Autore: Franco Spellani

  • Famiglia Salvi

    Famiglia Salvi

    (in elaborazione)

    La famiglia Salvi, originaria della balìa di Lapigge, emergente fin dalla metà del XV secolo, “diramata in più casate” fornì alla patria uomini illustri nelle lettere, nella medicina e nel diritto. Da ricordare in particolare Giovanni, giudice, che ebbe incarichi prestigiosi in molte città e fin nella Capitale. Nel suo testamento del 1647 dotò con cospicuo lascito l’altare della Pietà in S. Emiliano già da lui ornato con una notevole tela caravaggesca, la stessa che oggi campeggia sopra il camino del salone superiore della casa ora parrocchiale

    A ulteriore dimostrazione del notevole rango della famiglia Salvi sono da ricordare i matrimoni contratti da suoi membri con donne della famiglia Valenti, la più illustre in Trevi, negli anni 1515 e 1569.

    La famiglia si estinse nella prima metà del 18° secolo, forse con Marsilio Salvi, già trapassato nel 1721.

    Trevi - Chiostro di S. Francesco, Stemma della Famiglia Salvi

    Trevi – Chiostro di S. Francesco,

    Stemma della Famiglia Salvi

    (inedito -Foto 7/2001)

    Padre

    Carlo Salvi

    fu rettore del Convento di S. Francesco.

    Nel cartiglio qui riprodotto, sotto una lunetta del chiostro si legge: PER ILL[VST]RIS DOMINVS CAROLVS SALVIVS

    Trevi - Chiostro di S. Francesco, Stemma della Famiglia Salvi

    Trevi – Chiostro di S. Francesco, Cartiglio e stemma-

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    302

  • Trevi Premia 2012 – Claudio Santoni – Foto

    Trevi Premia 2012 Trevi Premia il prof Claudio Santoni

    Foto della premiazione – Teatro Clitunno

    Trevi Premia il prof. Claudio Santoni - Foto

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  • Trevi Premia 2012 – Claudio Santoni – Foto

    Trevi Premia 2012 Trevi Premia il prof Claudio Santoni

    Foto della premiazione – Teatro Clitunno

    Trevi Premia il prof. Claudio Santoni - Foto

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  • Chiesa S.Andrea – Epigrafi

    Questa chiesa, già citata nel Corpus Inscriptionum Latinarum (C.I.L.) perché al suo interno furono trovate due epigrafi, ora conservate nella Raccolta d’Arte di S. Francesco

    1

    , recentemente ci ha restituito altre due epigrafi classiche. Furono scoperte nel 1970 in occasione di lavori di restauro dell’edificio

    2

    .

    Trevi - Chiesa di s.Andrea di collecchio. Epigrafe classica 1

    Una lastra di calcare locale di cm 53 x 112 x 22 era all’epoca riutilizzata nel gradino del presbiterio. Ora sta addossata alla parete di ingresso.

    Ha gli spigoli alquanto danneggiati: quello inferiore sinistro manca completamente.

    L’iscrizione riprodotta a lato è su due righe, alte rispettivamente mm 68 e 56 e occupa soltanto l’estremità superiore della lapide. Un incavo irregolare di dm 22 x 13 ha danneggiato ambedue le righe.

    Si possono leggere le seguenti lettere:

    T . A V / / / S . T . L
    C R Y / / / / E N E S

    La prima riga potrebbe essere interpretata: T(itus) AV(ufidiu)S – oppure AV(gustu)S, o AV(reliu)S, o AV(soniu)S, o AV(ienu)S, – T(iti) L(ibertus), mentre non ci è stato possibile formulare alcuna ipotesi per la parte mancante della seconda riga. Prima di ENES si scorge la parte inferiore di un’altra lettera che potrebbe essere una G o una S.
    I caratteri sono bene allineati e scolpiti con cura, ma la evidente prolungata permanenza alle intemperie li ha in parte danneggiati.

    Nell’impossibilità di attribuire una data a questa epigrafe dal contenuto del testo, si può tentare di collocarla nei primi secoli della nostra era per la forma dei caratteri. La presenza della Y d’altronde rivela che l’iscrizione è posteriore all’età repubblicana.

    Un’altra epigrafe, pur essendo scolpita in una pietra riutilizzata nell’angolo sinistro della facciata, era rimasta inosservata perché un sottile strato di intonaco ne riempiva le lettere. Fu soltanto la particolarissima illuminazione radente del sole a mezzogiorno che permise di intravedere qualche segno.
    Ora purtroppo è un po’ nascosta da una pur comoda panchina antistante.

    Trevi - Chiesa di s.Andrea di collecchio. Epigrafe classica 2

    La lapide, che nella foto è ruotata di 90° in senso antiorario, misura cm 45 x 69 x 23,5 ed è arrotondata nella parte superiore. Si può leggere:

    I N A G R
    P X V I

    L’altezza delle lettere è di mm 65 nella prima riga e di mm 75 nella seconda. La seconda riga è spostata a destra, e ciò farebbe supporre l’originale presenza di altre lettere nella prima riga dopo AGR, ma l’arrotondamento simmetrico della parte superiore dovrebbe garantirne il taglio primitivo.

