Trevi (PG) Complesso Museale di San Francesco Largo Don Bosco 14
Curatore della mostra:. Ugo Betori Coordinamento generale: Rita Rocconi Responsabile allestimento: Maria Monica Annibali Responsabile grafica: Michelangelo Augusto Spadoni Consulenti: Nilo Negroni, Lanfranco Radi
Sabato 10 giugno 2000 alle ore 18, nel Complesso Museale di San Francesco, si è inaugurata la mostra “ULTRAMOBILE”, 50 opere di Dino Gavina. Nata nell’ambito del progetto decennale teso a valorizzare i musei dell’Umbria, affidato alla Società Sistema Museo e coordinato da Rita Rocconi, la mostra ideata da Maria Monica Annibali e con la cura scientifica di Ugo Betori, intende riassumere il significato storico del lavoro dell’artista ed il suo percorso nell’avventura del Design Internazionale. Dino Gavina, nato a Bologna nel 1948, coinvolge nella sua esperienza di designer unica ed irripetibile i personaggi più rappresentativi degli ultimi cinquant’anni: da Marcel Breuer, a Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Man Ray, Carlo Scarpa. Nel 1954, grazie a Lucio Fontana Gavina viene introdotto nell’ambiente della Triennale di Milano dove conosce Pier Giacomo Castiglioni “con il quale amicizia e stima si integrarono in un vasto progetto di estremo rigore etico e morale applicato alla produzione industriale del mobile”. Nel 1960 fonda la Gavina spa e ne affida la presidenza a Carlo Scarpa. A New York, nel 1962, incontra Marcel Breuer, tra i più incisivi maestri del razionalismo europeo, al quale chiede di portare in produzione alcuni prototipi della scuola del Bauhaus, progettati negli anni ’20. Da qui nasce la “Wassily”, così chiamata da Gavina in quanto Kandinsky ne possedeva l’unico prototipo. Nel 1963 inaugura il suo showroom di Via Condotti a Roma senza esporre mobili, ma con una mostra di Marcel Duchamp. Nel 1967 anticipa la grande mostra di Parigi sul Movimento Cinetico con una mostra dal titolo “La Luce” che sarà presentata a Milano, Torino, Bologna, Firenze, Foligno. Nello stesso anno costituisce a Bologna il centro Duchamp inaugurato da Man Ray, allo scopo di aiutare gli artisti a realizzare le loro opere. Nel 1968 dà vita ad una prestigiosa collezione firmata da Carlo Scarpa con opere di Kazuhide Takahama chiamata “Ultrarazionale”.
Nel 1971, coinvolgendo numerosi artisti, crea una collezione che chiamerà “Ultramobile”, obiettivo: il superamento del concetto del mobile. Nel 1974 con Enzo Mari, altra importante operazione innovativa: “Metamobile”: ordinare il progetto, fare i mobili in casa con assi di legno e materiali di recupero. Negli anni’80 e ’90 oltre ad occuparsi delle collezioni per Simongavina, Paradiso Terrestre (pezzi per esterni ed arredo urbano) e Ultramobile spa, è chiamato per delle lezioni all’Università di Roma. Si dedica a sue numerose mostre internazionali; è incaricato a dirigere con Takahama l’allestimento dell’aeroporto di Bologna; disegna elementi d’arredo urbano per Roma.
L’esposizione occupa anche un’ala ancora non restaurata del vecchio convento
(foto Pistola)
Con la mostra di Trevi, Dino Gavina vuole rendere omaggio ai luoghi in cui ha operato per diversi anni con la Gavina spa, creando quel clima magico che rese possibile iniziative culturali come la grande mostra “Lo Spazio dell’Immagine” del 1967. L’esposizione che si articola nel complesso museale dell’ex convento francescano, assume un significato particolare mettendo a confronto le opere d’arredo di uno de massimi esponenti del novecento con le testimonianze pittoriche del passato a conferma che il Museo può essere un luogo “aperto” alle nuove espressioni artistiche. L’esposizione che si articola nel complesso museale dell’ex convento francescano, assume un significato particolare mettendo a confronto le opere d’arredo di uno de massimi esponenti del novecento con le testimonianze pittoriche del passato a conferma che il Museo può essere un luogo “aperto” alle nuove espressioni artistiche.
