Autore: Franco Spellani

  • Artisti locali

    Artisti a Trevi:

    Vita e opere di coloro che a Trevi hanno ideato o eseguito una produzione artistica

    Vedi anche: Fotografi “storici”

    Simone Brunelli
    (1920 – 2005)

    caricaturista

    (1952-2023)

    pittore

    Trevi - opere di Bernhard Gillessen

    Virginia Ryan

    visual art

    Adelmo Testa
    (1920-2010)

    rame sbalzato

    Trevi - Via Crucis di Adelmo Testa

    Altavilla Palini

    pittrice

    Trevi - Altavilla Palini - Acquarelli

    Vittorio Paris

    pittore e scultore

    Trevi - Vittorio Paris pittore

    Savino Baiocco (1940-2006)

    pittore e scultore

    Trevi, opere di Savino Baiocco

    Alfio Tabarrini

    pittore e scultore

    Franco Gentilucci

    pittore e scrittore

    Trevi - Franco Gentilucci, scrittore e pittore

    Vincenzo Giuliani (1904-1980)

    Pittore, fotografo e poeta

    Lorenzo Donghi pittore

    Stefania Caracci † 2010
    scrittrice

    Carl Timner
    (1933-2014)
    pittore

    Giovanni Chiaramonti
    (1861 – 1942)
    Pittore
    Fabio Servili pittore

    Fabio Bussotti

    Attore e scrittore

    Peter Jegor (Egon Kjær Egor)
    (1914 – 1988)
    Pittore

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  • Dino Gavina – Ultramobile

    Ultramob00.jpg (26249 byte)

    “ULTRAMOBILE”

    di DINO GAVINA

    Sabato 10 giugno-Martedì 31 ottobre 2000

    prorogata fino al 15 luglio 2001

    Trevi (PG) Complesso Museale di San Francesco
    Largo Don Bosco 14

    Curatore della mostra:. Ugo Betori
    Coordinamento generale: Rita Rocconi
    Responsabile allestimento: Maria Monica Annibali
    Responsabile grafica: Michelangelo Augusto Spadoni
    Consulenti: Nilo Negroni, Lanfranco Radi

    Sabato 10 giugno 2000 alle ore 18, nel Complesso Museale di San Francesco, si è inaugurata la mostra “ULTRAMOBILE”, 50 opere di Dino Gavina.
    Nata nell’ambito del progetto decennale teso a valorizzare i musei dell’Umbria, affidato alla Società Sistema Museo e coordinato da Rita Rocconi, la mostra ideata da Maria Monica Annibali e con la cura scientifica di Ugo Betori, intende riassumere il significato storico del lavoro dell’artista ed il suo percorso nell’avventura del Design Internazionale.
    Dino Gavina, nato a Bologna nel 1948, coinvolge nella sua esperienza di designer unica ed irripetibile i personaggi più rappresentativi degli ultimi cinquant’anni: da Marcel Breuer, a Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Man Ray, Carlo Scarpa.
    Nel 1954, grazie a Lucio Fontana Gavina viene introdotto nell’ambiente della Triennale di Milano dove conosce Pier Giacomo Castiglioni “con il quale amicizia e stima si integrarono in un vasto progetto di estremo rigore etico e morale applicato alla produzione industriale del mobile”.
    Nel 1960 fonda la Gavina spa e ne affida la presidenza a Carlo Scarpa.
    A New York, nel 1962, incontra Marcel Breuer, tra i più incisivi maestri del razionalismo europeo, al quale chiede di portare in produzione alcuni prototipi della scuola del Bauhaus, progettati negli anni ’20. Da qui nasce la “Wassily”, così chiamata da Gavina in quanto Kandinsky ne possedeva l’unico prototipo. Nel 1963 inaugura il suo showroom di Via Condotti a Roma senza esporre mobili, ma con una mostra di Marcel Duchamp.
    Nel 1967 anticipa la grande mostra di Parigi sul Movimento Cinetico con una mostra dal titolo “La Luce” che sarà presentata a Milano, Torino, Bologna, Firenze, Foligno.
    Nello stesso anno costituisce a Bologna il centro Duchamp inaugurato da Man Ray, allo scopo di aiutare gli artisti a realizzare le loro opere. Nel 1968 dà vita ad una prestigiosa collezione firmata da Carlo Scarpa con opere di Kazuhide Takahama chiamata “Ultrarazionale”.

    Nel 1971, coinvolgendo numerosi artisti, crea una collezione che chiamerà “Ultramobile”, obiettivo: il superamento del concetto del mobile.
    Nel 1974 con Enzo Mari, altra importante operazione innovativa: “Metamobile”: ordinare il progetto, fare i mobili in casa con assi di legno e materiali di recupero.
    Negli anni’80 e ’90 oltre ad occuparsi delle collezioni per Simongavina, Paradiso Terrestre (pezzi per esterni ed arredo urbano) e Ultramobile spa, è chiamato per delle lezioni all’Università di Roma. Si dedica a sue numerose mostre internazionali; è incaricato a dirigere con Takahama l’allestimento dell’aeroporto di Bologna; disegna elementi d’arredo urbano per Roma.

