Autore: Franco Spellani

  • University Church Choir Bellevue

    Chiesa di S. Sabino e della Sacra Famiglia -Borgo Trevi

    Giovedì 3 luglio 2003 – ore 21
    Concerto

    The University Congregational Church Choir (Bellevue – Seattle – Washington)

    Direttore: Robert Scandrett

    Il Coro americano è formato da circa 70 voci amatoriali, provenienti da varie zone di Bellevue. I componenti sono di varia estrazione sociale: medici, avvocati, insegnanti e anche studenti:
    Durante il corso dell’anno il coro, oltre alla sua attività di servizio per le cerimonie liturgiche, svolge intensa attività musicale partecipando spesso a incontri e convegni importanti. Collabora anche con orchestre con le quali ha seguito il requiem di Fauré, le Cantate di Bach e opere sacre di Durufle e Schuetz.
    Nella tournée in Italia il Coro, composto da 40 elementi, terrà concerti, oltre che a Trevi, a Perugia, Assisi, Firenze, Lucca e San Gimignano

    Borgo Trevi: University Congregational Church Choir, Bellevue  USA

    Il Dr. ROBERT SCANDRETT ( l’ultimo a destra nella foto) è direttore del Coro dal 1989. Ha conseguito il Dottorato in Musica presso l’Università di Washington. Dal 1967 al 1990 ha lavorato presso la Western Washington University. Per 10 anni è stato Minister of Music presso la University presbyterian Church. Dal 1985 il German Publishing House Carus Verlag lo ha associato come editore e consulente con l’incarico particolare di ricercare e raccogliere musiche sacre per cori di Domenico Scarlatti.

    Programma

    MUSICA SACRA
    John RutterTe Deum (con accomp. d’organo)
    Pablo Casals O vos omnes
    Nigra sum (con accomp. d’organo)
    W.A. Mozart Ave verum (con accomp. d’organo)
    G. FauréCantique de Jean Racine (con accomp. d’organo)
    SOME AMERICAN ANTHEMS
    Alf HoukumThe Ruine of Hospitality (con chitarra e piano)
    Stephen PaulusPilgrims’ Himn
    Gwyneth Walker God speaks to us (con accomp. d’organo)
    William AlbrightRecessional
    Charlie SharpeLaudate nomen
    FOLK HYMN OF EARLY AMERICA
    What wondrous love is thisarrang. di Robert Shaw
    Hark hear the harpsarrang. di Alice Parker
    Amazing Gracearrang. di Robert Scandrett (con accommp. pianoforte)
    Down to the riverarrang. di Alison Kraus
    Morning Trumpetarrang. di Parker – Show
    BLACK SPIRITUALS
    Balm in Gileadarrang. di Carol Sams
    Deep Riverarrang. di Hyde (con accommp. pianoforte)
    I got a Keyarrang. di Show – Parker
    Steal Awayarrang di Jennings
    Aina’ that good newsarrang. di William Dawson
    GOSPEL
    Soon and very soonarrang. di Andrae Crouch (con accommp. pianoforte)
    Psalm 23Bobby McFerrin
    Order my stepsarrang. di Glenn Bulreigh (con accommp. pianoforte)
    My Good is an awesome GodKeith Hampson (con accommp. pianoforte)
    Come on Children let’s singLinda Twine (con accommp. pianoforte)

