Chiesa di Santa Maria di Pelano (S. Maria Vecchia) di Coste
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Dov’è
Storia
Le abbondanti stuccature in cemento danno all’edificio un innaturale tono grigio un po’ triste. É urgente un intervento per riparare il tetto e ripristinare l’aspetto generale, alquanto suggestivo.
All’interno rimane una sola pittura, sulla parete destra, del primo Cinquecento ma largamente restaurata.
Raffigura la Madonna in trono con Bambino tra S. Francesco e S. Sebastiano, con una lunga iscrizione in due righe ormai pressoché perduta. Sicuramente almeno un’altra immagine con il santo titolare doveva decorare la chiesa, forse sulla parete dell’altare, che insisteva contro terra e quindi la più danneggiata dall’umidità.
Nelle antiche scritture veniva denominata anche S. Paolo di Tergnole.1 o di Atergnole.2, anticamente chiesa curata che serviva 20-30 famiglie.3, officiata in alternativa a S. Maria di Pelano o S. Maria Vecchia.
Nei restauri del 1970 fu scoperto, all’interno dell’altare di pietrame, l’altare qui a destra, ora spostato in altra parte della chiesa. Attualmente è in uso l’altare della foto a sinistra, con una mensa in travertino sopra una elegante colonnina classica di cui si ignora la provenienza.
Trascorre la sua infanzia in Svizzera e successivamente a Rapallo, dove le sue impressioni sul mare danno l’ avvio ad una sua formazione artistica adoperantesi nella tecnica dell’olio (1959).
Trascorre altro tempo formativo a Napoli e Genova dove frequenta la scuola Germanica.
Nel 1963 ritorna in Germania a Monaco di Baviera per continuare i suoi studi umanistici.
Nel 1966 si accosta per la prima volta nel mondo dell’ arte, a Roma, dove fra studi di pratica pittorica perseguiti autodidatticamente in atelier d’ Arte e Musei e corsi di restauro, arricchisce in modo determinante il suo oramai estesissimo bagaglio culturale e tecnico.
Vive al centro della Capitale per cinque anni e si trasferisce dopo averla conosciuta nel ’69 a Spoleto, e quindi a TREVI.
La cena delle stelle cadenti, il 10 agosto a Ponze di Trevi è ormai diventata una tradizione. Il villaggio di Ponze è l’abitato più alto del comune di Trevi, alla soglia dei 900 m sul mare. Alla fine del secolo scorso era stato abbandonato dagli ultimi abitanti ma, in estate, quando sul fondo valle l’afa si fa sentire, su a Ponze è tutt’altra vita. Per questo alcuni dei vecchi abitanti risistemarono alcune abitazioni per trascorrervi qualche giorno d’estate. Parimenti altri concittadini acquistarono e ristrutturarono altre case e, almeno d’estate, si ricostituì una piccola comunità, che il 10 di agosto, festa di S. Lorenzo Patrono di Ponze, volle di nuovo celebrare la ricorrenza tradizionale invitando gli amici per ritrovarsi insieme la sera. Alcuni soci della Pro Trevi che avevano la casa a Ponze, si fecero parte diligente per organizzare, nel 2001 la cena di S. Lorenzo che da allora è diventato un appuntamento ricorrente. Negli anni più recenti si è superato il numero dei 100 partecipanti, perché oltre ai “villeggianti” che d’estate dimorano a Ponze, alcuni dei vecchi abitanti ritornano per l’occasione e ne approfittano anche i turisti, entusiasti di condividere la tavola con gli “amici” conosciuti un’ora prima. Ma la notte di S. Lorenzo è anche la notte delle stelle cadenti e in cima al colle, lontano dalle fonti luminose, subito finita la cena, è piacevole sdraiarsi sull’erba a contemplare le scie dello spettacolo pirotecnico naturale. “Felici senza sforzi”, come titolava dalle pagine del Corriere il famoso giornalista Giovanni Mosca sostando a Trevi nell’estate del 1963. Chiunque voglia partecipare, può prenotarsi tramite mail: protrevi@protrevi.com – Cell: 335 7700078
Da Il Corriere dell’Umbria (Foligno – Spoleto) pag. _______________________________________
Campello –
Il progetto di valorizzazione del fiume
entra nella fase operativa
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Clitunno, via alla bonifica
Il sindaco ha convocato un summit coi soggetti attuatori
CAMPELLO SUL CLITUNNO – Ci sono novanta giorni di tempo per predisporre il progetto esecutivo di bonifica e riqualificazione ambientale del reticolo idrografico del fiume Clitunno per quanto concerne la parte relativa agli interventi di carattere idraulico, ai fini del superamento delle criticità evidenziate in un approfondito studio dell’ Arpa, presentato la scorsa estate alle Fonti del Clitunno. Lo stesso periodo di tempo per predisporre il progetto relativo alla eliminazione dei fattori di rischio legati alla fragilità del sistema infrastrutturale fognario esistente e, dunque, per intervenire massicciamente sulla rete fognaria del territorio campellino, dalla zona industriale al fiume Clitunno.
