Autore: Franco Spellani

  • La chiesa delle Lagrime (263), di T.Valenti

    La chiesa monumentale della Madonna delle Lagrime

    XVIII I MONUMENTI SEPOLCRALI

    6°). MONUMENTO DI MONTE VALENTI.

    (Tommaso Valenti, La chiesa monumentale della Madonna delle Lagrime, Roma, Desclèe, 1928 – pagg. da 253 a 254)

    [ I numeri in grassetto tra parentesi acute < > indicano le pagine del volume originale. Le parole divise a fine pagina sono trascritte interamente nella pagina in cui iniziano]

    <263>

    Prima di occuparmi del monumento, mi pare utile soddisfare la curiosità del lettore, dinanzi ad un nome che è talmente fuori dell’usuale, da non trovarsi registrato — per quanto io so — in nessun calendario, nè in alcun martirologio.

    «Monte», era il nome di battesimo del terzo figliuolo maschio che ebbero i coniugi Benedetto Valenti e Felicita Petrelli, ambedue di Trevi. Quale sia l’origine di questo nome ci è detto dal padre stesso, che nelle sue memorie autografe, già citate, lasciò scritto: «1527 — La notte che precede il dì de S. Lucia (12 Decembre) nacque il tertio figlio maschio; quale per essere stato guadagnato in Gualdo, Nocerine diocesis, alli servizi del mio R.mo de Monte, volsi che Monte si chiamasse. Faccia Dio che almino de literatura, sia assìmile ad sua signoria. Nacque ad hore 4»(1).

    Era, infatti, legato a Gualdo Tadino, fino dal 1514, il cardinale Antonio Ciocchi, del Monte Sansavino, conosciuto più comunemente per il cardinale «del Monte». Presso di lui era, in qualità di uditore delle cause il trevano Benedetto Valenti, che, un poco cortigianamente, volle imporre quel nome al suo terzogenito maschio.

    Ma — nonostante l’originalità di questo nome —; è notevole il fatto che, almeno nel comune di Trevi, ebbe qualche imitatore, come ho trovato nei registri delle nascite, di poco posteriori a quell’epoca.

    ________________________

    (1) Archivio «delle 3 chiavi». Trevi – N. 263, f. 79t.

    <264>

    * * *

    Quando Monte Valenti fece il suo primo testamento in Roma nella sagrestia di S. Bartolomeo all’Isola il 6 Maggio 1587, per mano del notaio Giovanni Finali, di Luni, dispose, prima di tutto, che, ovunque esso testatore venisse a morire, il suo cadavere fosse trasportato a Trevi sua patria, e sepolto nella chiesa delle «Lagrime»; e che in memoria di lui si erigesse onorevole sepolcro, se a ciò non avesse esso stesso provveduto in vita, come sperava.

    Il monumento doveva essere collocato sopra la porta maggiore della chiesa, tra quelli del padre suo, Benedetto, e di suo fratello Romolo. E volle che, tra gli altri ornamenti, fosse sul monumento collocato il busto in marmo, che il testatore stesso si era fatto eseguire, da vivo, in Roma. E lasciava per tale scopo 10 «fiorini» alla chiesa (1).

    Ma egli fu sorpreso dalla morte, prima di poter mandare ad effetto il suo proposito. Onde Alfonso, figlio ed erede di Monte, provvide a dare esecuzione alla volontà espressa dal padre. Il monumento non fu collocato, come il testatore avrebbe desiderato, sopra la porta maggiore della chiesa; ma fu, invece eretto nel posto attuale. Forse perchè più ampio lo spazio ed il luogo più adatto allo scopo; forse anche perchè meglio si contribuiva, con l’erezione del nuovo monumento alla decorazione del tempio.

    Questo sepolcro (N. 16 della pianta e Fig. 49) non è opera di arte di molta appariscenza. Semplici le linee architettoniche, poche e sobrie le ornamentazioni, non troppo vivaci le tinte dei marmi; ma notevoli le proporzioni: M. 7 X 2,90.

