Nata a Gualdo Cattaneo (PG) nel 1952, diplomata nel 1969 all’Istituto d’Arte di Spoleto, nella sezione di Scenografia, ha operato nel teatro, nel campo della ceramica e in quello pubblicitario.
Vive e opera in un casolare umbro a Bovara di Trevi.
Acqua, farina e calore formano la cosa più schietta e fondamentale per il nutrimento dell’uomo.
Nella metà degli anni ’60 all’Istituto d’Arte di Spoleto, tra tanti studenti mi si profilò subito una figura di ragazza piena di entusiasmo e la frenesia di conoscere. Presto dedicò tutta se stessa nella ricerca e si appropriò dei mezzi che le permisero di esprimere la sua sensibilità e le sue doti intuitive. Avendo mantenuto i contatti con lei e avendola seguita tutti questi anni, posso dire che nella pittura di Altavilla Palini è maturata la capacità di penetrare il vero con la sua vivace pennellata dalla quale trapela la gioia di vivere.
La sua pittura è fresca come l’acqua, veloce senza ripensamenti come il fuoco, fragrante come il pane
Marcello Rossetti Titolare della Scuola di Scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Roma
Altavilla Palini –
Natura morta con cavolfiore –
1996 Acquarello, cm 76 x 56
Dove le erbe si cullano spinte dal vento sereno
L’impianto compositivo dei suoi acquarelli manifesta chiaramente utili ascendenze accademiche. Non è l’esito del pressapochismo; è la semplice risultanza di un impegno serio, rigoroso e continuato. La sua ricerca formale e la stessa scelta dell’acquarello non sono l’approdo ad una deriva elementare; è proprio il contrario. Con pazienza, con dedizione, con passione, con sacrificio Altavilla Palini ha affinato la sua tecnica per ottenere risultanze effettuali di particolare fascino. Molti critici umbri si sono interessati al suo fare pittura. Sovente hanno rilevato e sottolineato una cifra pittorica originale da cui insorge spontanea e fluida un’atmosfera poetica tanto cara ai cuori sensibili. Non di rado le sue tavolozze visualizzano, con pennellate essenziali, decise chiare, senza pasticci, il morbido paesaggio trevano, spellano, e assisano, geometrizzato da ordinari filari di argentei ulivi, interrotti da arruffati cespugli e/o siepi di spontanee ginestre, colte nell’esplosione di giallo screziato dal rosso di manti distesi di papaveri. Spesso questi tappeti di giallo-rosso-verde sono fissati in una dinamica di movimento laddove si ha l’impressione che le erbe si cullino, spinte dal vento sereno, in una sorta di ninna nanna, or qua or là. Non è enfatico o pretestuoso sostenere che la Palini è da considerarsi la pittrice del vento.
È una figurazione che senza indulgere all’iconografia fotografica formalizza le dolci colline umbre, punteggiate da permanenze architettoniche di memoria medievale che si inerpicano sugli “ermi” colli a mostrare i segni vetusti di una gloria che ieri ci illuse, oggi ci illude. Si tratta di un paesaggio, quello che la Palini corporeizza, che concorre a determinare quella qualità della vita che tante Università americane considerano unica al mondo. Con eguale e tenera distribuzione cromatica (lungi da ogni violenza coloristica) la pittrice impreziosisce le sue armoniose composizioni floreali e le sue nature morte colte più per offrire ed offrirsi in dimensione estetica, piuttosto che restituire un fotogramma reale. È una pittura solare e gioiosa, senza sbavature, senza incertezze. È la natura umbra che si fa poesia per il tramite della pittura.
Anche quest’anno la Compagnia Teatrale ‘l Castello” ci porta fuori dall’inverno con la rassegna teatrale Trevi alle 5″.
Sei appuntamenti domenicali con spettacoli di alta qualità messi in scena da compagnie di livello nazionale.
Giunti alla tredicesima edizione la Compagnia intende rivolgere un pubblico ringraziamento agli Amministratori del Comune di Trevi, che si sono succeduti nel corso degli anni e che hanno sempre creduto in questa manifestazione.