    Ritorna alla pagina EVENTI 703

  • Bedales Scool Concerto a Trevi

    La biblioteca, Bedales

    I CONCERTI D’ ESTATE

    per il coro e l’orchestra

    I giovani musicisti dalla

    BEDALES SCHOOL

    -INGHILTERRA

    Tournée in Italia 5— 9 Luglio 2010

    TREVI — TODI — CORTONA — CASTIGLIONE DEL LAGO – ASSISI

    Trevi, Chiesa di S. Francesco 5 Luglio, ore 21

    REPERTORIO PER I CONCERTI

    Musica Corale

    Henry PURCELL (1659-1695)Hear my Prayer
    Sir Edward BAIRSTOW (1874-1946)Let all mortal flesh keep silence
    Antonio LOTTI (1667-1740)Crucifixus
    Sir Charles PARRY (1848-1918)My soul, there is a country
    Antonio VIVALDI (1676-1741)Gloria (estratti)
    Claudio MONTEVERDI (1567-1643)Beatus Vir
    Gabriel FAURE (1845-1924)Cantique de Jean Racine
    Antonin Dvořák (1841 – 1904)Eja Mater (da Stabat Mater)
    Deus AbrahamCamille SAINT-SAÉNS (1835-1921)
    Giovanni GABRIELI (1553-1612)Hodie Christus Natus Est
    Giovanni PERG0LES1 (1710-1736)Stabat Mater (estratti)
    Anton BRUCKNER (1824-1896)Ecce Sacerdos
    Nicholas GLEED (b.1957)Bards of Passion and of Mirth
    Sir Charles STANFORD (1852-1924)The Blue Bird
    Sir William S. BENNETT (1816-1875)Come, live with me
    William PAXTON (1735-1787)Breathe soft, ye winds
    Sir John TAVENER (b.1944)The Lamb
    John IRELAND (1879-1962)Greater Love hath no man

    Musica per Strumenti da Camera

    Giuseppe SAMMARTTNI (1695-1750)Concerto VI per Recorder(Flauto a becco) in Fa
    John IRELAND (1879-1962)Minuet : Downland Suite
    Johann Sebastian BACH (1685-1750)Suite per Flauto e Archi (estratti)
    Tomaso ALBINONI (1671-1751)Adagio : Concerto per Tromba in Do
    minore
    Edvard GRJEG (1843-1907)Due Elegie Melodiche per Archi

    I MUSICISTI

    Ragazze

    Josephine Bentle y

    Olivia Brett

    Serena Brett

    Mabel Calvert Verbruggen

    Mary Clapp

    Tabatha Curry

    Katrina Duncan

    Lucy Duncan

    Emelie Fisher

    Charlotte Gulliver

    Nina Hemmings

    Chihiro Hoddinott

    Harriet Ivison

    Athene Jollands

    Hannah Keenan

    Rhonwen Lally

    Sophia Lowes

    Olivia Montgomerie

    Charlotte Raines

    Georgia Reynolds

    Alice Ryrie

    Brooke Theis

    Imogen Welch

    Ragazzi

    Richard Adams

    Benjamin Dale

    Joseph Dale

    Paddy Ewart Kennedy

    Hugo Francis

    Alfred Johnson

    Adam Kent

    Thomas Kingsley

    Jones Peter Mabe

    Toby Matimong

    Joseph Pemberton

    Daniel Rogers

    Freddie Sherwood

    Jordan Theis

    David Thomas

    James Thomas

    Jaimie Tullo

    Richard Ward

    Jonathan Welch

    Hallam Westgarth

    Freddie Willatt

    Freddie Wise

    I DIRETTORI DI MUSICA

    Nicholas Gleed William Lithgow Keir Rowe

    INSEGNANTI

    Clare Jarmy -Alastair Langlands – Sheila Rowe – Nicholas Meigh

    Bedales è una scuola privata per circa 480 ragazzi e ragazze di età tra i 13 e 18 anni situata nel cuore della campagna nel sud dell’Inghilterra. Fu fondata nel 1893 da uno scolaro classico John Haden Badley in conformità con i principii di un sistema educativo riformato in cui il lavoro all’esterno era importante quanto quello all’interno; dove testa, cuore e mano tutti avevano un ruolo importante nell’educazione del bambino .

    In questa società rivelatrice, egualitaria e civilizzata, alla musica veniva accordato un posto di pari importanza ad altre discipline accademiche ed artistiche. Di conseguenza è fiorita durante il primo secolo della scuola ed è divenuta una della più brillanti tradizioni musicali dell’educazione indipendente inglese. Bedales ha incoraggiato numerosi talenti prodigio. Tra gli ex studenti che attualmente godono di grande notorietà come musicisti ci sono Gervase De Peyer, William Salaman e Martino Tirimo. Più recentemente, membri delle famiglie Finzi e Panufnik sono stati educati qui.

