Chiesa e abbazia di S. Stefano
in Manciano
Cronistoria
Pagina in elaborazione
VI sec. – Secondo alcune fonti, sul colle di S. Stefano esisteva un insediamento monastico (Fidenzoni, 1969,
Spoleto e la sua diocesi,
Spoleto; Zenobi 1985)
XII sec – L’analisi stilistica riporta a questa epoca l’età della costruzione del corpo principale e l’abside.
XIII se
c.
1920 – Ancora officiata sia pure saltuarimente (

1937 –
Gita al colle di S. Stefano
(Fondo Zenobi) Inedito 2020
1937 – Una gita di trevani al colle di S. Stefano.
Forse la più vecchia foto della chiesa di S. Stefano (
da stampa a contatto su carta al cloruro Agfa Lupex da film 120
).
La data a margine è 1937.
I portali erano già stati smontati. La vegetazione è scarsa, forse appena dopo il taglio del ceduo.
Si riconoscono, da Sx: Armanda Arredi, Carlo Zenobi, Salvatore Zappelli.
Il primo a destra è il dott. Filippo Dominici già sindaco e poi podestà di Trevi fino al 1935.

1965 – Ritaglio di giornale
(Fondo Giuliani)
Nella primavera del 1965, su segnalazione accorata di Don Palmiero (non Gualtiero) Bartoloni, rettore della parrochia di Manciano, Vincenzo Giuliani quale presidente della Pro Trevi sollecitò l’intervento di un giornalista per l’articolo qui riportato.
Nella foto, in primo piano a destra si vede Don Palmiero in abito talare e più lontano, stagliato nel vano dell’abside, il presidente Giuliani.
Da altri articoli nel retro del foglio il giornale, probabilmente
La Nazione
in cronaca locale, si può datare al 7/3/1965. L’autore potrebbe essere Sandro Morichelli.
Va in completa rovina la basilica di Santo Stefano – da anni la chiesa è completamente abbandonata – Le inclementi condizioni atmosferiche hanno peggiorato la situazione.
Abbiamo appreso dal reverendo padre don Gualtiero
[=Palmiero]
Bartoloni. parroco di alcuni centri della montagna
trevana. che a causa delle inclementi condizioni atmosferiche è crollata quasi completamente la bellisima basilica romanica di Santo Stefano che si trova in località Manciano a quota settecentocinquanta metri di altitudine.
Ci siamo recati sul posto insieme a don Gualtiero
Bartoloni ed al presidenle della Pro Trevi professor Vincenzo Giuliani ed abbiamo constatato personalmente le condizioni della chiesa romanica che un tempo era un vero e proprio gioiello d’arte. Il tempio era già da anni gravemente lesionato e non più frequentato per il culto.
L’antica chiesa romanica di Santo Stefano. Nella foto: il parroco don Palmiero Bartoloni e il professor Vincenzo Giuliani, presidente della Pro Trevi
1970, estate, Raccolte varie testimonianze
1970 – colta testimonianza
1978-79
Trevi –
Dopo vari sopralluoghi Nessi e Ceccaroni pubblicarono in “Itinerari Spoletini” la più completa sintesi delle conoscenze sull’abbazia, e sugli altri monumenti locali. L’ultima riedizione è ancora disponibile tra i volumi della Pro Trevi
M
Trevi – 1980
1980, 26 dicembre, festa di S. Stefano. Don Sossio Fioretti, allora “rettore” della parrocchia di Manciano, organizzò un pellegrinaggio ai ruderi dell’antica abbazia. Alcuni volenterosi ripulirono l’area dai rovi per permetterne una visita agevole.
Trevi – 1982
1982, 29 settembre. A Spoleto, IX Congresso del CISAM, Bruno Toscano in una sua relazione “
Per uno studio del’mbiente diocesano
“, esaminò dettagliatamente alcuni particolari della nostra chiesa, mettendola in relazione con un coevo edificio al’estremo sud della diocesi per lo stesso metodo di chiusura del colmo del catino absidale.
Purtroppo, nella stampa degli atti (1983) non ci fu spazio né per le foto, né per il testo.
Trevi – 1983
1983, agosto. Proiezione in piazza di diapositive sulle chiese romaniche della zona, con particolare evidenza degli imponenti ruderi di S. Stefano.
Trevi – 1985
1985. In “Trevi antica” di Zenobi (Pro Trevi) descrizione e foto a pagina intera della chiesa di S. Stefano.

Trevi – Chiesa di S. Giovanni. Mostra
Nell’agosto del 1987, nel programma di
Trevi in Piazza
è presentata con risalto la mostra “S. Stefano in Manciano, studio per un restauro”. Due studenti, ora architetti, Andrea Cerquiglini e Donatella Fiorani, hanno disegnato ogni pietra e hanno formulato ipotesi di un restauro conservativo.
La Mostra, programmata dal 2 al 23 agosto, fu prolungata fino a tutto il mese di ottobre.
Per mantenere alto l’interesse la Pro Trevi organizzò tempestivamente ( 9/ 8/ 1987) una visita guidata ai ruderi dell’abbazia, con abbondante, graditissima merenda.
Vedi foto.
1997, estate. Il presidente della Comunità Montana dei monti Martani e del Serano (Brunini) e l’assessore comunale alla cultura (Lucia Genga)
eseguirono un sopralluogo
per mettere allo studio un piano di restauro.

Foto Filippucci-Ravagli,1997, da “Trevi: quattropassi…”
1998. La guida “
Trevi: quattro passi tra storia e natura
” (Pro Trevi) descrive una deviazione di un itinerario proprio per visitare i ruderi dell’abbazia, fornendo così precise indicazioni per raggiungerla attraverso il bosco.
Trevi – /span>
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Trevi – Chiesa di S. Stefano inManciano
(foto Bill Thayer 15/5/2004)
2004. Accompagnando un pubblicista statunitense, trovammo i portali sbarrati da pannelli di espanso, con grossolano disegno di muratura, abbandonati dopo aver protetto quello che balordi di turno avevano inscenato all’interno.
V. altre foto
Trevi – 2005
un articolo nel notiziario dell’Archeoclub di Foligno (2005), ora non più in rete
in un Bollettino Regionale lo stanziamento di fondi per il restauro di S. Stefano di Manciano, dopo il terremoto del ’97, ma purtroppo non trovo più traccia, né del bollettino, né tantomeno dei restauri.
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