Presentazione del volume a cura dui Carlo Roberto Petrini
Villa Fabbri, Venerdì 6 aprile 2018, ore 18
ne parlano Simonetta Prosperi Valenti e gli Autori
Villa Fabri – Un’impresa romana di primo Seicento torna a spendere. Un libro ne diffonde l’importanza di dimora gentilizia in Umbria e nel centro Italia. Venerdì 6 aprile alle 18.00, nella splendida dimora gentilizia Fabri avrà luogo l’anteprima del Volume “Villa Fabri a Trevi – Un’impresa romana di primo Seicento“. Il volume, curato da Carlo Roberto Petrini, ripercorre la storia della vicenda umana di Girolamo Fabri, capo notaio del Tribunale della Camera apostolica, a cui si deve lo straordinario edificio. Alla presentazione saranno presenti oltre al curatore dell’opera, Simonetta Prosperi Valenti, che ha introdotto il volume, e gli autori dei saggi, tutti affermati studiosi: Bruno Toscano, Rosa Maria Giusto, Angela Magionami, Isabella Dalla Ragione, Stefania Petrillo, Attilio Turrioni, Bernardino Sperandio e Carlo Roberto Petrini. Ardua fatica, offerta alla Città e ai suoi cittadini, costata più di cinque anni d’instancabile lavoro e di ricerca presso gli archivi più importanti del nostro Paese, che ora trova la sua degna realizzazione in un volume ricco di utili informazioni e di splendide e interessantissime illustrazioni, realizzate dal noto fotografo Bernardino Sperandio. Il corposo libro è formato da circa 250 pagine, i cui testi sono tutti corredati da un repertorio iconografico di prim’ordine e anche inedito. L’impaginazione grafica è stata affidata alla Quattroemme di Perugia, leader nel campo editoriale umbro. Il valore di questa pubblicazione è destinata ad avere un risalto extra regionale, poiché per la prima volta viene commentato in maniiera dettagliata il ciclo di affreschi del piano nobile della Villa, realizzato tra 1602 e il 1604, per il quale intervennero artisti di chiara fama: Antonio Circignani, detto il Pomarancio, Tarquinio Ligustri, Prospero Orsi e il senese Ventura Salimbeni. Altro momento significativo per la Villa Fabri, che nel corso dei secoli subì vari passaggi di proprietà, avvenne alla fine del XIX secolo, quando il nobile edificio fu acquistato dal Pontificio Collegio Boemo di Roma come residenza estiva per i suoi seminaristi. Ai Boemi si deve la presenza degli artisti della “Scuola di Beuron” Bohumil Cila e il monaco benedettino Pantaleon Mayor, i quali affrescarono, tra il 1912 e il 1914, la Cappella ad uso degli aspiranti al sacerdozio. Infine, la Villa costituisce un esempio di rilievo nel panorama delle abitazioni suburbane realizzate in Umbria a cavallo tra Cinquecento e Seicento, la cui struttura architettonica denota l’adesione ai temi del manierismo e in particolare all’ambiente gravitante intorno alla figura dell’architetto Galeazzo Alessi.
Dal 1999 ad oggi direttore della struttura complessa di Riabilitazione Intensiva Neuromotoria di Trevi e docente titolare al corso di laurea di Fisioterapia, Medicina Fisica e Riabilitazione applicata alle gravi cerebrolesioni.
Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Bologna.
Specializzata in Terapia Fisica e Riabilitazione nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bologna.
Idoneità a Primario di:
Recupero e rieducazione funzionale dei motulesi e neurolesi
e all’esercizio della specializzazione fisiatrica in ambito europeo.
Appassionata di storia dell’arte, antiquariato e musica lirica, è socia del Lions Club di Foligno, della Società di Riabilitazione Neurologia (SIRN), Società di Medicina Fisica e Riabilitazione (SIMFER).
Ha collaborato a studi nazionali e internazionali in riabilitazione sullo Stroke, miolesioni, teleriabilitazione in progetti europei HelloDoc, HomeCare and Activity Desk (HCAD). In particolare ha approfondito le tematiche delle Gravi Cerebrolesioni (studi epidemiologici, riabilitazione neuropsicologica) e ha collaborato alla stesura del Protocollo di valutazione riabilitativa attualmente in uso su scala nazionale.