    Ci sono un’Orchestra Sinfonica, un’Orchestra da Camera, un’Orchestra Junior ed una Banda per Concerti; oltre a questi gruppi numerosi gli allievi formano insiemi per archi, ottoni e fiati. Ciascuno di questi segue l’insegnamento di personale professionista costituito di circa 35 insegnanti.

    ll canto è vitale nella vita della scuola. Non c’é Cappella a Bedales ed il ruolo del Coro per Capella viene assunto dal Coro da Camera, che si esibisce in chiese come pure in sale da concerto e viene richiesto frequentemente di eseguire la musica per funzioni importanti e pubbliche occasioni al di fuori della scuola. Membri del Coro da Camera, unitamente ad altri allievi, personale insegnante ed amici cantano nella Choral Society della scuola. Tra i pezzi corali eseguiti ogni anno ci sono opere di repertorio sia sacro che mondano.

    L’eccellenza musicale viene spesso ricompensata con l’opportunità di suonare ad un concerto o cantare i ruoli assolo di opere per cori in grande scala. La politica del reparto musicale è quella di assumere quali insegnanti principalmente musicisti professionisti.

    Oltre ad un certo numero di concerti trimestrali, l’esecuzione musicale è parte integrale delle Assemblee giornaliere e delle funzioni settimanali (l’assemblea della domenica sera con un ospite oratore). Gli allievi di Bedales si esibiscono anche per gli alunni della scuola primaria una volta alla settimana. Una tale struttura è probabilmente esclusiva di Bedales. Certamente contribuisce al rispetto goduto dalla musica e crea numerose opportunità musicali stimolanti e ad ampio raggio considerando che si tratta di una scuola non specializzata e relativamente piccola.

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  • Leonardo battistini, pittore

    Leonardo Battistini

    pittore

    “Ops” raffigura un buon uomo che si trova a combattere con il suo stesso mostro, creato da quel lato del suo carattere che gli impedisce di fare determinate cose…in questo caso di amare perché, spuntando fuori all’improvviso, lo spaventa e quel fiore che ha in mano (spelacchiato perché reduce da tante battaglie ma nonostante ciò ancora “vivo”) non sarà mai consegnato…o almeno x il momento non lo sarà…e la donna che avrebbe dovuto riceverlo non saprà mai che quel buon uomo l’amava davvero.
    I duevolti raffigurano l’artista e suo padre si intitola “io e la barba di papà”… Titolo ironico che esalta la sua costanza e perfezione nel radersi tutte le mattine…e mette anche a confronto i due caratteri in un rapporto forte ma molto silenzioso
    Leonardo Battistini pittore
  • Artisti: Savino Baiocco – La critica

    Savino Baiocco (1940-2006)

    La Critica

    “... Quando Baiocco prende il pennello, si consegna alla fantasia, all’immaginazione, alla purità della poesia interpretativa della sua contrada umbra. E lo fa con chiarezza d’intenti, mosso com’è dall’amore per la sua terra che lo avvolge a sua volta in una atmosfera propizia all’immaginazione. Ma non è il solo sentimento per la sua Città e per quelle ad essa vicine che stimola il momento più favorevole alla sua immaginazione pittorica, bensì una volontà di scavare dentro di sé il meglio della sua ricchezza interiore.

    Savino Baiocco, Trevi regina degli  Ulivi

    Trevi, Regina degli Olivi –

    1995 – Olio su tela, cm 120 x 80

    Di questo artista abbiamo scoperto un talento, un’anima che vibra per i colori che adopera con mano sicura.
    Diceva Balzac: Se vuoi essere veramente universale parla del tuo paese.
    Savino Baiocco dipinge scorci e ambienti di Trevi e umbri e fa parlare col linguaggio appropriato le sue tele che ci presentano città antiche ma sempre da scoprire nel racconto poetico che di esse ci offre l’artista.
    I suoi cittadini dovranno essergli grati perché Baiocco con perspicacia e amore ricerca nei motivi che ispirano i suoi temi, anche le immagini che pur nella varietà del sentimento lo rivelano artista che esalta soprattutto la sua Città.
    Ciò conferma ed a noi comunque sta a cuore la sua prepotente emozione, rivelatrice di un’anima sensibile” …

