Trevi Flash Art Museum O f C o N t E m P o R a R y A r T Trevi – Palazzo Lucarini
Inaugurazione: sabato 20 luglio 2002, ore 11-18 Orario: da martedì a domenica 15-19 lunedì chiuso
Carla Accardi, Getulio Alviani, Karel Appel, Jörn Asger, Eric Bulatov, Kate Burkhart, James Lee Byars, Mario Ceroli, Alan Charlton, Alan Davie, Santolo De Luca, Gabriele Di Matteo, Braco Dimitrijevic, Tano Festa, Gunter Förg, Katharina Fritsch, Daniele Galliano, Angelo Generali, Fathi Hassan, Mary Heilmann, Kochesein & Ullmann, Jiri Kolar, Svetlana Kopystansky, Mark Kostabi, Sol LeWitt, Urs Luthi, Giuseppe Maraniello, Fabio Mauri, Hans-Jörg Mayer, Antonella Mazzoni, Gian Marco Montesano, Mario Nigro, Richard Onyango, Therese Oulton, Luca Maria Patella, Giovanna Picciau, Pino Pinelli, Vettor Pisani, Piero Pizzi Cannella, David Salle, Giulio Turcato, Victor Vasarely, Ben Vautier.
La mostra presentata per la prima volta lo scorso aprile al Castello di Sant’Angelo Lodigiano, dalla galleria Davide Di Maggio-Mudimadue, è dedicata ai temi della battaglia, della lotta quotidiana, dell’avventura. Dodici autori contemporanei prendono a spunto l’aggressività e il combattimento, le armi e la guerra, per interpretarne la suggestione che, da sempre, hanno saputo suscitare negli artisti. Il linguaggio dell’arte, infatti, si distingue per la sua capacità di evocazione critica dei problemi, attraverso l’esorcismo più potente: l’ironia. Così la guerra assume i contorni sintetici del videogame, lo spionaggio si trasforma nelle incursioni notturne degli hackers, e l¹istinto alla violenza viene sublimato all’interno di palestre digitali. Ad esempio, Mauro Ceolin presenta, in SolidLandscapes, quanto rimane sul campo di battaglia dei più sanguinari videogame, una volta cancellata ogni traccia di violenza. Nel paintgame Googlebattle, invece, si descrive il conflitto dei diversi motori di ricerca contro il monopolio di Google. Nel video Versus di Andrea Contin, tre pugili si scontrano su un ring, destabilizzando la tradizione di questo sport, in un esperimento insieme estetico e sociologico. In Il buon Andrea, invece, assistiamo ad una rissa tra l¹autore e un innocuo divano. Pierpaolo Curti illustra orizzonti aridi, desertificati dalle troppe battaglie, dove la piattezza della pianura Padana si fa astrazione, fino ai limiti della metafisica. Diamante Faraldo lavora sul senso del termine “border-line”, il limite oltre al quale le cose si fanno terribili. Camere d’aria, pelle, marmo (tutto nel rigore del nero) vanno a costruire i piani e le armature di un esercito orrorifico. Le sculture di Emanuele Giannelli sono monoliti metropolitani, armamenti industriali ed esperimenti tecno-genetici abbandonati a se stessi. Roberto Perciballi, già cantante dei Bloody Riot, strappa ai suoi concerti degli anni ’80 le immagini del pogo, per restituirle congelate come rarissimi documenti del contatto di massa. I paesaggi “minacciati” di Luca Pignatelli, dipinti su teloni ferroviari originali degli anni trenta, sono attraversati da aerei da guerra e mezzi pesanti, che si stagliano indifferenti contro profili alpini o sullo skyline di Manhattan. I bambini sfidano le proprie paure come pochi soldati e cavalieri saprebbero fare. Loro non hanno paura di usare la sola fantasia per vincere. Ed è su questo sospiro di sollievo che collochiamo il lavoro di Alex Pinna, perché non vi è più grande soddisfazione che cadere esausti dopo la battaglia. Al contrario, Antonio Riello, con il videogioco interattivo Italiani Brava Gente (1997) inscena un attacco costiero dei militari italiani alle imbarcazioni dei profughi albanesi. I lottatori di Wainer Vaccari hanno una muscolatura metallica che si tende sotto luci artificiali. E’ solo il perenne, instancabile allenamento di questi tecno-corpi che, forse, permette loro di resistere alle sfide della contemporaneità. Mentre Nicola Verlato, nei suoi quadri, crea plastiche composizioni di hooligans lanciati, come eroi classici, in scontri epici dove l’ardore dell’assalto si stempera nella raffinata resa anatomica dei corpi. Si conclude con Markus Willeke, che mette in scena, con una pittura liquida e sfatta, il teatrino dei volgari e spregiudicati bambini protagonisti di South Park, armati e inquietanti come bambole assassine.