Programma della cerimonia
ore 16,30 – Saluti
Bernardino Sperandio – Sindaco di Trevi
Luigi Andreani – Associazionbe Pro Trevi
Sandro Fratini – Direttore Generale Azienda Usl2 dell’Umbria
Gaudenzio Bartolini – Presidente Fondaz. Cassa di Risparmio di Foligno
Ore 17,15 – Interventi
Carlo Antonini – Comitato promotore Trevi Premia
Marco Zampolini – Responsabile dipartimento Riabilitazione Azienda Usl dell’Umbria
Marco Franceschini – Coord. Clnico della Riabilitazione Neuromotoria “San Raffaele Pisana” Roma
Ore 18 – Assegnazione della Civica Benemerenza
L’Assessore regionale alla Salute e Coesione Sociale Luca Barberini
consegnerà la medaglia d’oro “Trevi Premia” ad ELISABETTA TODESCHINI
Ore 18,30 – Bando di cocorso della Fondazione Dott. Riccardo Teti
Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia prof. Sergio Moriconi consegnerà la borsa di studio a Elisa Siena e Alessandro Antonini, studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia
Coordina: Dalila Stemperini Presidente del Consiglio Comunale di Trevi
Palazzo Lucarini Contemporary Centro per l’Arte Contemporane
3 Marzo -29 Aprile 2018
REPETITA
LEONARDO D’AMICO
A cura di Maurizio Coccia e Rosanna Rago.
Inaugurazione: sabato 3 marzo ore 18.30
Il titolo della mostra REPETITA ben chiarisce l’intenzione dell’artista di esplicare l’intricato sistema emozionale che nutre gli individui, rievocando con la pittura inconsce realtà frammentate per mezzo di segni archetipi. La materia stratificata, si traduce sulla tela in una sorta di mappatura concettuale costellata da sagome riconoscibili ripetute e cancellate, sostenute, in alcuni casi, da un libero intrigo di segni che accolgono in scrittura rimandi alla filosofia greca e romana, alla cultura laica e religiosa, affermando l’importanza del senso della storia e conferendo allo spazio pittorico una natura cosmica. Nelle opere che andremo a scoprire, lo spazio pittorico è determinato da pochi elementi che delineano un progetto ideativo volto al raggiungimento della simbiosi tra equilibrio estetico, valore plastico e struttura concettuale dell’opera. Le carte e i dipinti testimoniano il lavoro di sovrapposizione di una gestualità astratta sopra un motivo originario, dissimulato ma ancora in parte visibile. La ripetizione del segno tracciato e cancellato non è altro che l’azione stessa dell’artista, il fine è la ricerca di un linguaggio che renda plausibile il compito stesso della pittura nel discernimento del reale. Infatti l’autore ci fa intuire il primo momento dell’atto creativo, dove si ha di fatto la sensazione di una visione occasionale, non concreta , non stabilita, di carattere momentaneo. La lettura semantica è ambigua: elementi nati e cancellati o rappresentazioni illusorie che si avviano ad una definizione…? Lo “sviluppo astraente” che cerca, apparentemente, la negazione della forma ci confonde, ancor di più ci disorienta la sintesi tra sfondo ed elementi compositivi in diatriba aperta di gestaltica natura. Tra le opere, oltre ai paesaggi di sorprendente impatto scenico, semplici “sedie”. Ecco la raffigurazione di segni in forma di oggetti di uso quotidiano, sedie pronte ad accogliere, forme dinamiche non fisse, quasi instabili che seducono l’attenzione del fruitore stimolandone la sfera emotiva. L’oggetto di uso quotidiano è come avulso da una qualsiasi forma di atmosfera, di clima… L’artista tenta di riconciliare la non sostanza di atmosfera e la parallela atmosfera domestica in una prima dimensione. C’è una seconda dimensione nel quadro una seconda profondità, s’intravedono altre forme, che si ripropongono ma sono cancellate, altre ipotetiche sedute, appartenenti ad un passato recente o remoto? L’indefinito è l’invito alla riflessione… L’artista, utilizzando una sorta di ambivalenza tra il visto e non visto, costruisce per istinto il suo stato emozionale che prende forma con le opere , l’intento è di pro-vocare, voler portare chi osserva a sentire ciò che l’artista prova nel momento in cui compie l’opera.