    Ultmob07.JPG (14265 byte) L’esposizione occupa anche un’ala ancora non restaurata del vecchio convento

    (foto Pistola)

    Con la mostra di Trevi, Dino Gavina vuole rendere omaggio ai luoghi in cui ha operato per diversi anni con la Gavina spa, creando quel clima magico che rese possibile iniziative culturali come la grande mostra “Lo Spazio dell’Immagine” del 1967.
    L’esposizione che si articola nel complesso museale dell’ex convento francescano, assume un significato particolare mettendo a confronto le opere d’arredo di uno de massimi esponenti del novecento con le testimonianze pittoriche del passato a conferma che il Museo può essere un luogo “aperto” alle nuove espressioni artistiche.
    L’esposizione che si articola nel complesso museale dell’ex convento francescano, assume un significato particolare mettendo a confronto le opere d’arredo di uno de massimi esponenti del novecento con le testimonianze pittoriche del passato a conferma che il Museo può essere un luogo “aperto” alle nuove espressioni artistiche.
    Tra le pitture dello Spagna, Pinturicchio e dell’Orbetto, viene presentata tutto il percorso dell’attività di Gavina: un contributo fondamentale all’avanzamento e al prestigio del Design Italiano rappresentato dalle produzioni di numerose aziende: Dino Gavina, Gavina spa, Flos, Knoll, Simon International, Sirrah, Simongavina, Paradiso Terrestre, Ultramobile spa. Verranno presentati oggetti creati da architetti, designer e artisti del Novecento: Carlo Scarpa, Pier Giacomo Castiglioni, Marcel Breuer, Sebastian Matta, Meret Oppenheim, Giacomo Balla, Man Ray, Marcel Duchamp.
    La manifestazione di Trevi segue quelle importantissime di Barcellona del 1988 a Palacio Verraina, Tokyo nel 1992 presso la Fondazione GA Gallery, Parma nel 1995 nella Galleria Mazzocchi, Milano nel 1998 nella Sala Napoleonica della Galleria di Brera.
    Ultmob06.JPG (14288 byte)

    La rassegna è stata voluta dal Comune di Trevi, dalla Società Sistema Museo e dall’Associazione Amici dell’Arte e dei Musei Umbri.
    La realizzazione dell’evento culturale è stata possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, del Cepu – Centro Europeo per la preparazione universitaria di Perugia, Sirrah-Guzzini e di realtà imprenditoriali locali: Trevi Hotel, Società Agricola “Il Frantoio” Trevi e Fantauzzi Arredamenti per Flos.

    Catalogo edito dalla casa editrice ESG89 di Bevagna (PG), Testi di Vittorio Sgarbi, Giorgio Celli, Lanfranco Radi, Italo Tomassoni.
    Costo del catalogo in mostra: L. 100.

    ORARIO DELLA MOSTRA: Giugno – Luglio: tutti i giorni ore 10.30/13 – 15.30/19; lunedì chiuso. Agosto: tutti i giorni compreso lunedì ore 10.30/13 – 15/19.30 Settembre: tutti i giorni ore 10.30/13 – 14.30/18; lunedì chiuso. Ottobre: aperto solo nei giorni: venerdì sabato e domenica ore 10.30/13 – 14.30/17

    Biglietto d’ingresso: Intero L. 8000 – ridotto L. 6500 – scuole L. 5000 Informazioni
    Raccolta d’Arte di San Francesco tel/fax 0742/381628

    UFFICIO STAMPA
    Roma, Daniela Ruzzenenti tel. 06/6877603 fax. 06/6874386
    Museo di Trevi, Carlo Roberto Petrini

    (Ufficio Stampa)

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    500

  • Pubblicazioni esaurite

    Opere a stampa esaurite
    non più in commercio
    e documenti antichi

    Pensiamo di far cosa gradita ai curiosi pubblicando opere, generalmente di piccola mole, molto specifiche e determinanti per la conoscenza dell’arte e la storia locale.

    Alcune sono reperibili soltanto nelle biblioteche delle città più vicine.

    La Torre di Trevi, quidicinale locale degli anni 1898 e 1899

    Don Giuseppe Agostini, Memorie del Prof. Francesco Francesconi, Foligno, Tip. S. Carlo, 1892, pagg. 44

    Cesare Aureli, Teobaldo Capacci, Vincenzo Fontana, Tommaso Valenti, Galileo e Milton, Trevi, Tip. Economica, 1921 pagg. 20

    Augusto Bartolini, Memorie di un filodrammatico, Assisi, 1971. Pagg. 93.

    Elena Berti Toesca, Due dipinti sconosciuti del Sodoma, in Dedalo, XI, 1931.

    Giovanni Bizzozzero, Bovara, Scuola Italiana Moderna, Anno XXXV, n. 1- Ottobre 1925, pagg.4.

    Giovanni Bizzozzero, Dove si trovava la città di Trevi all’epoca dei Romani?, Perugia, 1973, pagg. 7.

    Don Aurelio Bonaca, Le memorie francescane di Trevi, Firenze, 1927. Pagg. 61

    Don Aurelio Bonaca, La Piaggia di Trevi, notizie storiche – Il patrimonio artistico del comune di Trevi, Salvati, Foligno, 1942, Pagg. 48

    Don Aurelio Bonaca, Il nuovo acquedotto di Trevi. Lettera aperta, 10/2/1924, Pagg. 4

    Don Aurelio Bonaca, Trevi nella natura, nella storia, nell’arte,Terni, s.d. (1931). Pagg. 26

    Don Aurelio Bonaca, L’altare di Mastro Rocco di Tommaso da Vicenza nella chiesa di s. Emiliano in Trevi, Perugia, 1934, pag. 40. Estratto dal Bollettino della R. Deputazione di Storia patria per l’Umbria, vol. XXXI

    Don Aurelio Bonaca, Il martirio di S. Emiliano vescovo di Trevi, Spoleto, 1935, pag. 28 + 6 illl.f.t.