Trevi Flash Art Museum Comune di Trevi – Assessorato alla Cultura
Relatori: Giulietto Chiesa, Giovanni Primo Marella
Oltre la muraglia, avvistamenti reciproci tra Cina e Occidente è un convegno organizzato in occasione della chiusura di Out of the Red, mostra attualmente ospitata presso il Trevi Flash Art Museum. L’esposizione, dedicata alla giovane arte cinese, si offre come pretesto per aprire un dibattito di più vasta portata sugli effetti causati dall’irrompere della Cina sullo scenario internazionale.
L’improvvisa accelerazione dei processi di rinnovamento che ha investito quel paese ha avuto tali ripercussioni a livello planetario che non sarà possibile trattarli esaustivamente in questa sede. Tuttavia, crediamo che focalizzare l’attenzione sulla situazione economica e sulla produzione locale delle arti visive, possa rappresentare un’idonea introduzione a quella cultura millenaria, che vede attualmente contrapporsi una convulsa modernizzazione alla persistenza di tradizioni arcaiche.
A tratteggiare le dicotomie comparse nella società cinese, a seguito delle mutazioni politiche e sociali che ne hanno caratterizzato la storia recente, sarà il noto giornalista e scrittore Giulietto Chiesa. Il promotore culturale ed esperto di arte orientale Primo Giovanni Marella, invece, attraverso l’esperienza della nuova avanguardia artistica cinese, evidenzierà contraddizioni ed eventuali affinità tra l’universo estetico della Cina e quello occidentale.
L’obiettivo finale dell’iniziativa promossa ed organizzata dal Trevi Flash Art Museum è, dunque, quello di offrire spunti per una riflessione realistica, senza pregiudiziali di ordine ideologico, sulle molteplici prospettive di scambio e confronto con un mondo – ormai non più tanto lontano – come quello cinese.
Trevi – Flash Art Museum dal 4 novembre 2001 -Inaugurazione ore 16 A cura della Galleria Pio Monti – Roma
Il titolo dell’evento richiama la buona tradizione del territorio umbro che in questo periodo si appresta alla produzione di olio extra vergine, la cui gradevolezza e genuinità è famosa in tutto il mondo. Il Museo di Trevi ha così voluto dedicare una mostra al prodotto dell’olio extra vergine di oliva invitando ben 60 artisti italiani e stranieri a creare un’opera d’arte su questa tematica. L’olio è d’altronde uno dei più antichi mezzi usati dagli artisti per dipingere ed il titolo di questa esposizione è dunque un chiaro riferimento all’olio su tela Ma Extra Vergine ha anche ispirato gli artisti a riflettere su altri valori, come quelli della femminilità, verginità, sacralità, purezza.
La Galleria Pio Monti di Roma ha invitato a questo evento i seguenti artisti: Beuys, Kostabi, Levini, Pisani, Kunc, Montesano, Ceccobelli, Lodola, Lim, Di Stasio, Lisanti, Benuzzi, Lusikova, Hassan, Bartolini, Marrone, Iaria, Vasta, Schifano, Metalli, Isaac, Tulli, Gandolfi, Abbozzo, Frappi, Mauri, Fabrizi, Troiani, Radi, Viola, Riccetti, Catoni, Lucca, Curi, Metallo, Bianchi, Volpi, Ryan, Frillici, Sforza, Consiglio, Tittarelli, Cancelli, Zucchi, Passalacqua, Bombardini, Raponi, Dorigatti, Gasperoni, Odescalchi, Serrapica, Verna, Di Francesco, Acquatici, Alfani, Tieri, Majoranoi, Boldrini, Notari, Generali.
La mostra è introdotta in catalogo da un testo critico di Lorella Sacco.