    Su di uno zoccolo, che porta a lettere d’oro l’ iscrizione funebre, collocata — sorretta da due mensole — l’urna sepolcrale, dal coperchio arcuato. Sopra questa, in un tondo, il busto del defunto, di grandezza poco più del naturale, in marmo bianchissimo (Fig. 50); opera assai pregevole, ma d’artista sconosciuto. Dobbiamo ritenere che l’effigie sia anche assai somigliante all’originale, giacchè eseguita lui vivente. E quando avrò detto qual egli fosse, il lettore si persuaderà, come me, che difficilmente il Valenti avrebbe tollerato un’opera meno che corrispondente alle esigenze sue!

    Il monumento termina con un timpano semplicissimo, al disopra

    _______________________

    (1) Archivio Valenti – Instrum. Pars I. – A – f. 158 ss, Esecutori testamentari furono il Card. Alessandro Farnese, il vicecancelliere di S. Chiesa Michele Bonelli, vescovo di Alessandria, nepote di S. Pio V, e Filippo Guastavillani.

    <265> del quale è lo stemma, sormontato dal cappello prelatizio; ma il Valenti non era un sacerdote; come dirò in appresso.

    La parete alla quale è addossato il monumento fu abbondantemente decorata di pitture a fresco. Sotto una specie di baldacchino, sormontato da una croce, il pittore ha rappresentate la Giustizia e la Carità. Sotto di queste, due figure di profeti, danneggiate dal tempo; in basso simboli mortuari. Anche questa pittura è da attribuirsi ad uno degli Angelucci da Mevale, pittori del secolo XVI già ricordati (1).

    L’iscrizione del monumento è questa:

    D. O. M.

    MONTI VALENTI TREBANO BENEDICTI F.
    QUI AB PRIMA JUVENTUTE AD EXTREMUM SENIUM CLARE IN AULA ROMANA
    CELEBRITATIS PROTONOTAR. QUINQUE SUMMIS PONTIFICIBUS
    IULIO III. PAULO IIII. PIO IIII. PIO V. GREGORIO XIII
    SINGULAREM INGENII DILIGENTIAE INTEGRITATIS OPERAM PRESTITIT
    ROMAM BONONIAM ANCONAM LATIUM PICENUM UMBRIAM AEMILIAM
    PER OMNES PROBATUS INFERIORUM MUNERUM GRADUS
    PARI AEQUITATIS ET PRUDENTIAE FAMA GUBERNAVIT
    GRASSANTES IMPOTENTI LICENTIA IN CUIUSQ. FORTUNAS AC VITAM
    LATRONES COMPESCUIT PUBLICIS REGENDIS FINIBUS CONSULENDO
    JUREDICUNDO PERPETUUS ROMANA E AMPLITUDINIS PROPAGATOR
    AETATE PRAECIPITI IN FARNESIANAE LIBERALITATIS QUIETEM SECEDENS
    UNIVERSAM ALEXANDRI CARDINALIS DICIONEM PACATISSIME REXIT
    VIXIT ANN. LX MENS. XI. DIES XII. OBIIT ROMAE DIR XXIIII. NOVEM. MDLXXXVIII
    ALPHONSUS F. PARENTI OPT. P. C.
    (2).

    Se non mi fossi proposto di non trattenermi a lungo sui personaggi qui sepolti, mi si sarebbe presentata ora l’occasione di parlare

    (1) Cfr. sopra, pag. 158. (2) A Dio Ottimo Massimo — A Monte Valenti, trevano, figlio di Benedetto — che dalla prima giovinezza all’estrema età fu nella curia romana protonotario apostolico d’ illustre fama — prestò opera singolarissima d’ingegno, di diligenza, d’integrità a cinque sommi pontefici: Giulio III, Paolo IV, Pio IV, Pio V, Gregorio XIII. Dopo essere stato provato in incarichi minori di ogni genere, con eguale fama di equità e di prudenza governò Roma, Bologna, Ancona, il Lazio, il Piceno, l’Umbria, l’Emilia. Represse i briganti che con sfrenato ardire davano assalto ai beni ed alla vita d’ognuno. Nel dar pareri e giudizi per la difesa dei confini dello stato fu continuo sostenitore della Romana grandezza. Sul finire della vita ritiratosi nella quiete della munificenza Farnesiana, governò tranquillamente tutti i dominii del cardinale Alessandro.

    Visse 60 anni, 11 mesi e 12 giorni. Morì a Roma il 24 Novembre 1588.