Tra le pitture dello Spagna, Pinturicchio e dell’Orbetto, viene presentata tutto il percorso dell’attività di Gavina: un contributo fondamentale all’avanzamento e al prestigio del Design Italiano rappresentato dalle produzioni di numerose aziende: Dino Gavina, Gavina spa, Flos, Knoll, Simon International, Sirrah, Simongavina, Paradiso Terrestre, Ultramobile spa. Verranno presentati oggetti creati da architetti, designer e artisti del Novecento: Carlo Scarpa, Pier Giacomo Castiglioni, Marcel Breuer, Sebastian Matta, Meret Oppenheim, Giacomo Balla, Man Ray, Marcel Duchamp. La manifestazione di Trevi segue quelle importantissime di Barcellona del 1988 a Palacio Verraina, Tokyo nel 1992 presso la Fondazione GA Gallery, Parma nel 1995 nella Galleria Mazzocchi, Milano nel 1998 nella Sala Napoleonica della Galleria di Brera.
La rassegna è stata voluta dal Comune di Trevi, dalla Società Sistema Museo e dall’Associazione Amici dell’Arte e dei Musei Umbri. La realizzazione dell’evento culturale è stata possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmiodi Perugia, del Cepu – Centro Europeo per la preparazione universitaria di Perugia, Sirrah-Guzzini e di realtà imprenditoriali locali: Trevi Hotel, Società Agricola “Il Frantoio” Trevie Fantauzzi Arredamenti per Flos.
Catalogo edito dalla casa editrice ESG89 di Bevagna (PG), Testi di Vittorio Sgarbi, Giorgio Celli, Lanfranco Radi, Italo Tomassoni. Costo del catalogo in mostra: L. 100.
ORARIO DELLA MOSTRA: Giugno – Luglio: tutti i giorni ore 10.30/13 – 15.30/19; lunedì chiuso. Agosto: tutti i giorni compreso lunedì ore 10.30/13 – 15/19.30 Settembre: tutti i giorni ore 10.30/13 – 14.30/18; lunedì chiuso. Ottobre: aperto solo nei giorni: venerdì sabato e domenica ore 10.30/13 – 14.30/17
Biglietto d’ingresso: Intero L. 8000 – ridotto L. 6500 – scuole L. 5000 Informazioni Raccolta d’Arte di San Francesco tel/fax 0742/381628
UFFICIO STAMPA Roma, Daniela Ruzzenenti tel. 06/6877603 fax. 06/6874386 Museo di Trevi, Carlo Roberto Petrini
Opere a stampa esaurite non più in commercio e documenti antichi
Pensiamo di far cosa gradita ai curiosi pubblicando opere, generalmente di piccola mole, molto specifiche e determinanti per la conoscenza dell’arte e la storia locale.
Alcune sono reperibili soltanto nelle biblioteche delle città più vicine.
Don Oreste Grifoni, Proverbi Umbri, L’Appennino, Foligno, 1943. Pagg. 192
Mariano Guardabassi, Indice-Guida dei Monumenti pagani e cristiani riguardanti l’istoria e l’arte nella provincia dell’Umbria, G. Boncompagni e C., Perugia, 1872, Pagg. 4+376 – ESTRATTO (pagg.342-354.)