INFO
Titolo: REPETITA_Leonardo d’Amico
Genere: arte contemporanea. Mostra personale
Artista: Leonardo D’Amico
A cura di: Maurizio Coccia e Rosanna Rago
Apparati didattici: Mara Predicatori
Date: dal 3 marzo 2018 al 29 aprile 2018. Dal venerdì alla domenica, dalle ore 15:30 alle 18:30. Ingresso gratuito
Minori Francescani, è nato a Monteprandone (AP) il 2/2/1923.
Venne a Trevi nel 1972 ed è stato per lunghi anni parroco a S. Maria in Valle.
Si accostò alla xilografia negli anni Cinquanta, sotto la guida di P. Stefano Paparelli, recentemente scomparso.
Questa è stata la sua ultima mostra, poiché nell’agosto del 2001 fu ricoverato nell’infermeria di S. Maria degli Angeli e da lì è tornato alla Casa del Padre il 7 aprile 2002, Domenica in Albis.
Trevi – Chiostro del Convento di S. Martino –
P. Giacomo Tiburtini (luglio 2001)
Ha esposto le suo opere:
1957 – Todi, Palazzi Comunali- Medaglia d’oro Mostra degli Hobbies
1960 – Marsciano, Casa del Ragazzo
1998 – Spoleto (Festival dei Due Mondi), Convento di S. Domenico
1998 – Perugia, 1850 Art Gallery
2000 – Monteprandone (AP), Convento S. Giacomo della Marca
Associazione Pro Trevi Comune di Trevi A. GI. MUS. Perugia
Concerto di Capodanno
Orchestra da Camera Giovanile dell’A.Gi.Mus. di Perugia direttore Salvatore Silivestro Lunedì 1 gennaio 2018 ore 17.30 Trevi – Teatro Clitunno Ingresso libero
Programma G. Miller – Moonlight Serenade
F. Lai -Love Story (Elga Buono, flauto)
M. Hatzidakis -Never on Sunday (Tema) A. Piazzolla – Oblivion (Federico Galieni, violino) Invito alla danza D. Schostakovic Valzer n. 2 F.Léhar – Gold und Silber – valzer ( Oro e Argento ) J.Strauss – Kaiser valzer (Valzer dell’Imperatore ) Rosen aus den Süden – valzer (Rosa del Sud ) Fhrülingsstimmen- valzer (Voci di Primavera ) Pizzicato polka Aus der schönen, blauen Donau – valzer (Sul bel Danubio blu )
Orchestra da Camera Giovanile dell’A.Gi.Mus. di Perugia Violini I Fedrico Galieni – Sayako Obori – Terukatsu Komatzu – Stefan Battisti Violini II Chiara Benedetta Mezzetti – Aurora Bacchiorri – Laura Caterina – Daniel Alejandro Obando Viole Licia Di Domenico – Livia De Paolis Violomcelli Stefano Bellavia – Tommaso Bruschi Contrabbasso Pietro Cavallucci Flauti Giovanni Petrini – Elga Buono L’Orchestra da Camera è una formazione giovanile formata da studenti diplomandi o già diplomati al Conservatorio di Musica “F.Morlacchi” di Perugia. Con questa iniziativa L’A.Gi.Mus.,in ottemperanza ai propri fini statutari, vuole valorizzare e sostenere i giovani talenti esistenti sul territorio regionale. Nonostante la giovane età, ognuno dei componenti l’orchestra ha un proprio curriculum formativo ed artistico svolgendo attività solistica o in molteplici formazioni da camera. Ciò da all’ intero complesso compattezza, brillantezza e notevole energia espressiva. In questa formazione l’orchestra debuttato nell’aprile del 2014 nel ballo delle debuttanti, organizzato dal Rotaract di Perugia. Il programma dedicato al concerto classico ed alle danze esalta le peculiarità di questo complesso
Salvatore Silivestro, ha compiuto gli studi di Composizione con Valentino Bucchi, Luciano Chailly e Roman Vlad diplomandosi brillantemente in Composizione, Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia ed in Direzione d’Orchestra al Conservatorio “G.B. Martini“di Bologna. All’Università degli Studi di Perugia si è laureato in Lettere. Ha frequentato i corsi di direzione d’Orchestra all’Accademia Chigiana di Siena con l’illustre Maestro Franco Ferrara