    Buccolini -Abbiati, Ricomposizione della cappella di Maestro Rocco da Vicenza in S. Emiliano a Trevi, Rapporto dei soprintendenti, Tomassini, Foligno, 1891, pag.18

    De Carolis, Forsoni, Pinchi, Sperandio, L’organo di S. Francesco, Global Service, Trevi, 2005, pagg.35

    Carlo Francesconi, Per l’Acquedotto, Campi, Foligno, 1924, pagg.22

    Finato, Francolini, Valenti, La Inaugurazione dell’Ufficio Agrario di Corrispondenza in Trevi Tip. dell’Umbria – 1915, pagg.24

    Francesco Francolini, La bacteriosi del sedano, Spoleto, 1928, pagg.30

    Giuseppe Giovannini, Gestione amministrativa del Comune di Trevi, 1960-1964, Trevi, 1964.

    Don Pietro Giorgetti, Breve istorico compendio … Maria Santissima … delle Lacrime, Mannelli, Todi, 1787, pagg. XXII + 54

    Don Oreste Grifoni, Proverbi Umbri, L’Appennino, Foligno, 1943. Pagg. 192

    Mariano Guardabassi, Indice-Guida dei Monumenti pagani e cristiani riguardanti l’istoria e l’arte nella provincia dell’Umbria, G. Boncompagni e C., Perugia, 1872, Pagg. 4+376 – ESTRATTO (pagg.342-354.)

    Salvatore Marino Mazzara, La chiesa di S. Francesco a Trevi, San Paolo, Alba , 1924

    Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. LXXX, Venezia, 1856, pagg 49-71

    Francesco Mugnoni, Annali di Trevi dal 1416 al 1503 a cura di d. P. Pirri, Perugia, 1921. Estratto dall’Archivio per la Storia Ecclesiastica dell’Umbria. Vol. V (1921), Fasc. I e II. Pagg. 211

    Tiberio Natalucci, Documenti inediti di Storia umbra, Foligno, 1861. Pagg. 19.

    Tiberio Natalucci, Studi sulla storia di Trevi, Foligno, 1865. Pagg. 15.

    Paglioni, Gino; Relazione del sindaco sulla gestione amministrativa, 1946-1952. Trevi, 1952, pagg.22

    C.R. Petrini, La chiesa di S. Francesco di Trevi, Trevi, 1995. Pagg. 40.

    Tommaso Valenti, Curiosità storiche Trevane, Foligno, 1922 (Pubblicato da Bill Thayer in http://penelope.uchicago.edu/Thayer/)

    Tommaso Valenti, La chiesa monumentale della Madonna delle Lagrime, Roma, Desclée, 1928

    Tommaso Valenti, La più antica società tipografica (Trevi – Umbria 1470), Firenze, Olschki, 1924
    Estratto da Bibliofilia, Vol. XXVI, anno XXVI.

    Tommaso Valenti, La tipografia di Trevi e i suoi incunabuli, Roma, 1932. Estratto dalla rivista Accademie e biblioteche d’Italia, anno V, n. 6 – 1932 – XI. Pagg. 20.

    Tommaso Valenti, L’Epistolario di Mons: Monte Valenti (1574-1575), Perugia, Donnini, 1935. Pagg. 213.

    Tommaso Valenti, Memorie Venziane a Trevi, Trevi, 1935. Pagg. 22.

    Giuseppe Ubaldi, Relazione … sulla sistemazione del fiume Clitunno e Sportella, Foligno, 1891, pagg16

    Ridolfino Venuti, Osservazioni sopra il fiume Clitunno, Roma, 1753, Pagg. 77+7.

    Don Eugenio Venturini, Parrocchia di S. Croce in Trevi. Memorie, ms. inedito, 1900-1902, pagg. 78

    Andrea Vitellozzo, Opera nuova, Stampatori Augusti, Perugia, 1616, pagg.72.

    Carlo Zappelli, Dal S.Michele a Vittorio Veneto, con il 37° Artiglieria, Sbrozzi, Foligno, 1935, pagg.153

    Angela Zucconi, Lettere di Maria Alinda Brunamonti al Prof. Francesco Francesconi, in Rassegna Nazionale-Ott.-Nov. 1936, Pagg.16.

    Statuto della Congregazione del Suffragio, Trevi, Sbrozzi, Foligno, 1934, XII, pagg. 36.