    Dal punto di vista epigrafico questa iscrizione non presenta alcun interesse poiché ricalca una comunissima formula dell’epigrafia funeraria che indicava la presenza di una tomba nel campo alla distanza di 16 piedi.

    Queste epigrafi funerarie, insieme alle altre due già rinvenute in questa chiesetta, denunciano la presenza di una strada già esistente in epoca romana (presso quella civiltà era uso seppellire i morti lungo le strade) e pertanto sono una testimonianza dell’antichità della strada che da Trevi andava verso Foligno.

    1199 Ritorna alla pagina Chiesa di S. Andrea Ritorna alla pagina EPIGRAFI

    Note

    1)

    C.I.L. n. 5002 e n.5008

    2)

    Franco Spellani

    ,

    Due epigrafi inedite scoperte a Trevi

    , in

    Spoletium

    , n. 15, 1971

  • Chiesa S.Andrea

    Trevi, Italy. Collecchio, Chiesa di S. Andrea.

    Su un tracciato antichissimo che congiungeva Trevi alla Flaminia verso Foligno, sorge questa chiesetta che conserva, riutilizzati, materiali di monumenti classici, testimonianze dell’antica viabilità.

    La costruzione è orientata con la facciata verso ovest. La facciata termina con un campaniletto a vela, il tutto in buono stato dopo i restauri degli anni ’70.

    altra veduta

    Trevi, Italy. Collecchio, Chiesa di S. Andrea, interno, S. Rocco, affresco XVI sec

    All’interno due affreschi del primo Cinquecento raffiguranti il santo titolare e S. Rocco

    Sullo spigolo nord-ovest e all’interno si trovano due epigrafi funerarie classiche

    Un’altra, proveniente da questa chiesa è conservata nella raccolta comunale

    Recentemente (2014) da S. Martino sono state trasferite in questa chiesa le “Stazioni” della Via Crucis di Adelmo Testa

    Trevi, Italy. Collecchio, Chiesa di S. Andrea, interno, S. Rocco, affresco XVI sec

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  • Trevi Premia 2012 – Claudio Santoni – Foto

    Trevi Premia 2012 Trevi Premia il prof Claudio Santoni

    Foto della premiazione – Teatro Clitunno

    Trevi Premia il prof. Claudio Santoni - Foto

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  • Trevi Premia 2012 – Claudio Santoni – Foto

    Trevi Premia 2012 Trevi Premia il prof Claudio Santoni

    Foto della premiazione – Teatro Clitunno

    Trevi Premia il prof. Claudio Santoni - Foto

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  • Concerto Organo

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  • Paramenti di S. Pio X

    I Paramenti di San Pio X una reliquia a Trevi

    Per una serie di coincidenze, si conservano a Trevi alcuni paramenti di papa Pio X, reliquia di un grande Santo.

    I paramenti, di colore viola, furono indossati da San Pio X in occasione del Cinquantenario della Sua Ordinazione sacerdotale (come viene ricordato sulla parte posteriore della pianeta) nel 1908.

    Furono poi donati a Don AURELIO BONACA, colto e attivo sacerdote trevano. Nato a Spoleto nel 1885, studiò nel Collegio Lucarini di Trevi, nel Seminario di Spoleto e poi presso l’Apollinare di Roma, dove ottenne la Licenza in S. Teologia.
    Fu ordinato Sacerdote in Roma il 5 luglio 1908, giorno in cui perdette la mamma.
    Mons. Pietro Tagliapietra, Vescovo di Spoleto, lo nominò Priore di S.Croce
    Tenne cattedra di Scienze Naturali presso l’Istituto Tecnico di Spello, presso il Ven. seminario di Perugia, presso il Liceo di Foligno e per molti anni presso il regio Istituto Magistrale di Spoleto.É autore di varie pubblicazioni di storia locale.
    Morì il 13 febbraio 1947.

    I Paramenti da San Pio X nel corso degli anni sono stati indossati da diversi sacerdoti per celebrare la Santa Messa (tra gli altri, negli anni ’50 da Padre Carlo Naldi Generale dei Filippini e, più recentemente, negli anni ’80 e ’90 dal Nunzio Apostolico a Madrid e Parigi S.E. Monsignor Mario Tagliaferri)

    Attualmente sono custoditi da una famiglia di Trevi.

    Domenica 2 aprile 2006 il rev Sanchez, con i sacri paramenti di Pio X, celebrerà la Santa Messa nella Chiesa Abbaziale di San Pietro in Bovara, tempio per il quale D. Aurelio aveva una particolare predilezione e che più volte trattò nei suoi scritti.

    La celebrazione con questi Paramenti assume uno speciale significato nell’anno che il Sommo Pontefice ha voluto dedicare alla Santa Eucaristia: San Pio X ebbe molto a cuore la dignità della Celebrazione Eucaristica e stimolò la pratica della Santa Comunione frequente, anche in tenera età.

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  • Trevi Premia 2012 – Claudio Santoni – Foto

    Trevi Premia 2012 Trevi Premia il prof Claudio Santoni

    Foto della premiazione – Teatro Clitunno

    Trevi Premia il prof. Claudio Santoni - Foto

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