Dopo i primi anni di esperienza professionale come direttore di Coro in Umbria, in Emilia ed in teatro, ha intensificato la propria attività nella direzione d’orchestra specializzandosi nel repertorio operistico e sinfonico – vocale
Alla fine degli Settanta, invitato dal Maestro Francesco Siciliani, ha iniziato la collaborazione con la Sagra Musicale Umbra,che lo ha visto impegnato per quasi dieci anni nella ricerca e nella direzione del repertorio corale e strumentale romantico (“Romanticismo corale tedesco”è il titolo di una musicassetta prodotta dalla Sagra a metà degli anni Ottanta dedicata a opere poco note di Schubert,Schumann e Brahms)e successivamente nella direzione di prime riprese moderne di grandi oratori soprattutto del Settecento napoletano alla giuda dei complessi corali e strumentali umbri.:Stabat Mater di Traetta e di Caldara,la Passione di Paisiello, Miserere n.2 in do min.di Pergolesi. Nel settembre 1998 fu invitato dalla Sagra Musicale ha dirigere nella Cattedrale S.Lorenzo di Perugia la prestigiosi complessi solisti, sinfonico e corali della Filarmonica Slovacca di Bratislava nel grande oratorio “La Resurrezione di Cristo”di Lorenzo Perosi.L’esecuzione fu accolta da unanimi consensi da parte di tutta la critica nazionale.
Nel settembre del 2000, sempre nell’ambito della Sagra Musicale Umbra,ha diretto nella Basilica Superiore di Assisi dello stesso compositore “La Resurrezione di Lazzaro” alla guida dell’Orchestra Filarmonica rumena di Timisoara e di un coro lirico umbro.Di quest’oratorio è stato prodotto per la prima volta il CD dalla Sagra Musicale Umbra.
Contemporaneamente alla collaborazione con il Maestro Siciliani inizia quella con gli Amici della Musica di Perugia che dalla fine 1978 lo ha visto presente in innumerevoli prestigiose stagioni concertistiche alla guida dei complessi vocali-strumentali umbri invitato dall’indimenticabile donna Alba Buitoni,fondatrice dell’illustre Associazione perugina.
Salvatore Silivestro è stato uno dei primi a riproporre al pubblico italiano le opere vocali e corali scritte da Mozart nel periodo di militanza nella Loggia massonica di Vienna,tra cui vanno segnalati i grandi affreschi corali e strumentali: “Dir Seele des Weltalls”,imponente cantata – le musiche funebri “Maurerische Trauermusik“e“Grabmusik”, ed il “Thamos” (musiche di scena per Soli,Coro e Orchestra ), eseguito in forma scenografica con i solisti della StaatsOper di Vienna, il 5 dicembre 1991 nel giorno stesso del bicentenario della morte oltre ad innumerevoli musiche scritte per i vari momenti del rituale massonico.
Ha diretto Orchestre Sinfoniche e da Camera di molte città italiane ed europee.
E’ stato direttore d’opera in molti teatri della Repubblica Ceca e della Slovacchia. Ha al suo attivo un vastissimo repertorio corale,cameristico,sinfonico e operistico che spazia dal Barocco fino al Novecento con particolare attenzione per il Romanticismo e l’Opera italiana.
Alla attività di direttore unisce quella di compositore ed arrangiatore. E’docente presso il Conservatorio “F.Morlacchi”di Perugia.