    La trasformazione e il concentramento delle Confraternite nel comune di Trevi, Trevi, Tip. Economica,1913. pagg. 45

    Documenti antichi: STATUTI

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  • Dino Gavina – Cenni biografici

    Trevi, Museo, Mosta

    DINO GAVINA

    “ULTRAMOBILE”

    10 giugno2000 – Inaugurazione- Foto

    Sabato 10 giugno-Martedì 31 ottobre 2000

    prorogata fino al 15 luglio 2001

    Trevi (PG) Complesso Museale di San Francesco
    Largo Don Bosco 14

    Curatore della mostra: Ugo Betori
    Coordinamento generale: Rita Rocconi
    Responsabile allestimento: Maria Monica Annibali
    Responsabile grafica: Michelangelo Augusto Spadoni
    Consulenti: Nilo Negroni, Lanfranco Radi

    DINO GAVINA –

    CENNI BIOGRAFICI

    1948 Nascita a Bologna di un primo piccolo negozio-laboratorio; si fabbricano e si vendono gia direttamente alcune poltrone moderne, frutto del rapporto con progettisti conosciuti in città. Contemporaneamente realizzazione di forniture per interni di carrozze ferroviarie e cappottes per jeep dell’esercito.

    1950 Un’idea moderna della produzione è già definitivamente espressa nella “Tripolina” il primo prodotto pensato per la serie

    1953 Lucio Fontana indirizza Dino Gavina sulla strada del design portandolo alla “Triennale ” di Milano dove conosce i progettisti Carlo Mollino, Carlo De Carli, Pier Giacomo Castiglioni. In questi intensi anni 50, il termine design non esiste ancora: il grandissimo sodalizio umano e professionale che Gavina manterrà con Castiglioni risulterà fondamentale anche per il disegno italiano.

    1960 Costituzione della Gavina spa . Dino Gavina (Amministratore Delegato) chiama alla presidenza Carlo Scarpa. E’ una carica simbolica che vuole evidenziare un vero maestro allora considerato da pochissimi, indicando chiaramente che la Società aveva tutte le intenzioni di portare avanti l’impegno già consolidato negli anni precedenti.

    Trevi - Ultramobile 2000 - Dino Gavina

    Dino Gavina con i fratelli Castiglioni e le maestranze della Gavina spa osservano il prototipo della Sanluca(da Stile Industria n° 34, 10/1961)

    La Gavina sarà un punto di riferimento per la storia del disegno industriale, un esempio a cui si ispireranno molte aziende in Italia e all’estero.

    1961/62 Costituzione della FLOS

    Agli inizi degli anni 60 mentre si va sempre più diffondendo il mobile di qualità manca in Italia una produzione di lampade con cui completare i nuovi arredamenti moderni. Nessuno si era posto il problema in questi termini, la luce modifica la dimensione della spazio ed esalta gli arredi. In questa operazione sa di poter contare sulla genialità di Pier Giacomo Castiglioni e sui consigli di Carlo Scarpa.

    1962/63 Nasce con Lucio Fontana l’idea progettuale finalizzata ad eliminare la cornice dal quadro; è conseguente la realizzazione dei prototipi (in seguito chiamati “Teatrini”).

    1962 Incontro con Marcel Breuer a New York. Decide di far rivivere i modelli pensati alla Bauhaus (allora relegati negli archivi della storia) mettendo in produzione alcuni mobili che rappresentassero e nello stesso tempo spiegassero la posizione razionalistica: CESCA, WASSILY, RECLINING.

    Il successo commerciale porta al negativo imprevisto della “moda” deleteria di riprodurre le opere dei “Maestri del Novecento” non legate ad una concezione industriale. Un grande disorientamento culturale.

    1963 Mostra dedicata a Marcel Duchamp (Roma Via Condotti, allestita da Carla Scarpa). Al suo arrivo Duchamp dirà è la mostra più bella che abbia mai avuto ( la prima volta in Italia).

    1966/67 Mostra dedicata ai CINETICI, importantissimo evento: La luce (esposizione di opere di Giacomo Balla, Alberto Biasi, Davide Boriani, Marta Boto, Hugo Demarco, Angel Duarte, Iulio le Parc, Frank Malina, Elio Marchegiani, Enzo Mari, Manfredo Massironi, Morellet, Garcia Rossi, Nicolas Schoeffer, Gregorio Vardanega, Grazia Varisco.) Presentata a Milano, Torino, Bologna, Firenze e Foligno.
    E’ un’anticipazione della grande mostra parigina dedicata al movimento CINETICO.

    1967/69 Costituzione del Centro Duchamp.
    Associazione culturale senza fini di lucro, con lo scopo di aiutare gli artisti a realizzare le loro opere finanziandone i progetti. Opere di Maria Apollonio, Giacomo Balla, Alberto Biasi, Davide Boriani, Giorgio Celli, Gianni Colombo, Giuseppe Chiari, Angel Duarte, Xvier Davide, Alessandro Degregori Hugo Demarco, Gabriele De Vecchi, Ronoldo Ferri, Piero Fogliati, Andra Franchi, Edoardo Landi, Iulio le Parc, Manfredo Massironi, Vittorio Mascalchi, Malferrari 2, Gruppo O B, Charles Perry, Bernard Quentin, Raffaello Repossi, Man Ray, Carlo Scarpa, Victor Simonetti, Franca Tosi, Kazuhide Takahama, Virgilio Vercelloni, Teodore Waddel, Enore Zaffini.
    (Inaugurata da Man Ray, arrivato appositamente a Bologna)

    1968 ULTRARAZIONALE. Programma preciso con cui il disegno industriale si libera dai limiti del movimento moderno “oltre” come necessità di superare il razionalismo ancora dominate, nell’esaltazione dei parametri progettuali e nelle riconsiderazione dell’uso dei materiali delle loro dimensioni.

