Suor Marcella Filomena Feliziani
Religiosa e Missionaria

Nasce l’8 gennaio 1943 a Trevi. Dal 1964 al 1966 frequenta a Roma la Scuola Convitto dove si diploma come Infermiera Professionale.
Esercita la professione di infermiera a Marino (Roma) e poi a Sarteano (Siena); è direttrice della scuola infermieristica dell’ospedale di Sarteano e caposala. Successivamente è caposala presso l’ospedale di Chianciano Terme (Si); ha quindi l’incarico di supervisore delle strutture ospedaliere di Chianciano Terme, Montepulciano e Sinalunga. Nel 1984 effettua il suo primo viaggio in Guatemala. Nel 1988 fonda l’Associazione Mani Amiche, di cui è tuttora Presidente.
L’impegno di Filomena Feliziani, in religione Suor Marcella, di dedicare la sua vita “ai più poveri del mondo” è forte fin dall’adolescenza e si sviluppa in lei negli anni e si definisce con una determinazione tale da farle maturare la decisione di entrare in un Ordine Religioso. Suor Marcella Quello più vicino alla sua spinta ideale sarà l’ordine della “Sacra Famiglia di Spoleto”, vicino al suo paese nativo, Trevi. La vita religiosa però la tiene lontana dal mondo missionario impegnandola per oltre 30 anni come Capo Sala negli ospedali di Sarteano e di Chianciano Terme, in provincia di Siena. E’ soltanto all’età di 40 anni che potrà iniziare il suo sogno missionario. Da un viaggio in Guatemala del settembre 1984, Suor Marcella resta profondamente colpita dalle estreme condizioni di indigenza in cui vivono i più poveri delle aree rurali ed emarginate di quel Paese. Le sta particolarmente a cuore aiutare i bambini denutriti e abbandonati. Nel 1984 si reca dunque in visita in un Istituto di Nutrizione, dove resta profondamente colpita dalla leggerezza e flaccidità del corpicino di una bambina di 9 mesi che pesa 4,5 kg.
Dopo unperiodo di riflessione, elabora la decisione di far qualcosa per aiutare i bambini denutriti e abbandonati. In un primo momento decide di fare una raccolta fondi per aprire un refettorio per bambini denutriti, ma lo sguardo triste e il pianto disperato di molti bambini soli le fanno maturare l’idea che un bambino non ha solo bisogno di cibo, ma anche e soprattutto dell’affetto materno. La raccolta fondi si concretizza anche attraverso il recupero di indumenti venduti a Prato, la raccolta della carta straccia, del vetro, delle lattine e del ferro. Il successo dell’iniziativa, nata in modo assolutamente spontaneo, rende necessaria la costituzione di una associazione: nasce così l’Associazione Mani Amiche.
Le famiglie (madre e figli) dopo tre anni di permanenza al Centro, periodo che generalmente consente una ripresa completa, normalmente lasciano il Centro e rientrano nella società, ma l’aiuto continua con pacchi di alimentari e per l’igiene, materiale scolastico, vestiario, scarpe, assegno integrativo, microcredito senza interessi, e borse di studio. Il tutto si concede senza ritorno economico all’Associazione o alla Fondazione, ma si pretende un impegno scolastico o professionale da parte dei bambini e dei giovani poiché è certo che ogni forma di aiuto cade in uno sterile assistenzialismo qualora non generi un impegno per lo sviluppo personale volto all’autosufficienza. Dall’inizio della sua costruzione, i lavori all’interno del Centro non si sono mai fermati e neglia nni sono state costruite molte strutture: 52 casette per l’accoglienza delle madri e dei loro figli l’asilo e le altre strutture scolastiche fino alla scuola media la cucina con il refettorio comune il salone polivalente il campo da calcio una infermeria dentistica un serbatoio per acqua potabile elevato l’illuminazione delle strade a pannelli fotovoltaici docce con acqua calda da pannelli solari la casa dei volontari gli uffici gli ambulatori la Cappella l’orto con agricoltura biologica gli allevamenti di animali bovini ed ovini l’officina meccanica il laboratorio di produzione casearia il laboratorio informatico due villaggi satellite (Tierra Fria e Alameda) nei quali gli alloggi vengono venduti tramite azioni di microcredito alle donne che escono dal Centro Manos Amigas la Casa Famiglia (6 appartamenti) per l’accoglienza di minori orfani
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