    Il figlio Alfonso all’ottimo genitore fece porre.

    <266> diffusamente della vita e delle opere di Monte Valenti, che ebbe parte principalissima e, sopratutto, molto appariscente, negli avvenimenti pubblici dei tempi suoi. Tuttavia non posso a meno di accennare qualche cosa di lui, riservandomi di tratteggiare più ampiamente la sua storia in un altro mio scritto.

    Da giovane, Monte Valenti si dedicò allo studio delle leggi. Sposò Lorenza Lucarini, di Trevi. Ebbe tre figli: Alfonso, Subrezia e Benedetta. Morte in giovane età la moglie e le due figliuole, si trasferì a Roma, al servizio della curia pontificia. In breve tempo venne in onore e fu tenuto in grande considerazione. Il suo carattere energico gli valse incarichi di molta difficoltà. Severo esecutore di severissimi ordini, fu inviato ovunque occorresse combattere i nemici della società e della pubblica quiete.

    Così, a soli venticinque anni, Giulio III lo mandava commissario in Romagna e nell’Esarcato di Ravenna. Nel 1555 è governatore di Assisi, poi di Cesena. Nel 1564 Paolo IV lo manda con pieni poteri commissario a Terni, dove nobili e popolani sfogavano le loro ire di parte.

    Il Valenti si valse dei pieni poteri concessigli nel modo più rigido, che taluno disse feroce; onde è ancora viva la memoria delle esecuzioni numerose e tragiche da lui ordinate, rese anche più fosche da leggende truculente, che intorno all’opera sua si erano formate; delle quali, però, manca finora una seria documentazione. Ma non è mia intenzione prendere le eventuali difese di questo esecutore di giustizia, che la sua opera ispirò alle consuetudini dei tempi, informandole anche senza pietà — agli stessi istinti sanguinari con i quali i cittadini si trucidavano tra loro. É certo però che gli storici contemporanei non furono con lui così aspri, come quelli dei tempi più recenti.

    L’impresa di Terni e l’opera da lui similmente esplicata nelle Marche — a Macerata, Ascoli ed Ancona — gli valsero la nomina a governatore di Roma (1). E numerosi, documenti dell’archivio Capitolino attestano della attività e rigidezza di Monte Valenti.

    Anche a Bologna, nel 1579, il Valenti dette della sua energia prove assai efficaci. Quando i briganti infestavano quel territorio applicò taglie vistose; ed a chi portasse qualche testa recisa, faceva dare un premio in contanti! Ed alla caccia spietata contro tali delinquenti prendevano parte attiva tutti coloro che potevano e volevano:

    (1) Archivio vaticano. Segr. Brev. 28-f. 39.

    <267> icittadini e contadini, ufficiali del governatore e i suoi famigli; e, finalmente, egli stesso, in persona!

    Dopo molti anni di così agitata esistenza, volle il nostro ritirarsi a vita più tranquilla. E la trovò nell’incarico affidatogli dal cardinale Alessandro Farnese, di sopraintendente ai suoi numerosi feudi. Onde il Valenti visse gli ultimi anni di sua vita nello splendore della villa Farnesiana a Caprarola; fino a che — poco più che sessantenne — si spense a Roma in una sua casa in via dell’Orso.

    Queste, in pochissime parole, le imprese dell’uomo, che il visitatore del nostro tempio vede qui in aspetto così apparentemente sereno e tranquillo!

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    088

  • La chiesa delle Lagrime (261), di T.Valenti

    La chiesa monumentale della Madonna delle Lagrime

    XVIII I MONUMENTI SEPOLCRALI

    5°). MONUMENTO DI TIBERIO NATALUCCI.

    (Tommaso Valenti, La chiesa monumentale della Madonna delle Lagrime, Roma, Desclèe, 1928 – pagg. da 261 a 263)

    [ I numeri in grassetto tra parentesi acute < > indicano le pagine del volume originale. Le parole divise a fine pagina sono trascritte interamente nella pagina in cui iniziano]

    <261>

    É — più propriamente parlando — una memoria funebre; perchè il defunto non è qui sepolto, e perchè si tratta, anzichè di un

    <262>
    monumento, di una lapide commemorativa, che è opera recente dello scultore Giovanni Biscarini, di Perugia (Fig. 48).

