trésor d’honneur que d’or.
    Spagn. <2> Mas vale el buen nombre que la mucha riqueza
    6. – L’onore è come lu vietru: ‘gni fiatu l’appanna.
    7. – L’onore è bonu anche tre jorni doppo mortu.
    8. – Chi no’ stima l’onore, no’ stima gnente.
    9. – P’ anna’ carceratu le chiae stó appiccate, pe’ ariscappa so’ cascate ju lu puzzu.
    10. – Le cose juste piaciu’ a Dio e a le persone de lu munnu.
    11. Sopra lu mortu se canta l’assecula. Un contratto si stringe quando se ne conosce bene l’oggetto.
    12. Core che non dôle, dallo a chi lo vôle. Cor durum habebit male in novissimo.(SALOM : Ecclesiastico, c. 3°-27).
    13. E meju ‘n sordu guadagnatu che dui rubati. Melius est modicum iusto, super divitias peccatorum multas. ( Salmo 36°).
    14. A lu medicu e a lu confessore ‘ n se nasconne gnente.
    Tosc. – Al, confessore, medico, avvocato, non tenere il ver serrato.
    15. É meju de ‘mpara a spese antrui ch’a spese sia (sue).
    Lat. – Feliciter is sapit qui alieno periculo sapit.
    Ben è felice quei ch’essere accorto all’altrui spese impara. (ARIOSTO: Orlando Fur. X-6)
    Franc. <3> Sage et prudent est celui qui apprend aux dépens d’autrui
    16. La pace è menzu pane. La pace rende tranquilli e felici gl’individui e le famiglie, procura concordia e ricchezze alle nazioni; le prepara a grandi fatti. S. Francese di Assisi diceva : Pax et bonum! e Francesco Petrarca nella Canzone ai grandi d’Italia: Io vo gridando pace, pace, pace.
    17. Meju tardi che mai.
    18. Tutte le vocche (bocche) so’ sorelle. Se certi fortunati mortali comprendessero e applicassero bene questa nobilissima verità, gran sollievo avrebbero i poveri nelle loro sofferenze
    19. ‘Na lena nun fa focu. Necessità dell’associazione e specialmente del matrimonio. (G. FINAMORE : Vocab. dell’uso abruzzese)
    20. – É meju d’esse’ ‘mmidiati che cumpatiti. L’invidia riguarda il benessere; il compatimento una triste condizione della vita.
    21. Co’ la funa li somari, co’ la parola li cristiani La fune serve a legare i somari, la parola impegnativa gli uomini.
    Abruz. – L’uóme s’attacc’ a la parôl, e le buove a le côrne Gli uomini si legano per la parola, e i buoi per le corna.
    22. ‘N cecu ‘n po’ fa’ strae.
    23. Tanto chi téne come chi scorteca.
    Franc <4> – Autant vaut celui qui tient que celui qui écorche
    24. Co’ ‘n coppu ‘nse fa ‘na casa. Col poco non si fa il molto.
    25. Quellu che Dio ‘n fa succede’ e tuttu pe’ la mejo.
    Spagn. – Dios sabe lo mayor lo que esta bien a cada uno.
    26. A chi tocca lea. Certe sventure deve sostenerle proprio colui a cui capitano. Non può ad esse sottrarsi. Che giova nelle fata dar di cozzo? (DANTE: Inf. C. IX)
    27. Su lu libru de lu perché ce sta scindu (seduto) lu Padre Eternu; e – Lu perché cadde al mare e se perdè. L’uomo e quasi ovunque circondato dall’incompressibilità delle cose.
    28. L’avvinì’ ‘n c’e santu che lo ricordi.
    Abruz. – Quelle ca da vinì’, solo Criste le po’ di’.
    29. Mejo ‘n fringuellu in mane ch’un turdu su la quercia; – e – Meju un óu la matina che ‘na callina la sera.
    Spagn. – Mas vale pajaru en mano que buitre volando.
    30. Tanta salita e tanta scenta (discesa). E per le nazioni, le famiglie, gli individui. Dopo un periodo di fortuna scendono tutti ordinariamente in umile luogo. E la storia delle cose umane, che segnano la famosa parabola.
    31. Meju soli che male accompagnati.
    Franc. <5> – Il vaut mieux etre seul qu’ en mauvaise compagnie.
    32. E meju ‘n tistimoniu de viduta che dieci de sintita. Pluris est oculatus testis quam auriti decem. (PLAUT.) (Noto che alcuni miei proverbi traducono alla lettera quelli di Plauto).
    33. ‘Na donazione e cento testamenti.
    34. – Morta la vacca e spartita (divisa) la Boccia (società). Morta la bestia, che e stata oggetto di società, finisce ogni reciproco impegno. Si usa spesso in senso figurativo per dire che, finiti certi vincoli, ciascuna delle due parti rimane arbitra di sé stessa.
    35. Ammasciatore ‘n paga pena.
    Lat. – Legatus nec cogitur, nec violatur.
    Abruz. – ‘Mmasciatore non porte la cocce rotte.
    36. ‘Gni cattiu cuntu artorna bon cuntu.
    37. L’abitu non fa ‘l monicu.
    38. Carta canta e villan dorme.
    Franc. – La parole s’enfuit, l’écriture demeure.
    39. La virità vene sempre a galla come l’oju.
    Franc. – La vérité perce toujours.
    40. De magnà se campa; – e – La bocca porta le cianghe. Il vitto e strettamente necessario alla vita.
    41. <6> Chi magna fatica. L’alimentazione ci mantiene al lavoro.
    42. Pocu e spissu artorna l’ istessu.
    43. Chi nun pija se secca. Chi non ha vita, ha il germe latente della morte.
    44. Venémo tutti. d’Adamu e d’Eva. Sotto certi riguardi nessuno e piu dell’altro.
    45. Chi vôle tutte l’ulje, ‘n ha tuttu l’oju; – e – Chi tutto vôle tutto perde.
    Tosc. – Chi troppo abbraccia, nulla stringe.