Francesco Mugnoni, Annali di Trevi dal 1416 al 1503a cura di d. P. Pirri, Perugia, 1921. Estratto dall’Archivio per la Storia Ecclesiastica dell’Umbria. Vol. V (1921), Fasc. I e II. Pagg. 211
Trevi (PG) Complesso Museale di San Francesco Largo Don Bosco 14
Curatore della mostra: Ugo Betori Coordinamento generale: Rita Rocconi Responsabile allestimento: Maria Monica Annibali Responsabile grafica: Michelangelo Augusto Spadoni Consulenti: Nilo Negroni, Lanfranco Radi
DINO GAVINA –
CENNI BIOGRAFICI
1948 Nascita a Bologna di un primo piccolo negozio-laboratorio; si fabbricano e si vendono gia direttamente alcune poltrone moderne, frutto del rapporto con progettisti conosciuti in città. Contemporaneamente realizzazione di forniture per interni di carrozze ferroviarie e cappottes per jeep dell’esercito.
1950 Un’idea moderna della produzione è già definitivamente espressa nella “Tripolina” il primo prodotto pensato per la serie
1953 Lucio Fontana indirizza Dino Gavina sulla strada del design portandolo alla “Triennale ” di Milano dove conosce i progettisti Carlo Mollino, Carlo De Carli, Pier Giacomo Castiglioni. In questi intensi anni 50, il termine design non esiste ancora: il grandissimo sodalizio umano e professionale che Gavina manterrà con Castiglioni risulterà fondamentale anche per il disegno italiano.
1960 Costituzione della Gavina spa . Dino Gavina (Amministratore Delegato) chiama alla presidenza Carlo Scarpa. E’ una carica simbolica che vuole evidenziare un vero maestro allora considerato da pochissimi, indicando chiaramente che la Società aveva tutte le intenzioni di portare avanti l’impegno già consolidato negli anni precedenti.
Dino Gavina con i fratelli Castiglioni e le maestranze della Gavina spa osservano il prototipo della Sanluca(da Stile Industria n° 34, 10/1961)
La Gavina sarà un punto di riferimento per la storia del disegno industriale, un esempio a cui si ispireranno molte aziende in Italia e all’estero.
1961/62 Costituzione della FLOS
Agli inizi degli anni 60 mentre si va sempre più diffondendo il mobile di qualità manca in Italia una produzione di lampade con cui completare i nuovi arredamenti moderni. Nessuno si era posto il problema in questi termini, la luce modifica la dimensione della spazio ed esalta gli arredi. In questa operazione sa di poter contare sulla genialità di Pier Giacomo Castiglioni e sui consigli di Carlo Scarpa.
1962/63 Nasce con Lucio Fontana l’idea progettuale finalizzata ad eliminare la cornice dal quadro; è conseguente la realizzazione dei prototipi (in seguito chiamati “Teatrini”).
1962 Incontro con Marcel Breuer a New York. Decide di far rivivere i modelli pensati alla Bauhaus (allora relegati negli archivi della storia) mettendo in produzione alcuni mobili che rappresentassero e nello stesso tempo spiegassero la posizione razionalistica: CESCA, WASSILY, RECLINING.
Il successo commerciale porta al negativo imprevisto della “moda” deleteria di riprodurre le opere dei “Maestri del Novecento” non legate ad una concezione industriale. Un grande disorientamento culturale.
1963 Mostra dedicata a Marcel Duchamp (Roma Via Condotti, allestita da Carla Scarpa). Al suo arrivo Duchamp dirà è la mostra più bella che abbia mai avuto ( la prima volta in Italia).
1966/67 Mostra dedicata ai CINETICI, importantissimo evento: La luce (esposizione di opere di Giacomo Balla, Alberto Biasi, Davide Boriani, Marta Boto, Hugo Demarco, Angel Duarte, Iulio le Parc, Frank Malina, Elio Marchegiani, Enzo Mari, Manfredo Massironi, Morellet, Garcia Rossi, Nicolas Schoeffer, Gregorio Vardanega, Grazia Varisco.) Presentata a Milano, Torino, Bologna, Firenze e Foligno. E’ un’anticipazione della grande mostra parigina dedicata al movimento CINETICO.
