Categoria: Da sapere

  • Combattenti guerre d'Indipendenza

    I Combattenti e i Caduti

    delle Guerre d’Indipendenza 1848-1867

    I nomi dei concittadini che combatterono per l’Unità e le campagne a cui parteciparono.1

    Andregiani Filiberto1867 – Campagna di Roma
    Angelici Carlo1848 – 1849
    Angeloni Rodolfo1867 – Campagna di Roma
    Antonietti Zebedeo1859-1860-18611866
    Arredi Filippo1848 – 1849
    Baldacci Benigno1848 – 1849
    Baldacci Luigi1848 – 1849
    Bartoccini Nabor1867 – Campagna di Roma
    Bartolini Luigi1848 – 1849
    Bencivenga Giuseppe1848 – 18491859-1860-1861
    Bencivenga Luigi1848 – 1849
    Bencivenga Nazzareno1867 – Campagna di Roma
    Benedetti Luigi1848 – 1849
    Bianchetti Domenuico1867 – Campagna di Roma
    Capacci Adriano1848 – 1849
    Cardinali Eligio1859-1860-18611866
    Cardinali Emiliano1867 – Campagna di Roma
    Cecchini Paolo1867 – Campagna di Roma
    Cini Alfonso1867 – Campagna di Roma
    Dominici Antonio1848 – 1849
    Fioretti Giuseppe1848 – 1849
    Fioretti Vincenzo 1848 – 1849caduto in combattimento
    Fontana Augusto1867 – Campagna di Roma
    Galli Angelo1848 – 1849
    Gasparri Filippo1848 – 1849
    Gentili Achille1848 – 1849
    Grifoni Raffaele1848 – 1849
    Grifoni Tomeo1866
    Grilli Emiliano1848 – 18491859-1860-18611866
    Guglielmetti Vincenzo1867 – Campagna di Roma
    Iacarelli Emiliano1848 – 1849
    Iob Remigio 1859-1860-186118661867 – Campagna di Roma
    Maggiolini Luigi1867 – Campagna di Roma
    Magna Angelo1848 – 1849
    Marchesi Antonio1867 – Campagna di Roma
    Marianucci Agostino1859-1860-1861
    Marianucci Domenico1848 – 1849
    Marzi Anacleto 1848 – 1849 caduto in combattimento
    Marzi Pietro1848 – 1849
    Mattei Antonio1867 – Campagna di Roma
    Merli Carlo1859-1860-1861
    Panetti Emiliano1848 – 1849
    Paolelli Achille1848 – 1849
    Pasquali Leonardo1867 – Campagna di Roma
    Penarelli Enrico1848 – 1849
    Pera Romualdo1866
    Pera Vincenzo1848 – 1849
    Petrini Francesco1848 – 1849
    Proietti Angelo1859-1860-186118661867 – Campagna di Roma
    Ribeghi Luigi1867 – Campagna di Roma
    Sandrecchi Michele1848 – 1849
    Sandrecchi Sante1848 – 1849
    Serafini Filippo1848 – 1849
    Simoncello Gaetano1848 – 1849
    Torti Filippo1848 – 1849
    Tranquilli Pietro1867 – Campagna di Roma

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    Note

    1 )

    Zenobi, Carlo,

    Storia di Trevi 1746-1946

    , Foligno, 1987, p. 219

  • I Padri della Patria

    Le memorie dei

    Padri della Patria

    Pagina in elaborazione

    Come i nostri concittadini onorarono le personalità
    che profeticamente credettero nell’Unità d’Italia

    A Trevi si trovano varie testimonianze del grande onore e della reverenza che i nostri concittadini riservarono ai Padri della Patria.

    Purtroppo le ultime generazioni ne hanno negligentemente o dolosamente cancellate alcune. Ma esistono ancora dei marmi con inciso il nome dei profeti dell’Unità.

    Giuseppe Mazzini Intitolazione della piazza del Comune e apposizione della lapide sulla facciata del palazzo comunale
    Giuseppe GaribaldiIntitolazione della maggiore piazza di Trevi. Apposizione della lapide sulla facciata del palazzo comunale, ora rimossa.
    Camillo di CavourIntitolazione di due(!) vie nel centro storico: Attuali via Cavour e via S. Francesco
    Vittorio Emanuele IILapide (ora rimossa) sulla facciata del Palazzo Comunale
    Umberto IIntitolazione della via principale, attuale Via Roma.

