Categoria: Da collocare

  • Torrente Marroggia

    Il torrente Marroggia

    Il torrente Marroggia percorre intieramente la “Valle Umbra Sud” in direzione Nord.

    Nasce dal monte Vaglimenti, che si innalza fino a m 936 di quota, in provincia di Terni, ma passa poi in provincia di Perugia e unedosi a diversi altri corsi d’acqua forma il torrente Teverone, a sudovest di Foligno.

    La sua costruzione artificiale, per inalveare le acque meteoriche che per lunghi periodi ristagnavano nella valle, si è protratta per secoli e le sue dannose esondazioni si sono ripetute finoagli anni ’60 del Novecento

    Attraversando perciò la piana sotto Trevi, assume per questo territorio un’importanza particolare, in quanto la sua costruzione e la sua manutenzione hanno assorbito grandi energie.

    Ormai sarebbe più proprio chiamarlo “FIUME” e non torrente poiché in seguito alla costruzione della diga di Arezzo e al costante rilascio di una relativamente consistente quantità d’acqua, non c’è più un periodo dell’anno in cui sia in secca.

    Il nome Marroggia

    è una evidente derivazione da “Marrubia”, menzionato in un documento del 1207 “

    Marrubia vetera

    .1

    e, in altro documento,

    “Marragia”.2

    Soltanto recentemente qualche ignorante burocrate ha fatto scrivere sui cartelli stradali “Maroggia”, senza la erre doppia. Forse perché “il computer” suggerisce questo nome, senza accertarsi che Maroggia non è un fiume, ma è un comune della Svizzera italiana!

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    Note

    1) Attilio Bartoli Langeli, Le carte del’abbazia di S. Croce di Sassovivo, Olschki Firenze, 1976, doc.76, pag. 105)

    2) Idem, pag. 195

  • Matigge in Festa

    Comune di Trevi
    Assessorato alla Cultura – Assessorato ai Servizi Sociali con la collaborazione della Pro Trevi

    MATIGGE IN FESTA

    19-29 LUGLIO 2007

    Giovedì 19 ore 21 Serata danzante con l’Orchestra TIZIANO BANDMartedì 24 ore 21 Commedia teatrale presentata dalla compagnia “Dieccafò”
    Venerdì 20 ore 21 Serata danzante con l’Orchestra JOSELITOMercoledì 25 ore 21 Serata danzante con l’Orchestra MOULIN ROUGE
    Sabato 21 ore 21 Serata danzante con l’Orchestra LUNA ROSSAGiovedì 26 ore 21 Serata danzante con l’Orchestra HAREM
    Domenica 22 ore 21 Serata danzante con l’Orchestra CIMARELLI’S BAND ore 08,00 – Gara podistica
    ore 16,30 – Giochi popolari
    Venerdì 27 ore 21 Serata danzante con l’Orchestra MARCELLO SANTUCCI Torneo di freccette
    Lunedì 23 ore 21 Gara di Briscola a 32 coppieSabato 28 ore 21 Serata danzante con l’Orchestra AMICI MIEI

    TUTTE LE SERE DALLE ORE 19.30 APERTURA STAND GASTRONOMICI,
    ARTICOLI PER LA PESCA, GIOCHI, PIADINERIA, BIRRERIA

    PREZZI SPECIALI PER COMITIVE (MINIMO 20 PERSONE)

    CON MENÙ UNICO DA CONCORDARE

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  • Senza nome 1

    Le fiere e i mercati a Trevi

    1- La storia

    2 – Le fiere e i mercati tradizionali

    3 – elenco delle fiere e mercati

  • Ensemble Micrologus

    Ensemble Micrologus

    Trevi, Chiesa di S. Francesco Mercoledì 17 ottobre 2001
    ore 21

    Patrizia Bovicanto, arpa, tamburello
    Adolfo Broeggliuto, salterio, oud
    Goffredo Degli Esposti flauto col tamburo
    Gabriele Russoviella, ribeca, cornamusa, liuto
    Ulrich Pfeifercanto
    Alessandro Quartacanto
    Giannai De gennarocanto
    Gabriele Miraclepercussioni

    Il Libre Vermell de Montserrat

    Nel monastero di Montserrat è custodita la venerata statua della misericordiosa Madonna Nera, oggetto di grande devozione fin dal Medioevo, ma il luogo è considerato sacro sin dalla più remota antichità per la particolarità e del paesaggio.