1967/69 Costituzione del Centro Duchamp. Associazione culturale senza fini di lucro, con lo scopo di aiutare gli artisti a realizzare le loro opere finanziandone i progetti. Opere di Maria Apollonio, Giacomo Balla, Alberto Biasi, Davide Boriani, Giorgio Celli, Gianni Colombo, Giuseppe Chiari, Angel Duarte, Xvier Davide, Alessandro Degregori Hugo Demarco, Gabriele De Vecchi, Ronoldo Ferri, Piero Fogliati, Andra Franchi, Edoardo Landi, Iulio le Parc, Manfredo Massironi, Vittorio Mascalchi, Malferrari 2, Gruppo O B, Charles Perry, Bernard Quentin, Raffaello Repossi, Man Ray, Carlo Scarpa, Victor Simonetti, Franca Tosi, Kazuhide Takahama, Virgilio Vercelloni, Teodore Waddel, Enore Zaffini. (Inaugurata da Man Ray, arrivato appositamente a Bologna)
1968 ULTRARAZIONALE. Programma preciso con cui il disegno industriale si libera dai limiti del movimento moderno “oltre” come necessità di superare il razionalismo ancora dominate, nell’esaltazione dei parametri progettuali e nelle riconsiderazione dell’uso dei materiali delle loro dimensioni.
Il profilo della Sanluca
(da Stile Industria n° 34, 10/1961)
1971 ULTRAMOBILE. Gavina intraprende la vera operazione artistica nella sua attività di produttore ogni pezzo prodotto è opera d’arte, un multiplo illimitato, lanciato in un periodo ancora abbagliato dal razionalismo. Operazione pensata con lo scopo di far entrare anche nelle case normali una presenza poetica con più facilità
1974 METAMOBILE. Vera e propria operazione rivoluzionaria: anziché il Design “super star”, mobili semplici realizzabili a bassissimo costo e da tutti Contro ogni demagogia, METAMOBILE si propone come vero manifesto politico e poetico: I ricchi devono essere liberati dal kitsch per ricchi I poveri devono essere liberati dal kitsch per poveri.
1974 Sirrah: un rinnovamento totale nella produzione di lampade. Un livello internazionale ottenuto in poco tempo dalla perfetta sintonia tra Dino Gavina e Kazuhide Takahama (con un brillante intervento di Man Ray).
1984 Università di Roma “La Sapienza” Facoltà di Architettura. Invito per un corso integrativo di disegno industriale (Anno Accademico 84/85)
1988 Barcellona – Palacio della Verreina – Mostra del Lavoro di Dino Gavina
1992 Venezia – Fondazione Querini Stampalia “DINO GAVINA Collezioni emblematiche del Moderno dal 1950 al 1992”
1992 Tokyo – Fondazione G. A. Gallery “DINO GAVINA e KAZUHIDE TAKAHAMA”
1995 Parma – Galleria Mazzocchi. “ULTRARAZIOANLE E ULTRAMOBILE”
1997 Los Angeles – Mostra di DINO GAVINA
1998 Milano Brera -Sala Napoleonica ” ULTRARAZIONALE E ULTRAMOBILE” è il titolo della mostra dedicata dall’Accademia di Brera al lavoro di Dino Gavina, Quentin, Raffaello Repossi, Man Ray, Carlo Scarpa, Victor Simonetti, Franca Tosi, Kazuhide Takahama, Virgilio Vercelloni, Teodore Waddel, Enore Zaffini.
Ultramobile inaugurazione: FOTO Ritorna alla Ritorna alla pagina ULTRAMOBILE
Sala Conferenze di S. Francesco: Dino Gavina, Kazuhide Takahama e Signora
L’Arch. Betori chiama Dino Gavina sul palco … ed è subito show!
Trevi, Villa dei Boemi.
Dino Gavina, all’ingresso della villa per il saluto conviviale, ritrova una sua vecchia conoscenza: lo chef umbro Angelo Paracucchi, ormai trevano di adozione.