    La targa in marmo di Carrara, è divisa in tre scomparti. Ai lati sono scolpiti a basso rilievo emblemi musicali. Nello scomparto di mezzo è incisa l’ iscrizione:

    Monumento del M° Tiberio Natalucci

    A TIBERIO NATALUCCI PATRIZIO DI TREVI
    MORTO IL X FEBR. MDCCCLXVIII DI A. LXI. M. VII G. VII
    GRAN MAESTRO DI MUSICA
    VALENTISSIMO DELLA SACRA CHE LO RINOMÒ IN TALIA
    CITTADINO BENEMERITO
    PER OFFICI PUBBLICI CON INTEGRITÀ SOSTENUTI
    PER ILLUSTRAZIONE DELLA PATRIA ISTORIA
    PER INCREMENTO DATO ALLE ARTI ALL’AGRICOLTURA
    PIO CARITATIVO GENEROSO DA TUTTI COMPIANTO
    LA CONS. ADELAIDE IL FIGL. GIUSEPPE I FR. FRANCESCO LUIGI
    L’ONORARIO TUMULO P. P. IN QUESTO TEMPIO
    CHE MAI VIDE TANTA FREQUENZA DI POPOLO
    QUANTA D’OGNI DOVE ACCORSE AL FUNERE SOLENNISSIMO
    CHE QUI DEDICAR AI MERITI DEL DEF. L GIORNI DOPO LA MORTE
    GLI AMICI I DISCEPOLI ED ESIMI COLLEGHI NELL’ARTE MUSIC.
    GRAZIOSAMENTE DALL’ ITALIA CONVENUTI

    Il Natalucci, che fu veramente valente maestro di musica, allievo di Mercadante nel Conservatorio musicale di Napoli, e che fu benemerito cittadino e gentiluomo perfetto, avrebbe meritato anche più grandi elogi; ma bisogna riconoscere che l’epigrafe, così com’è, lascia troppo a desiderare sotto il punto di vista letterario ed anche ortografico.

    Al disopra dell’iscrizione è in un tondo il busto del Natalucci, che dicono assai somigliante.

    La targa marmorea termina in basso con una mensola, nel centro della quale è lo stemma gentilizio dei Natalucci, famiglia patrizia ed antichissima di Trevi.

    Come opera d’arte questa memoria funebre non è di grande importanza, nè di grande mole; ma è condotta con buon gusto e serietà, come porta l’ambiente artistico e fine della città dalla quale proviene.

    Le notizie biografiche del Natalucci sono sommariamente contenute nella iscrizione che ho riportata. E’ da aggiungere che alla grande attività di lui la nostra Trevi deve — tra altro — la costruzione

    <263>
    della pittoresca «Strada nuova» che congiunge l’abitato con la stazione ferroviaria, e che passa anche dinanzi alla nostra chiesa.

    Continuando l’opera del suo proavo Durastante — da me più volte ricordato in questo scritto — il M. Tiberio Natalucci completò, fino ai tempi suoi ultimi, il lavoro di storia trevana, che Durastante aveva dovuto interrompere circa un secolo prima.

    La produzione musicale del Natalucci fu assai abbondante, specialmente nel genere ecclesiastico. Molta fu pubblicata dall’editore Lucca di Milano. Come ricorda l’iscrizione, i maggiori artisti del tempo vollero rendere solenni onoranze funebri al compianto Maestro in questa stessa chiesa, dove il 1° Aprile 1868 fu celebrata una messa funebre con musica dello stesso Natalucci, eseguita da vere celebrità musicali del tempo; primo tra tutti il famoso maestro Giovanni Sgambati, allievo prediletto e parente del Natalucci.

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    088

  • Natura

    Trevi nella natura

    Il territorio del comune di Trevi comprende una parte pianeggiante (quota inferiore 210 m) caratterizzata da fertilissimi seminativi, solcati da numerosi corsi d’acqua tra cui il celeberrimo

    Clitunno

    , una fascia collinare completamente coperta di olivi e infine la zona più in alto coperta di boschi e prati sommitali.

    L’abitato di Trevi è letteralmente circondato dal verde. Dalle mura che recingono il centro storico ci si affaccia direttamente sugli oliveti.