    Meta di pellegrinaggi purificatori proprio per il cammino impervio, esercitava sui pellegrini uno stato di appagamento e di esaltazione che si esternava in canti e danze. Era permesso danzare fuori della chiesa e in alcune occasioni anche all’interno.

    Di questi canti e danze popolari, rispettosi della sacralità del luogo, ne sono stati tramandati alcuni attraverso Il Libre Vermell (il libro rosso), così chiamato dal colore della copertina. È un manoscritto della fine del XIV secolo (forse del 1399), che fa parte della ricchissima biblioteca del Monastero nonostante che fosse stata in parte distrutta dall’invasione napoleonica.

    Da questo libro straordinario sono tratti i brani che la Micrologus presenta a Trevi.

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  • Preselezione di Miss Italia 2014

    Trevi in Piazza 2014

    Selezione MISS ITALIA
    Piazza Mazzini – 20 luglio, ore 21

    Miss Italia è su Facebook

    Ritorna alla ESTAT E 2014 programma comleto Ritorna alla pagina

  • Beata Umbritudine

    Comune di Trevi Complesso Museale di S. Francesco

    Beata Umbritudine

    Inaugurazione 28 ottobre 2011 ore 18

    Foto di Giovanni Picuti e Luigi Frappi

    Lumbritudine una dimensione dello spirito che caratterizza profondamente gli umbri, e che si manifesta in una ruvidezza schiva, una generosit raffrenata, una netta ritrosia a esprimere i sentimenti positivi, unirriducibile diffidenza verso ogni innovazione proveniente da un altrove non visibile dal proprio orizzonte, alle quali si aggiunge una carsica vena atrabiliare che assume a volte, inopinatamente, le forme della veemenza passionale o di una carnale disposizione godereccia

    Giovanni Picuti

    Orario

    29 e 30 ottobre dalle ore 10 alle 19

    Fino al 6 gennaio Venerd, Sabato e Domenica

    dalle 10 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 17

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  • Dicono di noi – Giovanni Mosca

    Dal CORRIERE DELLA SERA del 14/8/1963 ________________________________________________

    Alla ricerca di villeggiature tranquille

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    FELICI SENZA SFORZI

    A Trevi, in Umbria, ci si diverte con nulla, come in una recita. Il gioco degli

    specchi e le automobili appese a un gancio. Un veliero passa tra i vigneti.

    Qui è proibito l’ingresso al Ferragosto. Altra strada aperta alle automobili non c’è se non quella che correndo a spirale intorno al colle porta allo spiazzo sul sommo, l’unico tratto piano di Trevi, nell’Umbria. Il colle è ripido, le case, viste da lontano, sembrano sovrapposte l’una all’altra, le viuzze una salita continua, anzi più gradinate che viuzze, strettissime, di mattoni rossi, ogni tanto un piccolo slargo per riprender fiato, ci si siede su un gradino morbido dell’erba che cresce fra mattone e mattone, ogni porta ha una cornice d’edera, tranne quelle delle case gentilizie con un bell’arco di pietra serena sul quale è scolpito lo stemma.

    Le prime case sono al livello della via Flaminia, non lontano dalle Fonti del Clitunno, l’ultima, il municipio, dalla facciata costellata di tante lapidi quanti furono gli uomini illustri che vi si trattennero anche solo cinque minuti, è lassù, a cinquecento metri. Qui villeggiano non soltanto i forestieri (romani, fiorentini, perugini) ma si assiste, tutte le estati, a una migrazione interna. Gli abitanti “bassi” prendono in affitto le case in alto, i proprietari delle quali scendono a respirare il caldo dell’asfalto della via Flaminia rinunciando alla vista che si gode dalle loro finestre: tutta la pianura spoletina, un mare di verde, con toni, la mattina e verso il tramonto, di celeste, da sembrare un mare davvero, e c’è chi dalla terrazza del municipio vede talvolta vele e navi, e grida, e tutti corrono, ma regolarmente la nave è sparita.