Giano dell’Umbria, Residenza Comunale Montefalco, Museo di S. Francesco Trevi, Museo dell’Ulivo
Curatori: Maurizio Coccia, con Lorenzo Carrara e Mara Predicatori
Inaugurazione:
sabato 30 ottobre 2004, ore 18.00
Agli artisti contemporanei non viene richiesto di formulare progetti di sopravvivenza personale per contrastare l’ostilità di un habitat improvvisamente mutato. Ad essi, piuttosto, è delegato il compito di opporre programmi di “sopravvivenza estetica” all’enorme complessità delle trasformazioni che ci accompagno nel presente. Infatti, minacce come il terrorismo, l’uso scriteriato della tecnologia, l’inquinamento, la perdita delle bio-diversità stanno provocando una sorta di “sindrome da deficit dell’attenzione collettiva”. Ciò accade perché l’accumulo delle informazioni ci sta portando ad un progressivo intorpidimento dell’attenzione individuale. Nella mostra Robinson. Geografie naturali e dell’umano, cerchiamo di fornire alcune indicazioni sulle possibili strategie messe in atto dal sistema artistico internazionale, per contrastare questa tendenza. I diciotto artisti invitati sono accomunati da tre aspetti principali. Primo, la progettualità, come applicazione dei principi di razionalità e logica. Poi, il rispetto dell’alterità, la tolleranza e la comprensione della diversità. Infine, l’approccio geografico di chi si appresta a conoscere il mondo, invece di avanzare velleitarie ricette salvifiche. I lavori presentati, quindi, propongono una serie di riflessioni sul tema. Ognuna è declinata secondo linguaggi e poetiche del tutto personali, ma che trovano nell’attuale assetto culturale della società, spunti creativi e modalità espressive adeguate. La fotografia può essere un set cinematografico, la combinazione di particolari anatomici e paesaggi naturali, o rappresentare -anche fisicamente- la frammentazione insediativa delle città (J. Albert, S. Camporesi, C. Michel, L. Piovaccari). La pratica disegnativa e pittorica, ricopre di un’epidermide vitale soggetti e oggetti che compongono l’orizzonte della nostra quotidianità, oppure annulla i salti di scala tra infinitamente grande e microscopico (R. Bertuzzi, A. Chiesi, G. Lupattelli, A. Mosca, F. Passalacqua, Salis & Vitangeli, K. Yurkovich). Le installazioni possono presentarsi come offerte votive o in forma di kit di montaggio per ibridi vegetali o, ancora, come metamorfosi già accettate e oramai oggetto di collezionismo o, infine, trasformare un canto d’amore in una struggente petizione di libertà (E. De Leonibus, C. M. Mattii, F. Menicagli, D. Niksic). Resta la tecnologia. Che può dare la fittizia sensazione di cristallizzare spazio e tempo in un immagine sospesa di squillante bellezza (H. Masuyama, L. Rento). O al contrario, di rendere verosimile una campagna promozionale per commercializzare grottesche mutazioni genetiche (A. Kyriakides). La mostra Robinson. Geografie naturali e dell’umano, infine, costituisce anche la presentazione al pubblico delle opere partecipanti alla prima edizione del Premio Internazionale di Arte Contemporanea Passioni d’Umbria, organizzata dal Trevi Flash Art Museum con il Centro Agro Alimentare dell’Umbria. La premiazione è prevista per la metà del mese di gennaio 2005.
Dodici artisti differenti stilisticamente e concettualmente, dodici esempi di declinazione pittorica che affondano le radici nella tradizione storica ma che traggono alimento anche dall’attualità internazionale. Non dunque pittura lingua morta, come recentemente si è profetizzato e che taluni continuano ancora a ipotizzare, ma una pittura viva e ravvivata dal continuo confronto, pena la sua sopravvivenza, con TV, media, cinema, foto, istallazioni. Una pittura martellata ai fianchi, uno strenuo assedio da Fort Apache, che ci ha fatto paventare della sua sopravvivenza e che invece ha saputo orgogliosamente resistere all’assedio di tanti cavalli pazzi. Una pittura che umilmente, in tempi non remoti, con una attesa lunga e paziente, ha saputo rimettersi in discussione e riemergere con l’orgoglio antico.
Lo ha fatto con la cinica abilità di chi vuole ancora essere protagonista di un genere espressivo che è stato il fondamento della nostra civiltà visiva ma che oggi si trova in netta e discriminante minoranza; e anzi ché scomparire ha preferito dialogare e talvolta giocare di abilità le tre carte con i generi concorrenti, appunto TV, foto, cinema, pescando talvolta a piene mani, tal’altra sottraendo solo lo stretto necessario o restando fedele ai canoni della tradizione rinnovandone lo spirito. Creando così linguaggi ibridi e linguaggi dipendenti, ma rinnovando in modo esemplare il modo e soprattutto il senso di fare pittura oggi. From Italy attraverso una scelta di dodici artisti italiani, giovanissimi, giovani o già affermati vuole offrire un sintetico panorama del fare pittura oggi, cioè di quell’operare concettualmente e manualmente per cercare di offrire spicchi di realtà sempre più difficile da interpretare e decifrare.