    Gaetano Tamborrino Orsini presentazione al Festival di Spoleto del 1976

    Svino Baiocco: Trevi, via carlo Amici

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  • Artisti: Savino Baiocco

    Savino Baiocco (1940-2006)

    Nato a Trevi nel 1940 ha frequentato per un certo periodo la scuola d’arte di Terni, ove ha appreso le prime nozioni di base.
    Vissuto in diverse città d’Italia per motivi di lavoro, verso la fine degli anni ’60 è rientrato a Trevi ove aveva trovato occupazione presso il Comune.

    Da allora ha iniziato ad operare nell’arte perfezionandosi nella pittura a olio, acquerello e bassorilievo in legno, raffigurando scorci di Trevi e dell’Umbria e maturando il suo percorso artistico con lo studio dei testi d’arte.

    Vive e opera a Trevi.

    Esposizione permanente in una caratteristica galleria al n° 10 della centrale Via Roma.

    La Critica

    Trevi, Savino Baiocco, Palio 2003

    Il Palio

    del 2003

    Mostre e riconoscimenti

    1976

    – Spoleto -Festival dei due Mondi.

    1978

    – Dopo selezione a Milano, un quadro raffigurante un antico arco di Trevi è stato esposto alla 1^ Rassegna Internazionale, trofeo

    David di Michelangelo,

    al Teatro Greco di Taormina.

    – Firenze – Premio internazionale

    Il Leone d’oro.

    1980

    – Sanremo – Premio Int.le

    Europa 80 Riviera dei Fiori

    dell’Associaz. “Amici del Quadrato”

    1981

    -Marina di Carrara – 1° premio

    Maestro del Colore

    per la regione Umbria

    1982

    – Roma – Premio della cultura La quercia d’oro, consegnato per mano di Maria Giovanna Elmi, annunciatrice Rai TV

    1987

    – Florida, USA –

    Doctor of Art

    della “Interamerican Unversity of Humanistic Studies”

    Figura nei cataloghi nazionali e internazionali – Opere in vari Paesi

    Nel 2001 la “

    Fioritura di Castelluccio

    ” è stata acquistata da un collezionista della Nuova Zelanda.

    Trebvi, Savino Baiocco: Arco del Mostaccio

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  • Clemente Bartolini

    TREVI – Clemente Bartolini

    Clemente Bartolini

    Dottore “in utroque”, amministratore comunale nel primo consiglio di nomina pontificia del 1816, coinvolto nei moti rivoluzionari del 1831, trasse dalla sua attività politica più amarezze che soddisfazioni..1

    ;Nel 1826 viene accolto nel ceto dei patrizi. v. Famiglia Bartolini, quale discendente dell’Antichissima famiglia Ponzi.2.

    ;Studioso e cultore delle patrie memorie, pubblica nel 1828 una nuova edizione delle Antichità Valentine, di Francesco Alighieri e del suo avo Sante Ponzio, stampata nel 1537. Questa operetta, redatta per celebrare la prestigiosa raccolta archeologica di Benedetto Valenti, è il primo catalogo d’arte a stampa mai realizzato. Il Bartolini arricchì la nuova edizione con 80 pagine sull’agnazione dei Valenti.

    Nel 1837 dette alle stampe Cenni sulle pitture classiche di Trevi e nel 1840 omaggiò gli amministratori locali con un manoscritto, tuttora conservato nell’archivio comunale, Saggio dell’epigrafia di Trevi, che nella dedica cita una frase del Lanzi: Le antiche memorie vanno sempre conservate, perché anche i più informi ruderi fanno sempre onore, e sono di decoro alla Patria

    Trevi - Clemente Bartolini

    071 Ritorna alla Personaggi Famiglia Bartolini

    Note

    1)

    Zenobi, Carlo,

    Storia di Trevi 1746-1946

    , Foligno, 1987, p.161 e segg.