Il Presidente del Comitato Organizzatore Costantino Muzzi
La compagnia teatrale “AI Castello” nasce a Foligno nel 1990ed ha sede nello storico Castello di S. Eraclio.
Come parte dell’omonima Associazione Culturale, produce spettacoli esclusivamente in lingua ed organizza rassegne e corsi di formazione teatrale di vario livello, tenuti sia da componenti della compagnia che da esperti esterni. Nel corso degli anni ha acquisito esperienza anche per la definizione e realizzazione in proprio delle scenografie e dei costumi. E’ inoltre autonoma per quanto riguarda luci, audio e altri servizi tecnici di palcoscenico. Dall’anno 1994 organizza la rassegna teatrale a carattere nazionale
Sono poco noti questi versi della poetessa perugina dedicati “AD ANDREA MAFFEI”
Forse non è la migliore composizione ispirata dal Clitunno, ma ripropone il gusto e lo stile di alcuni salotti dell’epoca.
É sicuramente interessante l’ultima parte, virgolettata nell’originale, tradotta quasi letteralmente dal Byron.
Il libretto è di formato tascabile (cm 7 x 11,2) e consta di 440 pagine.
Versi
di
Maria Alinda Brunamonti
nata Bonacci
Firenze
Successori Le Monnier
1875
Vieni, o cortese e venerato amico, Né t’incresca posar fra le tacenti Ombre, ove l’onda del Clitunno antico Da sotterranee grotte ha le sorgenti; Vieni, e per poco del natio Benaco Lascia il flutto, le selve e il rezzo opaco.
E un angelo parrai che le celesti Sfere suol sempre innamorar col canto, Invisibile ai rai sceso fra questi Solinghi lochi a trattenersi alquanto, Ove, i cieli obbliando, una canzone D’incolta villanella a udir si pone.
A me i boschi e le fonti un’armonia Semplicetta ed umil spirano in petto, Piovono a te nell’alta fantasia Le imagini leggiadre e il dire eletto, E sulle tue canute chiome spande L’arte, dolce amor tuo, baci e ghirlande.
Vòlto alla parte ove tramonta il giorno, Aspro di scogli si solleva un monte, Che il dorso ha d’elci e d’oliveti adorno E freddo e terso al pie’ fra’ sassi un fonte, Da cui con molti zampilletti vivi Pei muschi rugiadosi escono i rivi.
Erran sul prato fra le folte erbette I vergini ruscelli mormorando, E baciano i cespugli e l’isolette, Fra sinüose sponde rigirando, Finche in un letto sol tutta s’accoglie L’acqua che il corso lentamente scioglie.
Povero sì, ma il piccoletto fiume Mai non nega ristoro agli arboscelli E agli armenti che in esso han per costume Di scendere a bagnarvi i bianchi velli; Povero sì, ma pur torbide e bionde Non fa giammai le sue purissim’onde.
La villanella scalza e leggiadretta Va ad attingervi l’acqua ogni mattina, E la ritrova ognor gelida e schietta, Come appena dal ciel scesa la brina, E vede nel suo sen lucido e mondo I pesci erranti e i sassolini al fondo.
Così tranquillo ed umile s’avanza Per una ricca e florida campagna, Dove ride la pace e l’abbondanza Che spesso all’umiltà ne va compagna; Perché una mente torbida e superba Spesso rifiuta il ben che Dio le serba.
Poco lunge dal suo margo fiorito, Dall’alghe verdoline e dai canneti, Miro un argine alzarsi ampio ed ardito, Fra cui volge talor flutti inquïeti, Quand’e nutrito di montana pioggia, Il torrente che nomasi Marroggia.
Nelle autunnali procellose notti Talvolta io lo sentii gonfio e muggente, Del vento all’ulular, cogli alti fiotti Le sponde e il ponte minacciar repente, Di belletta lasciando e di pantani Molli e fangosi i sottoposti piani.
