

Sia la facciata che l’interno rivelano un radicale intervento neoclassico a cui forse non fu estranea la presenza in Trevi, nel 1832, del Valadier.
Una storia hanno anche i ferri che esternamente vedete ai lati della porta d’ingresso. Fino a tempi non proprio remoti su di essi sedevano, al mattino, i disoccupati nella fiduciosa attesa di una offerta di lavoro.
Il pomeriggio, a sinistra, si sedevano le linguacce e, a destra, i cornuti: questo sostenevano le donne che di qua erano costrette a passare.
Ad essi ambivano attaccarsi, per ottenere l’immunità, i condannati a morte che per questa via dovevano passare per recarsi al luogo dell’esecuzione. (Alberto Barbini 1989-2008)

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