    2) Ibidem, p. 148

  • Affresco di Bovara – Foto 1

    Affresco di Bovara Foto 1

    Trevi, Bovara: Bartolomeo da Miranda, affresco

    Bovara di Trevi, Casa Zappelli – Bartolomeo da Miranda, Madonna con bambino e Santi.

    Ritorna alla Ritorna alla pagina Affresco

  • Luigi Bartolini

    Luigi Bartolini

    1830-1902

    Era nato a Trevi nel febbraio 1830. Nei moti del ’48 è tra i primi ad organizzare il battaglione universitario. Corre ai campi di battaglia e si distingue nei fatti d’arme del Veneto. Valente avvocato. Ispettore dei monumenti e scavi. Nel 1860 capitano della guardia nazionale, e poi sindaco dal 1861 al 1869, ed ancora dal 1882 al 1884. Nel 1867 deputato al Parlamento per il Collegio di Foligno. Fu presidente della Congregazione di Carità per vari anni, e della Società di Mutuo Soccorso, che portò alla fama delle prime società della Provincia e della quale fu a capo per ben 27 anni. Fu tra i fondatori della Società del Tiro a Segno.
    Morì il 23 luglio 1902.
    A seguito della commemorazione che il sindaco Ubaldi fece nella riunione consiliare del 24 luglio, l’assemblea deliberò «che la persona di lui sia rappresentata nella sala massima municipale con un ritratto di convenienti proporzioni, che lo raffiguri permanentemente alla memoria dei presenti e dei posteri». E il suo ritratto fu posto nella sala consiliare.

    Trevi - Luigi Bartolini
    Trevi - Lapide di Luigi Bartolini

    Nell’anniversario della morte, la Società di Mutuo Soccorso, previa commemorazione solenne al Teatro Clitunno, scoprì la lapide nella facciata principale del municipio

    .1

    TREVI 26 LUGLIO 1903
    LA SOCIETA’ DI MUTUO SOCCORSO
    AL SUO BENEMERITO PRESIDENTE
    E CITTADINO INSIGNE COMM. LUIGI BARTOLINI PER GRATO ANIMO
    POSE QUESTA LAPIDE
    E S’INTITOLO’ AL SUO NOME

    Negli anni ’80 con livore iconoclasta si abbatté questa memoria di uno dei più illustri cittadini di Trevi.

    Si addussero motivi estetici ma, come si può osservare, altre lapidi furono tolte conservandone addirittura la cimasa, che non si capisce più che cosa stia a fare. Altro che estetica!

    071 Ritorna alla Personaggi Famiglia Bartolini

    Note

    1)

    Zenobi, Carlo,

    Storia di Trevi 1746-1946

    , Foligno, 1987, p. 301-302

    Recentemente ne ha trattato anche Sandro Morichelli,

    M’arcord

    , Spoleto, 2006, pag. 401

  • Affresco di Bovara

    Affresco di Bovara

    (Franco Spellani, Riscoperto un affresco del XV secolo a Bovara di Trevi, in Bollettino storico della città di Foligno, XX – XXI, Foligno 1999)

    Nella primavera del ’98, nel corso dei lavori per “mettere in sicurezza” un edificio danneggiato dal terremoto, è tornato alla luce un bell’affresco della metà del Quattrocento. La scoperta è avvenuta a Bovara di Trevi, in un locale a piano terra, utilizzato come ripostiglio, dove erano accatastati legnami da almeno mezzo secolo. La superficie dipinta occupa un’area di circa 4 m

    2

    e la scena all’interno del riquadro e della cornice misura cm 187 x 157. Vi è rappresentata una Madonna in trono in atto di offrire un pomo al Bambino in piedi, benedicente. Alla sua destra S. Giovanni Battista, vestito con un vello ricoperto da un manto rosso, indica con la destra il Salvatore e con l’altra mano regge un cartiglio in cui si legge “

    ecce angnus dei ecce qui tollit pec…

    ” Dall’altro lato una bella figura di S. Pietro con il libro e le chiavi. Fa da sfondo un drappo decorato con motivi floreali geometrici. L’opera è in buono stato di conservazione essendo le figure pressoché integre.