Pure il furor del ruinoso flutto Abbassa presto il minaccioso aspetto, E tornano a calcar col piede asciutto La bianca ghiaia del suo secco letto, Onde prima fuggian per lo sgomento, I pastorelli e il mansueto armento.
Così danno e paura al mondo arreca L’oltracotanza ambizïosa e stolta, Ma cessa in breve quella furia cieca E l’umiltà trionfa un’altra volta, Poi ridono i fanciulli e fan sollazzo Di ciò che pria menò tanto rombazzo.
Te, Clitunno gentil, sempre in eguale Temperanza di sorte il Ciel mantiene, Alla stagione estiva e all’invernale Segui il tuo mormorio placido e lene, Lieto abbastanza colle limpid’onde Di farti specchio delle ombrose sponde.
De’ rivoli montani la ricchezza Accogliere nel grembo a te non piace, Per non turbar dell’acque la chiarezza E del tuo corso la modesta pace; Che tu basti a te stesso e non presumi Uguagliarti in dovizie agli altri fiumi.
Simile alla ritrosa verginetta Che pompa far de’ vezzi suoi non usa, si restringe in se casta e soletta E le collane splendide ricusa; Che a far più bello il suo natio candore Dell’orticello suo le basta un fiore.
Eppur, quantunque poverello e umìle, A minor gloria il nome tuo non sale; Che di Virgilio ancor nella gentile Campestre melodia vivi immortale, E ancor sembra vedere uscir da’ tuoi Lavacri immacolati i bianchi buoi.1
Dal tuo monte natio scendeano un giorno Vene più ricche, se la fama e vera; Cento delubri alle tue rive intorno Feano la valle popolosa e altera, E di terme e di barche era frequente Questa salubre e amabile corrente. 2
Ma quando dai più eccelsi ai gioghi bassi Del tremuoto s’udì fremer la romba, Sviate allo scrosciar dei gravi massi, In sotterranei laghi ebber la tomba L’acque tue molte che nel sen dei poggi Stan forse occulte e silenziose anch’oggi.
Svelto e leggiero in sulla destra sponda, Di salici piangenti appo un boschetto, Sopra un clivo che il pié bagna nell’onda, Antichissimo s’alza il tuo tempietto, Che mentre per mirarti in te s’affaccia D’esser sì vago par che si compiaccia.
Qui col nome d’Aroldo un dì venìa L’anglo bardo infelice al par che grande, Qui l’ispirato labbro a un canto apria Che ancor fra queste sacre ombre si spande:3 Oh quella nota sì soave e lieta Nell’itala armonia ch’io la ripeta!
« E tu, Clitunno, di tue chiare linfe Nei gelidi cristalli Offri specchio e lavacro Alle candide Ninfe. Tu pei bianchi torelli Cresci coll’onde trasparenti e schiette Sulle tue sponde le virenti erbette.
» Il più puro dei Numi, a cui nel viso Eternamente splenda Di pace e d’innocenza almo sorriso, Certo sei tu: mai di nefasta, orrenda Strage il loco fu pieno, Ne’ l’acque rosseggiar di sangue infette, In cui godon mirarsi, e il casto seno Tergere e il molle fianco Leggiadre verginette.
» Sulla gioconda balza A te, Clitunno, dove il colle inchina, Piccoletto e gentil tempio s’innalza; Sott’esso l’argentina Acqua cheta si volve, Mentre nei più profondi Seni s’aggira il pesciolin lucente, O lieto guizza a fior della corrente; E appare a quando a quando L’ondivaga ninfea lenta vogando, Ove bisbiglia il fiumicel più basso I suoi segreti amori Con roco mormorio fra sasso e sasso.