    Trevi - Ultramobile 2000

    Il profilo della Sanluca

    (da Stile Industria n° 34, 10/1961)

    1971 ULTRAMOBILE. Gavina intraprende la vera operazione artistica nella sua attività di produttore ogni pezzo prodotto è opera d’arte, un multiplo illimitato, lanciato in un periodo ancora abbagliato dal razionalismo. Operazione pensata con lo scopo di far entrare anche nelle case normali una presenza poetica con più facilità

    1974 METAMOBILE. Vera e propria operazione rivoluzionaria: anziché il Design “super star”, mobili semplici realizzabili a bassissimo costo e da tutti
    Contro ogni demagogia, METAMOBILE si propone come vero manifesto politico e poetico: I ricchi devono essere liberati dal kitsch per ricchi
    I poveri devono essere liberati dal kitsch per poveri.

    1974 Sirrah: un rinnovamento totale nella produzione di lampade. Un livello internazionale ottenuto in poco tempo dalla perfetta sintonia tra Dino Gavina e Kazuhide Takahama (con un brillante intervento di Man Ray).

    1984 Università di Roma “La Sapienza” Facoltà di Architettura. Invito per un corso integrativo di disegno industriale (Anno Accademico 84/85)

    1988 Barcellona – Palacio della Verreina – Mostra del Lavoro di Dino Gavina

    1992 Venezia – Fondazione Querini Stampalia “DINO GAVINA Collezioni emblematiche del Moderno dal 1950 al 1992”

    1992 Tokyo – Fondazione G. A. Gallery “DINO GAVINA e KAZUHIDE TAKAHAMA”

    1995 Parma – Galleria Mazzocchi. “ULTRARAZIOANLE E ULTRAMOBILE”

    1997 Los Angeles – Mostra di DINO GAVINA

    1998 Milano Brera -Sala Napoleonica ” ULTRARAZIONALE E ULTRAMOBILE” è il titolo della mostra dedicata dall’Accademia di Brera al lavoro di Dino Gavina, Quentin, Raffaello Repossi, Man Ray, Carlo Scarpa, Victor Simonetti, Franca Tosi, Kazuhide Takahama, Virgilio Vercelloni, Teodore Waddel, Enore Zaffini.

    Ultramobile inaugurazione: FOTO Ritorna alla Ritorna alla pagina ULTRAMOBILE

    600

  • ULTRAMOBILE di Dino Gavina – Presentazione

    “ULTRAMOBILE”
    di DINO GAVINA

    prorogata fino al 15 luglio 2001

    Inaugurazione 10 giugno 2000

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    Sala Conferenze di S. Francesco: Dino Gavina, Kazuhide Takahama
    e Signora

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    L’Arch. Betori chiama
    Dino Gavina sul palco
    … ed è subito show!

    Trevi, Villa dei Boemi.

    Dino Gavina, all’ingresso della villa per il saluto conviviale, ritrova una sua vecchia conoscenza: lo chef umbro Angelo Paracucchi, ormai trevano di adozione.

    (Foto D.Pistola)

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  • Un po’ di storia

    Associazione Pro Trevi:
    un po’ di storia

    Vedi: Consiglio Direttivo vigente >

    Un’associazione Pro Trevi si costituì nella primavera del 1952, in via Zappelli, 16, per volere e con l’assistenza dell’On. Achille Cruciani, ma l’evidenza politica del personaggio portò inevitabilmente ad etichettare l’associazione come strumento propagandistico, decretandone l’insuccesso.

    Qualche anno più tardi, la passione civile e l’infaticabile operosità di Paolo Marianucci, maresciallo dei Carabinieri in pensione, portarono ad una nuova costituzione dell’associazione, formalizzata successivamente con atto notarile nel 1966.

    Ne furono presidenti, l’immancabile avvocato Carlo Zenobi, poi Vincenzo Giuliani, Feliciano Spellani, Marino Gentilucci e, ormai da vari anni, il dott. Luigi Andreani (2006) e più recentemente Franco Spellani e Sara Zafani.(Vedi: Consiglio Direttivo vigente)

    Durante la presidenza Giuliani, nel 1965, furono promosse numerose manifestazioni culturali, ricreative e gastronomiche, concentrate principalmente nel mese di ottobre, gettando così le basi degli Appuntamenti d’Autunno, tuttora in programmazione e istituendo la Sagra del Sedano e della Salsiccia, forse l’antesignana di tutte le sagre locali, certamente una manifestazione determinante per l’esaltazione dei prodotti tipici locali: gli insaccati tradizionali e specialmente il “sedano nero di Trevi”, una cultivar assolutamente originale, sulla via dell’estinzione.

    Per dare un ulteriore impulso alla coltura e alla conoscenza del sedano nero, qualche anno più tardi, (presidente Feliciano Spellani) la sagra assunse la denominazione“Mostra mercato del Sedano Nero di Trevi e Sagra del Sedano e della Salsiccia”, celebratesi ininterrottamente e tuttora in programma.

    Alla fine del decennio successivo, sotto la presidenza Gentilucci e con uno stuolo di attivissimi collaboratori vi fu un moltiplicarsi di iniziative e di attività.

    Potenziate le manifestazioni di ottobre, si moltiplicarono momenti ricreativi nelle prime due decadi di agosto, quando maggiore è l’afflusso dei turisti e le calde serate invogliano a soffermarsi in piazza. Dapprima la pastasciutta a mezzanotte, poi qualche spettacolo musicale furono le prime basi di Trevi in Piazza, tuttora un momento forte delle manifestazioni trevane.