    205

  • Festa del Patrono S. Emiliano

    PERINSIGNE COLLEGIATA DI S. EMILIANO IN TREVI

    FESTA DI SANT’ EMILIANO 2018

    Vescovo e martire

    PATRONO DELLA CITTÀ E DEL COMUNE DI TREVI

    MERCOLEDÌ 24 GENNAIO

    Ore 12.30 Solenne Esposizione della statua di S. Emiliano

    TRIDUO DI PREPARAZIONE – DUOMO S. EMILIANO A TREVI

    Ore 18 S.MESSA

    Animeranno la liturgia le Comunità di Borgo Trevi, Cannaiola, Picciche e S. Lorenzo,

    GIOVEDÌ 25 GENNAIO

    Animeranno la liturgia le Comunità di Matigge, S. Maria in Valle, Manciano e Casco dell’Acqua.

    VENERDÌ 26 GENNAIO

    Ore 16 ADORAZIONE EUCARISTICA E CONFESSIONI SACRAMENTALI
    Ore 18 S.MESSA

    Animeranno la liturgia le Comunità di Trevi, Bovara, La Pigge e Coste.

    SABATO 27 GENNAIO

    Ore 15 presso la “Casa della Gioventù” giochi per bambini e ragazzi

    Ore 18 PRIMI VESPRI
    Ore 18.45 STORICA PROCESSIONE DELL’ILLUMINATA
    LA CITTADINANZA È INVITA AD ADDOBBARE E ILLUMINARE IL PERCORSO

    -Al termine presso la “Casa della Gioventù”, momento di festa insieme –

    DOMENICA 28 GENNAIO

    Ore 9 S. MESSA
    Ore 11 MESSA PONTIFICALE

    Presiede: S. E. Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto – torcia

    Offerta dell’olio, per la lampada votiva al Santo Patrono da parte del Comune di Trevi.

    Servizio liturgico – musicale a cura dei cori della Parrocchie nel Comune di Trevi

    Ore 18 S. MESSA

    Bcnedizione e distribuzione dei ramoscelli d’ulivo in onore di S. Emiliano.

    La Statua del Santo rimarrà esposta sino a Domenica 4 Febbraio

    I Parroci

    Ritorna alla Ritorna alla pagina APPUNTAMENTI

  • Presepi per le strade 2015

    Presepi in San Francesco 2017

    Rassegna dei presepi nella chiesa di S. Francesco – Natale 1217


    1- Scuola primaria

    2-Gruppo catechistico, S. Emiliano, S. Pietro, Sacra Famiglia

    3- Scuola dell’Infanzia, S. Maria in Valle

    4- Scuola Primaria – Ist. Valenti Trevi
    5 – Scuola Primaria – Ist. Valenti Trevi
    6 – Istituto Comprensivo T. Valenti – Scuola Media 3^ B (2011)
    7 – Scuola dell’infanzia di Borgo Trevi (’14)
    8 – Bricomaghi

    9 – Ist. Mons. bonilli

    10 -Associazione Clitunno inFiore

    11 – Katia Marconi

    12 – Katia Marconi

    13 – Gruppo Catechistico Parr. S. Emiliano, S. Pietro, S. Famiglia

    14 – Gruppo Sala Spellani
    15 – Monastero di S. Chiara 16 – In ricordo di nonno Carlo

    17 – Sc. Second. di 1° Gr.Classe 1 C – Istit. Valenti Trevi
    18 – Scuola dell’Infanzia, Cannaiola
    19 – Mario Botti (in memoria)
    20-

    21 – Gruppo Sala Spellani

    22-Marinella Pietrolati

    23 – Gruppo Sala Spellani

    24 – Katia Marconi

    Ritorna alla pagina

    PRESEPI PER LE STRADE

  • Alessandro Testa, pittore – Opere recenti

    Alessandro Testa Pittore Strada Vallemicero, 10 – 05100 Terni Tel 0744.241906 – 380.3251942

    Opere

    Pagina in elaborazione

    158

    Ritorna alla Ritorna alla pagina ARTISTI a TREVI Alessandro Testa Alessandro Testa – La critica