» Deh ti sofferma, o peregrino, un poco, E non partir se benedetto in pria Non abbi al genio che tutela il loco! Se il tuo ciglio accarezza Un zeffiro più blando, ei te l’invia; Se più verde freschezza Questo margine allieta, e se nel core Inusata dolcezza Qui natura t’infonde, e con soave Battesmo in una breve ora gradita Lava la polve della stanca vita, A lui tu il devi; ed e per lui soltanto Se dei terreni affanni Un dolce obblio ti riconforta alquanto! »
(Perugia 1841-1903), da famiglia originaria da Recanati, seguì severi studi classici e letterari e a 15 anni pubblicò una raccolta di “Canti” dedicati a Pio IX. Nel 1854 la sua famiglia dovette lasciare Perugia per motivi politici e si stabilì prima a Foligno e poi a Recanati. Nel 1868 tornò a Perugia e sposò Pietro
Brunamonti
da Bevagna.
Ebbe l’amicizia di illustri personalità: Mamiani, Tomasseo, De Sanctis, Zanella e Andrea Maffei, a cui dedicò i versi sopra riportati. Fu in ottima relazione anche con
Francesco Francesconi
di Trevi.
Altre pubblicazioni: Canti Nazionali (Recanati, 1860) ,Canti Campestri (Perugia, 1876), I Nuovi Canti (Città di Castello 1887), Discorsi d’Arte (1898) e Ricordi di Viaggio (Firenze 1905-1907, postumi). “A suo tempo la poetessa fu molto valutata, poi la critica l’ha ricondotta entro limiti più consoni” (da: Mario Tabarrini,
Comune di Trevi – Provincia di Perugia – FAO – Città dell’Olio – Produttori Olio di Trevi AIAB – Città del Bio
GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE
29 Novembre2008
L’Italia con L’ONU contro la fame nel mondo
Celebrazioni ufficiali 2008
Trevi
Sala conferenze
di S. Francesco
ore 10
Ore 10
Saluto delle Autorità Giuliano NALLI – Sindaco di Trevi
Introduce Stefania MOCCOLI – Assessore Comune di Trevi
Intervengono Carlo ANTONINI – Assessore Provincia di Perugia Dal diritto al cibo per tutti all’eccesso di alimentazione
Giovanni FANFANO – Responsabile Sviluppo Commerciale Cir Food La sicurezza alimentare nei servizi di refezione scolastica
Donato GRECO Centro Nazionale Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute Istituto Superiore di Sanità – Roma Prevenire l’obesità infantile
Paolo MORBIDONI – Vice Presidente Associazione Nazionale città dell’Olio L’olio extra vergine di oliva: alimento non solo condimento
Daniela RIGANELLI – Aiab e città del Bio Il Messaggio Bio “la Cultura del Territorio nella crescita dei bambini”
Ore 12.30
Museo della Civiltà dell’Ulivo Inaugurazione mostra ExChange immagini di cambiamento dal mondo dellExtravergine
Ore 13
Premiazione Concorso per immagini e video “ExChange” Massimo SISANI – Presidente Ass. Produttori Olio di Trevi Assegnazione premio alla scuola vincitrice
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Tutti i venerd?precedenti gli spettacoli dalle 17 alle 19 presso la sede (Via Nicol?Alunno, 34) tel. 0742.345518
Tutti i sabati precedenti gli spettacoli dalle ore 10 alle12 e un’ora prima dell’inizio al botteghino del
Teatro Clitunno
Tel 0742.381768
LA COMPAGNIA
La compagnia teatrale “AI Castello” nasce a Foligno nel 1990ed ha sede nello storico Castello di S. Eraclio.
Come parte dell’omonima Associazione Culturale, produce spettacoli esclusivamente in lingua ed organizza rassegne e corsi di formazione teatrale di vario livello, tenuti sia da componenti della compagnia che da esperti esterni. Nel corso degli anni ha acquisito esperienza anche per la definizione e realizzazione in proprio delle scenografie e dei costumi. E’ inoltre autonoma per quanto riguarda luci, audio e altri servizi tecnici di palcoscenico. Dall’anno 1994 organizza la rassegna teatrale a carattere nazionale
prof. Mauro Norton de Neville Rosati di Monteprandone
Rettore del Centro di Studi internazionali, giuridici e dei media “Giovanni Bernardino Delfico”
Il relatore è consultore scientifico dell’Annuario della nobiltà Italiana, antica e prestigiosa pubblicazione fondata nel 1893 dal famoso araldista Goffredo di Crollalanza (1855-1905) .