    La PASSEGGIATA è un magnifico viale alberato lungo 800 metri, pianeggiante, con suggestiva visione panoramica della valle sottostante.

    Strade carrozzabili sterrate portano in 10 minuti ad oltre 1000 m di quota, da cui si possono facilmente raggiungere le vette del monte Brunette a m 1425 e del monte Serano a m 1429.

    Tra gli innumerevoli percorsi più o meno impegnativi l’Associazione Pro Trevi suggerisce TREVI: quattro passi tra storia e natura, una guida esaustiva che attraverso 14 itinerari in collina e montagna descrive minuziosamente il paesaggio, il terreno, la flora, la fauna e la storia.Altrettanto esauriente, Trevi de planu (2001) illustra il paesaggio, gli insediamenti, le emergenze storico-artistiche e naturalistiche, i personaggi e le tradizioni dell’amenissima vallata nostra.

    Di particolare interesse naturalistico e ambientale è il fiume Clitunno. E’ il più importante corso d’acqua, di portata regolare, che solca la valle e certamente ha influito sulla storia e sull’economia del comune. Ha ispirato in ogni tempo importanti autori, nel campo delle arti figurative e della letteratura.

    www.treviambiente.it: il più completo website sull’ambiente locale

  • Sensi: Storia della Famiglia Valenti

    Comune di Trevi – Sistema Museo

    I Venerdì della Storia Trevana Dall’Ottocento al Novecento – Marzo – Giugno 2019
    Venerdì 1 Marzo 2019 Ore 17
    Sala dello Spagna

    La Storia della Famiglia Valenti

    Relatore prof. Luigi Sensi

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    EVENTI

    APPUNTAMENTI

  • Festa patronale di S. Emiliano 2019

    PERINSIGNE COLLEGIATA DI S. EMILIANO IN TREVI

    FESTA DI SANT’ EMILIANO 2019

    Vescovo e martire

    PATRONO DELLA CITTÀ E DEL COMUNE DI TREVI

    GIOVEDÌ 24 GENNAIO
    Ore 12.30 Solenne Esposizione della statua di S. Emiliano TRIDUO DI PREPARAZIONE – DUOMO S. EMILIANO A TREVI
    GIOVEDÌ 24 GENNAIO Ore 18 S. MESSA
    Animeranno la liturgia le Comunità dì Borgo Trevi, Cannaiola, Picciche e S. Lorenzo,
    VENERDÌ 25 GENNAIO
    Ore 16 ADORAZIONE EUCARISTICA E CONFESSIONI SACRAMENTALI Ore 18 S. MESSA
    Animeranno la liturgia le Comunità di Matigge, S. Maria in Valle, Manciano e Casco dell’Acqua. SABATO 26 GENNAIO
    Ore 18 S. MESSA PREFESTIVA
    Animeranno la liturgia le Comunità di Trevi, Bovara, La Pigge e Coste.
    DOMENICA 27 GENNAIO
    Ore 15 presso la “Casa della Gioventù ” giochi per bambini e ragazzi
    Ore 17.30 S. MESSA DOMENICALE
    Ore 18.30 STORICA PROCESSIONE DELL’ILLUMINATA
    LA CITTADINANZA È INVITATA AD ADDOBBARE E ILLUMINARE IL PERCORSO
    – Al termine presso la “Casa della Gioventù ” momento di festa insieme –
    LUNEDÌ 28 GENNAIO
    Ore 11 S. MESSA PONTIFICALE Presiede: S. E. Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo dì Spoleto – Norcia
    Offerta dell’olio, per la lampada votiva al Santo Patrono da parte del Comune di Trevi. Servizio liturgico – musicale a cura dei cori delle Parrocchie nel Comune di Trevi
    Ore 18 S. MESSA
    Benedizione e distribuzione dei ramoscelli d’ulivo in onore di S. Emiliano e lettura della “PASSIO SANCTI MLIANI MARTIRIS” a cura dei ragazzi dell’oratorio.
    SABATO 2 FEBBRAIO
    Ore 17 S. MESSA DELLA CANDELORA (Riposizione della Statua)

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    EVENTI

    APPUNTAMENTI

  • Presepi per le strade 2018

    Presepi per le strade 2018

    A Trevi da oltre 20 anni si allestiscono spontaneamente presepi di diverse dimensioni in vetrine, cantine, ingressi o finestre, tutti comunque visibili dalla strada.