    Città felice. I rumori e gli odori del traffico non giungono che alla prime case. Dai cinquanta metri in su silenzio assoluto. Neppure lo scalpiccio dei passi, essendo, come s’è detto, i gradini delle viuzze ricoperti d’erba o di muschio. Ammesso e non concesso che nell’interno di Trevi dell’Umbria, potessero circolare automobili, i parcheggi dovrebbero essere perpendicolari, perché non c’è un metro che sia piano. Per parcheggi perpendicolari intendo muri muniti di ganci sui quali appendere automobili dalla parte del muso, e il muso delle automobili che circolassero per Trevi nell’Umbria dovrebbe perciò essere provvisto di un anello.

    Vecchi canti

    La piazzetta del municipio – a parte i gridi, ogni tanto, di chi crede vedere piroscafi all’orizzonte della pianura spoletina – è la piazzetta più tranquilla del mondo. Poche rondini e silenziose. Un caffè dove ci si siede senz’obbligo di ordinare niente, un “circolo di lettura” i cui soci passano la giornata a prendere il fresco fuori, senza scambiare una parola, evidentemente rimuginando le lontane letture degli anni di scuola. Il municipio con quello che col cannocchiale guarda le navi, una casa alla balaustra della cui terrazza stanno affacciate due ragazze immobili, forse finte, e tutte le finestre intorno hanno le persiane chiuse. Gente che passa la giornata a guardare tra le stagge. Le viuzze popolate verso mezzogiorno di villeggianti che essendo scesi la mattina nella pianura con la speranza di vedere da vicino un veliero o una motonave, tornano su col bastone da alpinista. Si sente il loro respiro. Dalle case coperte dall’edera e con piccoli orti dai quali sporge un melograno o un girasole, voci di donne o di bambini. Pochi i canti. Quei pochi, motivi vecchissimi. “Son fili d’oro i tuoi capelli biondi”.

    Nella parte bassa di Trevi l’aria è calda e ferma. Via via che si sale si muove e si rinfresca, sino al municipio sul cui tetto un gallo e una banderuola girano a velocità pazzesca. Non c’è casa che non abbia un gallo o una banderuola. È un girare continuo, con un ronzio al quale piano piano si fa l’abitudine. Usano mettere una lamina di metallo accanto alla ruota dentata dell’asta della banderuola o del gallo, come i ragazzi che per ottenere dalla bicicletta un rumor di motorino, applicano ai raggi della ruota posteriore una linguetta di cartone. Gli abitanti delle case basse, dove non c’è vento, fanno girare i galli o le banderuole per mezzo di piccoli apparecchi elettrici.

    Così, durante l’estate, ci si diverte a Trevi nell’Umbria, famosa, d’altra parte, per il suo gioco di specchi, i quali, poi, non sono specchi, ma semplicemente vetri di finestre, i quali, colpiti dal sole, lampeggiano, ma non tutti insieme. Ora se n’accende uno, ora un altro, come tanti piccoli fari. Un monte ch’è un continuo scintillare, e da tutta la pianura spoletina si può assistere a questo splendido gioco, il quale, tramontato il sole, si rinnova con al luce delle lampade che s’accendono ad una ad una. Il comune ha grandi progetti, ma occorre denaro, molto denaro. Vorrebbe far girare il colle su un grande perno d’acciaio e tungsteno, così che il gioco delle luci del sole e delle lampade risultasse a Foligno, a Spoleto, a Spello, alle Fonti del Clitunno e in tutte le altre località della pianura più vario e più ricco.

    Quasi una recita

    La sera ci si raduna nella piazzetta in alto. Chi siede al caffè, chi passeggia, chi parla di quanto è accaduto durante la giornata, chi rimugina le lontane letture del tempo di scuola. Ma chi siede al caffè non beve nulla, chi passeggia non fa rumore, chi parla si limita ad aprire la bocca senza emettere suoni come una recita. La fanno da anni e anni. C’è chi viene a villeggiare a Trevi dal 1910. Il cameriere passa di tavolo in tavolo portando vassoi con bottiglie e bicchieri vuoti. Tutti fingono di bere o guardano il cielo attraverso il bicchiere dicendo ch’è rosso o che è verde secondo che fingano di bere lampone o mente.