Trevi- Sala del Consiglio comunale.Particolare del soffitto (foto 2012-0522)
Il prof. Mauro Norton de Neville Rosati di Monteprandone, appartiene ad una antica famiglia marchigiana con ascendenti inglesi, risalenti direttamente, tramite i de Neville, ai Lancaster ed Edoardo III.
É un cultore delle scienze araldiche e genealogiche ma nella vita professionale è un avvocato internazionalista, conferenziere con studio a
Londra, Roma, Monaco di Baviera e docente universitario nel Regno Unito, a Lugano e Roma.
Accanto alla attività professionale ed accademica è altresì “giornalista”, direttore editoriale di
Calciolive24 international
nonché redattore della pagina economica di AGENZIA STAMPA ITALIA.
Sarà affrontata la tematica della nobiltà e della araldica, come scienza ausiliaria della storia con un attento esame alle regole nella creazione degli stemmi e nella simbologia degli stessi e nella seconda parte saranno affrontate invece le norme giuridiche attinenti la “governance” delle “CITTÀ” nello stato pontificio in generale ed a Trevi in particolare.
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” End if Else R = MAtoR(Year(Date), Month(Date)) End If Dim OldCat Dim vdi, vdf vdi = Per2Date(R, False) vdf = Per2Date(R, True) TargetLink = “” fEmptyRecordset = False fFirstPass = True fNeedRecordset = False If IsEmpty(Session(“rs_appunta”)) Then fNeedRecordset = True Else If Session(“rs_appunta”) Is Nothing Then fNeedRecordset = True Else Set rs_appuSQL = Session(“rs_appunta”) End If End If If fNeedRecordset Then Set AppuEven = Server.CreateObject(“ADODB.Connection”) AppuEven.ConnectionTimeout = Session(“AppData_ConnectionTimeout”) AppuEven.CommandTimeout = Session(“AppData_CommandTimeout”) AppuEven.Open Session(“AppData_ConnectionString”), Session(“AppData_RuntimeUserName”), Session(“AppData_RuntimePassword”) Set cmdTemp = Server.CreateObject(“ADODB.Command”) Set rs_appuSQL = Server.CreateObject(“ADODB.Recordset”) cmdTemp.CommandText = “SELECT DISTINCTROW Titolo.Codice, Titolo.DtIni, Titolo.DtEnd, Titolo.Orario, Titolo.OraRif, Titolo.Grass1, Titolo.Corsi1, Titolo.Sopra1, ” cmdTemp.CommandText = cmdTemp.CommandText + “Titolo.Grass2, Titolo.Corsi2, Titolo.Sopra2, Titolo.Titolo, Titolo.SottoT, Titolo.RicURL, Titolo.CodURL, ” cmdTemp.CommandText = cmdTemp.CommandText + “Descr.Ordine, Descr.Ora, Descr.Grass, Descr.Attivita, Titolo.Utente, Titolo.Agg ” cmdTemp.CommandText = cmdTemp.CommandText + “FROM Descr RIGHT JOIN Titolo ON Descr.Codice = Titolo.Codice ” cmdTemp.CommandText = cmdTemp.CommandText + “ORDER BY Titolo.DtIni, Titolo.OraRif, Descr.Codice, Descr.Ordine” cmdTemp.CommandType = 1 Set cmdTemp.ActiveConnection = AppuEven rs_appuSQL.CacheSize = 100 rs_appuSQL.Open cmdTemp, , 1, 3 End If On Error Resume Next If rs_appuSQL.BOF And rs_appuSQL.EOF Then fEmptyRecordset = True On Error Goto 0 If Err Then fEmptyRecordset = True If fNeedRecordset Then Set Session(“rs_appunta”) = rs_appuSQL End If rifini = False rifend = False %>
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