    L’iniziativa, nata timidamente in ambito parrocchiale, ha avuto subito numerose adesioni, tanto che attualmente, nel periodo natalizio, si possono ammirare decine di presepi “aperti” lungo i suggestivi vicoli del centro storico e della Piaggia.

    Il principio ispiratore di tale manifestazione è stata una rilettura più ampia dello spirito del Natale, che riporta ai veri motivi per cui Francesco d’Assisi realizzò per la prima volta la sacra rappresentazione: il presepio rivolto all’esterno vuole essere un segno di gioioso annuncio ai passanti e di sincero e più profondo augurio.

    Per poter esporre più presepi, specialmente quelli realizzati dalle varie classi delle scuole e da coloro che non hanno un affaccio sulla strada, fin dal 2007, una trentina di presepi vengono esposti nella suggestiva chiesa di S. Francesco.

    Nel programma dei “Presepi per le strade” da qualche anno si è aggiunta l’opera appassionata dell’Associazione

    Vo.La. Trevi,

    nata con lo scopo di offrire alla città un “tocco in più” ad ogni manifestazione, avvalendosi della laboriosa opera manuale e all’indiscusso senso estetico delle signore che ne fanno parte. Nel periodo natalizio Vo.La. Trevi allestisce presepi dal fascino unico.

    “I presepi si possono suddividere in due categorie:
    NATIVITÀ NELL’ARTE: L’obiettivo è rappresentare e far coonoscere alcune Natività di pittori famosi, di cui alcune presenti nel nostro Territorio, con una ricostruzione a scala naturale utilizzando manichini, costumi dell’epoca e fondali dipinti che riproducono lo sfondo dell’opera originale. Ogni anno il repertorio si arricchisce di almeno un nuovo allestimento.
    LA NOSTRA NATIVITÀ: è laa rappresentazione della Natività in un’ambientazione locale e in una collocazione temporale non tradizionale, con riferimento anche a fatti delle realtà attuale. L’obiettivo è far conoscere aspetti paesagistici e presenze storico artistiche del territorio, poco noti, ma altamente significativi per la storia locale” (Vo.La.)

    1- Piazza Garibaldi

    La “Nostra Natività” in un vecchio lavatoio sul Clitunno a Borgo Trevi temporalmente collocata ai nostri giorni.

    (Assoc. Vo.La.).

    v. Pagina propria

    2-Via Orto degli Spiriti (Laura Politi)

    3- Parco di

    Villa Fabbri

    grande presepe con figure in PS espanso della ditta Bazzica

    4 -Via Lucarini (Farmacia Checcarelli Petrucci)

    5-Via Zappelli (Quelli che …

    è festa tutto l’anno

    !)

    6 – Chiesa di S. Giovanni (Parrocchia S. Emiliano)

    7 – Piazza Mazzini (Il Bartoccio)

    8 -Via Salara (Lucio Ottavi)

    8b – Via Salara

    9-Via Dogali

    La “Nostra Natività” davanti al convento di S. Martino recentemente abbandonato dai frati ivi dopo una custodia di secoli

    10 -Via Dogali

    La “Nostra Natività” ambientata tra i ruderi di Santo Stefano di Manciano, luogo ricco di suggestione, sebbene poco conosciuto.

    11- Via Dogali (Amalia Cecchini)

    12 – Via Dogali

    Presepe storico di ambientazione palestinese in un locale tra manufatti e roccia viva.

    13 – Via Dogali/Vicolo Lungo

    Natività nell’arte. Riproduzione dell’

    Adorazione dei Magi

    del Perugino nella chiesa della Madonna delle Lagrime.

    14- Via Riccardi (Taverna del Castello)

    Natività nell’ Arte: Riproduzione dell’

    di Giotto

    15a -Chiesa di S. Emiliano, part

    Ricostruzione puntuale di paesaggi palestinesi ove è nato e ha operato Gesù.

    Grande opera didattica dei ragazzi del catechismo.

    15b – Chiesa di Sant’Emiliano, part.