La storia di una guida – Ricordi dell’autore Alberto Barbini
Segui le Orme
Trent’anni di successi
Trent’anni di successi Quindici anni prima entrando alla Rinascente, attiratovi da un’invitante offerta di profumi francesi, fui colpito da un’assoluta novità: per venire in aiuto ai clienti, c’erano delle orme incollate al pavimento che accompagnavano, a seconda della scritta riportatavi, al rispettivo punto vendita. Io cercavo il Cabochard ed apprezzai moltissimo l’aiuto prestatomi: ora peregrinerei invano perché, nel frattempo, è uscito di produzione. Qualche anno dopo un amico anconetano si lamentò con me perché non riusciva ad entrare con dei gruppi in Umbria. Per fargli un piacere, mi resi disponibile, soprattutto perché l’impegno non era eccessivo. Avevo avuto modo di maturare una certa esperienza, offrendo, tutte le volte che mi veniva richiesto, di fare la Guida Turistica gratuita a dei gruppi di riguardo che capitavano a Trevi.
Copertina della prima edizione -1989- stampata in tipografia (Tipolitografia Lucio Renzi di Pissignano).
L’elegantissima veste grafica fu curata da Carlo Roberto Petrini.
Chiesi all’amico anconetano la consistenza e la durata della permanenza del gruppo: 50 persone, un’ora e mezza. Allora, ideai il percorso di Segui le Orme.
L’idea di farne un opuscolo con tanto di orme disegnate lungo tutto l’itinerario venne successivamente e mi fu molto indispensabile l’aiuto dell’amico Franco Spellani e, soprattutto il suo computer. Gliene parlai, ottenni la sua entusiastica collaborazione, sempre gratuita, vizio che tuttora dura.
Mancavano pochi giorni alla Pasqua che, quell’anno [1987 ndr], cadeva il 19 Aprile, e decidemmo di sfruttare le opportunità del Ponte Pasquale, quello del 25 Aprile, infine, quello del Primo Maggio che cadeva di venerdì. L’idea era di fotocopiarne una trentina. L’opuscolo terminava con l’invito a ripresentarsi alla Pro Trevi per esternarci i loro rilievi. A quel punto avremmo richiesto indietro l’opuscolo che, nella nostre intenzioni, avremmo potuto riciclare.
Credo che fosse il Sabato Santo, io stavo all’Ufficio della Pro Trevi, piazza Mazzini n. 9, in attesa di una telefonata di Franco che mi avrebbe comunicato il numero delle fotocopie che avrebbe scroccato a un suo amico. Quand’ecco entrarono i nostri primi due clienti: una madre, anziana, sottobraccio al figlio, trentenne, entrambi vestiti di scuro. Chiedevano ciò che avevo in mano, glielo illustrai e, quindi, consegnai. Da quel momento iniziò una trepidante attesa del ritorno per i giudizi, valutazioni e quant’altro.
Quando rientrarono prontamente chiesi loro com’era andata. Agli entusiastici complimenti per la felice iniziativa, tentai d’approfittare richiedendo la restituzione dell’opuscolo. S’offrirono di pagarlo: mai avrebbero accettato di restituirlo!
Poco dopo alla telefonata di Franco gli partecipai i complimenti che avevo ricevuto e l’invito a fotocopiarne il numero massimo possibile, perché altri tre erano in giro e il riciclaggio degli opuscoli era impossibile.
Le utili informazioni che ricevemmo ci riproponemmo di sfruttarle per il ponte del 25 Aprile.
Per l’occasione inserimmo un grande cartello con tutte fotocopie di gigantografie d’immagini di come era Piazza del Lago sino agli inizi del ‘900. Il che suscitò l’interesse anche di qualche trevano.
Dato che l’opuscolo terminava con un invito a presentarsi per esternarci le proprie impressioni, ne ricevemmo tantissime, talune inserite fra le ante della porta. Altre, per posta, e, a tal proposito, me ne ricordo una, simpaticissima, che comunicava che avendo richiesto ad un giovane ove fosse la Pinacoteca, questi l’indirizzò ad una paninoteca.
Lettera di apprezzamento di un turista tedesco.
Poi, inaspettata, giunse la lettera che ci inviò il Sig. Manfred Wick, che vale la pena di leggere. A mia memoria fu l’unica lettera letta in Consiglio, alla quale fu, poi, deliberato di rispondere per ringraziamento.