    Dalla piazzetta partono, in discesa, stradette piene di botteghe dove si compra per gioco. Entri, per esempio, dal macellaio, acquisti un chilo di carne, paghi e te ne vai. Poco dopo ricevi a casa la visita del garzone del macellaio che ti riporta il denaro e tu gli restituisci l chilo di carne.

    A Trevi nell’Umbria si villeggia così, col ronzio dei galli e delle banderuole, il gioco delle botteghe, il cielo verde visto attraverso un bicchiere senza menta.

    Pensate agli sforzi che in tutti gli altri posti di villeggiatura si è costretti a fare per divertirsi. Bisogna mangiare montagne di roba, mandare giù bevande con grossi pezzi di ghiaccio, spendere somme enormi, correre in motoscafo, volare in automobile, ballare, saltare, cantare guardare la televisione, ficcarsi dentro le funivie oscillando sulle punte dei ghiacciai, mentre qui, per due mesi, si può rimanere digiuni senza danno per la salute immaginando fagiani e uccelli lira e vedendo il cielo di tanti colori quante sono le bevande che si può fingere di avere nel bicchiere.

    Quando poi – verso, dicono, il 1970 – ci sarà il perno attorno al quale il colle girerà con un sommesso suono, sembra, di carillon, allora la felicità sarà perfetta.

    E ogni tanto il grido di chi, dal municipio, vede un veliero, allora tutti smettono la recita, corrono, affollano la terrazza, guardano da tutte le parti, e se anche non vedono niente poco importa. Un giorno o l’altro il veliero passerà.

    M

    osca

    *

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    *Giovanni Mosca (Roma, 14/7/1908 – Milano, 26/10/1983) giornalista, scrittore e disegnatore satirico.

  • Mostra Franko B.- Trevi 2016

    Palazzo Lucarini Contemporary – Vedi: Sito ufficiale

    24 settembre 2016 alle ore 19.00

    Death and Romance in the XXI Century

    la prima mostra personale di Franko B in uno spazio istituzionale italiano dal 2010, a cura di Maurizio Coccia.

    Fino al 27 novembre 2016. Dal venerdì alla domenica dalle ore 15:30 alle 18:30. Ingresso gratuito.

    Sarà esposta la produzione più recente e appositamente realizzata per l’occasione: grandi sculture metalliche e statuaria (apparentemente) classica; teli ricamati e neon. Vi troveranno spazio tutti i temi cari all’artista: l’amore, il rispetto per la diversità, l’onestà, il disprezzo per le convezioni borghesi, l’insofferenza per l’ipocrisia del clero e della classe politica, antagonismo e pragmatismo, passione e lucidità. Insomma, tutte le contraddizioni dell’arte e del genere umano. La sintesi compatta e potente di un percorso pluridecennale e coerente.

    Death and Romance in the XXI Century è un articolato progetto che ha preso il via il 29 agosto 2016 con il workshop “Death and Romance. A Journey Through the Personal, the Political and the Poetic.

    A Workshop with Franko B”, un laboratorio internazionale sulla performance che ha messo in contatto la radicale esperienza performativa di Franko B con l’habitat trevano.

    I partecipanti al workshop

    Öykü Aras
    Sophie Barnett
    Petr Davydchenko
    Francesca Fiordelmonte
    Matthew Harrison-Lor
    Sarah Hiulius
    Håkan Stergos Machlis
    Silvia Mantellini Faieta
    Christina Novakov-Ritchey
    Dew Kim
    Claudia Palazzo
    Colette Patterson
    Aarin Purple
    Gianluca Quaglia
    Emanuela Zedda

    dopo una settimana di training estremamente duro, di grande concentrazione ed energia fisica ed emotiva, hanno presentato i risultati il 3 settembre 2016 davanti ad un pubblico gremito ed affascinato.