    16 – Vicolo San Filippo

    17 – Vicolo Oscuro

    18 – Via della Rocca

    19 -Via Carlo Amici

    Natività nell’ Arte: presepe ispirato alla Natività di Giotto della Basilica inferiore di San Francesco in Assisi –

    Associazione

    20 -Via Carlo Amici

    Natività nell’ Arte

    : presepe ispirato ad un particolare della Natività di Giotto della Cappella degli Scrovegni a Padova –

    21 – Via S. Francesco (Civico 5)

    22 – Via S. Francesco (Paola Meloni)

    23 – Chiesa di S. Francesco

    20 presepi

    24 – Via S. Francesco (Emma Eleuteri)

    25 – Via S. Francesco (Fam .Lombardi)

    26 – Via dell’Orticaro (Chiara Spellani)

    27 – Via dell’Orticaro (Chiara Spellani)

    30 – Via Ombrosa (in memoria di nonno Carlo )

    33- Via dei Setaioli (Mariella Zenobui)

    34- Via dei Setaioli (Franco Spellani)

    36 – Via Cavour (Giorgio Zappelli)

    37 – Via Cavour (Maria Teresa Argenti)

    38 – Via Cavour (Aldo Betori)

    39 – Via della Fonderia (Augusta Chianella)

    40a – Via Montebello (Ugo Fantauzzi)

    40b – Via Montebello (Ugo Fantauzzi)

    41 – Via della Piaggia (Mauro Vitali)

    41b – Via della Piaggia (Mauro Vitali)

    42 – Via della Piaggia (Roberta Tabarrini)

    42p – Via della Piaggia (Roberta Tabarrini)

    43 – Via del Priorato (Nicole Mohamed)

    44 – Via del Priorato (Pietro Pioli)

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  • Concerto capodanno 2019

    Associazione Pro Trevi Comune di Trevi A. GI. MUS. Perugia

    Concerto di Capodanno

    Orchestra da Camera Giovanile
    dell’A.Gi.Mus. di Perugia”Valentino Bucchi”
    Tromba
    Vincenzo Pierotti Direttore
    Salvatore Silivestro
    Martedì 1 gennaio 2019 ore 17.30
    Trevi – Teatro Clitunno
    Ingresso libero

    Programma

    G.Miller Moonlight Serenade F.Lai Love Story E.Morricone Il segreto del Sahara L’estasi dell’Oro (Il buono, il brutto, il cattvo) M.Hatzidakis The Never on Sunday N.Rota Il Padrino — Cristiano Bellavia, violoncello M.Jarre Lawrence d’Arabia E.Piazzolla Oblivion — Federico Galieni, violino Beatles Beatles suite (Michelle – Yesterday- The sound of silence (Oblady Oblada)

    Invito alla danza

    F.Lehàr Oro e argento – Valzer

    J.Strauss An der schönen blauen Donau – Valzer

    Radeztky Marc

    h

    Salvatore Silivestro

    , ha compiuto gli studi di Composizione con Valentino Bucchi, Luciano Chailly e Roman Vlad diplomandosi brillantemente in Compo­sizione, Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio “F. Morlac­chi” di Perugia ed in Direzione d’Orchestra al Conservatorio “G.B. Martini“di Bologna. All’Università degli Studi di Perugia si è laureato in Lettere. Ha frequentato i corsi di direzione d’Orchestra all’Accademia Chigiana di Siena con l’illustre Maestro Franco Ferrara.

    Dopo i primi anni di esperienza professionale come direttore di Coro in Umbria, in Emilia ed in teatro, ha intensificato la propria attività nella direzione d’orchestra specializzandosi nel repertorio operistico e sinfonico – vocale.

    Alla fine degli Settanta, invitato dal Maestro Francesco Siciliani, ha iniziato la collaborazione con la Sagra Musicale Umbra,che lo ha visto impegnato per quasi dieci anni nella ricerca e nella direzione del repertorio corale e strumentale romantico (“Romanticismo corale tedesco”è il titolo di una musicassetta prodotta dalla Sagra a metà degli anni Ottanta dedicata a opere poco note di Schu­bert,Schumann e Brahms) e successivamente nella direzione di prime riprese moderne di grandi oratori soprattutto del Settecento napoletano alla giuda dei complessi corali e strumentali umbri.:Stabat Mater di Traetta e di Caldara,la Passione di Paisiello, Miserere n.2 in do min.di Pergolesi. Nel settembre 1998 fu invitato dalla Sagra Musicale ha dirigere nella Cattedrale S.Lorenzo di Perugia la prestigiosi complessi solisti, sinfonico e corali della Filarmonica Slovacca di Bratislava nel grande oratorio “La Resurrezione di Cristo”di Lorenzo Perosi.L’esecuzione fu accolta da unanimi consensi da parte di tutta la critica nazionale.

