Il più rinomato dei prodotti tipici di Trevi è sicuramente l’
OLIO
DI OLIVA, (naturalmente solo ed esclusivamente quello classificabile
Extravergine
!). Ovviamente è uno dei prodotti base della cucina locale.
Gli ortaggi, coltivati nella fertilissima valle, hanno come espressione massima il SEDANO NERO DI TREVI, una cultivar tipica assolutamente esclusiva. Da ottobre a dicembre nei ristoranti locali viene servito secondo numerose ricette.
Non sufficientemente valorizzato è il vino TREBBIANO, da tempi remoti diffusosi ovunque con nomi diversi. Secondo alcuni, il nome potrebbe essere posto in relazione con Trevi (in latino = Trebia, da cui l’aggettivo Trebianus). Sta di fatto che fino ai primi del ‘900 esisteva nella valle una monocoltura di Trebbiano (Trebbiano Spoletino e Trebbiano di Trevi o, come lochiamavano i nostri agricoltori, “Trebbiano Pulito”). Il passito di Trebbiano, VIN SANTO, era considerato una specialità di Trevi.
Tra gli squisiti prodotti locali c’è da ricordare il Tartufo nero, gli insaccati di maiale, il formaggio pecorino, il miele.
Per valorizzare i prodotti tipici della zona il Comune di Trevi istituì una Scuola di Cucina CIBO & BENESSERE diretta da Angelo Paracucchi (sospesa dal dicembre 1999).
Altre notizie: le origini la storia, il percorso, usanze e tradizione.
È sicuramente la manifestazione “in tempo reale” più antica dell’Umbria, potendosi far risalire all’alto medioevo o addirittura al tardo-antico.
La sera del 27 gennaio, da sempre, alle 18,30 la statua del santo patrono viene portata processionalmente per le vie della città, preceduta dai labari, dai “cerei” e dal gonfalone, secondo un ordine di sfilata che si ripete da secoli, pur adattandosi ogni anno ad esigenze contingenti.
I “cerei” o “ceri” sono apparati, portati da una o più persone a seconda della grandezza, con i simboli o i prodotti delle associazioni e delle imprese commerciali, artigiane e industriali (anticamente delle arti e delle corporazioni).
Il percorso della processione ricalca il tracciato interno della seconda cerchia di mura castellane e pertanto è sempre lo stesso almeno dal 1264, anno in cui si effettuarono altri ampliamenti.
Da tempo immemorabile si chiama l’Illuminatapoiché, in un mondo rischiarato da deboli fiammelle, l’illuminazione straordinaria del percorso e di tutta la città era l’aspetto più appariscente della manifestazione.
Con l’avvento della luce elettrica all’inizio del secolo, essendo le strade e le piazze già di norma illuminate più di quanto non sia mai stato, si ritenne necessario illuminare a giorno ogni angolo del percorso.
Dopo continui aumenti potenza impegnata, dal 1997 si è limitato l’impiego dell’illuminazione elettrica per riproporre l’antica suggestione delle fiaccole.
La manifestazione è di grande richiamo e giungono studiosi anche dall’estero (vedi in proposito la relazione di Tony Anderson di Melbourne)
D
al 1998 al 2001, essendo inagibile la chiesa di S. Emiliano a causa del sisma, la processione è partita e rientrata nella chiesa di S. Francesco.
Nel 1999, a causa del maltempo, la processione è stata effettuata alle 12 del giorno successivo, con percorso ridotto.
A memoria d’uomo è la terza volta che la processione si fa nel giorno successivo per il maltempo.
Nel 2000 non potendo transitare la statua per via Cavour ingombra di ponteggi per le riparazioni degli edifici danneggiati dal sisma, la processione ha seguito un percorso più lungo (via Fantosati – via dell’Angelo Custode – Via delle Fonti). Il percorso più lungo è stato seguito anche nel 2001 per il perdurare dei lavori della ricostruzione e nel 2002, quando tolti ormai i ponteggi per la ricostruzione, via dell’Asilo (o via Cavour) non era transitabile per il tentativo di restauro della deperitissima Annunciazi
one sopra l’ingresso dell’antichissima chiesa di S. Bartolomeo, poi Asilo Infantile e poi abitazioni.Nel 2014 per minacciate avverse condizioni atmosferiche, la processione non ha avuto luogo né la sera della vigilia, né il giorno della festa. Nessuno ricorda un precedente analogo.