Un’associazione Pro Trevi si costituì nella primavera del 1952, in via Zappelli, 16, per volere e con l’assistenza dell’On. Achille Cruciani, ma l’evidenza politica del personaggio portò inevitabilmente ad etichettare l’associazione come strumento propagandistico, decretandone l’insuccesso.
Qualche anno più tardi, la passione civile e l’infaticabile operosità di Paolo Marianucci, maresciallo dei Carabinieri in pensione, portarono ad una nuova costituzione dell’associazione, formalizzata successivamente con atto notarile nel 1966.
Ne furono presidenti, l’immancabile avvocato Carlo Zenobi, poi Vincenzo Giuliani, Feliciano Spellani, Marino Gentilucci e, ormai da vari anni, il dott. Luigi Andreani (2006) e più recentemente Franco Spellani e Sara Zafani.(Vedi: Consiglio Direttivo vigente)
Durante la presidenza Giuliani, nel 1965, furono promosse numerose manifestazioni culturali, ricreative e gastronomiche, concentrate principalmente nel mese di ottobre, gettando così le basi degli Appuntamenti d’Autunno, tuttora in programmazione e istituendo la Sagra del Sedano e della Salsiccia, forse l’antesignana di tutte le sagre locali, certamente una manifestazione determinante per l’esaltazione dei prodotti tipici locali: gli insaccati tradizionali e specialmente il “sedano nero di Trevi”, una cultivar assolutamente originale, sulla via dell’estinzione.
Per dare un ulteriore impulso alla coltura e alla conoscenza del sedano nero, qualche anno più tardi, (presidente Feliciano Spellani) la sagra assunse la denominazione“Mostra mercato del Sedano Nero di Trevi e Sagra del Sedano e della Salsiccia”, celebratesi ininterrottamente e tuttora in programma.
Alla fine del decennio successivo, sotto la presidenza Gentilucci e con uno stuolo di attivissimi collaboratori vi fu un moltiplicarsi di iniziative e di attività.
Potenziate le manifestazioni di ottobre, si moltiplicarono momenti ricreativi nelle prime due decadi di agosto, quando maggiore è l’afflusso dei turisti e le calde serate invogliano a soffermarsi in piazza. Dapprima la pastasciutta a mezzanotte, poi qualche spettacolo musicale furono le prime basi di Trevi in Piazza, tuttora un momento forte delle manifestazioni trevane.
Per programmare gli spettacoli all’aperto, e gli incontri gastronomici, la prestigiosa Cena in piazza e il Dolce piazza, si acquistarono varie attrezzature: sedie, tavoli, transenne, amplificazione sonora, tuttora a disposizione dei numerosi enti e comitati che in maniera saltuaria o sistematica promuovono feste in tutto il territorio del comune e anche oltre.
Nel quadro di potenziamento delle attività rientra anche una manifestazione che poi ha avuto sviluppi oltre l’immaginazione degli ideatori.
Il Palio dei Terzieri, in programma la prima domenica di ottobre, è una rievocazione spettacolare ambientata nel 13° secolo, arricchitasi man mano di altri eventi collaterali come la sfilata storica, le scene medievali, e la concomitante apertura delle taverne. In pochi anni di tumultuosa crescita, coinvolgendo numerosi atleti, figuranti e operatori in ogni campo, ha assunto proporzioni tali da esigere la costituzione in ente autonomo, proseguendo il proprio cammino con notevole e costante impulso con il reclutamento nuovi e preziosi elementi attivi ed entusiasti.
Un’altra iniziativa, proposta e concretamente realizzata da Alberto Barbini e Antonino Di Pietrantonio, riguarda il ripristino delle tradizionali funzioni della torre civica. La mancanza di manutenzione ordinaria e la soppressione della funzione di “regolatore degli orologi” aveva portato in breve al fermo dell’orologio e di fatto all’impraticabilità della torre con il conseguente silenzio delle campane. Con una minuziosa colletta a tappeto si riuscì a racimolare il danaro necessario per l’elettrificazione dell’orologio e delle campane che tornarono a suonare. Purtroppo la costosa manutenzione di apparecchi elettronici, particolarmente esposti per la morfologia del centro storico alle sovratensioni generate dalle scariche elettriche atmosferiche, è divenuta insostenibile per le magre risorse della Pro Trevi e in breve l’orologio è tornato all’immobilità e le campane rimangono in un malinconico silenzio.091.
