Piazza Garibaldi
Storia e immagini
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Nei vari e complessi momenti della vicenda storica di Trevi, l’area di piazza Garibaldi ha sempre avuto un ruolo fondamentale quale principale elemento di raccordo tra l’agglomerato urbano, rigorosamente serrato dalle mura e lo spazio rurale circostante.
Area pianeggiante di collegamento tra il cocuzzolo abitato e la montagna retrostante è l’elemento che differenzia la morfologia di Trevi da tutti gli altri numerosissimi centri abitati siti sulla sommità del colle, particolare che colpisce ogni visitatore che vi giunge per la prima volta. Ma questa piacevole caratteristica fu di nocumento all’importanza militare del sito nei tempi andati poiché, coll’avvento dell’artiglieria, risultava l’abitato facilmente offendibile dal monte retrostante.
Nella seconda metà del XIX secolo la piazza, di molto ampliata e non più sistemata secondo i bei progetti all’epoca redatti, ospitò il bestiame, sempre più numeroso dei mercati settimanali, che rifornivano di vaccine e maiali il mercato di Roma e “duravano dal primo Giovedì di ottobre all’ultimo dinnanzi alla Pasqua. Si dicevano e si dicono mercati, ma propriamente dovrebbero chiamarsi fiere, poiché, oltre le merci e queste nella minor proporzione, abbondano di ogni specie di bestiame agricolo; e poi, senza bestiami o in minor proporzioni, continuavano in tutti gli altri Giovedì fino all’altro Ottobre” . Ben a ragione quindi la vecchia denominazione di “Piazza del Lago”, in ricordo del piccolo specchio d’acqua definitivamente prosciugato, mutò in “piazza del Mercato”.
Successivamente, per la mancata sincronizzazione con il mercato di Roma, raggiungibile ormai in 24 ore con l’avvento della ferrovia e non più dopo una settimana quando si trasferiva il bestiame a piedi, anche i mercati decaddero e rimasero soltanto nei giovedì di ottobre, oltre alle fiere – tuttora in programma anche se ormai scadute a livello di mercatini rionali, mentre anticamente duravano 10 giorni! – di S. Emiliano (29 gennaio), del primo lunedì di Marzo, e della Madonna delle Lacrime o Madonna della Neve (5 agosto).
Per secoli però furono particolarmente importanti le fiere e i mercati di Trevi tanto che alla fine del ‘400 il Mugnoni rivendicava con puntiglioso orgoglio che alcune fiere di Trevi erano addirittura più frequentate di quelle di Foligno , specialmente dagli abitanti della montagna fino al ducato di Camerino, i quali chiamavano Trevi “porto secco” per la gran quantità di merci reperibili pur non essendoci il mare.
Piazza Garibaldi ebbe anche una naturale funzione di raccordo tra le strade principali e gli ingressi alla zona urbana, ma questo argomento verrà trattato a parte
Nei primi del ‘900 furono definitivamente abbattute le mura e le porte (del Lago e Porta Pia) sul lato ovest della piazza. Superata da tempo la loro funzione militare, erano rimaste principalmente a salvaguardia della sicurezza degli abitanti da malintenzionati che avrebbero potuto agire con la protezione della notte, ma raggiunta ormai una certa tranquillità con l’illuminazione elettrica, le poderose mura e le munite porte servivano solo come barriera doganale. Ma evidentemente per questa funzione si trovarono altre soluzioni efficaci, sia per Trevi che per le altre citta, poiché nonostante l’eliminazione delle porte il “dazio” è rimasto fino al 1977.
Con l’abbattimento delle mura, la piazza assume l’aspetto “aperto” che conosciamo e cioè non più un disimpegno a ridosso della mura, ma il naturale affaccio dell’abitato verso la campagna.
Oltre che per il mercato venne usata per parate militare e molte altre attività come documentato dalle foto degli ultimi 120 anni.
C. Piccolpasso, Le piante e li ritratti delle città e terre dell’Umbria sottoposte al governo di Perugia, ms. del 1579 (a cura di G. Cecchini, Roma 1963)
Già nel ‘400 il giovedì era giorno di mercato! P. Pirri, Annali di Ser Francesco Mugnoni da Trevi – dall’anno 1416 al 1503, Perugia, 1921, c. 41r. Vedi: http://www.protrevi.com/protrevi/annali/annali03.asp
Don Eugenio Venturini, La parrocchia di Santa Croce in Trevi. Memorie, ms. 1900-1902, c. 5, Vedi: http://www.protrevi.com/protrevi/SCroce03.asp, sub 1482.
P. Pirri, l.c., c.45v. http://www.protrevi.com/protrevi/annali/annali03.asp, sub 1484
D. Natalucci, Historia … di Trevi, Todi, 1985, c.830
Trevi –
Questa
Trevi – .
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