    Trevi, Bovara: Bartolomeo da Miranda, affresco

    La parte superiore è stata danneggiata da un vecchio intervento per la costruzione di un rudimentale solaio, le cui travi insistono proprio al limite della cornice. I distacchi dell’intonaco interessano la parte finale del cartiglio di S. Giovanni danneggiando le ultime due parole, del resto facilmente intuibili, e sfiorano appena i nimbi delle figure. Purtroppo la messa in opera di una putrella di ferro, negli anni Trenta, ha danneggiato la parte inferiore del manto di S. Giovanni, mentre un altro intervento in corrispondenza dei piedi della Madonna ha disgraziatamente fatto perdere un tratto della lunga scritta inferiore, proprio nella parte ove probabilmente era il nome dell’autore. I caratteri rimasti sono sbiaditi da evidenti reiterati contatti essendo ad altezza d’uomo e, sia pure con qualche incertezza, si può leggere:

    o ihs Xpo [ver]gie maria adorate [o ihs] Xpo vergie maria :. [] :. ano dni M44 [] iiii []

    Purtroppo l’ultima cifra della data è assolutamente incerta: potrebbe leggersi 1449, o addirittura 1440 e nelle successive aste verticali “mens[is]” e l’accenno di una “A”, forse “Apr[ilis]”. Di conseguenza, attenendosi soltanto ai caratteri decifrabili con sicurezza, l’opera si deve collocare nel quarto decennio del XV secolo.

    Con il conforto del giudizio di uno studioso particolarmente competente, la pittura è da considerarsi di mano di Bartolomeo da Miranda, attivo a quell’epoca nella zona, particolarmente nella vicina chiesa di Pietrarossa, ove esistono ben cinque affreschi firmati ed altrettanti attribuiti a lui o alla sua scuola1.

    In tutti si ritrovano gli elementi che figurano nell’affresco di Bovara. L’immagine che più gli somiglia (fig. 2) è all’interno della chiesa, nella navata destra, indicata da vari autori come la Madonna della mela2, immediatamente sotto l’Annunciazione dello stesso autore3.

    La decorazione “a grandi fiori stilizzati”, che qui orna il manto della Madonna, è comune a molte altre immagini a Pietrarossa ed è una delle caratteristiche del pittore4, ma soltanto in questa immagine e in quella contigua, indicata come Madonna in Trono le “rose” sono racchiuse da linee continue sinusoidali verticali come nel drappeggio di fondo dell’affresco di Bovara. Identica è l’inclinazione della testa della Vergine e molto simile il profilo del viso; identica è altresì la scena della Madonna che offre al Bambino una mela, qui più evidente che a Bovara.

    La forma e la decorazione del trono della Madonna sono ricorrenti, con leggerissime varianti, in tutte le opere attribuite sia a Bartolomeo che alla sua scuola. In particolare, dove è visibile come nella pittura di Bovara, il rilievo a losanga al centro degli specchi laterali e anteriore del sedile è una costante assoluta, quasi che all’epoca non si fosse mai visto altro scranno. Ma tra le numerose rappresentazioni della Madonna con Bambino attribuite a Bartolomeo da Miranda, la più somigliante a quella di Bovara è l’opera conservata al Museo di Belle Arti di Budapest, pubblicata da Bruno Toscano nel suo studio fondamentale per la conoscenza del pittore5.

    La differenza tra le due immagini sta solo nella posizione del Bambino. Tutti gli altri elementi sono identici: il viso della Madonna, il leggero velo annodato sul davanti, la mano che porge la mela, il manto che si richiude all’altezza delle ginocchia, la decorazione del drappo posteriore e il disegno a triangoli della cornice. Quanto alla decorazione a motivi floreali, le uniche varianti tra le immagini ora esaminate consistono soltanto nei punti di contatto delle linee curve che corrono in senso verticale, ciascuna sfasata rispetto alla contigua, con la funzione di incorniciare e separare le “rose”. A Bovara e nella Madonna in Trono di Pietrarossa sono raccordate con un fiorellino a cinque petali e sono dello stesso colore rosso mattone, mentre a Budapest e nella Madonna della Mela sono separate da un semplice punto, a Budapest ancora più piccolo che a Pietrarossa.