Il meccanismo, opera dei f.lli Gelsomini, – artigiani trevani, specialisti nel settore, noti in tutta l’Italia centrale – è stato successivamente smontato ed asportato.
Nel 1985 un evento straordinario dette inizio ad una nuova e qualificante attività della Pro Trevi. (vedi: Pubblicazioni) Dopo anni di oscuro lavoro dell’avvocato Zenobi e di Franco Spellani, era pronto per le stampe il prestigioso codice di Durastante Natalucci “Historia dello stato temporale ed ecclesiastico di Trevi”. Miniera inesauribile di informazioni storiche e curiosità, per due secoli fu consultato presso la famiglia da vari studiosi, anche se non sempre citato; figurava comunque tra le fonti nell’Enciclopedia Treccani. Con grande atto di coraggio, consapevoli dell’importanza dell’opera, si decise di pubblicare il ponderoso volume di quasi mille pagine. Con l’impegno di presidente, consiglieri e soci della Pro Trevi, si organizzò una prevendita per coprire le prime spese e il successo è da ascrivere a tutti i trevani che ci credettero. Ora, quasi esaurito, il testo figura in moltissime biblioteche ed è puntualmente citato in tutte le successive pubblicazioni di arte, storia e cultura locale, ma anche di comuni limitrofi e di alcune anche a carattere regionale.
A questo primo volume ne seguirono altri, tutti quanti aventi per oggetto Trevi, la sua storia, l’arte, il paesaggio e le tradizioni di questo straordinario territorio.
Furono pubblicati quindi: nel 1987 “Storia di Trevi, 1746 – 1946” e nel 1995 “Trevi Antica” sempre di Carlo Zenobi. Quest’ultimo volume, presentando tutte le memorie storiche romane e preromane, dimostra ampiamente come Trevi, oltre alla spettacolare morfologia dell’abitato, possa vantare una antichissima civiltà, purtroppo negletta da recenti ricerche sulle antichissime genti dell’Umbria.
Nel 1998 furono pubblicati due volumetti: Trevi, quattro passi tra storia e Natura di Filippucci e Ravagli e La donna negli statuti comunali di Trevi di Nerina Marzano.
Naturalmente la Pro Trevi aveva pubblicato anche guide turistiche. Nel 1971 una piccolissima guida di 24 pagine, in soli 500 esemplari, come permettevano le finanze dell’epoca. Successivamente, nel 1979 “Trevi e dintorni” di Silvestro Nessi. Estratto da un volumetto della collana “Itinerari spoletini” per i convegnisti dell’Alto Medio Evo, oltre alla descrizione dei luoghi e dei monumenti, ne studiava le origini e le vicende tratte da documenti originali. Ristampata a cura del Comune nel 1991, rimane tuttora la guida fondamentale.
Nel 1996 – 97, sotto la presidenza Andreani, maturarono i tempi per altre realizzazioni molto qualificanti, realizzate anche con l’impegno concreto del Comune.
Dopo le pubblicazioni del 1985-95 l’apertura continua dell’ufficio era considerata un’altra utopia che, pur tra varie difficoltà, è divenuta improvvisamente realtà. Con l’impegno di alcuni giovani l’apertura è assicurata, mattina e pomeriggio, tutti i giorni, compresi i festivi. Si può ben comprendere quindi come l’ufficio della pro loco, trasferito in più ampi locali del Comune, sempre in piazza Mazzini, sia diventato un punto di riferimento per tutte le esigenze più disparate (tel. 0742.781150), specialmente in quei periodi di apertura in cui tutti gli altri uffici comunali sono chiusi.
