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Trevi, Italy. Chiesa di S. Pietro a Pettine. Epigrafe classica

Questa bella epigrafe, già pubblicata dal C.I.L.1, da tempo inglobata nell’altare in pietrame era ormai ritenuta perduta.

Nella monumentale raccolta, stilata tra il 19° e il 20° secolo era stata riportata sulla fede di una trascrizione precedente..2

Ritrovata nel corso del recente restauro, si può ora vedere infissa nel pavimento del presbiterio nella posizione in cui è stata rinvenuta. L’ultima riga non è visibile perché annegata nella malta. (inedito 2000)

Con la luce radente è facilmente leggibile il testo, perfettamente conforme alla precedente trascrizione, che informava il viandante della presenza della tomba

del PITTORE SULPICIO, Liberto di Lucio, alla distanza di 15 piedi, di fronte, nel campo.

SVLPICIVS

L. L. EROS

PICTOR

Nel XV P FRONT

(IN AGR P XV)

Sul lato nord una porta, con uno strano architrave a mezzaluna, è stata anticamente tamponata con materiali di recupero.

Il 4 Novembre 1998 , Bill Thayer di Chicago, in visita a Trevi, ha individuato un

f

rammento di epigrafe

in un blocchetto di marmo riutilizzato nella muratura e ne ha dato subito notizia nel suo sito monumentale.

La parete nord era ricoperta di edera da tempo immemorabile e il frammento è rimasto nascosto fino all’intervento del 1995.

Successivamente, nel 2012, un ulteriore intervento

Trevi, Italia. Chiesa di S. Pietro a Pettine. Porta Nord, tamponata

Porta della parete Nord quando era ancora tamponata

La porta, riaperta nel 2012

Agli spigoli si vedono i cardini in pietra

La sistemazione dei vari frammenti dell’epigrafe

.

Il frammento di destra era quello visibile all’esterno

della tamponatura, per lungo tempo esposto alle intemperie

La ricostruzione dell’altra faccia

Nell’intervento del 2012 è stata riaperta e con alcune pietre di risulta bsi è potuta ricomporre l’intera iscrizione

L’iscrizione è ripetuta su ambedue le facce di un cilindro di marmo con un foro quadrato al centro e sagomato lateralmente

con una scozia, evidente elemento di una colonna classica.

Il frammento di scrittura che si trovava a vista ha tratto in inganno vari interpreti, poiché dai rozzi caratteri veniva attribuito all’alto medioevo, mentre il testo è italiano e recita:

BEATO CHI MI
VOLTA +

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