    Per programmare gli spettacoli all’aperto, e gli incontri gastronomici, la prestigiosa Cena in piazza e il Dolce piazza, si acquistarono varie attrezzature: sedie, tavoli, transenne, amplificazione sonora, tuttora a disposizione dei numerosi enti e comitati che in maniera saltuaria o sistematica promuovono feste in tutto il territorio del comune e anche oltre.

    Nel quadro di potenziamento delle attività rientra anche una manifestazione che poi ha avuto sviluppi oltre l’immaginazione degli ideatori.

    Il Palio dei Terzieri, in programma la prima domenica di ottobre, è una rievocazione spettacolare ambientata nel 13° secolo, arricchitasi man mano di altri eventi collaterali come la sfilata storica, le scene medievali, e la concomitante apertura delle taverne. In pochi anni di tumultuosa crescita, coinvolgendo numerosi atleti, figuranti e operatori in ogni campo, ha assunto proporzioni tali da esigere la costituzione in ente autonomo, proseguendo il proprio cammino con notevole e costante impulso con il reclutamento nuovi e preziosi elementi attivi ed entusiasti.

    Un’altra iniziativa, proposta e concretamente realizzata da Alberto Barbini e Antonino Di Pietrantonio, riguarda il ripristino delle tradizionali funzioni della torre civica. La mancanza di manutenzione ordinaria e la soppressione della funzione di “regolatore degli orologi” aveva portato in breve al fermo dell’orologio e di fatto all’impraticabilità della torre con il conseguente silenzio delle campane. Con una minuziosa colletta a tappeto si riuscì a racimolare il danaro necessario per l’elettrificazione dell’orologio e delle campane che tornarono a suonare. Purtroppo la costosa manutenzione di apparecchi elettronici, particolarmente esposti per la morfologia del centro storico alle sovratensioni generate dalle scariche elettriche atmosferiche, è divenuta insostenibile per le magre risorse della Pro Trevi e in breve l’orologio è tornato all’immobilità e le campane rimangono in un malinconico silenzio.091.

    Il meccanismo, opera dei f.lli Gelsomini, – artigiani trevani, specialisti nel settore, noti in tutta l’Italia centrale – è stato successivamente smontato ed asportato.

    Nel 1985 un evento straordinario dette inizio ad una nuova e qualificante attività della Pro Trevi. (vedi: Pubblicazioni) Dopo anni di oscuro lavoro dell’avvocato Zenobi e di Franco Spellani, era pronto per le stampe il prestigioso codice di Durastante NatalucciHistoria dello stato temporale ed ecclesiastico di Trevi”. Miniera inesauribile di informazioni storiche e curiosità, per due secoli fu consultato presso la famiglia da vari studiosi, anche se non sempre citato; figurava comunque tra le fonti nell’Enciclopedia Treccani. Con grande atto di coraggio, consapevoli dell’importanza dell’opera, si decise di pubblicare il ponderoso volume di quasi mille pagine. Con l’impegno di presidente, consiglieri e soci della Pro Trevi, si organizzò una prevendita per coprire le prime spese e il successo è da ascrivere a tutti i trevani che ci credettero. Ora, quasi esaurito, il testo figura in moltissime biblioteche ed è puntualmente citato in tutte le successive pubblicazioni di arte, storia e cultura locale, ma anche di comuni limitrofi e di alcune anche a carattere regionale.

    A questo primo volume ne seguirono altri, tutti quanti aventi per oggetto Trevi, la sua storia, l’arte, il paesaggio e le tradizioni di questo straordinario territorio.

    Furono pubblicati quindi: nel 1987 “Storia di Trevi, 1746 – 1946” e nel 1995 “Trevi Antica” sempre di Carlo Zenobi. Quest’ultimo volume, presentando tutte le memorie storiche romane e preromane, dimostra ampiamente come Trevi, oltre alla spettacolare morfologia dell’abitato, possa vantare una antichissima civiltà, purtroppo negletta da recenti ricerche sulle antichissime genti dell’Umbria.

    Nel 1998 furono pubblicati due volumetti: Trevi, quattro passi tra storia e Natura di Filippucci e Ravagli e La donna negli statuti comunali di Trevi di Nerina Marzano.

    Nel 2001 Trevi de planu di Paggi, Ravagli, Filippucci.

    Naturalmente la Pro Trevi aveva pubblicato anche guide turistiche. Nel 1971 una piccolissima guida di 24 pagine, in soli 500 esemplari, come permettevano le finanze dell’epoca. Successivamente, nel 1979 “Trevi e dintorni” di Silvestro Nessi. Estratto da un volumetto della collana “Itinerari spoletini” per i convegnisti dell’Alto Medio Evo, oltre alla descrizione dei luoghi e dei monumenti, ne studiava le origini e le vicende tratte da documenti originali. Ristampata a cura del Comune nel 1991, rimane tuttora la guida fondamentale.

    Nel 1996 – 97, sotto la presidenza Andreani, maturarono i tempi per altre realizzazioni molto qualificanti, realizzate anche con l’impegno concreto del Comune.