Certamente questo è stato determinante per la classificazione dell’Associazione Pro Trevi come I.A.T. da parte della Regione Umbria.
Per poter meglio ottemperare alle varie incombenze che l’ufficio comporta, gli operatori sono stati inseriti in un opportuno programma di qualificazione, già dal 2002.
Dopo anni di attendismo, finalmente nel 1997 vide la luce la miniguida, poco più di un depliant, da porre in distribuzione gratuita. Nonostante il blocco completo delle attività turistiche a seguito del disastroso terremoto, la prima edizione di 10.000 copie fu esaurita in otto mesi. Le successive edizioni, arricchite anche delle versioni in inglese e tedesco, hanno portato il totale della brochure a 115.000 unità. Data la frequenza delle edizioni è, nel suo genere, la più completa e puntuale che mai sia stata prodotta, costruita tutta “in casa” da soci della Pro Trevi, è completata da una piantina utile per districarsi tra i vicoletti e costituisce la fonte immediata per le notizie essenziali.
Ma la realizzazione più innovativa della presidenza Andreani (con contributo determinante del Comune di Trevi) è senz’altro la realizzazione di questo sito Internet. Debuttante ufficialmente in rete nel maggio 1997 tra contrapposti sentimenti di qualche avventato entusiasmo, molta indifferenza e moltissimo scetticismo, ha superato ogni più rosea previsione, avendo ormai raggiunto i 300 ingressi al giorno [dati del giugno 2003, nel 2008 si sono superati 700 ingressi]. Qualificato punto di riferimento nonostante il nome un po’ criptico e i continui assestamenti dovuti ad una crescita tumultuosa, è seguito anche da remote contrade come dimostrano i contributi giunti dall’America e dall’Australia. Fenomeno pressoché unico per un piccolo centro come Trevi, si compone di 1800 “pagine” e 1500 immagini [dati 2010] spaziando su tutti gli aspetti che riguardano la località, con settori specifici per la scuola, gli artisti, gli sport. Il sito Internet è stato giudicato “completo ed aggiornato” dal TCI e fu uno dei motivi dell’assegnazione della Bandiera Arancione al Comune di Trevi.
Nell’aprile 2003 fu possibile dare visibilità del sito anche ai passanti con la sistemazione di una postazione Internet nella centralissima via Roma in un ufficio del Comune. Successivamente la postazione fu trasferita all’angolo di piazza Mazzini, e purtroppo ora (fine 2010) rimane oscurata da più di un anno in seguito agli interminabili lavori post terremoto.
Infine, assoluto vanto dell’Associazione che da quattro decenni dedica attenzione alla coltura del Sedano Nero di Trevi, studi condotti dall’Università di Perugia hanno permesso di classificare questo prodotto come assolutamente tipico e i risultati sono stati esposti in due convegni, nel 2004 e nel 2005.
Nonostante le sempre maggiori difficoltà economiche e logistiche, nel 2010 è stato istituito “Trevi Premia“, un riconoscimento ad una personalità di Trevi distintasi nel proprio campo e sono già state sperimentate con successo e ormai incluse stabilmente in programma, due nuove manifestazioni rivolte alla promozione di prodotti del territorio: ForMaggio in primavera e Gusta Trevi in autunno.
Vincenzo (Cèncio) Giuliani fu l’ultimo “madonnaro”, cioè pittore di immagini sacre, che dipinse varie edicole in Trevi e nel territorio, restaurando o ritoccando immagini deperite o più frequentemente ridipingendole ex novo.