Progetto e cura di Renato e Mauro Bianchini
Artisti: Andrea Chiesi, Roberto Coda Zabetta, Paolo Consorti, Alberto Di Fabio, Greta Frau, Fausto Gilberti, Marco Memeo, Gian Marco Montesano, Pastorello, Saverio Pieralli)(Valentina Favi, Antonio Puleo, Giuseppe Restano.
Accademia di Belle Arti di Perugia Accademia di Belle Arti di Urbino
Espongono: Fondazione Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” Perugia: Francesco Biccheri, Francesca De Mai, Francesco Farneselli, Amalia Hadjinikolaou, Ariane Kipp, Samuela Lombardi, Elisa Macellari e Alessandro Tinelli, Alexandra Makrì, Melita Omeragic, Chiara Piantoni, Yanai Tomoko, e gli allievi della Cattedra di Scenografia. Accademia di Belle Arti di Urbino: Sebastiano Aleo, Marco Bernacchia, Eva Cenghiaro, Francesco Fanti, Giulia Giordani, Silvia Giordani, Simone Loi, Luca Magi, Christian Malavolta, Simone Mair, Giacomo Podestà, Michela Pozzi, Mirka Pretelli, Susanna Strapazzini, Giorgia Valmorri
Outing! Accademie allo scoperto è una mostra di arte contemporanea che intende promuovere la conoscenza e la riflessione sul sistema italiano della formazione artistica, attraverso il confronto tra realtà accademiche diverse. Coniugando l’attenzione per la propria territorialità con la vocazione a cogliere stimoli internazionali, il Trevi Flash Art Museum diverrà annualmente una piattaforma di incontro e confronto tra l’Accademia di Belle Arti di Perugia e una o più Accademie esterne all’Umbria. Per l’edizione del 2004, è stata invitata l’Accademia di Urbino. Pertanto, le sale del Trevi Flash Art Museum ospiteranno una selezione di oltre 40 lavori complessivi, ed un presidio informativo per ciascuno degli istituti, che illustri e documenti la politica culturale delle due prestigiose istituzioni. Un’iniziativa che consente, da un lato, di avviare i giovani artisti al confronto con il pubblico, dall’altro, di imbastire un dialogo di crescita e reciproco arricchimento tra realtà didattiche differenti, sia per orientamento estetico che per struttura amministrativa. Tra pittura, scultura, fotografia, scenografia e video-art, i futuri creativi presentano ciò che si impara, si concepisce, si crea nelle Accademie d’Arte. Un panorama diversificato in cui l’Istituto umbro si presenta, prevalentemente, attraverso opere di taglio installativo in cui le tecniche tradizionali sono rielaborate originalmente; l’Istituto marchigiano, invece, è presente con lavori in cui la fotografia, il video e sofisticati software hanno un ruolo preponderante. Un consuntivo ragguardevole, infine, per porre ancora una volta in primo piano, secondo l’orientamento culturale del Trevi Flash Art Museum, l’importante quanto problematico e discusso tema della formazione artistica.
I bambini raccontano il CarnevaleIngresso gratuito
Ristoranti
I Ristoranti di Trevi introducono nei loro menù un piatto medievale
SABATOOre: 18
“Elezione del Re dei folli” (Terzieri) e canti profani medievali
ore 20
stand
ceci caldi conditi con olio di oliva
ore 21.00
in piazza
ballo in maschera
DOMENICA: ore 9- 19
p.zza Garibaldi
Piccolo Angolo di mercato medievale
piazza Garibaldi
frittelle e vino
Ore: 10
Teatro Clitunno
Conferenza: “Origini e storia del Carnevale” relatore: Prof. Franco Mezzanotte
dalle 15 alle 18
Portico del palazzo comunale
Esposizione e degustazione gratuita di carne, pane, dolci e formaggi
Ore: 15
Balli medievali
Ore 16 – 18
piazza Garibaldi
La piazza si popola di folli e tutti i tipi di maschere, con musica medievale tutto il giorno e giullari e trampolieri itineranti tra le due piazze.+ Giullar Cortese
Ore: 18 – 19
“Il mondo alla rovescia”
Ore: 19
chiusura del carnevale e spettacolo pirotecnico da piazza
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Progetto, organizzazione e realizzazione:
Ente Palio dei Terzieri Pro Trevi Comune di Trevi Sistema Museo Ideatrice e coordinatrice: Corinna Angelucci Tel. 339.365.22.28
L’intento è dirievocare l’atmosfera burlona e folle del carnevale nel medioevo, cercando di riproporne lo spirito goliardico, il significato e l’importanza che acquistava il carnevale in quel periodo storico.