    La figura di S. Pietro, che guarda con tenerezza il Bambino, richiama fortemente, nel portamento maestoso e nei colori, l’immagine raffigurata frontalmente e ancor più solenne nella chiesa di S. Pietro a Pettine, poco più a monte della chiesa di Pietrarossa, recentemente attribuita allo stesso pittore6.

    Infine il S. Giovanni trova forti analogie con lo stesso santo dell’affresco di Trequanda7, particolarmente nelle sformate estremità inferiori, caratteristiche nell’iconografia del Battista, assolutamente identiche nelle due opere, sia nel disegno che nella posizione. Perfettamente coincidenti sono anche le scritte nei due cartigli, particolarmente nella grafia angnus, non assolutamente insolita ma neppure tanto frequente8.

    .Sembra evidente che un affresco di queste dimensioni a soggetto sacro abbia dovuto decorare un edificio di culto, ma attualmente si stenta a riconoscervi una chiesa, in particolare per la presenza di un camino. Probabilmente la chiesetta originale venne trasformata, con interventi radicali, già da tempi remoti come del resto denotano gli intonaci molto antichi. Non si trova nelle antiche memorie – in particolare nel Natalucci9, che descrisse minuziosamente il territorio trevano e che esaminò praticamente tutti i documenti allora esistenti – alcun cenno ad un edificio sacro che si possa ricondurre a questo. Potrebbe essere stato intitolato a S. Giovanni, qui raffigurato in evidenza parimenti a S. Pietro, che però è il titolare della chiesa abbaziale di Bovara, allora retta dai benedettini, e nelle cui pertinenze molto probabilmente era questo luogo distante solo 200 m dal recinto dell’abbazia. Ugualmente negativo è stato il risultato della ricerca nelle Rationes decimarum Italiae10, dove si esaminano elenchi di chiese più antiche.

    Probabilmente nella chiesa originale l’altare era addossato alla parete ovest, tra le due finestrine, ineguali ed asimmetriche, poste a m. 2,50 dal pavimento. Di conseguenza l’affresco si veniva a trovare alla sinistra di chi guarda l’altare e di fianco all’altare stesso e l’intervento all’altezza dei piedi della Madonna potrebbe essere stato effettuato per ricavare un ripostiglio successivamente tamponato.

    La porta nella parete sud, con arco a tutto sesto in mattoni, è tipica dell’architettura locale della metà del Quattrocento e pertanto coeva all’affresco.

    L’aspetto differente dell’intonaco e della tinteggiatura tra le due metà del locale indica chiaramente che questo fu diviso da una sottile parete per creare, nella parte non interessata dall’affresco, l’abitazione del pastore, essendo un vano adiacente usato come ovile.

    Il locale, parte di un complesso di edifici colonici a ridosso della casa padronale, è di proprietà privata. Attualmente è circondato da appartamenti restaurati di recente per accoglienza dei turisti. Dopo la scoperta di quest’affresco, le proprietarie che gestiscono l’Agriturismo “I Mandorli”, hanno deciso di restaurare il locale per la piena fruibilità dell’opera da parte degli ospiti ed eventuali studiosi

    200

    1) Appartengono sicuramente a questa scuola anche la Madonna di S. Arcangelo, già segnalata in S. Nessi, Trevi e dintorni, Spello, 1991, p. 123 e un frammento nella chiesa di S. Francesco in Trevi, sulla parete sud vicino alla porta minore.

    2) A. Pantaleo, La chiesa di S. Maria di Pietrarossa di Trevi nella storia artistica di Trevi, tesi di laurea, Facoltà di Lettere, Università di Napoli 1971, cap III, parte II, n.5. G. Guerrini, Le iscrizioni sui dipinti di S. Maria di Pietrarossa, in “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, LXXXVII (1990), p. 105.