    Dopo le pubblicazioni del 1985-95 l’apertura continua dell’ufficio era considerata un’altra utopia che, pur tra varie difficoltà, è divenuta improvvisamente realtà. Con l’impegno di alcuni giovani l’apertura è assicurata, mattina e pomeriggio, tutti i giorni, compresi i festivi. Si può ben comprendere quindi come l’ufficio della pro loco, trasferito in più ampi locali del Comune, sempre in piazza Mazzini, sia diventato un punto di riferimento per tutte le esigenze più disparate (tel. 0742.781150), specialmente in quei periodi di apertura in cui tutti gli altri uffici comunali sono chiusi.

    Certamente questo è stato determinante per la classificazione dell’Associazione Pro Trevi come I.A.T. da parte della Regione Umbria.

    Per poter meglio ottemperare alle varie incombenze che l’ufficio comporta, gli operatori sono stati inseriti in un opportuno programma di qualificazione, già dal 2002.

    Dopo anni di attendismo, finalmente nel 1997 vide la luce la miniguida, poco più di un depliant, da porre in distribuzione gratuita. Nonostante il blocco completo delle attività turistiche a seguito del disastroso terremoto, la prima edizione di 10.000 copie fu esaurita in otto mesi. Le successive edizioni, arricchite anche delle versioni in inglese e tedesco, hanno portato il totale della brochure a 115.000 unità. Data la frequenza delle edizioni è, nel suo genere, la più completa e puntuale che mai sia stata prodotta, costruita tutta “in casa” da soci della Pro Trevi, è completata da una piantina utile per districarsi tra i vicoletti e costituisce la fonte immediata per le notizie essenziali.

    Ma la realizzazione più innovativa della presidenza Andreani (con contributo determinante del Comune di Trevi) è senz’altro la realizzazione di questo sito Internet. Debuttante ufficialmente in rete nel maggio 1997 tra contrapposti sentimenti di qualche avventato entusiasmo, molta indifferenza e moltissimo scetticismo, ha superato ogni più rosea previsione, avendo ormai raggiunto i 300 ingressi al giorno [dati del giugno 2003, nel 2008 si sono superati 700 ingressi]. Qualificato punto di riferimento nonostante il nome un po’ criptico e i continui assestamenti dovuti ad una crescita tumultuosa, è seguito anche da remote contrade come dimostrano i contributi giunti dall’America e dall’Australia. Fenomeno pressoché unico per un piccolo centro come Trevi, si compone di 1800 “pagine” e 1500 immagini [dati 2010] spaziando su tutti gli aspetti che riguardano la località, con settori specifici per la scuola, gli artisti, gli sport.
    Il sito Internet è stato giudicato “completo ed aggiornato” dal TCI e fu uno dei motivi dell’assegnazione della Bandiera Arancione al Comune di Trevi.

    Nell’aprile 2003 fu possibile dare visibilità del sito anche ai passanti con la sistemazione di una postazione Internet nella centralissima via Roma in un ufficio del Comune. Successivamente la postazione fu trasferita all’angolo di piazza Mazzini, e purtroppo ora (fine 2010) rimane oscurata da più di un anno in seguito agli interminabili lavori post terremoto.

    Infine, assoluto vanto dell’Associazione che da quattro decenni dedica attenzione alla coltura del Sedano Nero di Trevi, studi condotti dall’Università di Perugia hanno permesso di classificare questo prodotto come assolutamente tipico e i risultati sono stati esposti in due convegni, nel 2004 e nel 2005.

    Nonostante le sempre maggiori difficoltà economiche e logistiche, nel 2010 è stato istituito “Trevi Premia“, un riconoscimento ad una personalità di Trevi distintasi nel proprio campo e sono già state sperimentate con successo e ormai incluse stabilmente in programma, due nuove manifestazioni rivolte alla promozione di prodotti del territorio: ForMaggio in primavera e Gusta Trevi in autunno.

    Pro Trevi: Atto CostitutivoVecchio Statuto del 1965Bozza di Nuovo Statuto

    Vedi: Consiglio Direttivo vigente >

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  • Vincenzo Giuliani – Edicole e decorazioni

    Vincenzo Giuliani (1904 – 1980)

    pittore e fotografo e poeta

    Opere 5 – Le edicole sacre e le decorazioni

    Vincenzo Giuliani I quadri Xilografie Fotografie Poesie Rime in vernacolo

    Vincenzo (Cèncio) Giuliani fu l’ultimo “madonnaro”, cioè pittore di immagini sacre, che dipinse varie edicole in Trevi e nel territorio, restaurando o ritoccando immagini deperite o più frequentemente ridipingendole ex novo.

    Sono sicuramente attribuibili a lui, perché recano la sua firma o perché ne ha lasciato documentazione fotografica, le seguenti edicole:

    Grande dipinto murale sulla parete nord della casa del pittore. Da

    Tuttitalia

    n.175, del 10/6/64, pag.216

    In Trevi:

    Via San Francesco

    http://edicolesacre.umbriacentrale.it

    Ingresso di Palazzo Valenti in via S. Francesco

    Facciata di casa Cerquiglini-Marianucci in via Riccardi

    La Trinità, sul piazzale della chiesa di Picciche

    Edicola distrutta, sullo stesso fabbricato della precedente a Picciche

    Madonna con Bambino in fasce e S. Emiliano all’Alvanischio di Bovara http://edicolesacre.umbriacentrale.it

    A Castel Ritaldi:
    La Madonna del Grano a Mercatello
    http://dicolesacre.umbriacentrale.it

    Eseguì anche le decorazioni di molti edifici privati in Trevi e fuori e di alcune chiese.