Monaco, 8/6/87 Egregi Signori, dopo aver passato due settimane di vacanze nell’Umbria mi preme di rivolgervi qualche riga di ringraziamento e di riconoscimento. Durante il nostro viaggio la vostra città era per mia moglie e per me una vera sorpresa e ci dava un’impressione indimenticabile. Arrivavamo a Trevi verso sera dopo aver visitato alcuni luoghi della Valle Umbra Sud e prima di tornare ad Assisi volevamo dare un’occhiata alla città che ci aveva attratto già da lontano per la sua posizione dominante e sovrastante la valle. Appena arrivati in piazza Mazzini fummo accolti da alcuni signori gentilissimi che ci munirono di informazioni e del Breve Itinerario Turistico di Trevi edito dall’Associazione Pro Trevi. Poi seguendo sempre le orme bianche sul lastricato cominciavamo la nostra scoperta di Trevi ed eravamo colpiti dalla ricchezza di monumenti storici ed artistici e di vedute panoramiche. Durante la nostra passeggiata attraverso la città affascinante potevamo approfittare delle informazioni dateci nell’itinerario dettagliato. Vorrei ringraziare i gentili signori che ci hanno preparato tanto bene e calorosamente per la nostra visita della vostra città ed innanzitutto vorrei dare espressione al nostro riconoscimento per la bellissima idea di aiutare lo straniero con le orme dipinte sul pavimento delle strade. Con queste orme e munito dell’Itinerario il turista si sente accompagnato da una guida che gli parla con competenza e piena d’amore della città di Trevi. Grazie all’iniziativa dell’Associazione Pro Trevi quella sera a Trevi la terremo sempre nella nostra memoria.Con distinti saluti.Manfred Wick
L’Opuscolo-Guida iniziava al punto 1 con una porta che non c’era più, per giunta incastrata nelle mura delineate fra Torrioni, sparite/i. Proseguiva al punto 2 con un teatro dichiarato inagibile dal Sindaco. Al punto 3, con una chiesa chiusa. Al punto 4 e 5 con due dipinti murali, appena visibili. Poi, s’entrava in Piazza dove s’incontrava la Muta, non quella delle Lacrime che, allora, era ancora vivente (personaggio straordinario, ospite e factotum dell’Istituto Mons. Bonilli adiacente alla chiesa della Madonna delle Lacrime. ndr), bensì la Torre ed una Pinacoteca invisibile, e mi fermo qui per non tediare il lettore.
Segui le Orme ha svolto egregiamente il suo compito: d’accattivante guida turistica e di calda promotrice del restauro della città.
Il primo lavoro interessò il dipinto dei Santi Protettori eseguito dalla Coobec di Spoleto e a spese della Cooperativa Oleificio. Poi, in rapida successione, le pavimentazioni delle vie, il Teatro, la Torre, la Pinacoteca e chiesa di San Francesco, Santa Reparata, l’Annunciazione e, buon ultimo, il San Cristoforo di via dell’Ospizio.
Affresco di via dell’Ospizio, restaurato (prima era invisibile!)
A tal proposito due furono le motivazioni di quella deviazioneapparentemente incomprensibile: trovare le foto per far vedere quanto fosse bella la strada con quelle due scalinate che, di rimpetto, sembravano confrontarsi, una che saliva ripida e quell’altra, più proporzionata e più comodamente accessibile. Poi c’era l’Ospizio di Sant’Emiliano, con il suo caratteristico portale contornato da una parete con dipinti da restaurare.
Oggi, 29 Maggio 2016, avendo avuto notizia del restauro ed averlo veduto, ho ritenuto, novello Ser Mugnoni, di tramandare questi ricordi e registrarli come un’ulteriore vittoria di Segui Le Orme.
Poi, uscito di casa mi sono accorto che, nel frattempo che scrivevo queste memorie, il carissimo amico Franco Spellani, aveva, di nuovo, rinfrescato le orme.
Grazie.
Questi due articoli, qui sotto, uscirono entrambi venerdì 8 Maggio 1987, sul “Corriere dell’Umbria”, quello sopra e su “La Nazione”,quello sotto: registrano il sorprendente successo dell’iniziativa.