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    Note

  • Le vecchie foto

    Com’eravamo
    Le vecchie foto

    pagina in elaborazione

    Dai vecchi album il fascino delle vecchie foto con la forza evocativa dei luoghi e degli eventi.

    I fotografi “storici”>>>

    soggettodataluogofotografo
    Acquedotto del Clitunno1926-1928variNazzareno Scaringi
    Varie1920 – 1954variNazzareno Scaringi
    Eventi vari1900-1950Piazza GaribaldiVari
    Coltivazione del sedano1923Parrano – CanapineRinaldo Laurentini
    La banda musicale 1894-1950varivari
    Varie1930 – 1980variVincenzo Giuliani
    Circolo di Lettura1930 -1940Piazza MazziniAnonimi

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  • La Venuta

    La Venuta

    Festa della Madonna di Loreto

    Dopo anni di oblio, nel 2006 a Borgo Trevi molti cittadini hanno voluto riaccendere il “fuoco” della Venuta, nella notte tra il 9 e 10 dicembre.

    Fino agli anni sessanta del ‘900 in tutte le frazioni si celebrava la rievocazione del passaggio della Santa Casa di Loreto.

    Secondo un’antica tradizione le pietre che componevano la parte in muratura della casa della Madonna furono portate in occidente da crociati al loro definitivo abbandono della Terra Santa, alla fine del 13° secolo. Studi recenti e indagini archeologiche confermano l’origine palestinese della costruzione e la data della traslazione, riconoscendo così nella Santa Casa di Loreto una delle più cospicue reliquie della cristianità

    Trevi, Italy. Fuoco per la Venuta

    Alcuni documenti indicano come autori materiali del trasporto membri della famiglia bizantina “Angeli”, generando così la credenza popolare della misteriosa traslazione per opera di creature angeliche.

    A Cannaiola, in una bella edicola del XVI secolo, purtroppo molto deperita, è raffigurata la Madonna del latte sopra una casa trasportata dagli angeli, palese testimonianza di antica devozione tra la nostra gente. http://edicolesacre.umbriacentrale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=928:via-santangelo-nuovo-scheda-774&catid=225:cannaiola&Itemid=1477

    Nel 1644 il comune di Recanati ordinò che la notte del 9 dicembre di ogni anno, per onorare in perpetuo l’anniversario della traslazione, si accendessero fuochi, si sparassero i mortai e si suonassero le campane http://www.parrocchiasantacasa.it/giornalino/files/giornalino6_21_12_03.doc

    Forse dalle Mrche si è propagata questa usanza anche nella nostra regione, poiché da tempo immemorabile si commemora l’evento in molte località dell’Umbria con fuochi e spari nella notte e con il suono delle campane, per accompagnare festosamente la traslazione della Casa e il passaggio –La Venuta – della Madonna con essa.

    La tradizione, affievolitasi negli ultimi decenni del secolo scorso, resiste particolarmente nella Valnerina e nel Nursino, e in molte località legate la culto della Madonna di Loreto, come in tutti i centri lungo la nota “Via Lauretana”, che da Foligno raggiunge le Marche attraverso Colfiorito.

    Certamente ora è molto meno apprezzabile la suggestione dei falò per la spietata concorrenza dell’illuminazione elettrica, ma il fuoco vivo e scoppiettante rievoca un fascino ancestrale e, illuminando la notte, predispone alla gioia festosa.

    Gli elementi comuni, il fuoco e il suono delle campane, sono accompagnati da numerosi altri riti con variazioni di paese in paese, come sono diverse le motivazioni originali della festa.

    Nel Nursino la tradizione dei falò notturni affonda le radici in antichi riti pagani, di cui si ha memoria fino al XIV secolo.1. Si accendono fuochi o “faoni” anche per la festa di S. Benedetto.

    Trevi, Italy. Fuoco per la Venuta

    La tradizione del “Focone della Venuta” attualmente è celebrata con particolare solennità a Monteleone. Sulle braci del falò si cuociono poi bruschetta, salsicce ed altre carni (la festa ricade nel periodo della tradizionale macellazione del maiale) patate dolci e vin brulé.2.