    Franko B è nato a Milano e si è trasferito a Londra nel 1979. Ha studiato belle arti al Camberwell College of Arts nel 1986-87, al Chelsea College of Art nel 1987-90 e alla Byam Shaw School of Art nel 1990-91.

    Nel 1990 ha iniziato a lavorare in campo artistico utilizzando il video, la fotografia, le performance, la pittura e la scultura mescolando vari media.

    Ha realizzato delle performance al Tate Modern, all’ICA, alla South London Gallery, a Beaconsfield, a Città del Messico, Milano, Amsterdam, Copenhagen, Madrid e Vienna. Le più recenti performance sono state eseguite dall’artista al London’s Great Eastern Hotel e al Tate Liverpool.

    I suoi lavori, disegni, installazioni e sculture, sono presenti in molte collezioni pubbliche e private, tra cui la Tate Permanent Collection, il V&A Museum, la collezione permanente della città di Milano. Ha tenuto lecture alla St Martins School of Art, DasArt, New York University and the Courtauld Institute of Art, e al Royal College of Art a Londra.

    E’ stato oggetto di due monografie Franko B (Black Dog Publishing 1998) e Oh Lover Boy (2001).

    E’ professore di scultura all’Accademia di Belle Arti di Macerata dal 2009 e Visiting Lecturer al Royal College of Art di Londra. www.franko-b.com

    All’interno della mostra, poi, Franko B svilupperà un progetto collaterale, Forms and Object: una mostra collettiva, da lui personalmente curata, dedicata ad alcuni artisti di varia provenienza.

    Eterogenea nei linguaggi e nelle scelte formali, la mostra è più lo specchio del gradimento estetico dell’artista che un progetto curatoriale “a tema”.

    Un modo insolito di vedere come l’immaginario creativo di un artista – le sue ossessioni, il suo repertorio formale – possa essere diverso dal suo “gusto”.

    Gli artisti invitati sono:

    Andrea Abbatangelo
    James Bullimore
    Marco Cingolani
    Sebastiano Dammone Sessa
    Giuseppe Lana
    Andrea Marcaccio
    Marco Paganini
    Thomas Qualmann
    Annalisa Riva.

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  • Motoraduno Ducati 2004

    Motoraduno Nazionale Ducati

    Ducati Club Perugia – Circolo Incontro Bovara

    29- 30 maggio 2004

    Programma della manifestazione

    Sabato 29 Maggio

    ore 15 Ritrovo – Iscrizioni – Consegna gadget -Apertura stands
    ore 17,45 Visione delle prove della gara campionato Superbike di Oschersleben (Germania);
    ore 20 Cena
    ore 22 Spettacolo con concerti dal vivo e DJ David

    Domenica 30 Maggio

    ore 8 – 9 Iscrizioni – Consegna gadget
    ore 9,15 Benedizione delle moto
    ore 10 Giro turistico: Trevi – Valnerina – Spello, Stazione servizio IP: sosta aperitivo
    ore 13,30 Circolo Incontro Bovara. Pranzo
    ore 14 e 15,30 Visione gara 1 e gara 2 Superbike a Oschersleben (Germania)
    ore 16 Spettacolo con la Madrina della manifestazione Mascia Ferri (Grande Fratello) e DJ – premiazioni

    Premi a: Moto più Originale – Monster più Originale – Iscritto più distante – Miss Motoraduno – Gruppo più numeroso

    Informazioni: Ducati club Perugia tel. 3387440523 Michele – Circolo Incontro Bovara Tel. Fax 0742/780431

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  • Muntain Bike – GustaTrevi 2014

    GustaTrevi -MTB

    Raduno amatoriale

    Domenica 12 ottobre 2014

    Lunghezza 25 Km dislivello 950m

    Partenza ore 9,30

    Apertura iscrizioni, ore 8,30 presso Bar Chalet

    informaziioni: 339.5775580

    Pacco gadget 10E per i primi 120 iscritti + pranzo – 5€ pacco gadget

    Servizio docce per tutti presso la palestra comunale

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