    3) Sono state prese in esame soltanto le opere firmate, anche se è sempre più difficile – per il rapido degrado delle pitture causato dall’umidità che risale dal terreno – recuperare tutti i caratteri ancora leggibili fino a pochi anni orsono. In particolare, i due autori sopra citati, nella firma della Madonna della Mela hanno letto Bartolomeo, mentre ora sembra più plausibile Bartolomeus. Il grave problema del degrado dei dipinti della chiesa di Pietrarossa è stato trattato in: P. Felicetti, B.Bruni, I problemi della conservazione e del restauro dei dipinti, in “Bollettino” cit., pp.111 – 116.

    4) R. Quirino, Gli affreschi di S. Maria di Pietrarossa, in “Bollettino” cit., p. 100.

    5) B. Toscano, Bartolomeo da Miranda, in “Scritti di storia dell’arte in onore di Federico Zeri”, Milano 1984, p.95.

    6) F. Todini, La pittura umbra, Dal Duecento al primo Cinquecento, I, Milano 1989, p. 26.

    7) B. Toscano, op. cit., p. 100.

    8) Su Bartolomeo da Miranda, oltre agli autori citati, cfr. C. Fratini, “Campilio” da Spoleto e la pittura nel Ducato alla fine del Quattrocento, in “Esrcizi”, 8 (1985), p. 15, nota 4; B. Toscano, La pittura in Umbria nel Quattrocento, in AA.VV., Pittura in Italia, Il Quattrocento, II, Milano 1987; pp. 373, 374, 572.

    9) D. Natalucci, Historia dello stato temporale ed ecclesiastico di Trevi, (1745), Todi 1985

    10) P. Sella, Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV, Umbria, Città del Vaticano 1952

  • Stemma dei Bardi

    Famiglia Bardi

    o de Bardis

    Lo stemma si trova sul fronte ovest della Torre di Matigge.

    Bartolomeo Bardi fu vescovo di Spoleto dal 1320 al 1344, Andrea de Bardi e Bindo (o Biondo) de Bardi furono podestà di Perugia nel nel 1355 e nel 1364 e queste date non concordano con la costruzione della torre che, secondo documenti di archivio, fu costruita nel 1395.

    Trevi, stemma Bardi
    Stemma dei Bardi -Trevi, Torre di Matigge

    Stemma del vescovo Bardi sulla chiave di volta dell’antico portale dell’episcopio spoletino.

    Foto dott. Ferrante Mancini Lucidi, 2008

    L’attribuzione dello stemma al vescovo Bardi si deve al dott. Ferrante Mancini Lucidi (comunicazione del 13/8/2008) che ha gentilmente fornito le foto dello stemma di Spoleto. Successivamente (28/4/2009) lo stesso studioso ha dato notizia dei due personaggi che ricoprirono l’incarico di podestà a Perugia.

    Precedentemente, autori locali (Valenti) avevano attribuito lo stemma alla famiglia Cybo, potente famiglia originaria da Genova, imparentata con i Medici di Firenze ed altre grandi famiglie italiane.

    Annovera tra i suoi membri vescovi, cardinali, papa Innocenzo VIII, principi e duchi di Massa (Cybo Malaspina) e di Camerino.

    Frequenti relazioni ebbero i Cybo con l’Umbria, specialmente con Perugia. Franceschino Cybo assalì la torre alla fine del ‘400 (e neppure questa data concorda con la data di costruzione della torre).

    L’episodio narrato dal Mugnoni.1 e riportato dagli Autori successivi:.2 «1488 et addj iii de luglio vene meser Francischicto figliolo de papa Inocentio VIII con multe squatre de gente d’ arme et puserose in quello de Fuligno in confinj ad Bevagnj et ad Montefalco, et lì stectero circha ad xx dj: due volte venero in quillo de Trevj ad sacomanno: una alla Torre de Matigia, et lì portarono [via?] de orgio et spelta

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    Note

    1)

    ANNALI di Ser Francesco Mugnoni da Trevi – dall’anno 1416 al 1503,

    sub anno

    2)

    Natalucci,

    Historia …di Trevi

    a c.571

    Valenti,

    Curiosità storiche Trevane

    , “

    La Torre di Matigge