    A Sigillo, il motivo del “Focaraccio” è la commemorazione dell’immagine della Madonna portata dai crociati. Anche qui sulle braci vengono arrostite salsicce e braciole.3

    Nel nostro territorio in tutti gli agglomerati rurali venivano accesi fuochi più o meno grandi fino agli anni 60.
    A Pettino veniva acceso un fuoco per ognuno dei tre gruppi di case, con fasci di ginepro raccolti dai ragazzi e con le fascine donate da ogni famiglia.4.
    A Cannaiola si cuoceva sotto la brace del “focaraccio” una focaccia (farina, acqua, olio con aggiunta di uva secca) che poi veniva farcita con verdura “strascinata”, cioè saltata in padella con olio e aglio.

    Trevi, Italy. Fuoco per la Venuta

    Di particolare interesse è la notizia che a Sterpete di Foligno si accendeva al fuoco della “Venuta” una candela che si portava a casa e manteneva la luce (sostituendo la candela prima che si esaurisse completamente) fino alla notte di Natale.

    A Trevi capoluogo non si ha memoria dei fuochi, ma fino a metà degli anni Novanta suonavano le campane a mezzanotte.

    Testimonianze di alcuni anziani riferiscono concordemente che da bambini la nonna o la mamma li invitava a guardare dalla finestra il cielo stellato dove, a notte fonda, sarebbe passata la Madonna (vari, 2006)

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    Note

    1) Tabarrini, Mario, L’Umbria si racconta, Foligno, 1982, s.v. Falò.

    La tradizione dei Fuochi a Colfiorito di Foligno, Picciche e S. Lorenzo di Trevi, Norcia, Sigillo e Monteleone è documentata da Bernardino Sperandio, Spazio, tempo, festa, lavoro,. Il ciclo del calendario popolare, in L’architettura popolare in Italia – Umbria di Giovanna Chiuini, Bari, Laterza, 1986, pag.215

    2) http://www.valnerinaonline.it/rss_news.asp?id=10792

    3) http://www.appennino.info/CMDirector.aspx?ID=12920

    4) Testimonianza orale (2006) di Rosato Cesarini, n. 16/10/1945.

  • Claudio Verna – pittore

    Claudio Verna

    Ha esposto a Trevi nella collettiva F 30×20 DEDALO Spazio Arte in Viale Ciuffelli, 12

    Nasce a Guardiagrele (CH) nel 1937. Il segno e il gesto, proprio del lavoro di Verna fin dai suoi esordi, hanno il compito di organizzare lo spazio e di identificare ?figure? al di fuori della mera referenza descrittiva. Oltre ottanta le personali allestite in Italia e all?estero, ha partecipato alle Biennali di Venezia del 1970, 1978 e 1980. Numerosi i riconoscimenti ottenuti e le rassegne antologiche dedicategli. Attualmente il suo studio ?a Rapicciano di Spoleto.

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  • Villa Fabbri o dei Boemi – Atrio – La Gloria

    Villa Fabbri – Atrio
    Particolare della volta: La Gloria

    Trevi, Italy, Villa Fabbri - La Gloria

    L’allegoria della GLORIA campeggia al centro della volta
    Nel cartiglio la scritta:INVIDIAM CALCO ET FORTVNAM SUPERO (schiaccio l’invidia e sono superiore alla sorte).

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    Vai alla pagina: VILLA FABBRI – ATRIO 799

  • Antonello Viola – pittore

    Antonello Viola

    Ha esposto a Trevi nella collettiva F 30×20 DEDALO Spazio Arte in Viale Ciuffelli, 12

    Nasce a Roma nel 1966. Si diploma in pittura all?Accademia di Belle Arti di Roma nel 1989. Dal 1996 insegna Decorazione all?Accademia d Belle arti di Bologna. Il rosso, nelle varie tonalit? ? il colore dominante nelle sue opere e sembra essere la materia base della sua ricerca. Ha esposto all?Univrsit?di La Laguna, St. Cruz de Tenerife, ed in importanti gallerie italiane. Vive e lavora a Roma.

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