    Nel settembre del 2000, sempre nell’ambito della Sagra Musicale Umbra,ha diretto nella Basilica Superiore di Assisi dello stesso compositore “La Resurre­zione di Lazzaro” alla guida dell’Orchestra Filarmonica rumena di Timisoara e di un coro lirico umbro.Di quest’oratorio è stato prodotto per la prima volta il CD dalla Sagra Musicale Umbra.

    Contemporaneamente alla collaborazione con il Maestro Siciliani inizia quella con gli Amici della Musica di Perugia che dalla fine 1978 lo ha visto presente in innumerevoli prestigiose stagioni concertistiche alla guida dei complessi vocali-strumentali umbri invitato dall’indimenticabile donna Alba Buitoni, fondatrice dell’illustre Associazione perugina.

    Salvatore Silivestro è stato uno dei primi a riproporre al pubblico italiano le opere vocali e corali scritte da Mozart nel periodo di militanza nella Loggia massonica di Vienna,tra cui vanno segnalati i grandi affreschi corali e strumen­tali: “Dir Seele des Weltalls”,imponente cantata – le musiche funebri “Maurerische Trauermusik “e“Grabmusik”, ed il “Thamos” (musiche di scena per Soli,Coro e Orchestra ), eseguito in forma scenografica con i solisti della Staats­Oper di Vienna, il 5 dicembre 1991 nel giorno stesso del bicentenario della morte oltre ad innumerevoli musiche scritte per i vari momenti del rituale mas­sonico.

    Ha diretto Orchestre Sinfoniche e da Camera di molte città italiane ed europee.

    E’ stato direttore d’opera in molti teatri della Repubblica Ceca e della Slovacchia. Ha al suo attivo un vastissimo repertorio corale,cameristico,sinfonico e operistico che spazia dal Barocco fino al Novecento con particolare attenzione per il Romanticismo e l’Opera italiana.

    Alla attività di direttore unisce quella di compositore ed arrangiatore. E’docente presso il Conservatorio “F.Morlacchi”di Perugia.

    Vincenzo Pierotti nasce a Gubbio (Perugia) il 05/04/1983. Si diploma in tromba nel 2004 al conservatorio di Perugia. Nel 2006 riceve il premio come “Giovane Talento Italiano” dal Rotary Club di San Miniato. Nel 2009 riceve la Menzione d’Onore al ” II concorso nazionale di tromba Sandro Verzari”. Riceve le idoneità per le orchestre: Arena di Verona, Accademia Santa Cecilia, Teatro Dell’Opera di Roma, Arts Accademy di Roma, La Verdi di Milano e la Sinfonica Abruzzese. Collabora con le orchestre: Accademia Santa Cecilia, I Pomeriggi Musicali di Milano, Arena di Verona, La Fenice di Venezia, La Rai di Torino, la Sinfonica Abruzzese, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Regio di Parma e La Verdi di Milano. Dal 3 dicembre 2012 ricopre il posto di IV tromba presso la Banda della Polizia di Stato.

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    La rappresentazione si ispira alla Natività, di autore sconosciuto della fine del XVI secolo, conservata presso la

    Chiesa Tonda di Pigge

    di Trevi.

    L’allestimento ispirato a quest’opera è stato realizzato dall’Associazione Vo.La.Trevi con l’utilizzo di manichini, vestiti con gli abiti messi a disposizione dai Terzieri del Castello e di Matiggia,

    mentre il Bambinello è stato appositamente modellato in cartapesta. Le strutture architettoniche sono riprodotte in legno e polistirolo. Il fondale dipinto raffigura il paesaggio e alcuni particolari.

    Pigge di Trevi: – La Chiesa Tomda – Pittura di riferimento.

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