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Da L’unione liberale: corriere dell’Umbria . 21 Gennaio 1912 ________________________________________________

Trevi

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Una grande festa del lavoro

Trevi, 21

[Gennaio 1912].

L’Inaugurazione del risorto Molino a cilindri Bonaca, che ha avuto luogo ieri a Trevi, è stata veramente una magnifica festa del lavoro. E merita di essere chiamata cosi, perché la tempra gagliarda di

Serafino Bonaca

, il lavoratore instancabile ed intelligente che dal nulla seppe assurgere fra i più forti industriali della Provincia, va additata quale esempio ammirevole di tenacia e di operosità.

Il molino — come è noto — fu distrutto da un incendio il 14 aprile 1911; nel Luglio ne fu ricominciata la ricostruzione, che a Decembre era già terminata. L’opera direttiva e muraria fu curata dall’egregio sig.

Mencaroni Umberto

, espertissimo costruttore, ed il macchinario fu fornito dalla

Ditta Fratelli Bubler di Milano

.

Intervennero alla festa il rappresentante del Governo nella persona di S. E. l’

on. Cataldo

, Sottosegretario al Ministero di Agricoltura, I. e C., l’

on. Ciuffelli

, l’

on. Fazi

, il cav. Buffetti-Berardi presidente della Deputazione Provinciale; da Perugia il Sindaco conte Valentini ed il dottor

Bruno Dolcetta

direttore della Banca Commerciale, da Spoleto, il Sottoprefetto anche in rappresentanza del Prefetto dell’Umbria, e numerosissime altre persone da ogni parte della Provincia. Gli

on. Fani e Gallenga

. impossibilitati ed intervenire, inviarono affettuosi telegrammi.

Tutti gli ospiti furono fatti segno ad infinite cortesie dalla

famiglia Bonaca

. Alle ore 11 ebbe luogo l’inaugurazione del Molino; ed a mezzogiorno nei locali del Molino fu servito agli Invitati ed agli operai un sontuoso banchetto, servito inappuntabilmente dal Pinelli di Foligno.

Porge per primo un saluto agli ospiti il

cav. Ubaldi

sindaco di Trevi, rendendo omaggio alla ferrea volontà di Serafino Bonaca, che colpito dalla sventura, con lena giovanile si accinse alla ricostruzione del Molino. Segui l’

, ringraziando S. E. l’

on Cataldo

del suo intervento a questa festa del lavoro, che gli ha dato modo di constatare come l’Umbria non sia soltanto la mistica terra francescana, ma una regione operosa e fattiva. Saluta in

uno di quei pionieri, cui la terza Italia deve LI rifiorire delle sue virtù fisiche e morali, delle quali il popolo e l’esercito Italiano Stanno offrendo attualmente un cosi mirabile esempio.

Il conte Valentini portò al Bonaca il saluto di Perugia, sua patria d’origine, che unisce in questa lieta circostanza i suoi auguri a quelli di Trevi, di Foligno e degli altri paesi che formano la meravigliosa Conca d’oro dell’Umbria. S. E. l’on. Castaldo si dichiara lieto di presenziare questa festa e di aver conosciuto quella tempra meravigliosamente forte di Serafino Bonaca, che tutto deve alla propria volontà. Dice che le conquiste civili si fanno oggi soltanto dai popoli economicamente forti, e beve alla prosperità dell’Italia ed al suo avvenire. Parlarono parecchi altri, fra cui l’

Ing. Netti

di Orvieto ricordando che il Bonaca fu il primo ad introdurre nell’ Umbria la macinazione a cilindri e la luce elettrica.

Ringraziò per il

Bonaca

il figlio

Nello

, commosso; ed a nome degli operai dello Stabilimento fu offerta al Bonaca una targa con dedica affettuosa.

Nel pomeriggio fu estratta una lotteria a beneficio delle famiglie povere dei combattenti in Africa; e coi treni della, sera gli ospiti abbandonarono le rive del Clitunno, che senza perdere l’incanto poetico che lo circonda, è divenuto fonte di vita per la industre regione.

Da:

L’unione liberale: corriere dell’Umbria

(1912: A. 31, gen., 23, fasc. 18) in: Biblioteca comunale Augusta – Perugia – IT-PG0109

www.internetculturale.it

Segnalato da Mario Scaloni (8/2021)

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