Sono questi i contenuti dell’ultima ordinanza emanata a fine dicembre dalla presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, per dare l’avvio alla fase progettuale ed esecutiva dei lavori di bonifica e valorizzazione del Fiume Clitunno, dopo l’incidente occorso alla raffineria Umbria Olii nel novembre del 2006. Da quel periodo il nucleo tecnico, costituitosi per gestire la vicenda, ha effettuato tutte le procedure di ordine amministrativo e tecnico scientifico per ottenere il quadro preciso delle condizioni del fiume Clitunno, delle falde acquifere e di tutto il territorio. Sono stati pertanto predisposti approfonditi studi specialistici e sono stati effettuati gli studi di caratterizzazione e le analisi delle aree su cui intervenire. In ottemperanza al ruolo di coordinamento assegnato proprio al comune dalla ordinanza citata, il sindaco di Campello sul Clitunno ha dunque convocato una riunione operativa prevista nei prossimi giorni che si terrà nel palazzo comunale per dare immediatamente l’avvio alla fase progettuale. Saranno 1’Ato e il Consorzio di bonificazione umbra i soggetti deputati ad approntare materialmente la fase progettuale. Tra gli interventi necessari da porre in essere e già individuati in una serie di schede di intervento, predisposte proprio dal Comune campellino, vengono individuati l’eliminazione del degrado ambientale mediante la ripulitura dell’alveo del fiume, lo smaltimento dei rifiuti depositati sul fondo, la sistemazione dei manufatti idraulici, l’adeguamento delle reti fognarie per potenziare il sistema infrastrutturale fognario esistente e la costruzione di una pista lungo il fiume Clitunno per la manutenzione dell’alveo e la realizzazione di una fascia di verde per favorire la reintroduzione di microhabitat per le biogenesi acquatiche. Gli interventi che si snoderanno principalmente sul territorio comunale di Campello e in parte anche nell’ area di Trevi, continueranno poi con l’attuazione dei progetti di valorizzazione del territorio che riporteranno agli antichi splendori questa meravigliosa zona dell’Umbria. Questi interventi serviranno a risanare un corso d’acqua, il Clitunno, unico per la purezza delle acque ricche di flora e fauna e ora compromesso dalle note vicende che lo hanno coinvolto negli ultimi anni. Il sindaco di Campello, Paolo Pacifici, esprime grande soddisfazione per l’avvio di questa ulteriore fase, ormai a tutti gli effetti operativa. “Molte risorse sono state intercettate per effettuare questi interventi, tanto importanti per Campello e per tutto il nostro territorio. Le attività che verranno realizzate – ha concluso – riconsegneranno a tutti un’area riqualificata e migliore. I nostri cittadini potranno contare su un potenziamento davvero significativo delle infrastrutture. Insieme alla portata storica rappresentata dalla candidatura del Tempietto del Clitunno nelle liste del patrimonio mondiale dell’ umanità Unesco, l’area diverrà un polo di attrazione ancora più forte, più tutelato, sicuramente più fruibile ed ancora più incantevole”.