Proverbi Umbri di O. Grifoni

Scritto da

in

Proverbi Umbri raccolti da Oreste Grifoni

42- I NGEGNO E IL SUO CONTRARIO – SAPERE E IGNORANZA – PERSONE SCIOCCHE (pagg. 122-123)

Nota: Tra parentesi acute < > è riportato il numero della pagina.

1. A chi cià la testa non manca lu cappellu.
2. Co’ l’arte e co’ l’ ingegnu s’acquista mienzu regnu.
3. Chi de’ quinici no l’ha (l’ingegno) a venti non l’aspetti; – e – Chi a venti non l’ha, a trenta non sa.
4. Le persone d’ ingegnu so’ tutte un pô matte. Nullum magnum ingenium sine mixtura de mentiae fuit. (SENECA)
5. Le necessità acuzzano lu cervellu. Ingenium mala saepe movent.(OVIDIO: Ars amandi)
6. L’occhiu vôle la parte sia.
Tosc. – L’occhio vuole la sua parte.
Abruz. – L’uocchie’ vô la parte se.
Rom. – L’occhio vô la parte sua, fora che li cazzotti.
7. Chi se perde pe’ troppo sapè’ e chi pe’ cica.
8. Non s’arria mai a ‘mparà’.
Lat. – Discendi vita deficit.
9. Co’ lo sbajà’ se ‘mpara.
Lat. – Errando discitur.
10. <123> Chi cià ‘struzione cià roba.
11. Chi non sa, priestu parla; – e – Chi non sa fa priesta a judicà.
Abruz. – Chi ne sa poche parl’apprime.
12. Chi non sa è come chi non conosce.
13. Le cocuzze vô’ sempre a gallu. I più tardi; d’ingegno raggiungono spesso gli onori più alti.
14. Capoccia che non parla è cucuzza.
Tosc. – Capo senza lingua non vale una stringa.
15. L’ome ignorante è ‘na gran bestia; è la molestia della società.
16. Dove vai? – So’ cipolle! Chi non ha testa vaneggia.
17. Più cùzzura [cutùra?](rotola) e meno s’attonna. Le condizioni mentali di un uomo stupido sono destinate a peggiorare, non a migliorare. (FERMI)
18. A li più minchiuni, o lu Cristu o li lantirnuni. Le persone di poca intelligenza facilmente vengono assoggettate a lavori gravosi, apparentemente belli e leggeri.
19. A la barba de li minchiuni se vendemmia tre vorde l’annu. Il senso è ovvio.
20. Pe’ li minchiuni ‘ne’ è mai Paradisu. (Gualdo Cattaneo) Essi, nell’impossibilità, per natura, di render migliori le condizioni della loro vita, sono destinati a soffrire sempre.

305