Dal Corriere dell’Unbria del 8 Maggio 1987
Trevi -Una proposta della Pro Loco per il turismo
TREVI – Interviene il vice presidente della Pro Trevi, Alberto Barbini: IlConsiglio dell’Associazione Pro Trevi, nell’ultima assemblea generale dei soci, aveva promesso che avrebbe affrontato il problema del turismo a Trevi non più sporadicamente ma anche, come suol dirsi oggi, misurandosi sul quotidiano.
Ed il quotidiano in questo campo significa anche offrire ai turisti, che giornalmente salgono a Trevi, un itinerario che, seppur breve, possa dar loro un ‘idea della storia e della vita di un piccolo centro. E’ stato pertanto individuato un piccolo giro, all’interno del centro storico, percorribile in un’ora e segnato con delle orme.
Ai turisti è stato offerto un opuscolo guida che in 36 punti illustra i principali monumenti e le opere d’arte comprese nell’itinerario, arricchito con interessanti riferimenti storici e di vita paesana. I monumenti sono stati visti dalla parte del turista che vuol sapere che cosa hanno rappresentato e rappresentano e in una rapida carrellata si passano in rassegna tutti i periodi storici che hanno interessato la nostra regione. Nulla è stato tralasciato per dare un’idea del tutto nuova inserendo nell’itinerario anche la vista dell’incantevole panorama ammirabile da un torrione del XIII secolo. L’esperimento iniziato per il “ponte” del 1° maggio è stato accolto entusiasticamente dai numerosi turisti giunti a Trevi, per cui sarà sicuramente migliorato ed altre iniziative verranno messe a punto quanto prima. La Pro Trevi, nel consegnare l’opuscolo, invitava i turisti a ritornare in sede per esternare tutti i possibili rilievi in merito all’itinerario e al paese. Il che ha consentito anche di fare una piccola statistica sulla quantità dei turisti che hanno visitato Trevi in quei tre giorni, la loro provenienza, la loro categoria sociale, il giudizio sull’Umbria ecc. Ciò che più ha interessato la Pro Trevi è stato però, il giudizio che la riguardava direttamente. Il coro è stato unanime: Una guida intelligente. Un paese meraviglioso ma in alcune parti in forte degrado. Arrivederci”. I motivi per continuare nell’azione intrapresa e per intraprenderne di nuove non mancano.
Da La Nazione del 08/05/87
« Segui le orme» e così riscopri Trevi
Un successo strepitoso, per certi aspetti inatteso, sta riscuotendo l’iniziativa ideata dalla Pro-Trevi per offrire ai turisti che salgono al centro la possibilità di scoprire da soli gli angoli più caratteristici, i monumenti più importanti. «Segui le orme», titola il breve itinerario offerto a chi, macchina fotografica in mano, chiede agli uffici della Pro-loco cosa ci sia da vedere una volta raggiunta, in auto o in pullman, piazza Mazzini.
In effetti di gioielli storico – artistici e di curiosità Trevi ne possiede in gran numero, ma nessuno ha mai provveduto a sistemare un cartello turistico lungo la Flaminia, né a reclamizzare in qualche modo le bellezze artistiche trevane: non esiste neppure un ufficio turistico; le guide, stampate alcuni anni fa, sono esaurite da tempo.
Per questo, alla Pro – Trevi, hanno pensato di ciclostilare in proprio un opuscoletto che, attraverso trentasei tappe, porti il turista alla scoperta del centro storico. E grazie ad Alberto Barbini e a qualche altro volenteroso, da sabato scorso si è scatenata una specie di incredibile «caccia al tesoro» per i vicoli, nelle piazze, lungo le antiche mura del borgo medievale. Basta seguire le orme stampate in terra con la calce: partendo dall’inizio di via Roma, dalla porta del Lago, in poco più di un’ora si incontrano in rapida successione tutte le perle artistiche che il centro storico può offrire, fino a «chiudere» davanti all’antico ospedale di San Giovanni, a pochi metri dal punto di partenza. Già nei primi due giorni, centinaia di turisti hanno «seguito le orme» che i dirigenti della Pro – Trevi hanno dovuto ridisegnare in terra. Dopo anni di «vuoto» turistico più assoluto, finalmente un’iniziativa concreta: anche così Trevi può recuperare il troppo tempo perduto.