    Tra queste sono documentate:

    La cappella dell’ex Ospedale in Trevi, ora Centro di Rieducazione Motoria

    La Chiesa di S. Lucia nella Piaggia di Trevi

    La chiesa di S. Francesco in Amelia

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  • Vincenzo Giuliani – Edicole e decorazioni

    Vincenzo Giuliani (1904 – 1980)

    pittore e fotografo e poeta

    Opere 5 – Decorazione Capella ex Ospedale

    Vincenzo Giuliani I quadri Xilografie Fotografie Poesie Rime in vernacolo

    Foto V. Giuliani, 1950ca.

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  • Ritiro SS Lazio, 1949

    Trevi – Feste, Cerimonie e Spettacoli d’altri tempi

    S.S. Lazio in ritiro a Trevi – Estate 1949

    Nell’estate del 1949 la squadra di calcio della Società Sportiva Lazio trascorse un periodo di ritiro a Trevi.
    I calciatori furono ospitati nel convento di S. Martino, nei locali dell’Istitutto ENAOLI, che nel periodo estivo non erano occupati dagli studenti.
    Sicuramente la scelta di Trevi fu determinata dalla presidenza di Remo Zenobi, originario da famiglia trevana, in relazione con i molti trevani trasferiti a Roma.
    Remo Zenobi fu più volte presidente della Società Sportiva Lazio e precisamente dal 1927 al 1932; nel 1938-39 e dal 1949 al 1953.

    Tra le foto di Vincenzo Giuliani ci sono due rullini con le immagini dei calciatori della Lazio, uno impressionato in Trevi e uno allo stadio di Foligno, ove probabilmente la squadra incontrò i calciatori folignati.

    I fotografi “storici”>>>

    L’identificazione personaggi quando non dovuta a conoscenza personale è stata dedotta da indicazione dei loro parenti e conoscenti.
    Chi è in grado di fornire ulteriori identificazioni o vuole richiederne la cancellazione è pregato di segnalarlo con la email a piè di pagina.

    Trevi, Agosto 1949- Partita amichevole della squadra locale e la S.S. Lazio

    Trevi – Piazza Garibaldi, Incontro amichevole tra la squadra locale e la S.S.Lazio. Agosto 1949.

    (Foto

    V. Giuliani

    , archivio privato)

    La squadra locale fa barriera ad un calcio di punizione.

    Calciatori in relax alla “rotonda” di S. Martino. Agosto 1949

    Tutti in posa alla “Rotonda” di S. Martino.

    Agosto 1949

    In posa per foto ricordo a S. Martino.

    Traferta in amichevole allo stadio di Foligno, 21 Agosto 1949

    Tifoseria di Trevi e di Roma in festosa trasferta. Si ricnoscono: Gastone, Ermanno, Gaspare, Raffaello, Giulio, Anna, Franco, Angelina.

    Giovani tifosi di Trevi.

    Foligno, Stadio. Il mitico Presidente Remo Zenobi e consorte. 21 Agosto 1949

    Foligno, Stadio. Un gruppo di tifosi folignati. Sulla sinistra:

    Achille Cruciani

    , oriundo trevano. 21 Agosto 1949

    .

    Foligno, Stadio. Gruppo famigliare di Trevi. 21 Agosto 1949

    Foligno, Stadio. Ancora alcuni trevani. 21 Agosto 1949

    Foligno, Stadio. Al centro Remo Zenobi, a destra, Goliardo e Giulio. 21 Agosto 1949

    I giocatori del Foligno (?) in attesa della S.S. Lazio ospite (?)

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  • Casa Tulli-Gerardi

    Casa Gerardi (Già Tulli, poi Passerini)

    Sorge all’incrocio di Via Dogali con Via Cavour e Vicolo Lungo, ad Ovest dell’Arco del Mostaccio.

    Di pianta irregolare per adattarsi alla viabilità ha subito vistosi interventi di consolidamento a sud e ovest per probabili danneggiamenti da terremoti in varie epoche.

    A valle (sud) la costruzione di uno sperone ha ristretto un vicoletto già non molto ampio e a ovest, sopra un grande arco che raccorda un contrafforte e lo sperone, è stata aggiunta una piccola porzione di fabbricato.

    Già di proprietà della Famiglia Tulli, nel 1698 fu acquistata da don Carlo Gerardi (di distinta famiglia di Foligno) che la modificò nel 1719 conferendole l’aspetto attuale..1

    Nel Catasto Gregoriano figura di proprietà di Domenico Passerini, famiglia registrata in Trevi dal 1787 fino ai primi anni Cinquanta del Novecento.

    Ora appartiene a più proprietari.
    L’appartamento verso est del piano nobile (proprietà Valentini Calabria) ha le volte dei soffitti completamente dipinte, oggetto di recenti restauri.

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    Note

    1) Natalucci, Durastante, Historia … di Trevi, c, 85.
    La casa in isola sopra alla chiesa di S. Pio“deve intendersi: “La casa… più oltre, sulla strada in salita” e non “costruita sopra” alla chiesa, come erroneamente interpetrato da alcuni (2022).
    Sempre il Natalucci, a c.931 ci informa che nel 1723 la signora Giacinta di Anton Maria Venturini va sposa al Cap. Girolamo Gerardi di Foligno(2023)