Progetto e realizzazione:
Ente Palio dei terzieri, Comune di Trevi, Sistema Museo e Pro Trevi
Ideatrice e coordinatrice: Corinna Angelucci
Una manifestazione che coinvolga operativamente e “sentimentalmente” tutta la popolazione del territorio trevano; non una festa a Trevi, luogo, ma una festa di Trevi, delle persone; in cui tutti partecipino e si divertano, riscoprendo e imparando, non solo usanze di un tempo, ma i sentimenti e le sensazioni di un tempo lontano ma ancora così vicino e presente nella realtà trevana.
Un evento articolato che comprenda in esso varie tipologie di manifestazioni per venire incontro a più persone, con l’intento primo di DIVERTIRSI e DIVERTIRE. Un momento di gioia, conoscenza e curiosità da condividere fra gli organizzatori- partecipanti e con chiunque in quelle giornate verrà a Trevi.
· Con il patrocinio del: Comune di Trevi – Regione Umbria – Provincia di Perugia
· Con la collaborazione di : Istituto comprensivo “T.Valenti” di Trevi, Scuola comunale di Danza, Ristoratori di Trevi, Commercianti di Trevi, le ospiti dell’“Istituto Mons. P. Bonilli”
· Con la partecipazione di: Gianluca Foresi attore “Giullar Cortese”, Ensemble vocale “Kamenes in Canto” Gruppo di saltimbanchi, giocolieri, trampolieri.
Nella vita dell’uomo medioevale un ruolo fondamentale era riservto ai divertimenti di tipo casrnevalesco, alle azioni ed i riti connessi.
La festa dei folli (festa stultorum), la festa dell’asino ed il carnevale rappresentano solo alcune forme burlesche, nelle quali venivano compiute svariate azioni comiche sulla pubblica piazza.
Bachtin introduce nell’opera “l’opera di Rabelais e la cultura popolare”. “Riso, carnevale e festa nella tradizione medioevale e rinascimentale” il concetto della coesistenza, nel Medioevo, di due mondi: uno ufficiale e serio, l’altro nel quale i valori ed i rapporti precostituiti risultavano sospesi o ribaltati. Ovvero, l’uomo medioevale partecipava a due mondi diversi, ma non per questo inconciliabili: vi era una dimensione “normale” nella quale l’uomo era sottoposto a determinate regole ed a un determinato ordine di valori, mentre in alcuni momenti particolari, partecipava a celebrazioni di tipo carnevalesco, che a volte duravano anche intere settimane, nelle quali veniva ribaltata la realtà canonica e si viveva in un “mondo alla rovescia”
In queste circostanze vi era l’abolizione di tutti i rapporti gerarchici e si costituiva un nuovo rapporto tra gli uomini: il senso di estraneità con gli altri spariva e l’uomo ritornava ad essere se stesso, un essere umano fra gli esseri umani. Durante queste feste un elemento fondamentale era il ribaltamento delle gerarchie esistenti ed uno degli artifici usati a tal fine era l’elezione di re e regine per burla che “mantenevano la propria carica” per tutto il tempo della festa.
Nel carnevale tutti partecipavano alla festa, non vi era un palco che separava il pubblico dagli attori poiché era un’esperienza che doveva essere vissuta da tutti. Il momento carnevalesco era una fase necessaria affinché vi fosse una rinascita di tutto il mondo e, quindi, di tutti i partecipanti.
Bachtin individua tre caratteristiche fondamentali del riso medioevale:
à era riso di festa;
à era universale poiché tutti vi partecipavano e ridevano;
à era ambivalente, conteneva in sé caratteristiche che lo rendevano gioioso ed allo stesso tempo beffardo, venivano affermate le cose che poi erano immediatamente smentite.
Il riso della festa era diretto verso coloro che partecipavano e quindi ridevano anche di se stessi.
“Una parte del mondo si travestirà per ingannare l’altra, ed esse correranno per le strade come folli e fuor di senno; non si vide mai un tal disordine nella natura”. Rabelais
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Progetto, organizzazione e realizzazione:
Ente Palio dei Terzieri Pro Trevi Comune di Trevi Sistema Museo Ideatrice e coordinatrice: Corinna Angelucci Tel. 339.365.22.28