Sono sicuramente attribuibili a lui, perché recano la sua firma o perché ne ha lasciato documentazione fotografica, le seguenti edicole:
Grande dipinto murale sulla parete nord della casa del pittore. Da
Nell’estate del 1949 la squadra di calcio della Società Sportiva Lazio trascorse un periodo di ritiro a Trevi. I calciatori furono ospitati nel convento di S. Martino, nei locali dell’Istitutto ENAOLI, che nel periodo estivo non erano occupati dagli studenti. Sicuramente la scelta di Trevi fu determinata dalla presidenza di Remo Zenobi, originario da famiglia trevana, in relazione con i molti trevani trasferiti a Roma. Remo Zenobi fu più volte presidente della Società Sportiva Lazio e precisamente dal 1927 al 1932; nel 1938-39 e dal 1949 al 1953.
Tra le foto di Vincenzo Giuliani ci sono due rullini con le immagini dei calciatori della Lazio, uno impressionato in Trevi e uno allo stadio di Foligno, ove probabilmente la squadra incontrò i calciatori folignati.
L’identificazione personaggi quando non dovuta a conoscenza personale è stata dedotta da indicazione dei loro parenti e conoscenti. Chi è in grado di fornire ulteriori identificazioni o vuole richiederne la cancellazione è pregato di segnalarlo con la email a piè di pagina.
Trevi – Piazza Garibaldi, Incontro amichevole tra la squadra locale e la S.S.Lazio. Agosto 1949.
(Foto
V. Giuliani
, archivio privato)
La squadra locale fa barriera ad un calcio di punizione.
Calciatori in relax alla “rotonda” di S. Martino. Agosto 1949
Tutti in posa alla “Rotonda” di S. Martino.
Agosto 1949
In posa per foto ricordo a S. Martino.
Traferta in amichevole allo stadio di Foligno, 21 Agosto 1949
Tifoseria di Trevi e di Roma in festosa trasferta. Si ricnoscono: Gastone, Ermanno, Gaspare, Raffaello, Giulio, Anna, Franco, Angelina.
Giovani tifosi di Trevi.
Foligno, Stadio. Il mitico Presidente Remo Zenobi e consorte. 21 Agosto 1949
Foligno, Stadio. Un gruppo di tifosi folignati. Sulla sinistra:
Achille Cruciani
, oriundo trevano. 21 Agosto 1949
.
Foligno, Stadio. Gruppo famigliare di Trevi. 21 Agosto 1949
Foligno, Stadio. Ancora alcuni trevani. 21 Agosto 1949
Foligno, Stadio. Al centro Remo Zenobi, a destra, Goliardo e Giulio. 21 Agosto 1949
I giocatori del Foligno (?) in attesa della S.S. Lazio ospite (?)
Sorge all’incrocio di Via Dogali con Via Cavour e Vicolo Lungo, ad Ovest dell’Arco del Mostaccio.
Di pianta irregolare per adattarsi alla viabilità ha subito vistosi interventi di consolidamento a sud e ovest per probabili danneggiamenti da terremoti in varie epoche.
A valle (sud) la costruzione di uno sperone ha ristretto un vicoletto già non molto ampio e a ovest, sopra un grande arco che raccorda un contrafforte e lo sperone, è stata aggiunta una piccola porzione di fabbricato.
Già di proprietà della Famiglia Tulli, nel 1698 fu acquistata da don Carlo Gerardi (di distinta famiglia di Foligno) che la modificò nel 1719 conferendole l’aspetto attuale..1
Nel Catasto Gregoriano figura di proprietà di Domenico Passerini, famiglia registrata in Trevi dal 1787 fino ai primi anni Cinquanta del Novecento.
Ora appartiene a più proprietari. L’appartamento verso est del piano nobile (proprietà Valentini Calabria) ha le volte dei soffitti completamente dipinte, oggetto di recenti restauri.
1) Natalucci, Durastante, Historia … di Trevi, c, 85. “La casa in isola sopra alla chiesa di S. Pio“deve intendersi: “La casa… più oltre, sulla strada in salita” e non “costruita sopra” alla chiesa, come erroneamente interpetrato da alcuni (2022). Sempre il Natalucci, a c.931 ci informa che nel 1723 la signora Giacinta di Anton Maria Venturini va sposa al Cap. Girolamo Gerardi di Foligno(2023)